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Capitan Tsubasa World Youth

Capitan Tsubasa World Youth
キャプテン翼 ワールドユース編
(Kyaputen Tsubasa Wōrudo Yūsu hen)
Ctwyh 1.jpg
Copertina del primo numero dell'edizione italiana, raffigurante Shingo e Tsubasa
Generespokon
Manga
AutoreYōichi Takahashi
EditoreShūeisha
RivistaWeekly Shōnen Jump
Targetshōnen
1ª edizione1994 – 1997
Tankōbon18 (completa)
Editore it.Star Comics
Collana 1ª ed. it.Techno
1ª edizione it.marzo 2003 – agosto 2004
Periodicità it.mensile
Volumi it.18 (completa)
Preceduto daCapitan Tsubasa
Seguito daCaptain Tsubasa Road to 2002

Capitan Tsubasa World Youth (キャプテン翼 ワールドユース編 Kyaputen Tsubasa Wōrudo Yūsu hen?) è un manga della serie di Capitan Tsubasa (Captain Tsubasa). Esiste anche la versione animata, Captain Tsubasa J, conosciuta in Italia con il titolo di Che campioni Holly e Benji!!!.

Nel 1994 Tsubasa torna sulle pagine di Weekly Shōnen Jump con la serie World Youth, che si concluderà nel 1997, dopo qualche problema nei rapporti tra l'editore (la Shūeisha) e l'autore, che influirà sull'andamento della storia (si pensi alla semifinale con i Paesi Bassi ridotta a due sole pagine). Gli episodi di questa serie usciti su Shōnen Jump sono stati in seguito raccolti in 18 tankoubon. Successivamente in Giappone è uscita una ristampa di 10 volumi.

In Italia il manga è stato pubblicato dalla Star Comics sulla testata Techno dal marzo 2003 all'agosto 2004. Per evitare problemi con la FIFA la Star Comics ha dovuto storpiare i nomi di squadre e giocatori reali (per esempio l'Inter è diventata Interland, la Juventus Juvenile, la Sampdoria Sampdoriana, il Colonia Kern, Baggio Gaggio, Maradona Saradona ecc.). La traduzione italiana non è esente da errori di traduzione come le traslitterazioni errate (Hyuga continua a essere chiamato erroneamente Hiyuga e il giocatore dell'Arabia Saudita Vulkan diventa improvvisamente Balkan).

Storia editorialeModifica

Nel 1993, dopo essersi dedicato nella realizzazione di manga sportivi sul pugilato (Chibi) e sul baseball (Ace), Yoichi Takahashi decise di realizzare un seguito del suo manga di maggior successo, Captain Tsubasa (1981-1988), in concomitanza con la nascita della J. League, il campionato professionistico giapponese. Nel 1993 realizzò uno speciale, Saikyo no teki! Holland Youth, che fungeva da prologo alla nuova serie e che fu pubblicato su Shonen Jump dal 29 marzo al 26 aprile 1993. In questo speciale, trasposto successivamente in animazione sotto forma di film, veniva narrata la vittoria del torneo delle superiori da parte della Toho di Hyuga (Mark Lenders) contro la Nankatsu (New Team) di Misaki (Tom Becker), e le tre amichevoli disputate dal Giappone contro la nazionale olandese, priva del suo asso Brian Kraifort.

Nel 1994 cominciò la nuova serie del manga che avrebbe trattato il mondiale U-20. I primi capitoli del manga, quelli relativi al primo prologo dedicato al principe del sole Shingo Aoi (Rob Denton Aoi), erano intitolati Captain Tsubasa: principe del sole. Fu solo a partire dal sesto capitolo del manga che la serie assunse la denominazione definitiva di Captain Tsubasa World Youth Hen. Il manga fu serializzato sul settimanale Shonen Jump dal 18 aprile 1994 al 25 agosto 1997 per un totale di 163 capitoli.[1] In seguito l'opera fu ristampata in 18 tankoubon usciti tra il dicembre 1994 e il novembre 1997. Nell'edizione tankoubon numerosi capitoli furono fusi tra loro per formare capitoli più lunghi, per cui nell'edizione tankoubon il manga è suddiviso in 63 capitoli contro i 163 pubblicati su Shonen Jump. Nell'edizione tankoubon fu aggiunto anche un sessantaquattresimo capitolo (mai pubblicato su Shonen Jump) che fungeva da epilogo. Una ristampa in 12 kanzenban fu pubblicata in Giappone tra il 2004 e il 2005. Takahashi ha confermato che l'editore sollecitò la conclusione del manga dopo la conclusione dei quarti di finale, costringendolo a riassumere le semifinali in due sole pagine e dedicare alla finale solo un volume e mezzo.[2]

Il manga fu pubblicato in Italia dalla Star Comics dal marzo 2003 all'agosto 2004 in 18 volumi con il titolo Capitan Tsubasa World Youth e il sottotitolo Holly e Benji. La numerazione partì dal numero 38 conteggiando anche i 37 numeri della prima serie. I nomi originali vennero mantenuti anche se Hyuga continuò a essere chiamato erroneamente Hiyuga e per alcuni calciatori l'adattamento della traslitterazione del cognome fu cambiato incoerentemente da un volume all'altro (ad esempio Vulkan/Balkan e Clyfford/Kraifort/Krayfort). Si segnalano anche alcune sviste come lasciare come in originale il termine "Sepatakuro" senza tradurlo in Sepak Takraw. Le traduzioni vennero realizzate da Monica Malavasi mentre Andrea Renzoni si occupò dell'adattamento dei testi. La Star Comics, per evitare problemi di copyright con la FIFA, dovette alterare i nomi di giocatori e squadre reali (per esempio l'Inter divenne l'Interland, la Juventus la Juvenile, il Colonia il Kern e Gullit divenne Fullit), anche se per alcune squadre reali (San Paolo, Flamengo e Amburgo) il nome non fu alterato. Sempre per problemi di copyright relativi alla presenza di marchi, squadre e giocatori reali, la stessa Star Comics non può ristampare il World Youth.

