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Forasacco eretto
Bromus erectus1.JPG
Bromus erectus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Cyperales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Bromeae
Genere Bromus
Specie B. erectus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidae
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Bromeae
Genere Bromus
Nomenclatura binomiale
Bromus erectus
Huds., 1762

Il forasacco eretto (nome scientifico Bromus erectus Huds., 1762 è una specie di pianta spermatofita monocotiledone appartenente alla famiglia Poaceae (sottofamiglia Pooideae ex Graminaceae).[1]

EtimologiaModifica

Il nome generico (bromus) deriva dalla lingua greca ed è un nome antico per l'avena.[2] Il nome specifico (erectus) significa "posizione verticale, eretto" e fa riferimento al suo portamento.[3]

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico e farmacista inglese William Hudson (1730 – 1793) nella pubblicazione "Flora Anglica; exhibens Plantas per Regnum Angliae Sponte Crescentes, Distributas Secundum Systema Sexuale: cum Differentiis Specierum, Synonymis Auctorum, Nominibus Incolarum, Solo Locorum, Tempore Florendi, Officinalibus Pharmacopoerum. Londini" [Fl. Angl. (Hudson) 39 (1762)] del 1762.[1]

DescrizioneModifica

 
Il portamento
 
Le foglie
 
Infiorescenza
 
I fiori
 
Spighetta generica con tre fiori diversi

Queste piante arrivano ad una altezza di 4 - 8 dm (massimo 12 dm). La forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp), sono piante erbacee, bienni o perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e presentano ciuffi fitti di foglie che si dipartono dal suolo..[4][5][6][7][8][9][10][11]

RadiciModifica

Le radici sono del tipo fascicolato.

FustoModifica

  • Parte ipogea: la parte sotterranea è composta da stoloni.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è ginocchiata alla base e quindi ascendente e eretta. I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda e consistenza robusta. La superficie in genere è glabra e liscia.

FoglieModifica

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille.

  • Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole (o raramente auricolata); è inoltre densamente villosa.
  • Ligula: la ligula è membranosa e a volte è cigliata e finemente seghettata; gli apici sono troncati. Può essere subnulla o presentarsi con due orecchiette. Lunghezza della ligula: minore di 2 mm.
  • Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari e piatte; i margini sono cigliati mentre la superficie può essere densamente pelosa. Dimensione delle foglie: larghezza 2 - 4 mm; lunghezza 20 - 35 cm.

InfiorescenzaModifica

Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, terminali e ramificate, sono formate da alcune spighette ed hanno la forma di una pannocchia eretta e contratta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Dimensione dell'infiorescenza: 10 - 25 cm.

SpighettaModifica

Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, con forme lanceolato-acuminate e compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 7 a 9 fiori. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla tra i fiori o sopra le glume. Le spighette possono essere ispide e screziate di violaceo (o anche rosse o verdi). Lunghezza delle spighette: 30 mm.

  • Glume: le glume, mutiche, sono poco disuguali. Lunghezza delle glume: inferiore 7 mm; superiore 9 mm.
  • Palea: la palea è un profillo con alcune venature; è leggermente più corta del lemma..
  • Lemma: il lemma termina all'apice con due denti aristiformi tra i quali è inserita una resta. Lunghezza del lemma: 9 - 18 mm. Lunghezza della resta: 6 - 7 mm.

FioreModifica

I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[5]
*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
  • Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
  • Fioritura: da maggio a luglio.

FruttiModifica

I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti colorati di scuro, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

RiproduzioneModifica

Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco.[12]

TassonomiaModifica

La famiglia di appartenenza di questa specie (Poaceae) comprende circa 650 generi e 9.700 specie (secondo altri Autori 670 generi e 9.500[8]). Con una distribuzione cosmopolita è una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni e di grande interesse economico: tre quarti delle terre coltivate del mondo produce cereali (più del 50% delle calorie umane proviene dalle graminacee). La famiglia è suddivisa in 11 sottofamiglie, il genere Bromus è descritto all'interno della sottofamiglia Pooideae con oltre 150 specie distribuite in tutto il mondo.[4][5]

FilogenesiModifica

La tribù Bromeae (e quindi il suo unico genere Bromus) è descritta all'interno della supertribù Triticodae T.D. Macfarl. & L. Watson, 1982. La supertribù Triticodae comprende tre tribù: Littledaleeae, Triticeae e Bromeae. All'interno della supertribù, la tribù Bromeae forma un "gruppo fratello" con la tribù Triticeae.[13]

