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Jagdgeschwader 27
Jagdgeschwader 27.svg
Emblema del Jagdgeschwader 27
Descrizione generale
Attivo1939 - 1945
NazioneGermania Germania
ServizioBalkenkreuz.svg Luftwaffe (Wehrmacht)
TipoStormo
RuoloSuperiorità aerea
Dimensione4 gruppi caccia
Velivoli utilizzatiMesserschmitt Bf 109 (nelle versioni da "E" a "K")
SoprannomeAfrika
Battaglie/guerreSeconda guerra mondiale
Reparti dipendenti
  • I./JG 27
  • II./JG 27
  • III./JG 27
  • IV./JG 27
Fonti citate nel corpo del testo
Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

Il Jagdgeschwader 27 (JG 27 - 27º stormo caccia), soprannominato Afrika, fu un reparto aereo della Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca, attivo dal 1939 al 1945. Raggiunse la notorietà in particolare per il ruolo svolto nella campagna del Nordafrica, in supporto della Deutsches Afrikakorps, grazie anche ad assi quali Hans-Joachim Marseille. L'unico tipo di velivolo impiegato dallo stormo fu il Messerschmitt Bf 109.

Indice

FormazioneModifica

Il Geschwader Stab (personale di comando) e il I./JG 27 (1º gruppo caccia) furono creati a Handorf, in Germania, il 1º ottobre 1939. L'emblema della I./JG 27, rappresentante una mappa dell'Africa , è stato voluto nel 1940 dal comandante del gruppo Helmut Riegel (ucciso in azione il 20 luglio dello stesso anno), che era nato nella Deutsch-Südwestafrika. Il II./JG 27 fu costituito nel gennaio 1940 a Magdeburgo, in luglio il I./JG 1 fu trasferito nel JG 27, diventando il III./JG 27. Dal luglio 1941 nel reparto fu integrato un contingente spagnolo, che fu inquadrato nel 15./JG 27 (15ª squadriglia). Il IV./JG 27 fu costituito nel giugno 1943 a Kalamaki, in Grecia.

StoriaModifica

Fronte occidentale ed orientaleModifica

 
Un Bf 109E-7 del JG 27 scorta un Ju 87B del II./StG 2, gennaio 1941

Il JG 27 operò estesamente durante la campagna di Francia come parte della VIII. Fliegerkorps, ottenendo numerose vittorie ai danni dei bombardieri alleati sopra alla Mosa. Il JG 27 ottenne complessivamente 285 vittorie, con l'Hauptmann Wilhelm Balthasar (del 1./JG 1, che a luglio divenne il 7./JG 27) diventato il miglior asso della campagna con 24 aerei abbattuti e 13 distrutti a terra. Adolf Galland, in quel momento aiutante del comandante di reparto, l'Oberst Max Ibel, ottenne 14 vittorie. Basato vicino Cherbourg durante la battaglia d'Inghilterra, sui cieli britannici il JG 27 ottenne 146 vittorie, al prezzo di 83 Bf 109E persi in azione, con 58 piloti morti, dispersi o prigionieri di guerra al dicembre 1940. Dal 24 settembre al 5 novembre il JG 27 è stato basato nell'aeroporto di Saint-Inglevert, a Passo di Calais. In novembre il JG 27 viene riassegnato in Germania, in modo da far riposare il personale e di riequipaggiare il reparto. Nell'aprile 1941 il reparto servì brevemente nei Balcani, per poi spostarsi (con l'eccezione del I./JG 27) per prendere parte all'Operazione Barbarossa, l'apertura delle ostilità contro l'Unione Sovietica. Il primo giorno di azione l'aereo di Wolfgang Schellmann, che aveva appena ottenuta la sua 25ª vittoria contro un I-16, fu centrato in pieno da un I-53, pilotato dal tenente Kuzmin. Kuzmin rimase ucciso nella collisione, ma Schellmann sopravvisse e riuscì a lanciarsi. Una volta a terra non riuscì però tornare a dietro alle linee tedesche, fu infatti catturato e giustiziato da uomini dell'NKVD.[1] In settembre al JG 27 si unì un contingente spagnolo, che divenne la 15./JG 27. Richiamati in Spagna nel gennaio 1942, nelle 460 missioni svolte sul fronte orientale ottennero 10 vittorie. In novembre il reparto tornò in Germania per un nuovo riequipaggiamento. Dopo un breve periodo nel fronte orientale, il JG 27 partì per l'Africa.