In Francia i 18 volumi del manga sono stati pubblicati con cadenza mensile dalla casa editrice J'ai lu dall'ottobre 2002 al marzo 2004, mantenendo titolo e nomi originali, seppur aggiungendo "Olive et Tom" come sottotitolo in copertina per rendere la serie riconoscibile ai potenziali lettori e dunque incrementare le vendite. La versione francese presenta numerose sviste nella traduzione.

TramaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Capitoli di Capitan Tsubasa World Youth.

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Il manga comincia con due prologhi. Nel primo prologo viene narrato l'arrivo in Italia di un ragazzo giapponese, Shingo Aoi (Rob Denton Aoi nel doppiaggio italiano dell'anime), che ambisce a entrare nelle giovanili di una importante squadra milanese. Persi tutti i suoi guadagni a causa di un truffatore, riesce a sbancare il lunario facendo il lustrascarpe. In un flashback si scopre che in passato con la sua ex squadra (la Nakahara) aveva affrontato in amichevole la Nankatsu di Tsubasa: sostituito dal suo allenatore per disobbedienza alla sua tattica, stava pensando di ritirarsi dal calcio quando Tsubasa gli si avvicinò dicendogli che se amava il calcio non doveva arrendersi. Qualche tempo dopo incontrò Tsubasa all'aeroporto mentre quest'ultimo stava partendo per il Brasile, e Tsubasa, riconosciutolo, gli diede tre monete, una statunitense, una francese e una giapponese, simboleggianti i mondiali del 1994, del 1998 e del 2002. Tsubasa con questo gesto gli augurava che avrebbero presto giocato insieme in nazionale e partecipato ai mondiali.

Alla fine Aoi, non senza difficoltà, riesce a entrare nelle giovanili dell'Inter ma subisce le prepotenze dei compagni di squadra che fanno i bulli con lui e fanno di tutto per cacciarlo dalla squadra, sia perché non vogliono un giapponese in squadra, sia perché lo ritengono il responsabile dell'estromissione di un loro ex compagno di squadra, mandato via per far posto al nuovo arrivato giapponese. Dopo averlo minacciato, cominciano a mandargli apposta passaggi troppo lunghi o difficili da ricevere a causa di un particolare effetto, in modo da farlo giocare male e agevolare la sua cacciata. L'unico compagno di squadra con cui ha fatto amicizia è il portiere della nazionale italiana giovanile Gino Hernandez, che prende le distanze dal comportamento dei suoi compagni di squadra e sprona Aoi a non arrendersi di fronte alle cattiverie subite. Aoi si allena duramente e nel corso di una partita contro le giovanili del Milan dimostra di essere in grado di ricevere anche i passaggi troppo lunghi o a effetto mandati dai compagni di squadra per sabotarlo, segnando una doppietta e trascinando alla vittoria la sua squadra. I compagni di squadra si pentono delle loro cattiverie aiutandolo a segnare il secondo gol e al termine della partita lo portano in trionfo dimostrando di averlo ormai accettato come loro compagno di squadra.

Tre anni dopo Aoi, soprannominato "il principe del sole", è ormai l'asso della Primavera dell'Inter e alla vigilia della partita contro la Juventus incontra per caso Minato Gamo, il futuro allenatore della nazionale giovanile. Gamo si accorse del talento di Aoi, tanto da chiamarlo in futuro nella nazionale. Aoi segnò una doppietta nella partita contro la Juventus, ma, in seguito all'entrata in campo del difensore bianconero Salvatore Gentile, che marcò stretto Aoi impedendogli di nuocere, i bianconeri rimontarono e vinsero per 3-2. Nacque così la rivalità tra Aoi e Gentile, con il giapponese desideroso di rivalsa.

