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Enrico I di Borbone-Condé

BiografiaModifica

Figlio primogenito di Luigi I di Borbone-Condé[1], e di sua moglie, Eleonora di Roye, contessa di Roucy, Enrico è cresciuto in una famiglia di convinzioni calviniste. Era cugino di Enrico di Navarra, a fianco del quale combatté come capo degli ugonotti.

Capo del partito protestanteModifica

Durante la notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572), dovette abiurare, insieme alla moglie, il calvinismo[2]. Riuscito a fuggire a Strasburgo, nel 1575 tornò al calvinismo e riprese la lotta contro i cattolici.

Dopo la sua partecipazione all'assedio di La Rochelle, il governo della Piccardia venne restaurato dal re (1573). Vivendo ad Amiens, venne a conoscenza del fallimento del congiura dei Malcontenti e trovò rifugio in Germania (1574)[3].

Si mise a capo del partito protestante durante la quarta, la quinta e la sesta guerra religiosa. Profondamente calvinista, il Principe di Condé si rivelò il vero leader del partito. Si oppose a suo cugino, il re di Navarra, a cui incolpò la sua negligenza religiosa. Di fronte alla minaccia cattolica, i due cugini furono costretti ad allearsi. Combatterono insieme nella battaglia di Coutras (1587).

MatrimoniModifica

Primo MatrimonioModifica

Sposò, il 10 agosto 1572, Maria di Clèves (1553-1574)[1], figlia di Francesco I di Nevers. Ebbero una figlia:

  • Caterina (1574-1595)

Secondo MatrimonioModifica

Morta la prima moglie, si risposò il 16 marzo 1586, con Carlotta Caterina de La Trémoille (1568-28 agosto 1629)[1], figlia di Luigi III de La Trémoille. Ebbero due figli:

MorteModifica

Morì il 5 marzo 1588[4], per avvelenamento, sospetto confermato dai medici che dai suoi parenti (incluso suo cugino Enrico IV)[5]. La prima sospettata era la moglie[6], che lo avvelenò secondo le accuse rivolte da un servo. Enrico IV sospettò anche dei calvinisti[7]. Carlotta viene arrestata e giudicata dal Parlamento di Parigi, ma il procedimento viene interrotto[8] alla notizia della sua gravidanza, e venne semplicemente imprigionata a Saint-Jean-d'Angély sotto la custodia di Jean de Saint-Memme[9][10].

NoteModifica

  1. ^ a b c d Knecht,  p. 134
  2. ^ Knecht,  p. 166
  3. ^ Knecht,  p. 168
  4. ^ Knecht,  p. 231
  5. ^ Lettre d'Henri du 10 mars 1588, cité dans Aumale,  p. 179.
  6. ^ Aumale,  p. 180
  7. ^ Aumale,  p. 182
  8. ^ Aumale,  p. 181
  9. ^ Jean IV de la Roche, signore di Saint-Même e barone di La Rochebeaucourt
  10. ^ Aumale,  Henri II de Bourbon.

BibliografiaModifica

  • R.J. Knecht, The French Wars of Religion, 1559-1598, Longman, 1989.
  • R.J. Knecht, The French Civil Wars, Pearson Education Limited, 2000.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN39532126 · ISNI (EN0000 0000 7991 7364 · LCCN (ENnr93019180 · GND (DE124896251 · BNF (FRcb13496661f (data) · NLA (EN49784751 · BAV ADV12648716 · WorldCat Identities (ENnr93-019180