Leonardo Sandri

cardinale e arcivescovo cattolico argentino
Leonardo Sandri
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Il cardinale Sandri nella basilica di San Pietro in Vaticano l'11 ottobre 2014.
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Ille fidelis
 
TitoloCardinale vescovo dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari (dal 2018)
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nato18 novembre 1943 (76 anni) a Buenos Aires
Ordinato presbitero2 dicembre 1967 dall'arcivescovo Juan Carlos Aramburu (poi cardinale)
Nominato arcivescovo22 luglio 1997 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato arcivescovo11 ottobre 1997 dal cardinale Angelo Sodano
Creato cardinale24 novembre 2007 da papa Benedetto XVI
 

«Carissimi fratelli e sorelle, alle 21:37 il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla casa del Padre. Preghiamo per lui.»

(Annuncio di Leonardo Sandri in occasione della morte di papa Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005.)

Leonardo Sandri (Buenos Aires, 18 novembre 1943) è un cardinale e arcivescovo cattolico argentino, dal 9 giugno 2007 prefetto della Congregazione per le Chiese orientali e dal 24 gennaio 2020 sottodecano del Collegio cardinalizio.

BiografiaModifica

Nasce a Buenos Aires, sede arcivescovile, il 18 novembre 1943 da Antonio Enrico Sandri e Nella Righi, emigranti trentini in Argentina provenienti dalla cittadina di Ala.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Il 2 dicembre 1967 è ordinato presbitero dall'arcivescovo Juan Carlos Aramburu.

Il 22 agosto 1991 fa il suo ingresso al servizio della Curia Romana in qualità di reggente della Prefettura della casa pontificia.

Dal 2 aprile 1992 è assessore per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede.

Ministero episcopale e cardinalatoModifica

Il 22 luglio 1997 papa Giovanni Paolo II lo nomina nunzio apostolico in Venezuela ed arcivescovo titolare di Cittanova; succede ad Oriano Quilici, precedentemente nominato nunzio apostolico in Svizzera e Liechtenstein. L'11 ottobre successivo riceve l'ordinazione episcopale, nella basilica di San Pietro in Vaticano, dal cardinale Angelo Sodano, coconsacranti il cardinale Juan Carlos Aramburu e l'arcivescovo Giovanni Battista Re.

Il 1º marzo 2000 è trasferito alla nunziatura apostolica in Messico[1], succedendo così a Justo Mullor García, precedentemente nominato presidente della Pontificia accademia ecclesiastica.

Il 16 settembre dello stesso anno è nominato sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede[2]; succede a Giovanni Battista Re, nominato prefetto della Congregazione per i vescovi.

La sera del 2 aprile 2005, in piazza San Pietro, annuncia la triste notizia della dipartita di papa Giovanni Paolo II.

Il 9 giugno 2007 papa Benedetto XVI lo nomina prefetto della Congregazione per le Chiese orientali e gran cancelliere del Pontificio istituto orientale[3]; succede al cardinale Ignazio Mosé I Daoud, dimessosi per raggiunti limiti di età.

Nel concistoro del 24 novembre 2007 papa Benedetto XVI lo crea cardinale diacono dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari; il 2 dicembre seguente prende possesso della diaconia.

Il 12 e il 13 marzo 2013 partecipa come cardinale elettore al conclave che porta all'elezione di papa Francesco.

Il 19 maggio 2018 opta per l'ordine presbiterale mantenendo la sua diaconia elevata pro illa vice a titolo[4]. Il 26 giugno dello stesso anno papa Francesco, derogando ai canoni 350 §§ 1-2 e 352 §§ 2-3 del Codice di diritto canonico, lo eleva all'ordine dei cardinali vescovi, con effetto dal 28 giugno successivo[5].

Il 24 gennaio 2020 papa Francesco approva la sua elezione a sottodecano del Collegio cardinalizio[6].

Attualmente è membro delle congregazioni per la dottrina della fede, per i vescovi, per l'evangelizzazione dei popoli, per l'educazione cattolica, del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, del dicastero per la comunicazione, dei pontifici consigli per la promozione dell'unità dei cristiani, per il dialogo interreligioso, per i testi legislativi, della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano ed è consigliere della Pontificia commissione per l'America Latina.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

Galleria d'immaginiModifica

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine dell'Amicizia (Armenia)
«Per i valori spirituali, il contributo al rafforzamento dei legami bilaterali tra Armenia e Santa Sede, nonché per le attività.»
— 16 settembre 2015
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
— Brasile, 2003
  Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Cavaliere di Madara (Bulgaria)
— Bulgaria, 2003
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Casa Savoia)
— 2002
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Bernardo O'Higgins (Cile)
— Cile, 1993
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Colombia)
— Colombia, 2002
  Cavaliere dell'Ordine del Liberatore degli Schiavi José Simeón Cañas (El Salvador)
— El Salvador, 2004
  Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— Francia, 2003
  Gran croce al merito con placca e cordone dell'Ordine al Merito di Germania (Germania)
— Germania, 2008
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Quetztal (Guatemala)
— Guatemala, 2002
  Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 4 ottobre 1985[7]
  Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 27 novembre 1992[8]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Sostituto della Segreteria di Stato - Città del Vaticano. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 13 giugno 2005[9]
  Cavaliere dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano)
— Libano, 2001
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo)
— Lussemburgo, 2006
  Grand'Ufficiale dell'Ordine Nazionale al Merito (Paraguay)
— Paraguay, 1995
  Croce di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2010
  Grand'Ufficiale dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2004[10]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2012[10]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
— Roma, 2007
  Membro di II Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia)
— Slovacchia, 2002
  Cappellano di Gran Croce Conventuale ad Honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)
— 2002
  Cavaliere di Gran Croce pro piis Meritis Melitensi dell'Ordine pro Merito Melitensi (SMOM)
— Roma, 18 febbraio 2006[11]
  Balì Gran Croce di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)
— Roma, 23 aprile 2010[12]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— Madrid, 27 aprile 2001[13]
  Ordine al Merito di III Classe (Ucraina)
— Ucraina, 2004
  Croce di Commendatore con Placca dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria)
— Ungheria, 2005
  Gran Cordone dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)
— Venezuela, 2000

NoteModifica

  1. ^ Rinunce e nomine. Nomina del Nunzio Apostolico in Messico, su press.vatican.va, 1º marzo 2000. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  2. ^ Rinunce e nomine. Nomina del Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, su press.vatican.va, 16 settembre 2000. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  3. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia del Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e nomina del successore, su press.vatican.va, 9 giugno 2007. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  4. ^ Concistoro per il voto su alcune Cause di Canonizzazione, su press.vatican.va, 19 maggio 2018. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  5. ^ Rescriptum ex audientia SS.MI, su press.vatican.va, 26 giugno 2018. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  6. ^ Rinunce e nomine. Approvazione dell'elezione del Decano e del Vice-Decano del Collegio Cardinalizio, su press.vatican.va, 24 gennaio 2020. URL consultato l'11 febbraio 2020.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ a b Tabella degli insigniti (XLS), su canord.presidency.ro. URL consultato il 26 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2014).
  11. ^ Dal sito web del Sovrano Militare Ordine di Malta.
  12. ^ Dal sito web del Sovrano Militare Ordine di Malta.
  13. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

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