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Vigevano
comune
Vigevano – Stemma
Vigevano – Veduta
Piazza Ducale
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoAndrea Sala (Lega Nord) dal 12-4-2010 (2º mandato dal 14-6-2015)
Territorio
Coordinate45°19′N 8°52′E / 45.316667°N 8.866667°E45.316667; 8.866667 (Vigevano)Coordinate: 45°19′N 8°52′E / 45.316667°N 8.866667°E45.316667; 8.866667 (Vigevano)
Altitudine116 m s.l.m.
Superficie82,27 km²
Abitanti63 420[1] (30-11-2018)
Densità770,88 ab./km²
FrazioniBuccella, Fogliano, Morsella, Piccolini, Sforzesca
Comuni confinantiAbbiategrasso (MI), Bereguardo, Besate (MI), Borgo San Siro, Cassolnovo, Cilavegna, Gambolò, Gravellona Lomellina, Morimondo (MI), Mortara, Motta Visconti (MI), Parona
Altre informazioni
Cod. postale27029
Prefisso0381
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018177
Cod. catastaleL872
TargaPV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivigevanesi
Patronobeato Matteo Carreri
Giorno festivoLunedì dopo la seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vigevano
Vigevano
Vigevano – Mappa
Posizione del comune di Vigevano nella provincia di Pavia
Sito istituzionale
Fontana di San Francesco
L'interno della Torre del Bramante a Vigevano
Merlatura che circonda la Torre del Bramante
Piazza Ducale, 01.04.1980

Vigevano (IPA: [viˈʤɛvano] o [viˈʤevano],[2][3] Avgevan in dialetto vigevanese[4]) è un comune italiano di 63 420 abitanti[1] della provincia di Pavia in Lombardia.

Centro industriale di rilievo nazionale, Vigevano è nota per essere stata a lungo uno dei principali centri di produzione di scarpe nel mondo. Ivi sorse, nel 1866, il primo calzaturificio a modello industriale[5], aprendo una stagione che nel secolo successivo avrebbe portato il capoluogo lomellino a produrre decine di milioni di scarpe esportate in tutto il mondo, guadagnandosi l'appellativo di "capitale della scarpa". Ancora oggi il Museo internazionale della calzatura, ospitato nei locali del Castello Sforzesco, conserva le testimonianze di un periodo cruciale della storia industriale italiana.

Il comune è il secondo della Provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo e primo per superficie, compreso interamente nel Parco naturale lombardo della Valle del Ticino. A livello regionale è la dodicesima città per popolazione, superando numerosi capoluoghi di Provincia; l'area urbana della città raggiunge gli 88.921[senza fonte] abitanti.

Ha a lungo goduto di diverse autonomie nel corso della sua Storia, già libero Comune federato nella seconda Lega Lombarda[6] e capoluogo del Vigevanasco, oltre che sede di Diocesi. È stata inoltre la prima città lombarda ad aver ottenuto in epoca moderna il titolo di città.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lomellina.

Vigevano si trova nella Lomellina nord-orientale, sulla sponda destra del fiume Ticino, che lo separa dalla Provincia di Milano. Dista circa 38 km da Pavia, 36 km dal centro di Milano, 27 km da Novara, 14 km da Mortara, 12 km da Abbiategrasso. Il paesaggio, trovandosi Vigevano all'interno della Pianura Padana, è pianeggiante.

ClimaModifica

Il clima è temperato subcontinentale, con inverni umidi e molto freddi (media 3,1 °C), ed estati assai calde e parimenti umide (media 21,7 °C). Le precipitazioni raggiungono il picco massimo nel mese di ottobre (122 mm) e il picco minimo nel mese di luglio (58 mm), totalizzando un dato annuo di 1003 mm.[7]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,58,413,117,522,025,828,727,724,117,811,26,56,817,527,417,717,4
T. mediaC) 1,94,28,212,216,620,222,822,118,813,17,43,13,112,321,713,112,5
T. min. mediaC) −1,60,13,47,011,314,717,016,613,58,53,7−0,3−0,67,216,18,67,8
Precipitazioni (mm) 5969879410081588378122108641922812223081 003

StoriaModifica

Le originiModifica

Il territorio del comune di Vigevano fu popolato fin dall'età preromana, come testimoniano i numerosi rinvenimenti archeologici scoperti in varie aree del territorio comunale, ed in particolar modo presso la Sforzesca[8]. Per quanto nel Novecento fu rinvenuto un breve tratto (purtroppo non ben indagato) di strada, forse di età romana, nel centro storico cittadino[9], non esistono prove che documentino l'esistenza di un insediamento in età romana. Il primo documento che prova con certezza l'esistenza di un castrum (insediamento fortificato) a Vigevano risale al 963, si trattava di un recinto fortificato posto nel punto più elevato, all'interno del quale potevano, nei momenti di pericolo, rifugiarsi gli abitanti dei dintorni[10].

Nel XII secolo le fortificazioni precarie furono sostituite da strutture più solide e l'insediamento crebbe, all'interno dell'area fortificata, ora difesa anche da un fossato; sorsero così numerose case e magazzini. Tuttavia, l'insediamento fu a lungo conteso tra Pavia e Milano e, soprattutto nel Duecento, fu più volte saccheggiato, distrutto e ricostruito[10]. Vigevano fu concessa a Pavia dal Barbarossa nel 1154, conquistata dai milanesi nel 1157, per poi tornare sotto il controllo di Pavia. Nel 1197 Vigevano fu elevata al rango di borgo della città di Pavia e, in quell'occasione, fu costruita nel castello un'alta torre[11]. Fu assediata e conquistata dai milanesi nel 1201 e nel 1212, tuttavia rimase parte del distretto pavese fino agli anni '50 del Duecento, quando divenne stabile possesso milanese[12].

È in questo periodo, nel 1227, che come libero comune aderisce alla seconda Lega Lombarda.[6]

In seguito, con l'avvento delle signorie, le condizioni migliorarono; tra il XIV ed il XV secolo il borgo divenne feudo dapprima dei Della Torre, poi dei Visconti e infine, tra il 1450 e 1535, degli Sforza.

