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Lingua coreana

lingua parlata attualmente in Corea
Coreano
Joseonmal (조선말?) - Hangugmal (한국말?)
Parlato in Corea del Nord, Corea del Sud ed altri 18 paesi
Locutori
Totale 77,2 milioni (2010)
Classifica 14
Altre informazioni
Scrittura Hangeul (dal XV secolo)
Tipo SOV agglutinante
Tassonomia
Filogenesi in discussione [1][2][3][4][5][6]
 Coreano
Statuto ufficiale
Ufficiale in Corea del Nord Corea del Nord
Corea del Sud Corea del Sud
Regolato da Istituto nazionale per la lingua coreana (국립국어원 / 國立國語院)
Codici di classificazione
ISO 639-1 ko
ISO 639-2 kor
ISO 639-3 kor (EN)
Glottolog kore1280 (EN)
Linguasphere 45-AAA-a
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
모든 인간은 태어날 때부터 자유로우며 그 존엄과 권리에 있어 동등하다. 인간은 천부적으로 이성과 양심을 부여받았으며 서로 형제애의 정신으로 행동하여야 한다.
Traslitterazione
McCune-Reischauer

Modŭn Ingan-ŭn T'aeŏnal ttaebut'ŏ chayuroumyŏ Kŭ Chon-ŏmgwa Kwollie Issŏ Tongdŭnkhata. Inganŭn Ch'ŏnbujŏgŭro Isŏnggwa Yangsimŭl Puyŏbadassŭmyŏ Sŏro Hyungjeaeŭi Chŏngsinŭro Haengdonghayŏyahanda.

Latinizzazione riveduta

Modeun Ingan-eun Tae-eonal ttaebuteo Jayuroumyeo Geu Jon-eomgwa Gwonrie Iss-eo Dongdeunghada. In'gan-eun Cheonbujeog-euro Iseong-gwa Yangsim-eul Bu-yeobad-ass-eumyeo Seoro Hyungje-ae-ui Jeongsin-euro Haengdongha-yeo-yahanda.
Map of Korean language.png
Diffusione del coreano nel mondo

La lingua coreana è parlata da oltre 77,2 milioni di persone nella penisola coreana. I nomi locali sono: Joseoneo (조선어?, 朝鮮語?) o Joseonmal (조선말?, 朝鮮말?) in Corea del Nord, o anche Hangugeo (한국어?, 韓國語?) o Hangugmal (한국말?, 韓國말?) in Corea del Sud. I diversi nomi derivano dalle diverse denominazioni della Corea del Nord o della Corea del Sud per il loro paese. La maggior parte dei linguisti classifica il coreano come lingua legata alla famiglia nipponica.

Indice

Minoranze coreane in altri paesiModifica

Nel territorio della repubblica popolare cinese è presente una minoranza coreana (Joseonjok (조선족?, 朝鮮族?)). In Cina il coreano ha lo status di lingua ufficiale minoritaria riconosciuta. Nelle repubbliche dell'Asia centrale già facenti parte dell'Unione Sovietica vive una minoranza coreana denominata Koryeoin (고려인?, 高麗人?) o Goryeosaramdeul (고려사람들?, 高麗사람들?). Altre minoranze di rilievo al di fuori delle due entità statali coreane si trovano in Giappone e negli USA. Anche in Germania sono presenti gruppi rilevanti di coreani. In Argentina vivono 35.000 coreani, ma la comunità coreano-iberoamericana più rilevante è quella presente in Brasile.

Classificazione linguisticaModifica

La classificazione della lingua coreana è un tema discusso. Una buona parte dei ricercatori sostiene l'appartenenza del coreano al gruppo delle lingue nipponiche, ma anche l'idea che si possa trattare di una lingua isolata.

A lungo sostenuta è una possibile parentela con il giapponese, con cui il coreano condivide notevoli tratti in comune dal punto di vista strutturale e grammaticale (anche se non sussistono praticamente somiglianze lessicali). In parte questa parentela linguistica è negata in base alle difficili relazioni storiche tra le due nazioni, non ultimo l'imperialismo giapponese.

La tesi del coreanista tedesco Andre Eckardt, secondo la quale la lingua coreana sarebbe addirittura imparentata con le lingue indoeuropee, che ha avuto diversi tentativi di dimostrazione con la somiglianza a prima vista impressionante di 500 vocaboli, oggi non è più accettata dalla maggior parte degli studiosi.

Anche una parentela con il cinese è da escludersi, visto che il coreano non ha alcun tratto in comune con le lingue del gruppo sino-tibetano. Le parole sino-coreane scritte con caratteri cinesi sono infatti prestiti entrati nell'uso in seguito agli stretti rapporti culturali con la Cina, senza che tra le due lingue esistano relazioni di parentela.

I seguenti tratti comuni portano a pensare che il coreano possa essere inserito nel gruppo delle lingue altaiche:

  1. Armonia vocalica nella formazione delle parole
  2. Restrizione del sistema consonantico ad inizio parola
  3. Agglutinazione
  4. mancanza di alternanza vocale - consonante
  5. mancanza di pronomi e di pronomi relativi e di congiunzioni
  6. Presenza di forme verbali composte

Ciò nonostante è difficile essere certi riguardo alla classificazione del coreano, tutt'oggi le tre teorie più accreditate sono quella legata alle lingue altaiche, alle lingue nipponiche e di una lingua isolata.

L'alfabeto HangeulModifica

Nascita, fonti di ispirazione e sviluppoModifica

La lingua coreana utilizza a partire dal XV secolo una propria scrittura, l'Hangeul (lett. "scrittura del popolo coreano" o, nel significato arcaico, "il grande alfabeto"). La sua creazione risale al 1443, quando il re Sejong il Grande (r. 1418-1450) della dinastia Joseon (1392-1910), insieme ad un gruppo di letterati confuciani del Jiphyeonjeon (lett. "Istituto per la raccolta della virtù", organo poi smantellato dal successivo re Sejo) ideò un sistema di scrittura che aderisse al meglio alla lingua della penisola. Venne così ideato lo Hunmin jeong-eum (in hanja, 訓民正音,lett. "giusti suoni (per) educare il popolo", che avrebbe preso il nome di Hangeul nel 1912).

Avrebbe subito un periodo di "rodaggio" della durata di tre anni, nei quali ne sarebbe stata saggiata la funzionalità, nonché studiata la recezione da parte del popolo. Non è un'esaltazione nazionalista considerare l'alfabeto coreano come una delle invenzioni più geniali della storia delle lingue nel mondo. L'hangeul è stato infatti preceduto da studi approfonditi sul coreano antico e su lingue limitrofe al territorio coreano o comunque aventi con esso contatti più o meno stretti, come il mongolo, il cinese e si pensa anche il sanscrito. Quest'alfabeto è estremamente preciso e scientifico perché in ogni sua sillaba riproduce per iscritto il movimento della bocca e lingua nell'articolare i suoni, comprese le consonanti senza rilascio di suono (vedi avanti).

Le teorie sulla nascita delle componenti grafiche dell'hangeul sono molteplici e focalizzate per la maggior parte sul perché della forma delle singole lettere dell'alfabeto. Le fonti e i commentari seguiti alla creazione riportano come ognuno dei componenti di questa singolare scrittura rappresentino anche visivamente gli organi coinvolti nel processo di fonazione; ad esempio, la /m/ rappresenterebbe una bocca chiusa nell'atto di pronunciare il suono. La grafia delle consonanti doppie, che sono raddoppiate di fila (ex. /k/ e /k͈/), ricorda poi la lunghezza doppia della tensione del suono "kk" rispetto a "g". La grafia di quelle aspirate, invece, ha un tratto orizzontale in più, che rimanda all'aggiunta di uno sbuffo d'aria al suono (ex. "k" ). L'alfabeto, al momento della sua creazione, aveva molti più suoni. Oggi molti di loro, come /v/ e /f/, sono caduti in disuso. Anticamente l'hangeul era mescolato agli hanja e si scriveva in verticale e a partire da destra, esattamente come il giapponese e cinese in alcuni contesti. Oggi si scrive secondo le convenzioni occidentali.

Non stupisce la somiglianza tra alcune lettere dell'hangeul e componenti di altri sistemi di scrittura. Infatti il re Sejong, personalmente o delegando il compito a terzi, fece la spola tra la penisola coreana e l'impero mongolo per studiarne lingua e sistema di scrittura. Allo stesso modo somiglianze evidenti sono riscontrabili con gli ideogrammi cinesi utilizzati nei sistemi di trascrizione antecedenti alla creazione dell'hangeul come tra ㄹ e 乙 (non a caso quest'ultimo aveva la funzione di segnalare il complemento oggetto 을/를 nello hyangchal). Oppure, la /m/ è simile al sinogramma/hanja che anticamente indicava la bocca, 口. Il carattere "g" in stile calligrafico si ritrova nel sinogramma che in Cina si usa per indicare "oggi", "Jīn" 今, la versione calligrafica di "j" si ritrova nel sinogramma "Jīng" 经 (trama del tessuto; trattato filosofico; Sutra), la "s" somiglia al sinogramma per indicare l'"uomo" o la nazionalità in cinese, "Rén" 人, infine 乙 si può ritrovare nella parola 吃. Altri studiosi avanzano l'ipotesi di un'influenza da parte della scrittura sanscrita (quindi dal devanagari) e dal Phagspa mongolo ma, in ogni caso, rimarrebbe in secondo piano rispetto a quelle sopra citate. L'hangeul ha infine un significato filosofico in alcuni suoi componenti: il tratto orizzontale di alcune vocali indica il principio Yīn 阴 (lato non illuminato di una collina, passività, ombra, luna, freddo, polo negativo, nord, chiuso, acqua, umido, principio femminile) mentre il punto che distingue le vocali le une dalle altre indica il principio Yáng 阳 (lato illuminato di una collina, attività, luce, sole, caldo, polo positivo, sud, aperto, fuoco, secco, principio maschile). Il punto è poi evoluto in un trattino. Il tratto verticale di alcune vocali infine rappresenta l'uomo, che è l'entità che media tra i due princìpi.

L'han'geul non fu il primo sistema di scrittura dei coreani poiché, come già accennato, precedentemente erano stati usati gli ideogrammi cinesi, gli hanja. In passato, i burocrati e l'élite nobiliare si distinguevano come status e livello di cultura proprio per la conoscenza della scrittura. Nella Cina imperiale, in cui erano stati creati i sinogrammi, l'alta concezione della cultura e l'importanza fondamentale della scrittura erano analoghe e solo chi conosceva i caratteri e sapeva leggere i classici per eccellenza della letteratura (es. i Dialoghi di Confucio) e citarli nei saggi degli esami imperiali poteva diventare un burocrate. A sua volta, il sinogramma per indicare gli intellettuali è shì, che dal punto di vista grafico fonde il numero dieci (十) con il numero uno (一): il disegno indica chiaramente come una persona colta, nei tempi in cui non esisteva né l'educazione né l'editoria di massa, fosse una ogni dieci. Secondo altre interpretazioni, era "una persona che vale dieci" o, in quanto poteva avere incarichi politici, era "una persona alla testa di dieci" (in giapponese poi il carattere ha tramutato il significato in "samurai", un militare alla testa di altri di grado inferiore).

Sebbene gli hanja fossero in parte scomodi per scrivere il coreano, quando il re Sejong presentò l'hangeul ci furono delle resistenze da parte dei nobili e dei confuciani perché l'esistenza di un alfabeto dal semplice funzionamento e dalle forme snelle avrebbe potuto allargare la soglia di alfabetizzazione e sveltire le tempistiche di apprendimento della scrittura: imparare un pugno di lettere è ben diverso da imparare e tenere a mente alcune migliaia di ideogrammi. L'élite avrebbe quindi perso parte della sua importanza. Alcuni nobili arrivarono a definire l'hangeul "l'alfabeto delle donne" ("Amgeul") in segno di scherno e disprezzo.

Per questo motivo l'alfabeto ebbe una circolazione molto più limitata di quella che Sejong aveva in mente. L'élite continuò a preferire gli hanja mentre l'hangeul era utilizzato dalle donne e dai semianalfabeti che non conoscevano gli hanja. In taluni testi antichi gli hanja sono affiancati dall'hangeul scritto in dimensione più piccole per indicare la pronuncia a chi non la conosce: veniva quindi usato anche come traslitterazione degli hanja. Questo tipo di utilizzo è analogo al furigana giapponese, che affianca l'hiragana ai kanji, l'equivalente giapponese degli hanja nati con l'importazione coreana degli hanja in Giappone.

A partire dalla seconda metà del Novecento la situazione si è rovesciata: l'hangeul è noto a tutti gli alfabetizzati, gli hanja sono poco usati e la grafia che mescola l'alfabeto ai sinogrammi (simile ad esempio a quella giapponese) è perlopiù sparita. Alcuni coreani usano gli hanja anche per trascrivere il loro nome in ideogrammi.

