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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Florio (disambigua).
Donna Franca Florio, nata Franca Jacona, baronessa di San Giuliano, nel celebre ritratto di Boldini

I Florio sono una famiglia italiana di tradizione industriale che fu protagonista del periodo della cosiddetta Belle époque.

La vicenda storica della famiglia, di lontane origini calabresi (da Bagnara Calabra, zona sicilofona della Calabria, storicamente legata e influenzata dalla Sicilia), si svolse nella ricca Palermo degli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo.

Indice

StoriaModifica

I generazioneModifica

 
Il nome Florio su di una pubblicità del loro tonno

I Florio erano originari di Bagnara Calabra, cittadina affacciata sullo Stretto in provincia di Reggio Calabria, ma in seguito al disastroso terremoto che colpì la loro terra nel 1783, Paolo Florio (1772 - 1807), padre del senatore Vincenzo Florio nonché il bisnonno dell'omonimo imprenditore, partì alla volta della Sicilia. Qui Paolo Florio aprì, in via dei Materassai, nei primi anni del 1800 un negozio di spezie, prodotti coloniali e chinino, che serviva a curare la malaria, che in breve tempo divenne uno dei più floridi di Palermo.

Quando nel 1807 Paolo Florio morì, il figlio Vincenzo era ancora troppo piccolo per succedergli nella gestione del negozio così fu chiamato il fratello di Paolo, Ignazio, il quale gestì con grande capacità l'attività iniziata dal fratello. Ad Ignazio venne, inoltre, affidato il nipote, che avviò all’attività di famiglia, facendogli fare anche un viaggio in Inghilterra, sotto la tutela del rivale in affari ed amico Benjamin Ingham, perchè si impratichisca e faccia nuove esperienze.

 
Una lattina di tonno Florio

Proprio Ignazio aveva compreso la necessità di espandere i loro ambiti di interesse oltre la semplice drogheria e, tale intuizione, avrebbe condotto a infinite ricchezze i Florio. In particolare, egli si avvicinò alle tonnare e prese in affitto quella di San Nicola e quella di Vergine Maria. Vincenzo, nella prima metà dell’Ottocento, acquisirà tra le altre anche quella dell’Arenella. Nel 1829 Ignazio morì e Vincenzo che aveva ora 29 anni successe allo zio nell'attività paterna.

II generazioneModifica

Il senatore Vincenzo Florio nato a Bagnara nel 1799 e trasferitosi in tenera età a Palermo presso la fiorente drogheria del padre, intraprese numerose iniziative industriali, tra cui quella dei vini Marsala, e quella del tabacco e del cotone. Il giovane fondò nel 1840 la “Società dei battelli a vapore siciliani”, che avrebbero coperto numerosi collegamenti fino ad arrivare perfino in America. I contatti dei Florio con le terre lontane e gli stranieri sono ben noti, tanto che proprio Vincenzo fondò con alcuni imprenditori inglesi la «Anglo-Sicilian Sulphur Company»[1]. Morì a Palermo nel 1868.

III generazioneModifica

Alla morte di Vincenzo nel 1868, successe nella gestione dell'industria paterna il figlio Ignazio Senior (Palermo 1838 - 1891), che con grande maestria e disponibilità economiche accrebbe e potenziò il giro degli affari creati e mandati avanti dal padre.

 
La tonnara di Favignana in un dipinto di Antonio Varni del 1876

Ignazio nel 1874 acquistò, al prezzo di lire 2.700.000, le isole di Favignana e Formica e in seguito divenne senatore del Regno d'Italia[2]. Su quest'isola organizzò una grande tonnara con stabilimento conserviero (Tonnara di Favignana), sperimentando un nuovo metodo di produzione.

Infatti, anziché produrre tonno sotto sale, come consuetudine del tempo, si approntò per la prima volta la conservazione del tonno sott'olio e il relativo inscatolamento nelle latte. L'azienda fu in grado di dar lavoro a un gran numero di operai e di far affermare i suoi prodotti nel mondo.

IV generazioneModifica

 
Ignazio Florio jr, la moglie Franca e i primi due figli, Giovanna (1893-1902) e Ignazio "baby boy" (1898-1903).

Nel 1891 Ignazio Florio morì lasciando tre figli dei quali il più grande era Ignazio "Junior", il quale succedette al padre nella gestione dell'industria di famiglia, continuandone per diversi anni con successo le varie attività familiari. Anche lui, come i suoi precedessori, riuscì a intraprendere nuove attività, che esistono tutt’oggi: Villa Igiea, luogo inizialmente dedito ai malati di tubercolosi ed oggi hotel prestigioso che porta il nome della figlia, e i cantieri navali. Inoltre, egli diede vita al quotidiano “L'Ora“, il cui primo numero uscì il 22 aprile 1900.

A fianco di Ignazio si innalzava la moglie, Donna Franca, che seppur non fosse una Florio di nascita dimostrò nel tempo di averne tutte le caratteristiche. Inoltre Ignazio si rivelò un autentico mecenate a Palermo, finanziando e seguendo i lavori di diverse opere, che fecero della città siciliana un punto di riferimento importante del jet set internazionale dell'epoca tra i quali ricordiamo l'imperatore tedesco Guglielmo II, che amava spesso soggiornare in Sicilia dai Florio.

Nel 1906 il fratello d'Ignazio, Vincenzo, ormai cresciuto e diventato un eccellente affarista, si rivelò pure un grande sportivo e organizzatore di eventi. Tra gli eventi che avviò e che portò lustro alla Sicilia ci fu la famosa corsa automobilistica «Targa Florio». A lui si devono anche il “Giro Aereo di Sicilia” e il “Corso dei Fiori”.

