Giulia Florio

nobildonna italiana

Giulia Florio, sposata Lanza, principessa di Trabia (Palermo, 28 giugno 1870Palermo, 23 dicembre 1947), è stata una nobildonna italiana.

BiografiaModifica

Figlia dell'armatore, imprenditore e senatore Ignazio Florio e della baronessa Giovanna d'Ondes Trigona, sposò Pietro Lanza di Trabia, duca di Branciforte e Butera. Era sorella di Ignazio Florio jr e di Vincenzo Florio. Insieme alla cognata Franca Florio, fu una delle donne più in vista di Palermo durante la Belle Époque. Ebbe cinque figli: Giuseppe, Ignazio, Manfredi, Sofia e Giovanna.[1]

Dotata di grande valore e generosità, è ricordata per le molteplici iniziative umanitarie che ha praticato durante le due guerre mondiali e per il sostegno verso le classi sociali più umili. Grazie a lei Villa Trabia a Palermo divenne uno dei più grandi giardini della città. Dopo la tragica morte in guerra dei figli Ignazio e Manfredi, adottò il nipote Raimondo Lanza di Trabia.

Giulia Florio, insieme ai fratelli Ignazio Florio jr e Vincenzo Florio, e alla moglie di Ignazio, donna Franca, nata Jacona di San Giuliano, fu protagonista dell'ultima generazione della grande dinastia imprenditoriale siciliana.

Furono loro a creare la leggenda dei Florio, attraverso l'arte e la cultura con il mecenatismo di Ignazio, finanziatore del Teatro Massimo di Palermo, di Villa Igiea e fondatore del giornale L'Ora, nonché protettore e amico di Ernesto Basile e Vincenzo, che inventò una delle gare automobilistiche più celebri al mondo, la Targa Florio.

NoteModifica

Voci correlateModifica