I Visconti e gli SforzaModifica

 
Piazza Ducale e il Duomo

Durante il periodo sforzesco Vigevano raggiunse il suo periodo di massimo splendore, divenendo una delle residenze ducali e centro manifatturiero di notevole importanza per la lavorazione dei panni di lana e di lino[13].

Nel XIV secolo il borgo migliorò le sue condizioni, soprattutto in virtù degli importanti mutamenti urbanistici introdotti dai Visconti che culminarono nella costruzione dei terraggi (per agevolare il lavoro all'esterno), della rocca (per proteggere il borgo) e nel potenziamento del castello (con l'erezione delle mura). Durante il governo di Luchino Visconti venne costruita la possente Strada Coperta (1347) che collegava il Castello alla Rocca scavalcando le case del borgo.

Gli interventi viscontei non si limitarono alle fortificazioni, un grande ponte in legno fu gettato sul Ticino dai Visconti nei primi anni del XIV secolo, ma esso fu incendiato dalla flotta pavese nel 1315[14]. Un nuovo ponte fu fatto realizzare da Luchino Visconti, ma fu nuovamente distrutto dai pavesi nel 1356[15] e mai più ricostruito.

L'ultimo dei Visconti, Filippo Maria, morì nel 1447 senza lasciare eredi: a Milano si proclamò così l'Aurea Repubblica Ambrosiana, a cui Vigevano aderì. Quando Francesco Sforza tentò di impossessarsi del potere, Vigevano si ribellò e nell'aprile del 1449 espulse il podestà ed il comandante del presidio proclamandosi libero comune, alleandosi con Milano. Le truppe sforzesche posero l'assedio alla città per circa venti giorni, portando numerosi assalti contro i lomellini asserragliati tra le mura del castello. L'impegno del popolo vigevanese, guidato dall'eroina Camilla Rodolfi, non fu però sufficiente: il 6 giugno la città si arrese, riuscendo comunque a ottenere una serie di privilegi commerciali e amministrativi[16]. Conquistato il potere, Francesco Sforza pensò di realizzare a Vigevano una grande azienda agricola, tuttavia le condizioni delle finanze ducali, ancora prostrate dalle spesi militari, non consentirono al primo Sforza di mettere in atto il suo progetto[13].

Dopo la morte di Galeazzo Maria Sforza, ricordato a Vigevano per aver realizzato alcune scuderie nel castello e allevamenti di cani da caccia, gli succedette il giovane figlio Gian Galeazzo Maria. Fu allora che Ludovico il Moro, fratello di Galeazzo e natio di Vigevano, tentò di impadronirsi del potere assumendo la reggenza nel 1480 e divenendo poi duca di Milano nel 1494.

La presenza degli Sforza a Vigevano fu sporadica e occasionale fino al 1485. Nonostante la grande attrattiva del luogo la città non offriva strutture adeguate alla vita di corte. Il castello trecentesco, nonostante i primi interventi edilizi sforzeschi, era ancora piccolo, privo di locali adatti alla magnificenza cortigiana e poco confortevole. Gli ospiti forestieri venivano spesso portati a Vigevano, ma non sempre c’era il modo di alloggiarli decorosamente. Ancora nel 1490 la sede vigevanese non era ritenuta adeguata a ricevere ospiti importanti. Non a caso, i ricevimenti degli ambasciatori veneziani, solo per citare un caso, che esigevano un protocollo molto ricercato e pomposo, avvenivano a Pavia dove molti nobili avevano palazzi magnificenti e adatti ad alloggiare i seguiti degli ospiti, mentre a Vigevano le case dei nobili non erano abbastanza lussuose e l’unica soluzione praticabile era di sfrattare temporaneamente dai loro appartamenti i cortigiani e i membri di casa Sforza per far posto ai nuovi venuti[13].

Negli anni’90 del Quattrocento le cose cambiarono e i soggiorni a Vigevano del duca Giangaleazzo e di Ludovico il Moro (e in seguito delle rispettive consorti Isabella d’Aragona e Beatrice d’Este) si fecero più frequenti, mentre diminuì la presenza dei signori a Milano e a Pavia se non per le solennità ufficiali e per le convocazioni dei consigli e le udienze generali[13].

Il Moro si occupò di abbellire Vigevano avviando dapprima la bonifica del territorio, migliorando il sistema di irrigazione a beneficio dell'agricoltura e costruendo la grande fattoria modello denominata Sforzesca, a sud della città. In seguito fece ampliare il castello costruendo nuove scuderie e nuovi edifici quali la Loggia delle Dame, la Falconiera e la Torre, ad opera di Donato Bramante; contemporaneamente avviò la costruzione della grandiosa piazza Ducale, terminata nel 1494.

Dopo il 1500Modifica

 
Un'immagine del complesso del castello

Nel 1500, con la sconfitta del Moro, catturato dai francesi a Novara, per Vigevano si chiuse il breve periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Seguirono anni di difficoltà con guerre ed occupazioni straniere, controbilanciate solo in parte da una rinnovata e consolidata autodeterminazione amministrativa. Nel marzo 1530 Francesco II Sforza, ultimo Duca di Milano, ottenne infatti da Papa Clemente VII l'erezione di Vigevano al rango di città e sede vescovile, e nel 1532 a capoluogo del Vigevanasco, entità amministrativa autonoma che per due secoli avrebbe riunito un'importante fetta di territorio nella Lomellina settentrionale, con alcuni dei suoi centri più importanti come Gambolò e Robbio, oltre naturalmente al capoluogo Vigevano. Alla sua morte la città cadde però sotto un lungo e difficile dominio spagnolo, attraversando un XVII secolo segnato da carestie, epidemie di peste e assedi. Nel 1645 Vigevano fu occupata dall'esercito di Tommaso di Savoia e nel 1658 fu conquistata dai francesi[12]. Nel 1696 a Vigevano i delegati di Austria, Francia, Inghilterra e del Duca di Savoia stabilirono un accordo che poneva fine alla guerra della Grande Alleanza e fissava le premesse per la successiva pace di RijswiJk[12]. Dopo una breve dominazione austriaca, nel 1745 la città entrò a far parte del Regno di Sardegna; sotto il dominio sabaudo l'industria e il commercio rifiorirono e il 6 marzo 1750 la città diviene a tutti gli effetti capoluogo della Provincia di Vigevano, con la nomina del primo Intendente, la massima carica all'interno delle province sabaude. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica nel 1814 la città torna ai Savoia.

