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Itala Mela

mistica, teologa e religiosa italiana
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Beata Itala Mela
Itala Mela c1940.png
 

Mistica, teologa, religiosa

 
NascitaLa Spezia, 24 agosto 1904
MorteLa Spezia, 29 aprile 1957(52 anni)
Venerata daChiesa cattolica
BeatificazioneLa Spezia, 10 giugno 2017 dal cardinale Angelo Amato
Santuario principaleCattedrale di Cristo Re (La Spezia)
Ricorrenza28 aprile

Itala Mela (La Spezia, 24 agosto 1904La Spezia, 29 aprile 1957) è stata una mistica, teologa e religiosa italiana.

Educata cristianamente, attraversò una grave crisi spirituale per la morte del fratellino, giungendo a dichiararsi atea, ma tornò alla fede nel 1922. Successivamente assunse i voti come Oblata Benedettina, col nome di "Maria della Trinità" .

Fu autrice di una serie di scritti teologici sul tema della Presenza e Inabitazione trinitaria nell'uomo durante la vita terrena, che per lei viene a coincidere totalmente con la fede cristiana. Itala Mela è una delle mistiche più note della Chiesa cattolica.

Indice

BiografiaModifica

Nata da Pasquino e Luigia Bianchini, entrambi maestri elementari atei[1] poco sensibili alla vita religiosa cristiana.

Itala Mela trascorse gli anni dal 1905 al 1915 insieme ai nonni materni, di fede cattolica, che la prepararono spiritualmente alla Prima Comunione e alla Cresima.
Nella Cappella della Pia Casa di Misericordia, il 9 maggio 1915 ricevette la Prima Comunione, e il 27 maggio la Cresima.

Scoppiata la Prima Guerra Mondiale, padre e fratello furono inviati al fronte italiano.

Il 27 febbraio 1920 morì il fratello Enrico, di nove anni, al termine di una lunga malattia. Il dolore e il trauma di questo episodio portarono Itala ad un distacco dalla religione.

Dopo questo vissuto famigliare travagliato, Itala Mela si iscrisse al locale liceo classico locale. Il " Costa" era una delle scuole più rinomate e selettive del luogo, meritocratica, in modesta misura elitaria.

Uniche ragazze in classi prettamente maschili, Angela Gotelli fu compagna di scuola di Itala e poi amica per tutta la vita[2].

Itala Mela si distinse subito per l'impegno profuso nello studio e per i brillanti risultati scolastici, legata ad un disinteresse personale verso piani futuri e ambizioni particolari di successo.
Il contesto di quegli anni furono una famiglia ed un ambiente scolastico culturalmente e moralmente elevati. Il liceo fu per lei il punto di incontro con persone di opposta estrazione confessionale e politica, prima della conversione che indirizzò le sue frequentazione nell'ambito cattolico.

L'11 novembre 1922 iniziò gli studi all'Università di Genova, dimorando presso l'Istituto delle Suore di Nostra Signora della Purificazione. Frequentò la facoltà di Lettere Classiche, dove si laureò nel 1928.
Dopo un'adolescenza tenacemente atea, durante gli anni dell'università si convertì radicalmente, grazie all'aiuto di due sacerdoti genovesi[3] della FUCI. Questi nuovi elementi biografici emersero durante il IV Convegno Ecclesiale Italiano (Verona, 2006). Tema del convegno era il ruolo dei cristiani quali testimoni del Cristo risorto e "motore politico" di una società divinamente ordinata e giusta[4].

Nel 1922 Itala visse una profonda crisi spirituale, che la riavvicinò alla fede. Alla Vigilia dell'Immacolata Concezione si confessò dai cappuccini con Padre P. B. Marchisio. Nella Messa del giorno seguente partecipò al sacramento eucaristico.

Nel 1923 entrò a far parte della FUCI, che tra la fine degli anni '20 e l’inizio dei '30 si stava riorganizzando sotto la guida di monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI. Qui ritrovò Angela Gotelli che della FUCI diventerà presidente nazionale[2], mentre Itala Mela assumerà responsabilità gradualmente più importanti, fino ad essere nominata dirigente nazionale. Erano membri del direttivo della FUCI, fra gli altri, i beati Moscati e Pampuri, il servo di Dio Ludovico Necchi ed il beato Pier Giorgio Frassati.