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Nel secondo prologo viene narrata la finale del campionato brasiliano tra il San Paolo di Tsubasa e il Flamengo di Carlos Santana. In alcuni flashback viene approfondito il passato sia di Tsubasa che di Santana. Di Tsubasa viene mostrato che una volta arrivato in Brasile dovette sostenere e superare un provino per entrare nel San Paolo e che fu in quel frangente che divenne amico e compagno di squadra di Pepe, una giovane promessa del calcio brasiliano, anche lui lì per il provino. Quanto al passato di Santana, viene mostrato che, abbandonato dai genitori e allevato da un anziano che badava ad un campo di calcio, dopo la morte dei nonni adottivi in un incidente, Santana venne adottato dal signor Bala, proprietario di una squadra di calcio, che non provava alcun affetto per il figlio adottivo e che lo voleva trasformare nel futuro campione della squadra di calcio di cui era presidente. Santana visse per dieci anni segregato in una palestra sotterranea situata nella sede della squadra, trattato con freddo cinismo e addirittura talvolta flagellato dal padre adottivo, nonché costretto a sottoporsi ad allenamenti disumani sotto la guida di tre allenatori incaricati di trasformarlo nel "cyborg del calcio", un calciatore senza sentimenti umani e disinteressato al gioco di squadra. Gli amici di Santana tentarono di farlo fuggire per due volte ma invano, anche perché il signor Bala era il proprietario di molte delle aziende della città e avrebbe potuto vendicarsi sulle famiglie dei suoi amici nel caso avessero perseverato nei loro tentativi di farlo fuggire. Dopo aver trascinato la nazionale brasiliana giovanile alla vittoria del mondiale U-17, Santana denunciò le violenze subite dal genitore adottivo, provocando proteste popolari che costrinsero il signor Bala a liberare dalla prigionia il figlio adottivo. Carlos passò dunque a giocare nella squadra professionistica del Flamengo, dove ritrovò il suo vecchio amico di infanzia, Leo, anche lui diventato calciatore professionista.

Il confronto tra il San Paolo di Tsubasa e il Flamengo di Carlos Santana è molto combattuto, e i tre gol di Santana sono segnati allo stesso modo dei precedenti gol di Tsubasa nella stessa partita, solo realizzati in maniera più difficile (per esempio tirando da una distanza maggiore); Santana lo fa apposta per dimostrare di essere migliore di Tsubasa. Dopo varie azioni la partita termina con la vittoria per 4-3 del San Paolo, non perché Santana fosse inferiore nella tecnica rispetto a Tsubasa, ma perché Tsubasa crede nel gioco di squadra mentre Santana no. Dopo la sconfitta Santana comprende l'importanza del gioco di squadra e giura a Tsubasa che si prenderà la rivincita ai mondiali.

Qualificazioni asiaticheModifica

Nel frattempo si tiene una conferenza stampa della nazionale giovanile giapponese in cui Taro Misaki (Tom Becker) e Kojiro Hyuga (Mark Lenders) annunciano l'intenzione di vincere il mondiale U-20. La nazionale, allenata da mister Mikami (l'ex allenatore personale di Wakabayashi/Benji) e priva di Tsubasa e Wakabayashi, è in ritiro, e viene rinforzata dal ritorno in campo di Jun Misugi (Julian Ross) che dopo tre anni di forzato riposo è completamente guarito dalla malattia cardiaca, anche se è retrocesso nel ruolo di libero, anche perché gli era stato raccomandato di non eccedere nello sforzo fisico per evitare possibili ricadute. Nel frattempo Wakashimazu (Ed Warner), dopo una discussione accesa con Mikami, lascia il ritiro della nazionale perché non vuole essere la riserva di Wakabayashi (Benji), che tuttavia nel frattempo si è infortunato ai polsi nel tentativo di parare i tiri di due forti attaccanti avversari, l'olandese Kraifort e lo svedese Levin. Con Wakabayashi infortunato e Wakashimazu indisposto a giocare in nazionale il Giappone dovrà schierare per il momento in porta Morisaki (Alan Crocker).

All'improvviso si presenta al ritiro una squadra composta da soli sette giocatori e allenata da Minato Gamo, denominata Real Japan 7 (nel doppiaggio italiano dell'anime i sette del Giappone Reale). I sette del Giappone Reale, tra cui spiccano Hanji Urabe (Jack Morris) e Ryoma Hino (Nico Holder), affermano di essere superiori ai giocatori della nazionale e per dimostrarlo vengono organizzate tre partite di calcio a 7 tra il Real Japan 7 e i ventuno giocatori della nazionale "ufficiale". La prima partita, disputata tra il Real Japan 7 e i sette migliori giocatori della nazionale ufficiale, fu combattuta ma vide prevalere il Real Japan 7 per 3-2. Le altre due partite, disputate contro i 14 membri più deboli della nazionale, vedono il Real Japan 7 vincere nettamente e al termine delle tre partite il Real Japan 7 risulta complessivamente vincitore per 14-2. A questo punto Mikami si sente male per una peritonite e viene portato d'urgenza in ospedale, salvandosi. In seguito ai problemi di salute di Mikami, viene nominato nuovo allenatore della nazionale proprio Minato Gamo, il quale esclude momentaneamente dalla nazionale sette giocatori, dopo aver evidenziato le loro carenze e promettendo di reintegrarli in futuro una volta che gli avranno dimostrato di non averle più. I sette giocatori esclusi sono Taro Misaki (Tom Becker), che deve trovare uno stile di gioco personale, senza dipendere da Tsubasa, Kojiro Hyuga (Mark Lenders), che deve migliorare il suo post play, servendo anche assist ai suoi compagni sotto porta, Makoto Soda (Ralph Peterson) che deve perfezionare l'effetto e la precisione del suo "stile rasoio", Hiroshi Jito (Clifford Yuma), che deve potenziare e rendere più resistente il suo corpo a partite di 90 minuti, Masao e Kazuo Tachibana (James e Jason Derrick), che devono diventare più indipendenti l'uno dall'altro e Shun Nitta (Patrick Everett), che deve imparare a tirare sia di destro che di sinistro.

