Florio

famiglia italiana
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Florio
StatoBandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of the Kingdom of Sicily (simplified).svg Regno di Sicilia
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1738).svg Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Italia Italia
FondatoreTommaso Florio
Data di fondazioneXVII secolo
Data di estinzione19 settembre 1957
Etniaitaliana

I Florio furono, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento tra le famiglie più ricche d'Italia, di tradizione industriale, protagonista del periodo della cosiddetta Belle époque. La famiglia arrivò a disporre di una flotta di novantanove navi. Aveva un impero aziendale che spaziava dalla chimica al vino, dal turismo all'industria del tonno.

Il nome Florio su di una pubblicità del loro tonno

La vicenda storica della famiglia, di origini calabresi precisamente da Bagnara Calabra, si svolse nella ricca Palermo degli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo.

StoriaModifica

OriginiModifica

I Florio erano originari di Bagnara Calabra, cittadina affacciata sullo Stretto di Messina in provincia di Reggio Calabria, ma dopo il disastroso terremoto che colpì la loro terra nel 1783, Paolo Florio (1772 - 1807), padre del futuro senatore Vincenzo Florio, partì nel 1799 alla volta della Sicilia. Qui Paolo Florio aprì, in via dei Materassai, nei primi anni del 1800 un negozio di spezie, prodotti coloniali e chinino, che serviva a curare la malaria, che in breve tempo divenne uno dei più floridi di Palermo.

Quando nel 1807 Paolo Florio morì, il figlio Vincenzo era ancora troppo piccolo per succedergli nella gestione del negozio, così fu chiamato il fratello minore di Paolo, Ignazio (1776-1828), il quale gestì con grande capacità l'attività iniziata dal fratello. Ad Ignazio venne inoltre affidato il nipote, che avviò all’attività di famiglia, facendogli fare anche un viaggio in Inghilterra sotto la tutela del rivale in affari ed amico Benjamin Ingham, perché si impratichisse e facesse nuove esperienze.

Proprio Ignazio aveva compreso la necessità di espandere gli ambiti di interesse della famiglia oltre la semplice drogheria, e tale intuizione avrebbe condotto a infinite ricchezze i Florio. In particolare, egli si avvicinò alle tonnare e prese in affitto quella di San Nicola e quella di Vergine Maria.

Quando Ignazio morì Vincenzo, che aveva all'epoca 29 anni, successe allo zio nell'attività paterna.

XIX secoloModifica

Vincenzo Florio nato a Bagnara nel 1799 e trasferitosi quando aveva pochi mesi d'età a Palermo, nella drogheria del padre, quando nel 1828 successe allo zio, intraprese numerose iniziative industriali, tra cui nel 1833 quella dei vini Marsala, e quella del tabacco e del cotone. Vincenzo acquisì tra le altre tonnare anche quella dell’Arenella.

Fondò nel 1840 la "Società dei battelli a vapore", che avrebbe coperto numerosi collegamenti fino ad arrivare anche in America. I contatti dei Florio con le terre lontane e gli stranieri sono ben noti, tanto che proprio Vincenzo fondò con alcuni imprenditori inglesi la "Anglo-Sicilian Sulphur Company"[1]. Fu nominato senatore del regno d'Italia. Morì a Palermo nel 1868.

Alla morte di Vincenzo nel 1868 successe nella gestione dell'industria paterna il figlio Ignazio Senior (Palermo 1838 - 1891), che con grande maestria e disponibilità economiche accrebbe e potenziò il giro degli affari creato e mandato avanti dal padre.

 
La tonnara di Favignana in un dipinto di Antonio Varni del 1876

Ignazio nel 1874 acquistò, al prezzo di lire 2.700.000, le isole di Favignana e Formica.[2] Su quest'isola organizzò una grande tonnara con stabilimento conserviero (Tonnara di Favignana), sperimentando un nuovo metodo di produzione.

Infatti, anziché produrre tonno sotto sale, come consuetudine del tempo, si approntò per la prima volta la conservazione del tonno sott'olio e il relativo inscatolamento nelle latte. L'azienda fu in grado di dar lavoro a un gran numero di operai e di far affermare i suoi prodotti nel mondo.

Le Flotte Riunite Florio divennero la prima compagnia di navigazione italiana. In seguito divenne, come il padre, senatore del Regno d'Italia.

XX secoloModifica

 
Ignazio Florio jr, la moglie Franca e i primi due figli, Giovanna (1893-1902) e Ignazio "baby boy" (1898-1903).