Gli anni dell'associazionismo "fucino" furono critici nella formazione di eminenti personalità del mondo cattolico italiano, e perciò anche la conferma ecclesiale di un valore storico dei movimenti sorti nel solco dell’Azione Cattolica, come punto di riferimento degli universitari e i laureati italiani[2]. Alla FUCI, Itala Mela ebbe contatti con Aldo Moro, Giulio Andreotti, padre Agostino Gemelli, fece conoscenza del cardinale Ildefonso Schuster, di mons. Adriano Bernareggi, e di Giovanni Battista Montini, assistente ecclesiastico nazionale dell'associazione.

Mons. Montini e mons. Bernareggi definirono Itala Mela rispettivamente "una ribelle anarchica" e ignara della mistica cristiana[5]. Itala Mela era ancora una giovane studentessa di Lettere a Genova, quando furono espressi questi giudizi, cui nei decenni successivi seguirono alcune dichiarazioni pubbliche di elogio[5][2].

Durante l'estate 1924 iniziò a manifestarsi la vocazione religiosa di Itala, osteggiata da alcuni esponenti del clero, ed, in seconda istanza, dalla famiglia.

Itala Mela proseguì comunque nel suo cammino spirituale. Nel 1925 prese a comporre una tesi dal titolo "L'epistolografia cristiana e S. Cipriano". Le ricerche bibliografiche avevano luogo contestualmente alle letture bibliche, ai ritiri e agli esercizi spirituali, di cui era assistente locale il genovese mons. Giacomo Moglia (1881-1941), fondatore della Congregazione Figlie della Chiesa[6].

Nell'autunno del 1925, Padre Marchisio si ammalò e mons. Moglia divenne il direttore spirituale di Itala. Il primo di Maggio la mistica fece voto di obbedienza, e il primo venerdì di giugno voto di verginità.
Mons. Bernareggi seguì personalmente la sua vocazione monastica e l'ingresso, presso i benedettini.

Nel 1928 Giuseppe Siri fu nominato professore di teologia dogmatica a Genova, fra i massimi esperti mondiali di tomismo.

Nella primavera del 1928, Itala Mela discusse con l'abate Schuster un progetto di rinascita della vita monastica femminile in Italia, che avrebbe dovuto dare origine a Civitella, una comunità di sorelle, che avrebbero preventivamente condotto il periodo di noviziato ad Amélie, per concluderlo nell'Abbazia di Santa Scolastica a Dourgne.

Il 3 agosto 1928, a Pontremoli, mentre era raccolta in preghiera nella chiesa del seminario diocesano, visse la più importante esperienza mistica della sua vita terrena. Nei suoi manoscritti, raccontò di essere stata colta da una luce abbagliante che proveniva dal Tabernacolo, e di aver udito la voce di Dio che la chiamava a diffondere nel mondo il Divino Mistero della partecipazione umana alla vita trinitaria e dell'Inabitazione, in onore del quale scelse il nome di Maria della Trinità.

Questo fondamentale momento della sua vita fu la sorgente di una radicale riflessione e ispirazione teologica, intrisa dalla lettura e personale rielaborazione teologica degli scritti all'esperienza di Paolo di Tarso. Con la biografia dell'apostolo dei Gentili, condivideva un radicale rifiuto della fede cristiana, seguito dalla conversione secondo modalità similari (unitamente al tema dell'Inabitazione trinitaria, come descritta in Atti degli Apostoli 22,6-30).

Letture e meditazioni segnarono l'inizio nutrirono la sua vocazione religiosa e le sue esperienze mistiche.

Partita per Milano, le fu assegnato mons. Adriano Bernareggi quale direttore spirituale.
Il giorno di Pentecoste promise a Dio di consacrare la propria esistenza «all'amore misericordioso», offrendo il proprio impegno e la propria penitenza in segno di sacrificio riparatore. La domenica seguente, festa della Santissima Trinità, assunse il nome di Maria della Trinità.
Questa particolare devozione animava le religiose che intendevano vivere ad imitazione, immagine e somiglianza di Gesù Cristo in quanto Agnello di Dio crocifisso e risorto, condividere la sua Passione, offrendo la propria penitenza, pur senza colpa, per procurare la misericordia a favore dei peccatori impenitenti.