In NordafricaModifica

 
Un Bf 109E-4 Trop del JG 27 in volo lungo le coste del Nord Africa, 1941

Nell'aprile 1941 il I./JG 27 fu inviato a Ain el-Gazala, in Nord Africa, al fine di sostenere la Deutsches Afrikakorps. Sotto al comando di Eduard Neumann, uno dei più capaci comandanti della Luftwaffe, il I./Jg 27 accrebbe rapidamente le sue prestazioni. Il 19 aprile il I./JG 27 ottenne le sue prime 4 vittorie in Africa. Una di queste, ottenuta da Karl-Wolfgang Redlich, Staffelkapitän del 1./JG 27, fu la 100ª vittoria del I./JG 27 dall'inizio della guerra. In settembre, il I./JG 27 fu raggiunto dal II./JG 27, al comando di Wolfgang Lippert, che sul fronte orientale aveva ottenuto 43 vittorie in tre settimane. L'arrivo del II./JG 27, equipaggiato coi nuovi Bf 109F-2/Trop, versione specializzata per le condizioni operative africane, consentì al I./JG 27 di tornare in Germania, uno Staffel (squadriglia) alla volta, per scambiare i vecchi Bf 109E Emils coi nuovi Bf 109 Friedrichs. L'intero processo richiese ben più di un mese. Con l'arrivo dalla Russia del III./JG 27, alla fine di ottobre, entro dicembre l'intero JG 27 fu nel Nord Africa. Complessivamente, sul fronte orientale il JG 27 aveva ottenuto 270 vittorie, a fronte di sole 16 perdite. L'arrivo del JG 27 ebbe un impatto immediato sull'andamento della campagna, fino a quel momento dominata dalla Desert Air Force alleata. Il JG 27 divenne subito sinonimo di Afrikakorps e della campagna in Nord Africa, fornendo copertura aerea alle truppe di Erwin Rommel per quasi tutte le operazioni nel deserto, dalla fine del 1941 al novembre 1942.

 
Durante la campagna del Nord Africa, il personale di terra del JG 27 era costretto spesso a lavorare in condizioni estreme. La foto ritrae due membri dello staff dell'asso Marseille, Hoffmann (a sinistra) e Berger, intenti nella pulizia di un cannone del suo Bf-109F "14 Giallo".[2]

La Desert Air Force, equipaggiata con obsoleti Hurricane e P-40 pilotati da piloti inesperti e poco addestrati, subì pesanti perdite nel confronto col JG 27, nonostante la manutenzione dei Bf 109 effettuata spesso in condizioni estreme e la cronica carenza di carburante limitarono notevolmente l'efficacia del reparto tedesco. Il 24 marzo 1942 Friedrich Körner ottenne la 1.000ª vittoria del JG 27, abbattendo un A-20 Boston. Il 22 febbraio al tenente Hans-Joachim Marseille e all'Oberfeldwebel Otto Schulz fu assegnata la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, per il raggiungimento, rispettivamente, delle 50 e 44 vittorie complessive. Il 23 marzo il III./JG 27 inviò un piccolo distaccamento a Kastelli, Creta. Il 5 maggio fu aggiunta una 4 squadriglia al III./JG 27, la 10.(Jabo)/JG 27. Jabo o Jagdbomber era il termine tedesco che identificava i cacciabombardieri. Due settimana dopo, il 20 maggio, l’Oberleutnant Gustav Rodel assunse il comando del II./JG 27 e tre giorni dopo rivendicò due dei 12 P-40 abbattuti dal suo Gruppe, portando il suo totale a 41 vittorie.[3] Con l'inizio dell'offensiva dell’Afrika Korps, il 26 maggio, i caccia dello JG 27 vennero chiamati a giocare un ruolo decisivo durante la Battaglia di Gazala. In questo contesto, Marseille diede ancora prova della sua abilità e combattività, il 3 giugno, vicino a Bir-Hakeim, in un combattimento contro i P-40 del No. 5 Squadron SAAF: gli vennero accreditate sei vittorie aeree in poco più di 10 minuti. Con un totale di 75 abbattimenti, tre giorni dopo, gli vennero concesse le "Foglie di Quercia".[4] L'altro grande asso dello Geschwader, Schulz, recentemente promosso Oberleutnant, rivendicò la sua vittoria numero 51 ai danni di un Hurricane del No. 274 Squadron il 17 giugno 1942, ma venne dubito dopo abbattuto ed ucciso.[5]

