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Chiesa cattolica in Albania
Emblem of the Holy See usual.svg
Anno2013[1]
Cattolici517.000
Popolazione3,2 milioni
Parrocchie124
Presbiteri147
Seminaristi53
Diaconi permanenti2
Religiosi109
Religiose478
Presidente della
Conferenza episcopale
George Frendo, O.P.
Nunzio apostolicoCharles John Brown
CodiceAL

La Chiesa cattolica in Albania è parte della Chiesa cattolica in comunione con il vescovo di Roma, il Papa.

Indice

StoriaModifica

 
Distribuzione dei cattolici in Albania, secondo il censimento del 1918. I dati non sono disponibili nel Sud e Oriente a causa dell'instabilità politica.

Sin dai tempi della dominazione ottomana nella penisola balcanica, l'Albania registra la presenza di fedeli musulmani accanto ai cristiani. Questi ultimi, a loro volta sono prevalentemente di rito ortodosso nel sud del Paese, mentre al nord si registra una preponderanza dei cattolici. Gli ordini religiosi più radicati in Albania sono quelli dei gesuiti e dei francescani.

Dissolto l'Impero ottomano, la Santa Sede istituì una delegazione apostolica il 12 novembre 1920. Nella seconda metà del XX secolo, la pratica religiosa è stata fortemente ostacolata dal regime comunista. Ascesi al potere nel 1946, i comunisti interruppero le relazioni diplomatiche con la Santa Sede appena un anno dopo. Seguì una propaganda antireligiosa durata vent'anni. Il culmine della campagna si ebbe nel 1967, quando cessò la libertà di culto nel Paese. Il primo ministro Enver Hoxha annunciò che l'Albania diventava il primo paese dove l'ateismo di Stato veniva proclamato nella Costituzione. La persecuzione colpì i ministri di culto e fu accompagnata dalla distruzione di chiese e sinagoghe: furono in tutto 2169 gli edifici di culto distrutti o confiscati e adibiti ad attività diverse. Da quel momento i cattolici furono costretti a praticare la propria fede in clandestinità. Nella nuova Costituzione del 1976 l'articolo 37 recitava: "Lo Stato non riconosce alcuna religione e sostiene la propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialista del mondo".

Il ritorno alla professione pubblica della fede si è avuto con il grande raduno di fedeli a Scutari (il centro del cattolicesimo del Paese) il 4 novembre 1990 e la celebrazione della Messa nella cattedrale cattolica[2]. Poco dopo fu concessa la libertà di culto e furono restituite le proprietà e i beni che erano stati confiscati. Solo nel 1991, tornata la democrazia, fu possibile riallacciare le relazioni diplomatiche con la Santa Sede e fu istituita la nunziatura apostolica.

La transizione è stata drammatica: nel 1992 nel Paese erano rimasti solamente 33 sacerdoti[3], tutti molto anziani. Ciò richiese uno sforzo particolare alla Chiesa cattolica che dovette ricostruire da zero sia la propria organizzazione territoriale sia le strutture pastorali. Nei primissimi anni in Albania giunsero in missione diversi sacerdoti italiani con il compito di ricostruire la Chiesa locale, e in particolare la Conferenza episcopale pugliese supplì all'assenza di una gerarchia ecclesiastica locale.[4] Con le prime nomine episcopali poté essere curata anche l'attenzione alle vocazioni: nel 2009 erano 213 gli studenti entrati in seminario e 20 i nuovi sacerdoti.[5]

Nel 2002 fu completata la ricostruzione della cattedrale cattolica di Tirana. Nel 2016 è stato aperto il museo diocesano di Scutari, il primo di tutta l'Albania[6]. La Chiesa locale lamenta tuttavia l'incompleta restituzione da parte dello Stato dei beni che le furono requisiti negli anni del regime comunista.

La Chiesa albanese ha ricevuto le visite pastorali di Giovanni Paolo II nel 1993 e di Papa Francesco nel 2014.

