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AscensoriModifica

Gli ascensori pubblici di Genova sono dodici impianti gestiti da AMT Genova utilizzati per il collegamento delle zone collinari cittadine. Dieci degli impianti oggi in uso sono entrati in servizio tra gli inizi degli anni dieci e la fine degli anni settanta nelle zone che all'epoca erano soggette ad espansione urbanistica; un undicesimo impianto, tra via Centurione e via Bari, è entrato in servizio alla fine del 2010, mentre l'ascensore di Quezzi risale al 2015.

Quasi tutti costruiti da privati, tali impianti divennero con il tempo di proprietà pubblica in modo simile a quanto accaduto per le aziende di trasporto che gestivano linea automobilistiche o tranviarie. Insieme con le funicolari del Righi e Sant'Anna e con la ferrovia Principe-Granarolo vengono solitamente indicati da AMT come impianti speciali.

Ascensore di Castelletto LevanteModifica

 
Stazione a monte dell'ascensore di Castelletto Levante

«Quando mi sarò deciso d'andarci, in paradiso
ci andrò con l'ascensore di Castelletto»

(Giorgio Caproni, L'ascensore)

Solitamente indicato solo come ascensore di Castelletto, è il più famoso degli ascensori genovesi per la sua valenza turistica; collega piazza del Portello, nel centro di Genova, con il belvedere Luigi Montaldo in Spianata Castelletto, uno dei più famosi punti panoramici della città. Costruito nel 1910, copre un dislivello di 57 metri e ha due cabine, di recente costruzione ma che riprendono le linee dell'epoca, con una portata di 25 persone. Mentre l'ingresso a valle è all'interno di un palazzo, la stazione a monte è costruita completamente all'esterno in stile liberty con vetrate che consentono di godere del panorama della città. Il poeta Giorgio Caproni gli dedicò alcuni versi, riprodotti anche su una targa affissa nella galleria d'ingresso, nella poesia l'Ascensore. All'inizio del 2010, per i cento anni dell'impianto, sono state revisionate completamente le cabine e sostituito l'impianto elettrico.

Ascensore di Castelletto PonenteModifica

Costruito nel 1929 nelle immediate vicinanze del precedente, non ha mai ottenuto particolare favore nell'utenza a causa della poco felice collocazione della stazione a valle raggiungibile solo attraverso la galleria stradale Giuseppe Garibaldi, tra piazza del Portello e largo Zecca. Al lato opposto della galleria si trova un'altra galleria pedonale, raggiungibile tramite un attraversamento regolato da semaforo, che porta in piazza della Meridiana nelle immediate vicinanze di via Garibaldi. La stazione a monte si trova in via Gaetano Colombo. Le due cabine di questo ascensore, che possono trasportare 27 persone, sono tuttora in legno. Il dislivello di questo ascensore è di 61 metri.

Ascensore Castello d'Albertis-MontegallettoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto.

L'Ascensore Castello d'Albertis-Montegalletto, con i suoi 72 metri di dislivello, collega via Balbi a corso Dogali; costruito nel 1929, è stato trasformato nel 2004 in impianto traslatore-sollevatore.

Ascensore Ponte MonumentaleModifica

È l'ascensore del Ponte Monumentale, collega via XX Settembre a corso Podestà superando un dislivello di 23 metri, il minore tra quelli degli ascensori genovesi storici, record passato nel 2010 al nuovo ascensore di via Bari. Ha due cabine da 18 persone ed è stato costruito nel 1959; la vicinanza con l'ospedale Galliera e con il parco dell'Acquasola e la presenza di molti uffici in zona ne fanno uno dei più frequentati, soprattutto da utenti provenienti dalla stazione Brignole e dai posteggi per auto della zona di piazza della Vittoria.

Ascensore piazza Manin - via ContardoModifica

Collega corso Armellini, nei pressi di piazza Manin e via Assarotti e nel punto più orientale della circonvallazione a monte, a via Contardo. È stato costruito nel 1941 e copre un dislivello di 32 metri.

Ascensore Magenta-CroccoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ascensore Magenta-Crocco.

Rappresenta la naturale prosecuzione della funicolare Sant'Anna collegando corso Magenta, nei pressi della stazione a monte della funicolare, con via Antonio Crocco nella parte superiore del quartiere di Castelletto. Tra la stazione a valle, che ha un'uscita anche su via Acquarone, e quella a monte si ha un dislivello di 49 metri che viene superato in 4 secondi da due cabine con una capienza di 30 persone ciascuna. Costruito nel 1933 per iniziativa privata, è stato acquistato dal Comune di Genova al momento del suo completamento e, dopo alcuni cambi di gestione, è stato rilevato da AMT Genova nel 1966[1].