A settembre terminò una concertazione con l'abate Vandeur e mons. Bernareggi per accedere alla vita monastica. Dom Eugene Vandeur (1875-1968), monaco a Maredsous e dal 1909 priore di Mont César (Keizersberg, a nord di Lovanio), fu il fondatore di una comunità femminile a Bruxelles, cui cinque anni dopo seguì l'affidamento del monastero benedettino "Ancilla Domini" (sul Mònt-Vierge, vicino a Wépion, in Belgio)[7].

Durante un ritiro della FUCI, presentò i sintomi di una particolare forma di febbre che la condusse in punto di morte.

Il 2 marzo 1929 i medici le diagnosticano pleurite ed endocardite. La malattia costrinse Itala ad abbandonare anche l'impegno fucino.

Schuster era intanto divenuto cardinale di Milano: per suo desiderio, e su consiglio di Bernareggi e Moglia, Itala prese alloggio presso il monastero benedettino di Via Bellotti.

Il 20 giugno 1930 rinnovò davanti a mons. Bernareggi i voti di verginità, povertà e obbedienza e, secondo la formula benedettina, di conversio morum.

Il 4 gennaio 1933 concluse il noviziato benedettino con la professione come Oblata dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma. In privato, davanti a mons. Bernareggi, assunse anche i voti di verginità, povertà, obbedienza e conversione di vita. Il 9 giugno dello stesso anno assunse un quinto voto di consacrazione alla Santissima Trinità. Da quel momento in poi considererà centro della sua vita e della sua missione nella Chiesa far conoscere e proclamare il mistero dell'Inabitazione della Trinità nel cristiano. Il 27 luglio Itala fece ritorno alla Spezia.

Nel 1936 affermò di avere frequenti visioni della Trinità, nonché di essere oggetto di persecuzioni di Satana, anche a causa dei suoi scritti e della sua notevole attività ecclesiale, principalmente svolta nel riserbo monastico, privo di visibilità e di pubblico protagonismo.
L'anno successivo soffrì la perdita della madre, e fra varie difficoltà economiche, fu obbligata ad abbandonare l'insegnamento.

Il 21 aprile 1941 mons. Bernareggi, suo padre spirituale, presentò a Pio XII, che lo approvò, il Memoriale di Maria della Trinità, nel quale Itala aveva presentato la sua vocazione.
Dal 5 al 15 ottobre 1946 partecipò a Genova agli Esercizi spirituali, concependo il progetto di creare una famiglia sacerdotale.

Dieci anni dopo, il 29 aprile 1957, morì alla Spezia, sua città natale: ivi, le sue spoglie sono state traslate nella cripta della Cattedrale di Cristo Re. Nel luogo in cui sono custodite le sue spoglie, è raffigurato la mano destra con le prime tre dita aperte, simbolo frequente nell'iconografia cristiana dei Dottori della Chiesa.

Parte dei suoi manoscritti originali sono conservati presso l'Istituto di Scienze Religiose Niccolò V della Spezia, che sorge presso la sede della FUCI locale, nella quale Itala Mela aveva prestato il suo servizio.

In occasiome della festa della Sacrosantissima Trinità, il Pontefice ha ricordato l'esempio mistico di Itala Mela e le parole del cardinal Amato" «Cresciuta in una famiglia lontana dalla fede, nella giovinezza si professò atea, ma si convertì in seguito ad una intensa esperienza spirituale: si impegnò tra gli universitari cattolici; divenne poi Oblata benedettina e compì un percorso mistico centrato sul mistero della Santissima Trinità, che oggi in modo speciale celebriamo», afferma. E aggiunge: «La testimonianza della nuova Beata ci incoraggi, durante le nostre giornate, a rivolgere spesso il pensiero a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che abita nella cella del nostro cuore»[8].

OpereModifica

Epistolario

Nel corposo epistolario di Itala Mela raccolto nei suoi volumi dattiloscritti, erano presenti solo sette delle circa cento lettere inviate dal 1931, alla vigilia della sua vestizione di oblata, sino al 1956, pochi mesi prima della morte nella casa in via del Torretto[9].