Il 9 agosto 1848, nel corso della Prima guerra di indipendenza italiana, presso l'attuale vescovado venne firmato l'armistizio Salasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra Austria e Piemonte; in seguito, il 21 marzo 1849 venne combattuta la battaglia della Sforzesca in cui i piemontesi ebbero la meglio sugli austriaci.

Con il decreto Rattazzi del 1859 Vigevano e la Lomellina diventano definitivamente territorio della Provincia di Pavia, concludendo una plurisecolare autonomia solo in parte mantenuta fino al 1926 attraverso il Circondario della Lomellina, il cui capoluogo era però Mortara, a dispetto del primato storico, economico e religioso di Vigevano. Da allora, nonostante la volontà di alcuni singoli esponenti politici, la necessità di una nuova autodeterminazione della città e del territorio scompaiono dal dibattito pubblico locale. Unica eccezione, in ottica però di riorganizzazione amministrativa e non di autonomia, la parentesi negli anni 2010 per il passaggio del solo comune di Vigevano alla Città metropolitana di Milano[17][18], congelata in ultima istanza dalla Regione e dalla stessa Città metropolitana[19].

L'industrializzazioneModifica

Nel 1846 nasce a Vigevano il primo birrificio Peroni a opera del suo fondatore, Francesco.

Nel 1854 viene inaugurata la linea ferroviaria Vigevano-Mortara e nel 1870 il prolungamento fino a Milano.

Nel 1866 sorse a Vigevano, città da sempre vocata alla manifattura, il primo calzaturificio italiano (Luigi Bocca); in circa 40 anni i laboratori diventarono 36 e quasi 10.000 le persone occupate nel settore (molte delle quali lavoranti a domicilio); nel 1937 si contavano 873 aziende con 13.000 dipendenti fino ad arrivare a 900 aziende con quasi 20.009 addetti nel 1965. Parallelamente all'industria calzaturiera si diffuse anche l'industria tessile per la lavorazione della seta e del cotone.

Nel secondo dopoguerra il settore tessile si ridimensionò fortemente mentre quello calzaturiero, dopo il boom degli anni cinquanta e sessanta, iniziò un drastico declino, compensato solo in parte dallo sviluppo dell'industria metalmeccanica finalizzata a produrre macchinari per la lavorazione delle calzature, che resiste nonostante la forte concorrenza dei paesi emergenti. Il settore calzaturiero è ancora presente e Vigevano rimane uno dei luoghi dedicati alle calzature nel Nord Italia, tuttavia in una forma molto minore rispetto al passato.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Piazza Ducale e la facciata del Duomo
 
La chiesa di San Pietro Martire
 
La chiesa di San Francesco
Cattedrale di Sant'Ambrogio
Il duomo di Vigevano, dedicato al patrono Sant'Ambrogio, è la principale chiesa della città e sede della diocesi di Vigevano. Si trova affacciata su un lato di piazza Ducale, nel centro della città. La costruzione dell'edificio fu iniziata da Francesco II Sforza nel 1532 su una precedente chiesa del Trecento e terminò con la sua consacrazione nel 1612. L'originale facciata concava, ideata dal Vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz, fu realizzata in stile barocco dopo la morte del vescovo. Vigevano e Milano condividono lo stesso patrono, ma al contrario dei milanesi, i vigevanesi festeggiano il Beato Matteo Carreri, loro protettore. Il giorno delle festività è così non il 7 dicembre come per Milano, ma il lunedì seguente la seconda domenica di ottobre. Una nota curiosa è che molti vigevanesi non sanno di questa differenza, festeggiando erroneamente il Beato Matteo come proprio patrono.
Chiesa di San Pietro Martire
Eretta nel 1445 e dedicata a San Pietro Martire con l'annesso convento dei frati domenicani come attestato dalla bolla pontificia conservata presso l'archivio storico di Vigevano, venne consacrata nel 1480. In puro stile gotico lombardo con campanile a base ottagonale, si presenta a croce latina imperfetta con pilastri polistili, terminante con coro poligonale alto con sottostante cripta il cui accesso è dato da due ingressi ai lati del presbiterio rialzato. Nella cripta è conservato il corpo del beato Matteo Carreri, protettore di Vigevano, che visse e morì (1470) nell'attiguo convento.
Chiesa di San Carlo
Sita in Via Boldrini, fu iniziata nel 1724 quale sede della congregazione di san Carlo, dall'architetto romano Giovanni Ruggeri. L'interno a navata unica con quattro altari laterali, fu restaurato e decorato nell'Ottocento.
Chiesa di San Francesco
Venne edificata fuori dalle mura cittadine nel 1379, un anno dopo la costruzione del convento dei Frati Minori. Era più piccola, orientata diversamente e occupava lo spazio dell'attuale transetto. Ampliata nel 1447, subì una radicale trasformazione con la totale ricostruzione e il cambio di asse tra il 1465 e il 1470. Nel 1475 viene terminato il campanile la cui costruzione era iniziata nel 1448. Nel 1836 furono rifatte le cappelle. Nel 1847, per ampliare la via San Francesco, venne demolita la cappella dell'Immacolata Concezione, edificata nel 1494 su disegno di Donato Bramante. Tra il 1847 e il 1856 subì un "restauro" che trasformò l'interno in stile neogotico, con la realizzazione delle volte in sostituzione delle capriate a vista e il rialzo del tetto, conseguente al sopralzo di un metro del pavimento che fu portato a livello strada. Tra il 1891 e il 1903, ad opera dell'architetto Moretti, fu ripristinato il disegno gotico lombardo della facciata con il rialzo di alcuni metri, per allinearsi al tetto sopralzato con gli interventi ottocenteschi; inoltre vennero eliminati i piccoli ingressi ai lati del portale di facciata realizzati nel corso del Settecento, allungate le due finestre gotiche e completata la cornice del finestrone tondo rifatto più grande di quello quattrocentesco. A completamento della facciata furono rifatti i pinnacoli. Nel 1931 anche i lati vengono restaurati, riportando all'antica forma la facciata del transetto. Sulla via San Francesco, dopo il portale del lato destro, si trova un ossario di fattura barocca chiamato "chiesetta dei morti".