Ascensore via MontelloModifica

Inserito all'interno di un condominio, collega via Ponterotto, vicolo adiacente a via Canevari dove transitano le autolinee da e per la Val Bisagno, a via Montello nelle vicinanze di piazza Manin e corso Montegrappa. Aperto nel 1967, ha due cabine della capienza di 10 persone, il dislivello è di 43 metri.

Ascensore via Mura degli AngeliModifica

Collega via Dino Col, tra Dinegro e Sampierdarena, con la soprastante via Mura degli Angeli con un percorso totalmente inserito in un condominio. La stazione a monte è situata sul tetto dell'edificio e collegata alla strada tramite una passerella. Come il precedente ha cabine della capienza di 10 persone; è entrato in servizio nel 1963 e supera un dislivello di 46 metri.

Ascensore Villa ScassiModifica

L'ultimo degli ascensori genovesi ad essere stato realizzato nel XX secolo, nel 1977, ed il primo gestito fin dall'inizio da AMT, collega via Cantore a corso Scassi, presso l'Ospedale Villa Scassi. La differenza di altezza fra le due stazioni è di 26 metri. Nell'impianto originale (chiuso nel 2007 alla scadenza della sua vita tecnica) per raggiungere le due cabine della capienza di 15 persone è necessario percorrere un tunnel di circa 200 metri. Al suo posto è stato realizzato un impianto traslatore-sollevatore simile a quello di Montegalletto[2]; nel dicembre 2012 è stato pubblicato il bando di gara per i lavori[3] e l'impianto è stato inaugurato nel 2016 ma da allora praticamente non ha mai funzionato perché soggetto a continui guasti; manca qualsiasi notizia sulla possibile riapertura.[4]

Ascensore via ImperiaModifica

L'unico ad avere in origine una fermata intermedia, collegava il tunnel di Borgo Incrociati, sottopasso ferroviario pedonale nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Brignole, con corso Montegrappa e via Imperia superando un dislivello di 34 metri. Ha due cabine della capienza di 10 e 12 persone. Aperto nel 1954, dal 2008 il servizio è limitato tra le fermate di corso Montegrappa e via Imperia essendo stato murato l'ingresso per il tunnel di Borgo Incrociati in concomitanza con l'avvio dei cantieri per il prolungamento della metropolitana; due ascensori della nuova stazione Brignole della metropolitana consentono di superare il dislivello tra passo Borgo Incrociati e corso Montegrappa.

Ascensore via BariModifica

Entrato in servizio il 29 dicembre 2010, è il primo ascensore pubblico inaugurato a Genova dopo oltre trent'anni; situato nel quartiere del Lagaccio, collega via Centurione e l'omonima fermata della cremagliera Principe-Granarolo alla soprastante via Bari[5] superando un dislivello di 12 metri[6].

Ascensore inclinato di QuezziModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ascensore di Quezzi.

L'ascensore di Quezzi collega via Piero Pinetti a via Susanna Fontanarossa, con una fermata intermedia in via Portazza, nel quartiere di Quezzi. Presentato alla stampa il 21 gennaio 2015 ed entrato in servizio venerdì 8 maggio 2015[7], è il primo ascensore inclinato tra gli impianti pubblici genovesi ed è il primo ascensore inclinato a pendenza variabile ad entrare in servizio pubblico in Italia[8]. Il percorso è di circa 131 metri, i 27 a valle sono in galleria, i 23 centrali in trincea e gli 81 a monte sopraelevati[8]. Il primo tratto di 27,14 metri ha un'inclinazione di 44,13°, un raccordo di 48,17 metri porta all'inclinazione ai 30,33° di pendenza dell'ultimo tratto di 55,22 metri. Il dislivello superato è di 75,85 metri[8], il maggiore tra gli ascensori pubblici genovesi.

Tabella riepilogativaModifica

Impianto Anno apertura Dislivello (m)
Castelletto Levante 1909 57
Castelletto Ponente 1910 61
Castello d'Albertis-Montegalletto 1929 72
Ponte Monumentale 1959 23
Piazza Manin-Via Contardo 1941 32
Via Magenta-Crocco 1933 49
Via Montello 1967 43
Via Mura degli Angeli 1963 46
Villa Scassi 1977 26
Via Imperia 1954 34[9]
Via Bari 2010 12
Quezzi 2015 75,85

FunicolariModifica

Funicolare Zecca-RighiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Funicolare Zecca-Righi.

La funicolare Zecca-Righi collega largo Zecca alle alture del Righi. La pendenza media è del 19,91% mentre la pendenza massima è del 35%. Compresi i due capilinea, le stazioni sono sette.

Funicolare Sant'AnnaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Funicolare Sant'Anna.

La funicolare Sant'Anna collega piazza del Portello a via Bertani. È stata aperta nel 1891. La pendenza media è del 15,33% mentre la pendenza massima è del 17%. Non sono presenti fermate intermedie.

