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Amarti è il mio peccato (Suor Celeste)

film del 1953 diretto da Sergio Grieco
Amarti è il mio peccato
(Suor Celeste)
Amarti è il mio peccato (Suor Celeste).jpg
Jacques Sernas e Luisa Rossi in una scena
Lingua originaleitaliana
Paese di produzioneItalia
Anno1954
Durata95 min
Dati tecnicibianco e nero
Generedrammatico, sentimentale
RegiaSergio Grieco
SoggettoOttavio Poggi
SceneggiaturaSergio Grieco, Leo Benvenuti, Ottavio Poggi
ProduttoreOttavio Poggi
Casa di produzioneP.O. Film, Gladio Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaGiorgio Orsini
MontaggioAntonietta Zita
MusicheEzio Carabella
ScenografiaErnest Kromberg
CostumiRossana Pistolesi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Amarti è il mio peccato (Suor Celeste) è un film del 1954, diretto da Sergio Grieco.

Ascrivibile al filone drammatico-sentimentale, comunemente detto strappalacrime (od anche neorealismo d'appendice), molto in voga tra il pubblico italiano a cavallo degli anni quaranta e cinquanta.

TramaModifica

La contessa Danieli, sposata con due figli, si dimostra una madre egoista riversando tutto l'affetto su Giorgio, l'erede maschio, trascurando la secondogenita, Laura. Quando Elena, figlia illegittima dell'amministratore di casa che si tolse la vita a causa delle irregolarità compiute nella gestione dei beni, corteggia e alla fine conquista il cuore del ragazzo, la madre cerca in tutti i modi di ostacolare quell'unione. Dopo qualche tempo, sopravviene la seconda guerra mondiale e Giorgio è costretto a partire per il fronte lasciando sola Elena con il bambino frutto della loro relazione. La donna viene cacciata da casa e, per procurarsi il necessario, è costretta a ricorrere all'aiuto di Valeria, una sua avvenente amica, che le procura un lavoro presso un locale notturno. Nel frattempo però Giorgio muore durante il conflitto; la contessa arriva a reclamare per sé il bambino avuto da Elena, la quale, al colmo della disperazione, tenta il suicidio ritrovandosi in un letto d'ospedale. Lì decide di farsi suora, chiamandosi Suor Celeste per poter dedicare la propria vita all'aiuto degli altri, ma un giorno Giorgio compare improvvisamente: la notizia della morte era priva di fondamento. Toccherà alla madre di Giorgio, fino allora severa ed austera, dopo un incidente automobilistico occorso a Giorgio, telefonare al convento dove Elena è novizia per chiamarla al capezzale di Giorgio e tornare dall'uomo che ama e dal figlio.

ProduzioneModifica

Il film, che ha per sottotitolo Suor Celeste, venne iscritto al P.R.C. della SIAE con il n. 1.397. Presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica il 27 marzo 1954, ottenne il visto di censura due giorni dopo, il n. 16.302 del 29 marzo 1954, con una lunghezza accertata della pellicola di 2.850 metri[1].

DistribuzioneModifica

Incassò 232.150.000 lire dell'epoca. Il film è stato proiettato in televisione il 12 febbraio 2013 sulla rete televisiva Iris e l'8 maggio 2017 sula rete privata Rete 4 come è possibile evincere dalla pagina dedicata al film dal sito della rivista FilmTv.it.

NoteModifica

  1. ^ come è possibile evincere dal documento originale del visto di censura tratto dal sito Italia Taglia.

Collegamenti esterniModifica

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