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24 Ore di Le Mans 1972
Edizione nº 40 del 24 Ore di Le Mans
Dati generali
Inizio10 giugno
Termine11 giugno
valevole anche per il Campionato del Mondo Sport Prototipi
Titoli in palio
Vittoria assolutaFrancia Henri Pescarolo
Regno Unito Graham Hill
su Matra MS670
Gran Turismo Speciale
(fino a 5 litri)
Francia Jean-Claude Andruet
Francia Claude Ballot-Léna
su Ferrari 365 GTB/4
Turismo SpecialeGermania Dieter Glemser
Spagna Alex Soler-Roig
su Ford Capri
Gran Turismo Speciale
(fino a 2,5 litri)
Svizzera Sylvain Garant
Germania Jürgen Barth
Stati Uniti Michael Keyser
su Porsche 911S
vetture Sport
(fino a 2,0 litri)


Gran Turismo Speciale
(oltre 5 litri)
Francia René Ligonnet
Regno Unito Barrie Smith
su Lola T290
Stati Uniti Dave Heinz
Stati Uniti Robert B. Johnson
su Chevrolet Corvette ZL1
Altre edizioni
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Edizione in corso

La 40a edizione della 24 Ore di Le Mans si è svolta il 10 e 11 giugno 1972 sul Circuit de la Sarthe ed era aperta alle vetture sport appartenenti al Gruppo 5 (suddivise nelle classi "fino a 2 litri" e "fino a 3 litri"), alle Gran Turismo Speciali appartenenti al Gruppo 4(suddivise nelle classi "fino a 2,5 litri", "fino a 5 litri" e "oltre 5 litri") e alle vetture Turismo Speciale appartenenti al Gruppo 2[1]. Questa gara è la 9a manche del Campionato del mondo sportprototipi 1972 (WSC - World Sportscar Championship).

ContestoModifica

Il tracciato fu nuovamente modificato con l'inserimento di una serie di curve tra Arnage e la chicane Ford allo scopo di evitare il pericolosissimo tratto di Maison Blanche che correva in mezzo alle case. Queste cinque curve verranno in seguito denominate curve Porsche, mentre contemporaneamente la chicane Ford fu raddoppiata per facilitare la creazione di una nuova entrata della pit-lane[2].

 
L'Alfa Romeo 33 TT3

Nel 1972 i motori 5 litri vennero banditi dal campionato del mondo e quindi da Le Mans. Ciò lasciò il campo aperto alle migliori auto con motore 3 litri derivato dalla F1. Ferrari e Matra erano le favorite ma avevano priorità differenti. La Matra ridusse la sua partecipazione nelle gare di durata per concentrarsi su "Le Mans", mentre la Ferrari preferì competere per il campionato del mondo e saltare Le Mans, poiché la 312 PB ispirata alla F1 era ottimizzata per le gare di 1000 km[3] e le prove al banco motori avevano evidenziato preoccupanti rotture: il motore non aveva superato la 14a ora di test[4].

Ciò diede alla Matra il ruolo di favorita per la 24 ore, con quattro auto iscritte: 3 nuovissime Matra 670 progettate e costruite specificamente per correre a Le Mans (di cui una a "Coda Corta" per Henri Pescarolo e Graham Hill) e una vecchia ma aggiornata Matra 660 per Jean-Pierre Jabouille e David Hobbs. Esse affrontarono un'opposizione composta principalmente da tre Alfa Romeo 33 TT3, due Lola T280 semiufficiali iscritte dalla scuderia di Jo Bonnier, e una Porsche 908 coupé LH privata, iscritta da Reinhold Joest. Quest'ultima era simile alla vettura che giunse seconda nel 1969[5] ed era considerata ormai vecchia e poco potente e competitiva.

Le Alfa-Romeo apparvero a Le Mans nella loro configurazione ad alta deportanza per le 1000 km, mentre l'affidabilità del Ford Cosworth DFV che spingeva le due Lola dell'Ecurie Bonnier Svizzera e la Duckhams LM dei britannici Alain de Cadenet e Chris Craft (una vettura autocostruita con la collaborazione dalla Brabham) era alquanto dubbia per una gara lunga 24 ore.