Nel 1891 Ignazio Florio morì lasciando tre figli dei quali il più grande era Ignazio "Junior", il quale succedette al padre nella gestione dell'industria di famiglia, continuandone per diversi anni con successo le varie attività familiari. Anche lui, come i suoi predecessori, riuscì a intraprendere nuove attività, che esistono tutt’oggi: Villa Igiea, luogo inizialmente dedito ai malati di tubercolosi ed oggi hotel prestigioso che porta il nome della figlia, e i cantieri navali. Inoltre diede vita al quotidiano L'Ora, il cui primo numero uscì il 22 aprile 1900.

A fianco di Ignazio si innalzava la moglie, Donna Franca, che seppur non fosse una Florio di nascita dimostrò nel tempo di averne le caratteristiche.

Inoltre Ignazio si rivelò un autentico mecenate a Palermo, finanziando e seguendo i lavori di diverse opere, che fecero della città siciliana un punto di riferimento importante del jet set internazionale dell'epoca tra i quali ricordiamo l'imperatore tedesco Guglielmo II, che amava spesso soggiornare in Sicilia dai Florio.

Nel 1906 il fratello d'Ignazio, Vincenzo jr, ormai cresciuto e diventato un eccellente affarista, si rivelò pure un grande sportivo e organizzatore di eventi. Tra gli eventi che avviò e che portò lustro alla Sicilia ci fu la famosa corsa automobilistica "Targa Florio". A lui si devono anche il "Giro Aereo di Sicilia" e il "Corso dei Fiori".

DecadenzaModifica

Ignazio Florio Jr. portò la famiglia ad una graduale decadenza che si concluse con la liquidazione della gran parte dei beni. Ciò si dovette forse alle numerose spese sostenute da quest'ultimo[3] o alla cattiva gestione dei beni, una vera e propria sindrome di Buddenbrook.[4]

La tradizione sicilanistica invece adduce il motivo ad un pactum sceleris tra l'allora presidente del consiglio Giolitti e i grandi gruppi industriali del Nord, come Rubattino.

Epoca recenteModifica

Gli unici discendenti diretti dei Florio sono i figli di Giulia, figlia di Ignazio Florio jr, che sposò il marchese Achille Belloso Afan de Rivera[5]. Tra questi è Costanza Afan de Rivera.

Difatti i fratelli di Ignazio non ebbero discendenza; Giulia Florio, che sposò Pietro Lanza di Trabia, ebbe cinque figli, ma ne perse due, Ignazio e Manfredi in guerra, e successivamente anche il figlio Giuseppe nel 1927 stroncato da una febbre tifoide; la figlia Giovanna, invece, sposò Ugo Moncada di Paternò e la figlia Sofia sposò Giangiacomo Borghese.

Vincenzo Florio non ebbe figli né dalla prima moglie, Annina Alliata di Monterale, che morì molto giovane, né dalla seconda, la francese Lucie Henry[6].

La tomba della famiglia Florio fu progettata dall'architetto Giuseppe Damiani Almeyda e si trova nel Cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo. Sulla tomba si trova la statua di un leone che beve, simbolo della famiglia, realizzato dallo scultore Benedetto De Lisi.

Ville e palazziModifica

Immagine Struttura Località Costruzione Appaltatore Note
  Palazzina dei Quattro Pizzi  
Palermo, Sicilia
1844 Vincenzo Florio La Palazzina sorge nell'area della Tonnara Florio, nel quartiere dell'Arenella
  Villino Florio all'Olivuzza  
Palermo, Sicilia
1899 Ignazio Florio jr Il villino, immerso in un giardino ora circondato da alti edifici di nuova costruzione, venne costruito per volere della ricca famiglia Florio dall'architetto Ernesto Basile e realizzato tra il 1899 e il 1902.
  Villa Florio  
Favignana, Sicilia
1874 Ignazio Florio La Villa di Favignana è realizzato in stile neogotico nella struttura esterna e liberty negli arredi interni, richiamando le atmosfere di fine Ottocento.
  Villino Florio  
Roma, Lazio
1902 Ignazio Florio jr Fu costruito nel 1902 dall'ingegner Carlo Pincherle, su progetto dell'architetto Ernesto Basile su commissione di Ignazio Florio jr, esponente della nota famiglia di imprenditori siciliani.
  Villa Igiea  
Palermo, Sicilia
1899 Ignazio Florio jr L'edificio in stile neogotico, fu acquistato da Ignazio Florio jr. che intendeva farne inizialmente un sanatorio di lusso per malati di tubercolosi. Gli venne dato il nome di Igiea, dalla ninfa greca Hygìeia, dea dell'igiene e protettrice della salute. Negli anni 1930 Villa Igiea risulta gestita dalla Società Grandi Alberghi Siciliani.