 
Milano, 1900 circa, tram con la pubblicità del marsala Florio

I Florio furono, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento tra le famiglie più ricche d'Italia. La famiglia disponeva di una flotta di novantanove navi. Aveva un impero che spaziava dalla chimica al vino, dal turismo all'industria del tonno.

 
Il Bitter Florio prodotto nelle Cantine Florio

Gli unici discendenti diretti dei Florio sono i figli di Giulia Florio, figlia di Ignazio Florio jr, che sposò il marchese Achille Belloso Afan de Rivera [3]. Tra questi è Costanza Afan de Rivera. Difatti i fratelli di Ignazio non ebbero discendenza, Giulia, che sposò Pietro Lanza di Trabia, ebbe 5 figli, ma ne perse due, Ignazio e Manfredi in guerra, e successivamente anche il figlio Giuseppe nel 1927 stroncato da una febbre tifoide; la figlia Giovanna, invece, sposò Ugo Moncada di Paternò e la figlia Sofia sposò Giangiacomo Borghese. Vincenzo Florio non ebbe figli né dalla prima moglie, Annina Alliata di Monterale, che morì molto giovane, né dalla seconda, la francese Lucie Henry [4].

Il Novecento, tuttavia, non fu prospero per i Florio. La prima guerra mondiale causò ingenti danni a molte delle attività, in particolare industriali e bancarie, della famiglia. Inoltre, come già visto, né Ignazio né Vincenzo ebbero eredi maschi che potessero occuparsi direttamente del patrimonio. La prestigiosa famiglia fu costretta, dunque, a iniziare a vendere i propri averi e si ridusse in miseria, seppur mantenendo fama e orgoglio. È nel 1989 che si è spenta Giulia Florio, figlia di Ignazio Florio jr e di Donna Franca, nonché ultima erede della nota stirpe. Con la sua morte, si è conclusa quella dinastia che per quasi un secolo e mezzo ha regalato a Palermo e a tutta la Sicilia grandi fortune.

La tomba della famiglia Florio fu progettata dall'architetto Giuseppe Damiani Almeyda e si trova nel Cimitero di Santa Maria di Gesù a Palermo. Sulla tomba si trova la statua di un leone che beve, simbolo della famiglia, realizzato dallo scultore Benedetto De Lisi.

NoteModifica

  1. ^ Secondo la legge mineraria allora vigente il diritto di aprire solfare era del proprietario del terreno, ma l'impresa era gestita da un gabellotto, diventata poi figura di vero imprenditore, anche in forma societaria.
  2. ^ Favignana Florio: Storia della famiglia e di tre generazioni di imprenditori a Favignana, su guida-favignana.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  3. ^ http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2017/01/17/271265/
  4. ^ https://www.palermomania.it/rubrica/venere-scienze-lettere-passioni/donna-silvana-paladino-la-signora-dellarenella-1808.html

BibliografiaModifica

  • Orazio Cancila, I Florio. Storia di una dinastia imprenditoriale, Milano, Bompiani, 2008, ISBN 978-88-452-6179-4.
  • Simone Candela, I Florio, Palermo, Sellerio Editore, 2008, ISBN 88-389-2289-6.
  • Consuelo Giglio e Santo Eduardo Di Miceli, La musica nell'età dei Florio, Palermo, L'Epos, 2006, ISBN 88-8302-331-5.
  • Romualdo Giuffrida, Rosario Lentini, Leonardo Sciascia, Gioacchino Lanza Tomasi e Sergio Troisi, L'età dei Florio, Palermo, Sellerio Editore, 1985, ISBN 88-7681-025-0.
  • Rosario Lentini (a cura di), L'economia dei Florio. Una famiglia di imprenditori borghesi dell'800, Palermo, Sellerio, 1990.
  • Rosario Lentini, “I Florio e i mercanti stranieri nell’area dello zolfo”, in Città capovalli nell’Ottocento borbonico, a cura di Claudio Torrisi, S. Sciascia, Caltanissetta-Roma, pp. 263-304.
  • Rosario Lentini, Favignana nell'800: architetture di un'economia, in Lo stabilimento Florio di Favignana. Storia, iconografia, architettura, Palermo, Assessorato BB. CC., 2008., pp. 15-257.
  • Rosario Lentini, La rivoluzione di latta. Breve storia della pesca e dell'industria del tonno nella Favignana dei Florio, Palermo, Torri del Vento Edizioni, 2013.
  • Rosario Lentini, Florio Vincenzo, Florio Ignazio, in Dizionario del Liberalismo italiano, Rubbettino, Soveria Mannelli 2015, t. II, pp. 492-496.
  • Rosario Lentini, I Florio: in origine fu vera impresa, «Dialoghi Mediterranei», periodico on-line www.istitutoeuroarabo.it/DM/ a cura dell’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, n. 29, gennaio 2018.
  • Anna Pomar, Franca Florio, Palermo, Novecento Editore, 2002, ISBN 88-373-0386-6.
  • Salvatore Requirez, Casa Florio, Palermo, Flaccovio Editore, 1998, ISBN 88-7804-159-9.
  • Salvatore Requirez, Il Leone di Palermo, Palermo, Flaccovio Editore, 2005, EAN: 9788878043244
  • Salvatore Requirez, Storia dei Florio, Palermo, Flaccovio Editore, 2010, ISBN 978-88-7804-488-3.
  • Salvatore Requirez, Cento volti di un Mito, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2015, EAN: 9788876766459

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