GaraModifica

 
La Duckhams LM motorizzata Ford Cosworth DFV.

Sin dalla partenza, la Matra di Beltoise/Amon prese il comando, imponendo immediatamente un ritmo molto sostenuto. Sfortunatamente, all'inizio del terzo giro, il suo V12 ammutolì conseguentemente ad un guasto meccanico, provocando il panico tra i piloti ed i tecnici Matra, i quali decisero di rallentare il ritmo di gara nelle fasi iniziali, nell'attesa di capire quale fosse la causa del cedimento. Questo permise alle Lola di Jo Bonnier e Hugues de Fierlant di prendere la testa senza incontrare alcuna resistenza da parte delle vetture francesi, almeno fino a quando non cominciò a piovere dopo la prima mezz'ora di corsa[6]. Bonnier però, venne rallentato da uno pneumatico forato che gli aveva danneggiato tutto la parte anteriore della carrozzeria e, dopo i primi pit-stop, all'imbrunire le Matra restanti erano nuovamente al comando, in prima e seconda posizione[6].

Nutrendo dei dubbi circa la reale affidabilità delle vetture francesi, Jo Bonnier decise di continuare a pressare le Matra, nel tentativo di indurle alla rottura o, quantomeno, all'errore. Bonnier, nella sua rincorsa, stabilì il nuovo record sul giro all'inizio della sera, mentre l'altra Lola ruppe il cambio, e fu costretta al ritiro[6].

 
La Matra 670 di Henri Pescarolo e Graham Hill ad un raduno.

Alle 22:00 la classifica vedeva in testa le Matra davanti al terzetto Alfa Romeo e alla 908LH di Joest De Cadenet e Craft erano sorprendentemente al decimo posto con la loro vettura autocostruita, ma Graham Hill, forzando il ritmo, riuscì a portarsi in testa con la sua Matra verso la mezzanotte[6].

Durante la notte le posizioni si mantennero stabili, con le Matra in testa e le quattro Alfa Romeo al loro seguito, con Craft e de Cadenet saliti al settimo posto, mentre tra le GT il ritmo era dettato dalle varie Ferrari Daytona[6].

All'alba le Matra 670 si scambiarono nuovamente le posizioni, le Alfa erano alle prese con le difficoltà della trasmissione e la 908 di Joest/Weber/Casoni era quinta e sembrava invece non mostrare inconvenienti[6]. La Lola T280 di Bonnier era ancora lì, con un DFV V8 in sorprendente salute, mentre alcuni incidenti provocarono soste ai box inattese e lasciarono in pista solo otto auto. La Lola, ispirata ad una monoposto di F1, stava andando molto forte nel primo mattino, tornando ad incalzare le vetture francesi. Poco prima delle 8:30 la Lola di Bonnier si apprestò a doppiare la Ferrari 365 GTB/4 iscritta dalla Scuderia Filipinetti e pilotata in quel momento da Florian Vetsch, un gentleman, nei pressi della curva Indianapolis. Vetsch, maldestramente, cercò di favorire il sorpasso della più veloce Lola, ma accidentalmente scelse la medesima traiettoria sulla quale Bonnier si spostò. La Lola, urtando non si sa se la stessa Ferrari di Vetsch o il guard rail a bordo pista, decollò letteralmente, finendo nel bosco ai margini del circuito e distruggendosi nel violentissimo impatto con gli alberi. Bonnier, al volante della vettura, morì sul colpo[6].
Il tragico incidente portò ad un'interruzione di due ore della gara, indispensabile per la rimozione dei resti della vettura e del pilota.

Questa tragedia, comunque, lasciò le Matra senza serie rivali. Nonostante un pit-stop imprevisto l'auto di Ganley e Cevert era ancora in testa, quando il pilota neozelandese venne colpito nella coda da una Chevrolet Corvette. Ciò diede il comando a Pescarolo e Hill. La Matra 660 di Hobbs/Jabouille, invece, si fermò con problemi alla trasmissione.

