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Regulus ignicapilla

specie di uccello
(Reindirizzamento da Fiorrancino)

EtimologiaModifica

L'epiteto specifico, ignicapilla, deriva dall'unione delle parole latine ignis ("fuoco") e capillus ("capelli"), col significato di "dai capelli rossi", in riferimento alla livrea di questi uccelli: il loro nome comune è anch'esso un riferimento alla livrea, rappresentando una macedonia delle parole fiore e arancino.

DescrizioneModifica

 
Maschio in Bulgaria.
 
Femmina in natura.

DimensioniModifica

Misura 9 cm di lunghezza (di cui la metà spetta alla coda), per 5-7 g di peso e un'apertura alare di 11 cm[3]: il becco misura 1 cm di lunghezza, il tarso 1,8 cm. Tali misure lo rendono (assieme all'affine regolo) il più piccolo uccello italiano.

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio e paffuto, muniti di grande testa arrotondata e incassata nel torso, becco corto e sottile, zampe robuste e coda dalla punta forcuta.

Il piumaggio si presenta di colore verde oliva su dorso, codione e ali (queste ultime con copritrici e remiganti nerastre, le prime orlate di grigio-biancastro), testa e ventre di color grigio cenere, petto e fianchi grigio-biancastri (con petto più chiaro, soprattutto nei maschi), mentre gola e scapole presentano sfumature aranciate. Sulla faccia è presente una banda nera che forma una mascherina fra i lati del becco e l'orecchio, sormontata da un sopracciglio bianco, così come bianca è la guancia: la coda è anch'essa nera, così come nera è una banda che partendo dalla fronte raggiunge la tempia, circondando il vertice, che è di un inconfondibile colore arancio.
Il dimorfismo sessuale è presente ma non evidentissimo, con le femmine munite di mascherina facciale e di banda arancio cefalica meno estese. In ambedue i sessi, gli occhi sono di colore bruno scuro, il becco è di colore nero e le zampe sono di colore arancio-nerastro.

BiologiaModifica

 
Maschio canta in natura.

Il fiorrancino è un uccelletto diurno e dal metabolismo velocissimo, che lo rende un animale estremamente attivo e alla perenne ricerca di cibo, sondando le fessure della corteccia col becco sottile per snidare le prede. Ciononostante, non è molto semplice osservarlo, sebbene non sia eccessivamente timido e si avvicini senza grossi problemi all'uomo, mentre è facile udirne il richiamo, forte, più monotono e meno persistente di quello del regolo, consistente in un'unica nota ripetuta in crescendo[3].
Questi uccelli, durante l'inverno, si riuniscono in stormi misti assieme a varie specie di paridi e silvidi[4]

AlimentazioneModifica

 
Esempalre in cerca di cibo.

Si tratta di uccelli quasi esclusivamente insettivori[5], che si nutrono soprattutto di piccoli artropodi dall'esoscheletro non eccessivamente rigido, come collemboli, afidi e ragni (nella ragnatela dei quali essi sono stati talvolta trovati imprigionati, probabilmente mentre cercavano di piluccare le prede agonizzanti rimaste impigliate [3]), nonché di bruchi e larve. Le prede di maggiori dimensioni vengono stordite sbattendole più volte contro un ramo prima di essere consumate.

RiproduzioneModifica

La stagione riproduttiva va da aprile ad agosto: si tratta di uccelli rigorosamente monogami, i cui maschi corteggiano le femmine cantando con le penne arancioni della testa erette, tenendo il becco diretto verso la potenziale partner per mostrarle il caratteristico pattern facciale fino a quando essa non manifesta le sue intenzioni allontanandosi o accovacciandosi per permettergli di accoppiarsi con essa. Durante il periodo degli amori, i maschi divengono territoriali, difendendo aree di circa mezzo ettaro da intrusi conspecifici e talvolta anche da maschi di specie affine, come i regoli[6].

 
Nido in museo a Barcellona.

