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Celenza Valfortore
comune
Celenza Valfortore – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Apulia.svg Puglia
ProvinciaProvincia di Foggia-Stemma.svg Foggia
Amministrazione
SindacoLuigi Iamele (lista civica Celenza bene comune) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate41°34′N 14°59′E / 41.566667°N 14.983333°E41.566667; 14.983333 (Celenza Valfortore)Coordinate: 41°34′N 14°59′E / 41.566667°N 14.983333°E41.566667; 14.983333 (Celenza Valfortore)
Altitudine480 m s.l.m.
Superficie65,42 km²
Abitanti1 508[1] (31-12-2018)
Densità23,05 ab./km²
Comuni confinantiCarlantino, Casalnuovo Monterotaro, Gambatesa (CB), Macchia Valfortore (CB), Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, San Marco la Catola, Tufara (CB), Volturara Appula
Altre informazioni
Cod. postale71035
Prefisso0881
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT071018
Cod. catastaleC429
TargaFG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticelenzani
Patronosan Giovanni
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Celenza Valfortore
Celenza Valfortore
Celenza Valfortore – Mappa
Posizione del comune di Celenza Valfortore nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Celenza Valfortore (Celénze in pugliese[2], fino al 1862 chiamata Celenza) è un comune italiano di 1 508 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Celenza Valfortore è situata sulla cima di una collina del Subappennino Dauno, nella valle del Fortore. Si specchia sul Lago di Occhito originato artificialmente da quest'ultimo fiume. Celenza Valfortore fa parte della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali.

StoriaModifica

I tre insediamenti preistorici rinvenuti all'interno dei confini comunali (Toppo Capuana, Mulino Dabasso e Madonna delle Grazie) confermano la frequentazione dell'area già a partire dall'Eneolitico, tra 6000 e 2200 anni prima della nascita di Cristo. Gli impianti insediativi crescono e restano attivi per tutta l'Età del Rame e per buona parte dell'Età del Bronzo. Di notevole rilevanza storica è il sepolcreto a fossa terragna contenente una decina di inumati, adulti e bambini, adagiati in posizione fetale, come pure i numerosi e significativi reperti custoditi nell'Antiquarium comunale: olle, ciotole, tazze e vasi con decorazioni geometriche, manufatti litici come le asce-martello ai quali si sommano pregevoli pezzi di epoca Romana. La porzione di un vaso raffigurante la dea Madre (nume di origini agresti e simbolo di fertilità) e la testa di un volatile (effige della dea Uccello), qui rinvenute, sono attualmente esposte al museo archeologico nazionale di Manfredonia. [3]

La tradizione attribuisce la fondazione di un nucleo urbano vero e proprio (Celenna) all'eroe omerico Diomede. L'abitato venne distrutto dai romani nel 275 a.C. a seguito della sconfitta di Pirro, di cui era alleata, e si tramanda storicamente che i suoi resti vennero cosparsi di sale per ordine del Console Manlio Curio Dentato. La popolazione, dispersasi, si radunò sulla collina che tuttora è sede della città e rifondò il centro abitato col nome di Celentia ad Valvam.

Nel periodo bizantino il nome venne modificato in Celentia in Capitanata.

Fino all'avvento della Repubblica Partenopea, alla guida di Celenza Valfortore si alternarono diversi feudatari tra i quali si distinsero per un notevole arco di tempo gli esponenti della nobile famiglia pisana dei Gambacorta (XV e XVI secolo). Nel XVI secolo venne cambiato nuovamente il nome in Celenza valle Fortore e si adottò la dea Cerere come simbolo cittadino, simbolo che si ritrova tuttora nel gonfalone della città.

Secondo alcuni storici la valle del Fortore sarebbe il luogo della storica battaglia di Canne, avvenuta nel solstizio del 216 a.C. La battaglia sarebbe scritta sui luoghi: non c'è un toponimo della valle che non sia scritto nella lingua semitica dei vincitori, a cominciare dalla stessa Canne (Qyn/cavity, grotte; Hvn/granary store) e dalla attuale Celenza (Klhn-zy/centro della valle). [4]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Nella chiesa madre è visibile un frammento ligneo della Croce trascinata da Gesù sul monte Calvario; la reliquia riconosciuta con bolla vescovile è conglobata in un cristallo di roccia, affiancata dal frammento di un femore di Santo Stefano e dalla manna di San Nicola di Bari, ovvero un'ampolla d’acqua riempita direttamente dalla tomba del santo.

Il centro conserva integri alcuni elementi delle dominazioni bizantina, normanna e di epoca medievale: nell'anno 1049 il catapano Basilio Boiannes innalza una grande chiesa sui resti della laura preesistente, ampliata nella prima metà del 1600 da Andrea Gambacorta che edifica un monastero (S. Nicola) con tanto di ospedale per la cura degli infermi.

Del 1467 è il palazzo baronale con due torri merlate, ricostruito da Giovanni Gambacorta e più volte rimaneggiato nei secoli per i danni arrecati alla struttura dai terremoti. I Gambacorta abitano la residenza per circa tre secoli e il loro scudo campeggia su due delle tre porte di accesso al borgo ancora esistenti (porta Carlina e porta Nova).

Fonti documentali narrano di un monastero eretto nel 1222 in onore di Francesco d'Assisi, a circa mille passi dall'abitato, per celebrare la visita del santo. Del cenobio ampliato nel 1510 da fra Salvatore Discalciato non resta nemmeno una pietra. La famiglia Gambacorta realizza una nuova struttura nel rione S. Antonio Abate (1522) ma l'impianto attuale è di stampo settecentesco. Del 1740 è invece il santuario di Santa Maria delle Grazie.

Nell'ex monastero di San Nicola è ubicato l'Antiquarium comunale che propone un'ampia raccolta di reperti storico - archeologici del territorio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 


EconomiaModifica

L'economia è basata sull'allevamento e l'agricoltura. Sino ad alcuni anni fa erano attivi un mulino e una fabbrica di coppi, che costituivano le uniche attività manifatturiere di Celenza. Oggi il settore terziario copre il 41% delle attività economiche.[senza fonte] L'assenza di ulteriori attività economiche ha determinato, specie a partire dal secondo dopoguerra, uno spiccato fenomeno migratorio.

Nella zona è in costruzione un eliporto che verrà utilizzato dalla società Alidaunia per i collegamenti con Foggia.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 dicembre 1988 27 maggio 1989 Mario Vitarelli Partito Socialista Italiano Sindaco [6]
19 giugno 1989 13 giugno 1994 Raffaele Rossi Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Sindaco [6]
21 giugno 1994 25 maggio 1998 Giovanni Schettino Partito Popolare Italiano Sindaco [6]
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Giovanni Schettino L'Ulivo Sindaco [6]
28 maggio 2002 27 maggio 2007 Francesco Santoro Unione di Centro Sindaco [6]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Francesco Santoro lista civica Sindaco [6]
19 maggio 2012 11 giugno 2017 Massimo Venditti Sindaco [6]
12 giugno 2017 in corso Luigi Iamele lista civica Sindaco [6]

Patti d'amiciziaModifica

Ha stretto un patto d'amicizia con:

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 187.
  3. ^ Aldo Fabio Venditto, Compendio di Celenza Valfortore, Aps Archeoclub, Celenza Valfortore, 2017
  4. ^ Antonio Fratangelo, Cento domande su Canne, Annibal puteqa, Siena, 2005
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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