 
La Porsche 908 Coupe LH

La Matra 670 "Coda Corta" guidata da Pescarolo e Hill ottenne dunque la prima posizione, mantenuta poi fino alla bandiera a scacchi, mentre la 670 "Coda Lunga" di François Cévert e Howden Ganley ottenne un meritato secondo posto. Questa fu la prima vittoria di un'auto francese fin dal 1950 e rese Graham Hill il primo e finora unico pilota a vincere la Triple Crown costituita da 500 miglia di Indianapolis, 24 ore di Le Mans e Campionato del Mondo di Formula Uno (compreso il Gran Premio di Montecarlo, che vinse diverse altre volte).

Eccellente, in tale contesto, la terza posizione della Porsche 908 coupé LH (cioè con carrozzeria a coda lunga[7]) guidata da Reinhold Joest, Michel Weber e Mario Casoni. Sebbene ormai vetusta, la loro 908 LH (che era stata realizzata nel 1969 ed era appartenuta al Museo Jo Siffert[8]) fu resa sorprendentemente competitiva dall'ottimo lavoro svolto dal team dello stesso Joest, che riuscì a trasformare un progetto ormai datato in una vettura sufficientemente rapida da poter tenere la scia dei moderni prototipi in una gara difficile come Le Mans.
Una piccola anticipazione, molto significativa, della straordinaria capacità, da parte di Joest, di interpretare tatticamente una gara difficile, ricca di variabili, quale la 24 Ore di Le Mans.

Classifica finaleModifica

ClassificatiModifica

Pos Classe Squadra Piloti Vettura Motore Giri
1 S
3.0
15   Equipe Matra-Simca Shell   Henri Pescarolo
  Graham Hill
Matra-Simca MS670 Matra 3.0L V12 344
2 S
3.0
14   Equipe Matra-Simca Shell   François Cévert
  Howden Ganley
Matra-Simca MS670 Matra 3.0L V12 333
3 S
3.0
60   Jo Siffert A.T.E. Racing   Reinhold Joest
  Michel Weber
  Mario Casoni
Porsche 908LH Porsche 3.0L Flat-8 325
4 S
3.0
18   Autodelta SpA   Nino Vaccarella
  Andrea De Adamich
Alfa Romeo Tipo 33TT3 Alfa Romeo 3.0L V8 307
5 GT
5.0
39   Charles Pozzi   Jean-Claude Andruet
  Claude Ballot-Léna
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 306
6 GT
5.0
74   North American Racing Team (NART)   Sam Posey
  Tony Adamowicz
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 304
7 GT
5.0
34   Scuderia Filipinetti   Mike Parkes
  Jean-Louis Lafosse
  Jean-Jacques Cochet
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 302
8 GT
5.0
36   Ecurie Francorchamps   Derek Bell
  Teddy Pilette
  Richard Bond
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 301
9 GT
5.0
38   North American Racing Team (NART)   Jean-Pierre Jarier
  Claude Buchet
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 297
10 T
3.0
54   Ford Deutschland   Gerry Birrell
  Claude Bourgoignie
Ford Capri 2600RS Ford 3.0L V6 292
11 T
3.0
52   Ford Deutschland   Dieter Glemser
  Alex Soler-Roig
Ford Capri 2600RS Ford 3.0L V6 289
12 S
3.0
68   Duckham's Oil Motor Racing   Alain de Cadenet
  Chris Craft
Duckhams LM
(Brabham)
Ford-Cosworth DFV 3.0L V8 288
13 GT
2.5
41   Louis Meznarie   Sylvain Garant
  Jürgen Barth
  Michael Keyser
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 285
14 S
2.0
27   René Ligonnet - Kodak   René Ligonnet
  Barrie Smith
Lola T290 Ford Cosworth FVC 1.8L I4 284
15 GT
+5.0
4   North American Racing Team (NART)   Dave Heinz
  Robert B. Johnson
Chevrolet Corvette ZL1 Chevrolet 7.0L V8 284
16 GT
+5.0
32   Claude Dubois   Jean-Marie Jacquemin
  Yves Deprez
De Tomaso Pantera Ford 5.8L V8 282
17 GT
3.0
46   North American Racing Team (NART)   Jean-Pierre Laffeach
  Gilles Doncieux
Ferrari Dino 246GT Ferrari Dino 2.4L V6 265
18 S
2.0
24   Wicky Racing Team   Peter Mattli
  Hervé Bayard
  Walter Brun
Porsche 907 Porsche 2.0L Flat-6 252

