Maserati

azienda produttrice d'automobili sportive italiana
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Maserati
Logo
Maserati Modène 0002.JPG
Sede della Maserati a Modena
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1914 a Bologna
Fondata daAlfieri Maserati
Sede principaleModena
GruppoStellantis
Persone chiave
  • Davide Grasso (CEO)
SettoreAutomobilistico
ProdottiAutovetture
Fatturato3,47 miliardi [1] (2017)
Dipendenti1683[1] (2017)
Slogan«Excellence Through Passion»

«The absolute opposite of ordinary»

Sito webwww.maserati.com/

Maserati è un'azienda italiana produttrice di automobili sportive di lusso fondata a Bologna, oggi con sede a Modena e per lungo tempo impegnata in differenti categorie automobilistiche grazie alla propria Squadra Corse. Il 1º dicembre 2014 la casa ha festeggiato i primi 100 anni dalla sua fondazione, avvenuta il 1º dicembre 1914.

Dal 16 gennaio 2021, fa parte del gruppo automobilistico Stellantis.

StoriaModifica

Gli iniziModifica

L'azienda fu fondata il 1º dicembre 1914 a Bologna dal vogherese Alfieri Maserati e all'inizio sviluppava auto per gare su strada Isotta Fraschini. La fabbrica aveva soltanto 5 dipendenti e 2 erano i fratelli di Alfieri Maserati: Ettore ed Ernesto.

Nel 1919 la sede si trasferì fuori dalle mura della città, da vicolo Pepoli in una traversa di via Emilia Levante, via Marcello Oretti, nel rione Pontevecchio (ora parte del quartiere Savena).

Successivamente, nel primo dopoguerra, Alfieri Maserati diede inizio alla sua attività come corridore agonistico: iniziò a correre con le vetture Isotta Fraschini e ottenne numerosi titoli in gare di notevole importanza per l'epoca come il Mugello, l'Aosta-Gran San Bernardo e la Susa-Moncenisio, non lontano da Torino.

Nel 1924, dopo un Gran Premio, venne squalificato per 5 anni e così poté dedicarsi alla sua industria. Il fatto risale alla corsa in salita della Rabassada, nei pressi di Barcellona. Secondo la versione degli organizzatori spagnoli, alla Diatto 2000 cm³, con la quale era iscritto alla gara Alfieri Maserati, durante la notte fu sostituito il motore con uno da 3000 cm³. Il concorrente Ferdinand de Vizcaya (su Elizalde 4400 cc), informato, fece reclamo. Alle verifiche il motore si rivelò un 3000 cc e Alfieri Maserati fu tolto dalla classifica, ma nessuno provò che il motore fosse veramente stato sostituito e da chi. Fra l'altro, essendo possibile gareggiare con un motore tre litri, non si capisce perché si sarebbe dovuti ricorrere a un simile goffo stratagemma anziché iscrivere la macchina nella categoria di competenza. Furono deferiti alla Federazione Internazionale la Diatto, come casa costruttrice, lo stesso Alfieri Maserati e Luigi (o Luis) Mora, importatore della Diatto a Barcellona. Sette mesi dopo, gli organismi internazionali dell'automobile comminarono la squalifica di cinque anni ad Alfieri Maserati, a Luigi Mora ed alla Diatto.
Alla casa automobilistica la squalifica fu in seguito revocata, perché dimostratasi estranea ai fatti.

La prima automobile interamente Maserati fu fabbricata nel 1926 e si chiamò Tipo 26. Su questa vettura apparve per la prima volta il simbolo della Maserati: un tridente stilizzato ripreso dalla fontana del Nettuno di Bologna, disegnato da Mario Maserati, l'unico dei fratelli che alle automobili aveva preferito la carriera artistica.

La Tipo 26 esordì alla Targa Florio del 1926, con alla guida Alfieri Maserati che giunse nono. Gli anni seguenti furono costellati di grandi trionfi mondiali. Nel 1932 Alfieri morì dopo un intervento chirurgico all'unico rene rimastogli a causa di un incidente automobilistico del 1927 (fu sepolto nella Certosa di Bologna). Portarono avanti l'attività Ettore, Ernesto e Bindo.

