Bernard César Augustin Barsi

arcivescovo cattolico francese
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Bernard César Augustin Barsi
arcivescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Bernard César Augustin Barsi.svg
Instaurare omnia in Christo
 
TitoloMonaco
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nato4 agosto 1942 (77 anni) a Nizza
Ordinato presbitero28 giugno 1969
Nominato arcivescovo16 maggio 2000 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato arcivescovo8 ottobre 2000 dal vescovo Jean Marie Louis Bonfils, S.M.A.
 

Bernard César Augustin Barsi (Nizza, 4 agosto 1942) è un arcivescovo cattolico francese, dal 21 gennaio 2020 arcivescovo emerito di Monaco.

BiografiaModifica

Monsignor Bernard César Augustin Barsi è nato a Nizza il 4 agosto 1942.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Dopo un breve periodo sotto le armi, è stato impiegato del "Trésor Public" a Nizza dal 1960 al 1963. Nel 1963 si è orientato verso il sacerdozio ed è entrato nel seminario maggiore di Nizza dove ha studiato filosofia dal 1964 al 1966. Ha poi studiato teologia nel seminario di Marsiglia.

Il 28 agosto 1928 è stato ordinato presbitero per la diocesi di Nizza. In seguito è stato vicario parrocchiale a Saint-Etienne-de Tinée dal 1969 al 1972, educatore nel "Foyer Saint Paul" e membro dell'équipe del Centro diocesano per le vocazioni dal 1972 al 1982, parroco della chiesa della Trinità e delle due parrocchie vicine di Cantaron e di Drap dal 1982 al 1985, decano di Paillon-Pays de Nice dal 1985 al 1991, vicario generale, con speciali responsabilità anche per quattro decanati della città di Nizza ed il decanato di Mentone, responsabile della cooperazione missionaria, del diaconato, dell'insegnamento religioso, del catecumenato, della famiglia, della pastorale liturgica e della vita consacrata dal 1991 al 1997. Nel 1997 è stato nominato moderatore della Curia diocesana e membro del consiglio diocesano per gli affari economici.

In seguito al trasferimento di monsignor François de Sales Marie Adrien Saint-Macary dall'ufficio di vescovo di Nizza a quello di arcivescovo coadiutore di Rennes è stato amministratore diocesano dal 1997 al 1998. Nel 1998 è stato confermato dal nuovo vescovo Jean Bonfils nell'ufficio di vicario generale.

Ministero episcopaleModifica

Il 16 maggio 2000 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo di Monaco. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale l'8 ottobre successivo dal vescovo di Nizza Jean Marie Louis Bonfils, coconsacranti l'arcivescovo metropolita di Rennes François de Sales Marie Adrien Saint-Macary e l'arcivescovo emerito di Monaco Joseph-Marie Sardou.

Ha presieduto le esequie del principe Ranieri III il 15 aprile 2005,[1] il matrimonio del principe Alberto II e Charlène Wittstock il 1º luglio 2011 e il battesimo dei principi Gabriella e Giacomo il 10 maggio 2015.[2]

Nel novembre del 2012 ha effettuato la visita ad limina.

Il 21 gennaio 2020 papa Francesco ha accolto la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età; gli è succeduto Dominique-Marie David, del clero della diocesi di Nantes.

Prese di posizioneModifica

Protezione dei cristiani in OrienteModifica

Monsignor Barsi ha più volte espresso il suo sostegno per i cristiani orientali e ha richiamato l'attenzione affermando: "Per la situazione dei cristiani in alcuni paesi dell'Europa orientale e Gaza, in Siria e in Iraq. A Mosul contro di loro viene messa in atto una purificazione religiosa la massa viene messa contro di loro".[3]

Alla riunione annuale del Consiglio delle conferenze dei vescovi d'Europa avvenuta nel Principato di Monaco il 9 ottobre 2016 monsignor Barsi e la Conferenza hanno adottato una chiara e forte presa di posizione per condannare la persecuzione dei cristiani nel mondo e le diverse forme di intolleranza o di discriminazione vissute dai cristiani in Europa.[4]

Denuncia della massoneriaModifica

Monsignor Barsi ha reagito con forza alla costituzione formale della Grand National Regular Lodge del Principato di Monaco avvenuta il 19 febbraio 2011, la prima dello Stato dove il cattolicesimo è la religione di stato. "I cattolici che fanno parte della massoneria sono in peccato grave e non possono avvicinarsi Santa Comunione", ha dichiarato ricordando la condanna della massoneria dalla Chiesa cattolica.[5]

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

OnorificenzeModifica

  Gran Priore e Cavaliere di Gran Croce per il Principato di Monaco dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
  Cavaliere di Gran Croce di Grazia Ecclesiastica del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone-Due Sicilie)
— [6]
  Ufficiale dell'Ordine dei Grimaldi (Monaco)
— 15 novembre 2011[7][8]

NoteModifica

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