Apri il menu principale
Giancarlo Redini
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Federazione Italia FIGC
Sezione Pisa
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1976-1987
1977-1987
Serie B
Serie A
Arbitro
Arbitro

Giancarlo Redini (Pisa, 26 ottobre 1941) è un ex arbitro di calcio italiano.

CarrieraModifica

Nato a Pisa nel 1941, e originario di Uliveto Terme[1], nella provincia pisana faceva parte della sezione AIA "Renato Gianni" di Pisa.[2]

Ad inizio 1976, a 34 anni, arriva ad arbitrare in Serie B, esordendo il 4 gennaio in Avellino-Pescara del quattordicesimo turno di campionato, che sospende all' 85' per incidenti sul punteggio di 0-2, lo stesso dato poi a tavolino agli abruzzesi.[3][4]

La stagione successiva debutta in Serie A, in Inter-Perugia del 22 maggio 1977, ultima di campionato, conclusa sull'1-1.[3][5]

Nel 1982 viene scelto per il ritorno della finale di Coppa Italia tra Torino e Inter del 20 maggio, gara che termina 1-1 con gol di Agatino Cuttone per i granata e pareggio di Alessandro Altobelli per i nerazzurri, i quali vincono la competizione in virtù del successo per 1-0 dell'andata.

Il 30 giugno 1985 dirige ancora una volta una finale di Coppa Italia, stavolta l'andata tra Milan e Sampdoria vinta per 1-0 dai blucerchiati, che si aggiudicheranno poi il trofeo.

Il 3 novembre 1985 arbitra Napoli-Juventus, nona giornata di Serie A[6], assegnando al 72' una punizione indiretta in area ai padroni di casa[7], che Eraldo Pecci tocca per Diego Armando Maradona, il quale realizza uno dei suoi gol più famosi di sempre, decidendo il match, che si conclude sull'1-0.[8]

Nella stessa stagione dirige la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Como e Sampdoria del 29 gennaio 1986, nella quale, sul 2-1 per i lariani ai supplementari, viene colpito da un oggetto: verrà assegnata la vittoria a tavolino per 2-0 ai blucerchiati, poi sconfitti in finale dalla Roma.[9]

Sempre nel 1986 è di scena nel derby di Milano della ventisettesima di campionato, in casa dell'Inter il 6 aprile[10], il primo dall'acquisto del Milan da parte di Silvio Berlusconi. La gara viene vinta dai nerazzurri per 1-0 con gol del giovane Giuseppe Minaudo, all'esordio da professionista.[11]

Arbitra l'ultima in massima serie il 17 maggio 1987, dirigendo Udinese-Milan 0-0, ultima di campionato.[3][12]

Il 7 giugno dello stesso anno arbitra per la terza volta una finale di Coppa Italia, l'andata tra Napoli e Atalanta, vinta 3-0 dagli azzurri, poi vincitori del trofeo.

Chiude la carriera con la gara di Serie B Messina-Campobasso del 21 giugno, ultima di campionato, terminata 0-0.[3][13]

Termina con 94 gare dirette in Serie A e 88 in Serie B.[3]

NoteModifica

  1. ^ L'ex arbitro di A Redini: «Vivo grazie a Cisanello», iltirreno.gelocal.it, 14 settembre 2006. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  2. ^ La nostra Storia…continua, aiapisa.it, 18 dicembre 2017. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  3. ^ a b c d e calcio-seriea.net.
  4. ^ Avellino-Pescara, calcio-seriea.net, 3 gennaio 1976. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  5. ^ Inter-Perugia, transfermarkt.it, 22 maggio 1977. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  6. ^ Napoli-Juventus, transfermarkt.it, 3 novembre 1985. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  7. ^ Francesca Leva, L’arbitro Redini: «Sono famoso grazie a Maradona e a quella partita», ilnapolista.it, 2 novembre 2015. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  8. ^ Marco Caiazzo, La "punizione divina" che fece santo Maradona, repubblica.it, 2 novembre 2015. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  9. ^ Luca Bedogni, Da Dirceu, meglio di Maradona e Platini, a Lady Essien: riecco il Como, calciomercato.com, 15 aprile 2017. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  10. ^ Inter-Milan, transfermarkt.it, 6 aprile 1986. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  11. ^ Francesco Fontana, Minaudo e il derby '86: "Come rovinai il primo di Berlusconi. E per Prisco...", gazzetta.it, 14 ottobre 2017. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  12. ^ Udinese-Milan, transfermarkt.it, 17 maggio 1987. URL consultato il 18 dicembre 2017.
  13. ^ Messina-Campobasso, transfermarkt.it, 21 giugno 1987. URL consultato il 18 dicembre 2017.

Collegamenti esterniModifica