Apri il menu principale

Armand I de Rohan-Soubise

cardinale e politico francese
Armand-Gaston-Maximilien de Rohan de Soubise
cardinale di Santa Romana Chiesa
Armand-Gaston-Maximilien de Rohan.jpg
Ritratto del cardinale de Rohan-Soubise, opera di Hyacinthe Rigaud
Blason Armand Gaston Maximilien de Rohan-Soubise (1674-1749).svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato24 giugno 1674 a Parigi
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato vescovo18 aprile 1701 da papa Clemente XI
Consacrato vescovo26 giugno 1701 dal cardinale Wilhelm Egon von Fürstenberg
Creato cardinale18 maggio 1712 da papa Clemente XI
Deceduto19 luglio 1749 (75 anni) a Parigi
 

Armand-Gaston-Maximilien de Rohan-Soubise (Parigi, 26 giugno 1674Parigi, 19 luglio 1749) è stato un cardinale e politico francese, nel 1713 divenne Gran Cappellano di Francia.

BiografiaModifica

Armand I de Rohan-Soubise era figlio di François de Rohan, conte di Rochefort e primo Principe di Soubise (16301712) e quindi membro del potente casato dei Rohan, e di sua moglie Anne Julie de Rohan-Chabot. Egli fu zio del cardinale Armand II de Rohan-Soubise e del cardinale Louis-César-Constantin de Rohan-Guéménée-Montbazon, entrambi vescovi di Strasburgo. Egli fu anche prozio del cardinale Louis-René-Edoaurd de Rohan-Guéménée, vescovo di Strasburgo dal 1779 al 1801.

Dopo aver frequentato il Seminario di Saint-Magloire a Parigi, fu studente alla Sorbona ove ottenne il dottorato in teologia. Ordinato sacerdote, ottenne la nomina ad abate commendatario di Moutier (1692) e Lire (1698) oltre a venire ammesso nel capitolo della cattedrale di Strasburgo dal 1694, il che rientrava in un progetto più ampio voluto da Luigi XIV che dal 1681 annetté Strasburgo alla Francia.

Eletto vescovo titolare di Tiberiade e nominato coadiutore della diocesi di Strasburgo dal 18 aprile 1701, venne consacrato il 26 giugno di quell'anno nella chiesa parigina di St-Germain des Près per mano del cardinale Wilhelm Egon von Fürstenberg, vescovo di Strasburgo, assistito da Louis-Anne de Roussillon, vescovo di Laon, e da François-Louis de Clermont-Tonnèrre, vescovo di Langres. Divenuto membro dell'Académie des Inscriptions et Belle Lettres nel 1701, fu protettore de l'Académie de Soissons. Membro dell'Académie Française dal 30 giugno 1703, per volere di papa Innocenzo XII e su pressione del capitolo e dei suoi parenti, venne eletto alla cattedra episcopale di Strasburgo il 9 aprile 1704 dopo la morte del suo predecessore. Nel 1707 ottenne la nomina ad abate commendatario del monastero di Saint-Epvre de Toul.

Da arcivescovo, accolse i Gesuiti giunti in città nel 1683, promuovendo il loro operato, preferendo invece scagliarsi contro la maggioranza della popolazione tedesca della città ed in particolare contro i protestanti. Nel 1734 istituì in diocesi le suore della carità, per il servizio in ospedali e ricoveri per anziani.

Papa Clemente XI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 18 maggio 1712; in quello stesso anno fu nominato anche abate commendatario dell'abbazia di Chaise-Dieu, carica che mantenne fino alla morte. Nominato Grande Elemosiniere del re di Francia e cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo nel 1713, divenne presidente della commissione per l'esaminazione della bolla papale Unigenitus Dei Filius dall'8 settembre di quell'anno, prima che essa fosse pubblicata in Francia nel novembre 1713. Ottenne anche l'abbazia di Saint Waast nel 1715. Prese parte quindi al conclave del 1721 dal quale uscì eletto papa Innocenzo XIII. Il 16 giugno 1721 ricevette la berretta cardinalizia ed il titolo di Santissima Trinità al Monte Pincio. Egli rimase dunque a Roma dal luglio al dicembre 1721 e venne incaricato di curare affari diplomatici per conto della Francia. Nominato quindi abate commendatario di Foigny nel 1722, divenne membro del consiglio di reggenza in Francia in quello stesso anno. Prese parte al conclave del 1724 ove venne eletto papa Benedetto XIII. Egli benedisse il matrimonio tra Luigi XV di Francia e la principessa Maria Leszczyńska di Polonia il 15 agosto 1725. Prese parte quindi al conclave del 1730 che elesse papa Clemente XII e nuovamente a quello del 1740 che elesse papa Benedetto XIV.

Morì il 16 luglio 1749 nella sua residenza al Vieux-Louvre di Parigi. La sua salma venne trasferita il 21 luglio di quell'anno al convento de la Merci e qui sepolta secondo la sua volontà. Alla sua morte gli succedette il nipote Armand de Rohan-Soubise.

Al vescovado di Strasburgo, Armand de Rohan-Soubise preferì di gran lunga il proprio palazzo di famiglia a Saverne. Nel 1709 infatti fece ricostruire il grande palazzo principesco nella cittadina ad opera dell'architetto Robert de Cotte. L'interno venne arredato con finissimi mobili ed opere di tappezzeria provenienti da Parigi.

Tra il 1732 ed il 1741 egli si occupò di far costruire la residenza dei vescovi di Strasburgo, ancora oggi detto Palais Rohan. Attualmente il palazzo accoglie il museo di storia della città francese.

Nel 1703 egli entrò a far parte dell'Académie française, intrattenendo stretti contatti con Charles Perrault, anch'egli membro dell'Accademia.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

OnorificenzeModifica

StemmaModifica

Image Stemma
Armand I de Rohan-Soubise
Principe del Sacro Romano Impero, Cardinale, Grand'Elemosiniere di Francia, Commendatore dell'Ordine dello Spirito Santo

Inquartato: nel 1° e nel 4° di rosso a una banda d'argento caricata di un filetto di verde; nel 2° e nel 3° di rosso alla banda d'argento bordata di dodici fiorono del medesimo (Bassa Alsazia); sul tutto, partito: nel 1° di rosso a nove losanghe d'oro disposte 3, 3, 3 (Rohan), nel 2° ermellinato (Bretagna). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5. Dietro allo scudo sono presenti le insegne da principe del Sacro Romano Impero.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN36948547 · ISNI (EN0000 0001 2128 1292 · LCCN (ENnr2005001056 · GND (DE124145663 · BNF (FRcb12108274n (data) · CERL cnp00873419 · WorldCat Identities (ENnr2005-001056