Il 7 agosto uno Schwarm del 5./JG 27 , guidato dal'Oberfeldwebel Clade Emil, intercettò per un Bristol Bombay del No. 216 Squadron RAF. Il Bombay trasportava un passeggero speciale: Il tenente generale William Gott, nominato poche ore prima comandante della Eight Army. Con un primo passaggio, Clade costrinse il Bombay ad effettuare un atterraggio forzato. L'Unteroffizier Bernd Schneider aprì il fuoco sull'aereo a terra, uccidendo tutti gli occupanti del Bombay, incluso Gott, ad eccezione di uno. Gott fu il militare britannico di grado più alto ad essere ucciso dal fuoco nemico durante la seconda guerra mondiale. La sua morte costrinse i britannici a nominare frettolosamente un nuovo comandante per l'Eight Army. Alla fine un scelto l'allora quasi-sconosciuto Bernard Law Montgomery. Il 1º settembre le truppe dell'Afrikakorps attaccarono gli Alleati a El Alamein. Fu uno tra i giorni di maggior successo per il JG 27, con Marseille che da solo abbatté 17 aerei, distruggendo 8 P-40 in appena 10 minuti durante una sortita sopa Alam Halfa. Tuttavia alcuni autori ritengono che 2-4 delle vittorie reclamate da Marseille non fossero corrette.[6] L'autore Stephen Bungay sottolinea il limitato valore tattico dell'abbattere i caccia della DAF piuttosto che i bombardiere, che nel 1942 infliggevano pesanti perdite all' Afrikacorps quanto alle truppe di terra italiane. In particolare, Bungay sottolinea come quel giorno i bombardieri della DAF riuscirono ad attaccare impunemente le forze di terra dell'Asse, mentre Marseille abbatteva probabilmente 15 caccia, mentre il resto dei piloti della Luftwaffe abbatté complessivamente altri 5 aerei:

(EN)

«The British lost no bombers at all. [...] The commander of JG 27, Eduard Neumann, commented after the war that "most of the pilots in Marseille's Staffel acted in a secondary role as escort to the "master"." Internal rivalry over star status took precedence over military effectiveness»

(IT)

«Gli inglesi non persero nessun bombardiere. [...] Il comandante del JG 27, Eduard Neumann, dopo la guerra commentò che "la maggior parte dei piloti della squadriglia di Marseille agì in un ruolo secondario, come scorta al "maestro". La rivalità interna tra i piloti per raggiungere i maggiori successi e il prestigio personale andava a scapito dell'efficienza militare del reparto aereo"»

(Stephen Bungay, Alamein[7])

La cifra 100 piloti riportata da Bungay rappresenta il totale del reparto, e non il numero di quelli che effettivamente presero parte ai combattimenti del 1º settembre, che invece fu al massimo di 50. Il maggiore Robert Tate della United States Air Force rifiuta la teoria di Bungay riguardo alle rivalità interne, sostenendo che tra i piloti alleati esistevano rivalità molto maggiori:

(EN)

«This points out another very basic difference between German and Allied combat philosophy. While the Allies tended to hunt in packs and compete vigorously for kills, the Germans, at least in North Africa, tended to let the best pilots "have at it" while the novices would tend to sit back and enjoy the show. This is one reason the loss of an asset like Marseille was so devastating to the Luftwaffe in Africa. That kind of emotional destruction would not likely occur in Allied squadrons»

(IT)

«Questo indica un'altra differenza fondamentale tra la filosofia di combattimento tedesca e quella alleata. Mentre gli Alleati tendevano a cacciare in gruppo ed a competere vigorosamente per aggiudicarsi una vittoria, i tedeschi, almeno in Nord Africa, tendevano a lasciare i bersagli ai piloti migliori, mentre i novizi rimanevano a godersi lo spettacolo. Questa fu una delle ragioni per cui la perdita di Marseille fu così devastante per la Luftwaffe in Africa. Un calo della morale simile non sarebbe probabilmente avvenuto in una squadriglia alleata»

