Giovanni Porzio

politico e avvocato italiano
Giovanni Porzio
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Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII del Regno d'Italia
Gruppo
parlamentare
Liberale
Collegio Napoli-San Ferdinando

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unione democratica nazionale
Collegio unico nazionale
Incarichi parlamentari
  • membro della commissione per la Costituzione (19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948)
  • membro della seconda sottocommissione (19 luglio 1946 al - 31 gennaio 1948)
  • membro della sottocommissione per l'esame del disegno di legge sulla stampa (19 luglio 1946 - 31 gennaio 1948)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Misto
Circoscrizione III disp. transitoria Cost.ne

Dati generali
Partito politico Partito Liberale
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Giovanni Porzio (Portici, 6 ottobre 1873Napoli, 22 settembre 1962) è stato un politico e avvocato italiano.

Indice

BiografiaModifica

Si diplomò presso il Ginnasio-Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli e si laureò in giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli, quindi iniziò la sua attività forense collaborando con l'avvocato e letterato Alfonso Ridola, con Alberto Geremicca (che in seguito sarebbe stato sindaco di Napoli).

In seguito esercitò autonomamente e da brillante penalista presso il Foro di Napoli e in Campania, acquisendo una fama che mantenne una volta entrato alla Camera, nel marzo del 1912, rimanendo tra i banchi dei deputati sino al 1929.

Liberale, divenne sottosegretario alla giustizia nel governo Nitti (dal marzo al maggio del 1920), quindi sottosegretario all'interno nel secondo governo Nitti (maggio-giugno 1920), giungendo al sottosegretariato alla presidenza del consiglio nell'ultimo governo di Giovanni Giolitti (dal giugno 1920 al luglio 1921). Ai suoi elettori affermò la necessità della difesa del prestigio dello stato, salvaguardando l'ordine reprimendo ogni tentativo di violenza, sia esso rosso o in contrapposizione ad esso.

Per le politiche del 1924 accettò di entrare nel listone, ma, deluso dal fascismo, si ritirò dalla politica nel 1929.

La sua carriera politica riprese dopo la liberazione, prima come consultore e poi come costituente[1].

Nel 1948 fu nominato senatore di diritto ex-III disp. trans. della Costituzione Italiana, in virtù delle sei legislature precedenti.

Fu anche presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli.

NoteModifica

  1. ^ Per la formazione delle liste dei candidati liberali, si recò invano da Enrico De Nicola con Benedetto Croce, ma non riuscì a convincerlo a candidarsi: D. Bartoli, Da Vittorio Emanuele a Gronchi, Milano, Longanesi, 1961, pp. 95-96.

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