La maggior parte delle lettere furono indirizzate agli abati di San Paolo fuori le Mura (Ildefonso Schuster, Ildebrando Vannucci dal 1929, Cesario D’Amato dal 1955, lo stesso monastero al quale Itala Mela era unita dal 1929 con nome di Maria della Trinità, e dove viveva.
I temi vertevano sulla riforma liturgica e del ritorno al canto gregoriano rilanciato da Prosper Guéranger -argomento affrontato anche dal cardinale Siri-, e la costruzione del monastero di Santa Scolastica presso Civitella San Paolo, a nord di Roma, su proposta avanzata da Schuster[9].

Dopo la morteModifica

Il 21 novembre 1976 fu dichiarata serva di Dio, e iniziò per lei il processo di beatificazione: il 12 giugno 2014 fu dichiarata Venerabile. Il vice-postulatore della causa di beatificazione fu don Gian Luigi Bagnasco, sacerdote diocesano a Levanto[10].

In occasione del Convegno delle Chiesa italiane di Verona del 2006, le chiese della Liguria l'hanno scelta come testimone significativo del loro patrimonio di fede e spiritualità.

Il 14 dicembre 2015, papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il cardinal Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione di alcuni decreti, tra i quali che riconosceva la virtu' eroica e la natura vera e di miracolo della resurrezione dai morti, per il caso di morte cerebrale accertata per alcuni minuti da personale medico su una neonata spezzina.

Tale fatto fu attribuito all'intercessione di Itala Mela[11], tappa necessaria alla futura beatificazione.

Un quotidiano[12] commenta: <<Diversamente da altri mistici costretti a difendere il proprio pensiero dal dubbio e dal sospetto, fu [all'epoca] subito creduta ed approvata dalla Chiesa>> Il miracolo della neonata resuscitata[13] riguarda una bambina, figlia di due medici, estratta l'8 febbraio 1999, esattamente 18 anni prima, durante un parto cesareo d'urgenza, in cui la madre, incinta di otto mesi, aveva avvisato una "emorragia". La neonata per diversi minuti non mostrava segno di vita alcuno, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione del personale medico presente (in gran parte ateo). Ad un certo punto, la bambina riprese improvvisamente buoni parametri vitali e di coscienza, senza passare in stato vegetativo. Solamente tre anni dopo, la famiglia venne a sapere dalle monache di clausura che una infermiera (Diva P.) aveva telefonato dalla sala parto al convento delle clarisse di Sarzana,[14], perché pregassero per l'intercessione di Itala Mela in favore della neonata.

A seguito di tutto questo, Itala Mela è stata proclamata beata la mattina di sabato 10 giugno 2017 durante una solenne celebrazione eucaristica svoltasi in piazza Europa a La Spezia e presieduta dal Cardinale Angelo Amato,[15] salesiano di Molfetta, Presidente della Congregazione delle cause dei santi, mentre era concelebrante il Cardinale Angelo Bagnasco, metropolita dell'Arcidiocesi di Genova.

La reliquia del miracolo, custodita nel Monastero benedettino di Santa Maria del Mare, in località Castellazzo nei pressi di Sarbia.

Qui, Itala Mela visse per un periodo, e durante il rito, la preziosa reliquia è stata oggetto di pubblica ostensione.

Alla Messa furono presenti circa 4.000 fedeli, e oltre trenta vescovi, di tutte le diocesi liguri, di Tortona ed Alessandria, e varie diocesi della Toscana, oltre a numerosi abbati benedettini (che hanno autorità pari ai vescovi).

SpiritualitàModifica

«Dio...non si è accontentato di lasciarci nell'Eucaristia la possibilità di ricevere per pochi istanti il Verbo umanato, ma ha voluto che, scomparsa la presenza eucaristica del Cristo, l'anima non restasse vuota e sola, ma godesse della pienezza delle Tre persone divine, senza interruzione»

Itala Mela ha lasciato una grande mole di scritti, in massima parte ancora inediti: lettere, relazioni dei ritiri e degli esercizi spirituali, note e appunti biografici, che formano oggi 42 volumi dattiloscritti.

Il messaggio di cui è portatrice Itala Mela è quello di richiamare i credenti alla consapevolezza dell'Inabitazione della Trinità, da lei considerato il mistero essenziale e più affascinante della fede cristiana, e la valorizzazione della Festa della Santissima Trinità. In questo modo, la vita terrena è un viaggio verso la Divina Eucaristia e un addestramento in ordine al fine ultimo di ogni ente umano, che è creato per salvarsi e per la vita ultraterrena in Paradiso: la piena e perfetta partecipazione alla vita delle Tre Divine Persone, nella visione della verità e contemplazione di Dio Uno e Trino.