(Robert Tate[8])
 
Il Bf 109F-4 Trop di Heinz-Albrecht Drunk, trovato nei pressi di Daba, Egitto. Il pilota, appartenente al 9./JG 27, si paracadutò dall'aereo per ragioni rimaste ignote il 28 novembre 1942. È considerato disperso in azione.[9]

Alla fine del 1942, la superiorità numerica degli Alleati iniziò a pesare. Nel giro di tre settimane, il JG 27 fu scosso dalla morte di tre suoi assi:

A novembre, l'intensità delle operazioni era tale che spesso il JG 27 aveva meno di una dozzina di aerei a terra. Per combattere la comprensibile stanchezza dei piloti, nonché il basso morale, in ottobre lo Stab ed i gruppi I. e III. furono trasferiti in Sicilia, da cui parteciparono alle operazioni contro Malta. Tornarono brevemente in Nord Africa, ma nel dicembre 1942 tutto il JG 27 fu ritirato in maniera definitiva dal teatro africano, dove al suo posto fu mandato il JG 77. Il I./JG 27 ottenne 588 vittorie tra l'aprile 1941 e il novembre 1942. Di queste ben 250, cioè il 42% del totale, furono ottenute da Stahlschmidt, Steinhausen e Marseille, i 3 assi morti nel settembre 1942. Le vittorie totali in Nord Africa per il JG 27 furono 1.166, così ripartite:

  • Stab: 1
  • I./JG 27: 588
  • II./JG 27: 477
  • III./JG 27: 100

Il JG 27 perse circa 200 aerei in azione. I piloti migliori che sopravvissero furono Werner Schröer (I./JG 27 ) con 61 vittorie e Gustav Rödel (II./JG 27) con 52. La maggior parte del JG 27 scampò alla sconfitta finale delle forze dell'Asse in Africa, in Tunisia. Dopo essersi ritirate in aeroporti nell'ovest della Cirenaica, abbandonando un gran numero di suoi aerei lungo il percorso, l'unità cedette il resto dei suoi aerei al JG 77 ed il personale fu evacuato dal Nord Africa il 2 novembre. Il II./JG 27 rimase per circa un altro mese, stanziato nella base di Merduna. Durante quel mese il gruppo perso tre piloti, ottenendo sei vittorie contro i caccia alleati. L'ultima di queste, un Kittyhawk, fu la prima vittoria di Hans Lewes, della Staffel 6, ottenuta nella sortita finale del JG 27 in Africa, la mattina del 6 dicembre 1942.[6]

Dubbi sulle vittorie reclamate in AfricaModifica

L'autore australiano Russell Brown ha messo in dubbio l'esattezza delle vittoria aeree dichiarate dai piloti del JG 27 in Nord Africa. Brown, che sostiene di aver esaminato i registri dei singoli squadroni della Desert Air Force, suggerisce che nell'assegnazione delle vittorie in Nord Africa la Luftwaffe fosse meno severa di quanto non lo fosse stata durante la battaglia d'Inghilterra.[10] Brown punta il dito contro le prove ritenute sufficienti per assegnare una vittoria, ad esempio sembra che fosse sufficiente la testimonianza di un comandante di Panzer che riferiva di aver visto una nube di polvere dopo che un aereo alleato era passato oltre ad una duna di sabbia.[10] Egli elenca anche diverse date in cui sarebbe dimostrabile che i piloti del JG 27 reclamarono un numero di vittorie eccessivo. Ad esempio, ai piloti di JG 27 fu accreditato di aver distrutto 19 o 20 P-40 del No. 239 Wing (No. 3 Squadron RAAF, No. 112 Squadron RAF e No. 450 Squadron RAAF) il 15 settembre 1942. Marseille avrebbe sostenuto da solo 7 abbattimenti in 6 minuti. Tuttavia, Brown sostiene che i registri dei singoli squadroni alleati mostrano un totale di 5 aerei persi in combattimento e 1 per il fuoco amico di una contraerea. Questa ipotesi è sostenuta da altri autori.[11]

Ritorno in EuropaModifica

 
Un Bf-109G-6 del JG 27, 1943. Il velivolo monta una coppia MG 151 supplementari sotto alle ali.