Non ClassificatoModifica

poiché non ha coperto il 70% della distanza del vincitore (240 laps)

Pos Classe Squadra Piloti Vettura Motore Giri
19 S
3.0
67   Christian Poirot   Christian Poirot
  Philippe Farjon
Porsche 908/2 Porsche 3.0L Flat-8 206

RitiratiModifica

Pos Classe Squadra Piloti Vettura Motore Giri
20 S
3.0
16   Equipe Matra-Simca Shell   Jean-Pierre Jabouille
  David Hobbs
Matra-Simca MS660C Matra 3.0L V12 278
21 S
3.0
5   Escuderia Montjuich   Juan Fernandez
  Franciasco Torredemer
  Eugenio Baturone
Porsche 908/3 Porsche 3.0L Flat-8 ?
22 S
3.0
19   Autodelta SpA   Rolf Stommelen
  Nanni Galli
Alfa Romeo Tipo 33TT3 Alfa Romeo 3.0L V8 263
23 S
3.0
6   Hans-Dieter Weigel   Hans-Dieter Weigel
  Helmuth Krause
Porsche 908/2 Porsche 3.0L Flat-8 244
24 GT
+5.0
29   Greder Racing Team   Henri Greder
  Marie-Claude Charmasson
Chevrolet Corvette Chevrolet 7.0L V8 235
25 S
3.0
17   Autodelta SpA   Vic Elford
  Dr. Helmut Marko
Alfa Romeo Tipo 33TT3 Alfa Romeo 3.0L V8 232
26 GT
5.0
57   North American Racing Team (NART)   Luigi Chinetti Jr.
  Masten Gregory
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 226
27 S
3.0
8   Ecurie Bonnier Svizzera   Joakim Bonnier
  Gérard Larrousse
  Gijs van Lennep
Lola T280 Ford-Cosworth DFV 3.0L V8 213
28 GT
3.0
42   Claude Haldi   Claude Haldi
  Paul Keller
  "Gédéhem"
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 208
29 GT
5.0
35   Scuderia Filipinetti   Bernard Cheneviére
  Florian Vetsch
  Gérard Pillon
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 204
30 S
3.0
22   Automobiles Ligier   Pierre Maublanc
  Jacques Laffite
Ligier JS2 Maserati 3.0L V6 195
31 GT
+5.0
71   Ecurie Léopard   Jean-Claude Aubriet
  "Depnic"
  "Sylvain"
Chevrolet Corvette Chevrolet 7.0L V8 188
32 S
3.0
65   "Novestille"   Louis Cosson
  Jean-Louis Ravenel
Porsche 910 Porsche 2.4L Flat-6 188
33 S
3.0
56   Claude Laurent   Claude Laurent
  Martial Delalande
  Jacques Marché
Ligier JS2 Maserati 3.0L V6 186
34 GT
3.0
45   Raymond Touroul   "Lee Banner"
  Domonique Bardini
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 183
35 T
3.0
53   Ford Deutschland   Jochen Mass
  Hans-Joachim Stuck
Ford Capri 2600RS Ford 3.0L V6 ?
36 S
3.0
76   Jean Egreteaud   Jean-Claude Lagniez
  Raymond Touroul
Porsche 908/2 Porsche 3.0L Flat-8 83
37 GT
+5.0
72   John Greenwood Racing   Bernard Darniche
  Alain Cudini
  John Greenwood
Chevrolet Corvette Chevrolet 7.0L V8 82
38 S
2.0
23   Brian Robinson   Brian Robinson
  Jean Rondeau
Chevron B21 Ford Cosworth FVC 1.8L I4 76
39 T
3.0
49   Team Schnitzer - Motul   Hans Heyer
  René Herzog
BMW 2800CS BMW 3.0L I6 70
40 GT
3.0
44   Jean Sage   Jean Sage
  Georg Loos
  Franz Pesch
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 64
41 GT
5.0
37   Maranello Concessionaires   Peter Westbury
  John Hine
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 72
42 GT
+5.0
28   John Greenwood Racing   John Greenwood
  Dick Smothers
Chevrolet Corvette Chevrolet 7.0L V8 53
43 GT
3.0
80   Porsche Kremer Racing Team   John Fitzpatrick
  Erwin Kremer
  Juan Carlos Bolaños
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 39
44 GT
3.0
79   Jean-Pierre Gaban   Hermes Delbar
  Roger van der Schrick
Porsche 911S Porsche 2.4L Flat-6 ?
45 GT
+5.0
30   Escuderia Montjuich   José Juncadella
  Fernando de Baviera
De Tomaso Pantera Ford 5.8L V8 36
46 GT
+5.0
31   Escuderia Montjuich   Herbert Müller
  Cox Kocher
De Tomaso Pantera Ford 5.8L V8 36
47 S
2.0
69   Michel Dupont   Michel Dupont
  Jean-Paul Bodin
Chevron B19/21 Ford Cosworth FVC 1.8L I4 29
48 T
3.0
84   Shark Team   Jean-Claude Guérie
  Jean-Pierre Rouget
Ford Capri 2600RS Ford 3.0L V6 26
49 S
3.0
7   Ecurie Bonnier Svizzera   Hughes de Fierlandt
  Jorge de Bagration
  Mário de Araújo Cabral
Lola T280 Ford-Cosworth DFV 3.0L V8 26
50 GT
3.0
40   René Mazzia   Pierre Mauroy
  Marcel Mignot
Porsche 911S Porsche 2.5L Flat-6 27
51 GT
5.0
75   Charles Pozzi   François Migault
  Daniel Rouveyran
Ferrari 365 GTB/4 Ferrari 4.4L V12 22
52 S
3.0
58   Bosch Racing Team   Walter Roser
  Otto Stuppacher
Porsche 908/2 Porsche 3.0L Flat-8 11
53 S
3.0
21   Automobiles Ligier   Guy Ligier
  Jean-François Piot
Ligier JS2 Maserati 3.0L V6 7
54 S
+3.0
33   Société Franco-Brittanic   Guy Chasseuil
  Jean Vinatier
De Tomaso Pantera Ford 5.8L V8 3
55 S
3.0
12   Equipe Matra-Simca Shell   Jean-Pierre Beltoise
  Chris Amon
Matra-Simca MS670 Matra 3.0L V12 1