Architetture civiliModifica

 
Cortile, angolo nord-ovest
 
Disegno ricostruttivo della Rocca Nuova
 
Vista da sud-ovest
 
Palazzo Crespi, sede della Biblioteca Civica
Palazzo Sanseverino
Situato ad ovest del centro storico, in fondo al corso della Repubblica che si diparte dall'ingresso neogotico del castello. Il complesso si presenta fortemente alterato nelle facciate esterne, tanto che non se ne riconoscono le origini rinascimentali e si fatica a coglierne l'aspetto monumentale conservato invece nel cortile interno caratterizzato sul lato nord da un ampio porticato ed un loggiato aereo sorretto da mensole in granito sugli altri lati. In origine gli accessi erano due, uno verso la campagna ad ovest e un altro verso la città ad est, mentre l'attuale ingresso era occupato da uno scalone; un ulteriore passaggio posto sul lato nord conduceva al giardino dove si trovava una scuderia.
Costruito nel 1492 sotto la direzione di Sebastiano Altavilla di Alba come abitazione di Galeazzo Sanseverino comandante la guarnigione sforzesca e sposo di una figlia naturale di Ludovico il Moro, nel 1496 viene trasformato dal Moro in fortezza, con la costruzione di una cinta muraria con quattro torri tonde ed un fossato a circuito del palazzo e del suo giardino, che viene quindi chiamata "Rocca Nuova" in contrapposizione alla rocca edificata da Luchino Visconti, situata ad est dell'abitato che viene così denominata "Rocca Vecchia". All'inizio del Cinquecento, sotto il marchesato di Giangiacomo Trivulzio, si rinforzano gli accessi con la costruzione dei rivellini. Nel 1535, poco prima della sua morte, il Duca Francesco II Sforza fa costruire il porticato con il piano sovrastante e decorare i prospetti sulla corte. Nel 1543, per volontà di Alfonso D'Avalos viene realizzato un terrapieno di difesa esterna che comporta la demolizione di 42 case, soprattutto verso il castello. Nel 1646, dopo la conquista francese dell'anno prima, la rocca viene presa dagli spagnoli che ne demoliscono le strutture difensive. Si salva dalla distruzione il palazzo e parte della muratura edificata da Ludovico il Moro sul lato ovest, di tale muratura ne rimane un ampio tratto con l'originale accesso verso la campagna. Nel 1655 Giovanna Eustachia della Santa Croce riceve in dono dal Re di Spagna il palazzo e le macerie delle fortificazione, che vengono vendute, quindi trasforma l'edificio in un monastero dedicato a S. Chiara con la costruzione di una chiesa addossata al lato sud e consacrata nel 1680, sul sito dell'attuale strada. Nel 1805 il monastero viene soppresso quindi il palazzo viene lottizzato e acquistato da privati che lo trasformano in abitazioni, demoliscono la chiesa e realizzano a loro spese l'attuale strada. Con la costruzione della strada odierna gli ingressi originali vengono chiusi e si realizza quello attuale con la ricostruzione della parte su cui addossava la chiesa e il rimaneggiamento della facciata della parte sud-ovest che viene occupata dall'albergo "della Corona". Verso la fine dell'Ottocento vengono costruiti i due edifici situati tra il palazzo e la superstite muratura della rocca, edifici che fino a pochi decenni fa, insieme a parte del palazzo, hanno ospitato l'albergo "dei Tre Re". Nel 1937 viene ristrutturata la parte sud-est del corpo su strada con il rifacimento della facciata nella forma attuale. Parte delle mura superstiti della rocca voluta dal Moro vengono ulteriormente demolite con la costruzione di un edificio negli anni sessanta.
Palazzo Crespi
Eretto nel 1893 da Giuseppe Crespi, fondatore dell'omonimo cotonificio, fu acquistato dai signori Gagliardone e poi dai Biffignandi; successivamente venne ceduto al P.N.F. come Casa del Fascio. Nel secondo dopoguerra passò al Comune che, dal 1966, vi ospita la Biblioteca, intitolata nel 1983 allo scrittore vigevanese Lucio Mastronardi. I Musei Civici, che comprendono la Pinacoteca Civica e il Museo della Calzatura, prima situati presso questo Palazzo, sono stati trasferiti dal 2009 presso il Castello Sforzesco.
Le facciate mostrano paraste e tamponamenti a bugnato liscio al primo piano, mentre i piani superiori restano decorati con le sole paraste; le finestre sono incorniciate con timpano a motivi geometrici e si alternano a balconate in pietra con pilastrini al primo piano e in ferro battuto decorato al secondo piano. All'interno lo scalone d'onore si articola in quattro rampe ad andamento ottagonale con gradini in marmo. Alcune delle sale conservano affreschi ai soffitti con temi decorativi e figurativi in stile liberty. Adiacente al palazzo, un giardino cintato conserva antichi alberi ad alto fusto.
Palazzo Saporiti
Sito in via Cairoli 27, fu costruito nel 1846 con i lasciti del Marchese Marcello Saporiti. Dopo aver ospitato il Collegio Nazionale e il Convitto Saporiti, dal 1887 è sede del Liceo Benedetto Cairoli.

Architetture militariModifica

Castello Sforzesco
 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Sforzesco di Vigevano.

Il castello è in realtà un complesso di edifici il cui perimetro si estende su un'area di oltre due ettari, nel punto più alto della città. Gli edifici sono tutti legati tra di loro ed appaiono come una struttura unica con molte articolazioni.

