Apri il menu principale

Angelo Sodano

cardinale e arcivescovo cattolico italiano
Angelo Sodano
cardinale di Santa Romana Chiesa
Card. Angelo Sodano.jpg
Coat of arms of Angelo Sodano.svg
Ut unum sint
 
TitoloCardinale vescovo di Ostia
Cardinale vescovo di Albano
Cardinale commendatario di Santa Maria Nuova
Incarichi attualiDecano del Collegio cardinalizio
Incarichi ricopertiNunzio apostolico in Cile
Segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa
Segretario per i Rapporti con gli Stati
Presidente della Pontificia Commissione per la Russia
Presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione
Pro-Segretario di Stato di Sua Santità
Cardinale presbitero di Santa Maria Nuova
Segretario di Stato di Sua Santità
Presidente della Commissione Interdicasterale per le Chiese Particolari
Presidente della Commissione Interdicasterale per le Chiese in Europa Orientale
Cardinale protettore della Pontificia Accademia Ecclesiastica
Sottodecano del Collegio cardinalizio
 
Nato23 novembre 1927 (90 anni) ad Isola d'Asti
Ordinato presbitero23 settembre 1950 dal vescovo Umberto Rossi
Nominato arcivescovo30 novembre 1977 da papa Paolo VI
Consacrato arcivescovo15 gennaio 1978 dal cardinale Antonio Samorè
Creato cardinale28 giugno 1991 da papa Giovanni Paolo II
Firma
Signature of Angelo Sodano.svg
 

Angelo Sodano (Isola d'Asti, 23 novembre 1927) è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, già Segretario di Stato di Sua Santità. Dal 30 aprile 2005 è decano del Collegio cardinalizio.

Indice

BiografiaModifica

Secondo dei sei figli di Giovanni Sodano e Delfina, il padre fu deputato del Parlamento italiano, eletto nelle file della Democrazia Cristiana per tre legislature, dal 1948 fino al 1963.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Deve la vocazione al sacerdozio al clima di fede in cui crebbe. Entrato nel seminario di Asti, proseguì gli studi a Roma, prima all'Università Gregoriana, per gli studi teologici, poi all'Università Lateranense per gli studi giuridici. Venne ordinato sacerdote il 23 settembre 1950 dal vescovo Umberto Rossi. Poi cominciò una lunga carriera nella diplomazia vaticana.

L'Ecuador fu la prima nazione in cui venne inviato, nel 1961, come addetto nella nunziatura apostolica. In seguito venne l'esperienza in Uruguay. Qui Sodano fu anche docente della neonata Università Cattolica. Nel 1968 venne richiamato a Roma da Agostino Casaroli per affiancarlo alla Segreteria di Stato, nel "Consiglio per gli Affari Pubblici" (oggi "Sezione dei Rapporti con gli Stati"). Si dedicò ad un nuovo campo di attività: i rapporti della Santa Sede con l'Europa, allora ancora divisa in due blocchi, occidentale e orientale.

Aiutò Casaroli nei contatti con i vari governi del blocco orientale. Collaborando con monsignor Giovanni Cheli, trattò con l'Ungheria per la liberazione del cardinale József Mindszenty. Più difficili furono i contatti con l'Unione Sovietica, anche per l'ostilità della Chiesa ortodossa russa, e con il governo rumeno, a causa dell'atteggiamento profondamente antireligioso del regime di Ceaușescu.

Ministero episcopale e cardinalatoModifica

All'inizio del 1978 venne inviato come nunzio apostolico in Cile, paese governato dalla dittatura del generale Augusto Pinochet. Inizialmente gli fu affidata la missione di comporre la crisi internazionale scoppiata tra Cile ed Argentina per la sovranità sulla zona del Canale di Beagle, nella Terra del Fuoco. Il dialogo tra le parti portò nel 1984 a un trattato di pace e amicizia tra i due stati.

Più difficile fu gestire la situazione interna al Cile, paese sottoposto a un governo militare. Sodano, con la collaborazione dell'episcopato locale, riuscì ad organizzare una visita del papa in Cile. Papa Giovanni Paolo II arrivò all'inizio del 1987 e, durante la sua visita, gridò in ben otto città El amor es más fuerte!.

Il 1º marzo del 1989, con l'entrata in vigore della costituzione apostolica Pastor Bonus, assunse il titolo di segretario per i Rapporti con gli Stati. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II accompagnò il papa in 54 viaggi fuori dall'Italia. S'interessò in particolare alla Pontificia Commissione per la Russia, di cui fu presidente nel biennio 1990-1991. Durante il suo mandato concluse più di 30 accordi con Stati esteri e vide salire a 174 i paesi che mantengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

Elevato alla dignità cardinalizia nel concistoro del 28 giugno 1991, il 1º luglio[1] successivo è stato nominato da Giovanni Paolo II cardinale segretario di Stato, dopo che il 1º dicembre 1990 era stato nominato prosegretario di Stato, e il 30 novembre 2002 è stato eletto sottodecano del Collegio Cardinalizio.

