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Carugo
comune
Carugo – Stemma Carugo – Bandiera
Carugo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoCommissario dal 12-6-2018
Territorio
Coordinate45°43′N 9°12′E / 45.716667°N 9.2°E45.716667; 9.2 (Carugo)Coordinate: 45°43′N 9°12′E / 45.716667°N 9.2°E45.716667; 9.2 (Carugo)
Altitudine270 m s.l.m.
Superficie4,19 km²
Abitanti6 499[1] (31-5-2017)
Densità1 551,07 ab./km²
FrazioniCascina Incasate, S. Isidoro
Comuni confinantiArosio, Brenna, Giussano (MB), Inverigo, Mariano Comense
Altre informazioni
Cod. postale22060
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013048
Cod. catastaleB851
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticarughesi
PatronoS. Bartolomeo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carugo
Carugo
Carugo – Mappa
Posizione del comune di Carugo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Carugo (Carugh in dialetto brianzolo[2][3], AFI: [kaˈryːk]) è un comune italiano di 6 499 abitanti della provincia di Como in Lombardia, ed ha una superficie territoriale con un'altimetria che varia dai 274 m s.l.m. ai 340 m s.l.m.

Indice

Geografia fisicaModifica

Carugo si trova nella Brianza comasca occidentale, tra i fiumi Lambro e Terrò.

Lo sviluppo urbano è avvenuto nella zona a sud, mentre nella zona nord c'è un ampio terreno boscoso caratterizzato dalla presenza di fontanili, la Riserva Naturale Regionale della Fontana del Guercio. Da Carugo passano la linea Milano-Asso delle Ferrovie Nord Milano e la strada provinciale SP32, la "Novedratese".

StoriaModifica

Incerte le origini del paese e del suo nome. Il nome Carugo ha probabile provenienza celtica. Il più antico documento in cui viene citato il nome di Carugo risale all'892 (epoca feudale in cui si erano definitivamente stabiliti Franchi e Longobardi) e si tratta di una pergamena in cui Magnifredo, conte di Milano e del contado milanese, elegge alcuni giudici e notai per una causa di spartizione territoriale e fra i giudici viene eletto anche un certo "Stachelberto giudice di Curugo".

Dopo l'anno mille, in un periodo di lotte tra Como e Milano, si hanno notizie di un castello strategico nel contesto bellico, castello del quale faceva forse parte anche la torre tutt'oggi presente. Nel 1222 il castello ospita dei nobili ghibellini fuggiti da Milano capitanati dall'arcivescovo Enrico da Settala. Viene pertanto messa al bando da podestà di Milano, Ardigotto Marcellino, che inviò delle truppe che distrussero il castello.

La frazione di Gattedo, detta Gatta, la cui origine è accertata perlomeno al X secolo, ospitò nel XII secolo il movimento religioso dei Catari, religione dualista ch'ebbe chiara fama in ispecie in Provenza e Linguadoca. In particolare, benché ciò sia negletto, Gattedo ebbe rilevanza primaria all'epoca, giacché entro le mura del castello ebbero sepoltura gli ultimi due vescovi catari della confessione concorezzese in Lombardia, ovverosia Nazario e Desiderio. La circostanza è, assai tristemente, più nota all'estero che in Italia, tantoché v'è stato, in ambito accademico, chi ha sostenuto che "la fortezza di Gattedo" fosse "una sorta di Montsegur italiana, ove i vescovi catari Nazario e Desiderio erano stati inumati" (in lingua inglese: "Ranier carried out the order to destroy the castle of Gattedo (near Milan), a sort of Italian Montségur, where the Cathar bishops Nazarius and Desiderius were buried")(cfr. Sennis, Cathars in question, York University Press, 2016, p. 189).

Con decreto del 19 agosto 1254 Papa Innocenzo IV ordinò di distruggere il castello di Gatta, che apparteneva a Roberto Patta da Giussano, dicesi anche onde evitare il culto da parte del contado delle spoglie de'vescovi ivi inumati.

Nel XIV secolo, il paese sino ad allora appartenente al feudo della famiglia dei Carugo, entra a far parte della Pieve di Mariano, il 13 giugno 1476 passa alla famiglia Marliani, il 13 dicembre passò alla casata dei Giussani e, il 3 giugno 1638, al marchese Flaminio Crivelli.

Nel 1757, al Comune di Carugo sono annessi i Comuni, sino al 1753 indipendenti, ma in tal data accorpati pro tempore al Comune di Brenna, di Incasate Castello e di Cassina della Guarda, ad oggi semplici frazioni nella 'parte alta' del Paese.

Nel periodo austriaco il paese vede la costruzione delle strade principali.

Nel 1879 venne costruito il tratto delle Ferrovie Nord passante per il paese (linea Milano - Asso).

Dal 1929 al 1950 Carugo si fonde con Arosio, esclusa la frazione Bigoncio aggregata ad Inverigo, cambiando nome in Carugo con Arosio;[4] dopo pochi mesi assunse la denominazione definitiva di Carugo Arosio.[5] Il comune fu soppresso nel 1950, e al suo posto furono ricostituiti i comuni preesistenti di Arosio e Carugo;[6] la frazione di Bigoncio rimase tuttavia al comune di Inverigo.

Nel dopoguerra ci fu un forte sviluppo artigianale e industriale, soprattutto nel campo del mobile.