Il nucleo iniziale risale al X secolo, ma inizia ad assumere l'aspetto attuale nel 1341, con la cosiddetta rocca vecchia. Dal 1466 si succedono vari interventi che trasformano il castello nella residenza dei duchi Sforza. Altre consistenti modifiche si hanno a partire dalla prima metà dell'Ottocento, per adeguare il castello ad esigenze militari.

L'uso militare venne abbandonato sul finire degli anni '60 del Novecento; nel 1980, dopo un decennio di abbandono, iniziano i lavori di restauro e recupero del grande complesso di edifici.

Attualmente è sede museale.

AltroModifica

Piazza Ducale
Piazza Ducale a Vigevano, nel cuore della città, è una delle più famose piazze d'Italia. Venne costruita per volere di Ludovico il Moro su disegno di Leonardo Da Vinci in soli due anni, tra il 1492 ed il 1494 come anticamera del castello divenuto residenza ducale.
Si presenta a pianta rettangolare di 138 metri per 46, con orientamento prevalente nord-ovest/sud-est; è racchiusa su tre lati da edifici porticati omogenei e sul quarto lato dalla facciata della cattedrale. All'angolo sud-ovest si trova la rampa che conduce al cortile del castello passando sotto la torre del Bramante. L'aspetto attuale della piazza è dovuto in buona parte agli interventi del 1680, compiuti dal Vescovo Caramuel e da opere successive.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

 
La chiesa di Santa Maria del Popolo

Abitanti censiti[20]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 1º gennaio 2018 gli stranieri residenti a Vigevano con regolare permesso di soggiorno erano 9 366, pari a circa il 14,8% della popolazione. Le nazionalità più rappresentate erano:[21]:

  1. Egitto, 1 722
  2. Romania, 1 323
  3. Albania, 989
  4. Marocco, 718
  5. Ecuador, 479
  6. Cina, 455
  7. Perù 432
  8. Tunisia, 379
  9. Filippine, 376
  10. Ucraina, 321

CulturaModifica

EventiModifica

Palio delle contrade di Vigevano

StampaModifica

A Vigevano hanno sede L’Informatore Vigevanese, L'Araldo Lomellino e L'Aurora della Lomellina.

TeatroModifica

 
Teatro civico Cagnoni

Da segnalare anche il teatro Cagnoni inaugurato nel 1873, sede ogni anno di una stagione teatrale ricca di eventi e manifestazioni.

CucinaModifica

Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la Lomellina, spiccano insaccati, formaggi e i piatti a base di riso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.

Dolceriso del Moro

Si dice che il Dolceriso sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco di Vigevano. Era la primavera del 1491, Beatrice d'Este, la raffinata, giovane moglie di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, voleva un dolce speciale da offrire al "signor suo consorte" e agli ospiti che qui trascorrevano "tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste". E il dolce è vera espressione rinascimentale. Legato al territorio, perché ripieno di quel riso la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l'impresa araldica dello "scovino", caro al Moro, ne impreziosisce la forma.
Ingredienti:
Pasta frolla: Farina di grano, burro, zucchero, uova, aromi.
Ripieno: riso e latte, pinoli, mandorle, cedro candito, farina di mandorle, acqua di rose.

MuseiModifica

All'interno del Castello Sforzesco sono presenti il Museo internazionale della calzatura, la Pinacoteca Civica e, da maggio 2016, la Leonardiana, un museo dedicato all'opera di Leonardo da Vinci[22].

Presso le sale dell'ex-orfanotrofio Merula, in Via Merula, 40, si trova il Museo dell'Imprenditoria vigevanese. L'intero nucleo dei Musei Civici è stato dedicato a Luigi Barni (1º ottobre 1877 – 28 maggio 1952), uomo di grande lungimiranza e fervente passione che contribuì significativamente alla nascita e alla crescita delle collezioni d'Arte esposte.

Pinacoteca "Casimiro Ottone"Modifica

La stagione della grande pittura italiana ed europea del XIX secolo costituisce il cuore pulsante della Pinacoteca Civica. Una stagione che a Vigevano si apre con la figura di Giovanni Battista Garberini, (1819-1896) maestro riconosciuto della pittura vigevanese moderna ed autore di una imponente galleria di ritratti di esponenti della borghesia cittadina. L'impetuoso sviluppo industriale di Vigevano seguito all'unità nazionale porta alla ribalta una nuova classe imprenditoriale che manifesta uno spiccato gusto per l'arte pittorica: appartengono a quell'epoca gli acquisiti della “Marina” di Pompeo Mariani e della monumentale composizione storica “La morte di Carlo Emanuele II” di Francesco Valaperta. Gli anni settanta dell'Ottocento segnano un rinnovamento formale per la pittura lombarda e quindi, di riflesso, per la pittura vigevanese. Gli esponenti di punta della nuova stagione sono Ambrogio Raffele (1845-1928) e Casimiro Ottone (1856-1942) che suscitarono l'interesse e la menzione di Federico Zeri in occasione di una mostra organizzata nel 1997. Se Raffele si dedica quasi esclusivamente al paesaggio privilegiando le vedute di località alpestri (specialmente della Valle d'Aosta), Ottone si rivolge alla figura come dimostra la folta sequenza di intensi volti femminili che richiamano stilemi tardo scapigliati. La generazione di pittori a cavallo dei due secoli è bene rappresentata da Luigi Bocca (1872-1930), Luigi Barni (1877-1952) e dai fratelli Cesare e Ferdinando Villa. Luigi Bocca è il personaggio di maggior spessore, come testimonia la sua produzione incentrata sul ritratto e sulla composizione con figure umane bene esemplificata nel delicato “Per tua dote”. La stagione del Novecento pittorico ha invece in Mario Ornati (1887-1955) e Carlo Zanoletti (1898-1981) i protagonisti. In particolare Zanoletti si distingue per la sua particolare lettura dei paesaggi del fiume Ticino e dei suoi frequentatori (barcaioli, ma anche gente comune). Tra i rappresentanti della scultura di Otto e Novecento a Vigevano, che trovano spazio nel percorso di visita, in un dialogo perfetto tra pittura e scultura, troviamo Pasquale Miglioretti, Alfredo Berengario Ubezio, Giovan Battista Ricci e Cesare Villa.

