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Il trucido e lo sbirro

film del 1976 diretto da Umberto Lenzi
Il trucido e lo sbirro
Er Monnezza.jpg
Una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1976
Durata95 min
Rapporto2,35 : 1
Generepoliziesco
RegiaUmberto Lenzi
SoggettoDardano Sacchetti
SceneggiaturaUmberto Lenzi, Dardano Sacchetti, Elisa Briganti
FotografiaLuigi Kuveiller, Sebastiano Celeste
MontaggioEugenio Alabiso
MusicheBruno Canfora
ScenografiaGiorgio Bertolini
CostumiSilvio Laurenzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il trucido e lo sbirro è un film poliziottesco italiano del 1976 diretto da Umberto Lenzi. Nella sceneggiatura originale il titolo del film era Carta bianca per un poliziotto, titolo poi cambiato da Umberto Lenzi.

Indice

TramaModifica

Il commissario Sarti fa evadere er Monnezza, ladruncolo borgataro, con l'intento di farsi aiutare a rintracciare Brescianelli, un pericoloso bandito che ha rapito una bambina gravemente malata. Brescianelli, oltre ad essere latitante, ha anche cambiato i suoi connotati con un'operazione di plastica facciale.

Er Monnezza, dopo una riluttanza iniziale, decide di collaborare con la giustizia e chiama tre suoi amici rapinatori, il Calabrese, er Cinico e Vallelunga, per aiutarlo. La ricerca del Brescianelli li porta a battere diverse piste, tra le quali quella che porta a Mara, la fidanzata di Brescianelli, e quella del Tunisino, noto spacciatore di droga. Anche grazie alle conoscenze del Monnezza negli ambienti malavitosi, il cerchio si chiude e mentre Monnezza, che si finge un pastore di pecore, trova il covo in cui la bambina è detenuta, Brescianelli e i suoi se la vedono con il commissario Sarti. Calabria rimane ucciso nello scontro a fuoco, mentre Sarti con il lancio di fumogeni riesce a stanare e uccidere sia i rapitori che lo stesso Cinico, il quale intendeva appropriarsi del denaro del riscatto. Sarti salva così la bambina e la mette in salvo, poi entra nel covo e trova Monnezza ferito. Lo carica in auto e si dirige a Roma. Sarti scende dall'auto per telefonare a un medico, e quando si volta Monnezza non c'è più: l'uomo fingeva soltanto di essere ferito, per non dover tornare in carcere.

ProduzioneModifica

Con questo film nasce il personaggio di er Monnezza, simpatico ladruncolo dalla battuta volgare, figlio di un ladro e di una prostituta. Il film quindi è un misto di poliziottesco e commedia, anche se qui la lancetta pende ancora verso il poliziottesco, tanto che la censura impose il divieto ai minori di 14 anni.

DistribuzioneModifica

La data della prima fu il 28 agosto 1976. Il film incassò complessivamente 509.747.000 lire, in 603 giorni di programmazione, arrivando al 34º posto nella classifica degli incassi del 1976[1].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Alberto Pallotta, Quel «fenomeno» der Monnezza, Un Mondo a Parte, 2005, ISBN 8889481048.

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