Lettere, romanizzazione, pronuncia, ordine dei tratti e trattamento dei suoni stranieriModifica

La tabella comprende tutto il jamo (字母, l'alfabeto, lett. "caratteri-madre delle parole"). Parte con le vocali, i dittonghi che hanno già una scrittura a sé e finisce con tutto l'inventario delle consonanti. La romanizzazione usata è la Latinizzazione Riveduta della Lingua Coreana (Revised Romanization, "RR"), entrata in vigore nel 2000. In Nordcorea invece si utilizza ancora il vecchio sistema, il Sistema McCune-Reischauer ("MR"), creato intorno al 1937.

Lettera

hangeul

Pronuncia IPA Traslitterazione in RR Descrizione
/a/ a A di aereo.

In generale, in alcuni dialetti fuori da Seul (ex. dialetto di Gyeongsang) si tende a preservare un'intonazione crescente in una o più vocali in alcune parole aventi due significati in base al contesto. Questa caratteristica risale al Coreano medio. Nell'hangeul, l'intonazione crescente e/o l'allungamento vocalico non sono segnalate.

Riguardo l'ordine dei tratti per una grafia ordinata, si traccia prima la sbarra verticale a partire dall'alto e poi il trattino dalla propria sinistra alla propria destra.

/ja/ ya IA di iato.

In generale, per formare il dittongo iniziante con "i" semivocalica /j/ a partire dalla singola vocale, è sufficiente aggiungere un jamo (cioè un trattino) in più. La semivocale si traslittera con la lettera "Y".

L'ordine dei tratti non cambia, in più è bene ricordare che si scrive prima il trattino in alto e poi quello in basso.

/ʌ/ eo O di orso, con le labbra non arrotondate (o "distese" o "rilassate") e aperta (cioè con la bocca più spalancata, con il dorso della lingua molto più distante dal palato rispetto alla tipica /o/).

Siccome la vocale è messa in piedi come la ㅏ, si può riprodurre il suono in maniera rudimentale pronunciando la "o" tenendo la bocca spalancata come la "a". Tuttavia la /a/ è vocale centrale, mentre il suono che si cerca di riprodurre è posteriore.

In quanto non si legge /eo/ di fila, quando si legge bisogna cogliere in coppia, nella stessa misura in cui in italiano si differenzia "scena" da "vasca" aumentando l'estensione del campo visivo.

Si scrive prima il trattino (da sinistra a destra) e poi la sbarra verticale.

/jʌ/

oppure /jɔ/

yeo IO di giorno, con le labbra non arrotondate, aperta.

Anche in questo caso si scrivono prima i trattini a partire da quello in alto, poi si traccia la sbarra verticale.

/o/ o O di orso chiusa (e quindi con il dorso della lingua vicino al palato) e "procheila", cioè con le labbra arrotondate.

In generale, tutte le vocali che hanno la sbarra orizzontale si scrivono sotto il primo membro della sillaba, non di fianco.

Si traccia prima il trattino dall'alto in basso e poi la sbarra orizzontale da sinistra a destra.

/jo/ yo IO di giorno, chiusa e con le labbra arrotondate.

Si tracciano prima i trattini a partire da quello più a sinistra e infine la sbarra orizzontale.

/u/ u U di Ungheria chiusa, con le labbra arrotondate.

La lettera è ribaltata rispetto alla /o/ perché il suono /u/ è più chiuso: per pronunciare la /u/, in generale il dorso della lingua si deve avvicinare di più al palato.

Si traccia prima la sbarra orizzontale e poi il trattino verticale.

/ju/ yu IU di giudice chiusa, con le labbra arrotondate.

In generale, si può notare come le vocali chiuse e arrotondate siano di forma orizzontale e quelle aperte (tranne /e/) siano verticali.

Si traccia prima la sbarra orizzontale e poi i due trattini verticali.

/e/ e E di estate, chiusa.

Si traccia prima il trattino e poi le due sbarre verticali.

/je/ ye IE di scienze, chiusa.

Si tracciano prima i due trattini a partire da quello in alto e poi le due sbarre verticali.

/ɛ/ ae E di estate, aperta (cioè con la bocca più spalancata, con la punta della lingua molto più distante dal palato rispetto a /e/). È importante fare sentire la distinzione nel coreano standard.

La lettera si distingue dalla /e/ perché il trattino è in mezzo ai due bastoncini e, messo lì in mezzo, indica una maggiore apertura della bocca.

Si traccia la prima sbarra verticale, poi il trattino interno e infine la seconda sbarra verticale.

/jɛ/ yae IE di scienze, aperta.

Si traccia prima la sbarra verticale, poi i due trattini interni a partire da quello in alto e infine la seconda sbarra verticale.

/i/ i I di inno, con la punta della lingua molto vicina al palato perché è una vocale chiusa.

È una semplice sbarra verticale tracciata a partire dall'alto. Siccome nei dittonghi che iniziano per semivocale /j/ si aggiunge un trattino in più alla vocale base, si può immaginare che una piccola "i" venga ribaltata e incollata alla vocale in senso ortografico e pure fonologico.

/ɯ/ eu U di Ungheria, con le labbra che stavolta sono non arrotondate e il dorso della lingua estremamente vicino alla zona tondeggiante e rigida del palato. Nel pronunciare il suono, le due arcate dentarie di solito sono tenute vicine.

È una semplice sbarra orizzontale che si traccia da sinistra a destra.

/ɯi/ ui UI di aquila, sempre con labbra distese e lingua vicinissima al palato.

Prima si traccia la sbarra orizzontale e poi quella verticale: l'ordine dei tratti segue l'ordine di pronuncia.

/wa/ wa UA di guardare. Non bisogna farsi trarre in inganno dalla grafia della prima vocale.

In generale, la semivocale arrotondata chiusa /w/ è sempre traslitterata con una W.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "a" si traccia per ultima.

/wʌ/ wo UO di uomo, con la "o" non arrotondata e aperta.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "eo" si traccia per ultima.

/we/ we UE di guerra, con la "e" chiusa.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "e" si traccia per ultima.

/wɛ/ wae UE di guerra, con la "e" aperta.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "ae" si traccia per ultima.

/wi/ oppure /y/ wi UI di guidare. Pochi parlanti la pronunciano /y/, cioè "I" di inno con le labbra arrotondate.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia in forma di dittongo: la "i" si traccia per ultima.

/we/ oppure /ø/ oe UE di guerra, con la "e" chiusa. Pochi parlanti la pronunciano /ø/, cioè "E" di estate con le labbra arrotondate.

La "i" si scrive per ultima.

/-g-/ e /k-/;

/-k̚/

g; -k G di gancio. Se completamente a inizio parola, è C di cane / K di koala, ma la romanizzazione non varia, altrimenti diventerebbe fuorviante. Quando è a fine sillaba, indifferentemente dal fatto che questa sillaba sia dentro la parola o anche alla fine, e contemporaneamente è seguita da un'altra consonante (diversa da ) o da nulla diventa una "consonante senza rilascio di suono". Per capire come si pronuncia, si prenda ad esempio la parola "pagare" pronunciata molto lentamente, prestando massima attenzione al movimento della lingua: dopo che si pronuncia "pa-", il dorso della lingua tocca la zona tra il palato duro e il velo palatino/"palato morbido" per prepararsi a pronunciare la "g" dura. Nel momento in cui la lingua si stacca, soltanto allora si sente il suono /g/ seguita dalla vocale, la seconda "a".

Ebbene, nel caso in cui la consonante sia una "consonante senza rilascio di suono" (cioè consonante a fine sillaba coreana), si effettua solo il primo movimento della lingua. In questo preciso caso, il dorso della lingua si poggia sulla zona velare senza poi scollarsi. Il suono "a" di "pagare" viene bruscamente interrotto dalla lingua, che ostruisce il passaggio del suono all'interno della bocca. Se quindi "pag" fosse una sillaba coreana, il risultato in IPA sarà /pʰak̚/, in romanizzazione "pak" e, ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono sembrerà di sentire /pʰa/. I coreani, avendo questo tipo di suono nella loro lingua, al contrario hanno un orecchio molto sensibile. Questa lettera, se a fine sillaba, si traslittera "-k" e, in generale, le consonanti senza rilascio nei cluster influenzano la lettura della consonante successiva (quindi l'hangeul in svariati casi non si legge come si scrive: avviene il fenomeno delle mutazioni fonetiche, detto "sandhi consonantico"). Per i particolari, vedi avanti. Prima dell'invenzione dell'hangeul, le consonanti a fine sillaba si pronunciavano per intero. La "g-" in alcuni font, se affiancata ad una vocale avente riga verticale, ha il tratto discendente arcuato e piegato. Ciò vale pure con le due lettere successive ("kk-", "k-"). Come esempio già citato, si prenda il componente in basso al sinogramma .

Nel tracciarla, si parte dal trattino verticale e si disegna in un unico movimento (senza cioè che si stacchi la punta della penna dal foglio), esattamente come succede con le vocali ㅡ eㅣ.

/k͈/;

/-k̚/

kk; -k CC di tacca / KK di trekking / CCH di pacchetto. La versione doppia/geminata/tensificata di una consonante si scrive raddoppiando il segno accanto al primo e comprimendoli. Tutte le doppie sono sempre sorde. In generale, una qualunque consonante si dice "sorda" se, quando si pronuncia, il palmo della mano intorno alla gola non sente le vibrazioni delle corde vocali (si confronti ad esempio "mmm" e "vvv" con "ssss" e "hhhh").

Questa è una delle sole due lettere doppie che può apparire a fine sillaba, divenendo "-k" (quindi una consonante senza rilascio).

In generale, in coreano una parola può iniziare per cluster doppio preconfezionato. Se questa parola è completamente a inizio frase, chiaramente il cluster sarà pronunciato non doppio (o "scempio"). Sono tutti non tensificati tranne SS-. In generale, nel disegnare i raddoppi "preconfezionati" nell'hangeul, si disegna la letterina a sinistra e poi quella a destra.

/kʰ/;

/-k̚/

k C di cane / K di koala ma con aspirazione sorda (cioè alla lettera si accompagna uno sbuffo d'aria che la distingue dalla ). Tutte le aspirate in coreano sono sorde e, in grafia, si ottengono aggiungendo un tratto orizzontale in cima alla consonante.

A fine sillaba, come ogni consonante aspirata in tale posizione, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è sempre in zona velare. Quindi si romanizza "-k". Sebbene la pronuncia della parola muti, l'ortografia non cambia.

Si traccia prima la /g/ e infine il trattino al suo interno, che indica lo sbuffo d'aria.

/n/ n N di nave. Per i suoni nasali e laterali non esiste una grafia doppia/con aspirazione a sé: si scrive infatti la N o M o L o NG seguita poi da una H e non una lettera singola.

In Nordcorea, i prestiti cinesi che iniziano per "N-" conservano questo suono sia in grafia sia in scrittura. Di conseguenza, nella produzione scritta sudcoreana o nei vocabolari sudcoreani, la grafia sarà diversa. Un esempio è "femminile": nord: nyeoja (녀자), sud: yeoja (여자). "nyeo" deriva dal cinese "nü" ().

I vocabolari risolvono eventuali dubbi di grafia.

Nella parlata molto rapida, il cluster NB a livello fonetico può assimilarsi in /mb/, mentre NG (attenzione alla mancanza di un trattino come in "NG-") si pronuncia come "ng" di fango.

La lettera si traccia in un unico movimento a partire dal trattino verticale.

/l/ e /-ɾ-/ l; -r- L di leva. Se intervocalica, diventa una R di arare monovibrante (cioè la lingua tocca gli alveoli una sola volta) e si romanizza "-r". Se questa consonante è doppia, si pronuncia /ll/, non è una "r" polivibrante.

Anticamente, nessuna parola poteva iniziare per "L-". Poi questo divieto è caduto per l'influsso dei prestiti inglesi.

I prestiti sino-coreani che iniziavano per "-" in Sudcorea sono stati adattati ortograficamente e foneticamente come "N-" (tranne se il prestito, cambiata la grafia, inizierebbe per "Ni-" o "Ny-": in tal caso, in ortografia, è stata eliminata la consonante iniziale). L'ortografia di tali parole in Nordcorea torna ad essere "-", pronunciata /ɾ/. Un esempio è "lavoro" - nord: rodong (로동), sud: nodong (노동).

Per scrivere questa consonante con l'ordine dei tratti corretto e una grafia abbastanza gradevole, bisogna pensare di incastrare una ㄱ con una ㅡ e infine una ㄴ . In alcune grafie molto calligrafiche e/o poco curate può assomigliare ad un serpentello o una "S" scritta al contrario.

/-d-/ e /t-/;

/-t̚/

d; -t D di dado. Se completamente a inizio parola, è T di tana, ma la romanizzazione non varia. Se a fine sillaba, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è in zona dentale. Si deve far sentire bene la differenza tra lo stop senza rilascio di suono velare e dentale.

Si traccia a partire dal tratto orizzontale in alto ㅡ che si incastra con ㄴ .

Nella grafia calligrafica e poco curata, è disegnata in un unico movimento ed è vagamente simile alla C latina.

/t͈/ tt TT di atto.