Gamo sottopone i giocatori rimasti ad allenamenti molto duri e alla fine del ritiro i giocatori sono in pessime condizioni atletiche, tanto sono provati dagli allenamenti. Gamo peraltro aveva subito in passato diversi esoneri per i pessimi risultati delle sue squadre, dovuti ad allenamenti troppo duri, tali da ridurre i giocatori in condizioni fisiche disastrose. Consapevole di non poter battere la Thailandia con i giocatori ridotti in tale stato, alla vigilia della prima fase delle qualificazioni asiatiche, Gamo decide di convocare in nazionale Tsubasa Ozora del San Paolo e Shingo Aoi dell'Inter Primavera, nella speranza che con questi due assi sarebbe riuscito a superare lo stesso le eliminatorie; tuttavia solo Tsubasa risponde alla convocazione. Con la nazionale in pessime condizioni fisiche, anche con Tsubasa in campo la partita contro la modesta nazionale di Taiwan risulta ostica: il Taiwan addirittura si porta in vantaggio grazie a una autorete di Matsuyama (Philip Callaghan); proprio Matsuyama però si riscatta dell'errore siglando la rete del pareggio e negli ultimi minuti Tsubasa segna il gol della vittoria. Nella partita successiva il Giappone sconfisgge il Guam per 4-0 ma nell'ultima partita deve affrontare l'ostica Thailandia, vincitrice per 11-0 e per 12-0 sulle stesse squadre che il Giappone ha stentato a battere 2-1 e 4-0. Il Giappone è obbligato a vincere contro la Thailandia in quanto in caso di arrivo a pari punti verrebbe eliminato per la differenza reti nettamente peggiore. I punti di forza della Thailandia sono i tre fratelli Konsawatt (ex giocatori di Sepak Takraw e praticanti tecniche acrobatiche analoghe a quelle dei fratelli Tachibana/Derrick) e il forte difensore Bunnak, (ex campione di Muay Thai) e prossimo di trasferimento all'Atletico Madrid, nella Liga spagnola .

Il Giappone studia in video gli schemi tattici della Thailandia e, grazie a ciò, nei minuti iniziali riesce addirittura a portarsi in vantaggio (rete di Tsubasa). Tuttavia, la Thailandia mostra tutta la sua forza: Bunnaku e i tre acrobatici fratelli Konsawatt segnano quattro reti consecutive a Morisaki, portando la nazionale thailandese sul momentaneo 4-1. Tsubasa viene marcato stretto da Bunnaku, e in seguito a un intervento falloso dell'ex campione di Muay Thai finisce addirittura al tappeto venendo portato in infermeria. Dopo le dovute medicazioni, Tsubasa entra in campo insieme a Wakabayashi, il quale ha deciso di giocare nonostante l'infortunio ai polsi e il fatto che, a causa degli antidolorifici assunti, può solo respingere il pallone ma non afferrarlo. Con Wakabayashi in porta la Thailandia non riesce più a segnare e inoltre al 44º minuto Aoi fa il suo debutto in nazionale, dopo una forsennata corsa in taxi per raggiungere lo stadio dall'aeroporto. I suoi compagni di squadra rimangono spiazzati dal suo arrivo e si chiedono chi sia, e solo Tsubasa lo riconosce. Entrato in campo Aoi riesce ad accorciare le distanze proprio allo scadere del primo tempo. Nella ripresa il Giappone domina e Aoi, con un twinshot in rovesciata con Tsubasa, segna il gol del 4-3, successivamente Jun Misugi con un drive shot pareggia. Il Giappone attacca alla ricerca del gol qualificazione, che arriva solo allo scadere, segnato ancora una volta da Aoi.

Il Giappone elimina dunque la Thailandia qualificandosi alla seconda fase delle qualificazioni asiatiche. Nel frattempo Hyuga, nel corso dei suoi allenamenti al fine di conquistare il posto in nazionale, conosce una ragazza praticante il softball, Maki, che peraltro si innamora di lui. Maki inconsapevolmente gli fornisce l'ispirazione per realizzare un nuovo tiro ancora più potente, il Raiju Shoot (Tiro della Bestia del Fulmine), sfruttando lo sfregamento del piede con il terreno di gioco per imprimere maggiore potenza. I sette giocatori esclusi tornano al ritiro della nazionale per dimostrare all'allenatore di aver risolto le carenze che ne avevano provocato l'esclusione, e Gamo stabilisce che, per riconquistare il posto in nazionale, dovranno battere il Real Japan 7. Dopo un inizio equilibrato, Hyuga svela la sua nuova arma segreta, segnando due reti con il Raiju shot. In seguito a ciò, il Real Japan 7 crolla e la partita viene sospesa da Gamo con il punteggio di 10-2 a favore dei sette esclusi, che dunque riconquistano il posto in nazionale. A questo punto Gamo svela che il RJ7 non aveva mai avuto intenzione di rubare loro il posto in nazionale, anche perché 5 giocatori su 7 erano troppo vecchi per poter partecipare ai mondiali U-20, ma era stato allestito al fine di spronare i giocatori giapponesi ad allenarsi ancora di più a causa del rischio di perdere il posto in nazionale. Urabe (Morris) e Hino (Nico Holder) sono gli unici giocatori del RJ7 a soddisfare i requisiti di età per giocare con la nazionale U-20, ma Hino, essendo nippo-uruguayano, decide di giocare con l'Uruguay diventando così un rivale del Giappone. Datamotsu, un amico di Aoi abilissimo nell'analizzare i punti di forza e quelli deboli di giocatori e squadre, dà a Hino lo spunto per realizzare il Tornado Shot, venendo poi rimproverato per aver dato un suggerimento così valido a un potenziale futuro avversario.