«Vivere l'Inabitazione è vivere il proprio Battesimo. Sarebbe un grave errore credere che il richiamare le anime a nutrire di questo mistero adorabile la loro vita, sia il richiamarle ad una "devozione" speciale: è piuttosto un invitarle a vivere della grazia che il Battesimo ha loro donato, a penetrare la realtà divina promessaci da Gesù: Veniemus et apud eum mansionem faciemus»

(Manoscritti, 4,52)

«Vivere l'Inabitazione non è una cosa straordinaria, ma la logica conseguenza del nostro Battesimo»

(Manoscritti, 39,141)

«Non dimenticare mai che nell’anima nostra è l’abitazione della Trinità SS., come in un nuovo cielo. Noi ci sforziamo spesso di unirci a Dio con mezzi complicati e non pensiamo che abbiamo sempre in noi, finché siamo in stato di grazia, l’Ospite divino……. Se fra le nostre occupazioni spesso ci raccogliessimo un solo istante in noi stessi e prendessimo contatto con un solo pensiero con la Trinità Augusta, che si degna santificare il nostro cuore, presto scopriremmo tesori infiniti.[...]»

(Ms. 33 , 219 , in L. 125)

Nell'opera "Nel Dialogo delle Tre Persone" tratta della Trinità e dell'Inabitazione. Racconta l'esperienza dell'Inabitazione Trinitaria, descritta come uno stato cosciente, di grande gioia e piacere fisico, in cui localizza la Presenza divina nel proprio cuore e percepisce distintamente le Tre Persone della Trinità, mentre ordinatamente dialogano tra Loro e con la sua anima. Confrontabile con la nozione della filosofia idealistica, riprende il concetto di oggettività definita come inter-soggettività, vale a dire come ciò che è comune a più di un soggetto: intende l'oggetto come ciò che è perché è percepito identicamente dai sensi o dalla mente di più di un soggetto (e sempre in maniera identica, di qualsiasi altro eventuale soggetto riesca a in anima e corpo partecipare allo stesso fatto). La presenza di più soggetti, oltre ad essere condizione necessaria per l'esistenza di qualsiasi oggetto, può pure essere da sola condizione sufficiente che fa essere le creature: per creare l'ente fuori di sé non è sufficiente un Dio Uno, ma è necessaria la Sua natura Trinitaria, un Dio Uno e Trino, in cui le Tre divine Persone dialogono da sempre e per sempre, ma con lo stesso ordine di processione che manifestano al creato: Figlio che procede dal Padre, e Spirito Santo che procede dal Padre e/o dal Figlio. Quindi, piuttosto che un dialogo è un sillogo (sillogismo) , le cui premesse sono le Persone stesse (Padre e Figlio) e la conseguenza è lo Spirito Santo, da esse procedente: ognuna delle Tre Persone infatti nel Prologo al Vangelo di Giovanni è (tutto) il Verbo.

L'uomo con la sua parola creata a immagine e somiglianza del Verbo divino, e la struttura logica (sillogistica) può quindi pienamente partecipare del vivere Trinitario di Dio, fino ad arrivare dopo la morte a porre con la preghiera di intercessione una creazione fuori di sé , quale è la doncessione di una grazia per il corpo o l'anima del richiedente. Itala Mela fu appunto beatificata proprio per un miracolo molto raro fra i santi: un fanciullo morto e dato per tale dai medici, tornato in vita davanti a numerosi testimoni a seguito della preghiera di un monastero e dell'intercessione di Itala Mela (che era già trapassata): propriamente questo miracolo è un'esperienza iper-razionale, di una totale partecipazione al Logos delle Tre Persone, che si sostanzia nel ritorno di un ente umano ad una nuova vita terrena.

Questo dialogo inter-soggettivo fra le Tre Persone Un Solo Dio, è il solo che può oggettivare fuori di sé la realtà del creato: san Bonaventura nell’Itinerarium mentis in Deum afferma che Dio esce fuori di sé parlando, e così crea dal nulla dell'altro-da-sé (Fiat lux).

Chiaramente, questo massimo risultato di restituire la vita terrena richiede una partecipazione della vita trinitaria talmente piena e perfetta che pure ad un santo e mistico è ottenibile soltanto nella vita dopo la morte.

