Castriota (famiglia)

I Castriota (talvolta anche Castrioto, Castriotto, Castrioti o Casteroti, in albanese: Kastrioti, Kastriotët) furono un casato principesco albanese di antichissima origine schipetara[1].

Coa Kastrioti Family.svg

StoriaModifica

OriginiModifica

I Castriota furono menzionati per la prima volta nel 1394.[2] Secondo le fonti turche, la famiglia era originaria di Kastrat nel distretto di Malësi e Madhe nell'Albania nordorientale.[2] Secondo lo storico inglese Noel Malcom erano originari del Kosovo occidentale.[3] Secondo l'Accademia Ungherese delle Scienze, e secondo quanto afferma l'archeologa scozzese Margaret Hasluck, il loro cognome deriva da Kastriot, nel Distretto di Dibër.[4][5] Ad ogni modo, secondo molti storici, il cognome Castriota deriva dalla parola latina castrum attraverso il greco κάστρο ("kástro") che significa "castello"[6][7][8][9].

Il primo personaggio noto viene individuato in un tal Bernardo (Branilo), governatore imperiale di Giannina dal 1368, ivi assassinato nel 1379. Suo figlio Paolo fu signore di Signa e Gardi: ebbe tre figli, tra cui Giovanni († 1442), signore di Mat e Vumenestia. Questi sposò la nobildonna Voisava Tripalda, dalla quale ebbe nove figli: due di questi, Giorgio (Gjergj) e Bernardo, diedero origine rispettivamente alle famiglie Castriota Skanderbeg e Castriota Granai.

Castriota ScanderbegModifica

La linea dinastica dei Castriota Scanderbeg (in albanese Kastrioti Skënderbeu) trova il proprio capostipite in Giorgio di Giovanni, detto appunto Skanderbeg (dal turco Iskender a sua volta dal greco Alexander, più il titolo turco "bey" con il significato di "signore"), Dominus d'Albania, eroe nazionale albanese, brillante generale e fiero oppositore del dominio turco nei Balcani. Il 26 aprile 1451, lo Skanderbeg prese in moglie Andronica di Giorgio Arianiti († 1500), dalla quale ebbe Giovanni († 2 agosto 1514): questi fuggì dall'Epiro nel 1468, portandosi nel regno di Napoli, dove re Ferdinando I lo creò prima conte di Monte Sant'Angelo e signore di San Giovanni Rotondo, poi duca di San Pietro in Galatina e conte di Soleto. Avendo egli sposato Irene Branković — figlia di Lazzaro II ed Elena Paleologa, a propria volta figlia di Tommaso Paleologo, despota di Morea e ultimo discendente della famiglia imperiale bizantina — i Castriota Scanderbeg sono i discendenti diretti dell'ultimo imperatore di Costantinopoli.

Da Giovanni e Irene nacquero diversi figli, fra cui Giorgio (che tentò una spedizione in Albania appoggiata da Venezia, che si concluse tragicamente[10]), Costantino (vescovo di Isernia), Federico, Maria[11] e Ferdinando, che ereditò lo stato paterno.

Ferdinando ebbe dalla moglie Andriana Acquaviva, figlia del duca di Nardò, una sola figlia, di nome Irene (Erina), che andò in moglie, nel 1539, a don Pietro Antonio Sanseverino, principe di Bisignano, portando in dote alla grande famiglia napoletana i feudi paterni.

