Apri il menu principale
Geert Wilders
Geert Wilders op Prinsjesdag 2014 (cropped).jpg

Membro del Parlamento dei Paesi Bassi
(Tweede Kamer)
Durata mandato 1998-attuale

Leader del Partito per la Libertà
In carica
Inizio mandato 22 febbraio 2006
Predecessore carica creata

Dati generali
Partito politico Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (1998-2004)
Indipendente (2004-2006)
Partito per la Libertà (dal 2006)
Tendenza politica Nazionalismo
Populismo di destra
Antislamismo
Anti-immigrazione
Euroscetticismo
Filo-sionismo
Liberalismo nazionale
Sovranismo

Geert Wilders (Venlo, 6 settembre 1963) è un politico olandese, fondatore e leader del Partito per la Libertà (PVV).

Biografia e politicaModifica

Nato nel Limburgo da una famiglia cattolica (padre olandese, madre indonesiana[1]), è poi diventato agnostico, ma considera cristiani ed ebrei come amici ed alleati.[2]

È stato membro del Tweede Kamer (Camera dei Deputati) dal 1998, prima per il Partito popolare per libertà e democrazia e dal 2006 per il PVV, il Partito per la Libertà, da lui fondato e di cui è il leader politico. Benché venga spesso definito "populista di destra", il suo modello, come riferito da lui stesso, più che i partiti ultranazionalisti fondati da Jean-Marie Le Pen o da Jörg Haider, la linea politica di Margaret Thatcher (anche se non così accanitamente neoliberista, il partito recentemente ha accantonato posizioni troppo antistataliste), oltre che quella di Pim Fortuyn; è intervenuto, invitato, ad un congresso della Lega Nord e ha collaborato con populisti anti-UE come Marine Le Pen e Nigel Farage.[3]

Di formazione laica e liberale, si dichiara antifascista, filosemita, antislamista (ha affermato di "odiare l'Islam, non gli islamici", ricevendo accuse di islamofobia), anticomunista e anti-totalitario[3]. Nonostante ciò nel dicembre 2008, l'ottavo studio di Monitoraggio di Razzismo ed Estremismo condotto dalla Fondazione Anna Frank che si occupa di razzismo e antisemitismo, e dall'Università di Leiden, hanno dichiarato che il partito di Wilders può essere considerato di estrema destra, seppure con molti "se e ma".[4]

Sull'Islam ha detto che:

«È nell'interesse della nostra civiltà occidentale, ma anche nell'interesse dei musulmani stessi, che noi incoraggiamo il maggior numero possibile di musulmani a voltare le spalle all'Islam e diventare cristiani o atei o qualsiasi altra cosa. Più musulmani liberano se stessi dall'Islam e dal giogo di Maometto, meglio è. (...) L'Islam è una ideologia totalitaria. I musulmani sono le sue vittime.[5]»

Sebbene apparentato a volte all'estrema destra, Wilders è personalmente avverso al neonazismo e alle ideologie ad esso collegate come il potere bianco (poiché spesso antidemocratiche e antisemite), nonostante sia stato tacciato di promuovere il "nativismo" olandese e indirettamente il nazionalismo bianco degli europei.[6]

Sue personalità culturali di riferimento sono Theo van Gogh (regista assassinato da Mohammed Bouyeri, un estremista islamico)e la giornalista e scrittrice italiana Oriana Fallaci, che definisce il suo "idolo"[7]; ha collaborato per un certo periodo con l'ex musulmana e attivista di origini somale per i diritti delle donne Ayaan Hirsi Ali.[3]

In politica estera sostiene fortemente lo stato d'Israele, è vicino al Likud di Benjamin Netanyahu, e si considera un sionista convinto, oltre ad essere un euroscettico, favorevole all'uscita dei Paesi Bassi perlomeno dall'Euro.

Wilders è favorevole a limitare l'immigrazione, specie dai paesi islamici, e sostiene la libertà di espressione. Contrario all'islamizzazione, ha cercato di bandire il Corano dai Paesi Bassi giudicandolo in conflitto con le leggi del paese, paragonandolo al Mein Kampf di Hitler. Alcune sue affermazioni hanno dato origine a procedimenti giudiziari. Nel 2010 il partito di Wilders diventa il terzo partito olandese.[3] L'11 settembre 2010 ha tenuto anche un discorso politico a Ground Zero (New York).