Nel 1943 il I./JG 27 fu inviato nel nord della Francia, ai comandi della Luftflotte 3, mentre il II./JG 27 fu trasferito in Sicilia e a Brindisi, col compito di proteggere i convogli di rifornimento che facevano la spola tra la Sicilia e la Tunisia. Durante queste operazioni, il miglior pilota si rivelò Willi Kientsch, che ottenne 25 vittorie, in aggiunta alle 17 ottenute in Africa. II gruppo tornò in Germania nell'agosto 1943 per partecipare alla Difesa del Reich. Fu basato a Francoforte, Wiesbaden e Merzhausen. Il gruppo, sotto al comando di Werner Schröer, vide la sua prima azione il 6 settembre 1943, quando abbatté 9 B-17. Nel maggio 1943, in Grecia, fu creato il IV./JG 27, che fu inviato a difendere i campi petroliferi di Ploiești, in Romania. Il I./JG 27 trovò molte difficoltà nel passaggio dalla guerra nel deserto alle operazioni anti-bombardieri, molti piloti erano reclute fresche di addestramento, mentre i piloti esperti non avevano familiarità col teatro europeo. Il Gruppenkommandeur Heinrich Setz, 132 vittorie contro gli aerei sovietici, fu ucciso in azione nel marzo 1943. Erich Hohagen, veterano del JG 2, fu posto a comando del I./JG 27, ma rimase gravemente ferito nel luglio del 1943, e subito dopo il gruppo fu trasferito nel sud della Francia. Lo Stab, il III. ed il IV./JG 27 rimasero a Creta e nelle isole greche ed entrarono in azione contro gli sbarchi, rivelatisi fallimentari, che i britannici tentarono nell'autunno 1943. Il reparto raggiunse le 2.000 vittorie il 29 settembre 1943. Il I./JG 27, di stanza a Wels, vide aumentare sia il numero del personale che degli aerei, raddoppiati rispetto alle condizioni normali, in quanto era impegnato nella formazione di giovani piloti, addestrandoli a diventare capo formazione. Il 14 maggio 1944 Franz Stadler, del 7./JG 27, ottenne l'ultima vittoria dell'unità nel teatro del Mediterraneo, quando la Staffell rivendicò l'abbattimento di sei Savoia-Marchetti S.M.84 dell'Aeronautica Cobelligerante Italiana sopra il canale d'Otranto. Gli aerei abbattuti in realtà erano dei CANT. Z 1007 di una formazione di nove trimotori dell'88º Gruppo, di ritorno da una missione di rifornimento ai partigiani su Kolasin. Cinque CANT. Z 1007 caddero nel mar Adriatico mentre altri due atterrarono pesantemente danneggiati alla loro base di Lecce-Galatina, in Puglia. L'unità italiana ebbe 26 morti in questo scontro.[12] Anche l'ultima vittima del JG 27 in questo teatro, Gerhard Siegling, fu abbattuta ed uccisa durante questa azione, dal fuoco difensivo di trimotori italiani. Fu l'ultimo dei 150 piloti tedeschi uccisi nel teatro del mediterraneo.[6]