I Bromus della flora spontanea italiana sono suddivisi in tre gruppi distinti: Festucaria G. et G., Anisantha Koch e Bromus s.s. La specie di questa voce appartiene al gruppo Festucaria: il ciclo biologico di queste piante è perenne con un aspetto simile alle specie del genere Festuca (tribù Poeae, sottotribù Loliinae[14]). A maturità le spighette si restringono all'apice. Le nervature delle due glume sono diverse: quella inferiore ha una sola nervatura; quella superiore è trinervia. La resta del lemma (breve o nulla) è inserita tra i due dentelli apicali del lemma stesso.[6]

Altri studi descrivono questa specie nella sezione Bromopsis Dumort. (le spighette hanno delle forme strettamente lanceolate; i lemmi sono arrotondati o leggermente carenati con punta singola).[15]

La specie di questa voce è di riferimento al Gruppo Bromus erectus composto, qui in Italia, oltre che dalla specie B. erectus anche dalla specie Bromus pannonicus Kumm. & Sendtn.. In precedenza questo gruppo comprendeva anche le specie B. transsylvanicus Hackel, B. stenophyllus Link, B. caprinus Kerner e B. condensatus Hackel, ora declassificate a sottospecie o varietà del B. erectus[6] oppure considerate sinonimi di B. erectus.[16] Questo gruppo è polimorfo; spesso la variabilità è mascherata dalle modificazioni indotte dall'ambiente (dagli Autori sono state individuate diverse forme). Molte specie (o sottospecie) sono esaploidi, ottoploidi fino a 16ploidi.[6]

Qui di seguito è descritta una breve chiave analitica per distinguere le varie sottospecie di B. erectus della flora spontanea italiana.[6]

Gruppo 1A: le piante sono cespugliose e prive di stoloni;
Gruppo 2A: la superficie della lamina foglia è ricoperta da ciglia patenti e distanziate l'una dall'altra;
Gruppo 3A: la pannocchia è contratta, i rami sono brevi ed eretto-patenti; le glume sono subuguali (lunghezza 7 - 8 mm); i lemmi sono lunghi 11 mm con resta di 5 mm;
subsp. erectus.
Gruppo 3B: la pannocchia è allargata, i rami sono capillari, arcuati e più lunghi delle rispettive spighette; la gluma inferiore è lunga 2/3 - 3/4 della superiore;
Gruppo 4A: la parte laminare del lemma è lunga 10 mm e la resta è lunga 8 mm;
subsp. transylvanicus (Steud.) Asch. & Graebn..
Gruppo 4B: la parte laminare del lemma è lunga 13 mm e la resta è lunga la metà;
subsp. stenophyllus (Link) Asch. & Graebn.
Gruppo 2B: la superficie della lamina foglia è glabra o pubescente ma priva di ciglia patenti;
Gruppo 5A: la pannocchia è ampia con rami a una sola spighetta;
var. caprinus (A.Kern. ex Hack.) Fiori.
Gruppo 5B: la pannocchia è contratta con rami a 2 - 3 spighette;
subsp. condensatus (Hack.) Asch. & Graebn..
Gruppo 1B: la base della pianta è strisciante e stolonifera:
Bromus pannonicus Kumm. & Sendtn.

Il numero cromosomico della specie B. erectus è: 2n = 28, 36, 43 e 56.[17]

VariabilitàModifica

Il Bromus erectus è una specie molto polimorfa: ha una notevole plasticità ecologica ed è distribuita su un'ampia fascia altitudinale. I caratteri variabili sono i seguenti: la pelosità sulle foglie e sulle spighette varia da fitta e abbondante a quasi nulla; la pannocchia può essere molto sviluppata e densamente pelosa con 11 - 13 fiori; le glume, inferiore e superiore, possono allungarsi fino a 7 e 10 mm rispettivamente; il lemma arriva a 13 mm di lunghezza con una resta di 8 mm. Di seguito sono indicate alcune sottospecie e varietà di B. erectus, non sempre riconosciute da altre checklist botaniche.[6][16]