Si ricorda che solo il raddoppio "preconfezionato" e (vedi avanti) si può trovare a fine sillaba. Quindi questo non vi comparirà mai in tutto il vocabolario coreano.

Se la parola a inizio frase inizia per TT, si ricorda che a livello fonetico il cluster si pronuncia scempio.

/tʰ/;

/-t̚/

t T di tana, con aspirazione sorda.

Si tracciano prima i due tratti orizzontali ㅡ e ㅡ che infine si incastrano con una ㄴ .

/m/ m M di mano.

Nella parlata molto rapida, il cluster NM a livello fonetico può sentirsi "mm" di camminare. Si traccia a partire dalla sbarra verticale ㅣche si unisce con ㄱ avente l'angolo estremamente spigoloso ; si ottiene quindi una specie di porticina che viene chiusa con il tratto orizzontale ㅡ in basso. Si deve avere la massima cura di controllare sin da subito i movimenti e renderla quindi con gli angoli netti e accentuati per non confonderla con qualcosa di simile a ㅇ (vedi avanti).

/-b-/ e /p-/;

/-p̚/

b; -p B di burro. Se completamente a inizio parola, è P di palla, ma la romanizzazione non varia.

A fine sillaba diventa "-p" con punto di stop in zona bilabiale. Questo è l'ultimo dei tre stop presenti in coreano. Bisogna distinguere bene, nella parlata curata, tra stop velare, dentale e bilabiale.

Si ricorda il caso di assimilazione in NB.

Nel tracciarla con l'ordine dei tratti standard e curato, si disegnano prima i due tratti verticaliㅣeㅣ, poi si incastrano con i trattini orizzontali ㅡ e ㅡ scritti come al solito a partire da quello in alto.

In stile calligrafico, si traccia una specie di U a cui si aggiunge il trattino all'interno.

/p͈/ pp PP di zappare. Si ricorda che non si trova mai a fine sillaba in una parola coreana.

Vale l'assimilazione anche nel caso NPP.

Se la parola a inizio frase inizia con PP, si pronuncia scempio. In stile calligrafico, si disegnano due U a cui si aggiungono rispettivamente due trattini all'interno.

Nel caso estremo, si scarabocchia una ɯ a cui si aggiunge un unico tratto orizzontale che la taglia a metà.

/pʰ/;

/-p̚/

p P di pane, con aspirazione sorda. A fine sillaba è "-p" con punto di stop in zona bilabiale.

In alcuni font più calligrafici, i tratti possono apparire leggermente scollati tra loro.

Vale l'assimilazione anche nel caso NP. Se una parola coreana inizia per

Nel tracciarla, si disegna una ㅠ chiusa in basso da una sbarra orizzontale ㅡ .

/-d͡ʑ-/ oppure /-d͡z-/;

/t͡ɕ-/

oppure

/t͡s-/;

/-t̚/

j; -t G di gelato fortemente palatalizzata, cioè con la punta della lingua spinta più in avanti. In altre parole, è come pronunciare il suono sopracitato con la lingua in posizione di "gn" di gnomo. Se completamente a inizio parola, è C di cena, palatalizzata o meno, ma la romanizzazione non varia.

In Nordcorea, si pronuncia come Z di zanzara, sorda o sonora.

A fine parola diventa "-t" con stop in zona dentale: nonostante la posizione della lingua (con la prima variante di pronuncia) non sia quella di /t/, lo stop avviene con la lingua in questa posizione.

Non bisogna confondere "J" con la semivocale "Y".

In alcuni font il vertice del tratto orizzontale è fuso con il vertice della gamba della lettera orientata a sinistra. La lettera, quindi, non ha tre tratti ma due e la penna si stacca dal foglio una sola volta (si impiega un solo movimento). Come esempio già citato, si prenda il componente in alto al sinogramma .

Nella versione calligrafica, si traccia una ㄱ sinuosa a cui si aggiunge l'ultimo tratto \ .

Altrimenti si parte dalla sbarra orizzontale per poi tracciare i due svolazzi in due movimenti.

Le sillabe "DI" e "DY(+la vocale del dittongo)" scritte come ...ㄷ이 e simili (con una risillabazione in mezzo, vedi avanti) si pronunciano /d͡ʑi/ e /d͡ʑj.../ per un fenomeno di palatalizzazione. Quindi, bisogna prestare attenzione all'ortografia.

Infine, nella pronuncia sudcoreana, la N nel cluster NJ può sentirsi assimilata in una "gn" di gnomo.

/t͡ɕ͈/ oppure /t͡s͈/ jj CC di acciaio. In Nordcorea è ZZ di razzo.

Questo raddoppio preconfezionato non appare mai a fine sillaba in una parola coreana.

Se la parola a inizio frase inizia con JJ, si pronuncia scempio.

Nella pronuncia sudcoreana, vale l'assimilazione anche nel caso NJJ.

Nella grafia curata, si accostano due ㅈ, mentre in versione calligrafica e poco curata si traccia una sbarra orizzontale a cui si appendono quattro svolazzi.

/t͡ɕʰ/ oppure /t͡sʰ/;

/-t̚/

ch; -t C di cielo, palatalizzata e con aspirazione sorda. In Nordcorea, è Z di zanzara con aspirazione. A fine sillaba è "-t" con stop dentale. Nella pronuncia sudcoreana, vale l'assimilazione anche nel caso NCH

In alcuni font, il tratto orizzontale sopra la lettera che si disegna per primo si trasforma in un trattino verticale o sbilenco.

Le sillabe "THI" e "THY(+la vocale del dittongo)" scritte come ㅌ이 (ex. 같이) si pronunciano /t͡ɕʰi/ e /t͡ɕʰj.../ per lo stesso fenomeno.

/s-/ e /-z-/;

/ɕ(i/j)-/ e /-ʑ(i/j)-/;

/-t̚/

s; -t S di sole. Davanti alla vocale "i" o ad un qualunque dittongo che inizia per semivocale /j/, è una SC di sciare fortemente palatalizzata, per lo stesso fenomeno. La romanizzazione è comunque sempre e solo una, anche quando la consonante può sentirsi sonora in mezzo alla parola. Ma in Nordcorea la "S" non è colpita da palatizzazione in questo contesto.

A fine sillaba, nonostante "s" sia un suono sibilante senza alcun contatto tra organi, diventa "-t" con stop dentale.

/s͈/;

/ɕ͈(i/j)/; /-t̚/

ss; -t SS di asso, sempre e solo sorda e abbastanza enfatica. Davanti a "i" o dittonghi che iniziano per /j/, è SC di sciare o è il verso "Sssssh!!!" lungo per richiamare il silenzio, per lo stesso fenomeno. La romanizzazione non varia. In più, anche la versione doppia è palatalizzata: la punta della lingua va tenuta in una posizione simile a "gn" di gnomo nel pronunciare il suono. In Nordcorea invece la "SS" non è colpita dalla palatalizzazione davanti a /j/.

A fine sillaba diventa "-t" con stop dentale: è la seconda lettera doppia preconfezionata che può apparire a fine sillaba oltre a .

Tutte le consonanti che si pronunciano a contatto o vicine ai denti subiscono tutte la stessa sorte perché diventano stop dentali senza rilascio di suono.

Se è contenuta all'inizio della prima parola della frase, si può pronunciare tensificata.

- - -; /-ŋ/ - - - ; -ng

(se succeduta da vocale, "ng-")

Se la sillaba coreana inizia con una vocale, questo cerchio che si disegna in senso antiorario sta ad indicare l'assenza di consonante. Quindi, a inizio sillaba, non ha alcun valore dal punto di vista fonetico e non si trascrive.

Se si trova a fine sillaba, indica la NG di vanga. È un unico suono, quindi per ricavarlo bisogna eliminare la /g/ dalla parola "vanga". In altre parole, si può pensare come NG dell'inglese "king".

Quando è ad inizio sillaba, se la sillaba precedente finisce in consonante, questa si sposta al posto di , quindi la parola si risillaba e la cadenza resta regolare. Se poi questa consonante in fondo alla prima sillaba è "-r-", si presti attenzione alla pronuncia ricordando che a inizio sillaba non ha valore fonetico. In alcuni font, il cerchio può avere un minuscolo trattino (verticale o obliquo in base al font) attaccato sopra.

Per distinguere suono unico "NG" dalla sequenza "N'G" (due suoni di fila), in romanizzazione si usa un trattino dopo le due lettere nel primo caso (quindi ㅇ NG-): il trattino segna la presenza di ㅇ alla fine della sillaba e all'inizio di quella successiva. A livello fonetico, chiaramente indica che la prima in pronuncia finisce in /ŋ/ e l'altra parte direttamente con la vocale. La soluzione "N'G" con apostrofo, sebbene possa sembrare comoda, appartiene alla vecchia romanizzazione.

Per fare un esempio concreto, il nome dell'alfabeto (Hangeul) non ha trattini in latinizzazione perché si scrive 한글 e non

*항을 (*Hang-eul).

/h/ oppure /ɦ/;

/x/ oppure /ɣ/;

/ç/ oppure /ʝ/

h H dell'inglese "have", che nella parlata molto rapida e poco curata si sente poco. È una fricativa glottidale se seguita da /a, ʌ, ɛ, e/, tuttavia se seguita da /ɯ/ il dorso della lingua è più vicino alla zona velare, quindi l'aspirazione viene plasmata e modellata dalla lingua come /x/; il suono è cioè simile ad una "c" di cane ma senza contatto tra organi. Se poi la vocale che segue è /i/ o /j/, la punta della lingua sarà automaticamente attratta verso gli alveoli, senza ovviamente toccarli. Quindi il suono si modella come /ç/. Se invece la vocale che segue è /o, u, w/ le labbra, arrotondate, s'avvicinano senza toccarsi, si ha dunque /ɸʷ/. La "w" scritta come apice sta ad indicare che le labbra si protendono in avanti. Per sentire bene la sottile differenza con /x/, è sufficiente ripetere più volte di fila "ho-ho-ho-ho-ho-ho" e subito dopo "hi-hi-hi-hi-hi-hi" (/ç/) alla massima velocità possibile. Questo fenomeno è riscontrabile pure con le aspirate, ma la consonante quando è seguita da /o, u, w/ s'aspira semplicemente, senza assimilazioni: si confronti l'aspirazione di "ka-ku-ka-ku-ka-ku" con quella di "ke-ki-ke-ki-ke-ki". Più in generale, se in mezzo a suoni sonori, è normale sentire la "h" sonora: invece di /h, x, ç, ɸʷ/, si può sentire /ɦ, ɣ, ʝ, β/. Quando due coppie di suoni sono interscambiabili, il fenomeno tale per cui non c'è distinzione nel significato si dice "allofonia".

Questa lettera si trova a fine sillaba in casi più unici che rari.

Si traccia per primo il trattino in alto (che in alcuni font appare orizzontale), dopodiché la sbarra orizzontale e infine il cerchiolino in senso antiorario.

Dall'alfabeto coreano sono esclusi suoni come ad esempio /f/ sordo e /v/ sonoro, ragion per cui nel traslitterare nomi stranieri e prestiti si ripiega su altre lettere dal suono simile e si effettuano degli adattamenti in dei punti in apparenza ostici. Per la precisione:

  • la /f/ viene sostituita dalla ㅍ aspirata (esempio: 코피 caffè);
  • la /v/ viene sostituita dalla ㅂ (esempio: 발렌티나 Valentina);
  • la /l/ intervocalica viene preservata con un raddoppio ㄹㄹ (altrimenti nella lettura diventerebbe /ɾ/ monovibrante sonora: rivedi esempio precedente);
  • la /r/ polivibrante geminata intervocalica (ex RR di carro) viene sostituita con una semplice /ɾ/ monvibrante (Esempio: 폭스 테리어 Fox Terrier);
  • la "r" inglese senza contatto tra punta della lingua e il palato (/ɹ/ retroflessa sonora) non viene traslitterata se si utilizza come punto di partenza la pronuncia britannica standard (Received Pronunciation/Oxbridge English/Queen English), in cui di fatto tende a non sentirsi in molti contesti (esempio: 서버 server).
  • la /ʃ/ (SC di sciare sorda e non palatalizzata) viene creata con la vocale successiva avente il trattino in più (e quindi il suono /j/ in sé) pure se l'effetto finale è molto palatalizzato (esempio: 샴페인 champagne);
  • il suono /ɲ/ (GN di gnomo) viene sostituito con una semplice ㄴ (rivedi esempio precedente);
  • la /k/ sorda a inizio parola o dentro la parola viene preservata con la ㅋ aspirata (altrimenti, all'interno della frase, si sentiranno solo /g/ sonore. Rivedi l'esempio "caffè");
  • la /p/ sorda a inizio parola o al suo interno per gli stessi motivi viene preservata sostituendola con la ㅍaspirata (altrimenti sarebbe diventata /b/ sonora. Esempio: 페넬로페 Penelope; poi si tenga ancora in mente l'esempio "caffè");
  • la /t͡ʃ/ sorda viene per gli stessi motivi preservata con la traslitterazione ㅊ aspirata, pure se molto palatalizzata (altrimenti c'è il rischio che si pronunci /d͡ʑ/ sonora. Esempio: 찰스 Charles);
  • la /t/ sorda per gli stessi motivi viene preservata con la traslitterazione ㅌ aspirata (altrimenti in contesto sonoro rischia di sonorizzarsi in /d/. Rivedere l'esempio "Valentina")
  • la /t͡s/ e /d͡z/ può essere resa con il medesimo suono appena esposto in versione aspirata o meno, pure se è fortemente palatalizzato (e quindi in Sudcorea non suoni esattamente come una /t͡s/ e /d͡z/. Esempio: 잠비아 Zambia, 산타 크루즈 Santa Cruz);
  • il cluster "rl" si traslittera "를 ㄹ" (ex. Berlusconi 베를루스코니);
  • la /z/ (Z di zero sonora e senza contatto tra punta della lingua e alveoli), tipica ad esempio di alcune lingue mediorientali, si sostituisce con ㅈ sonora (Esempio: 바자르 Bāzār). Ovviamente gli eventuali allungamenti vocalici presenti nella parola originale non vengono considerati;
  • gli eventuali suoni aspirati presenti nella lingua di partenza possono non essere presi in considerazione. Per esempio, "Ghāndi" ha la /d/ sonora con un'aspirazione sonora: il suo nome in sanscrito (गांधी) si pronuncia /ɡaːnd̪ʱi:/ ma in coreano si traslittera 간디.
  • molti suoni mediorientali vengono semplificati perché ad esempio i nomi di città sono trasposti attraverso lo spelling semplificato, per esempio quello inglese. Sei di questi suoni sono la /q/, la /tˤ/, la /ðˤ/, la /ħ/, lo stacco glottale /ʔ/ e la 'Ayin /ʕ/, presenti in arabo. Il primo è una C di cane sorda ma pronunciata non con il dorso della lingua sul palato, ma con la radice della lingua a contatto con il palato morbido/velo palatino. Il secondo è una T di tavolo sorda e in più faringalizzata: nel pronunciarla, bisogna avvicinare la radice della lingua alla parete della faringe, come se ci si stesse soffocando con la lingua. Il terzo è una D di that, sonora e interdentale (cioè con la punta posizionata in mezzo alle due arcate dentarie senza che le tocchi) e in più faringalizzata. Il quarto è una aspirazione sorda /h/ faringalizzata e molto gutturale. Il quinto, detto anche "colpo di glottide", è molto simile ad un lieve colpetto di tosse. La 'Ayn infine è la versione sonora di /ħ/. Ebbene, i nomi "Qatar", "Abū Dhabī", "muhammad", "Corano" e "Oman" in pronuncia araba sono /qatˤar/, /ʔabu: ðˤabi:/, /muħɑmmad/, /qurʔɑ:n/ e /ʕuma:n/ ma si traslitterano 카타르, 아부 다비, 무함마드,꾸란 e 오만, perdendo le faringalizzazioni, gli allungamenti vocalici e il suono interdentale in più diventa occlusivo;
  • la /θ/ sorda inglese (T di think interdentale) si può semplificare in /s/ (Esempio: 싱크 탱크 think tank);
  • la /ʒ/ francese (G di giorno sonora e senza contatto tra lingua e palato) si sostituisce con ㅈ sonora, un suono simile pure se c'è il contatto tra organi (Esempio: 시라노 데 베르제 락 Cyrano de Bergerac);
  • la /ʁ/ francese (R di carro sonora e pronunciata con la radice della lingua vicino all'ugola, fatta vibrare) viene sostituita con la /ɾ/ monovibrante sonora (rivedi esempio precedente);
  • la /ʎ/ palatale (GL di aglio) si sostituisce con la semivocale /j/ (Esempio: 바스티유 Bastiglia/Bastille);
  • se ci sono cluster consonantici troppo ardui, si spezzettano ricorrendo alla vocale ㅡ (esempio: 카를로 Carlo);
  • se c'è un cluster vocalico che in prima posizione coinvolge la semivocale /j/, se la divisione in sillabe permette la fusione allora si usano le vocali aventi un trattino in più (Esempio: 마야 Maya);
  • se invece non la permette, la /j/ e la seconda vocale si separano (esempio: 마리아 Maria);
  • se c'è un cluster consonantico con la /ɾ/ in prima posizione, si usa la ㄹ fatta precedere da una ㅡ nella sillaba precedente, in modo non farla suonare /l/ (esempio: 마르코 Marco);
  • se una parola straniera finisce con una consonante, per riempire il buco dato dall'assenza di vocale talvolta si usa la vocale ㅡ (esempio: 핀란드 Finlandia). In quest'ultimo esempio non avviene il sandhi consonantico tra nasali (vedi avanti) per preservare la pronuncia originale. Lo stesso fenomeno tale per cui salta il sandhi è avvenuto anche in "Valentina". Si tenga poi a mente l'esempio "Santa Cruz", che presenta in fondo la vocale ㅡ, e "Bāzār";
  • il suono /x/ sordo viene traslitterato con 흐 (esempio: 바흐 Bach) e la vocale /y/ arrotondata con ㅟ (Esempio: 브뤼셀 Brüxelles);
  • infine, da tutti gli esempi emerge come si tendono a preferire le vocali chiuse alle controparti aperte nel traslitterare: ㅗ/ㅛ e ㅔ/ㅖ chiuse sono più usate di ㅓ/ㅕ e ㅐ/ㅒ aperte.

Luogo e modo di articolazione dei foniModifica

 
Le consonanti coreane
Bilabiale Alveolare Post-
alveolare
Velare Glottidale
Nasale /m/ /n/ /ŋ/ (finale di sillaba)
Occlusiva
e
Affricata
semplice /p/ /t/ /t͡ɕ/ /k/
tesa /p͈/ /t͈/ /t͡ɕ͈/ /k͈/
aspirata /pʰ/ /tʰ/ /t͡ɕʰ/ /kʰ/
Fricativa semplice /s/ /h/
tesa /s͈/
Liquida /l/

Il simbolo dell'Alfabeto fonetico internazionale (IPA) <◌͈> (virgolette diritte posizionate sotto il simbolo, rappresentato qui da un cerchio "segnaposto") si può anche usare per denotare le consonanti doppie /p͈/, /t͈/, /k͈/, /t͡ɕ͈/, /s͈/. Il suo uso ufficiale nelle estensioni dell'alfabeto fonetico internazionale è per l'articolazione "forte", ma si usa nella letteratura per la voce cavernosa o cupa. Le consonanti coreani hanno anche elementi di voce rigida, ma non si sa ancora quanto questo sia tipico delle consonanti cavernose. Esse sono prodotte con una glottide parzialmente ristretta e con una pressione aggiuntiva subglottidale in aggiunta alle pareti tese del tratto vocale, all'abbassamento laringeo, o ad altre espansioni della laringe.

Triangolo vocalicoModifica

Le illustrazioni mostrano con precisione a che altezza si trova la lingua nel pronunciare le vocali. Nel punto in cui si trova la "i" (vocale chiusa) bisogna immaginare che ci sia l'arcata dentaria superiore e che la punta della lingua si trovi dove c'è il pallino nero.

   
 
Le vocali fondamentali del coreano. Si noti come il cerchio a inizio sillaba in questo caso non ha valore fonetico

Sandhi consonantico: regole di letturaModifica

  • La prima regola estremamente generale riguarda la risillabazione: come già accennato, se una sillaba finisce per consonante e in quella successiva c'è la consonante senza valore fonetico , la consonante nella lettura si trasferisce al posto della consonante muta. Se presti attenzione al caso di una doppia : poiché la seconda è senza valore fonetico, la lettura di tutto il cluster sarà sempre /ŋ/ singola. Questa combinazione, per evitare confusione, si romanizza come "ng-" (si noti il trattino dopo il segno). Esempi: 악아 앆아 앜아 압아 앞아 앚아 앛아 앋아 앝아 앗아 았아 암아 안아 알아 앟아 앙아 . Si noti inoltre come le sillabe hanno una piccolissima spaziatura tra loro, siano compatte all'interno e abbiano tutte le stesse dimensioni a prescindere. È quindi molto comodo iniziare a scriverle su un quaderno a quadretti grossi.
  • La seconda regola consiste nel tramutare le consonanti non nasali (M, N, -NG) e non laterali (L/-R-) esclusa la -H in consonanti senza rilascio di suono quando appaiono a fine sillaba e sono seguite da un'altra consonante (tranne , in cui ci si limita a risillabare) o da nulla. In base alla posizione della lingua, come già accennato, esistono tre tipi di stop, importanti da sentire e differenziare nella pronuncia curata perché non sono allofoni. Essi sono lo stop in zona velare k̚ , dentale t̚ (idem con le sibilanti e con "-J") e bilabiale p̚. Dall'esistenza di questi stop senza rilascio, deriva gran parte di tutte le regole di sandhi: questo stop interagisce con la seconda consonante, condizionandola o facendosi in parte condizionare. Tutti i casi ed esempi presi in esame sono formati da due sillabe affiancate. Esempi: 악 앆 앜 압 앞 앚 앛 앋 앝 앗 았 .
  • La palatalizzazione delle consonanti /, / e di fronte alla vocale "i" o ai dittonghi che iniziano per semivocale "y" è già stata illustrata (si ricorda che con la sequenza delle due occlusive dentali avviene solo in caso di risillabazione e non in casi come 디, 띠, 티 ecc, ex. 같이). Questo mutamento avviene a prescindere che siano in versione aspirata o raddoppiata. Più in generale, tutte le consonanti aspirate seguite da "I" e "Y" (K, P, CH=T) hanno l'aspirazione colpita da palatalizzazione davanti a quei due suoni e la "S" singola e doppia in Corea del Nord non sono colpite. Un simile fenomeno avviene pure in altre lingue, pure con altre consonanti: si pensi alla parola italiana "coccio". La "i" attira a sé la consonante perché è una vocale alta anteriore (diversamente da "o", che è posteriore e più bassa).
  • Il raddoppio perfetto avviene quando una consonante a fine sillaba diversa da -H è seguita, in seconda sillaba, da sé stessa. Avviene un raddoppio/geminazione/tensificazione senza che la lingua cambi la posizione nella bocca, come nelle parole ecco, atto, acciaio, tappo, somma, nanna, palla (il suono /rr/ in coreano non esiste). La doppia "ss" ottenibile senza cluster "preconfezionato" ㅆ non esiste perché la prima delle due si riduce ad uno stop dentale. Con l'eccezione delle nasali e laterali, tutti i raddoppi sono sordi; ad esempio, non esiste /bb/ di "abbaiare". Si romanizzano con un trattino in mezzo alle due consonanti (ex. "...k-k...", "p-p", "t-t", ecc.) per non confonderli con i raddoppi preconfezionati nell'alfabeto ("kk", "pp", "tt", come indicato nella traslitterazione in tabella). I raddoppi perfetti derivati dal sandhi sono una ricostruzione artificiale e la grafia in hangeul e romanizzazione non va confusa. La combinazione [-H H-] non esiste. Esempi: 악가 앚자 앋다 암마 안나 알라 . Sebbene la grafia non lo faccia intendere subito, in pronuncia anche 앚다, 앗다 e 았다 sono raddoppi perfetti dal punto di vista fonetico perché i tre stop sono tutti in zona dentale e si legano con la /t/ successiva. Si ricorda per l'ultima volta che i raddoppi preconfezionati ㄲ e ㅆ possono apparire a fine sillaba e, senza ㅇ nella sillaba successiva, danno ovviamente luogo a raddoppi e grosse mutazioni che si stanno spiegando.
  • La semplificazione è una regola che in realtà è direttamente collegata al raddoppio perfetto, è molto intuitiva e riguarda perlopiù l'aspetto cognitivo della scrittura, non la fonetica. Quando c'è uno stop a fine sillaba e all'inizio della seconda sillaba c'è la medesima lettera ma raddoppiata, si può pensare come singola: la lettura della tensificazione non cambia. Un altro caso è poi dato da -KK, l'unica lettera doppia occlusiva possibile a fine sillaba: se compare in situazioni di raddoppio perfetto, la lettura del cluster si può pensare in modo semplificato. Per analogia, è come semplificare una frazione ai minimi termini (4/8=2/4=1/2). La "semplificazione" come concetto in senso molto lato, si può virtualmente estendere a tutto il sandhi consonantico: la grafia si può immaginare come semplificata (es. 악아 si può ripensare come 아가). Esempi: 앆가 악까 앆까 (ex. si possono semplificare cognitivamente come 악가 e infatti si pronuncia tale), 앋따 앚짜 압빠 .
  • Il raddoppio "misto" avviene se una consonante non nasale, non laterale e diversa da -H è seguita da un'altra della stessa categoria ma non completamente identica. La prima diventa uno stop, mentre la seconda si ritarda come esecuzione a causa dello stop, quindi si tensifica. Quindi avviene il raddoppio, ma con la lingua che cambia posizione dopo lo stop. Ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono, sembrerà di sentire un raddoppio perfetto. Lo stop non si può sentire se al secondo membro c'è S- o SS-: l'inizio del suono sibilante, che comunque si raddoppia, annulla il silenzio dello stop (negli esempi, i cluster di questo tipo sono evidenziati in grassetto). Il cluster [-S(S) S(S)-] è a prescindere misto. Esempi: 악바 악파 악빠 앆바 앆파 앆빠 앜바 앜파 악사 악싸 앆사 앆싸 앜사 앜싸 앗사 앗싸 았사 았싸 앗바 앗파 앗빠 앗가 앗카 앗까 압다 압타 압따 압가 압카 압까 압자 압차 압짜 압다 압타 압따 압사 압싸 앋가 앋카 앋까 앋바 앋파 앋빠 앋사 앋싸 앚바 앚파 앚빠 앚가 앚카 앚까 앚사 앚싸 . Bisogna ricordarsi della palatalizzazione del suono sibilante "s" anche in cluster come 악씨 e 압샤 .
  • La sonorizzazione dello stop avviene se uno stop è seguito da una consonante nasale o laterale. Il luogo di articolazione non muta, quindi p̚ diventa /m/, tutte le t̚ diventano /n/, k̚ diventa /ŋ/. Questi cambiamenti sono segnalati anche in romanizzazione (es. tutte le combinazioni "-t n-" diventano "-dn-"), tuttavia quest'ultima rischia di diventare fuorviante perché non rispecchia l'ortografia in han'geul ma la pronuncia. Quindi, in casi di dubbi di pronuncia e ortografia, un buon dizionario è molto utile. Se, dopo lo stop sonorizzato si trova la [L-], vedi avanti ("mutazione di L-"). Esempi: 악나 앜나 앆나 앚나 앛나 앋나 앝나 압나 앞나 앗나 았나 .
  • L'aspirazione avviene se una consonante a fine sillaba è seguita da una H- all'inizio della seconda. Tutti gli stop si trasformano in consonanti aspirate (e lo sbuffo d'aria al momenti del rilascio è proprio rappresentato dalla H-). In romanizzazione, non cambia nulla. Se la H- è dopo un suono nasale (-M, -N), nella parlata veloce, colloquiale e meno curata si tende a togliere l'aspirazione. Il gruppo [-L H-] viene nella quasi totalità dei casi semplificato in /ɾ/. Esempi: 악하 앜하 앆하 압하 앞하 앚하 앛하 앋하 앝하 앗하 았하 .
  • L'aspirazione posticipata, che è rarissima, avviene se la prima sillaba finisce in -H e la seconda inizia per una qualunque consonante non nasale e non laterale. La -H pertanto si sublima per diventare tutt'uno con la consonante successiva. Detto in altre parole, se si nota l'aspirazione -H a fine sillaba bisogna pensare di gonfiare i polmoni o le guance per poi rilasciare l'aria accumulata appena si esegue il secondo suono. In romanizzazione va segnalata, quindi si toglie la -h e si scrive la consonante successiva come aspirata. Si ricorda che se c'è si limita a risillabare. In questa regola sono presenti due eccezioni con due cluster: [-H N-] 앟나 che si tensifica in /nn/ e si romanizza "nn" e [-H S-] singola 앟사 che si tensifica in /ss/ (è come se l'aspirazione facesse da propulsore a questo suono sibilato) e si romanizza "hs". Tutte le altre combinazioni possibili non esistono, incluso [-H aspirata-] e [-H KK-]. Esempi: 앟가 핳바 앟자 앟다 앟나 앟사 .
  • L'assimilazione del cluster [-L N-] rende la pronuncia /ll/, che è la terza geminazione ottenuta da un cluster irregolare. Cambia anche in romanizzazione. La scrittura appare come, ad esempio, 알나 .
  • In cluster con suono nasale (-NG, -M, -N) seguito da L-, avviene la mutazione di L- in una /n/ (in Nordcorea invece diventa /ɾ/). Ciò avviene sia in cluster già scritti con lettere nasali che con cluster di questo genere ma ottenuti "artificialmente" con la sonorizzazione dello stop: se, dopo lo stop (sonorizzato) c'è [L-] avviene quindi una doppia trasformazione, un doppio sandhi. La romanizzazione segnale il sandhi, quindi L- si trasforma in N-. Si noti infine che dalle coppie [-T L-], [-TH L-] e [-S(S) N-] scaturiscono le ultime geminazioni irregolari, /nn/ ([-TT L-] ovviamente non esiste perché -KK (romanizzato in "k") è l'unico raddoppio di tipo occlusivo possibile a fine sillaba). Esempi: 앙라 악라 앜라 앆라 암라 압라 앞라 안라 앋라 앝라 앚라 앛라 앗라 았라 . L'eccezione è il nome della dinastia coreana "Silla", che si pronuncia in questo modo nonostante sia scritta come 신라 新羅 . La seconda eccezione è il nome del protagonista maschile del celebre poema per pansori "Chunhyangga" (춘향가 春香歌), che si chiama e pronuncia Yi Mongryong (이몽룡) a prescindere.
  • In generale, le regole di romanizzazione con il sandhi possono cadere nelle traslitterazioni di nomi propri in quanto molto usati e conosciuti. Anche la pronuncia varia, come si è visto nella sezione delle parole straniere.

