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Pietro Gasparri

cardinale e arcivescovo cattolico italiano

BiografiaModifica

Nato da famiglia di pastori e contadini a Capovallazza di Ussita in provincia di Macerata, all'epoca parte dello Stato Pontificio, ultimogenito di nove figli di Bernardino Gasparri e di Giovanna Sili, entrò presto nel seminario minore di Nepi dove rimase fino al 1870 e successivamente nel seminario pontificio romano. Studiò quindi teologia al Pontificio Ateneo di Sant'Apollinare a Roma, si laureò in Filosofia, in Teologia e in utroque iure, cioè in Diritto civile e Diritto canonico.

Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1877 a Roma e qui lavorò come segretario personale del cardinale Teodolfo Mertel. Nel frattempo gli fu dato l'incarico per l'insegnamento di Storia ecclesiastica e Teologia presso il Pontificio Seminario Romano. Poi quello di diritto canonico presso il Pontificio Ateneo Urbaniano "De Propaganda fide" a Roma. Fu membro della Facoltà di Istituto Cattolico di Parigi dal 1870 al 1898. Lavorò nelle chiese parrocchiali di Parigi per gli immigrati italiani e fu collaboratore dell'arcivescovo di Parigi. Nel 1896 fu nominato membro della Commissione pontificia per l'esame della validità delle ordinazioni della Chiesa anglicana.

Il 2 gennaio 1898 fu nominato da papa Leone XIII arcivescovo titolare di Cesarea in Palestina in partibus ed inviato quale delegato apostolico in Perù, Ecuador e Bolivia. L'ordinazione episcopale gli fu conferita dal cardinale François Richard. Nel 1901 fu nominato segretario della Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari e nel 1904 della commissione per la codificazione del diritto canonico.

Nel concistoro del 16 dicembre 1907 fu creato cardinale da papa Pio X con il titolo di San Bernardo alle Terme; nel 1915 optò per il titolo di San Lorenzo in Lucina. Gasparri fu camerlengo di Santa Romana Chiesa dal maggio 1914 al gennaio 1915 e poi dal dicembre 1916 fino alla morte.

A seguito dell'improvviso decesso del cardinal Domenico Ferrata, fu nominato da papa Benedetto XV, nell'autunno 1914, cardinal segretario di Stato. Dal 1914 al 1918 egli fu altresì prefetto del Palazzo Apostolico.

Nel 1917, alla promulgazione del codice di diritto canonico, che resterà in vigore fino al 1983 e al quale tanto aveva contribuito, fu nominato da papa Benedetto XV presidente della Commissione per l'interpretazione autentica del Codex Iuris Canonici. Nel 1929 gli sarà affidata pure la presidenza della Commissione per la codificazione del diritto canonico delle Chiese orientali.

Dopo il conclave del 1922 il nuovo papa Pio XI lo riconfermò in tutte le sue cariche, alle quali aggiunse, nel 1925, quella di prefetto della Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari.

L'11 febbraio 1929 sottoscrisse con Benito Mussolini i Patti Lateranensi, i quali misero fine al lungo contenzioso tra Santa Sede e Stato italiano scaturito nel 1870 con la Presa di Porta Pia e la fine del potere temporale dei Papi. Un anno dopo lasciò la Segreteria di Stato. Nel 1930 pubblicò a suo nome il Cathechismus Catholicus. Nel 1933 venne nominato accademico d'Italia per le scienze giuridiche.

Morì a Roma il 18 novembre 1934. Fu sepolto nel cimitero del proprio paese natale, Ussita, dopo un cerimonia funebre celebrata dal nipote cardinale Enrico Gasparri. A Roma gli è dedicata una strada nel quartiere Primavalle.

Genealogia episcopaleModifica

 
La firma dei Patti Lateranensi

Successione apostolicaModifica

OnorificenzeModifica

BibliografiaModifica

  • Francesco Maria Taliani, Vita del Cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato e povero prete, Milano 1938.
  • L. Fiorelli (Hrsg.), Il Cardinale Pietro Gasparri, Roma 1960.
  • Francesco Roberti, Il Cardinal Pietro Gasparri: L'uomo, il sacerdote, il diplomatico, il giurista, Apollinaris, vol. XXIII (1960), pp. 5–43.
  • Carlo Lanza, GASPARRI, Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 52, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1999. URL consultato l'8 ottobre 2017.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN49267224 · ISNI (EN0000 0000 8343 4787 · SBN IT\ICCU\UR1V\000808 · LCCN (ENn88070750 · GND (DE118689657 · BNF (FRcb121721402 (data)