 
Maserati - Avusrennen, 1931
 
Maserati A6

Nel 1937 l'azienda venne ceduta all'allora famoso industriale modenese Adolfo Orsi e la Maserati trasferita da Bologna a Modena, in viale Ciro Menotti. I fratelli del fondatore accettarono, come clausola di vendita, di rimanere nell'azienda in qualità di consulenti (usciranno nel 1947 per fondare a Bologna una loro società, la OSCA). Nel secondo dopoguerra l'attività automobilistica riprese, dopo che durante la seconda guerra mondiale la produzione si era concentrata sulle candele di accensione e sulle batterie.

La Maserati riavviò la produzione di automobili con la presentazione di una nuova vettura Gran Turismo, la A6 1500 che, nella versione da corsa guidata da Alberto Ascari, vinse all'esordio sul circuito di casa a Modena.

Nel 1957 Juan Manuel Fangio ritornò alla Maserati e si laureò per la quinta volta campione del mondo alla guida di una Maserati 250F.

Nello stesso anno una serie di difficoltà finanziarie costrinsero la casa al ritiro ufficiale dalle competizioni, alle quali ritornerà soltanto nel 2004 grazie alla MC12, protagonista nel campionato FIA-GT.

 
Una Maserati Sebring

Nonostante l'abbandono delle corse, nacque da un progetto dell'ingegnere Giulio Alfieri la mitica Tipo 60, nota con il soprannome di Birdcage (gabbia d'uccello). Non partecipò ufficialmente alle gare, ma venne utilizzata dalle scuderie più prestigiose riportando importanti vittorie. La Maserati fornì inoltre per qualche anno i suoi motori V12 3000 cm³ alle vetture della Cooper, per la precisione nelle stagioni di Formula 1 dal 1966 al 1969, ottenendo con questa squadra un paio di vittorie.

La produzione crebbe notevolmente e la Maserati si trasformò in breve tempo in uno dei più prestigiosi costruttori di auto del mondo.

Periodo CitroënModifica

Nell'ambito dell'accordo FIAT-Michelin, che assegnò provvisoriamente alla FIAT la gestione tecnica della Citroën, nel 1968 la Maserati passò sotto il controllo della casa francese, nell'ottica della futura costituzione di un grande gruppo italo-francese. La neonata joint venture, destinata ben presto a dissolversi, consentì però alla Citroën di disporre dei motori costruiti dalla Maserati per equipaggiare il nuovo modello sportivo "SM".

 
Una Maserati Bora

Sotto la direzione dell'ingegnere Giulio Alfieri, nacquero tre nuovi, sofisticati e costosi modelli Maserati, la Maserati Bora (V8), la Maserati Merak (V6) e la Maserati Khamsin (V8).

Tuttavia la crisi petrolifera del 1973 incise pesantemente sull'azienda.

La crisiModifica

La situazione precipitò il 23 maggio 1975 quando la Citroën annunciò che l'industria sarebbe stata posta in liquidazione ma, grazie alle pressioni delle associazioni industriali, la Maserati evitò la chiusura, confluendo nella GEPI, la società pubblica per il salvataggio di aziende in crisi[2].

L'8 agosto 1975 l'imprenditore italo-argentino Alejandro de Tomaso, proprietario anche dell'omonima casa automobilistica modenese, acquisì la Maserati dalla GEPI e ne divenne amministratore; grazie a questa operazione la Maserati riuscì lentamente a riprendersi dalla crisi.

Il modello di maggior successo in questo periodo fu la Biturbo (Motore V6 in base a Merak), fabbricata in versione sia coupé che spider, auto di buone prestazioni e di costi non eccessivi, ma afflitta da numerosi problemi a causa di una scarsa qualità dell'assemblaggio.[senza fonte]

La ripresaModifica

Nel dicembre 1989 De Tomaso cedette al Gruppo FIAT il 49 per cento del capitale sociale della nuova società Maserati spa, trattenendone la quota del 13% circa e mantenendone la gestione operativa.[2]

Grandi novità per la Maserati arrivarono soltanto nel 1993, quando De Tomaso cedette le azioni ancora in suo possesso alla Fiat[2], che a sua volta le cederà nel 1997 alla Ferrari, per ritornare nuovamente a Fiat Group nel 2005. Nel 2000 iniziarono i lavori per l'espansione del centro direzionale di viale Ciro Menotti e la costruzione di una nuova rete commerciale. Nel 2005 venne anche assunto come amministratore delegato Karl-Heinz Kalbfell, al quale fu anche affidato lo sviluppo strategico del polo sportivo Alfa Romeo-Maserati. Nel settembre 2006 a Kalbfell subentrò Roberto Ronchi.

