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Artegna
comune
Artegna – Stemma Artegna – Bandiera
Artegna – Veduta
Pieve di Santa Maria Nascente
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoAlessandro Marangoni (Artigne in Comun) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate46°14′N 13°09′E / 46.233333°N 13.15°E46.233333; 13.15 (Artegna)Coordinate: 46°14′N 13°09′E / 46.233333°N 13.15°E46.233333; 13.15 (Artegna)
Altitudine210 m s.l.m.
Superficie11,22 km²
Abitanti2 883[1] (31-3-2019)
Densità256,95 ab./km²
FrazioniSornico
Comuni confinantiBuja, Gemona del Friuli, Magnano in Riviera, Montenars, Treppo Grande
Altre informazioni
Cod. postale33011
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030006
Cod. catastaleA448
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 730 GG[2]
Nome abitantiarteniesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Artegna
Artegna
Artegna – Mappa
Posizione del comune di Artegna nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Artegna (Dartigne in friulano[3][4]) è un comune italiano di 2 883 abitanti[1] in Friuli-Venezia Giulia.

Indice

StoriaModifica

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Chiesa parrocchialeModifica

La chiesa parrocchiale di Artegna è dedicata a Santa Maria Nascente e risale al XIX secolo.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Nascente (Artegna).

Chiesa di Santo StefanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santo Stefano in Clama.
 
Gonfalone civico

La chiesetta sorge ai piedi del monte Faet, poco al di sopra del borgo Clama, che prende il suo nome da un'antica casata di Artegna. L'esistenza di una chiesa in Clama, intitolata a San Leonardo, è attestata da un documento del 1281 (testamento di Federico di Prampero). La prima traccia documentale della dedicazione della chiesa a Santo Stefano risale al 1431. Nel 1977, durante lavori di restauro successivi al terremoto del 1976 che colpì rovinosamente il Friuli, mentre si rimuove l'altare settecentesco, vengono rinvenute sette lastre di pietra risalenti all'Alto Medioevo, le quali probabilmente appartenevano alla chiesetta e che fanno presupporre che la fondazione dell'attuale Santo Stefano risalga almeno al periodo carolingio.

Chiesa di San MartinoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Artegna).

La chiesa, nelle sue forme attuali, risale al XVI secolo, a quando, cioè, gli arteniesi la ripararono dopo che il terremoto del 1511 l'ebbe rovinata.

Il colle di San MartinoModifica

Il colle di San Martino è un complesso monumentale di cui fanno parte anche la pieve e il castello. La grande chiesa parrocchiale, Santa Maria Nascente, risale al 1829 ed è opera di Pietro Schiavi. All'interno è decorata con affreschi di Sebastiano Santi (soffitto, 1832), Leonardo Rigo (presbiterio, 1888-1892) e Aurelio Mariani (coro, 1930). In uno degli altari laterali, è collocato un dipinto del pittore udinese Luigi Pletti, un San Domenico con notevoli arditezze cromatiche e luministiche. Sopra l'altare del SS. Crocifisso, “un grande Crocifisso ligneo del XVI secolo, vicino ai modi di Giovanni Martini.

 
Il Castelletto

Il castelloModifica

Il castello, ricostruito dopo il terremoto del 1976, è quanto resta del fortilizio che fino al XIV secolo occupava la sommità del colle, cingendolo con le sue mura. Appartiene al primitivo edificio – e forse al nucleo più antico – la torre, cosiddetta “longobarda”, che era posta in prossimità della porta d'ingresso. Per il resto, l'edificio ha subìto nel corso del tempo diversi rimaneggiamenti. Il castello ristrutturato da poco è ovviamente visitabile.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 


Lingue e dialettiModifica

Ad Artegna, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29[6]. Tra gli stranieri maggiormente presenti nel comune ci sono: albanesi, serbi, croati, kosovari, romeni, filippini e ucraini.

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Per quanto riguarda l'artigianato, Artegna è soprattutto rinomata per la produzione di ceramiche e di terracotte.[7]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana Archiviato il 27 settembre 2013 in Internet Archive..
  4. ^ La giunta comunale con delibera nº 107 del 29-09-2008 aveva proposto all'ARLeF il toponimo Artigne invece di Dartigne Delibera del comune di Artegna[collegamento interrotto]
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Bergamini (a cura di), Guida artistica del Friuli-Venezia Giulia, Passariano (Udine), Associazione fra le Pro Loco del Friuli-Venezia Giulia, 1999 (voce: Artegna).
  • G. Bergamini, S. Tavano, Storia dell'arte nel Friuli-Venezia Giulia, Reana del Rojale, Chandetti, 1991.
  • Maria Cristina Cavalieri Dossi, “Ritrovamento dei rilievi altomedioevali”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984.
  • Beatrice di Colloredo Toppani, “Indagine storico-artistica sugli affreschi”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984.
  • Decio Gioseffi, Udine: le arti, s.l., Casamassima Editore, 1982.
  • Cristina Marzocco Marinig, “L'architettura”, in G. Caiazza, C. Marzocco Marinig, Castello di Artegna, Monfalcone, Edizioni della Laguna, 1999.
  • Gian Carlo Menis, L'antica pieve di San Martino di Artegna e gli affreschi di Gian Paolo Thanner (1530 c.), Artegna, Comune di Artegna, 1999.
  • Aldo Rizzi, Profilo di storia dell'arte in Friuli, vol. 2, Udine, Del Bianco Editore, 1979.
  • Tarcisio Venuti, “Le chiese di Artegna tra religiosità e storia”, in AA.VV., Artegna. Storia, terremoto, rinascita, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1979.

Voci correlateModifica

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