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Argo
Sede vescovile titolare
Dioecesis Argensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Argo
Mappa della diocesi civile di Macedonia (V secolo)
Vescovo titolare sede vacante
Istituita XVI secolo
Stato Grecia
Diocesi soppressa di Argo
Suffraganea di Corinto
Eretta ?
Soppressa ?
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Argo (in latino: Dioecesis Argensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

StoriaModifica

Argo è un'antica sede vescovile della Grecia nel Peloponneso, suffraganea dell'arcidiocesi di Corinto. Come tutte le sedi episcopali della prefettura dell'Illirico, fino a metà circa dell'VIII secolo la diocesi di Argo era parte del patriarcato di Roma; in seguito fu sottoposta al patriarcato di Costantinopoli.

Dopo san Perigene, menzionato dalla tradizione, primo vescovo storicamente documentato di Argo è Genetlio, che intervenne al concilio del 448 convocato a Costantinopoli dal patriarca Flaviano per condannare Eutiche. Succede Onesimo, che prese parte al concilio di Calcedonia nel 451. Segue Tale, che sottoscrisse nel 458 la lettera dei vescovi dell'Ellade all'imperatore Leone I dopo la morte di Proterio di Alessandria. Nel VII secolo è noto il vescovo Giovanni, che fu tra i padri del terzo concilio di Costantinopoli nel 680. Teotimo partecipò al Concilio di Costantinopoli dell'879-880 che riabilitò il patriarca Fozio di Costantinopoli. Nel X secolo visse il vescovo san Pietro.

Durante la quarta crociata fu istituita una diocesi di rito latino, a cui fu unita quella di Damala nel 1222, che sopravvisse fino alla conquista da parte dell'impero Ottomano (1483).

Oggi Argo è una sede vescovile titolare della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 2 febbraio 1973. Nel Medioevo è chiamata Argolicensis. Dal Seicento si impone la forma Argivensis (anche Arginensis) fino a fine '800, quando la sede diventa Argaea ed in seguito Argensis.

CronotassiModifica

Vescovi greciModifica

  • San Perigene †
  • Genetlio † (menzionato nel 448)
  • Onesimo † (menzionato nel 451)
  • Tale † (menzionato nel 458)
  • Giovanni † (menzionato nel 680)
  • Teotimo † (menzionato nell'879)
  • San Pietro † (X secolo)

Vescovi latiniModifica

  • Anonimo † (menzionato nel 1223, 1231, 1236)
  • Anonimo † (? - 30 marzo 1237 nominato arcivescovo di Corinto)
  • Anonimo † (menzionato nel 1245)
  • Anonimo † (menzionato nel 1255)
  • Giovanni † (? deceduto)
    • Bernardo † (? dimesso) (vescovo eletto)
  • Nicola † (30 aprile 1311 - ? deceduto)
  • Nicola, O.E.S.A. † (17 dicembre 1324 - 1334 deceduto)[1]
  • Giovanni, O.Praem. † (4 settembre 1334 - ?)
  • Venturino † (? - 10 dicembre 1358 nominato vescovo di Belcastro)
  • Nicola, O.F.M. † (10 dicembre 1358 - ? deceduto)
  • Giacomo Pietro Pigalordi, O.P. † (8 novembre 1367 - ?)
  • Matteo † (? deceduto)
  • Nicola de Lingonis, O.P. † (19 febbraio 1392 - ?)
  • Giovanni, O.E.S.A. † (1392 - 1395 deceduto)[2]
  • Corrado Flader, O.P. † (29 novembre 1395 - ?)
  • Secondo Nani † (18 aprile 1418 - 14 maggio 1425 nominato vescovo di Cattaro)
  • Francesco Pavoni † (14 maggio 1425 - ? deceduto)
  • Bartolomeo Lopacci Rimbertini, O.P. † (16 aprile 1434 - 23 settembre 1439 nominato vescovo di Cortona)
  • Marco de Carmello † (28 luglio 1441 - ?)
  • Marco Taruello † (26 novembre 1473 - ?)
  • Guglielmo Militis † (1478 - ? deceduto)
  • Agostino de Maddalena, O.S.A. † (1479 - 1482 deceduto)[4]
  • Agostino de Matemarico, O.S.B. † (15 novembre 1482 - ? deceduto)
  • Trifone Gabriele † (? succeduto)

Vescovi titolariModifica

NoteModifica

  1. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana. Guadarrama (Madrid) 2014, vol. II, p. 1161-1162.
  2. ^ Lazcano, o.c., vol. I, p. 519.
  3. ^ (EN) The Cardinals of the Holy Roman Church-Ragusa. Nominato vescovo Argensis dai padri conciliari rimasti al concilio di Basilea. Secondo Eubel, Giovanni di Ragusa fu vescovo di Argeș in Valacchia; secondo altri autori invece fu vescovo di Argos in Grecia.
  4. ^ Lazcano, o.c., vol. I, 519.
  5. ^ Lazcano, o.c., vol. I, pp. 520-521.
  6. ^ Lazcano, o.c., vol. I, p. 521.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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