Antonio Cupo

attore canadese

Antonio Cupo (Vancouver, 10 gennaio 1978) è un attore canadese di origini italiane.

BiografiaModifica

Nato a Vancouver il 10 gennaio 1978 in una famiglia di emigranti italiani giunta in Canada nel 1968, Antonio Cupo è il più giovane dei tre figli di Manlio (proveniente da Palomonte) e Lucia (nata a Barletta), gli altri sono Sabato e Carmelina. Si è laureato in Letteratura inglese alla University of British Columbia. Vive tra Vancouver, Los Angeles e Roma; lavora per il teatro, il cinema e la televisione. Alla recitazione alterna la musica: è stato voce solista del gruppo musicale Hybrid Cartel, è un compositore e suona vari strumenti. Pratica vari sport.

Il suo primo ruolo da protagonista è stato sotto la direzione di Fabio Segatori nel film Hollywood Flies. Tra gli altri suoi lavori girati negli Stati Uniti: Lizzie McGuire: Da liceale a popstar, regia di Jim Fall, Taken, prodotta da Steven Spielberg, The L Word e molti altri.

In Italia raggiunge il successo nel 2005, interpretando il ruolo dell'Ufficiale Christian Grey/Principe Cristiano Caracciolo di Montesanto, protagonista maschile nella seconda stagione di Elisa di Rivombrosa.[1] Successivamente, ha recitato, tra l'altro, nel film, diretto da Renzo Martinelli, Carnera - The Walking Mountain, dove interpreta il ruolo del pugile Max Baer, nella sit-com Medici miei e nei film Barbarossa, diretto da Renzo Martinelli, e Smile, regia di Francesco Gasperoni, entrambi nelle sale nel 2009.

Tra il 2009 e il 2010 è protagonista, insieme a Roberta Lanfranchi, del musical Cenerentola, diretto da Massimo Romeo Piparo. Nel 2014 è tra i protagonisti del film Anita B..[2]

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Altre esperienzeModifica

Doppiatori italianiModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi lavori, Antonio Cupo è stato doppiato da:

NoteModifica

  1. ^ Elisa 2, vedova dopo tre puntate il nuovo amore arriva dal Canada, su la Repubblica, 19 ottobre 2004. URL consultato il 7 novembre 2019.
  2. ^ Anita B. la recensione, bestmovie.it. URL consultato il 16 gennaio 2014.

Collegamenti esterniModifica

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