Tra storia e leggendaModifica

Carugo fu il paese di appartenenza del bandito Francesco Pellizzone da Carugo, contro il quale il governatore di Milano, duca di Feria (citato dal Manzoni ne I promessi sposi), emanava nel 1624 la seguente grida "Comanda Sua Eccellenza che in Carugo e dintorni per sei miglia in su e tre in giù si facciano continuamente le guardie sopra i campanili, di notte e di giorno e, scoprendosi simili malviventi, si tocchino le campane, e che tutte le comunità stiano pronte a prendere le armi e, non potendosi pigliar vivi li detti malviventi, li ammazzino".

Una tradizione orale narra dell'esistenza del cosiddetto Cunt Carüc, personaggio storicamente non identificato, che commise per il paese violenze e soprusi, muovendosi attraverso dei cunicoli sotterranei, secondo alcuni tuttora esistenti. Unito a questo, le continue insidie alle ragazze del paese, fecero sì che i paesani affidassero al barbiere il compito di ucciderlo mentre si faceva fare la barba.

SimboliModifica

Blasonatura dello stemma:

D'argento al castello di rosso, torricellato di 3, merlato alla ghibellina, murato, chiuso e finestrato di nero, accostato da tre api d'azzurro, due in capo e una in punta. Ornamenti esteriori da Comune.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Riserva Naturale Regionale della Fontana del Guercio
  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, il cui campanile ospita un concerto di 8 campane in Sib2 Maggiore fuso dalla fonderia Roberto Mazzola di Valduggia (VC)
  • Chiesa di San Martino
  • Chiesa di San Zeno
  • Villa Elmo (o Villa Somaschini)
  • Torre
  • Cascina Sant'Ambrogio
  • Cascina Guardia
  • Cascina Incasate
  • Cascina Vignazza
  • Cascina Gattedo
  • Carugo Vecchio
  • Sant'Isidoro

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 


CulturaModifica

IstruzioneModifica

In alcuni locali del Palazzetto dello Sport ha sede la Biblioteca Civica Mons. Galbiati.

La scuola secondaria di primo grado Giulio Salvadori si trova insieme alla scuola elementare in via 25 aprile.

Il "Carughese"Modifica

A partire dal 1980, l'Amministrazione Comunale pubblica e distribuisce a tutta la popolazione il "Carughese", periodico di informazione politica, sociale e culturale. Fino a tutto il 2006 le uscite erano 11 annuali (10 numeri mensili ed un numero unico per i mesi di luglio-agosto). Da gennaio 2007 vennero accorpati anche i numeri di gennaio e febbraio, portando a 10 le uscite annuali. A partire dal 2010, a seguito della rinnovata impostazione voluta dall'Amministrazione Melli, le uscite annuali sono state ridotte a 6, rendendo il periodico di fatto un bimestrale. Dal 2013 (Amministrazione Colombo Daniele) è stata ripristinata la pubblicazione mensile del periodico "Carughese" (n.10 pubblicazioni annuali per l'accorpamento del numero unico "gennaio-febbraio" e del numero unico "luglio-agosto").

EventiModifica

Primo lunedì di settembre: Festa Patronale di S.Bartolomeo.

8 dicembre: Festa di San Zeno - Fiera per la via centrale del Paese.

Feste, fiereModifica

  • Ultimo giovedì di gennaio: Giubiana
  • Sabato grasso: Carnevale Carughese
  • Mese di giugno: "Aspettando l'estate"
  • Seconda domenica di ottobre: Ottobre Carughese

EconomiaModifica

Dopo che nel dopoguerra fino agli anni '80 c'è stato un passaggio da una economia rurale ad una decisamente artigianale e industriale, soprattutto nel campo dell'arredamento e del mobile, ora il paese vive da tempo una dismissione delle attività industriali(anche a causa della crisi economica) a favore di una riconversione al terziario.

AmministrazioneModifica

Il comune è commissariato per assenza del quorum democratico alle elezioni del 2018.

SportModifica

Sul territorio è presente la Polisportiva Forti e Liberi Carugo, nota semplicemente come Forti e Liberi, squadra calcistica, attualmente militante nella Serie A del Centro Sportivo Italiano (CSI). I colori ufficiali sono il blu e il giallo. Inoltre si trova la squadra di calcio chiamata Carugo Academy ASD. Attivo dal 1973 anche lo Sci Club Carugo, che ha iniziato a questo sport più di una generazione di atleti.

Segnaliamo che è nata da pochi anni una nuova associazione per gli amanti della corsa e dello sport in genere. L'associazione denominata "Amici della corsa di Carugo" ha sede in via Garibaldi, 6 presso lo stabile delle scuole vecchie. Il sodalizio organizza la sua più importante manifestazione nel mese di gennaio, l'evento è denominato "CORRICARUGO" e coinvolge diversi comuni della zona. L'associazione è aperta a tutti coloro che hanno intenzione di praticare sport in compagnia o anche solo di sostenere le iniziative proposte. Per informazioni e chiarimenti visitate il nostro sito internet (visibile anche in fondo a questa pagina, tra i collegamenti esterni)

CuriositàModifica

Ancora oggi Carugo è diviso in rioni: Rione roggia, Rione torre, Rione San Zeno e Rione Ronco. furono ideati tra il 1986/1987, per il carnevale del 1987. I cittadini fanno parte di un rione a seconda della loro vicinanza con La torre (il simbolo di Carugo),la Roggia (il fiume di Carugo), Il Ronco (un boschetto in mezzo a dei campi) e con la chiesetta dedicata a San Zeno.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 149.
  3. ^ ortografia milanese
  4. ^ Regio Decreto 25 marzo 1929, n. 563
  5. ^ Regio Decreto 14 novembre 1929, n. 2066
  6. ^ Legge 13 marzo 1950, n. 113
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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