Ambrogio Spinola

generale italiano
Heraldic Crown of Spanish Dukes (Variant 1).svg
Ambrogio Spinola
Peter Paul Rubens - Portrait of Ambrogio Spinola (ca. 1625, National Gallery in Prague).jpg
Pieter Paul Rubens, Ritratto del Duca Ambrogio Spinola
Duca di Sesto Marchese di los Balbases
Stemma
In carica 2 aprile 1621 –
25 settembre 1630
Predecessore Filippo Spinola
Successore Filippo Spinola
Nome completo Ambrogio Spinola Doria
Trattamento Don
Altri titoli
Nascita Genova, 1569
Morte Castelnuovo Scrivia, 25 settembre 1630
Luogo di sepoltura Castelnuovo Scrivia
Dinastia Spinola
Padre Filippo Spinola
Madre Polissena Grimaldi
Consorte Giovanna Bacciadonne
Figli
Religione Cattolicesimo
Don Ambrogio Spinola Doria
Portret van Ambrogio Spinola (1569-1630) Rijksmuseum SK-A-3953.jpeg
Ritratto Ritratto in Armatura del Duca Ambrogio Spinola, (Opera di Michiel van Mierevelt)
Soprannome
  • Ambrosio
  • Espugnatore delle Piazze
NascitaGenova, 1569
MorteCastelnuovo Scrivia, 25 settembre 1630
Cause della mortePeste
Dati militari
Paese servitoFlag of Cross of Burgundy.svg Impero spagnolo
Forza armata
ArmaFanteria, Cavalleria
Anni di servizio1601 - 1630
Grado
ComandantiFrancisco de Mendoza
Guerre
Campagne
  • Campagna nelle Fiandre contri i Fiamminghi dal 1604 al 1625
  • Campagna contri i Sabaudi per il possesso del Ducato del Monferrato, dal 1628 al 1630
Battaglie
Comandante di
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Don Ambrogio Spinola Doria, marchese di los Balbases (Genova, 1569Castelnuovo Scrivia, 25 settembre 1630), è stato un generale genovese al servizio della Spagna, fra i più celebri del suo tempo.

BiografiaModifica

I primi anniModifica

Ambrogio Spinola nacque a Genova, figlio primogenito di Filippo Spinola, marchese di Sesto e Venafro, e di sua moglie Polissena Grimaldi, figlia del principe di Salerno. La famiglia degli Spinola vantava antiche origini e grande potere e ricchezza in Genova. La sorella di Ambrogio, Lelia, sposerà Giulio Cesare Squarciafico, secondo marchese di Galatone, dal quale discenderanno i principi di Belmonte.

Nel XVI secolo la Repubblica di Genova, fungendo da banchiere ufficiale della monarchia spagnola, aveva il controllo sulle finanze spagnole[1]. Molti fratelli minori di Ambrogio fecero fortuna in Spagna e tra questi Federico si distinse grandemente come soldato nelle Fiandre.

Al servizio dell'esercito spagnoloModifica

 
Le conquiste dello Spinola (incisione di Crispijn van de Passe).

Le casate Spinola e Doria erano secolari rivali per il controllo dell'autorità nella repubblica genovese. Ambrogio Spinola continuò questa rivalità interna: pur non ottenendo i successi sperati e perdendo invece alcune importanti occasioni in città, si dedicò pertanto al servizio della Spagna, pensando comunque di riuscire a mantenere il proprio prestigio al servizio della potente monarchia nelle Fiandre. Nel 1602 col fratello Federico entrò in contatto col governo spagnolo come "condottiero" il che fu una vera scommessa per gli Spinola perché dovettero a loro spese creare un esercito di 1000 mercenari per il servizio di terra oltre ad uno squadrone di galee per la costa.