NoteModifica

  1. ^ (FR) Thierry Chargé, Foto dell'arrivo della 24 Ore di Le Mans 1969, www.les24heures.fr. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  2. ^ (FR) Thierry Chargé, 1972 Circuit du Mans n°6, www.les24heures.fr. URL consultato il 14 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2015).
  3. ^ Ferrari 312PB: quando il Cavallino disse addio all'endurance, www.panorama-auto.it, 18 settembre 2015. URL consultato il 13 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2016).
  4. ^ YouTube:Speed Merchants (Part 9), su youtube.com. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  5. ^ Foto dell'arrivo della 24 Ore di Le Mans 1969 (JPG), www.imca-slotracing.com. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  6. ^ a b c d e f g (EN) Chuck Dressing, 1972 Le Mans, www.bigmoneyracing.com. URL consultato il 14 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2008).
  7. ^ (EN) ZANTAFIO56, Foto della Porsche 908 coupé LH in gara a Le Mans nel 1972, www.flickr.com. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  8. ^ (EN) Jorg Thomas Fodisch, Jost Nehover, Dieter Robach, Harold Schwarz, Porsche 908: The Long Distance Runner, Veloce Publishing Ltd, 2009, pp. 240 pagg.. ISBN 1845842014, 9781845842017 pag. 198

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Gara precedente:
1000 km del Nürburgring
FIA Campionato del mondo sportprototipi
Campionato del mondo sportprototipi 1972
Gara successiva:
1000 km di Zeltweg

Gara precedente:
24 Ore di Le Mans 1971
24 Ore di Le Mans Gara successiva:
24 Ore di Le Mans 1973
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