Contea di Stade

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La città di Stade dopo il Cronecken der Sassen ("Cronache di Sassonia"); incunabolo di Peter Schoeffer, tipografo di Magonza.

La contea di Stade fu una contea del Sacro Romano Impero che copriva la valle inferiore dell'Elba e la cui fortezza principale era il castello di Stade. Il cronista Helmold di Bosau scrisse intorno al 1145 che all'altezza del castello di Stade, le due sponde dell'Elba appartengono al conte del luogo. Il paese fu tra il 944 e il 1144 (con interruzioni) roccaforte dei principi Odoniani, che furono alleati con le grandi famiglie nobili della Sassonia: la famiglia di Vitichindo, gli Immedingi, i Liudolfingi/Ottonidi e i Billunghi. Era più che altro un insieme di territori sconnessi, piuttosto che una contea in senso moderno: Adamo da Brema sostenne, nell'XI secolo, che la contea degli Odoniani era sparsa in tutta la diocesi di Brema-Amburgo. Sotto il regno di Lotario Udo I di Stade nel 1056, la conte entro in un'unione personale con la marca del Nord, uno dei cuori della successiva marca di Brandeburgo.

StoriaModifica

Il primo conte fu Lotario I di Stade, che morì nella battaglia della landa di Luneburgo dell'880 assieme a molti altri esponenti della nobiltà sassone, come il duca di Sassonia Bruno. Gli succedette il figlio Lotario II di Stade. Alla sua morte nella battaglia di Lenzen, gli succedette Wichmann il Vecchio della dinastia dei Billunghi.

Il conte Wichmann il Vecchio, fratello maggiore del futuro dux Ermanno Billung, margravio dei territori presi dagli slavi oboditi, lasciò inizialmente ai suoi due figli solo poche centinaia di acri di terra sulla riva sinistra dell'Elba, concentrati attorno a Harsefeld (antica capitale di Heilangau) vicino a Stade; questi primi Billunghi dovettero occuparsi fino alla morte del padre (circa 944) della difesa dei confini dell'Elba. Durante la minor età dei suoi due figli, Wichmann il Giovane e Ecberto il Guercio, Wichmann il Vecchio affidò la gestione delle loro terre a un fedele dell'imperatore, di nome Enrico, e che le fonti lo definiscono come conte (margravio) e legato imperiale e figlio del secondo conte di Stade, Lotario II; successive cronache lo chiameranno Enrico I il Calvo. Quando il conte Wichmann il Giovane prese possesso delle terre di suo padre, divenne conte di Stade, ma dovette combattere non solo le pretese di suo fratello Egberto, ma anche quelle di suo zio Ermanno Billung, candidato del re Enrico l'Uccellatore, e quelle del fratello Sigfrido (probabilmente cognato).

È forse durante l'esilio di Wichmann il Giovane, e certamente alla morte di quest'ultimo nel 967, che il reggente Enrico I il Calvo riottenne finalmente la contea paterna di Stade. Egli fondò la dinastia degli Odoniani, che resse da quel momento la contea fino a Federico I di Stade. Nel 969 fece costruire un dongione a Harsefeld; suo figlio, Enrico il Buono, fece un baliato nel 1001-10 e 99 anni dopo, fu convertito in un'abbazia. Harsefeld divenne, intorno all'anno 1000, la necropoli degli Odoniani, la cui cittadella era la città di Stade.

L'arcivescovo Adalberto di Brema riuscì nel 1063 a convincere gli Odoniani, margravi della marca del Nord dal 1056, a concedergli sussidi per la loro immediatezza imperiale. Così la contea di Stade divenne feudo dell'arcivescovado di Brema, e i principi odoniani divennero visconti per grazia dell'arcivescovo.

Verso la fine del XI secolo, gli Odoniani abbandonarono il loro titolo di visconte per cederlo a uno dei loro ministeriali, Federico. La madre di Federico era una nobile angla, e suo padre era il conte Rinaldo, vassallo degli Odoniani. Nel 1106 Federico ottenne il riconoscimento del suo titolo dall'imperatore Enrico V, poi la concessione della contea di Stade e costrinse infine gli Odoniani a riconoscerlo come loro sovrano.

Fu solo dopo la morte del conte Federico di Stade nel 1135 che con Rodolfo II di Freckleben, gli Odoniani riguadagnarono la contea. Il fratello di Rodolfo, Arduico, divenne canonico di Magdeburgo. Con la cessione della sua enorme eredità alla diocesi di Magdeburgo e alla diocesi di Amburgo-Brema, si assicurò la sua elezione a procuratore e persino arcivescovo di Brema. Nel 1144 gli fu concesso il titolo di prelato temporaneo nella contea di Stade, con la promessa di restituire queste terre all'arcivescovo alla sua morte. Il suo ex cognato, il conte palatino Federico, esercitò per lui la giustizia signorile .

Il duca Enrico il Leone, tuttavia, decise che le pretese ereditarie e feudali verso la contea di Stade erano ammissibili e le prese in reggenza nel 1145. Nel corso degli anni, affidò la difesa della contea di Stade ai suoi vassalli, compresi i suoi stessi figli, fino a quando un trattato del 1219 riconobbe che alla morte del duca guelfo quella contea sarebbe tornata nei domini dell'arcidiocesi di Amburgo-Brema: cosa accadde effettivamente nel 1236.

Conti di StadeModifica

 
I conti di Stade

BillunghiModifica

OdonianiModifica

AltroModifica

OdonianiModifica

  • Enrico IV di Stade, figlio di Lotario Udo III di Stade, conte di Stade nel titolo dal 1114 al † 1128, margravio della marca del Nord come Enrico II;

AltroModifica

  • Federico di Stade (di nuovo) in qualità di conte dal 1128 al 1135

OdonianiModifica

  • Udo V (?), figlio di Rodolfo I, ?-1130, conte di Stade e margravio della marca del Nord come Udo IV;

GuelfiModifica

BibliografiaModifica

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