Ferdinando ebbe inoltre diversi figli naturali, maschi e femmine[12]. Fra i maschi, il primogenito Federico fu barone di Gagliano, e la sua discendenza si estinse alla fine del 1800; Pardo fu capostipite del ramo che da Galatina si trasferì dapprima a Copertino e poi a Lecce, al cui patriziato fu aggregato in persona di D. Alessandro Castriota Scanderbeg (questo ramo è tuttora fiorente in Lecce e Ruffano); e Achille, capostipite del ramo calabro-napoletano, tuttora fiorente in Napoli.[13]

Patrizi venetiModifica

In virtù dei servigi resi alla Repubblica nelle guerre contro i Turchi, furono aggregati al patriziato veneto sin dal 1416 con il cognome "Casteroti"[14], o, secondo altre fonti, nel 1445 (Sagredo)[15], o ancora nel 1463 (Verdizzotti) con il cognome "Castriotto"[15]. Skanderbeg in persona, assieme al figlio Giovanni, venne riconosciuto tale dal Senato veneziano con privilegio del 25 settembre 1463 . L'ultimo patrizio iscritto al Libro d'Oro, il già citato Antonio[15] di Alfonso Castriota Granai, marchese di Atripalda, fu ucciso a Murano, al termine di una festa, nel 1549[15].

Albero genealogicoModifica

 CASTRIOTA
 
 
 Bernardo
fl. 1368-1379
 
 
 Paolo
 
   
 Costantino
-1402
sp. Elena Thopia
Alessio
fl. 1403
Giovanni
?-1437 (1442)
sp. Voisava Tripalda
 
     
 Giorgio Scanderbeg
1405-1468
sp. Andronica Arianiti
 Costantino
 Repossio
 Bernardo
 Stanisha
-1450
  
    
 Giovanni
-1514
sp. Irene Branković
Vaissava
 Stanisha
Bernardo
-1463
sp. Maria Zarzari
  
       
 Giorgio
-1540
sp. Bernardina
 
Costantino
1477-1500
Vescovo di Isernia dal 1498
Ferdinando
-1561
sp. Andriana Acquaviva
Maria
-1569
sp. Carlo Minutolo
 Ferrante
-1525
sp. Camilla di Capua
Giovanni
-1514
sp. Giovanna Gaetani dell’Aquila d’Aragona
 Alfonso
-1544
sp. Camilla Gonzaga Patrizia Veneta
   
           
 Pardo
fl. 1561
sp. Antonella Stefagnoli
 Irene
-1565
sp. Pietro Antonio Sanseverino
 Ferrante
 Alfonso
Achille
fl. 1591
sp. Isabella Sanseverino
Paolo
Giovanni
Pirro
Giovanni
Costantino
Antonio
-1549
sp. Donna Maria Castriota
   
         
 Giovanni
-1596
sp. Maria Grazia Verdesca
 Fabio Costantino
1574-1615
sp. Antonia Verdesca
 Alessandro
-1596
sp. Laudomia Strafella
 Costantino
1572
sp. Laura Campilongo
Pirro
1569
 Giovanni
fl. 1584
sp. Minerva de Ferraris
Giovanni Fabio
Alfonso
Gaspare
     
          
 Pardo
1590
Giovanni Francesco
1612
Costantino (detto Alessandro)
1616-1643
sp. Donata Curchi
Cesare
1591
Pietro
1596
 Antonio
-1654
sp. Livia Cavallo Ruffo
sp. Vittoria Milizia
Federico
-1619
Antonio
Giorgio
-1620
Francesco
-1639
  
   
 Vitantonio
1641-1716
 Costantino
Achille
sp. Camilla Castriota
  
  
 Alessandro
1659-1743
sp. Caterina Giustiniani
sp. Irene Pieve-Sauli
sp. Giuseppa De Torres
 Antonio
sp. Claudia di Paola
  
     
 Pasquale
1704
Vitantonio
1717-1811
sp. Doneca Castriota
Francesco
1708-1790
sp. Orsola Caretti
 Giorgio
-1750
sp. Fulvia Luzzi Abenante
Achille
-1750
  
         
 Oronzo
-1828
Giorgio
1755
Alessandro
1748-1803
sp. Angela Rosa Lentini
Francesco
1761-1811
Costantino
Bartolomeo
1749
 Giovanni
Pirro
-1821
Ferdinando
1739-1862
sp. Maria Palomba
  