Il nido è a forma di coppa, presenta margini molto alti e viene costruito dalla sola femmina con ragnatele, muschio e licheni, foderandone l'interno con piumino e pelame: esso viene ubicato sulla punta di un ramo di conifera fra i 2,5 e i 20 m d'altezza[3], possibilmente nei pressi di un nido di astore in modo tale da tenere lontani eventuali predatori o ladri di uova[7]. Un nido misura in media 8 cm di diametro, 5-7 di altezza e 2 cm di spessore[3].

All'interno del nido, la femmina depone 7-12 uova di colore rosato con lieve pezzatura rossiccia sul polo ottuso[8], di circa 14 × 11 mm per 0,7 g di peso, il 5% dei quali è rappresentato dal guscio[9].

Le uova vengono covate dalla sola femmina per 14-16 giorni, al termine delle quali schiudono pulli ciechi ed implumi: per il primo periodo di vita essi vengono nutriti dalla sola femmina, la quale utilizza quasi esclusivamente collemboli per i primi cinque giorni di vita, ed in seguito anche afidi e piccoli gusci di chiocciola per integrare l'apporto di calcio. A 8-10 giorni di vita i nidiacei s'involano, pur continuando a venire imbeccati da ambedue i genitori (anche il maschio partecipa alle cure parentali quando i piccoli escono dal nido) ancora per qualche giorno, anche con cibi generalmente evitati dagli esemplari adulti (falene, bruchi, opilionidi, forbicine e millepiedi)[3].

La maturità sessuale viene raggiunta attorno all'anno di vita: l'aspettativa di vita del fiorrancino in natura è di due anni[3].

Distribuzione e habitatModifica

 
Femmina a Caldas da Rainha.
 
Esemplare sugli Appennini.

Il fiorrancino è diffuso in quasi tutta Europa, oltre che in Maghreb e penisola anatolica, spingendosi ad est fino all'Abcasia e risultando residente nel nord della penisola iberica, alle Baleari, in gran parte della Francia (compresa la Corsica), in Belgio, Svizzera, Grecia, Germania occidentale, Paesi Bassi ed Inghilterra meridionali, Crimea e sulle maggiori catene montuose (arco alpino, Appennini, Alpi Dinariche, Carpazi, monti dell'Atlante e monti del Ponto): durante l'estate, i fiorrancini migrano in direttrice nord-est per riprodursi nelle pianure dell'Est Europa, raggiungendo le sponde sud-orientali del mar Baltico, la Bielorussia e l'Ucraina occidentale, mentre durante l'inverno alcune popolazioni montane scendono più a valle, svernando in Galles, Cornovaglia, Normandia, penisola iberica centrale e meridionale, Pianura Padana, Romania e penisola anatolica. Esemplari in dispersione sono stati registrati in Fennoscandia, Estonia, Cipro, Egitto ed in Libano, ma si tratta di casi isolati[3]. In generale, si può dire che l'areale di residenza del fiorrancino sia compreso fra le isoterme dei 16 e dei 24 °C (valori in luglio)[10].
In Italia, il fiorrancino è residente lungo l'arco alpino ed in tutto il territorio peninsulare, oltre che in Sardegna, mentre in Sicilia, Puglia, Calabria e Pianura Padana questi uccelli sono presenti solo come visitatori invernali. Nell'arcipelago toscano nidifica sicuramente all'Elba e probabilmente a Capraia, Giglio e Gorgona, e sverna a Giannutri e Pianosa.

Il fiorrancino ha esteso il suo areale nel corso dell'ultimo secolo, venendo osservato e divenendo in seguito residente e riproduttore prima in Regno Unito (seconda metà dell'800) Francia settentrionale, Paesi Bassi (1928) e Danimarca (1961)[11].

 
Esemplare canta in Galizia.
 
Esemplare al suolo nel West Sussex.

