Chiesa di San Domenico (Catania)

edificio religioso di Catania
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico CT 2015.jpg
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàCatania
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Catania
Stile architettonicoBarocco siciliano

Coordinate: 37°30′29.63″N 15°04′58.87″E / 37.50823°N 15.08302°E37.50823; 15.08302

La chiesa di San Domenico, detta anche chiesa di Santa Maria la Grande, si trova a Catania, in piazza San Domenico, nel quartiere di Santa Maria la Grande.[1]

Navata.
Controfacciata.

StoriaModifica

Epoca aragoneseModifica

Primo insediamento
Il primo luogo di culto, insediamento dell'Ordine domenicano, è identificato con l'area ove oggi sorge la chiesa di San Sebastiano nell'allora "piazza Castello Ursino", oggi "piazza Federico II di Svevia".[1] Annessa al convento dei domenicani fu edificata nel 1313.

Nel 1405 il convento fu demolito ed i padri ottennero in cambio un edificio vicino alla rotonda con annessa la chiesa di "Santa Maria la Grande", sul cui sito fu costruito il convento per la comunità religiosa.[1]

Epoca spagnolaModifica

Secondo insediamento e successiva riedificazione:
Il terremoto del Val di Noto del 1693, che distrusse Catania, rese impraticabili sia il convento che la chiesa. Nel corso della successiva ricostruzione della città, fu riedificata la chiesa accanto al già esistente e ristrutturato convento.[1]

Il titolo dell'opera del Gagini, Madonna della Neve, la raffigurazione di Papa Liberio e l'appellativo di «Santa Maria la Grande» sive ad nives, sono indici del titolo di «chiesa liberiana». Titolo che affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa, strettamente legato al sorgere della basilica di Santa Maria Maggiore in Roma considerata il più antico santuario mariano d'Occidente. Precisamente al IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio. Questa è la tradizione, anche se non comprovata da nessun documento; le chiese sotto il medesimo titolo sono dette "liberiane" dal nome del pontefice, dal popolo sono chiamate familiarmente ad Nives, della Neve.

EsternoModifica

 
L'altare della chiesa.

La facciata, edificata su due ordini, è sita su piazza San Domenico ed ai suoi piedi è presente un'ampia gradinata contornata da un'artistica cancellata in ferro battuto.

Il portale d'accesso è contornato da due colonne e sull'architrave si trova una statua calcarea del beato Bernardo Scammacca, opera dello scultore Epifanio Licata.

Sulla destra della chiesa vi è l'accesso all'ex convento oggi occupato dalla caserma Agostino Malerba.

Sull'ingresso è ubicato l'organo.

InternoModifica

La chiesa è ad una sola navata ed ha sei altari laterali.

Parete destraModifica

  • Prima arcata: Altare.
    • Nicchia: Altare del Santissimo Crocifisso.
  • Seconda arcata: Altare della Madonna del Rosario. Sulla sopraelevazione è custodito il dipinto su tavola raffigurante la Vergine del Rosario, opera di grandi dimensioni realizzata nel 1531, attribuita a Innocenzo Franucci detto Innocenzo da Imola.
    • Nicchia: statua del Sacro Cuore.

Parete sinistraModifica

  • Prima arcata: Altare della Madonna della Neve o Altare di Santa Maria Maggiore. La nicchia ospita la pregevole scultura di Antonello Gagini raffigurante la Madonna della Neve,[2] sul piedistallo sono presenti i bassorilievi della Madonna della Neve, Papa Liberio e il Patrizio Giovanni fra gli stemmi dell'Ordine domenicano.
    • Varco: ingresso laterale.
  • Seconda arcata: Altare.
    • Nicchia.

   

Sempre all'interno della chiesa si trovano vari smalti del padre Leonardo Gristina o.p. (Prizzi 1915 - Catania 1998):

  • l'altare
  • il porta candela
  • il Crocifisso
  • il candelabro per il cero pasquale
  • la Via Crucis
  • il tabernacolo
  • l'Evangelario
  • ?, San Vincenzo Ferreri, dipinto
  • XIX secolo, Beato Bernardo Scammacca, dipinto custodito sull'altare della Cappella di San Vincenzo Ferreri, opera di Giuseppe Rapisardi.

PresbiterioModifica

L'altare maggiore è situato nell'abside, sormontata da un'ogiva in cui è inserito un antico coro ligneo. Sull'altare è posta una immagine raffigurante San Domenico di Guzmán.

     

Convento di San DomenicoModifica

 
Portale laterale.

Convento dei Padri Domenicani sotto il titolo di «San Domenico» a «Porta del Re».[3] Quinta istituzione dell'Ordine dei frati predicatori in terra di Sicilia fondata nel 1319.[4]

Gioacchino di Marzo documenta una commissione di venti Colonne, manufatti marmorei realizzati nel 1524 da Antonino Berrettaro verosimilmente per realizzare i portici del chiostro.[5]

Dopo il 1866 le strutture furono destinate ad ospitare il distretto e uffici militari. I religiosi sopperirono in tempi successivi con un'ala di costruzioni prospiciente Villa Bellini.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Francesco Ferrara, pp. 537.
  2. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 339.
  3. ^ Pagina 148, Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia" [1] Archiviato il 12 giugno 2018 in Internet Archive., Tomo uno, Palermo, Reale Stamperia, 1800.
  4. ^ Pagina 365, Juan Lopez, "Quinta parte dell'Istoria di San Domenico, e del suo Ordine de' Predicatori" [2] Archiviato il 10 gennaio 2018 in Internet Archive., Stamperia di Iacopo Mattei, Messina, 1652.
  5. ^ Gioacchino di Marzo, pp. 157.
  6. ^ Francesco Ferrara, pp. 369.

BibliografiaModifica

Galleria d'immaginiModifica

 

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