Nel giugno 1944, con l'invasione della Francia il I., il III. ed il IV./JG 27 furono gettati in battaglia, inizialmente da aeroporto vicino Reims. Entro settembre i reparti tedeschi in Francia erano stati decimati, col JG 27 che da solo perse 200 aerei, con 87 piloti morti e 62 feriti. Le vittorie ottenute dal reparto contro gli Alleati furono solo 146. Il JG 27 si ritirò in Sassonia per riequipaggiarsi. Nel frattempo il II./JG 27 era in Austria, lavorando sul nuovo Bf 109G-6/AS, versione specializzata per i combattimenti ad alte quote. All'inizio dell'autunno, lo Geschwader raggiunse il massimo della sua forza, nell'intera storia dell'unità, potendo disporre di circa 250 caccia. Tuttavia, la scarsità di carburante aveva raggiunto livelli critici e la maggior parte dei piloti erano novizi o veterani di unità da bombardamento o da ricognizione ormai dismesse, con poca o nessuna esperienza di combattimento su aerei da caccia.[13] In novembre il JG 27, tornato ad operare Difesa del Reich, fu attivo nella Germania meridionale ed in Austria contro i bombardieri della 15th Air Force dell'USAAF. L'illusorietà della nuova forza dello JG 27 si rivelò ben presto. Il 2 novembre 1944, la 8th Air Force organizzò un massiccio raid contro gli impianti per la produzione di carburante sintetico di Merseburg-Leuna. Tutti i quattro Gruppen decollarono per intercettare l'armata aerea di oltre 600 bombardieri B 17 e i loro caccia di scorta, ma andarono incontro alla peggior sconfitta mai subita nella loro storia, in un singolo giorno: lo JG 27 dovette registrare 53 aerei abbattuti, 27 piloti uccisi ed 11 feriti, a fronte di sei P-51 Mustang abbattuti.[6] Il reparto preso parte alla sfortunata Operazione Bodenplatte, gli attacchi agli aeroporti alleati nel giorno di Capodanno del 1945, perdendo 15 piloti.

Il IV./JG 27 fu sciolto nel marzo 1945, ed i suoi membri andarono a rinforzare altri gruppi.[6] I resti del JG 27 operarono da Salisburgo fino all'8 maggio, giorno della fine della seconda guerra mondiale in Europa. Il comandante del JG 27, Ludwig Franzisket, si arrese a forze statunitensi nelle vicinanze.

StatisticheModifica

Il reparto ottenne 3.142 vittorie, perdendo 1.400 aerei. 725 piloti rimasero uccisi in azione.

Vittore Perdite umane
Stab JG 27 82 12
I./JG 27 989 180
II./JG 27 962 234
III./JG 27 851 173
IV./JG 27 258 126

Decorazioni individualiModifica

ComandantiModifica

Kommodore (comandanti di stormo)Modifica

Geschwaderadjutanten (aiutanti del comandante)Modifica

Gruppenkommandeure (comandanti di gruppo)Modifica

I./JG 27Modifica

II./JG 27Modifica

III./JG 27Modifica

IV./JG 27Modifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Christer Bergström, Barbarossa - The Air Battle: July–December 1941, Londra, Chervron, 2007, p. 18, ISBN 978-1-85780-270-2.
  2. ^ (DE) Walter Wübbe, Hauptmann Hans Joachim Marseille Ein Jagdfliegerschicksal in Daten, Bildern und Dokumenten, Schnellbach, Verlag Siegfried Bublies, 2001, p. 185, ISBN 3-926584-78-5.
  3. ^ Weal 2003, pp. 79-80.
  4. ^ Weal 2003, pp. 80-81.
  5. ^ Weal 2003, p. 78.
  6. ^ a b c d e (EN) John Weal, Jagdgeschwader 27 "Afrika", Oxford, Osprey, 2003, pp. 86-122, ISBN 1-84176-538-4.
  7. ^ (EN) Stephen Bungay, Alamein, Londra, Aurum Press, 2002, pp. 139-141, ISBN 1-85410-842-5.
  8. ^ (EN) Robert Tate, Hans-Joachim Marseille, su warbirdsresourcegroup.org. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  9. ^ (EN) Missing In Action JG 27, su luftwaffe.be. URL consultato il 23 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2007).
  10. ^ a b (EN) Russell Brown, Desert Warriors: Australian P-40 Pilots at War in the Middle East and North Africa, 1941-1943, Maryborough, Banner Books, 2000, pp. 281-282, ISBN 1-875593-22-5, , p. 281.
  11. ^ (EN) Christopher Shores, Hans Ring, Fighters over the Desert: The Air Battles in the Western Desert, June 1940 to December 1942, Spearman, 1969, p. 178.
  12. ^ De Marchi e Tonizzo 1994, p. 43.
  13. ^ Weal 2003, p. 115.

BibliografiaModifica

  • Italo De Marchi, Pietro Tonizzo, CANT. Z. 506 "airone" - CANT. Z. 1007 "alcione", Modena, STEM Mucchi Editore, 1994, ISBN non esistente.
  • Weal, John, Jagdgeschwader 27 'Afrika' . Oxford: Osprey, 2003. ISBN 1-84176-538-4.

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