Ha ricevuto nel 2004 il Premio Internazionale Vittorino Colombo, assegnatogli dalla Fondazione Vittorino Colombo. Decaduto nella carica il 2 aprile 2005, per la scomparsa di papa Giovanni Paolo II, è stato riconfermato come segretario di Stato dal successore Benedetto XVI, il 21 aprile ed eletto decano dai cardinali del Collegio Cardinalizio, in sostituzione dello stesso Joseph Ratzinger, il 29 aprile 2005. In qualità di sotto-decano, toccò proprio a lui il compito di chiedere al neoeletto papa con quale nome volesse essere chiamato. Il 29 giugno dello stesso anno ricevette il pallio quale cardinale decano, secondo la prassi che era stata inaugurata da Giovanni Paolo II con l'allora cardinal Ratzinger.

Il 22 giugno 2006 papa Benedetto XVI ha accettato la sua rinuncia per raggiunti limiti di età; ha lasciato l'incarico di segretario di Stato il 15 settembre 2006. Gli è succeduto il cardinale Tarcisio Bertone.

Venerdì 23 novembre 2007, al compimento dell'ottantesimo anno di età, è uscito dal novero dei cardinali elettori, anche se ha mantenuto la carica di Decano del Collegio Cardinalizio.

Il 1º settembre 2012 ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica nella Basilica Concattedrale di Sansepolcro in occasione del millenario della fondazione.

Il 18 settembre 2012 è stato nominato padre sinodale della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

Critiche e aspetti controversiModifica

Angelo Sodano è stato un sostenitore di Marcial Maciel Degollado, il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, condannato dalla Santa Sede nel 2006 per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione, delitto punito dal diritto canonico con la scomunica latae sententiae. Resta un sostenitore dei Legionari di Cristo[2][3].

Nel 2010 l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, ha accusato Sodano di aver bloccato nel 1995 la creazione di una commissione d'inchiesta sugli abusi sessuali di cui era stato accusato il suo predecessore Hans Hermann Groër[4]. Nello stesso anno, in occasione della messa pasquale in piazza San Pietro, Sodano ha definito "chiacchiericcio" il clamore mediatico sollevato sulla gestione dello scandalo dei preti pedofili, suscitando le proteste di alcune delle vittime di abusi[5].

Nel settembre del 2011 il gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili Snap (Survivors network of those abused by priests[6]) e il Centro per i diritti costituzionali (Center for Constitutional Rights[7]) hanno depositato presso la Corte penale internazionale dell'Aia un ricorso[8], in cui accusavano papa Benedetto XVI, il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano, e il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale William Joseph Levada, di crimini contro l'umanità[9] per una presunta copertura di reati commessi da sacerdoti contro i minori[10][11][12].

Nel febbraio del 2012 il ricorso è stato ritirato dallo stesso legale proponente, l'avvocato Jeff Anderson. Secondo il legale della Santa Sede, l'avvocato Jeffrey S. Lena, il ritiro del ricorso ha provocato «l'archiviazione immediata della causa, senza che sia necessaria una sentenza in merito emanata dalla corte». Sempre secondo Lena: «Hanno ritirato tutto perché sapevano che avrebbero perso se avessero continuato a perseguire il caso. Non volevano una pronuncia negativa da parte del giudice» che avrebbe fatto giurisprudenza.[13][14].

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Questa è la data riportata in AAS 83 (1991), p. 631.
  2. ^ Money paved way for Maciel's influence in the Vatican e How Fr. Maciel built his empire, National Catholic Reporter, 6 e 12 aprile 2010.
  3. ^ The "other" kingdom, Life after RC, 12 aprile 2010.
  4. ^ Pedofilia, l'arcivescovo di Vienna accusa Sodano: «Insabbiò le inchieste», Corriere della Sera, 9 maggio 2010
  5. ^ Pedofilia, cardinale Sodano: polemiche sono "chiacchiericcio", Reuters Italia, 4 maggio 2010
  6. ^ Survivors Network of those Abused by Priests Home page
  7. ^ Center for Constitutional Rights Home page
  8. ^ Victims' Communication Pursuant to Article 15 of the Rome Statute Requesting Investigation and Prosecution of High-level Vatican Officials for Rape and Other Forms of Sexual Violence as Crimes Against Humanity and Torture as a Crime Against Humanity
  9. ^ Vittime preti pedofili denunciano il Papa. "È colpevole di crimini contro l'umanità", in Larepubblica.it, 13 settembre 2011.
  10. ^ Processate il Papa per crimini contro l'umanità, in Lastampa.it, 13 settembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2012).
  11. ^ Chiesa e pedofilia, ricorso all'Aja «Azione anticattolica». «Patetici», in Avvenire.it, 13 settembre 2011.
  12. ^ Massimo Introvigne, Una paglicciata e un'infamia[collegamento interrotto], La Bussola Quotidiana, 14 settembre 2011.
  13. ^ Stati Uniti. Abusi su minori: archiviata causa contro Santa Sede [collegamento interrotto], in radiovaticana.org, 12 febbraio 2012.
  14. ^ Dov'è finita la notizia?, in Avvenire.it, 15 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2016).
  15. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  16. ^ Tabella degli insigniti
  17. ^ Dal sito web del Sovrano Militare Ordine di Malta.
  18. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN85457471 · ISNI (EN0000 0001 2096 5289 · GND (DE12044819X · BNF (FRcb12432022j (data) · BAV ADV10263711