Nel frattempo comincia la seconda fase delle qualificazioni asiatiche e il Giappone, con il reintegro dei sette esclusi notevolmente migliorati, batte agevolmente Uzbekistan (8-1) ed Emirati Arabi Uniti (6-0), con Hyuga autore di una tripletta in entrambi gli incontri. Il terzo incontro, contro l'Arabia Saudita di Owairan, si rivela invece molto più impegnativo: l'Arabia Saudita, dotata di una difesa solida, passa in vantaggio grazie a Owairan che segna in tap-in approfittando del fatto che Wakabayashi, a causa dell'infortunio ai polsi, può solo respingere di pugno. Come se non bastasse Aoi, diffidato, viene ammonito e sarà costretto a saltare la partita contro la Cina. Il Giappone riesce comunque a pareggiare su punizione grazie al "Boomerang Shootdi Misaki, ma subito dopo il pareggio l'Arabia Saudita effettua una sostituzione facendo entrare "il Genio della lampada" Vulkan, un attaccante alto più di 2 metri e abile nei colpi di testa. Vulkan promette che segnerà tre gol quanti sono i desideri che il genio della lampada può esaudire ma, nonostante inizialmente metta a dura prova Wakabayashi e la difesa nipponica, non segnerà nemmeno una rete. Nel frattempo Hyuga decide di svelare la sua arma segreta, il Raiju shot, grazie alla quale segna una tripletta permettendo al Giappone di battere per 4-1 l'Arabia Saudita.

In vista della partita contro la Cina, lo squalificato Aoi decide di intrufolarsi di nascosto con Datamotsu nel campo di allenamento della Cina per spiare i prossimi avversari. Qui Aoi ha l'occasione di confrontarsi con l'asso cinese Shunko Sho, uscendone leggermente infortunato dallo scontro. Aoi, di ritorno, avverte tutti della pericolosità costituita da Sho. Nel frattempo, in Giappone, la madre di Hyuga perde i sensi a causa dell'eccessivo lavoro a cui si è sottoposta per mandare avanti la famiglia e finisce in coma. Hyuga, informato della notizia, ne rimane sconvolto ed è in dubbio se disputare lo stesso la partita con la Cina oppure correre subito in Giappone per stare accanto alla madre in pericolo di vita. Alla fine decide di prendere il primo aereo per il Giappone non appena finito l'incontro con la Cina. La partita comincia e Sho è in panchina a causa di un infortunio alla gamba rimediato in un precedente scontro con l'asso sudcoreano Cha (anche lui infortunatosi); Sho comunque è in via di guarigione grazie all'agopuntura ed è pronto a entrare in campo a partita in corso se necessario. Wakabayashi evita di farsi un'iniezione antidolorifica ai polsi per essere in grado di afferrare il pallone ma presto scopre che più palloni afferra più aumenta il dolore, e verso la fine del primo tempo è costretto a respingere di nuovo solo di pugno. Il Giappone segna due reti grazie a un Flying Drive shot di Tsubasa e a un Eagle shot di Matsuyama, il forte attaccante Hi accorcia di testa le distanze per la Cina, ma nel finale di primo tempo Hyuga porta il Giappone sul 3-1 col Neo Tiger Shot. Nella ripresa, tuttavia, entra in campo Sho che, sfruttando la sua capacità di ribattere i forti tiri degli avversari, segna in breve tempo una doppietta, portando il risultato sul 3-3. Per Wakabayashi risultò particolarmente umiliante il gol del 3-3 in quanto segnato da fuori area: Sho divenne così il primo giocatore a segnare da fuori area a Wakabayashi in una partita ufficiale. Il Giappone riesce a risalire la china e a portarsi sul 5-3 grazie all' Arrow shot di Tsubasa e un tiro a doppia ribattuta con Hyuga e Sho. Per via di quest'ultimo tiro, il cinese affatica troppo la gamba ed è costretto ad uscire dal campo insieme a Wakabayashi, anche lui infortunatosi dopo aver respinto un potentissimo tiro di Sho. Nel finale Hyuga segna un altro gol, portando il Giappone sul 6-3, risultato con cui si conclude la partita.

Subito dopo la partita Hyuga corre subito in Giappone per raggiungere l'ospedale dove è ricoverata la madre, che nel frattempo è uscita dal coma e non è più in pericolo di vita. Hyuga si sente in colpa per aver rifiutato le offerte di ingaggio provenienti dalle squadre della J-League, perché se le avesse accettate, la propria madre non avrebbe avuto la necessità di lavorare così tanto, e decide di accettare una delle offerte in modo da pagare le spese per l'ospedale, ma viene dissuaso da Wakashimazu, che gli presta il denaro necessario. In cambio Hyuga ottiene che Wakashimazu torni in nazionale, di nuovo priva di Wakabayashi. Nel frattempo l'Arabia Saudita batte la Cina eliminandola dal torneo. Grazie alle parate di Wakashimazu il Giappone vince la semifinale contro l'Iraq per 3-0, mentre la Corea del Sud vince l'altra semifinale battendo in rimonta per 2-1 l'Arabia Saudita. Tuttavia il rientrato Cha si infortuna di nuovo nell'azione del gol della vittoria ed è costretto a rinunciare alla finale contro il Giappone. La finale non ha storia e vede la vittoria per 2-0 del Giappone, che vince così il campionato asiatico giovanile e si qualifica ai mondiali U-20 insieme agli stessi sudcoreani.