NoteModifica

  1. ^ Secondo la legge mineraria allora vigente il diritto di aprire solfare era del proprietario del terreno, ma l'impresa era gestita da un gabellotto, diventata poi figura di vero imprenditore, anche in forma societaria.
  2. ^ Favignana Florio: Storia della famiglia e di tre generazioni di imprenditori a Favignana, su guida-favignana.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  3. ^ Ignazio Florio, il tramonto dell'impero che illuminò la Belle Epoque in Sicilia, su Il Gazzettino di Sicilia, 1º settembre 2017. URL consultato il 27 luglio 2021.
  4. ^ Giuseppe Barone, Il tramonto dei Florio, in Meridiana, n. 11/12, 1991, pp. 15–46. URL consultato il 27 luglio 2021.
  5. ^ I Florio tra mito e leggenda - Il Giornale OFF
  6. ^ www.palermomania.it

BibliografiaModifica

  • Orazio Cancila, I Florio. Storia di una dinastia imprenditoriale, Milano, Bompiani, 2008, ISBN 978-88-452-6179-4.
  • Simone Candela, I Florio, Palermo, Sellerio Editore, 2008, ISBN 88-389-2289-6.
  • Consuelo Giglio e Santo Eduardo Di Miceli, La musica nell'età dei Florio, Palermo, L'Epos, 2006, ISBN 88-8302-331-5.
  • Romualdo Giuffrida, Rosario Lentini, Leonardo Sciascia, Gioacchino Lanza Tomasi e Sergio Troisi, L'età dei Florio, Palermo, Sellerio Editore, 1985, ISBN 88-7681-025-0.
  • Rosario Lentini (a cura di), L'economia dei Florio. Una famiglia di imprenditori borghesi dell'800, Palermo, Sellerio, 1990.
  • Rosario Lentini, “I Florio e i mercanti stranieri nell’area dello zolfo”, in Città capovalli nell’Ottocento borbonico, a cura di Claudio Torrisi, S. Sciascia, Caltanissetta-Roma, pp. 263-304.
  • Rosario Lentini, Favignana nell'800: architetture di un'economia, in Lo stabilimento Florio di Favignana. Storia, iconografia, architettura, Palermo, Assessorato BB. CC., 2008., pp. 15-257.
  • Rosario Lentini, La rivoluzione di latta. Breve storia della pesca e dell'industria del tonno nella Favignana dei Florio, Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2013.
  • Rosario Lentini, Florio Vincenzo, Florio Ignazio, in Dizionario del Liberalismo italiano, Rubbettino, Soveria Mannelli 2015, t. II, pp. 492-496.
  • Rosario Lentini, I Florio: in origine fu vera impresa, «Dialoghi Mediterranei», periodico on-line www.istitutoeuroarabo.it/DM/ a cura dell’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, n. 29, gennaio 2018.
  • Anna Pomar, Franca Florio, Palermo, Novecento Editore, 2002, ISBN 88-373-0386-6.
  • Salvatore Requirez, Targa Florio, Palermo, Flaccovio Editore, 1997, ISBN 88-7804-142-4
  • Salvatore Requirez, Casa Florio, Palermo, Flaccovio Editore, 1998, ISBN 88-7804-159-9.
  • Salvatore Requirez, Il Leone di Palermo, Palermo, Flaccovio Editore, 2005, EAN: 9788878043244
  • Salvatore Requirez, Storia dei Florio, Palermo, Flaccovio Editore, 2010, ISBN 978-88-7804-488-3.
  • Salvatore Requirez, Il Giro di Sicilia Automobilistico, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2019, ISBN 8876767312
  • Salvatore Requirez, Coppa Florio, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2020, ISBN 8876767665
  • Salvatore Requirez, Con gli occhi di Franca, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2018, ISBN 8876767029
  • Salvatore Requirez, Ignazio Florio, il Leone di Palermo, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2021, ISBN 8876767738
  • Salvatore Requirez, Cento volti di un Mito, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2015, EAN: 9788876766459
  • Stefania Auci, I Leoni di Sicilia. La Saga dei Florio vol. I, Milano, Nord, 2019, ISBN 978-88-429-3153-9.
  • Stefania Auci, L'inverno dei Leoni. La saga dei Florio, Milano, Nord, 2021, ISBN 978-88-429-3154-6.

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