Cape Fear - Il promontorio della paura

film del 1991 diretto da Martin Scorsese
Cape Fear - Il promontorio della paura
Max Cady.jpg
Max Cady (Robert De Niro) violenta Lori Davis (Illeana Douglas) in una scena del film
Titolo originaleCape Fear
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1991
Durata128 min
Rapporto2,35 : 1 (anamorfico)
Generethriller, giallo, drammatico
RegiaMartin Scorsese
SoggettoJohn D. MacDonald (romanzo)
James R. Webb (sceneggiatura 1962)
SceneggiaturaWesley Strick
ProduttoreBarbara De Fina
Produttore esecutivoFrank Marshall, Kathleen Kennedy
Casa di produzioneUniversal Pictures, Amblin Entertainment
FotografiaFreddie Francis
MontaggioThelma Schoonmaker
Effetti specialiJ.B. Jones, Derek Meddings
MusicheBernard Herrmann (adattate e arrangiate da Elmer Bernstein)
ScenografiaHenry Bumstead, Jack G. Taylor Jr., Alan Hicks
CostumiRita Ryack
TruccoElizabeth Lambert, Stephan Dupuis, Neal Martz
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cape Fear - Il promontorio della paura (Cape Fear) è un film del 1991 diretto da Martin Scorsese con protagonisti Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange e Juliette Lewis.

Il film è un remake de Il promontorio della paura di J. Lee Thompson (1962). Della pellicola precedente questa mantiene, come attori, Martin Balsam, Gregory Peck e Robert Mitchum, che tornano qui in piccole parti.

TramaModifica

Sam Bowden è un avvocato di grande fama che vive con sua moglie Leigh e la figlia quindicenne Danielle in una piccola città della Carolina del Nord. Il galeotto Max Cady, apparentemente tranquillo e mite ma in realtà sadico, psicopatico, violento e maniacale, viene rilasciato dal penitenziario in cui stava scontando la sua pena e si trasferisce nella cittadina proprio con l'obiettivo di tormentare la vita di Sam: questi, infatti, era stato il suo difensore in un processo per stupro nel 1977 ma, secondo il criminale, l'avvocato non aveva fatto tutto quello che poteva per scagionarlo.

Cady inizia a tormentare e perseguitare la famiglia non sfociando mai nell'illegalità: paga loro un gelato, fa apprezzamenti nei confronti della figlia di Sam e li osserva dal muro di cinta della casa, tutte azioni che fanno innervosire Sam ma che non possono essere punite. Qualche giorno dopo il cane della famiglia viene avvelenato e Cady è il primo indiziato: Sam lo denuncia ma viene rilasciato per assenza di prove.

L'avvocato, sentendosi perseguitato, assolda un detective privato, Kersek, per far pedinare Cady ma anche questo espediente non porta a nulla. Nel frattempo l'ex galeotto rimorchia e percuote Lori Davis, l'amante di Sam, sapendo che lei non denuncerà mai questo crimine per pudore: tutto ciò è servito ad allontanare l'avvocato dalla moglie Leigh. È proprio questo quello che Cady voleva: arrivato allo sfinimento, l'avvocato assolda tre uomini perché pestino Max la sera stessa. Prima dell'assalto, tuttavia, Sam lo va a trovare in un ristorante e lo minaccia, intimandogli di lasciare la città. Uscito dal locale Cady viene assalito dai picchiatori; l'uomo, tuttavia, riesce a sbarazzarsi dei tre ferendoli gravemente.

Il giorno dopo Max si presenta in tribunale accusando Sam di averlo fatto pestare: prova di ciò altro non è che la minaccia che gli aveva rivolto prima del pestaggio, che aveva furbamente registrato. Cady ottiene così un'istanza cautelare che ordina a Sam di doversi trovare per un periodo di prova a più di cinquecento metri dalla vittima. L'avvocato decide di inscenare una trappola per il suo persecutore: fa finta di partire per un processo e si rifugia in casa sua con la cameriera Graciella, la famiglia e l'investigatore privato, il quale intende sparare al criminale con una pistola in quanto colpevole di violazione di domicilio. Cady riesce ad entrare in casa uccidendo e mascherandosi da Graciella e fa fuori anche l'investigatore privato; tuttavia, dopo aver scoperto che Sam è in casa, fugge.