Cluster doppi a fine sillabaModifica

Nel caso in cui si presentino, ci sono 11 micro-cluster doppi a fine sillaba. Oltre la metà hanno il suono /l/ come primo membro: ㄳ ㅄ ㄵ ㄶ ㄺ ㄽ ㄾ ㅀ ㄼ ㄿ ㄻ . Un esempio casuale è 앖 . In base a cosa segue, ci sono due possibilità di pronuncia:

  • Se sono seguiti da ㅇ allora seguono la regola della risillabazione. Quindi 앖아 si può pensare come 압사 perché si pronuncia come tale. Si ricorda che nella parlata veloce e poco curata la -h dopo una nasale può cadere.
  • Se non sono seguiti da nulla, ㄻ si pronuncia /-m/, la ㅎ al secondo membro cade (quindi ㅀ si pronuncia /-l/ e ㄶ si pronuncia /-n/), anche la ㅅ al secondo membro cade (ㄳ è uno stop in zona velare, ㅄ è uno stop in zona bilabiale e ㄽ è una semplice /l/ come anche ㄿ /l/) e ㄵ si pronuncia /-n/. L'ultimo, ㄾ, si pronuncia /l/.
  • Se sono seguiti da una consonante, il secondo membro del micro-cluster è colpito dal sandhi col primo membro della prossima. A sua volta il suono consonantico che si ottiene si può immaginare virtualmente come l'inizio della seconda sillaba. In quanto consonante, è colpito dal sandhi con quello che era il primo membro del micro-cluster. Quindi 않다 si può pensare come 안타 perché si legge come tale. Altri esempi sono 앖나 (압나 → 암나) 않사 (안싸) 않나 (안나) 앑다 (알따) 앑타 (알타) 앖가 (압까) (con più stop di fila, si sente solo il primo). Ma se il micro-cluster è tra quelli che subiscono la riduzione completa nella regola sopra, tutto il micro-cluster già in partenza si pensa come uno stop che è colpito dal sandhi con l'inizio della seconda sillaba. Chiaramente, se seguiti da nasale, gli stop si sonorizzano; se seguiti da aspirazione, si aspirano; ecc. Esempi: 앍다 (악다) 앍나 (악나 앙나) 앏나 (압나 암나) 앏마 (압마 암마) 앏하 (압하 아파).

Per semplificare, la pronuncia del micro-cluster a fine sillaba se seguito da una consonante diversa da ㅇ o da nulla si elenca in tabella (per il sandhi completo con una qualunque consonante, si faccia riferimento agli esempi al punto sopra per capire come funzionano):

micro-cluster che iniziano

per occlusiva o /n/-

microcluster che iniziano per /l/-
-k̚ -p̚ -n -n -k̚ -l -l -l -p̚ -p̚ -m

Ordine delle consonanti e vocali e nome delle consonantiModifica

Nei dizionari cartacei sudcoreani, l'ordine delle lettere è il seguente:

Ordine delle consonanti e vocali e nome delle consonanti
기역 쌍기역 니은 디귿 쌍디귿 리을 미음 비읍 쌍비읍 시옷 쌍시옷 이응 지읒 쌍지읒 치읓 키읔 티읕 피읖 히읗

Nel punto in cui si vede la ㅇ, sono elencate le parole che iniziano per sola vocale in base all'ordine della seconda riga in basso. L'hangeul, in base alla sequenza iniziale di lettere, viene detto anche "Kanadara". In generale, i cluster doppi preconfezionati sono elencati appena dopo la versione singola, mentre tutta la sequenza di aspirate è messa in fondo, appena prima della "H-", che chiude i dizionari. Le vocali in cima all'elenco sono tutte aperte. Nella sezione centrale, sono ordinati tutti gli incontri vocalici con la "O-/W-" in prima posizione. In chiusura ci sono ㅡ, ㅢ e ㅣ. Le sillabe aventi consonanti all'ultimo membro sono ordinate in modo molto simile a quello delle consonanti al primo membro. Riguardo i nomi, tutte le doppie hanno davanti al loro nome in versione singola la sillaba 쌍, che in hanja (vedi avanti) si scrive 雙 e rappresenta due uccelli dalla coda corta sopra una mano destra aperta. Nel cinese moderno, il carattere è stato semplificato in 双, che raffigura due mani destre aperte l'una affianco all'altra. Tutte le consonanti all'inizio del loro nome hanno il loro stesso suono (seguito da una "i") e in più lo presentano anche alla fine. Chiaramente, se è una consonante non nasale e non è la "H", è uno stop senza rilascio di suono. Nella seconda sillaba, spesso è scritta la ㅡ . La ㄹ si pronuncia /ɾiɯl/ e il nome della ㅇ in prima posizione chiaramente ha una semplice /i/ perché è sempre sorda a inizio sillaba: è un "inizio-zero" ("zero-onset").

PunteggiaturaModifica

Il coreano utilizza il cerchio 。 come punto fermo, idem il giapponese e il cinese. Tuttavia nei quotidiani e siti web coreani spesso si trova anche il punto . . Quando c'è un elenco o una lista di oggetti, in tutte queste lingue non si usa la virgola tipica ma 、che è la "virgola a goccia". In alternativa alla virgola a goccia, si può usare il punto mediano · . Per citare titoli di libri e opere, in Sudcorea si usano le virgolette " " oppure 『 』, cioè una specie di doppia parentesi quadra vuota all'interno. Quest'ultima è facilmente reperibile nella scrittura verticale. In Nordcorea invece si usano le virgolette a forma di doppio spuntone dette "guillemet", cioè 《》. Il tildo tra due numeri o orari (〜) sta ad indicare un intervallo numerico o temporale, come nel giapponese. Se a fine parola e dopo una vocale, la allunga per dare alla parola un tono di esclamazione e/o un effetto comico. In generale, la punteggiatura è un'importazione occidentale perché in passato non esisteva: ad esempio, i punti fermi si capivano dalle lettura di intere porzioni di frase e i punti di domanda erano impliciti in presenza delle particelle interrogative. Riguardo invece ai numeri, sebbene esistano gli hanja per rappresentarli (1, 2, 3, 4, 5: 一,二,三,四,五 ; 6, 7, 8, 9, 10: 六, 七, 八, 九, 十 ; 0 零), si utilizzano le cifre arabe moderne. In cinese invece si usano sia gli hanzi che le cifre arabe ma, per evitare falsificazioni (ex. 一 十), in ambito economico si utilizza la versione tradizionale e più arcaica dei sinogrammi.

Parentesi sugli hanja, i radicali Kangxi e i sinogrammi in Giappone e VietnamModifica

Per capire il funzionamento degli hanja (漢字), apparentemente molto intricati, è sufficiente spiegare in breve l'origine e il funzionamento funzionamento dei sinogrammi: gli hanja, insieme ai kanji giapponesi e ai chu nom vietnamiti, sono difatti prestiti ortografici cinesi. Se si conosce la pronuncia e il significato, è molto facile passare a scrivere da una lingua all'altra, il lavoro di memorizzazione delle parole viene snellito e i prestiti cinesi sono molto semplici da imparare se si fa un lavoro di collegamento attraverso la somiglianza in pronuncia e/o la scrittura.

I sinogrammi sono nati in Cina per effettuare le scapulomanzie: i caratteri si incidevano su dei gusci di tartaruga o su delle scapole di bue che, in un secondo momento, venivano messe sul fuoco a bruciare. Le crepe che si venivano a formare colpivano alcuni caratteri. In base al loro andamento, si faceva quindi una previsione su un evento futuro, come ad esempio una battuta di caccia. I primi caratteri erano poche centinaia di pittogrammi, cioè dei disegnini stilizzati di un oggetto, per esempio piante ed animali.