Itala fa risalire tutto questo a un'esperienza che narrò di aver avuto il 3 agosto 1928 nel Seminario di Pontremoli. Secondo il suo racconto, di passaggio a Pontremoli, si recò a parlare con Monsignor Corradini, suo confessore, e mentre il sacerdote stava dicendo che molte anime anche migliori «non avvertono» la divina presenza, vide venire su di lei un raggio di luce dal tabernacolo, e udì le parole: Tu farai conoscere la Trinità.

Si trattava di una visione da Itala percepita con i suoi cinque sensi, della quale Monsignor Corradini, pur presente, non ebbe però percezione. Camminando per Pontremoli ed entrata nella Chiesa di San Pietro, confermò poi a Dio la sua vocazione. La mistica Itala Mela era nota per le sua capacità sensibile (né sensitiva né extrasensoriale-medianica) di avvertire la presenza dell'Eucaristia a notevole distanza, ben prima che il luogo sacro fosse a lei visibile, fatto di carismi dello Spirito Santo donati gratuitamente e per altrui servizio (quindi non irrevocabilmente) sia al corpo che all'anima di ogni uomo resosi cosciente del Suo innato e Divino Ospite.

Dagli scritti emerge subito ad un primo impatto la cultura e il genio di Itala, e la sua intensa vita interiore ispirata a Dio, e nondimeno manifesta in una altrettanto equilibrata vita esteriore e sociale, cose che tengono lontano qualsiasi dubbio di malattia mentale (o tentativo denigratorio in merito): il suo stesso Verbo ora ci dice che la manifestazione dello spirito nel fatto paranormale non è per affatto riservata a pochi eletti, ma è pure limitata dalla natura dell'uomo creato libero, che deve prima credervi ed essere preparato ad assistere.

A settembre, durante il Congresso di Genova della FUCI, parlò della vocazione di Pontremoli a mons. Moglia e Sargolini, i quali con sua sorpresa non le ordinarono di dimenticare, ma la trovarono adatta ai tempi («Se è Dio, Dio confermerà», Mons. Sargolini).

In un ritiro nel 1952 annotava parole che riassumono la sua esperienza mistica:

«Vivere nella Trinità, consumarsi nel fuoco della Carità, lasciarsi impregnare così profondamente dalla Luce, che Essa irradia, attraverso la mia povera vita, su tutte le anime che Nostro Signore vuole a sé unite per la grazia... Questo è l'essenziale..., è la mia sorte eterna.»

Itala Mela affermava che nel suo caso personale una malattia costante e non mortale era la condizione per rendere possibile l'Inabitazione, e ne era la conseguenza, per renderla partecipe della compassione emisericordiia di Gesù Cristo Dio. Come per altri mistici che affermavano l'esperienza di una presenza divina e interiore, oltre allo spirito anche il corpo provava la duplice sensazione di piacere, dato dalla presenza divina, e di dolore, dovuto a una malattia che li rendeva pienamente partecipi della sofferenza di Gesù.

In vista della beatificazione, è stata diffusa alla Spezia questa preghiera, trascritta da Itala Mela:

Concedi, o Padre, ad ogni cristiano e ad ogni uomo che vive in Verità e Giustizia, voce dello Spirito Santo, mediante la Sua Grazia sacramentale e santificante, di conformarsi al più presto anima nel corpo alla presenza del Figlio Unigenito, nella preghiera esorcistica, nella concelebrazione eucaristica, nella vita famigliare: nei modi della famiglia matrimoniale, famiglia sacerdotale, religiosa, consacrata, anche laica. Fino a giungere all'Inabitazione del Padre Dio, Figlio Dio e Spirito Santo Dio, nel cuore. In ogni circostanza, la contemplazione dell'Augusto Mistero della Sacrosantissima Trinità[16], la visione della Sacra Famiglia di Nazareth, la visione spirituale della Santa Famiglia dei Tre Arcangeli, creino dentro ognuno di noi l'Unita' di Forza, Sapienza e Perdono, necessaria a sconfiggere il male, a restare umili, a vivere la grazia del Battesimo, per servire sempre il Vostro terreno e celeste Regno senza fine, secondo opportunità e obbedienza.