CinemaModifica

È la cittadina protagonista del film Il maestro di Vigevano, diretto da Elio Petri nel 1963 con Alberto Sordi.

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

Il centro storico della città ha una pianta a semicerchio con via Rocca Vecchia a fare da diametro e il sistema di Corso Garibaldi-Cavour da arco, quest'ultimo costruito lungo il confine delle antiche mura. Le due principali piazze del centro, Ducale e Sant'Ambrogio, sono collegate dalla breve via Roma, sede di negozi e bar. Dal centro storico i principali assi viari che si dipanano sono quello di corso Novara verso nord, di corso Pavia verso sud-est e di corso Milano verso nord-est, in corrispondenza delle antiche porte. Le altre due principali arterie cittadine rivolte rispettivamente a sud-ovest e sud, corso Torino e corso Genova, hanno inizio da Piazza Volta, uno dei principali snodi viari di Vigevano situato di fronte a Palazzo Sanseverino. Ne risulta quindi una città costruita a raggiera, in maniera non dissimile da Milano e altre importanti città del nord. L'intero capoluogo lomellino è cinto da un anello di circonvallazione concluso nel 2012 con l'apertura del tratto da corso Milano a corso La Malfa, a nord.

La struttura del centro storico è fortemente medievale, ricca di viottoli e piazzette. Tra queste spicca Piazza Martiri della Liberazione, sulla quale si affaccia l'auditorium San Dionigi. Tra le vie più frequentate in virtù delle attività commerciali presenti risaltano Corso Vittorio Emanuele II, Via XX Settembre, Corso della Repubblica e Via del Popolo, quest'ultima ricca di palazzi risalenti al XVIII e XIX secolo, in buono stato di conservazione. La forte presenza di una comunità straniera, soprattutto di origine araba, ha permesso di creare uno dei quartieri vigevanesi più peculiari, spartito tra le vie Mulini, Costa e Riberia, nel settore meridionale del centro storico. Ricca di negozi tipici quali macellerie e kebabberie, oltre a sartorie e panetterie, l'ampia zona permette alla città ducale di offrire un panorama antropico unico nella Provincia di Pavia.

Le contrade e il PalioModifica

In occasione del Palio delle Contrade, organizzato ogni anno dall'Associazione Sforzinda, presso il Castello si sfidano con quattro giochi popolari dodici contrade (di cui tre di recente istituzione) che riprendono le originarie contrade quattrocentesche:

  1. Castello: contrada del Duca, padrone dei giochi. (Sant'Ambrogio - Duomo)
  2. Costa: contrada con sede nel convento di San Pietro Martire. (San Cristoforo in San Pietro Martire)
  3. Strata: contrada con sede nella chiesa di Santa Cecilia (Chiesa del Sacro Cuore).
  4. Mercanti: contrada dei mercanti della città. (San Francesco)
  5. San Crispino e San Crispiniano: contrada degli artigiani cittadini che venivano anticamente riuniti in corporazioni. (Gesù Divin Lavoratore)
  6. Cicerino: contrada situata presso l'antica Porta Cicerino da cui il nome e presieduta dalla corporazione dei panettieri. (Beata Vergine Addolorata)
  7. San Martino: contrada corrispondente al borgo di San Martino, fuori le mura, contraddistinto da acquitrini e paludi. (Beata Vergine Immacolata)
  8. Griona: contrada presieduta dai guardiani delle acque, preziosissime un tempo nella lomellina per la coltivazione del riso. (S.Maria di Fatima)
  9. Valle: contrada che comprende i feudi rurali esterni alla città. (Santi Giovanni e Pio)
  10. Predalata: contrada situata presso l'antica Porta Predalata. (Cuore Immacolato di Maria - Madonna Pellegrina)
  11. Contado: contrada situata presso Santa Maria delli pesci e presieduta dai pescatori della città. (Cristo Re)
  12. Bronzone: contrada situata presso la porta detta «Il Bronzone» (al confine con la Rocca Vecchia) era presieduta dall'Ospedale dei Pellegrini. (San Giuseppe)

FrazioniModifica

 
La chiesa di San Giorgio (X sec.)
  • Piccolini: in prossimità della frazione trova spazio un ampio Istituto Penitenziario. Dal 1993 al 2014 con la denominazione di Casa Circondariale, dal 2014 ad oggi Casa di Reclusione. L'istituto si articola in due reparti, uno maschile e l'altro femminile. Fino al 2014 era dotato dei circuiti di alta e media sicurezza e protetti; dal 2014 è presente una sola sezione di alta sicurezza, al reparto femminile.[23]
  • Buccella
  • Fogliano
  • Morsella
  • Sforzesca

EconomiaModifica

Vigevano è da secoli uno dei poli di riferimento per quanto riguarda la manifattura lombarda e italiana: fu Ludovico il Moro a introdurre nel capoluogo lomellino l'industria della seta[24], che accanto alla già consolidata tradizione laniera contribuirà ad assegnare una fisionomia ben definita a uno dei principali centri industriali dell'Italia settentrionale.

Il settore più importante dell'economia vigevanese è quello calzaturiero con produzione di scarpe, accessori, materiali e macchine per calzature. Già attiva all'inizio del XX secolo, la manifattura calzaturiera cominciò ad affermarsi durante la prima guerra mondiale, per raggiungere l'apice durante gli anni cinquanta, in contemporanea all'esportazione di decine di milioni di scarpe in Italia e all'estero che permisero a Vigevano di guadagnarsi il titolo di capitale della calzatura[25].