Organizzazione ecclesiasticaModifica

 
Sedi delle Diocesi della Chiesa cattolica in Albania

La Chiesa cattolica è presente nel Paese con 2 arcidiocesi e 3 diocesi, tutte di rito latino:

A queste si aggiunge l'Amministrazione apostolica dell'Albania meridionale, che riunisce anche i fedeli di rito bizantino appartenenti alla Chiesa greco-cattolica albanese.

In Albania esistono due seminari: uno interdiocesano, con sede a Scutari, retto da Leonardo Falco, sacerdote e missonario proveniente dalla Diocesi di Nola, ed uno diocesano missionario "Redemptoris Mater" a Lezhe.[8] Nel Paese sono attive oltre trenta congregazioni religiose maschili e almeno il doppio sono quelle femminili. In Albania operano anche gruppi di laici italiani, come i Focolari, Cammino neocatecumenale e Comunione e Liberazione.

StatisticheModifica

 
Distribuzione dei fedeli cattolici in Albania secondo il censimento del 2011.

Nel 2010 si contavano in Albania circa 510.338 battezzati, così distribuiti[9]:

Nome Area Popolazione cattolica (2010) % Popolazione cattolica (2004) %
Arcidiocesi di Scutari-Pult Scutari 164.900 69,8% 132.800 65,5%
Diocesi di Alessio Lezhë 86.000 [2007] 70,6% 85.000 70,8%
Diocesi di Sapë Zadrima, Vau-Dejes 70.300 34,6% 90.000 45%
Arcidiocesi di Tirana-Durazzo Tirana 130.380 10,8% 105.000 8,8%
Diocesi di Rrëshen Rrëshen 55.200 22,9% 57.000 23,8%
Amministrazione apostolica dell'Albania meridionale Albania meridionale 3.558 0,2% 3200 0,2%
Totale Albania 510.338 12,2% 473.000 13%

La popolazione cattolica in Albania è aumentata di 37.338 fedeli dal 2004 al 2010, ma è diminuita dello 0,8% in base all'incremento demografico.

Nunziatura apostolicaModifica

La delegazione apostolica d'Albania è stata istituita il 12 novembre 1920 con il breve Quae catholico di papa Benedetto XV. Dal 1947 al 1991 non fu possibile nominare un rappresentante pontificio a causa del regime comunista.

La nunziatura apostolica d'Albania è stata istituita il 7 settembre 1991 con il breve Commodioribus iam di papa Giovanni Paolo II.

Delegati apostoliciModifica

Nunzi apostoliciModifica

Conferenza episcopaleModifica

Elenco dei Presidenti della Conferenza episcopale dell'Albania:

Elenco dei Vicepresidenti della Conferenza episcopale dell'Albania:

Elenco dei Segretari generali della Conferenza episcopale dell'Albania:

NoteModifica

  1. ^ Dati statistici riportati dal sito vaticano e riferiti al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Le cicatrici e le speranze della nuova Albania, su avvenire.it. URL consultato il 5 febbraio 2019.
  3. ^ Giovanni Ruggiero, vedi Bibliografia.
  4. ^ Discorso di Giovanni Paolo II ai vescovi della Puglia in visita ad limina apostolorum, su w2.vatican.va, 16 gennaio 1992. URL consultato il 27-02-2015.
  5. ^ Giovanni Ruggiero, op; cit.
  6. ^ Alessandro Beltrami, La resistenza della fede a ottomani e comunisti, in Avvenire, 26 agosto 2016.
  7. ^ La diocesi di Pult è stata unita all'arcidiocesi di Scutari il 25 gennaio 2005.
  8. ^ Seminario Redemptoris Mater Lezhe
  9. ^ Annuario Pontificio del 2011
  10. ^ AAS 83 [1991], p. 1008.

FontiModifica

Voci correlateModifica

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