OpereModifica

Opere musicaliModifica

  • "Lauda di ITALA MELA" Retablo di Clemente Terni (HYPERPRISM/EDIZIONI s.r.l.) in fase di pubblicazione

NoteModifica

  1. ^ (EN) Saints SPQN, su catholicsaints.info (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2017). ,
  2. ^ a b c d L. Rolandi, Itala Mela, dall’ateismo alla santità, su lastampa.it, 13 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
  3. ^ 4º Convegno Ecclesiale Nazionale, su db.convegnoverona.it, Verona, 2006 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
  4. ^ A Firenze, il V Convegno Ecclesiale Italiano, su famigliacristiana.it, 9 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2015).
  5. ^ a b card. Francesco Moraglia, Estratti dalle omelie, su webdiocesi.chiesacattolica.it, 10 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
  6. ^ Figlie della Chiesa, il fondatore, su vitaconsacrataliguria.it.
  7. ^ Teresa Berger, Women's Ways of Worship: Gender Analysis and Liturgical History, 3 gennaio 1999, p. 99 (di 192), ISBN 978-0-8146-6173-4 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2011).
  8. ^ G. Galeazzi, La misericordia serve a riportarci sulla strada giusta, su lastampa.it, 12 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2017).
  9. ^ a b proff. G. Savoca, Banti, [lgBeL L’omaggio della diocesi ad Itala Mela], su laspezia.cronaca4.it, 28 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
  10. ^ Rubrica "spiritualità" (PDF), in L'Avvenire (In Diocesi), Luglio 2007. URL consultato il 7 marzo 2019 (archiviato il 7 marzo 2019).
  11. ^ Nata morta. Poi il miracolo per intercessione della beata Itala Mela, su it.aleteia.org. URL consultato il 24 giugno 2017.
  12. ^ La Nazione, 9 Giugno 2017
  13. ^ Sondra Coggio, Il miracolo della neonata resuscitata, in La Nazione, cronaca di La Spezia, sabato 9 Giugno 2017, pag. 17
  14. ^ La Nazione, Cronaca di Spezia, sabato 10 Giugno 2017: Papà e mamma di Erminia porteranno la reliquia all'altare
  15. ^ Itala Mela, beata nel segno della Trinità, su avvenire.it. URL consultato il 24 giugno 2017.
  16. ^ citazione di Michele

BibliografiaModifica

  • Dora Lucciardi, Itala Mela nella sua esperienza e nei suoi scritti, Roma 1963
  • Dino Ricchetti, Amore supernae caritatis inclusa. La Serva di Dio Itala Mela, Parma 1974
  • Aa. Vv., Nel dialogo delle tre Persone, 1976 ss.
  • Dora Lucciardi, Itala Mela, una vita nella luce della Trinità, Roma 1983
  • Aldo Piccinelli, L'esperienza spirituale di Itala Mela. Una vita di incandescente immersione nella Trinità, Roma 1991
  • M. Gregoria Arzani, sr., Corpo e Spirito, Trasparenza di Dio, Itala Mela, Città del Vaticano 2002
  • Terra che diventa cielo. L'inabitazione trinitaria in San Francesco, Guglielmo Spirito (Padre francescano conventuale), Edizioni studio domenicano, pagine 312, 2009, dimensioni: 115 x 190 mm, ISBN 978-88-7094-739-7, in tre capitoli: «L'idea dell'inabitazione nei secoli XII-XIII», «L'ambiente vitale di San Francesco e i suoi influssi», «Analisi dell'inabitazione negli scritti di San Francesco e Santa Chiara».
  • Itala Mela, En las fuentes de la trinidad / Itala Mela, traduzione di Manuel Garrido Bonaño, Estudios y ensayos (Biblioteca de Autores Cristianos), Estudios y ensayos (Biblioteca de Autores Cristianos), Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 2002, VIII, 204 p, ISBN 84-7914-628-1, OCLC 51612237. Ospitato su archive.is.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Itala Mela, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.  
  • Omelia di mons. Angelo Bagnasco su Itala Mela
  • Sito web, su geocities.com. URL consultato il 10 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2009). dedicato a Itala Mela, con antologia di suoi scritti
  • Il sito del Monastero Benedettino Santa Maria del Mare della Spezia, sorto su desiderio di Itala Mela
  • La pagina dedicata a Itala Mela nel sito del Monastero Santa Maria del Mare della Spezia
  • Il museo di Itala Mela
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