Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern

sovrana tedesca
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern
Elisabeth Christine vor Schönhausen.jpg
Elisabetta Cristina regina consorte di Prussia in un ritratto di Joachim Martin Falbe
Regina consorte di Prussia
Elettrice consorte di Brandeburgo
Stemma
In carica 31 maggio 1740 – 17 agosto 1786
Predecessore Sofia Dorotea di Hannover
Successore Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Nome completo Elisabeth Christine von Braunschweig-Wolfenbüttel-Bevern
Nascita Castello di Bevern, Wolfenbüttel, 8 novembre 1715
Morte Castello di Berlino, 13 gennaio 1797
Luogo di sepoltura Duomo di Berlino
Casa reale Brunswick-Bevern
Padre Ferdinando Alberto II, Duca di Brunswick-Wolfenbüttel
Madre Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Consorte Federico II di Prussia
Religione Luteranesimo

Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern (Wolfenbüttel, 8 novembre 1715Castello di Niederschönhausen, 13 gennaio 1797) fu regina di Prussia, dopo aver sposato Federico il Grande.

Era la figlia del duca di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern (16801735) e della di lui consorte Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel (16961762).

BiografiaModifica

 
Ritratto della regina Elisabetta Cristina, 1739 ca.

Dopo la nascita di due maschi, ella fu la prima figlia di Alberto II di Brunswick e di sua moglie. Fu educata nella religione luterana. Grazie anche ai consigli dell'allora plenipotenziario imperiale alla corte di Berlino, conte Friedrich Heinrich von Seckendorff, che era entrato nei favori del re di Prussia Federico Guglielmo I, Elisabetta Cristina fu prescelta come futura sposa dell'erede al trono di Prussia, Federico, e il 10 marzo 1732 a Berlino ne fu celebrato il fidanzamento ufficiale.

Il matrimonio fu celebrato il 12 giugno 1733 nel castello di Salzdahlum. Fino al completamento della ristrutturazione interna del castello di Rheinsberg, nell'agosto del 1736, Federico ed Elisabetta vissero separati l'uno dall'altra. Lui a Küstrin e lei nel Palazzo del Principe ereditario a Berlino.

Fino alla morte del padre, avvenuta nel 1740, Federico II rinunciò alla vita nella famiglia di un matrimonio che gli era stato imposto e che rimase privo di figli. Elisabetta Cristina viveva in estate nel castello di Schönhausen presso Berlino, che il re suo marito non visitò mai, altrimenti nel Palazzo reale di Berlino, dove ella incontrava il coniuge solo nei ricevimenti o feste di gala.

Nell'ottobre del 1757, nel corso della guerra dei sette anni, Berlino fu occupata dagli austriaci ed Elisabetta dovette fuggire a Magdeburgo. Sulla via di tale sede ella tenne corte a Potsdam e vide per la prima volta nella sua vita il castello di Sanssouci, nel quale si era ritirato il marito. Ella poté rientrare a Berlino il 5 gennaio 1758, ma solo due anni più tardi dovette nuovamente abbandonare la città diretta a Magdeburgo. Trascorsero tre anni, fino al 17 febbraio 1763, quando ella poté ristabilirsi a Berlino.[1]

Si interessò molto di letteratura, scrisse almeno dodici testi teologici in francese, che pubblicò con uno pseudonimo, benché tutti sapessero chi fosse l'autrice, e ne tradusse altri dal tedesco al francese. Ella provvide anche alla fondazione di Niederschönhausen e portò in Germania la coltura del baco da seta. Alla sua morte fu sepolta nella cripta del duomo di Berlino.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Augusto di Brunswick-Lüneburg Enrico III di Brunswick-Lüneburg  
 
Ursula di Sassonia-Lauenburg  
Ferdinando Alberto I di Brunswick-Lüneburg  
Sofia Elisabetta di Meclemburgo-Güstrow Giovanni Alberto II di Meclemburgo-Güstrow  
 
Margherita Elisabetta di Meclemburgo-Güstrow  
Ferdinando Alberto II di Brunswick-Lüneburg  
Federico d'Assia-Wanfried-(Eschwege) Maurizio d'Assia-Kassel  
 
Giuliana di Nassau-Dillenburg  
Cristina d'Assia-Eschwege  
Eleonora Caterina del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg  
 
Caterina Vasa  
Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern  
Antonio Ulrico di Brunswick-Lüneburg Augusto di Brunswick-Lüneburg  
 
Dorotea di Anhalt-Zerbst  
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg  
Elisabetta Giuliana di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Norburg Federico di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Norburg  
 
Eleonora di Anhalt-Zerbst  
Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel  
Alberto Ernesto I di Oettingen-Oettinge Gioacchino Ernesto di Oettingen-Oettinge  
 
Anna Dorotea di Hohenlohe-Neuenstein-Gleichen  
Cristina Luisa di Oettingen-Oettingen  
Cristina Federica di Württemberg Eberardo III di Württemberg  
 
Anna Caterina di Salm-Kyrburg  
 

NoteModifica

  1. ^ Quando il marito la rivide il 30 marzo 1763 dopo sette anni di assenza, le disse solo queste parole: «Madame, siete diventata più corpulenta!» (Paul Noack: Elisabeth Christine und Friedrich der Große. Ein Frauenleben in Preußen. 2. Auflage. Klett-Cotta, Stuttgart 2002, S. 185, ISBN 3-608-94292-0)

BibliografiaModifica

in tedesco:

  • Else Kurbjeweit, Elisabeth Christine und Friedrich II. Eine königlich-preußische Ehe., Deutscher Literatur-Verlag Melchert, Hamburg 1988, ISBN 3-87152-263-5
  • Heinz Grunow, Die Prinzen-Hochzeit oder die Geschichte von der Hochzeit des späteren Königs Friedrich des Großen mit der Prinzessin Elisabeth Christine in Wolfenbüttel und Salzdahlum am 12. Juni 1733. Mit Zeichnungen von Adolph Menzel, Verkehrsverein, Wolfenbüttel 1981 (Schriften zur Heimatkunde; H. 16)
  • Annemarie von Puttkamer, Constance. Ein Lebensbild der Königin Elisabeth Christine von Preußen, Gemahlin Friedrichs des Großen., Matthias-Grünewald-Verlag, Mainz, 1951
  • Friedrich Wilhelm M. von Hahnke, Elisabeth Christine, Königin von Preußen, Gemahlin Friedrichs dem Großen. Eine Biographie., Reimer, Berlin, 1848
  • Karin Feuerstein-Praßer, Die preussischen Königinnen, Piper 2005
  • Helga Thoma, Ungeliebte Königin, Piper 2006
  • (EN) Thomas Biskup, The hidden queen. Elisabeth Christine of Prussia and Hohenzollern queenship in the eighteenth century. In: Queenship in Europe, 1660–1815. The role of the consort. hrsg. von Clarissa Campbell Orr. Cambridge [u.a.] : Cambridge University Press, 2004, S. 300-321

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