Nei decenni successivi, in particolare a partire dagli anni '70, con il progressivo spostamento della produzione verso i paesi in via di sviluppo e una forte concorrenza interna ebbe inizio una crisi sempre più profonda del settore. Nonostante ciò la città e i comuni limitrofi costituiscono ancora oggi uno dei riferimenti per l'industria calzaturiera italiana, grazie anche a una specializzazione nel meccano-calzaturiero che ha portato Vigevano ad essere leader mondiale nella produzione di macchinari per calzature.[26]

L'agricoltura è principalmente incentrata sulla produzione del riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in Lomellina. È inoltre da segnalare che la vicina Cassolnovo è indicata come probabile sede della prima risaia italiana.[27]

Infrastrutture e trasportiModifica

 
La stazione ferroviaria

StradeModifica

Il comune vigevanese è attraversato dalla strada statale 494 Vigevanese che, passando per Vigevano, collega Milano ad Alessandria.

Ferrovie e tranvieModifica

La stazione di Vigevano, posta lungo la ferrovia Milano-Mortara, è servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia. Nonostante il peso demografico e l'importanza della città, soprattutto a livello industriale, non esistono a tutt'oggi collegamenti ferroviari con il capoluogo di Provincia, Pavia, creando così una situazione praticamente unica a livello nazionale: i due comuni più popolosi di una Provincia non dispongono di un collegamento ferroviario diretto.

Nel centro cittadino sorgeva, fra il 1884 e il 1934, un analogo impianto a servizio della tranvia Novara-Vigevano-Ottobiano.

Mobilità urbanaModifica

Il trasporto pubblico cittadino è svolto mediante autolinee urbane e interurbane esercite rispettivamente dalle società LINE S.p.A. e Autoguidovie S.p.A.[28]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 aprile 1945 3 maggio 1946 Francesco Garbarino PSI Sindaco
3 maggio 1946 maggio 1950 Attilio Bonomi PCI - PSI Sindaco
maggio 1950 Paolo Morselli Sindaco
1953 Ernesto Boselli Sindaco
1953 1957 Francesco Soliano Sindaco
23 dicembre 1957 1960 Pietro Piazza PSI Sindaco
29 dicembre 1960 22 novembre 1964 Corasmino Maretti PSI Sindaco
26 gennaio 1965 1965 Franco Pozzi PCI Sindaco
1965 febbraio 1966 Francesco Mognaschi Comm. pref.
4 febbraio 1966 29 aprile 1968 Gastone Veronese PSI Sindaco
16 luglio 1968 17 novembre 1968 Mario Zaccone Giunta tecnica
17 novembre 1968 1969 Ermanno Nobile PCI Sindaco
1969 1975 Franco Pozzi PCI Sindaco
1975 1980 Luigi Bertone PCI Sindaco
1980 1985 Carlo Santagostino PCI Sindaco
1985 1987 Damiano Nigro DC Sindaco
1987 1989 Lucia Rossi DC Sindaco
1989 1990 Rosario Riccio Mandoliti PSI Sindaco
1990 1993 Lucia Rossi DC Sindaco
21 giugno 1993 1996 Giuseppe Rubini Lega Nord Sindaco
1996 2000 Valerio Bonecchi L'Ulivo Sindaco
16 aprile 2000 28 marzo 2010 Ambrogio Cotta Ramusino centrodestra Sindaco
12 aprile 2010 in carica Andrea Sala Lega Nord Sindaco

GemellaggiModifica

SportModifica

CalcioModifica

La maggiore realtà calcistica cittadina è la S.S.D. Città di Vigevano s.r.l., militante in Eccellenza (con un fiorente settore giovanile, con il quale partecipa ai campionati regionali con Juniores, Allievi e Giovanissimi; è inoltre un Centro Pilota FIGC e una "Scuola di Calcio Specializzata"). La seconda squadra, il Vigevano San Giorgio, militante in Seconda Categoria, è in realtà erede diretto dello storico Vigevano Calcio, fallito nel 2015.

Nonostante siano passati quasi quarant'anni dall'ultima volta in cui il Vigevano abbia giocato in campionati professionistici, la squadra locale rimane ancora oggi quella con la migliore tradizione sportiva in Provincia di Pavia, con ben 11 partecipazioni al campionato di Serie B, a fronte delle 4 ottenute dal Pavia.

Le altre realtà calcistiche ducali sono:

  • A.C.D. Gambolò Gifra: frutto dell'unione della vigevanese GiFra Vigor e dell'A.C. Gambolò, milita nel campionato di Seconda Categoria;
  • G.S. Superga, militante in Terza Categoria;
  • Accademia Lomellina, società satellite del Città di Vigevano di esclusivo settore giovanile.

BasketModifica

Vigevano è città dalla grande tradizione cestistica. Nella seconda metà degli anni settanta la società Pallacanestro Vigevano, sponsorizzata Mecap, strappò una storica promozione in Serie A1, annoverando negli anni campioni di grande prestigio come Albanese, Malagoli, Solman, Mayes, Iellini, Polesello, Franzin, Crippa, Delle Vedove, Thomas, Urga, Zanatta, Boni, Dellavalle, Premier e molti altri. Negli anni più recenti la principale realtà cestistica cittadina è stata la Nuova Pallacanestro Vigevano, che nella stagione 2008/2009 è tornata nel basket professionistico (Lega2) dopo 25 anni, passati per la maggior parte in A dilettanti (ex-B1). Nel 2010, a causa di problemi fiscali, la squadra è stata retrocessa dalla Lega Nazionale in Prima Divisione e successivamente non si è iscritta al campionato. Da segnalare tuttavia, nell'estate del 2013, la nascita del progetto Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, la cui prima squadra milita al 2016 nel campionato di serie C Gold. Nella stagione 2017-2018, i gialloblù dopo un'autentica marcia trionfale di sole vittorie nella regular-season, vincono il campionato di serie C Gold e vengono promossi in Serie B. Esistono numerose altre realtà, quali la Pro Vigevano Parona, che partecipa al Campionato di Serie D, la Junior Basket, in Promozione, la C.A.T. (Congregatio Altae Turris), che dopo aver disputato diversi campionati in serie C e D ha un ricco settore giovanile e milita con la prima squadra nel campionato di Prima Divisione, stessa categoria in cui milita il Nuovo Basket Vigevano, accanto ad altre squadre militanti in nei campionati U.I.S.P. e giovanili.