Sottospecie erectusModifica

 
Distribuzione della sottospecie erectus
(Distribuzione regionale[18] – Distribuzione alpina[19])
  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 subsp. erectus
  • Nome comune: forasacco eretto.
  • Descrizione: la pianta è alta al massimo (3) 4 - 6 (8) dm; la pannocchia, lunga 10 - 20 cm, generalmente è contratta; le spighette hanno 7 - 9 fiori e sono lunghe 15 - 30 mm; le due glume sono lunghe 7 e 9 mm rispettivamente; il lemma è lungo 11 mm con una resta di 5 - 6 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurasiatico / Paleotemperato.
  • Distribuzione: in Italia è una sottospecie comune e si trova ovunque (Sicilia esclusa). Nelle Alpi è presente su entrambi i versanti. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei e Carpazi.[19] Nel resto dell'Europa è comune; si trova nel Sud Est Asiatico e Africa nord-occidentale, è stata introdotta in America.[20]
  • Habitat: gli habitat preferiti sono le praterie rase, i prati e i pascoli aridi dal piano collinare a quello subalpino. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[19]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1.600 m s.l.m.; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
  • Fitosociologia.
    • Areale alpino. Dal punto di vista fitosociologico alpino la sottospecie erectus appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]
      • Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
        • Classe: Festuco-Brometea
          • Ordine: Brometalia erecti
    • Areale italiano. Per l'areale completo italiano la sottospecie erectus appartiene alla seguente comunità vegetale:[21]
      • Macrotipologia: vegetazione erbacea sinantropica, ruderale e megaforbieti
        • Subclasse: Chenopodio-Stellarienea Rivas Goday, 1956
          • Ordine: Sisymbrietalia officinalis J. Tüxen ex W. Matuszkiewicz, 1962
            • Alleanza: Securigero securidacae–Dasypyrion villosi Cano-Ortiz, Biondi & Cano, 2015
Descrizione. L'alleanza Securigero securidacae–Dasypyrion villosi è relativa alle comunità erbacee nitrofile sviluppate su suoli ad eleveta quantità di materiale organico (e azoto) e caratterizzate da densa copertura e consistente biomassa. La distribuzione delle specie di questa alleanza è nel Mediterraneo con climi temperati. In Italia questa cenosi è frequente soprattutto nelle regioni centro-meridionali.[22]

Sottospecie condensatusModifica

 
Distribuzione della sottospecie condensatus
(Distribuzione regionale[18] – Distribuzione alpina[19])
  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 subsp. condensatuss (Hack.) Asch. & Graebn., 1901 (in Pignatti: B. condensatus Hackel)
  • Basionimo: Bromus condensatus Hack.
  • Descrizione: la pianta è alta al massimo (2) 3 - 5 (6) dm; tutta la pianta è priva delle caratteristiche setole patenti; la superficie delle foglie è pubescente o raramente glabra; le guaine basali sono marcescenti o sfibrate; la pannocchia è densa e contratta e misura da 8 a 12 cm; la spighetta è lunga 10 - 22 mm e possiede 5 - 7 fori; le glume sono poco disuguali (7 mm e 8 mm rispettivamente); il lemma è lungo 9 - 11 mm con una resta di 3 - 5 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico - Est Alpico / Illirico.
  • Distribuzione: in Italia è una sottospecie molto rara e si trova solamente nel Nord-Est. Nelle Alpi è presente dalla provincia di Como fino a Udine. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Svizzera (cantone Ticino). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nelle Alpi Dinariche.[19]
  • Habitat: gli habitat preferiti sono i prati aridi, i muri, i ripari sotto roccia e le praterie rase (anche rocciose) alpine e subalpine. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[19]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 900 m s.l.m.; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
  • Fitosociologia.
    • Areale alpino. Dal punto di vista fitosociologico alpino la sottospecie condensatus appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]
      • Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
        • Classe: Festuco-Brometea
          • Ordine: Festucetalia valesiacae
            • Alleanza: Diplachnion
    • Areale italiano. Per l'areale completo italiano la sottospecie condensatus appartiene alla seguente comunità vegetale:[21]
      • Macrotipologia: vegetazione delle praterie
        • Classe: Festuco valesiacae-Brometea erecti Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949
          • Ordine: Festucetalia valesiacae Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949
            • Alleanza: Diplachnion serotinae Br.-Bl., 1961
Descrizione. L'alleanza Diplachnion serotinae è relativa alle praterie calcicole e xerofile che si sviluppano nelle valli interne del versante meridionale delle Alpi. Questa cenosi, particolarmente ricca di specie sub-mediterranee, è distribuita in Italia ed in zone molto limitate della Svizzera.[23]

Sottospecie longiflorusModifica

  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 subsp. longiflorus (Wild.) Arcang.
  • Descrizione: altezza massima di 12 dm; le foglie sono piane ricoperte di peli sparsi patenti e lunghi 0,5 - 1 mm; la pannocchia è molto sviluppata; le spighette con 11 - 13 fiori e lunghe 40 - 45 mm sono densamente pelose; le glume sono disuguali (7 mm e 10 mm rispettivamente); il lemma è lungo 13 mm con una resta di 8 mm. (forse un ibrido con Bromus ramosus)
  • Distribuzione: Italia Settentrionale.