Il lancio di nuovi modelli aprì nuovi mercati per l'azienda. L'11 settembre 2001, al Salone dell'automobile di Francoforte, la Maserati lanciò la nuova Spyder e si apprestò a tornare nel mercato statunitense. La prima Maserati che sbarcò sulle coste nord americane fu una Spider color blue Mediterraneo, battuta a un'asta a scopo benefico la sera del 12 novembre 2001 a New York. Il successivo gennaio, un nuovo modello, la Coupé, debuttò in anteprima mondiale al Salone dell'automobile di Detroit, segno tangibile che quello USA era il mercato su cui la casa di Modena intendeva basare il proprio futuro. Il successo fu immediato e gli Stati Uniti diventarono già dal primo anno di commercializzazione, il 2002, il maggiore mercato al mondo per Maserati. Successo che si completò con il successivo arrivo della Quattroporte (2003), della Quattroporte Automatica (2007) e della GranTurismo (2007). Dal 2013 l'ex stabilimento Bertone di Grugliasco, alle porte di Torino, ribattezzato Officine Maserati Grugliasco e intitolato all'Avvocato Gianni Agnelli fu destinato alla produzione di vetture Maserati, tra cui la nuova Quattroporte e la Ghibli.

 
Alcuni dei modelli più rappresentativi della ripresa: Maserati GranCabrio, Ghibli e Quattroporte.

La prima delle due berline, la Quattroporte, venne presentata all'inizio del 2013 e aveva dimensioni maggiori rispetto alla versione precedente, presentandosi ora come una grande ammiraglia sportiva che non tralascia il comfort di marcia e la cura degli interni, curati nei minimi dettagli, uniti a prestazioni di primo piano, garantite dai nuovi motori V6 e V8 sviluppati assieme a Ferrari. La Ghibli, invece, è una berlina di dimensioni inferiori rispetto alla Quattroporte, ed è uno dei modelli su cui il marchio italiano puntò molto per raggiungere la quota di 50 000 unità l'anno, prevista per il 2015. Dotata anch'essa dei motori V6 e V8 della Quattroporte, si distingue, oltre che per le dimensioni, per una linea più sportiva. Entrambi i modelli sono disponibili con la trazione integrale e un motore diesel V6 sviluppato con VM Motori. Nel gennaio 2013 la Maserati ha annunciato l'arrivo, per il 2014, di un SUV sportivo di grandi dimensioni, derivato dal prototipo Kubang. Dal 1º novembre 2013 le Officine Maserati Grugliasco sono confluite in Mirafiori Plant, dando così il via alla nascita del polo del lusso e dell'eccellenza di Torino. La strategia di espansione della gamma diede i suoi primi frutti già nel 2013, segnando un grande aumento di vendite della Casa italiana in tutto il mondo e permettendole di espandersi e affermarsi maggiormente su molti mercati, come gli Usa, la Cina e il Giappone.

I primi 100 anniModifica

 
Il concept Maserati Alfieri del 2014
 
Il centenario Maserati festeggiato al Salone dell'automobile di Ginevra.

Nel 2014 la casa del Tridente ha festeggiato i suoi primi cento anni di storia: la data ufficiale più significativa è stata quella del 1º dicembre, a 100 anni esatti dalla fondazione.[3][4][5]

L'intero anno 2014 è stato segnato da numerose iniziative, festeggiamenti ed eventi, organizzati sia dalla stessa Maserati sia da altri enti legati all'automobile o da altre case automobilistiche. Oltre ai vari raduni e tour ufficiali[6][7], agli eventi annuali come SpaItalia o Goodwood Festival of Speed, Concorso d'eleganza Villa d'Este e Pebble Beach, e ai vari spettacoli organizzati in diversi circuiti internazionali, primo fra tutti l'Autodromo di Monza, alla Maserati è stata dedicata una vera e propria mostra retrospettiva con esposizione anche dei modelli più recenti e concept significativi.[7][8]

