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Luciano De Ambrosis

attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano

BiografiaModifica

 
Luciano De Ambrosis a cinque anni nel film I bambini ci guardano (1943).

Esordisce nel cinema come attore bambino all'età di sei anni con I bambini ci guardano di Vittorio De Sica (1943), seguito da L'angelo del miracolo di Piero Ballerini (1944) e Senza famiglia, di Giorgio Ferroni (1944, ma distribuito nel 1946 e diviso in due parti a causa dell'eccessiva lunghezza, con la seconda intitolata Ritorno al nido).

Nel 1948, Vittorio De Sica lo chiama ancora a interpretare il ruolo di Goretti nel film Cuore, prima riduzione cinematografica integrale del romanzo di Edmondo De Amicis. Nel gruppo dei ragazzi ci sono alcuni tra i più conosciuti attori bambini del periodo: Gino Leurini, Vito Annicchiarico, Carlo Delle Piane, Maurizio Di Nardo ed Enzo Cerusico.

Negli anni a seguire De Ambrosis calca raramente le scene per dedicarsi al doppiaggio, come doppiatore e direttore. È il padre del doppiatore Massimo De Ambrosis e nonno dei doppiatori Luca De Ambrosis e Daniele De Ambrosis.

Nel mondo del doppiaggio è noto per essere la voce principale di James Caan e per aver doppiato molti altri attori, tra cui Burt Reynolds, John Mahoney, Dennis Farina, Albert Finney, Jon Voight, Seymour Cassel, Nick Nolte, Frank Langella, Brian Cox e Sean Connery (diventato la voce principale dopo la morte di Pino Locchi).

Nel 2012 gli viene conferito il premio alla carriera alla manifestazione Leggio d'oro.[2]

Nel 2014 partecipa al documentario Protagonisti per sempre di Mimmo Verdesca, film vincitore nel 2015 del Giffoni film festival come Miglior documentario, in cui, per la prima volta, racconta le esperienze e le scelte che hanno caratterizzato la sua carriera e la sua vita di popolare attore bambino prima e di grande doppiatore dopo.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

DoppiaggioModifica

Live-actionModifica

Film d'animazioneModifica

Serie animateModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ Luciano De Ambrosis, su IMDb. URL consultato il 14 settembre 2017.
  2. ^ I vincitori del leggio d'oro

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN65529978 · ISNI (EN0000 0001 1950 6333 · SBN IT\ICCU\MODV\170404 · LCCN (ENn87838430 · BNF (FRcb14675593m (data) · WorldCat Identities (ENn87-838430