Ernst Thole

comico, attore e cabarettista italiano (1953-1988)
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Ernst Thole (Amsterdam, 7 febbraio 1953Sesto San Giovanni, 8 ottobre 1988) è stato un comico, attore e cabarettista olandese naturalizzato italiano.

Ernst Thole alla fine degli anni settanta

«La mamma voleva un maschietto, il babbo una femminuccia... sono nato io e li ho accontentati tutti e due»

(Sketch di Ernst Thole)

BiografiaModifica

Figlio del disegnatore e illustratore olandese Karel Thole (noto copertinista della serie dei romanzi Urania) e di Elizabeth[1], Ernst nasce ad Amsterdam nel 1953 e si trasferisce a Milano al seguito della famiglia nel 1958[1].

Carriera artisticaModifica

Verso la metà degli anni settanta, Ernst (a volte italianizzato in Ernest oppure Ernesto) ebbe la possibilità di esibirsi al Derby Club[2] dove propose il personaggio di un omosessuale effeminato che, oltre ad essere un'autentica novità nei palinsesti dell'epoca (ancora perbenista e censorio), definì il suo filone comico.

Nel 1977 entra nel Gruppo Repellente (di Enzo Jannacci e Beppe Viola) e si esibisce nella pièce teatrale La tappezzeria[3] ed in seguito gli fu offerto di condurre un programma notturno su Telealtomilanese dal titolo Playboy di mezzanotte[4].

 
Il Gruppo Repellente: Ernst Thole (pirmo a sinistra), Diego Abatantuono, Enzo Jannacci, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti.

In quegli anni fece anche parte del cast della trasmissione Non stop di Enzo Trapani[2] già frutto di una riforma voluta dalla dirigenza Rai che nella fine degli anni settanta voleva "svecchiare" il palinsesto nazionale. Qui Thole perfezionò il suo personaggio effeminato con degli sketch spesso ispirati dallo stile di Franca Valeri[2]. Uno dei suoi tipici sketch di quel periodo infatti, lo vedevano intento in una telefonata tra una madre e la figlia (lui stesso) in genere reduce dal viaggio di nozze che lo resero così noto da far sì che una di queste fu inserita in un Long Playing di Artisti Vari[5].
L'esibizione di una telefonata tra madre e figlia riprendevano uno strumento della comicità già usato negli anni sessanta da Franca Valeri e Bice Valori.

Dopo l'esperienza televisiva fu la volta del cinema, che gli permise di interpretare la sua caricatura in alcune pellicole girate tra la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta.

Nel 1984 ritorna in televisione partecipando a Drive In[6] dove interpreta dei piccoli ruoli negli sketch di Enrico Beruschi e Margherita Fumero.

Nel 1986 conduce con Marco Columbro il Festival del Cabaret di Loano, poi trasmesso in tv come Cabaret per una notte[2][7].

Muore nel 1988 all'età di soli 35 anni, nella sua casa di Sesto San Giovanni[2] ed a causa di un ictus da aneurisma congenito, che sul principio fu scambiato per un infarto[8]. Thole, che lasciò la moglie Carla da cui non ebbe figli[2], è sepolto nel Cimitero Nuovo di Sesto San Giovanni.

Confusione sul suo personaggioModifica

Nell'immaginario collettivo il successo della sua caricatura fece fondere l'orientamento sessuale del personaggio con quello dell'attore, che fu spesso creduto gay[4], ma di cui sulla sua presunta omosessualità vi furono le smentite della moglie.
Va però aggiunto che lo stesso Thole giocò su questo equivoco nelle sue dichiarazioni alla stampa[9].
Anche dopo la sua morte la stampa scandalistica sostenne che la causa della morte fosse l'AIDS ma di nuovo vi furono le smentite della moglie.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

DiscografiaModifica

  • Una Telefonata 2:40 (Tratto da Ridendo E Scherzando Che Male Ti Fo", LP di Artisti Vari[5]) 1979

NoteModifica

  1. ^ a b Thole su karelthole.it, su karelthole.it. URL consultato il 9 giugno 2020.
  2. ^ a b c d e f g è morto Ernst Thole, su studylibit.com. URL consultato il 9 giugno 2020.
  3. ^ Diego, il «terrunciello» nato tra le luci del Derby in Il Corriere della Sera del 14 ottobre 2009
  4. ^ a b La casa delle mele acerbe, Di Fabrizio Negrini. URL consultato il 19 giugno 2020.
  5. ^ a b (EN) Thole su discogs.com, su discogs.com. URL consultato il 9 giugno 2020.
  6. ^ Al Ca' Bianca in memoria di Ernst Thole, in Corriere della Sera, 19 novembre 1992, p. 52. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  7. ^ Baroni, pp. 65-66.
  8. ^ È morto Thole, su ArchivioLaStampa.it, 8 ottobre 1988. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  9. ^ Alessandra Pieracci, Thole: Non c'è rispetto per l'attore gay (uscire da un uovo è il massimo), in La Stampa, 19 aprile 1981, p. 16.

Collegamenti esterniModifica