Fase finale dei mondiali U-20Modifica

Il Giappone, tornato in patria da qualificato, scopre che purtroppo nella nazione organizzatrice dei Mondiali (il Burunga, stato africano non esistente nella realtà) è scoppiata la guerra civile e quindi i mondiali rischiano di non disputarsi. Tuttavia il dirigente della federcalcio giapponese Katagiri propone alla FIFA di far disputare i mondiali U-20 in Giappone, proposta che viene accolta. Il Giappone diventa così il paese organizzatore al posto del Burunga e questo permette il ripescaggio ai mondiali dell'Arabia Saudita, terza classificata nelle qualificazioni asiatiche, in sostituzione del Burunga.

Alla nazionale si aggrega Akai, terzino della Sampdoria rivale di Aoi: durante la partita tra le formazioni Primavera dell'Inter e della Sampdoria, il doriano Akai riuscì a neutralizzare la finta ad angolo retto dell'interista Aoi, ma alla fine fu l'Inter a imporsi per 1-0; al termine dell'incontro Aoi lo convinse a unirsi alla nazionale. Nel frattempo Misaki decide di andare finalmente a trovare sua madre, con cui non aveva mai parlato, in quanto subito dopo la sua nascita i suoi genitori avevano divorziato e Misaki fu affidato al padre mentre la madre si era risposata e aveva avuto un'altra figlia. Al termine della giornata, Misaki viene accompagnato dalla sorellastra alla fermata del pullman ma, quando lei cade mentre sta attraversando la strada e rischia di essere investita da un camion, Misaki interviene e riesce a salvarla, anche se così facendo viene investito al suo posto infortunandosi gravemente alla gamba e venendo costretto a saltare il mondiale giovanile. Misaki comunque non si arrende e decide di intraprendere un audace percorso di riabilitazione al fine di recuperare dal grave infortunio in tempo per la finale del mondiale U-20.

Il Giappone senza Misaki gioca la sua prima partita del World Youth contro il Messico del fortissimo portiere Espadas. Tsubasa per via di un infortunio non è in buona forma e non gioca come al solito. Con Tsubasa in pessime condizioni fisiche è il Messico a fare la partita ma non riesce a segnare grazie alle parate del portiere nipponico Wakashimazu (Ed Warner nella versione italiana dell'anime) e alla difesa dei gemelli Tachibana. Il gigantesco centrocampista messicano Garcia infortuna apposta i fratelli Tachibana in modo da indebolire la difesa giapponese e viene espulso. Senza i Tachibana il Messico riesce a passare in vantaggio grazie a una rete dello stesso portiere Espadas, famoso per le uscite dalla sua area di rigore per lanciarsi in attacco. Espadas si rivela quindi non solo un fortissimo portiere, ma anche un fortissimo attaccante e un geniale regista. Dopo il gol dello svantaggio il Giappone tenta di reagire e prova a pareggiare ma tutti i suoi tiri vengono parati da Espadas. Al 90° però Tsubasa reagisce e usa la sua nuova tecnica (Sky dive shot) per provare a segnare il gol del pareggio. Il tiro di Tsubasa viene deviato da Espadas, ma sul pallone respinto si avventa Aoi che segna il gol del pareggio. Il Giappone continua ad attaccare e Hyuga su assist di Tsubasa segna il gol del 2-1 all'ultimo minuto di recupero con il Raiju Shot, piegando la mano di Espadas. Nell'altra partita del girone l'Italia perde per 3-2 contro l'Uruguay. A segnare i tre gol dell'Uruguay è il nippouruguyano Ryoma Hino (Nico Holder nella versione italiana dell'anime), rivale di Kojiro Hyuga.

Il Giappone gioca la sua seconda partita contro l'Uruguay di Ryoma Hino (che ha inventato un nuovo potentissimo tiro, il Tornado shot) e di Victorino. Il Giappone inizia bene la partita e in pochi minuti si porta sul 4-1 (doppietta di Hyuga e reti di Tsubasa e Aoi per il Giappone e di Victorino per l'Uruguay) ma l'Uruguay non demorde e nel primo tempo segna altri due gol con Hino. Nella ripresa l'Uruguay prima pareggia con Victorino e poi si porta in vantaggio grazie a un autogol del difensore nipponico Jito nel tentativo maldestro di anticipare Victorino. Il Giappone comunque, grazie a due gol di Hyuga in zona Cesarini (il primo realizzato con l'aiuto di Jito, che così si riscatta dell'autorete), riesce a ribaltare il risultato e imporsi 6-5. Nell'altra partita del girone l'Italia, priva del portiere Gino Hernandez e del difensore Salvatore Gentile, infortunatisi nel tentativo di fermare il Tornado shot di Hino, pareggia 0-0 con il Messico. Nella terza e ultima giornata della fase a gironi l'Uruguay sconfigge il Messico con Espadas infortunato per 2-0 mentre il Giappone sconfigge l'Italia per 4-0. Nonostante l'infortunio, Gentile e Hernandez scendono ugualmente in campo contro il Giappone a quindici minuti dalla fine, e vengono sconfitti entrambi da Aoi. Si qualificano quindi ai quarti di finale le seguenti squadre: Giappone, Uruguay, Germania, Svezia, Olanda, Argentina, Brasile e Francia.