       
 Ferdinando
Giorgio
1796-1846
sp. Carlotta Lopez y Royo
Federico
1796-1866
 Antonio
Filippo
1783-1835
sp. Caterina Pellegrini
 Francesco
1779-1862
sp. Maria Sanchez de Luna
Giorgio
   
        
 Francesco
1840
sp. Rosa Casto
 Costantino
1843-1913
sp. Maria Eugenia Fiore
sp. Adelaide Plantera
sp. Isabella Paladini
 Federico
1836-1905
 Alessandro
1834-1877
sp. Maria Mariglia
 Ferdinando
1825-1900
sp. Filomena de Liguoro
Gabriele
1820
sp. Concetta Cervati
Antonio
1810-1899
sp. Emanuela di Auletta
Giorgio
1815-1842
    
            
 Antonio
Giuseppe
1888-1959
sp. Livia Pepe
Giovanni
1896
Federico
Giorgio
Costantino
Alessandro
Luigi
1871
Giorgio
1871-1906
sp. Francesca Bottari
 Alfonso
1861
sp. Vittoria d'Amore
Filippo
1865-1936
sp. Matilde Maria de Liguoro
sp. Anna Maria de Liguoro
 Giovanni
1847-1929
sp. Maria Sersale
    
      
 Giovanni
1929
sp. Maria Antonietta Castriota Scanderberg
 Giorgio
1926-1975
sp. Anna Aguglia
 Alessandro
1896-1959
sp. Ida Pio
 Federico
1903-1967
sp. Teresa di Tullio
 Ferdinando
1893-1978
sp. Carolina Mattiazzi
 Francesco
1875-1943
     
        
 Costantino
1961
sp. Chiara Caridi
 Federico
1960
sp. Roberta Caridi
 Giuseppe
1959
sp. Fabrizia Alemanno
 Giulio
1921
sp. Adriana Menegotti
Giorgio
1931-1996
sp. Maria Teresa Bandello
 Giorgio
1936
sp. Adelaide Berardi
sp. Daniela Ciciriello
 Filippo
1925-1984
sp. Ada Guerriero
Giorgio
1928
sp. Maria Elisa Buono
      
           
Federico
2002
Filippo
1999
Pardo Giorgio Maria
2005
Alessandro Giorgio Maria Ferdinando
2000
Ferdinando Pardo Maria
2001
Giorgio
1997
 Giulio
1965
Alessandro
1960
sp. Carolina Tulkens
Loris
1964
sp. Eliana di Francescantonio
 Federico
1974
sp. Tamara Campanile
 Giorgio
1955
sp. Stafania Monachello
   
      
 Giulio Alessandro Costantino Pardo
1996
Giorgio Federico Giuseppe
1991
Giorgio
2004
Angelo
2008
Filippo
1989
Alessandro
1992