Sottospecie stenophyllusModifica

 
Distribuzione della sottospecie stenophyllus
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[19])
  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 subsp. stenophyllus (Link) Asch. & Graebn., 1901 (in Pignatti: B. stenophyllus Link)
  • Basionimo: Bromus stenophyllus Link
  • Descrizione: la pianta è alta al massimo (3) 5 - 12 dm; la pannocchia è ampia (dimensioni: 15 - 25 cm); la spighetta è lunga 3 - 5 cm; le glume sono disuguali (8 mm e 11 mm rispettivamente); il lemma è lungo 13 - 18 mm con una resta di 5 - 10 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Sud Est Europeo - Steppico.
  • Distribuzione: in Italia è una sottospecie molto rara ed ha una distribuzione discontinua su tutto il territorio italiano (isole escluse). Nelle Alpi è presente nella provincia di Brescia.
  • Habitat: gli habitat preferiti sono i prati aridi e le praterie rase. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[19]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1.000 m s.l.m.; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
  • Fitosociologia.
    • Areale alpino. Dal punto di vista fitosociologico alpino la sottospecie stenophyllus appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]
      • Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
        • Classe: Festuco-Brometea
          • Ordine: Scorzonero-Chrysopogonetalia

Sottospecie transylvanicusModifica

 
Distribuzione della sottospecie transylvanicus
(Distribuzione regionale[6] – Distribuzione alpina[19])
  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 subsp. transylvanicus (Steud.) Asch. & Graebn., 1901 (in Pignatti: B. transylvanicus Hackel)
  • Basionimo: Bromus transylvanicus Steud.
  • Descrizione: la pianta è alta al massimo 3 - 4 (8) dm; la pannocchia è ampia (dimensione: 15 - 20 cm); i fiori della spighetta (lunghezza 1,5 - 2,5 cm) sono spaziati; le glume sono disuguali (7 - 8 mm e 10 - 11 mm rispettivamente); il lemma è lungo 10 mm con una resta di 8 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Sud Est Europeo - Steppico.
  • Distribuzione: in Italia è una sottospecie rara ed ha una distribuzione discontinua: Nord-Est e Centro. Nelle Alpi è distribuita soprattutto nell'arco orientale. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nelle Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.[19]
  • Habitat: gli habitat preferiti sono i prati aridi e i saliceti arbustivi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[19]
  • Distribuzione altitudinale: nelle Alpi frequentano i seguenti piani vegetazionali: montano e in parte quelli collinari e subalpini.
  • Fitosociologia.
    • Areale alpino. Dal punto di vista fitosociologico alpino la sottospecie transylvanicus appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]
      • Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
        • Classe: Festuco-Brometea
          • Ordine: Scorzonero-Chrysopogonetalia

Varietà caprinusModifica

 
Distribuzione della sottospecie erectus
(Distribuzione regionale[6])
  • Nome scientifico: Bromus erectus Hudson, 1762 var. caprinus (A.Kern. ex Hack.) Fiori, 1896 (in Pignatti: B. caprinus Kerner)
  • Descrizione: la pianta è alta al massimo 4 - 7 dm; il culmo è pubescente; la superficie delle foglie è ricoperta da peli irti (patenti o riflessi) e brevi; la pannocchia è ampia con ramificazioni uniflore; la spighetta, con 9 fiori, è lunga 30 mm; il lemma è lungo 9 - 12 mm con una resta di 7 - 8 mm.
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico.
  • Distribuzione: in Italia è una varietà comune e si trova al Sud (isole escluse).
  • Habitat: gli habitat preferiti sono i prati aridi.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 200 a 1.500 m s.l.m..
  • Fitosociologia. Per l'areale completo italiano la varietà caprinus appartiene alla seguente comunità vegetale:[21]
    • Macrotipologia: vegetazione delle praterie
      • Classe: Festuco valesiacae-Brometea erecti Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949
        • Ordine: Anthemidetalia calabricae Brullo, Scelsi & Spampinato, 2001
          • Alleanza: Armerion aspromontanae Brullo, Scelsi & Spampinato, 2001
Descrizione. L'alleanza Armerion aspromontanae è relativa alle vegetazioni formate soprattutto da emicriptofite e piccole camefite con portamenti prostrati. È una cenosi endemica dell’Aspromonte, che si rinviene nelle radure delle faggete di quota.[24]

