Apri il menu principale

Corso Vittorio Emanuele II (L'Aquila)

strada dell'Aquila
Corso Vittorio Emanuele II
L'Aquila, portici di Corso Vittorio Emanuele 2007 by-RaBoe-1.jpg
Portici del corso
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàL'Aquila
DistrettoI
QuartiereQuarto San Giorgio (Quarti dell'Aquila )
Codice postale67010
Informazioni generali
Pavimentazionesampietrini
IntitolazioneVittorio Emanuele II
CostruzioneXV secolo
Collegamenti
InizioXV secolo
Fine1927 (lavori conclusione)
IntersezioniPiazza Duomo,
Via Giuseppe Verdi,
Piazza Palazzo Margherita
Corso Umberto I,
Via San Bernardino
Luoghi d'interesse
Mappa

Coordinate: 42°20′58.73″N 13°23′57.88″E / 42.349648°N 13.39941°E42.349648; 13.39941

Corso Vittorio Emanuele II, più semplicemente il Corso, è la principale strada del centro storico dell'Aquila.

Cardo dell'impianto urbanistico rinascimentale, attraversa la città longitudinalmente dalla Fontana Luminosa fino a Piazza del Duomo, dove si immette in viale Federico II. Affiancata per un lungo tratto da portici ed interamente zona pedonale, è meta di passeggio e shopping.

Indice

StoriaModifica

La strada, che si presenta interamente rettilinea, venne realizzata in momenti diversi anche tramite demolizioni e sventramenti dell'originale tessuto medievale cittadino; nel XV secolo costituiva con corso Umberto I, con cui si incrocia nel punto detto dei Quattro Cantoni, il cuore dell'impianto cardo-decumanico rinascimentale e nei secoli successivi è stata allargata (XVII secolo) ed abbellita da portici (XIX secolo), specialmente nel tratto a ridosso di piazza del Duomo. Nel Novecento, infine, è stata oggetto di un lungo ed impegnativo progetto di sistemazione urbanistica che ha portato alla realizzazione della Fontana Luminosa e delle testate curvilinee della Casa del Combattente e dell'edificio gemello prospiciente, che si pongono come propilei all'ingresso della città (1933-1927), oltre che del Palazzo dell'INA e dei nuovi portici a ridosso dei Quattro Cantoni (1935-1942)[1].

DescrizioneModifica

Nel complesso la strada ha una lunghezza complessiva di circa 800 metri — calcolati tra piazza Battaglione Alpini e l'immissione in corso Federico II, al margine di Piazza del Duomo — nei quali lambisce alcune delle architetture più interessanti del capoluogo. Per le sue differenti caratteristiche nella parte settentrionale, fino ai Quattro Cantoni, (stretta e priva di portici) e meridionale (più larga e porticata) è d'uso comune distinguere i due tratti con i nomi di corso stretto e corso largo.

Da piazza Battaglione Alpini a piazza Regina MargheritaModifica

 
La Fontana Luminosa, estremità settentrionale del Corso.

Corso Vittorio Emanuele II ha inizio in piazza Battaglione Alpini, un grande slargo circondato solo per metà da edifici essendo aperto per un quarto al parco del Forte spagnolo e per il rimanente quarto alla zona degli impianti sportivi. La piazza è caratterizzata dalla presenza, al centro, della monumentale Fontana Luminosa (1934), composta da due nudi femminili in bronzo posti su una vasca a pianta circolare e sorreggenti la caratteristica conca abruzzese, che nelle ore notturne presenta un suggestivo gioco di luci, da cui il nome, ed è particolarmente apprezzata per il panorama che si ha verso il Gran Sasso.

Dalla piazza si costeggiano quindi:

Si giunge infine a piazza Regina Margherita, all'incrocio con via Castello e via Garibaldi. Si tratta una piccola piazza alberata dedicata alla memoria di Margherita d'Austria, governatrice degli Abruzzi nel XVI secolo, e caratterizzata dalla Fontana del Nettuno (1881) posta al centro di un monumentale fronte, ricostruzione della chiesa di San Francesco in Piazza del Palazzo distrutta pochi anni prima.

Da piazza Regina Margherita ai Quattro CantoniModifica

 
Portici del Corso presso i Quattro Cantoni.

Appena superata la piazza è l'incrocio con via Leosini che conduce alla chiesa di Santa Maria Paganica, chiesa capoquarto del rione storico di Santa Maria che sorge sul punto più elevato della città e presenta un impianto settecentesco dovuto alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1703.

Successivamente si costeggiano:

Si sfocia infine nei Quattro Cantoni, nome popolare dell'incrocio con il decumano formato da corso Umberto I (che porta a Piazza del Palazzo) e via San Bernardino (che porta all'omonima basilica). Lo slargo è caratteristico per presentare, nei suoi quattro angoli (o cantoni) differenti stili architettonici a testimonianza delle trasformazioni urbanistiche della città. Sul lato di sud est è il Palazzo del Convitto (1883), imponente edificio neoclassico abbellito da portici costruito sulle fondamenta della chiesa e convento di San Francesco, sede storica del Liceo Ginnasiale e della Biblioteca Tommasiana, la principale della regione. Sul lato di sud ovest è il Palazzo dell'INA di stampo razionalista a pianta quadrata e a tre piani con portici sottostanti[3]. Sul lato di nord ovest è il Palazzo Fibbioni (XV secolo) mentre su quello di nord est è il Palazzo Ciolina con, alla base, il monumento ad Umberto I.

Dai Quattro Cantoni a piazza del DuomoModifica

 
Piazza del Duomo con la Fontana vecchia e la chiesa delle Anime Sante, estremità meridionale del Corso.

Superando i Quattro Cantoni si costeggiano:

La strada termina in piazza del Duomo, la maggiore della città di cui è il centro sociale e religioso ospitando la cattedrale di San Massimo (XIII secolo ma più volte restaurata), l'Arcivescovado (XVIII secolo) con cortile interno e relativo Oratorio di San Luigi Gonzaga e la chiesa delle Anime Sante (XVIII secolo) dalla suggestiva facciata concava e abbellita dalla cupola del Valadier oltre che il mercato cittadino che ivi ha la sua sede sin dal 1303[5]. La piazza è abbellita da due fontane gemelle, opera di Nicola D'Antino. Da qui parte la strada di Costa Masciarelli che conduce a Porta Bazzano e quindi alla basilica di Santa Maria di Collemaggio.

A margine di piazza del Duomo, Corso Vittorio Emanuele II sfocia in Corso Federico II.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Simonetta Ciranna, Architetture a confronto: XIX e XX secolo, Roma, Gangemi Editore, 2005;
  • Mario Moretti, Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974;
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Altri progettiModifica