Con lo sviluppo della Cina e dell'apparato burocratico sotto il periodo imperiale (dinastia Qin 秦朝 e Han 汉朝), il numero dei caratteri è lievitato ad alcune migliaia. Per evitare di produrre in continuazione pittogrammi, si escogitarono due strategie. La prima, che riguarda nel complesso pochi caratteri, consiste nello scrivere due parole dalla stessa pronuncia con un unico pittogramma. Ad esempio, "Wan" significava sia "scorpione" che "diecimila"; il sinogramma usato per entrambe le parole, data l'identica pronuncia, è 万, il disegno stilizzato di uno scorpione, che in origine era 萬 con le chele, il carapace, le zampe e una codina. Oggi il primo significato è caduto in disuso. Anche il carattere 来 (versione tradizionale 來), che oggi significa "venire", era il pittogramma di una spiga di grano e aveva questo significato, poi spostato per assonanza.

La seconda strategia, con cui è formato il 90% dei caratteri cinesi, consiste nell'affiancare un pittogramma che si riferisce al significato o all'ambito del vocabolo e, a fianco al suddetto pittogramma, affiancare un carattere preesistente che ha solo la pronuncia simile o identica al vocabolo di cui si sta formando il carattere. In parole povere, si affianca un "radicale" (in cinese, "bùshǒu" 部首; in coreano, "busu"; in giapponese, "bushu") ad una "chiave di lettura". Prendendo un esempio dal cinese moderno, il pittogramma 金 (Jīn) significa "oro, metallo" rappresenta degli strati di terra con due minerali all'interno, mentre il pittogramma 高 (Gāo), anticamente scritto 髙, significa "alto" ed è il disegno stilizzato di una torre. Ebbene, per formare il carattere "Gǎo" (piccone), è stato affiancato il radicale del metallo al pittogramma "Gāo". Il risultato finale è 镐 .

Quindi, i sinogrammi sono classificabili in base al radicale e consistono in larga parte in una mescolanza di unità minime, i "mattoncini" della scrittura, che per una buona resa estetica hanno un ordine di scrittura dei tratti (ex. prima il componente a sinistra, poi quello a destra; prima il componente in alto, poi quello in basso; prima il componente esterno, poi quello incassato all'interno; se ci sono tratti incrociati, prima si scrive il tratto orizzontale e poi quello verticale; ecc.).

Sebbene esistano più liste di componenti base, lo standard per gli hanzi, hanja, kanji e chu nom è una tavola di 214 radicali pubblicata per la prima volta nel Dizionario Kangxi (康熙字典) del 1716, nel periodo Qīng. Questo sistema dei radicali in realtà era già usato da Xu Shen (许慎) nel suo celebre Shuowen Jiezi (说文解字), ma dagli originali 540 è stato ridotto a 214 da Mei Yingzuo nel 1615. Sebbene il numero standard sia 214, alcuni sono in disuso. Il nome del celebre dizionario del periodo Qing ha battezzato questi mattoncini della scrittura, detti radicali Kangxi.

Con l'ausilio dei radicali, i sinogrammi possono essere ordinati all'interno dei dizionari. Tutti i caratteri che hanno un radicale in comune sono classificati insieme. A sua volta, tutti i radicali sono classificati per numero di tratti crescente. Per trovare un carattere sconosciuto nel dizionario bisogna individuare il radicale, contare il numero dei tratti, trovarlo nel dizionario e infine reperire il sinogramma contando il numero dei tratti della chiave di lettura: tutti i caratteri aventi lo stesso radicale infatti sono a loro volta classificati per numero di tratti della chiave di lettura crescenti. Degli esempi di caratteri aventi tutti il radicale-pittogramma "Bambù" (竹) in alto sono 笋 (germoglio di bambù), 笙 (uno strumento a fiato cinese fatto con canne di bambù), 筷 (le bacchette cinesi per mangiare, fatte in metallo o legno), 箱 (valigia), 箩 (un cestino in bambù), 笼 (un altro cestino in bambù), 算 (un abaco con i listelli in bambù manipolati da due mani in basso, che indica il concetto di "calcolare"), 筝 (uno strumento a corde pizzicate cinese, sostenuto da un cavalletto) e 竿 (un palo in bambù).

Se gli hanja sono tutti appartenenti ad un'unica parola, si leggono con la lettura cinese. un carattere corrisponde ad una sola sillaba. Se un hanja è da leggere in isolamento o è usato in isolamento, si legge con la pronuncia coreana, più lunga. Ad esempio, 歌 significa "canzone" (radicale 欠, che raffigura uno sbuffo d'aria) e in isolamento si pronuncia "Norae". La parola "cantante" si scrive 歌手 e si pronuncia mettendo in sequenza la pronuncia cinese degli hanja. Il risultato finale è Gasu. Viceversa, Gasu si scrive 歌手 (lett. "lavoratore-addetto-mestierante della canzone"). Se ipoteticamente si dovesse leggere un testo scritto quasi completamente con gli hanja, per raggrupparli nel modo corretto è necessario leggere tutto di fila e con un campo visivo allargato, per evitare di leggerli isolati uno ad uno. È anche utile conoscere le parole, in modo tale da riconoscere subito sia il raggruppamento sia la pronuncia. Conoscendo un solo carattere, è possibile imparare sin da subito un pezzo di parola in cui è presente quel carattere: 歌 è presente in altri vocaboli come 歌詞 가사 (parole/testo della canzone), 流行歌 유행가 (canzone popolare), 歌曲 가곡 ("canzone" in versione bisillabica. Le parole polisillabiche sono estremamente utili perché una sillaba da sola, come "Ga", può avere parecchi significati; ciò si abbatte pure sulla grafia. "Ga" può essere 可 家 加 價: "possibile, famiglia/lavoratore, aggiungere, prezzo").

A sua volta "Su" 手 ("mano/lavoratore", pittogramma del palmo aperto di una mano) si ritrova in 鼓手 고수 (batterista, lett. lavoratore-addetto-mestierante della batteria; il primo carattere è il pittogramma di un tamburo a sinistra con due sostegni e una grossa mano che stringe un battente). Quindi, i caratteri e sillabe si rimescolano nelle parole. È interessante poi notare come con due sillabe si possono creare dei vocaboli in forma di perifrasi. Stessa cosa si può dire delle dimensioni delle sillabe, anch'esse molto comode da tracciare su un quaderno a quadretti grossi.

Mentre nella Cina maoista i sinogrammi più usati e/o complessi da scrivere sono stati semplificati, in Giappone e Corea hanno avuto una diversa evoluzione. In generale, a parte i sinogrammi che sono identici tra le varie lingue o differiscono solo per il font, in generale somigliano molto di più alla versione "vecchia" dei sinogrammi, detta "caratteri tradizionali" e tuttora in uso a Taiwan.

In secondo luogo, i coreani, giapponesi e vietnamiti hanno inventato alcuni caratteri autoctoni per descrivere oggetti o entità appartenenti prettamente alla loro cultura. Gli hanja autoctoni si chiamano "Gukja", cioè "caratteri nazionali" (國字). I kanji autoctoni si dicono invece "Kokuji". I chu nom invece sono in totale disuso e talvolta il significato dei caratteri non combacia con quello cinese. Per esempio, il carattere "ba" 吧, atono, in cinese è una particella che, tra i vari usi, indica l'invito enfatico (si può immaginare come "..., c'mon!"). In vietnamita indicava invece la congiunzione coordinante "e", che si pronuncia "va" con intonazione intermedia (non grave, non acuta, non ascendente, non discendente: il vietnamita, esattamente come il cinese e i suoi dialetti e anche il thailandese e lo yoruba, è una lingua tonale). In vietnamita, peraltro, di solito non si usavano sinogrammi come 和、跟、与 e 及 per indicare la congiunzione coordinante, come invece avviene in cinese. Quindi il set di caratteri usati subisce variazioni, non è monolitico e non ha un utilizzo assolutamente fisso nelle varie lingue. Gli stessi caratteri nazionali e le rielaborazioni, che sono aggiunte al set preconfezionato creato dai cinesi, ne sono una prova.

Per finire, la pronuncia in taluni casi è estremamente simile tra le lingue, mentre in altre è completamente diversa non solo per l'evoluzione linguistica, ma anche perché i caratteri sono stati introdotti in Corea e Giappone durante l'ultima fase dell'Old Chinese (cinese arcaico), che aveva una pronuncia diversa dal Middle Chinese (cinese medio) e Putonghua. Quindi riflettono una pronuncia che oggi non c'è più, ma che è stata ricostruita con il metodo comparativo. Ad esempio, il numero "due" 二 in cinese si scrive "èr" e si pronuncia grossomodo /ʌɹ/, mentre in giapponese si legge "ni" se si prende la lettura cinese/non in isolamento ("on'yomi"). La pronuncia giapponese può apparire illogica se non si sa che in cinese medio, in notazione Baxter, si pronunciava *nyi /ɲi/ (l'asterisco indica che la pronuncia, ricostruita, non è attestata a differenza di lingue ben documentate come il latino). Quindi si pronunciava "gni" di "bagni", molto simile al giapponese "ni". Siccome in coreano nessuna parola può iniziare per N, la pronuncia e grafia è stata ridotta in "i". Le differenze di pronuncia più illogiche diventano quindi logiche se si consultano le tavole di trascrizione della pronuncia ricostruita in cinese arcaico e cinese medio.

Per digitare gli hanja e, in generale tutto l'hangeul, è sufficiente avere il font supportato su cellulare o una tastiera coreana o selezionare la tastiera in coreano dalle impostazioni del computer. La tastiera su schermo (o "tastiera virtuale") si può far apparire sullo schermo dalle opzioni, in modo tale da digitare cliccando sullo schermo col mouse. Per trasformare una sillaba da hangeul ad hanja, bisogna scriverla e poi cliccare sul tasto "hanja" (한자) accanto al tasto Windows. Comparirà una lista di hanja da cui si estrapolerà quello che interessa con un clic. Accanto ad ogni hanja c'è un numero: se imparato, la ricerca dell'hanja è più rapida. La lista funge pure da dizionario perché accanto al sinogramma c'è la lettura coreana in isolamento e cinese legata, che insieme costituiscono il nome del carattere.

La parola "hanja" (漢字, cinese moderno "hànzì" 汉字) contiene i caratteri 漢 e 字 . Il primo si usa per indicare l'importante dinastia cinese degli Han, che furono i successori della prima dinastia imperiale cinese, i Qin. Sotto gli Han, i sinogrammi iniziarono ad assumere all'incirca la forma tradizionale con cui sono noti oggi (se si osservano le stampe del periodo Sui, Tang e Song, i caratteri tradizionali sono ben riconoscibili). La parola "Hàn" indicava a sua volta il fiume Han, che scorreva lentamente a causa del fango. A sinistra si può infatti riconoscere il radicale Kangxi delle tre gocce d'acqua, che classificano molti altri caratteri come ad esempio il fiume e il mare, 河 e 海. A destra è presente il pittogramma di un uomo legato a un palo mentre viene bruciato, per indicare il concetto di "difficile" legato alla lentezza con cui scorrevano le acque del fiume. La dinastia Han si può quindi immaginare come la "Dinastia del fiume lento".

Il secondo sinogramma indica il "carattere scritto" e raffigura un bambino in fasce sotto un tetto: la scrittura preserva la conoscenza nella stessa misura con cui la propria discendenza si preserva mettendo sotto al riparo di un tetto familiare i figli. Siccome nella Repubblica Popolare Cinese i sinogrammi sono stati semplificati nella seconda metà del '900 (e in misura minore in Giappone), gli hanja sono pressoché identici ai kanji giapponesi e ai caratteri tradizionali cinesi, ancora in uso in alcune chinatown all'estero, Taiwan, Macao e Hong Kong.

Lista di busuModifica

I radicali degli hanja coreani (busu 部首), detti anche radicali Kangxi o bushou (cinese) o bushu (giapponese), sono ordinati per numero di tratti crescente. Sono tutti presenti, anche se alcuni sono caduti in disuso. La pronuncia in hangeul riflette quella cinese, senza che il carattere sia preso in isolamento. Alcuni possono apparire da soli e sviluppare nuovi significati, altri sono rigorosamente legati. La descrizione[7] è basata sui sinogrammi, da cui derivano. Alcune peculiarità di cultura cinese possono aiutare a disambiguare gli utilizzi e i significati che si porta dietro il carattere: gli hanja, essendo in larga parte cinesi, vanno capiti anche in base alla cultura di origine. Inoltre, oltre metà del vocabolario coreano è composto dai cosiddetti "prestiti sino-coreani". Le peculiarità storiche e arcaiche sono quelle più importanti perché i primi documenti con i pittogrammi, cioè i primissimi sinogrammi, sono i gusci di tartaruga e le scapole di bue del periodo Shang (1600-1046 a.C.). Sono quindi nati in epoche remote, in cui il pensiero, le abitudini, il sistema socio-politico e il progresso tecnico erano diversi da quelli moderni.

Radicale Numero

di tratti

Hangeul

(pronuncia cinese)

Nome del radicale, descrizione e varianti, utilizzo se slegato
1 Il tratto orizzontale, il numero uno, il dito indice. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kāngxi per errore. Si traccia sempre da sinistra a destra. Se riferito al numero "uno", rappresenta un dito indice alzato. I cinesi peraltro indicano il numero uno con l'indice ma, se enunciano gli elementi di una lista, possono partire a contare dal mignolo, alla maniera degli inglesi.

