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Don Camillo e i giovani d'oggi (film incompiuto)

film incompiuto di Christian Jaque
Don Camillo e i giovani d'oggi
Lingua originaleitaliano, francese
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1970
Dati tecniciColore (B/N per i filmati rimasti)
Generecommedia
RegiaChristian-Jaque
SoggettoGiovannino Guareschi
Casa di produzioneCinema Rizzoli
Interpreti e personaggi

Don Camillo e i giovani d'oggi oppure Don Camillo, Peppone e i giovani d'oggi (titolo originale Don Camillo et ses contestataires) doveva essere il sesto capitolo della serie cinematografica di don Camillo con Fernandel e Gino Cervi, ispirato all'omonimo libro. Iniziato nel 1970, rimase incompiuto a causa della malattia di Fernandel, che morì nel 1971.

Le riprese e i problemi di salute di FernandelModifica

Le riprese del nuovo film, per la regia di Christian-Jaque, cominciarono a Brescello il 13 luglio 1970. Fernandel arrivò a Brescello il 20 luglio, a set già allestito. Gli esterni si girarono sotto un sole cocente, tra umidità e zanzare, e Fernandel ebbe più volte dei mancamenti, degli eccessi di stanchezza e delle difficoltà respiratorie. A un certo punto fu colpito anche da dolori lancinanti al torace. Era il 5 agosto: all'improvviso, durante una scena sul sagrato della chiesa che prevedeva che Fernandel dovesse portare in braccio Graziella Granata, l'attore non fece un passo. L'attrice pesava meno di 50 chili, ma Fernandel non riuscì a sostenerla, incespicò e cadde a terra. Appena ripresosi dal malore fu costretto ad abbandonare il set.

Fu trasportato con urgenza all'ospedale di Parma, dove rimase ricoverato per quattro giorni. Si consultò con uno specialista e poi decise di tornare a Marsiglia per sottoporsi a ulteriori esami clinici e prendersi un periodo di riposo. Il regista, cercando parole di conforto, si rivolse così a Fernandel: «On reprendra le tournage dès que tu seras rétabli. Rentre à Marseille.» («Riprenderemo le riprese quando ti sarai ristabilito. Ritorna a Marsiglia»)[1].

Le condizioni di salute di Fernandel erano già compromesse da alcuni mesi. Nell'aprile precedente, durante un piccolo intervento per rimuovere una escrescenza formatasi sotto il muscolo pettorale destro, i medici avevano scoperto che l'attore era affetto da un carcinoma maligno di origine epatica, in evoluzione e con metastasi. Partito dal fegato, il tumore aveva colpito un polmone e si era diffuso in diverse parti dell'organismo. I familiari furono immediatamente informati della gravità della situazione ma decisero di tenere all'oscuro l'interessato.[senza fonte] Lo stesso Christian-Jaque, che nel frattempo lo aveva scritturato per questo film, era totalmente ignaro della grave malattia che aveva colpito Fernandel.[senza fonte]

Il 12 agosto 1970 la produzione sospese le riprese e Gino Cervi ritornò a Roma. La soluzione più semplice sarebbe stata quella di rigirare le scene in cui compariva don Camillo con un altro attore, completando così il film salvando buona parte del girato, ma la proposta della produzione in tal senso si scontrò con il rifiuto di Christian-Jaque e di Cervi di continuare senza Fernandel.

A metà gennaio del 1971 Fernandel, ancora ignaro del suo reale stato di salute,[senza fonte] telefonò a Christian-Jaque, per rassicurarlo sulle proprie condizioni che parevano migliorare e per dirgli che poteva contare su di lui, ma il 26 febbraio successivo l'attore francese morì. La produzione tuttavia, incassati i rifiuti di Cervi e Christian-Jaque a continuare, aveva già deciso di affidare i ruoli di protagonisti ad altri e di rifare da capo il film con un altro regista. Il film, con il medesimo titolo, ma diretto da Mario Camerini e con Gastone Moschin nella parte di don Camillo e Lionel Stander in quella di Peppone, sarebbe infine uscito nel 1972, senza tuttavia ottenere il medesimo successo dei precedenti.[2]

Vi sono voci contrastanti riguardo al film incompiuto del 1970: mentre alcune fonti dicono che fossero state girate solo poche scene, altre affermano mancassero poche riprese alla fine del film che, in qualche modo, avrebbe potuto essere completato e distribuito. Effettivamente, in base a fotografie e vecchi filmati, risulta che più di metà pellicola fosse stata girata. In un'intervista fatta a Fernandel il 1º agosto 1970 l'attore diceva che questo film era l'ultimo della saga di Don Camillo perché Giovannino Guareschi era morto e non aveva più scritto libri[3]. Nell'ultima intervista fatta a Fernandel nel 15 ottobre 1970 l'attore diceva che mancavano solo 35 minuti (di riprese) per terminare il film. A questo proposito è molto interessante la dichiarazione che Gino Cervi rilasciò in un'intervista al quotidiano "La Stampa" pubblicata il 28 febbraio 1971, all'indomani della morte di Fernandel: "Il film era stato girato a metà quando Fernandel dovette tornare in Francia. Aveva cercato di tirare avanti fino all'ultimo, perché il film lo voleva finire. Io credo sentisse che appariva sullo schermo per l'ultima volta e con il personaggio che gli era più caro. Avevamo girato 1200 metri[4] di pellicola a colori, ma Fernand era impaziente. Fece una cosa strana: registrò in anticipo tutto il sonoro dell'intero film. Chissà, forse pensava che, se lui avesse dovuto rinunziare, il film avrebbe potuto essere portato a termine anche da una controfigura e il suo pubblico lo avrebbe riconosciuto almeno dalla voce. E lo avrebbe ricordato".

Luoghi delle ripreseModifica

Dalle poche immagini del film visibili in Vite straordinarie, nei notiziari del 1970 e nel Museo di Don Camillo e Peppone, si può vedere che il film è stato girato a Brescello[3].

NoteModifica

  1. ^ Dai contenuti speciali del DVD Le petit monde de don Camillo, sur le tournage de Don Camillo et les contestataires durante una delle ultime interviste fatte a Fernandel il 1º agosto 1970 egli diceva precise parole: "dovremmo terminare il 15 settembre se tutto va bene... se tutto va bene nel film"
  2. ^ Don Camillo et les contestataires
  3. ^ a b Dai contenuti speciali del DVD Le petit monde de don Camillo, sur le tournage de Don Camillo et les contestataires
  4. ^ Equivalgono in minuti 43,50

BibliografiaModifica

  • Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani, Recco 2008, ISBN 978-88-8012-455-9.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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