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Yarlongite

minerale
Yarlongite
Classificazione Strunz (ed. 10)1.BA.30[1]
Formula chimica(Cr4Fe4Ni)Σ=9C4[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinodimetrico
Sistema cristallinoesagonale[2]
Parametri di cellaa=18,839(2), c=4,4960(9), V=745,7(2), Z=6[2]
Gruppo spazialeP 63mc[2]
Proprietà fisiche
Densità7,19 (calcolata)[2] g/cm³
Durezza (Mohs)5½-6[2]
Sfaldaturaperfetto secondo {001}[2]
Fratturaconcoide[2]
Coloregrigio acciaio [2]
Lucentezzametallica[2]
Opacitàopaca[2]
Striscionero[2]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La yarlongite è un minerale la cui descrizione è stata pubblicata nel 2008 in base ad una scoperta avvenuta nella contea di Qusum (Qūsōng Xiàn), Tibet, Cina. Il minerale è stato approvato dall'IMA ed il nome è stato attribuito in riferimento al fiume Yarlong Zangbo (Yarlung Tsangpo) che scorre nei pressi dell'ofiolite di Luobusa dove è stato scoperto il minerale.[2]

La yarlongite è un carburo metallico di cromo, ferro e nichel.[2]

MorfologiaModifica

La yarlongite è stata scoperta sotto forma di grani irregolari di 0,02-0,06mm..[2]

Origine e giacituraModifica

La yarlongite è stata trovata nella cromitite podiforme nell'harzburgite dell'ofiolite di Luobusa associata con diamante, moissanite, wüstite, iridio nativo (varietà osmiridio), osmio nativo (varietà iridosmina), periclasio, cromite, ferro nativo, nichel nativo, cromo nativo, forsterite, diopside ricca di cromo ed i seguenti carburi metallici: cohenite, tongbaite, khamrabaevite e qusongite. Si presume che la yarlongite sia frutto di xenocristalli provenienti dal mantello terrestre trasportati da un pennacchio e catturati dalla fusione che ha originato la cromitite di Luobusa.[2]

NoteModifica

  1. ^ Yarlongite mineral information and data, su mindat.org. URL consultato il 22 gennaio 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (EN) Nicheng Shi, Bai Wenji, Li Guowu, Xiong Ming, Fang Qingsong, Yang Jingsui, Ma Zhesheng, Rong He, Yarlongite: A new metallic carbide mineral (PDF), in Acta Geologica Sinica, vol. 83, 2008, pp. 52-56. URL consultato il 22 gennaio 2013.

Collegamenti esterniModifica

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