Sam, ormai messo alle strette, scappa con la famiglia sul suo battello ancorato a Cape Fear, nella Carolina del Nord; Cady, senza essere visto, si attacca sotto la loro auto. A Cape Fear la famiglia parte col battello sul fiume ma Cady li raggiunge e, durante un forte temporale, l'uomo tramortisce Sam e inizia a torturare madre e figlia. Danielle, che in precedenza aveva persino avuto un incontro intimo col criminale, riesce ad ustionarlo gravemente con un accendino e dell'alcool. Sfigurato in volto, ma ancora vivo, intende uccidere definitivamente la famiglia ma le due donne riescono a scappare mentre Sam resta ad affrontarlo da solo. Durante la colluttazione Sam riesce ad ammanettare una gamba di Cady a una sbarra poco prima che il battello vada a schiantarsi contro le rapide. Leigh e Danielle finiscono su una spiaggetta, mentre Sam e Max continuano a combattere: l'avvocato ha la meglio ma, mentre sta per finire il criminale con una pietra, questi viene portato via dal fiume e muore affogato.

Nella scena finale Sam si riunisce alla propria famiglia, la quale rimarrà segnata per sempre da questa orribile vicenda.

ProduzioneModifica

La sceneggiatura venne adattata da Wesley Strick da quella di James R. Webb per il film originale, che era stata tratta a sua volta dal romanzo The Executioners di John D. MacDonald. Rispetto all'originale, fu deciso di creare dei conflitti interni nella famiglia dell'avvocato Bowden, per dare maggiore spessore psicologico ai personaggi.

La regia avrebbe dovuto inizialmente essere affidata a Steven Spielberg, ma egli alla fine decise che il film era troppo violento e lo passò a Scorsese per tornare a lavorare a Schindler's List - La lista di Schindler, che invece Scorsese aveva deciso di non girare. Spielberg rimase nel progetto in qualità di produttore, attraverso la sua Amblin Entertainment, ma scelse di non essere accreditato nei titoli di coda del film.[1]

Nick Nolte è più alto di Robert De Niro, ma per il film, Nolte perse molto peso mentre De Niro aumentò la propria massa muscolare allenandosi costantemente con un personal trainer in modo da sembrare più forte e minaccioso. De Niro riuscì a ridurre l'indice di massa grassa del suo corpo al 4%.[2] Inoltre, l'attore pagò 5,000 dollari a un dentista per farsi limare i denti per avere un aspetto più inquietante per il ruolo.[3] A fine riprese, pagò il dentista 20,000 dollari per restaurarli.

L'opera di Alfred Hitchcock fu una delle influenze stilistiche maggiori per Cape Fear. Come per la pellicola originale del 1962, dove il regista J. Lee Thompson ammise esplicitamente il rimando a Hitchcock, ricorrendo al suo stile di regia, e volendo Bernard Herrmann per la colonna sonora, Scorsese girò la sua versione del film alla maniera di Hitchcock, specialmente attraverso l'impiego di inquadrature inusuali, illuminazione, e tecniche di montaggio. In aggiunta, nel remake di Scorsese i titoli di testa sono opera di Saul Bass, abituale collaboratore di Hitchcock, e la colonna sonora è un rimaneggiamento di quella originale scritta da Herrmann da parte di Elmer Bernstein.[4]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Janet Maslin, FILM; Martin Scorsese Ventures Back To 'Cape Fear', in The New York Times, 10 novembre 1991.
  2. ^ Showtimes, reviews, trailers, news and more - MSN Movies, su movies.msn.com. URL consultato l'11 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2012).
  3. ^ Stars who went too far for movie roles, Yahoo!.
  4. ^ Cape Fear, film score, in AllMusic.

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Collegamenti esterniModifica

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