In seguito decide di appoggiare una nuova coalizione di centrodestra capeggiata dal liberalconservatore Mark Rutte spuntando da quest'ultimo, in cambio del suo sostegno, importanti richieste tra cui:

  • la riduzione del numero degli immigrati
  • tagli alla spesa pubblica per 18 miliardi di euro, oltre all'innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 66 anni
  • pene più severe per i crimini contro gli ebrei e le persone LGBT, compiuti a suo dire in maggioranza da musulmani
  • protezione delle leggi liberali olandesi su matrimoni gay, prostituzione legale, eutanasia, politica in materia di stupefacenti, con però la proposta che i coffee-shop dovrebbero trovarsi ad almeno 1 km dalle scuole frequentate da minorenni[8]
  • nel suo programma era presenta anche la richiesta un welfare incentrato sui cittadini poveri e gli anziani, il divieto di utilizzare il burqa e altri indumenti musulmani femminili che non consentono l'identificazione (come il niqab) in ogni luogo pubblico, e il "permesso ristretto" di indossare invece hijab e chador (tipi di velo islamico che non coprono il volto ma solo la testa e/o parte del corpo) in alcuni luoghi pubblici, concesso solo alle donne islamiche che paghino per questo una tassa di 1000 euro annui, e ottengano l'autorizzazione.

Ha proposto anche di vietare la macellazione islamica (giudicata crudele verso gli animali, come d'altronde, nei Paesi Bassi, esistono già limitazioni per la macellazione kosher ebraica), di espellere gli immigrati che delinquono, introdurre la detenzione amministrativa in stile israeliano contro i sospetti terroristi islamici e privare della cittadinanza gli immigrati di seconda generazione che compiono crimini in nome dell'Islam.[3]

Inoltre sostiene che i Paesi Bassi dovrebbero supportare i boeri di lingua afrikaner (discendenti dai coloni bianchi olandesi) che in Sudafrica subiscono a volte violenze e presunte vessazioni razziali da alcuni membri o frange politiche della maggioranza nera dopo la fine dell'apartheid, anche concedendo loro la cittadinanza olandese e la possibilità di ritornare.[9]

Il 21 aprile 2012 il Partito per la Libertà ritira il sostegno al governo di Rutte, portando il paese ad elezioni anticipate nel settembre dello stesso anno, dalle quali il PVV esce fortemente ridimensionato.

Procedimenti giudiziariModifica

Nel 2016 Wilders viene condannato per insulto e incitamento alla discriminazione, a causa di un discorso contro i marocchini durante un comizio del 2014 e conseguenti cori xenofobi in risposta da parte di alcuni suoi sostenitori.[10] In precedenza (2011) era stato invece assolto per le sue affermazioni sul Corano e i musulmani, tra cui la sua volontà di proibire il libro, paragonando Islam e nazismo, e la frase in cui disse di volere "un'Olanda per Henk e Ingrid, non per Ahmed e Fatima". Queste frasi furono ritenute mere espressioni di dissenso, considerate legali.[11]

Il documentario FitnaModifica

Ha realizzato anche un film, un cortometraggio di nome Fitna, il cui intento è denunciare il fondamentalismo islamico con l'intento di equipararlo all'islam moderato, in quanto secondo Wilders «un musulmano moderato non può essere un vero Musulmano».

 
Geert Wilders (2006)

In particolare, cita parti del Corano in cui, per esempio, si inneggia a «terrorizzare il nemico di Dio e vostro»[12] (Sūra 8, versetto 60), discorsi di imam che incitano al massacro di ebrei e "infedeli", e mostra immagini di impiccagioni, decapitazioni e vittime di linciaggi e di attentati terroristici (eventi riconducibili al jihādismo). Il film è stato pubblicato il 27 marzo 2008 sul sito internet Liveleak. Il giorno seguente Liveleak ha rimosso il film dai suoi server per motivi di sicurezza. Il film è stato successivamente ripubblicato il 30 marzo 2008 e poi ritirato dal suo stesso autore per operare dei tagli. In particolare furono tagliate delle vignette antislamiche, ufficialmente per motivi di diritti d'autore.[3]

Il film è comunque reperibile in rete e visibile ad esempio su YouTube, in versione integrale e originale (quella caricata su Liveleak).

Premi e riconoscimentiModifica

Il 19 febbraio del 2009 gli viene assegnato il Premio Oriana Fallaci con la seguente motivazione: "per la sua attività politica, per il coraggio e la qualità artistica del film da lui prodotto, FITNA".

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN83462851 · ISNI (EN0000 0000 5833 8240 · LCCN (ENn2007204472 · GND (DE137377525 · BNF (FRcb16274772j (data) · WorldCat Identities (ENn2007-204472