SinonimiModifica

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[16]

  • Bromopsis alexeenkoi (Tzvelev) Czerep.
  • Bromopsis aspera Fourr.
  • Bromopsis caprina (A.Kern. ex Hack.) Banfi & N.G.Passal.
  • Bromopsis condensata (Hack.) Holub
  • Bromopsis condensata subsp. australis (Griseb.) Holub
  • Bromopsis condensata subsp. microtricha (Borbás) Jogan & Bacic
  • Bromopsis erecta (Huds.) Fourr.
  • Bromopsis erecta subsp. alexeenkoi (Tzvelev) Tzvelev
  • Bromopsis erecta subsp. gordjaginii (Tzvelev) Tzvelev
  • Bromopsis erecta subsp. longiflora (Willd. ex Spreng.) Dostál
  • Bromopsis erecta subsp. microchaeta (Font Quer) H.Scholz & Valdés
  • Bromopsis erecta subsp. permixta (H.Lindb.) H.Scholz & Valdés
  • Bromopsis erecta subsp. stenophylla (Link) H.Scholz & Valdés
  • Bromopsis erecta subsp. transylvanicus (Steud.) H.Scholz & Valdés
  • Bromopsis gordjaginii (Tzvelev) Galushko
  • Bromopsis microchaeta (Font Quer) Holub
  • Bromopsis permixta (H.Lindb.) Holub
  • Bromopsis transsilvanica (Steud.) Holub
  • Bromopsis zangezura Ogan.
  • Bromus agrestis All.
  • Bromus angustifolius Hornem.
  • Bromus angustifolius Schrank
  • Bromus arvensis Lam.
  • Bromus asper Pall. ex M.Bieb.
  • Bromus bertolae Colla
  • Bromus caprearum Hack.
  • Bromus caprinus A.Kern. ex Hack.
  • Bromus collinus Phil.
  • Bromus condensatus Hack.
  • Bromus condensatus var. australis Griseb.
  • Bromus condensatus subsp. microtrichus (Borbás) Poldini & Oriolo
  • Bromus condensatus var. microtrichus (Borbás) Hayek
  • Bromus condensatus var. pomoensis (Teyber ex Ginzb.) Hayek
  • Bromus dolichostachys Phil.
  • Bromus erectus var. angustifolius (Schrank) Beck
  • Bromus erectus var. anisophyllus K.Koch
  • Bromus erectus subsp. australis Griseb. ex Jáv.
  • Bromus erectus var. australis Griseb.
  • Bromus erectus var. australis Griseb. ex Jav.
  • Bromus erectus var. borbasii Hack. ex Borbás
  • Bromus erectus var. cilifer (Asch. & Graebn.) Beck
  • Bromus erectus var. condensatus (Hack.) Fiori
  • Bromus erectus var. contractus Regel
  • Bromus erectus var. depauperatus Asch. & Graebn.
  • Bromus erectus var. dissolutus Beck
  • Bromus erectus var. fallax Beck
  • Bromus erectus var. fasciculatus Asch. & Graebn.
  • Bromus erectus var. flaccidus Podp.
  • Bromus erectus var. glaber Heuff.
  • Bromus erectus var. glabra Peterm.
  • Bromus erectus var. glabratus Maire
  • Bromus erectus var. glabrescens Arechav.
  • Bromus erectus var. glabriflorus Borbás
  • Bromus erectus var. glaucus (Spreng. ex Hornem.) Link
  • Bromus erectus var. hirsutus Link
  • Bromus erectus var. lingiaristatus Kuntze
  • Bromus erectus var. longiflorus (Spreng.) Parl.
  • Bromus erectus var. longispicatus Maire
  • Bromus erectus var. longispiculatus Maire
  • Bromus erectus var. macrostachys Godr.
  • Bromus erectus subsp. microchaetus (Font Quer) Maire & Weiller
  • Bromus erectus var. microtrichus Borbás
  • Bromus erectus subsp. permixtus H.Lindb.
  • Bromus erectus var. planifolius Asch. & Graebn.
  • Bromus erectus var. pomoensis Teyber ex Ginzb.
  • Bromus erectus var. pseudoverticillatus Röhl.
  • Bromus erectus var. pubescens Delastre
  • Bromus erectus var. pubiflorus Borbás
  • Bromus erectus var. pycnotricha Borbás
  • Bromus erectus var. pygmaeus Asch. & Graebn.
  • Bromus erectus var. racemiferus Borbás
  • Bromus erectus var. reptans Borbás ex Jáv.
  • Bromus erectus var. rohlenae Podp.
  • Bromus erectus var. roxolanicus Zapal.
  • Bromus erectus var. stenophyelus (Link) Fiori
  • Bromus erectus var. stenophyllus (Link) Fiori
  • Bromus erectus var. stenophyllus (Link) Jáv.
  • Bromus erectus var. subvillosus Grün
  • Bromus erectus var. trachystachys Grün
  • Bromus erectus var. transsilvanicus (Steud.) Beck
  • Bromus erectus var. trichanthus C.A.Mey.
  • Bromus erectus var. tricolor Hack.
  • Bromus erectus var. velutinus Gunn
  • Bromus erectus var. vernalis Pancic
  • Bromus erectus f. viviparus Ugolini
  • Bromus erectus var. wildtii Podp.
  • Bromus glabriflorus (Borbás) Degen
  • Bromus heterophyllus Klokov
  • Bromus longiflorus Willd. ex Spreng.
  • Bromus macounii Vasey
  • Bromus microchaetus Font Quer
  • Bromus microtrichus (Borbás) Degen
  • Bromus montanus P.Gaertn., B.Mey. & Scherb.
  • Bromus odoratus Gouan
  • Bromus pauciflorus Schumach.
  • Bromus perennis Vill.
  • Bromus permixtus (H.Lindb.) H.Lindb.
  • Bromus pratensis Lam.
  • Bromus pseudoarvensis Koeler
  • Bromus pubiflorus (Borbás) Degen
  • Bromus racemiferus (Borbás) Degen
  • Bromus stenophyllus Link
  • Bromus subrectus Fr.
  • Bromus transsilvanicus Steud.
  • Festuca aspera Mert. ex W.D.J. Koch
  • Festuca drymeja var. fagetina Schur
  • Festuca erecta (Huds.) Wallr.
  • Festuca fagetina (Schur) Schur
  • Festuca hirta Seenus
  • Forasaccus erectus (Huds.) Bubani
  • Schedonorus erectus (Huds.) Gaudich. ex Roem. & Schult.
  • Schedonorus laxus Fr.
  • Serrafalcus pratensis (Lam.) Wilmott
  • Zerna angustifolia Besser
  • Zerna condensata (Hack.) Holub
  • Zerna condensata subsp. australis (Griseb.) Holub
  • Zerna erecta (Huds.) Panz.
  • Zerna erecta subsp. alexeenkoi Tzvelev
  • Zerna erecta subsp. gordjaginii Tzvelev
  • Zerna microchaeta (Font Quer) Holub
  • Zerna permixta (H.Lindb.) Holub
  • Zerna transsilvanica (Steud.) Holub