Molte delle galee provviste da Federico, ad ogni modo, vennero distrutte dalle navi da guerra inglesi nel Canale della Manica e lui stesso venne ferito a morte mentre si trovava nei Paesi Bassi il 24 maggio 1603. Ambrogio decise dunque di marciare alla volta delle Fiandre nel 1602 alla testa dei suoi uomini. Durante i primi mesi di permanenza egli preparò uno schema per invadere l'Inghilterra che, pur presentato alle autorità spagnole, rimase un nulla di fatto. Sul finire dell'anno fece ritorno in Italia alla ricerca di nuovi uomini da arruolare per poi ripartire verso i Paesi Bassi. Nominato generale, ebbe difatti qui l'inizio della sua esperienza militare come soldato nell'Assedio di Ostenda il 29 settembre 1603. Le macerie della città vennero da lui conquistate, il 22 settembre 1604, dopo un anno di estenuanti combattimenti. Come ricompensa per gli sforzi compiuti, nel 1605 il re di Spagna Filippo III lo nominò cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro.

La guerra nelle FiandreModifica

L'arciduca Alberto d'Austria e l'infanta Isabella Clara Eugenia d'Asburgo, figlia di Filippo II di Spagna, erano stati da poco nominati governatori delle Fiandre e ben presto lodarono grandemente l'operato dello Spinola nella presa di Ostenda. Con la chiusura di questa campagna, Spinola si recò in Spagna per incontrare la corte del re che a quel tempo si trovava a Valladolid al fine di sapere se proseguire negli scontri. A Valladolid gli riuscì di ottenere il titolo di comandante in capo delle armate spagnole nelle Fiandre e nell'aprile dell'anno successivo era già di ritorno a Bruxelles da dove ebbe inizio una nuova campagna militare da lui personalmente guidata. Gran parte della guerra nei Paesi Bassi si concentrò sugli assedi, contro il comandante Maurizio di Nassau a guidare le difese dei rivoltosi olandesi.

Nel 1606 Ambrogio Spinola diede inizio all'Assedio di Groenlo e fece nuovamente poi ritorno in Spagna ove venne accolto coi massimi onori, ottenendo dal re la missione segreta di mantenere il controllo delle Fiandre in caso di morte dell'arciduca o di sua moglie, ma non poté contestualmente ottenere il titolo di "grande di Spagna" che tanto ardentemente desiderava. Sino alla firma della Tregua dei dodici anni nel 1609 egli continuò ad avere il comando delle armate spagnole nelle Fiandre col titolo di generale, collezionando altri successi.

Nel 1611, però, la rovina finanziaria dello Spinola era ormai completa e riuscì a ripagarsi a malapena con le rendite garantitegli dal "grandato" che ottenne in quell'anno. Nel 1614 venne coinvolto nelle operazioni di insediamento di Cleves e Jülich. Allo scoppio della Guerra dei trent'anni egli condusse una vigorosa campagna nel Palatinato inferiore che incluse il saccheggio di molte città e villaggi tra i quali Drais che lo ricompensò del rango di capitano generale. Dopo la ripresa della guerra con i Paesi Bassi nel 1621, egli ottenne la maggiore vittoria della sua carriera con la presa di Breda dopo un lungo assedio (28 agosto 1624 - 5 giugno 1625), malgrado i numerosi tentativi di Maurizio di Nassau di contrastare in ogni modo tale impresa. L'evento è tra l'altro il soggetto del grande quadro di Velázquez, La resa di Breda, conosciuto anche col nome spagnolo di Las Lanzas, ove figura anche Spinola come uno dei personaggi principali.