Membri illustriModifica

Luoghi e architettureModifica

NoteModifica

  1. ^ Castriota, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 28 gennaio 2012.
  2. ^ a b Kabashi, August 2005, p. 12: " The Castriotas were first mentioned in sources in 1394 and 1410 when John, Scanderbeg's father, notified the Republic of Venice of his decision to send his son over to the Turks as hostage.17 According to the Turkish sources, the Castriota family originated from the village of Kastrat in northeastern Albania. Unlike the Thopias and the Comnenis, the Castriotas did not have a long history as members of the aristocracy. In fact, their elevation of status began with Scanderbeg's grandfather, Paul Castriota, who initially owned two villages named Sinja and Lower Gardi.18"
  3. ^ Noel Noel Malcolm, Kosovo : a short history[collegamento interrotto], New York, New York University Press, 1998, p. 88, ISBN 978-0-8147-5598-3, OCLC 37310785.
    «Skanderbeg (meaning 'Lord Alexander'; Alb.: Skenderbeu) was the Turkish name given to an Albanian nobleman, Gjergj Kastriot, whose family, originally from Western Kosovo, controlled extensive lands in north-central Albania.».
  4. ^ Margaret Masson Hardie Hasluck, The unwritten law in Albania, University Press, 1954, p. 15. URL consultato il 18 dicembre 2011.
  5. ^ Magyar Tudományos Akadémia, Acta orientalia Academiae Scientiarum Hungaricae, Magyar Tudományos Akadémia, 1985. URL consultato il 18 dicembre 2011.
  6. ^ Constantine E. Michaelides, The Aegean crucible: tracing vernacular architecture in post-Byzantine centuries, Delos Press, 30 novembre 2003, p. 118, ISBN 978-0-9729723-0-7. URL consultato il 24 marzo 2012.
  7. ^ (HR) Bulletin d'archéologie et d'histoire dalmate, 55—59, Split, Arheološki Muzej (Zadar); Arheološki Muzej (Split), p. 118. URL consultato il 30. November 2011.
    «Još treba istaći Skenderbegovo prezime Kastriot... To je svakako grčka izvedenica ... etnikum od castra».
  8. ^ Thallóczy 1916, p. 80: "Kastriot, die einen griechischen Namen führten, „Stadtbürger", kastriotis von kastron, Stadt (aus lat. castrum ; polis war nur Konstantinopel allein)."
  9. ^ Schmitt 2009: "Der Name des Stammes Kastrioti leitet sich laut Schmitt vermutlich vom griechischen Wort «kastron» (Festung) ab".
  10. ^ Marin Sanudo, Diarii, Venezia, Visentini, 1902.
  11. ^ Il Padre gesuita Antonio de Lions nella sua opera De Cultu B. Virginiae Mariae elegiarum (libro II, Napoli, 1686) afferma testualmente di Alfonso Leognani, marito di essa Maria,"…apud Alphonsum II nemini aut gratia familiaritate secundus,ut ab ispo meruit cognomento nobilis appellari, qui et maximis a Regina Joanna laudibus ed ornatus ad hymeneas Mariae Castriotae ex Albaniae Regibus accessitus ad maxima Familiae suae decoxa id quoque adicens, ad maritalem illam talamum excepit" (cfr. Mariani, Ms. Biblioteca Provinciale di L'Aquila, p. 140 v) da cui i Leognani Castriota Scanderbech e Leognani Ferramosca. (Vedi per tutti: Giuseppe Orsini, Brevi note storico genealogiche sul ramo primogenito della casa Leognani Castriota, Penne 2013 sub www.italianostrapenne.org con cenni ai rami Leognani Castriota e Leognani Ferramosca).
  12. ^ G. Vallone, Intemperanze di Ferrante Castriota Scanderbeg, in Il Galatino, n. 1989.
  13. ^ Fuochi di San Pietro in Galatina, in Archivio di Stato di Napoli, vol. 1545.
  14. ^ (PDF) Dorit Raines, Cooptazione, aggregazione e presenza al Maggior Consiglio: le case del patriziato veneziano, 1297-1797 (PDF), in Storia di Venezia, I, 2003, p. 63. URL consultato il 29 gennaio 2012.
  15. ^ a b c d Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Venezia, Giuseppe Bettinelli, 1780, p. 48.
  16. ^ Linea antca dei Castriota, su castriotascanderbeg.it. URL consultato il 29 agosto 2019.
  17. ^ Il 4 dicembre 1499 era "gravemente infermo". Le prime generazioni in Italia, su castriotascanderbeg.it. URL consultato il 31 agosto 2019.

BibliografiaModifica

  • (DE) Oliver Schmitt, Skanderbeg. Der neue Alexander auf dem Balkan, Verlag Friedrich Pustet, 2009, ISBN 978-3-7917-2229-0.
  • (DE) Ludwig Thallóczy, Konstantin Jireček, Milan von Šufflay, Theodor A Ippen e Ernst C Sedlmayr, Illyrisch-albanische Forschungen (TXT), München und Leipzig, Verlag Von Düncker & Humblot, 1916, OCLC 10224971.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica