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Altieri (famiglia)

Altieri
Coa fam ITA altieri2.jpg
TANTO ALTO QUANTO SE PUOTE
D'azzurro a 6 stelle d'argento a 8 punte disposte 3, 2, 1: filiera inchiavata d'azzurro e d'argento
StatoStato Pontificio Stato Pontificio
Flag of Italy (1861–1946).svg Regno d'Italia
Titoli
FondatoreCorraduccio de Mastronis
Ultimo sovranoLudovico Altieri
Data di fondazioneXIV secolo
Data di estinzione6 giugno 1955
EtniaItaliana

Gli Altieri furono un'antica famiglia principesca romana, protagonista delle vicende dell'urbe sin dal medioevo. Oltre al titolo principesco concesso dai Sovrani Pontefici, gli Altieri fecero parte anche del patriziato di Genova e di quello di Venezia.

La famiglia consolidò la sua posizione nei ranghi dell'aristocrazia senatoriale romana e cardinalizia grazie ad unioni dinastiche con famiglie come i Colonna, i Rospigliosi Pallavicini, i Paluzzi, i Chigi, gli Odescalchi, i Doria - Pamphili, i Ruspoli, i Barberini, i Borghese, i Delfin e i di Napoli Rampolla, parenti del celebre cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, segretario di Stato di papa Leone XIII oltre che con numerosi casati principeschi dell'intera Europa. Furono fra i protagonisti delle vicende dell'Urbe sin dal basso e ascondito medioevo in sino alla seconda metà del XX secolo.

StoriaModifica

 
Copertina di libro in pelle con lo stemma degli Altieri

La famiglia Altieri[1], secondo un costume piuttosto in voga nel passato, rivendicava la discendenza da un Lucius Alterius[2], leggendario capostipite romano della famiglia, di cui gli Altieri conservavano un'antica urna cineraria. Mentre secondo l'umanista rinascimentale Marco Antonio Altieri, membro della famiglia, come espresso nella sua opera de' Li Nuptiali, le origini risalirebbero alla Gens Hostilia, stirpe già perpetuante negli annali di re Romolo e annoverato nelle gentes originarie di Tito Livio. L'antico cognome originario degli Altieri era quello di Lucii, discendenti per l'appunto del re di Roma Tullio Ostilio e stirpe tra l'altro da cui sogliono discendere i Mancini, casato al quale appartenne Maria Mancini, amante di Luigi XIV e nipote del cardinal Giulio Mazzarino.[senza fonte][3]

In realtà, aldilà delle numerose e spesso infondate ricostruzioni genealogiche autocelebrative fatte redigere nel basso medioevo poi rivelatesi prive di fondamento documentale, le origini della famiglia rivelano origini simili a quelle di altre famiglie mercantili romane ascritte alla nobiltà civica capitolina, infatti le prime notizie risalgono a non prima del secolo XIV con uno speziale Corraduccio de Mastronis del rione Pigna ancora privo della qualità nobiliare, da cui nacquero Lello ed Alterio (1321-1431) che dette il nome ai suoi discendenti che possedevano case nella contrada de Porcariis dalla famiglia che dette il nome all'area presso l'attuale piazza della Pigna[4][5].

La famiglia Altieri, tra il XVII e il XIX secolo ebbe sette cardinali e raggiunse il massimo splendore con Emilio Bonaventura Altieri nato nel 1590 da Lorenzo Altieri e Vittoria Delfin, appartenente ud una delle più antiche famiglie della Serenissima Repubblica, che diede al mondo moderno, un doge, svariati procuratori di San Marco, numerosi, diplomatici e anch'essa una schiera di Principi della Cristianità

Emilio Altieri, presi i voti diventò vescovo di Camerino nel 1627, nunzio apostolico a Napoli dal 1644 al 1652, e nominato cardinale nel 1669 da papa Clemente IX, salì al soglio pontificio nel 1670 con il nome di Clemente X.

Ma il momento di massimo splendore della famiglia coincise anche con il rischio di estinzione della stessa. Emilio Altieri, ultimo maschio della famiglia, in occasione del matrimonio tra il marchese Gaspare Paluzzi Albertoni, appartenente ai Paluzzi Albertoni, più volte imparentati con gli Altieri, e la nipote Laura Caterina, fece in modo che il cognome della sua famiglia, compreso dei beni e dello stemma passasse nei Paluzzi Albertoni, che divennerò così "Paluzzi Altieri degli Albertoni".

 
Palazzo Altieri a piazza del Gesù a Roma
 
bandiera della famiglia altieri

Clemente X, vedendo che nella sua famiglia la discendenza maschile era ormai estinta, fece tutto il possibile per agganciare gli Albertoni e fece sposare la sua nipote Laura con Gaspare Albertoni e convinse lo stesso genitore di Gaspare, Antonio Albertoni e lo zio Paluzzo a cambiare cognome in Altieri: ciò avvenne con la scomparsa degli Albertoni[6]. Grazie all'intervento di Clemente X, Gaspare divenne Principe di Oriolo e Viano (Vejano) e Duca di Monterano. Il Paluzzo, creato Cardinale, divenne il vero cardinale nepote, governando di fatto la Chiesa. Ebbe la famiglia, in seguito, altri Cardinali: Giovanni Battista committente del rifacimento del palazzo di famiglia su piazza del Gesù già piazza degli Altieri, Lorenzo (1671 - 1741), Giovanni Battista il giovane (1673 - 1740), Vincenzo Maria (1724 - 1800) che si rese celebre per le coraggiose dimissioni durante la Repubblica Giacobina ed infine Ludovico che, dopo la nunziatura di Vienna, fece parte del triunvirato cardinalizio del 1849. Quest'ultimo morì, Cardinale di Albano, nel 1867 assistendo i colerosi[6].

Altri esponenti di rilievo di casa AltieriModifica

Cronologia dei Principi di OrioloModifica

Cronologia ufficiale dei nove Principi:[7]

  • Gaspare (1650 – 1720), I principe di Oriolo
  • Emilio (1670 – 1721), II principe di Oriolo
  • Girolamo Antonio (1673 – 1762), III principe di Oriolo, fratello del precedente
  • Emilio Carlo (1723 – 1801), IV principe di Oriolo
  • Paluzzo (1760 – 1834), V principe di Oriolo
  • Clemente (1795 – 1873), VI principe di Oriolo
  • Emilio (1819 – 1900), VII principe di Oriolo
  • Paolo (1849 - 1901), VIII principe di Oriolo
  • Ludovico (1878 – 1955), IX (e ultimo) principe di Oriolo[7]

Ludovico, l'ultimo Principe, aveva i seguenti fratelli[7]

  • Teodolinda Altieri 1876-1947 sposata con Francesco Di Napoli-Rampolla, duca di Bonfornello erede dei beni Altieri.
  • Clemente Altieri 1877-1886
  • Maria Augusta Altieri 1880 – 1976 (ultimo membro della famiglia principesca a portare il cognome)
  • Guglielmo Altieri 1884-1893
  • Marcantonio Altieri 1886-1886
  • Francesca Altieri 1889-1917
  • Marcantonio Altieri 1891-1919

In discendenza maschile diretta con cognome la famiglia è pertanto estinta dal 1955[7]

NoteModifica

  1. ^ "Vediamo famiglie come gli Altieri cambiare cognome ed essere indifferentemente detti dei Lucii, dei Peralucii, dei Corraduci, de Alteriis o finalmente degli Alteri o degli Altieri. Una volta poi innestati con gli Albertoni, ereditarono gli appellativi di questa ultima famiglia, o se invece di sostituirvi il solo cognome Altieri, fino al di d'oggi mantenuto, avessero voluto conservare gli altri appellativi, sarebbero oggi detti Luci, Peralucci, Corraducci, Altieri, Albertoni, Piermattei, Paluzzi Albertoni! Se in Toscana l'uso dei patronimici fu in gran voga, nell'Umbria, nel Lazio o nelle Marche fu un vero abuso." Estratto da AA.VV, Rivista del collegio Araldico, Editore Presso il Collegio araldico, Roma 1906, p. 525.
  2. ^ Theodoro Amayden, La storia delle famiglie romane, Volumi 1-2, Ristampa anastatica Editore Forni, 1967, p. 42.
  3. ^ Enrico Narducci, Li nuptiali di Marco Antonio Altieri pubblicati da Enrico Narducci, Tip. romana di C. Bartoli, 1873.
  4. ^ Isa Lori Sanfilippo, La Roma dei romani: arti, mestieri e professioni nella Roma del Trecento, Istituto storico italiano per il Medio Evo, 2001, pp. 122, 205, 206, 208, 209.
  5. ^ Atti del Notaio Paolo de Serromani (1359-1387) trascritti da Renzo Mosti in Società Romana di Storia Patria, a. 1372, p.452 e 468
  6. ^ a b (EN) Arnold McNaughton, The Book of Kings: A Royal Genealogy, Quadrangle/New York Times Book Co, 1973, ISBN 978-0-8129-0280-8.
  7. ^ a b c d ELENCO UFFICIALE (DEFINITIVO) DELLE FAMIGLIE NOBILI E TITOLATE DELLA REGIONE ROMANA (PROV. DI ROMA E BENEVENTO). ESTR. ORIG. DAL BOLL. UFF. DELLA CONSULTA ARALDICA., Roma, Civitelli, 1902.

Voci correlateModifica

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