TriathlonModifica

A Vigevano ha sede l'Associazione Sportiva Dilettantistica Junior Club Triathlon Vigevano, fondata nel 2006; nel 2009 è stato avviato il settore giovanile. Dal 2012 viene organizzato il “Trofeo Città di Vigevano”, facente parte del circuito nord-ovest giovanile.

Hockey su pratoModifica

La città di Vigevano vanta una singolare eccellenza sportiva nell'ambito dell'hockey su prato, con la propria compagine, la Paolo Bonomi, che con i suoi due scudetti rappresenta ancora oggi il punto più alto mai raggiunto da una squadra della provincia di Pavia in qualsiasi competizione sportiva. Entrambi gli scudetti furono vinti in un periodo nel quale lo scenario hockeystico italiano era dominato dalla squadra vigevanese: il primo nella stagione 1972/1973, sponsorizzata dalla ditta vigevanese Co.Ge.Ca., il secondo nella stagione 1979/1980. Le partite della Paolo Bonomi sono disputate presso Castello d'Agogna. La squadra è ritornata nel 2009 in serie A1, lega alla quale è ancora scritta alla stagione 2016/17 dopo anni di solidi risultati.

La Scarpa d'oroModifica

La tradizionale gara podistica internazionale denominata "Scarpa d'Oro" si svolge all'inizio della stagione primaverile.

È una corsa di mezzofondo, su strada, nata nel 1980 da un'idea di Lord Sebastian Coe, ex atleta, Pari d'Inghilterra e presidente della candidatura olimpica di Londra per i Giochi organizzati nel 2012.

Il percorso, di circa 8 km, si snoda tra le vie storiche della città con arrivo nella Piazza Ducale.

Dal 2006 la corsa ha ottenuto la denominazione di Half Marathon: in programma tradizionalmente l'ultima domenica di marzo e affiancata alla Family Run, corsa a passo libero per le famiglie, ha negli anni visto un incremento dei partecipanti.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it. URL consultato il 16 marzo 2013.
  3. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Vigevano", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  4. ^ GRUPPO AVGEVAN, Vocaboli inediti del dialetto vigevanese, Vigevano, Tipografia Nazionale Sai, 1996, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ http://www.in-lombardia.it/turismo-in-lombardia/pavia-turismo/musei-pavia/museo-internazionale-della-calzatura
  6. ^ a b http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2004/10/10/PMCPO_PMC02.html
  7. ^ CLIMA: VIGEVANO, su it.climate-data.org. URL consultato il 22 luglio 2015.
  8. ^ (EN) Silvia Paltineri, Per una protostoria del territorio di Pavia, fra vecchi e nuovi dati, in "Casteggio e l'antico. 25 anni di ricerche archeologiche in provincia di Pavia", a cura di S. Maggi e M.E. Gorrini, Flos Italiae 12, Firenze 2014, pp. 27-37.. URL consultato il 30 marzo 2019.
  9. ^ http://storiedilomellina.altervista.org/vigevano-storia-.html
  10. ^ a b (EN) Serena Scansetti, Invernizzi Rosanina, Scansetti Serena, Valle Gianfranco, "Gli scavi archeologici nel Castello di Vigevano" in "Tra Visconti e Sforza. Nuove testimonianze vigevanesi dagli scavi archeologici e dagli archivi", a cura di R. Invernizzi, N. Sanna, C. Baratti, P. Muggiati, Vigevano, 2015. URL consultato il 30 marzo 2019.
  11. ^ Notizie appartenenti alla storia della sua patria, Volume 3, su books.google.it.
  12. ^ a b c Vigevano, su treccani.it.
  13. ^ a b c d Vigevano «quasi-città» e la corte di Ludovico il Moro (PDF), su rmoa.unina.it.
  14. ^ Guerra e navi sui fiumi dell'Italia settentrionale (secoli XII- XIV), su academia.edu.
  15. ^ "Come i Visconti asediaro Pavia". Assedi e operazioni militari intorno a Pavia dal 1356 al 1359, su academia.edu.
  16. ^ http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2009/08/05/PE4PN_PE401.html
  17. ^ https://www.liberoquotidiano.it/news/milano/11833802/La-corsa-dei-comuni-di-confine.html
  18. ^ https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/vigevano-citta-metropolitana-1.1371779
  19. ^ https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/06/15/news/maroni-stronca-la-fusione-tra-vigevano-e-milano-1.15492369
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Cittadini stranieri Vigevano 2018, su http://www.tuttitalia.it. URL consultato il 15 gennaio 2019.
  22. ^ http://www.leonardiana.it
  23. ^ Ministero della Giustizia - Schede trasparenza Istituti Penitenziari ⁓ 2018, su www.giustizia.it. URL consultato il 16 luglio 2018.
  24. ^ http://www.museoimprenditoriavigevanese.rcvigevanomortara.info/home/archivio/01---la-parte-storica/01-pag-2-la-storia-economica
  25. ^ http://senato.archivioluce.it/senato-luce/scheda/video/IL5000043498/2/Vigevano-capitale-della-calzatura.html
  26. ^ Copia archiviata, su osservatoriodistretti.org. URL consultato il 15 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2012).
  27. ^ http://www.prodottitipicilombardia.it/cereali
  28. ^ Bus, rivoluzione biglietti dal 1º aprile - Cronaca - La Provincia Pavese, in La Provincia Pavese, 15 marzo 2018. URL consultato il 10 giugno 2018.

BibliografiaModifica

  • Letizia Arcangeli, Gian Giacomo Trivulzio marchese di Vigevano e il governo francese nello Stato di Milano (1499-1518), in Giorgio Chittolini (a cura di), Vigevano e i territori circostanti alla fine del Medioevo, Milano 1997.
  • Storia di Vigevano, su vigevano.net. URL consultato il 16 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2011).
  • Storia di Vigevano - I Visconti e gli Sforza, su paliodivigevano.it. URL consultato il 16 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2009).
  • Storia - Tribunale di Vigevano, su tribunaledivigevano.it. URL consultato il 18 novembre 2010.
  • Vigevano città d'arte: alla scoperta del territorio. - Vigevano: Ievve, [1998]. - 223 p. : ill. ; 29 cm.

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