L'habitat ideale di questi uccelli è rappresentato dai boschi temperati misti di latifoglie (con preferenza per le aree a prevalenza di quercia da sughero e ontano, faggio o agrifoglio), con presenza di sottobosco a prevalenza di ginepro, edera e rosa canina: nelle aree di macchia mediterranea favorisce invece le pinete. In ambedue i casi, essi tendono a vivere nelle aree di collina sotto i 1300 m di quota, pur essendo osservabili fino a circa 2800 m di quota[3].
Il fiorrancino non è strettamente dipendente dalla presenza di boschi maturi, colonizzando senza problemi le aree giovani di foresta secondaria e i campi di taglio in ricrescita[12]: inoltre, questi uccelli si dimostrano poco timorosi dell'uomo, spingendosi nelle aree urbanizzate a colonizzare parchi e giardini alberati[13][14].

TassonomiaModifica

Maschio impagliato della sottospecie balearicus.

Se ne riconoscono quattro sottospecie[2]:

Alcuni autori riconoscerebbero anche una quinta sottospecie, R. i. laeneni del Nordafrica, generalmente considerata un sinonimo di R. i. balearicus[3].

Il fiorrancino di Madeira veniva in passato classificato come sottospecie del fiorrancino comune, mentre alcuni autori considererebbero la sottospecie teneriffae del regolo una sottospecie di fiorrancino[15].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International (2012), Regulus ignicapilla, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Regulidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato l'8 maggio 2014.
  3. ^ a b c d e f g h i j (EN) Common Firecrest (Regulus ignicapilla), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  4. ^ Herrera, C. M., Ecological aspects of heterospecific flocks formation in a Mediterranean passerine bird community (PDF), in Oikos, vol. 33, nº 1, 1979, p. 85–96, DOI:10.2307/3544516 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2011).
  5. ^ Jordano, P., Frugivory, external morphology and digestive system in Mediterranean sylviid warblers Sylvia spp. (PDF), in Ibis, vol. 129, 1987, p. 175–189, DOI:10.1111/j.1474-919x.1987.tb03199.x.
  6. ^ (DE) Becker, P. H., Verhalten auf Lautäußerungen der Zwillingsart, interspezifische Territorialität und Habitatansprüche von Winter- und Sommergoldhähnchen (Regulus regulus, R. ignicapillus), in Journal fũr Ornithologie, vol. 118, nº 3, 1977, p. 233–260, DOI:10.1007/BF01643534.
  7. ^ Mawson, G., Apparent nesting association of Northern Goshawks and Firecrests, in British Birds, vol. 103, 2010, p. 243–244.
  8. ^ Seebohm, H., Coloured Figures of the Eggs of British Birds, Sheffield: Pawson and Brailsford, 1896, p. 209, fig. 53.
  9. ^ British Trust for Ornithology, Firecrest Regulus ignicapilla [Temminck, 1820], su BTOWeb BirdFacts. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  10. ^ Snow, D. & Perrins, C. M., The Birds of the Western Palearctic concise edition, Oxford University Press, 1998, p. 1346–1348, ISBN 0-19-850188-9.
  11. ^ Fiedler, W., Recent changes in migratory behaviour of birds: a compilation of field observations and ringing data, 2003, p. 21-29, ISBN 3-540-43408-9.
  12. ^ Telleria, J. L. & Santos, T., Effects of forest fragmentation on a guild of wintering passerines: the role of habitat selection (PDF), in Biological Conservation, vol. 71, 1995, p. 61–67, DOI:10.1016/0006-3207(94)00021-H (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2012).
  13. ^ Palomino, D.; Carrascal, L. M., Urban influence on birds at a regional scale: A case study with the avifauna of northern Madrid province (PDF), in Landscape and Urban Planning, vol. 77, 2006, p. 276–290, DOI:10.1016/j.landurbplan.2005.04.003 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2008).
  14. ^ Witt, K.; Mitschke, A, A.; Luniak, M., A comparison of common breeding bird populations in Hamburg, Berlin and Warsaw, in Acta Ornithologica, vol. 40, nº 2, 2005, p. 139–146, DOI:10.3161/000164505775247737.
  15. ^ Löhrl, H.; Thaler, E.; Christie, D. A., Status and behaviour of the Tenerife Kinglet, in British Birds, vol. 89, 1996, p. 379–386.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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