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La noia (film 1963)

film del 1963 diretto da Damiano Damiani

«Un uomo si può uccidere sia perché ama una donna, sia perché non la ama…ma il motivo è sempre l'amore.»

(Dino alla madre alla fine del film)
La noia
La noia.png
Celebre scena in cui Dino copre Cecilia di soldi
Titolo originaleLa noia
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1963
Durata100 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,85:1
Generedrammatico
RegiaDamiano Damiani
SoggettoTratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia
SceneggiaturaDamiano Damiani, Tonino Guerra e Ugo Liberatore
ProduttoreCarlo Ponti
Casa di produzioneCompagnia Cinematografica Champion, Les Films Concordia
Distribuzione in italianoInterfilm (1963)
FotografiaRoberto Gerardi
MontaggioRenzo Lucidi
MusicheLuis Bacalov
ScenografiaCarlo Egidi
CostumiAngela Sammaciccia
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La noia è un film del 1963, diretto da Damiano Damiani e tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia.

Cédric Kahn nel 1998 ha diretto in francese un film uscito in Italia con lo stesso titolo.

Il personaggio del pittore Balestrieri è interpretato da Leonida Repaci.

Indice

TramaModifica

Dino, pittore per diletto e ricco rampollo orfano di padre, vive un'esistenza piatta, priva di novità. Rifiutata la vita agiata che la madre oppressiva gli propone, egli vive con pochi soldi, annoiato e insoddisfatto da tutto e tutti. Un giorno la sua vita viene sconvolta da Cecilia, una modella che posa per il vicino di casa (anche lui pittore ma anziano, di nome Balestieri). Alla scomparsa di quest'ultimo, Dino e Cecilia danno inizio una relazione, inizialmente frivola ed esclusivamente di carattere sessuale. Ma, mentre per Dino la storia comincia a diventare seria, per Cecilia (anche perché appena diciassettenne) rimane tutto tranne che un'affascinante storia d'amore. Ecco dunque che Dino diventa ossessivo, dando luogo a pedinamenti e scenate di gelosia, soprattutto quando scopre che Cecilia frequenta anche un altro uomo oltre a lui (un certo attore suo amico, di cognome Luciani). Dino comincia dunque a "comprare" Cecilia, utilizzando quei soldi che aveva sempre sottovalutato e anzi disprezzato.

La situazione degenera ancora quando Dino propone a Cecilia di sposarlo, ricevendo in cambio un deciso rifiuto (non solo: Cecilia confida di essere in partenza per una vacanza a Capri proprio con Luciani). I soldi, scoprirà presto Dino dopo l'ennesima delusione (scopre che non solo sta mantenendo Cecilia, ma anche l'amante di lei, rimasto disoccupato), non servono a comprare l'amore. Oramai frastornato e avvilito dalla partenza di Cecilia, Dino cerca compagnia con una prostituta. Ma, non appena si accorge che nemmeno ella è ovviamente in grado di amarlo, fugge via in auto e affondando l'acceleratore si schianta contro un muro. Tornato a casa per ristabilirsi, Dino torna in sé e comincia finalmente una nuova vita, ristabilendo anche il rapporto con la madre (che egli comincia a frequentare non solo per farle richiesta di denaro). A Cecilia, tornata nuovamente a Roma, lasciata da Luciani (che ha scoperto i tradimenti) e senza un soldo, non resta che prendere atto del fatto che Dino ha svoltato ed è tornato a vivere, oramai libero dalle catene.

CriticaModifica

«Damiani [...] riduce il romanzo di Moravia a un fotoromanzo... Bette Davis è spaesata, e Buchholz non è all'altezza.[1]»

NoteModifica

  1. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, ed. 1994.

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