Ai quarti il Giappone, privo di Matsuyama (accorso in ospedale per stare vicino alla fidanzata, in pericolo di vita per un incidente stradale, anche se poi alla fine si salverà), affronta la forte Svezia di Stephan Levin, un attaccante dal tiro molto potente capace di infortunare il fortissimo portiere tedesco Muller (Bauer nella versione italiana dell'anime) nella partita della fase a gironi Svezia-Germania 5-3. La partita è molto combattuta, la Svezia attacca ma non riesce a segnare grazie alle parate di Wakabayashi e alla marcatura su Levin di Tomeya Akai. Alla fine il Giappone vince la partita per 1-0 grazie al golden gol segnato nel primo tempo supplementare da Tsubasa con uno sky wing shot. Mentre i giapponesi festeggiano la vittoria arrivano i risultati delle altre partite dei quarti: Germania-Argentina 3-2, Olanda-Francia 3-1 e Brasile-Uruguay 6-0.

In semifinale il Giappone batte la nazionale olandese di Kraifort per 1-0 al golden goal grazie allo sky dive shot di Tsubasa. Nell'altra semifinale il Brasile sconfigge la Germania addirittura 5-0. Tsubasa e i suoi compagni sono stupiti della forza della selecao, allenata peraltro da Roberto, e sono consapevoli che stavolta sarà molto dura vincere, anche considerate le statistiche a favore dei verdeoro: in cinque partite hanno segnato 30 gol senza subirne, con una media di sei reti a partita, sommergendo di reti nazionali competitive come Francia, Uruguay e Germania. La finale inizia e il Brasile si dimostra molto superiore al Giappone. Tsubasa viene praticamente isolato in campo (tutti i passaggi per lui vengono intercettati) e quindi non può esprimere il suo gioco. Il Brasile attacca ma non riesce a segnare grazie alle parate di Wakabayashi. Alla fine anche Tsubasa arretra e dopo essersi impossessato della palla nella sua area di rigore effettua un passaggio lungo per Hyuga che tira il Raiju shot, tiro che viene però parato dal fortissimo portiere brasiliano Salinas.

Alla fine del primo tempo le squadre vanno negli spogliatoi sullo 0-0, ma il Brasile ha tirato una ventina di volte mentre il Giappone solo una. Nella ripresa il Brasile continua ad attaccare e al 60º minuto riesce a passare in vantaggio con Santana. Subito dopo il gol entra in campo Misaki, fatto che cambia la partita. Infatti prima il Giappone segna il gol del pareggio con uno sky dive shot di Tsubasa (dopo che Salinas aveva respinto il twin shot di Tsubasa e Misaki), poi si porta in vantaggio al 43° del secondo tempo grazie a un twin shot di Tsubasa e Misaki. Subito dopo il gol del vantaggio nipponico entra in campo il fortissimo calciatore Natureza che in zona Cesarini pareggia segnando un gol da fuori area a Genzo Wakabayashi. L'arbitro fischia la fine dei 90 minuti regolamentari e poiché il risultato è ancora in parità si giocano i supplementari. Nel primo tempo supplementare il Giappone attacca e riesce a passare in vantaggio con Tsubasa che dopo aver sconfitto in duello il rivale Natureza segna in rovesciata il golden goal che consegna ai giapponesi il World Youth.

La serie si conclude con Tsubasa che si sposa con Sanae Nakazawa (in Italia Patty), sua fan da sempre, e con i ragazzi della Generazione d'Oro del calcio Giapponese che si affacciano al mondo del calcio professionistico.