NoteModifica

  1. ^ a b The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  2. ^ Etymo Grasses 2007, pag. 55.
  3. ^ David Gledhill 2008, pag. 156.
  4. ^ a b Kellogg 2015, pag. 223.
  5. ^ a b c Judd et al 2007, pag. 311.
  6. ^ a b c d e f g h i Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 522.
  7. ^ Motta 1960, Vol. 1 - pag. 348.
  8. ^ a b Strasburger 2007, pag. 814.
  9. ^ Pasqua et al 2015, pag. 467.
  10. ^ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  11. ^ Kew - GrassBase - The Online World Grass Flora, su powo.science.kew.org. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  12. ^ Kellogg 2015, pag. 73.
  13. ^ Soreng et al. 2017, pag. 286.
  14. ^ Kellogg 2015, pag. 244.
  15. ^ Verloove 2012, pag. 31.
  16. ^ a b c The Plant List, su theplantlist.org. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  17. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 17 ottobre 2019.
  18. ^ a b Conti et al. 2005, pag. 63.
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 916.
  20. ^ Charles Edward Hubbard, Upright brome, Bromus erectus Huds., in Grasses, Penguin Books, 1978, pp. 72–73, ISBN 978-0-14-013227-4.
  21. ^ a b c Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  22. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 39B.3.4 ALL. SECURIGERO SECURIDACAE–DASYPYRION VILLOSI CANO-ORTIZ, BIONDI & CANO 2015. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  23. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 51.1.5 ALL. DIPLACHNION SEROTINAE BR.-BL. 1961. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  24. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 51.6.2 ALL. ARMERION ASPROMONTANAE BRULLO, SCELSI & SPAMPINATO 2001. URL consultato il 18 ottobre 2019.

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