Con il significato di "uno", si può scrivere nelle frasi.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale. Nei fatti, svariati caratteri vengono sistematizzati con questo e altri radicali aggiunti per errore, come ad esempio 丁, che in realtà rappresenta un chiodo.

Questi tratti minimi, insieme a tanti altri tratti basilari, sono i movimenti base effettuati con oggetti per scrivere per disegnare i sinogrammi. Il "numero uno" è semplicemente il suo nome e il significato nel suo utilizzo pratico da solo, ma in ogni carattere e pittogramma ha un suo significato. Per esempio, in 大 rappresenta le mani distese di un uomo con le gambe divaricate, mentre in 丁 rappresenta la capocchia oggi molto stilizzata del chiodo.

1 Il tratto verticale, il bastone. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. Rappresenta un ramo sfrondato messo in verticale. Poi il significato è passato ad indicare il bastone. Si traccia sempre dall'alto verso il basso. Appare sempre legato.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il punto, la goccia. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kāngxi per errore. Il suo significato può variare parecchio in base al carattere e può presentare leggere variazioni nell'angolazione. Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

Può raffigurare:

gocce d'acqua, di alcol, di pioggia, acqua fangosa o altri liquidi ancora (氵,酒,雨 / 雷 / 漏 / 雲,泥), striature di ghiaccio (冫,冬 anche se in origine il carattere era una corda con un nodo alle due estremità, oggi 终), fiammelle (火,灬,炎,烦,赤,光,主), una pinna di pesce ritratto in verticale (魚), macchie nere su un vetro create da un fuoco (黑), corna di bue-cervo-capra (牛, 告, 鹿, 羊, 羔, mentre in 丽 si raffigurano le due corna di un cervo e in 龙 il corno di un drago), aromi nel vino di miglio sacrificale (鬯), un occhio e la cresta/ciuffo di un pennuto (鸟, 鸡, 鹅, 乌, 鸽, 岛), chicchi di riso (米), chicchi di grano conservati in un granaio dal doppio muro (墙), un piede 止 stilizzatosi in cima al carattere (前), il sostegno di un grosso tamburo o calderone o gruppo di tamburi o una coppa (壴, 鬲, 乐, 豆), un manico (亠), una coda (兔, 犬), i denti di un felino (豸), granelli di sale (鹵), zampe di un uccello, un cavallo, un topolino e una gazza (鳥, 馬, 鼠; nel caso della gazza, 寫 / 写 , il carattere oggi significa "scrivere" perché, se la gazza ruba oggetti e li mette al sicuro nel suo nido, scrivere significa mettere al sicuro i pensieri sulla carta, da dove non possono sfuggire), capezzoli femminili (母), un'impronta (辶), le antenne di un mollusco che esce dalla conchiglia (貝), una biforcazione (丫), minerali sottoterra (金), filamenti di seta ( 糹), un virgulto (瓜, 先, 生 che si ritrova stilizzato in alto in 青), crepe su un guscio divinatorio di tartaruga messo sul fuoco (卜), le arterie di un cuore (心, 忄), un dito sopra il naso per indicare se stessi (自), due persone che dibattono (办, in origine 辦), radici (茶 tenendo peraltro presente che il carattere in basso è una variazione di 木, come anche succede in 杂), due canne di bambù stilizzate (笛, 笙, 竿, 箩, 筐, 管, 笠, 箱), la cima di una torre (高/髙 e 京), la cima di una capanna (向, 家, 官, 字 e 六 oggi diventato il numero sei e 定, la cui parte inferiore in origine era 正), la testa di un uomo (立),un superiore offeso da una persona di livello inferiore (辛, dove i due tratti in cima originariamente erano 上), un tratto per disegnare un bozzolo di baco da seta (厶) o un oggetto che viene diviso (公, 小, 少, 尖) o l'anta di una porta a un battente solo (户, che in alcune grafie arcaiche appare come un tratto orizzontale) o una falce di luna (夕,多,名,夜) o il tratto che disegna la bocca di una caverna da cui esce un uomo in alto (去) o un verme/serpente (虫 da non confondere con la parte alta di 贵, che rappresenta un cesto) o un pezzo di cinabro dentro l'ingresso quadrato e visto dall'alto di una cava (丹, che si ritrova stilizzato nella parte bassa di 青), un bastone (尤, 父), il dardo di una balestra (弋), una punta di lancia fissata in cima ad una scure (戈, 我, 找; in 贱, 钱 e 线 c'erano in origine due 戈 l'uno sull'altro), una goccia di sangue che trabocca da un vaso (血), un frammento di giada o ambra (玉, 国), il tetto spiovente di una casa (尚,常 in cui la parte inferiore rappresenta un vessillo che ondeggia incessantemente nel vento), parole che escono dalla bocca (说,兑), un uomo in un nascondiglio (亡), un tratto che disegna il guinzaglio legato al collo di un cane (发), piume (习, 羽, 飞, 美 in cui raffigura le piume di pavone su un copricapo), artigli o una mano che sradica un vegetale (菜), due cardini oppure dei trattini per raffigurare una enorme porta (京, la cui parte alta come già visto è una contrazione di 高, "torre"), dei tratti per disegnare una barca (舟, il cui tratto in alto raffigura il remo anteriore), una rete con una conchiglia al suo interno (买; in 卖 la parte superiore è una semplificazione di 出), un'anta/battente di una porta originariamente a due battenti (门, semplificazione di 門), uno schizzo d'acqua (永), una linea per indicare l'eccesso, poi stilizzatasi in un punto (太), la testa di una donna incinta (身), un raggio di sole che indica il colore bianco e il candore (白, che in origine raffigurava complessivamente una fiammella), fiocchi di neve insieme a una scopa (雪), chicchi di grandine (雹), due persone sotto un ombrello (伞), un puntino per disegnare un carattere semplificato i cui componenti sono bilanciati tra loro (义, semplificazione di 義), delle persone accalcate (佥), un tratto orizzontale che indica il concetto di unità temporale (今, oggi stilizzatosi in un punto in svariate calligrafie; in 念 indica unità di passato e presente perché qualcosa viene rivissuto con nostalgia), le orecchie di un qualunque animale domestico (兽), due mani di soldato che reggono un'ascia (兵), un tratto che disegna un ramo di nocciolo flessibile per fustigare (亲 nel sinogramma 新), i piedi di un orso (熊, la cui chiave di lettura 能 significa "orso" ma in passato era il pittogramma di un orso in piedi, simbolo di forza e capacità), le teste di due persone l'una di fianco all'altra (并,並,竝), la coda di una rondine mentre plana (燕, dove 口 indica il corpo, 北 le ali e 廿 il becco), due pietre montate su un bastone a forma di Y usato come arma (单, semplificazione di 單), due fiammelle di un candelabro dal lungo manico retto in mano (對, oggi 对), due frecce con le punte verso il basso inserite in un contenitore ovale (晋), una mano su un cesto di riso (稻, il cui radicale del miglio in origine era una bandiera nella parte alta del sinogramma per indicare il vento in cui si battono i chicchi), la doppia anta di una porta sbarrata da due pali legati (关, semplificazione di 關), una mano che trascina un elefante di cui si vedono le quattro zampe (爲, oggi 为), gocce d'acqua che colano da un mestolo dal lungo manico (必), dei tratti per disegnare i piedi di una persona inquadrata dall'alto e seduta con un vaso sacrificale d'argilla (登, che in origine aveva nella parte inferiore le due mani), la cima di un altare sacrificale costituito da una tavola sorretta da tre pali di legno (帝), due mani che sostengono un rotolo di listelli di bambù rilegati (典), la cima di una giara di vino sacrificale messa su un tavolo (奠), una mano con un oggetto fragile dentro (叉, che in passato indicava il concetto di fare errori), l'albero da cui si erge il sol levante (東/东, che in origine indicava un sacco chiuso da due estremità), il concetto di "movimento/allontanamento/caduta libera" sopra una bestia selvatica (㒸, che riprende il pittogramma del maiale), dei tratti che disegnano un telaio\rastrelliera con della seta intrecciata sopra (尔, in origine 爾), un oggetto dentro un piatto (凡), una mano di soldato che cattura un uomo (孚), due uova disegnate nel sinogramma "incastro a tenone e mortasa; alba" (卵: le galline fanno le uova al mattino), il tratto che disegna dall'alto la strada che porta a una veranda (良), il corpo di un bambino disegnato a testa in giù (育, capovolgimento di 子), un virgulto che sbuca in un campo o giardino (甫, che in in origine era 田), due mani che reggono un oggetto quadrato (共), l'ingresso di una valle (谷), la testa di un maiale messo in verticale (亥), una freccia in una borsa (函), una punta di freccia (矢; 侯, in origine 矦), la forma panciuta di una caraffa o teiera (壶), due coppie di mani che reggono un oggetto (兴), il sostegno di un contenitore di cibo con una persona affamata e inginocchiata vicino ad esso (即, in più in 既 gira la testa perché è sazia), un pezzo di carne messo su un altare sacrificale a tre gambe da una mano (祭), due persone di fianco a un uomo di grosse dimensioni (夹, in origine 夾), un uomo che si specchia in una bacinella d'acqua (监, in cui i due tratti verticali sono una stilizzazione dell'occhio chino e rigonfio 臣) ecc...

In uno degli esempi più complessi , 学 ("studiare"), i punti sono usati per semplificare la versione tradizionale, 學 . Il carattere originale indica due mani che manipolano i listelli in bambù di un abaco.

Il punto appare sempre legato.

丿 1 Il tratto ricurvo a sinistra. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. In generale, in base al font e alla posizione nel carattere, questi tratti fondamentali possono subire lievi alterazioni, come in 少 . Appare sempre legato.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il tratto ricurvo a destra, la seconda posizione, il secondo ramo celeste, il falcetto. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. Sarebbe un falcetto con la lama ricurva e una piccola impugnatura in legno. Seconda un'altra interpretazione, è un germoglio che emerge con difficoltà dalla terra. Le varianti del tratto ricurvo sono 乚 ⺄ 乛 e quella che appare nel carattere 九 . Inoltre il tratto piegato 乛 in taluni caratteri appare più volte di fila, come in 乃 . Può apparire nelle parole cinesi è significa "secondo" (è una grafia fissa e alternativa di scrivere gli ordinali nel cinese di registro elevato) o "secondo ramo celeste". I 10 Rami Celesti, sono un antico modo cinese di suddividere il tempo. Fanno parte del calendario lunare tradizionale e si combinano con i 12 rami terrestri per formare cicli di 60 anni.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il gancio, l'uncino, il tratto uncinato. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. È una linea dritta scritta con un tratto più morbido, con l'uso dei pennelli con la peluria di animale. Poi il tratto è evoluto in un uncino. sempre legato.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

2 Il numero due, duale, doppio, secondo. Si scrive raddoppiando il numero "uno". Può apparire da solo. I numeri "uno, due, tre" sono 一, 二, 三 e anticamente il numero quattro, oggi 四, era scritto 亖 .

Appare come chiave di lettura nel carattere 仁, che indica la "benevolenza, umanità" (cioè "un uomo che vale due"). È uno dei concetti cardine del Confucianesimo, la filosofia che elaborò Confucio (孔夫子). Per creare degli uomini perbene che si dibattono per una società giusta (che nella sanguinosa epoca in cui visse mancava), la benevolenza verso il prossimo e la pietà filiale verso i superiori e l'obbedienza degli inferiori erano fondamentali. Sebbene ciò sia uno dei pilastri portanti del suo pensiero, in realtà è molto più ampio e complesso.

2 Il coperchio. È un coperchio che col tempo si è appiattito di forma. Nella fase finale si è aggiunto il pomello in alto. È un radicale sempre legato. Compare ad esempio nel carattere 亩 per indicare il mu, un'antica misura per il terreno.

In alcuni caratteri è un falso amico di 衣 perché quest'ultimo indica il vestito. Semplicemente, il carattere 衣 si è "aperto" in due per poter ospitare un secondo componente al suo interno. Un esempio è il carattere 壤 che indica il terriccio/la terra/il terreno o il carattere 衮, che indica il vestito di grosse dimensioni usato dai nobili (公) durante i sacrifici.

ll carattere che indica il terriccio è presente nel nome della capitale della Nordcorea, Pyeongyang (平壤).