Tale mostra è stata dedicata alla Maserati da parte di un'altra storica (anche se molto più giovane) azienda italiana: la Ferrari, che ha organizzato presso il proprio Museo casa Enzo Ferrari la mostra: «Maserati 100 - A Century of Pure Italian Luxury Sports Cars», inaugurata nella prima metà del 2014 e durata quasi un anno, e che è stata la più importante e completa rassegna di vetture del Tridente mai organizzata al mondo.[9] Per i 100 anni è stato anche creato uno spazio web dedicato.[7]

Sempre nel 2014 la Maserati ha presentato al Salone di Ginevra un concept coupé in configurazione 2+2 denominato Alfieri, in onore di uno dei fratelli Maserati, quello che più ha contribuito all'affermazione della Casa del Tridente. Questo prototipo, basato sulla meccanica della MC Stradale ma con una lunghezza ridotta, è stato realizzato per celebrare i 100 anni dalla fondazione dell'azienda e prefigura il design dei futuri modelli. Nata inizialmente come prototipo da salone, la Maserati Alfieri ha ottenuto un largo consenso da parte dal pubblico, tanto da spingere i vertici della Casa a una produzione in serie.

Da gennaio 2016, a Mirafiori, cominciò la produzione del primo SUV della Maserati, la Maserati Levante, derivata dalla Maserati Ghibli (2013) e dalla Maserati Quattroporte (2013).

Nel luglio 2019 vi è stato un cambio al vertice dell'azienda: Harald Wester ha lasciato l'incarico di CEO (ottenuto nel febbraio 2018)[10] per diventare presidente esecutivo, con responsabilità sulle attività di sviluppo e ingegnerizzazione del prodotto, Davide Grasso, ex amministratore delegato di Converse (Nike), è stato nominato direttore operativo.[11]

A novembre 2019, sono uscite di produzione le Maserati GranTurismo e le Maserati GranCabrio, ma nelle concessionarie sono ancora disponibili tanti esemplari, in attesa dell'arrivo delle eredi, la Maserati MC20 coupé e cabrio, nel corso del 2020.

Le vettureModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Modelli Maserati.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) reportaziende.it, https://www.reportaziende.it/maserati_spa?c-cerca=maserati.
  2. ^ a b c First on line - La Maserati, da De Tomaso a Marchionne: ecco la vera storia
  3. ^ automobilismo.it "Maserati, i primi 100 anni", su automobilismo.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  4. ^ Omniauto.it "buon compleanno Maserati", su omniauto.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  5. ^ Autoblog.it 100 anni Maserati, su autoblog.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  6. ^ Autoblog.it "Il centenario Maserati visto da vicino, a Bologna", su autoblog.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  7. ^ a b c maserati100.it sito ufficiale del centenario, su maserati100.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  8. ^ Maserati World Gathering, su maserati100.it. URL consultato il 3 dicembre 2014.
  9. ^   Al museo Enzo Ferrari tributo alla Maserati, video.corriere.it, 30 giugno 2014.
  10. ^ Maserati, arriva un nuovo CEO, su mobile.ilsole24ore.com, 5 febbraio 2018.
  11. ^ Davide Grasso nuovo responsabile operativo Maserati, su ansa.it, 3 luglio 2019. URL consultato il 7 luglio 2019.

BibliografiaModifica

  • Francisco Giordano, La Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna, in: "Strenna Storica Bolognese", ed. Pàtron, LVII, 2007 Bologna.
  • Francisco Giordano, Per i 90 anni della Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna (1919-1939), in: “INARCOS”, rivista ingegneri architetti e costruttori, Bologna, 2010, con un commento di Alfieri Maserati, Bologna, LXV, 706, gennaio/febbraio 2010.
  • Francisco Giordano, La Maserati di Bologna. I luoghi dove è nato il mito del Tridente: storie, fatti, aneddoti, prefazione di Alfieri Maserati, ed. Paolo Emilio Persiani, 2018, Bologna.

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