La presa di BredaModifica

 
Giustino di Nassau semi inginocchiato che porge le chiavi della fortezza di Breda ad Ambrogio Spinola, Diego Velázquez, La resa di Breda, 1634-1635

La presa di Breda rappresentò per Ambrogio Spinola il culmine della sua carriera militare, malgrado la mancanza di fondi paralizzasse il governo spagnolo ed il nuovo favorito del re, il duca di Olivares fosse geloso dei successi del generale. Spinola non poté evitare che Federico Enrico di Nassau assediasse e prendesse possesso di Groenlo, il che rappresentò un bello schiaffo dopo la presa di Breda. Nel gennaio del 1628 Spinola fece ritorno in Spagna e si risolse a dire al re che non avrebbe ripreso il comando delle armate spagnole nelle Fiandre se non gli fosse stato accordato il debito supporto a livello di truppe. A Madrid dovette subire l'insolenza di Olivares il quale cercò di ritenerlo l'unico responsabile della perdita di Groenlo e questo convinse Ambrogio a desistere dal fare ritorno nelle Fiandre. Dopo il glorioso assedio, Spinola ottenne il titolo di Marchese di Los Balbases.

Gli ultimi anniModifica

 
Ambrogio Spinola in un dipinto del 1628 di Anthony van Dyck.

Mentre il governo spagnolo aveva intrapreso la guerra di successione di Mantova e del Monferrato, in seguito a intrighi di corte, Spinola fu nominato ministro plenipotenziario e sbarcò a Genova il 19 settembre 1629, portandosi appresso il cinquantaduenne Pieter Paul Rubens che lo seguirà poi anche a Madrid presso la corte di Filippo IV dove già aveva operato Diego Velázquez. Spinola ebbe l'incarico di prendere Casale Monferrato ma, vittima di intrighi diplomatici e senza le adeguate forze militari non riuscì nell'impresa: nel maggio del 1629 l'intervento di Luigi XIII di Francia, portò alla sconfitta di Carlo Emanuele presso il colle del Monginevro (Susa e Chiomonte) e alla liberazione di Casale dall'assedio.

Spinola si ammalò proprio durante l'assedio di Casale. Il 25 settembre 1630 morì a Castelnuovo Scrivia, probabilmente a causa dell'epidemia di peste di quell'anno, pronunciando secondo la tradizione le parole «onore» e «reputazione».

CuriositàModifica

Ad Ambrogio Spinola è dedicata la raccolta di madrigali Il Fior novello, musica a cinque voci, libro primo di Giovanni Maroni, edita a Venezia da Ricciardo Amadino nel 1596. Il Manzoni lo cita nel cap. XXVIII de I Promessi Sposi come governatore di Milano durante la peste.

Matrimonio e figliModifica

Il duca Ambrogio Spinola sposò nel 1592 la contessa Giovanna Basadonne. La coppia ebbe tre figli:

  • Filippo Spinola (17 luglio 1594 - 1659). Nel 1607 dimorò insieme al fratello minore Agostino presso la corte imperiale di Madrid, dove entrambi divennero paggi della regina Margherita d'Asburgo. Nel 1611 tornò in Italia per occuparsi degli affari di famiglia e inoltre svolse qualche missione diplomatica per conto del genitore; successivamente venne avviato alla carriera militare e segui il genitore in tutte le sue spedizioni, sino al 1630, quando questi morì e gli succedette come II duca di Sesto e marchese di los Balbases. L'anno successivo venne anch'esso insignito del collare dell'Ordine del Toson d'oro. Successivamente fu nominato generale della cavalleria concentrata nello Stato di Milano. Partecipò alla battaglia di Nordlingen, accanto al cognato Diego Felippez de Guzman.
  • Agostino Spinola Basadone (27 agosto 1597 - 12 febbraio 1649). Dopo aver vissuto a Madrid insieme al fratello maggiore, fu avviato alla carriera ecclesiastica. L'11 gennaio 1621, all'età di ventitré anni, fu nominato cardinale da papa Paolo V, su esplicita istanza del re di Spagna Filippo III d'Asburgo.
  • Polissena Spinola (morta nel 1639). Sposò in prime nozze il marchese Diego Felippez de Guzman.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
  Cavaliere dell'Ordine di Santiago

NoteModifica

  1. ^ albertinisyz.it[collegamento interrotto].

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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