Differenza tra anime e mangaModifica

In contemporanea con la nuova serie manga uscì anche una nuova serie animata, Captain Tsubasa J. Poiché però il manga era appena cominciato e non vi era sufficiente materiale da trasporre in animazione, e anche per introdurre i personaggi ai nuovi telespettatori, fu deciso che i primi 34 episodi sarebbero stati un remake del primo arco della prima serie (Kids' dream). Solo con l'episodio 35 cominciò la trasposizione animata dei primi sette tankoubon di Captain Tsubasa World Youth Hen, che si concluse con l'episodio 47 con un finale aperto che lasciava tutto in sospeso. Gli episodi dal 35 al 37 traspongono il primo prologo (l'integrazione di Shingo Aoi/Rob Denton in Italia) fedelmente con minime modifiche. L'episodio 38 traspose invece il secondo prologo (la sfida tra Tsubasa/Holly e Santana nel campionato brasiliano) che fu pesantemente mutilato, con il taglio di tutti i flashback (in cui erano approfonditi l'arrivo di Tsubasa in Brasile e la nascita dell'amicizia con Pepe ma soprattutto il tragico passato di Santana che lo trasformò nel cyborg del calcio) e di ben due gol (nell'anime il San Paolo vince per 3-2, nel manga per 4-3). Con gli episodi 39 e 40 furono riassunti la comparsa del Real Japan 7, l'esclusione di sette campioni (tra cui Misaki/Tom e Hyuga/Mark) e l'inizio in salita delle qualificazioni asiatiche (con il Giappone vittorioso a stento sul Taiwan per 2-1). In tal caso la trasposizione animata apportò alcune modifiche (per esempio le circostanze in cui Wakashimazu/Warner lasciò la nazionale o l'eliminazione del gol di Matsuyama/Callaghan contro il Taiwan per riscattarsi dell'autorete) nonché diversi tagli (tra cui il capitolo in cui Sanae/Patty andava in Brasile per trovare Tsubasa/Holly, nonché i dettagli sugli allenamenti estenuanti di Gamo, che ridussero il Giappone in cattive condizioni fisiche). Gli episodi dal 41 al 43 trasposero piuttosto fedelmente la partita contro la Thailandia. L'episodio 44 traspose gli allenamenti di Hyuga (Mark) e l'ideazione del raiju shot (tiro del dragone) con l'aiuto della giocatrice di softball Maki, l'episodio 45 la rivincita dei sette giocatori esclusi contro il Real Japan 7 e la loro conseguente riammissione in nazionale, l'episodio 46 la prima partita della seconda fase delle qualificazioni asiatiche contro l'Uzbekistan, l'episodio 47 fu invece un riassunto degli episodi 35-46. Tra le modifiche apportate negli ultimi episodi spicca l'assenza di Datamotsu e l'alterazione del modo in cui Aoi riesce a perfezionare la finta ad angolo retto (nel manga glielo insegna Gullit in persona, nell'anime è invece Tsubasa/Holly).

Purtroppo, per problemi di budget ma anche perché il manga era ancora in corso ed era stato quasi raggiunto, furono trasposti solo i primi sette tankoubon del World Youth, poco più di un terzo della storia. Di conseguenza personaggi come Owairan, Espadas e Natureza non sono mai comparsi in alcuna trasposizione animata. In Captain Tsubasa J, inoltre, per problemi di diritti d'autore, furono alterati i nomi delle squadre reali: l'Inter divenne Intina, il San Paolo divenne Sanpas e il Flamengo divenne Flonoria. Nel doppiaggio italiano furono ripristinati i nomi reali, ad eccezione del Flamengo, chiamato Flonoria anche nell'edizione italiana.

Quando nel 2001 fu prodotta una nuova serie anime di Captain Tsubasa, il Road to 2002 (in Italia Holly e Benji Forever), del World Youth fu adattato solo il secondo prologo (la finale del campionato brasiliano tra Tsubasa e Santana) trasponendo per la prima volta in animazione diverse scene del manga omesse nell'episodio 38 di Captain Tsubasa J, anche se fu apportato qualche cambiamento con l'aggiunta di ben due gol rispetto al manga. Quanto al primo prologo, nel Road to 2002 esso fu riassunto nell'episodio 39 in alcune scene flashback riguardanti il passato di Aoi (in Holly e Benji Forever convocato per la prima volta in nazionale per l'amichevole contro la nazionale olandese), mentre la scena in cui Wakashimazu minaccia di lasciare la nazionale perché non vuole fare la riserva di Wakabayashi è presente in Holly e Benji Forever sempre nell'episodio 39 ma in circostanze del tutto diverse (nel contesto della già citata amichevole contro la nazionale olandese, peraltro completamente assente nel manga). Tutte le altre vicende del World Youth hen, compreso il mondiale U-20 e il matrimonio tra Tsubasa/Holly e Sanae/Patty, furono completamente eliminate dal Road to 2002, con la conseguenza che nelle puntate successive Sanae/Patty viene mostrata in Giappone tifare Tsubasa alla TV mentre nella versione manga lo seguiva in Spagna essendone la moglie.

VideogiochiModifica

Il manga Captain Tsubasa World Youth Hen ha ispirato alcuni videogiochi. Captain Tsubasa J: The Way to World Youth (SNES, 1995) e Captain Tsubasa J: Get to the tomorrow (Playstation, 1995) seguono la trama degli episodi 35-47 dell'anime Captain Tsubasa J, e dunque la modalità storia termina con il reintegro dei sette esclusi dopo la rivincita sui sette del Giappone Reale, non mostrando il resto delle qualificazioni e dei mondiali, ma presentando al loro posto una partita contro la nazionale olandese e una partita contro il Resto del Mondo (una selezione dei migliori giocatori mondiali). Successivamente, nel 2002, uscì per Gamecube il videogioco Captain Tsubasa: Ougon Sedai no Chousen, la cui modalità storia permette di giocare tutte le partite principali (omettendo eventualmente quelle liquidate in poche pagine, come la semifinale con la nazionale olandese) fino alla finale contro il Brasile.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa World Youth Hen, Shueisha, 1994-1997. Trad. ita. in Capitan Tsubasa World Youth, Star Comics, marzo 2003 - agosto 2004.
  • (JA) Yoichi Takahashi, Captain Tsubasa 3109 Nichi Zenkiroku, Shueisha, maggio 2003.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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