Progetti di nuovi impiantiModifica

Il comune di Genova ha inserito nel Piano Urbano della Mobilità 2010-2014 i seguenti impianti che non sono, tuttavia, ancora finanziati:

Sono inoltre previsti per gli anni ancora successivi due impianti al servizio rispettivamente del quartiere del Biscione e dell'ospedale di Voltri[10].

Ferrovia Principe-GranaroloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Principe-Granarolo.

Il sistema degli ascensori e delle funicolari di Genova è integrata dalla ferrovia Principe-Granarolo, che collega via del Lagaccio, nei pressi della stazione di Genova Principe, alle alture di Granarolo. È stata aperta nel 1901. La pendenza media è del 16% mentre la pendenza massima è del 21,4%. È lunga 1136 metri.

NoteModifica

  1. ^ Corrado Bozzano, Roberto Pastore e Claudio Serra, Genova in salita, Genova, Nuova Editrice Genovese, 2014, p. 169-170, ISBN 978-88-96430-78-1.
  2. ^ L'ascensore di Montegalletto fa il bis, in Il Secolo XIX, 2 ottobre 2009.
  3. ^ Procedura aperta per l'affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori dell'intervento “ P.O.R. Liguria (2007 – 2013) Asse 3 – Sviluppo Urbano Sampierdarena – Intervento 9 – “realizzazione del nuovo ascensore tra via Cantore e Corso Scassi a Genova Sampierdarena”, in comune.genova.it. URL consultato il 6 dicembre 2012.
  4. ^ Genova, un ascensore all'avanguardia per arrivare al Villa Scassi, in ilsecoloxix.it, 29 dicembre 2016. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  5. ^ In via Bari con l'ascensore [collegamento interrotto], in corrieremercantile.it, 30 dicembre 2010. URL consultato il 30 dicembre 2010.
  6. ^ Carnet di Viaggio numero 2 (PDF), in amt.genova.it, 2006. URL consultato il 6 dicembre 2012.
  7. ^ amt.genova.it, http://www.amt.genova.it/COMUNICATI_STAMPA/2015/2158.asp.
  8. ^ a b c Ascensore inclinato di Quezzi, su amt.genova.it. URL consultato il 24 febbraio 2015.
  9. ^ Prima della chiusura della tratta inferiore
  10. ^ Vincenzo Galiano, Il ritorno degli ascensori. Via ai lavori a Quezzi, in Il Secolo XIX.it, 22 febbraio 2010. URL consultato il 22 febbraio 2010.

BibliografiaModifica

  • Corrado Bozzano, Roberto Pastore e Claudio Serra, Genova in salita, Nuova Editrice Genovese , Genova, 2014, pp. 169–171, ISBN 9788896430781
  • Giampiero Orselli e Patrizia Traverso, Ascensore Corso Magenta-Via Crocco, in Genova che scende e che sale, Il Canneto, Genova, 2015, pp. 201–202, ISBN 9788896430781.
  • Enzo Fornasari, Ascensori e impianti di sollevamento, Maggioli Editore, 2014, ISBN 978-88-9160-077-6.
  • Giovanni Cornolò e Francesco Ogliari, Si viaggia... anche all'insù. Le funicolari d'Italia. Volume primo (1880-1900), Arcipelago edizioni, Milano, 2004, ISBN 88-7695-261-6.
  • Giovanni Cornolò, Francesco Ogliari, Si viaggia... anche all'insù. Le funicolari d'Italia. Volume secondo (1901-1945), Arcipelago Edizioni-Milano, 2006. ISBN 88-7695-325-6.
  • Giovanni Cornolò e Francesco Ogliari, Si viaggia... anche all'insù. Le funicolari e gli ascensori pubblici d'Italia. Volume terzo (1946-oggi), Arcipelago edizioni, Milano, 2007, ISBN 978-88-7695-352-1.
  • Dante Marocchi, Trasporti a fune: funivie, telecabine, seggiovie, sciovie, funicolari terrestri, teleferiche, Torino, 1985.
  • Elisabetta Capelli, Franco Gimelli, Mauro Pedemonte, Dall'acqua all'elettricità, in Trasporto pubblico a Genova fra cronaca e storia, De Ferrari, Genova, 1981, pp. 301–304, ISBN 88-7172-017-2.
  • Corrado Bozzano, Roberto Pastore e Claudio Serra, Genova in salita, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2014, ISBN 978-88-88963-10-5.
  • Giuseppe Viscardi, Genova oltre le ferrovie, in I Treni , n. 346, marzo 2012, pp. 30–32.
  • Giovanni Cornolò e Francesco Ogliari, Si viaggia… anche all'insù. Le funicolari d'Italia. Volume primo (1880-1900), Ed. Arcipelago Edizioni, Milano, 2004. ISBN 88-7695-261-6.
  • La Società di Ferrovie Elettriche e Funicolari, in Storia del trasporto pubblico a Genova, SAGEP Editrice, Genova 1980, pp. 85–116.

Voci correlateModifica