2 L'uomo, la persona. Il pittogramma sulle ossa sacrificali Shang e i vasi di bronzo Zhou raffigura un uomo in posizione laterale e con un braccio alzato. Poi la rappresentazione passa a frontale e si mettono in evidenza le gambe divaricate, segno di fierezza e autorità. A fianco del carattere si scrive 亻e si chiama "l'Uomo a lato". Può apparire anche sopra la chiave di lettura come 𠆢 e si trova raddoppiato solo in 从. Si può usare da solo.
2 Entrare. È un albero che espande due radici nel terreno. Si può trovare da solo e significa anche "unirsi/congiungersi a" (ex. un'organizzazione).
2 Il numero otto, la divisione. Il primo significato è quello attuale. È inoltre curioso notare come in numero otto si indichi chiudendo la mano a pugno e sollevando pollice e indice. Questa forma ricorda il radicale quando è posto in alto ad alcuni caratteri: 丷. Anticamente indicava il numero otto, ma questo modo di rappresentarlo è in disuso. In alto ad altri caratteri appare invece invariato, ex. 分. Curiosamente, anche quello che oggi è il numero sette, 七, in passato significava "tagliare" e infatti si ritrova nel carattere 切, che ha questo significato.
2 La campagna, lo spiazzo, il deserto, lo spazio vuoto. È uno spazio aperto, delimitato con due linee verticali e una orizzontale in mezzo. Nella versione attuale, ha solo due tratti. In alcuni caratteri con la chiave di lettura incassata si apre leggermente (ex. 周). "Campagna" è il significato più arcaico. Non si usa da solo.
2 Coprire. È un oggetto morbido, forse un asciugamano con cui i contadini cinesi si coprivano il capo, che pende da due parti. la forma arcuata del radicale si è poi squadrata e appiattita. È sempre legato.

Un famoso carattere in cui appare è 写, anche se in origine era il disegno di una gazza sotto un tetto.

2 Le due gocce d'acqua, il ghiaccio. È una superficie di acqua ghiacciata, con due crepe o venature. Erano due 人 l'una sull'altra, poi stilizzate in due trattini. È sempre legato.
2 Il tavolino. È una tavola con due gambe. Inizialmente il pittogramma aveva le forme molto sinuose, poi si è squadrato. I tavolini in principio erano mobili per lavorare, poi sono diventati dei pezzi di arredamento lussuosi e decorati nelle case degli abbienti, spesso usati per poggiarci piante, bonsai e servizi da tè (茶, scoperto in Cina ed esportato in India, Giappone, Inghilterra, America...) o usati come scrivania. Nella Cina antica, si potevano formare gruppi di 5 tavolini uniti.

Nel cinese moderno si può usare da solo con il significato di "alcuni, un po' di; quanti?" riferito a modeste quantità.

Il tavolo invece si indica con il carattere 桌.

Il carattere 凡 è un falso amico perché il pittogramma raffigura un piatto con un oggetto al suo interno. Anche 风 è un falso amico perché è una vela gonfiata dal vento.

2 La buca. È il disegno frontale di un largo buco nel terreno. Inizialmente era tondeggiante, poi si è squadrato.

Un esempio di utilizzo è il carattere 凶 , che stava a indicare una trappola e oggi indica il concetto di "sfortunato; terribile".

2 Il coltello, la spada, la lama. È sia un utensile da lavoro sia una spada. In generale, le armi da lancio (frecce, giavellotti...) e da contatto (spade, asce...) erano molto importanti prima dell'utilizzo della polvere da sparo durante la dinastia Song. Quest'ultima, scoperta in Cina da alcuni alchimisti nel IX° secolo, fu impiegata per costruire delle bombe e, più avanti, le prime pistole. Durante il periodo di guerra delle "Primavere e Autunni" inoltre si era sviluppato un filone letterario composto da trattati di strategia militare. L'opera più famosa della "Scuola degli Strategici", molto letta in Cina e applicata a tutti i settori della vita incluso il marketing, è "L'Arte della Guerra" di Sūnzi, detta anche "I 36 Stratagemmi". Oggi il radicale sta pure a indicare l'omonima posata. Il disegno, molto generico, raffigura un manico con la lama un po' ricurva. Il radicale, se compare a destra della chiave di lettura, si disegna [--刂], stilizzato, e si chiama "il coltello a lato". Un esempio è il carattere 别 ("separare, allontanarsi"), che rappresenta un osso e un coltello che separa la carne dall'osso. Se in alto, si schiaccia diventando ⺈ ma nel carattere 危, che indica il pericolo, raffigura un uomo piegato mentre si sporge da un precipizio e in 鱼 disegna il muso del pesce. Una versione calligrafica, anomala e molto rara del coltello a lato si trova nel carattere 师 (semplificazione di 𠂤, forse un cumulo di terra per indicare un accampamento/fortino, in 師), 班 (in cui per davvero indica una lama), 辨 e 狮.
2 La forza, la potenza, l'energia. Rappresenta un grosso muscolo legato all'osso da un nervo. Secondo altre interpretazioni, è un uomo ricurvo che, sotto sforzo, infila una zappa nel terreno. Con meno probabilità, è un braccio steso che si sforza, mostrando il bicipite rigonfio.
2 Abbracciare, avvolgere. Raffigura un uomo che si piega su sé stesso per abbracciare un oggetto. Nel carattere 包, che oggi indica la borsa, era una placenta chiusa intorno a un feto. Questo significato si è conservato nel carattere 胞 .
2 Il cucchiaio, il mestolo, il pugnale, la daga. È un cucchiaio in porcellana, dal manico corto riconoscibile in alto. Gli altri due significati più arcaici hanno in comune coi primi due il concetto di manico e impugnatura. 切 化
2 Il baule. Il carattere deriva forse da un tronco scavato per ricavarci una canoa.
2 Nascondere. Rappresenta un baule con un lato mancante o una stoffa arrotolata o una coperta imbottita per nascondere un oggetto.
2 Il numero dieci. È una linea verticale con un punto in mezzo, evoluto poi in una linea orizzontale, che sta ad indicare il concetto di "limite": il 10 è il massimo numero indicabile con le mani. Nella comunicazione non verbale, il numero dieci si indica accostando i due indici fino a formare una croce.
2 La divinazione, la profezia. Rappresenta una crepa orizzontale che si unisce ad una crepa verticale su un osso di bue o un guscio di tartaruga. È un riferimento alle scapulomanzie, grazie a cui sono nati i primissimi pittogrammi. In cima ad altri caratteri, si schiaccia diventando⺊ (ex. 卡). Si può usare da solo con il significato di "scegliere" ma è formale e si riferisce indirettamente all'atto di compiere una scelta dopo avere compiuto una divinazione per orientarsi meglio. Un modo di scegliere simile nella cultura cinese è usato dal Fengshui, che si basa sulla credenza che una casa costruita in un certo posto e in un certo modo può dare disturbo o no all'armonia cosmica (geomanzia).
2 Il sigillo, l'autorità. Rappresenta un funzionario di profilo, inginocchiato e con il suo sigillo, cioè una metà di piastra fatta in legno o giada. Il secondo pezzo era di proprietà dell'imperatore e serviva per l'identificazione. Il sigillo era autentico se le due metà combaciavano. Ha più varianti nei caratteri: col tratto finale ripiegato ⺋ o con la riga verticale allungata, ex. 报 o compresso in basso comeㄗ ex. 爷爷 (il "nonno", colui che ha l'autorità sul padre di famiglia in quanto quest'ultimo è meno anziano).

In caratteri come 服 e 报 è un falso amico perché indica uno schiavo in ginocchio ritratto di profilo mentre è tenuto inginocchiato da una mano destra in basso.

2 Privato. È il pittogramma di un baco da seta che sta per rinchiudersi in un bozzolo, prima a forma di "U" e poi diventato squadrato.

Nel carattere 私, che conserva il significato originale, sta ad indicare il grano esente dalle tasse, ad uso "personale". Questo stesso carattere è molto usato in giapponese, si legge "watashi" e significa "io" in tono piuttosto formale.

2 Privato. È il pittogramma di un baco da seta che sta per rinchiudersi in un bozzolo, prima a forma di "U" e poi diventato squadrato. Nel carattere 私 con lo stesso significato, sta ad indicare il grano esente dalle tasse, ad uso "personale".
2 Mano destra, la ripetizione, di nuovo. È la mano destra stilizzata, aperta per afferrare un oggetto. Si può usare da solo come avverbio, "nuovamente".
3 La bocca, il foro, l'apertura. Raffigurava una bocca spalancata in un sorriso, vista frontalmente. Poi si è squadrata. Si può usare da solo e indica in cinese una vasta gamma di significati ("bocca, foro, taglio, strappo, buco, apertura, entrata, tasca, classificatore per pozzi, membri della famiglia, maiali, coltelli, boccate d'aria e fumo, morsi di cane...") e, come radicale, si usa anche in molti suoni onomatopeici.

Nel carattere 吕 è un falso amico perché rappresenta due vertebre l'una sull'altra. In 品 può indicare sia una matassa di bocche che urlano al mercato per indicare i prodotti sia, secondo un'altra interpretazione, tre ciotole oggi squadrate e inquadrate dall'alto.

3 Il recinto, la recinzione, il confine. È un recinto visto dall'alto. In origine non appariva perfettamente squadrato.
3 La terra, il suolo, la polvere. Il tratto in alto rappresenta la crosta terrestre, quello in basso il sottosuolo roccioso, il tratto in mezzo è tutto ciò che si trova in mezzo e, occasionalmente, affiora a livello del terreno. Si può usare da solo.

Nel carattere 去 è un falso amico perché e la stilizzazione di un uomo mentre esce dalla bocca di una caverna.

3 L'intellettuale, lo studioso, il letterato, il burocrate, l'ufficiale, il soldato, l'esperto/lo specialista. Il pittogramma unisce il numero dieci al numero uno in basso. L'intellettuale, colui che sa leggere, scrivere i sinogrammi, contare e ha una cultura è una persona che vale dieci: nella Cina antica non esisteva l'educazione di massa e gli intellettuali erano una vera e propria élite. Gli alfabetizzati potevano quindi entrare nell'apparato amministrativo partecipando agli esami imperiali, in cui si saggiava la conoscenza del candidato dei testi classici confuciani. Secondo altre interpretazioni, è "una persona dall'intelligenza e carisma rari, uno su dieci", "uno che comanda/è alla testa di dieci" o "uno che conosce parecchie cose, dieci". È anche la "guardia del corpo", un pezzo negli scacchi cinesi. In giapponese il carattere poi indica "un militare alla testa di dieci", il Samurai.
3 Seguire. Raffigura un uomo che cammina seguendo le tracce lasciate da un altro.

In parecchi caratteri, come ad esempio 改 e 教, è una stilizzazione di una mano che regge un bastone, che spesso indica l'autorità o, nel carattere 敲 (presente con la grafia originale), l'atto di bussare.

3 Le gambe incatenate, trascinarsi, la tenacia. Rappresenta le gambe di uno schiavo o prigioniero legate da delle pesanti catene, rappresentate da un tratto poi trasferitosi in cima al carattere. Per muoversi, deve trascinarsi con tenacia. Poco oltre il tratto, sporge un pezzo di carattere.
3 La sera. È una luna incompleta, con una parte nell'ombra. La luna, in principio una falce chiusa, nella versione attuale appare una forma aperta: il puntino all'interno e il tratto lungo in basso erano incollati.

Un esempio è la coppia di caratteri 夗 / 宛, che indicano un corpo sdraiato in un momento temporale databile verso sera. Indicano entrambi il concetto di "curvo, piegato".

3 La grandezza. È un uomo con le braccia stese e le gambe divaricate. Sta ad indicare quindi "grosse dimensioni", una grossa estensione nello spazio, vastità, larghezza, enormità. In parecchi caratteri non significa "grande", ma è il disegno di un uomo. Semplicemente, invece di 人 si è preferita la grafia 大. Un esempio è il carattere 天, che è un uomo con la testa prima quadrata e poi assottigliata in una linea orizzontale per indicare il cielo, tutto ciò che sta sopra la testa di un uomo.

In 莫 è un falso amico perché è la stilizzazione di un paio di ciuffi d'erba, presenti anche in alto al carattere.

3 La donna. Rappresentava una donna col capo chino e le mani nascoste nelle ampie maniche, segno di sottomissione nella Cina antica. Poi è diventata un ritratto di profilo mentre è inginocchiata. La donna era generalmente considerata un angelo del focolare nell'antica Cina, solo le donne d'élite potevano ricevere un'educazione e di rado potevano muoversi fuori di casa se i loro piedi erano stati fasciati sin da piccoli. La pratica delle fasciature ai piedi ("piedi loto d'oro") ne riduceva le dimensioni incurvando l'osso. Venivano considerati attraenti. Sono stati vietato dalla Costituzione nel 1949, dopo che Mao Zedong sconfisse i nazionalisti e fondò la Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国). Nonostante il basso status, le donne erano molto rispettate e nella storia della letteratura sono esistite delle donne scrittrici, come Li Qingzhao, poetessa Song, e Gu Tai Qing, scrittrice del periodo pre-moderno. Paradossalmente, la prima scrittrice donna di cui si ha notizia, Ban Zhao, scrisse nel periodo Han un galateo confuciano per donne. Tra tutti gli imperatori, si contano due note imperatrici: Wu Zetian e la reggente Cixi, che ebbe di fatto tutto il potere nelle sue mani durante gli ultimi decenni dell'impero Qing, nel fine '800. Le donne in storiografia erano accusate svariate volte di corrompere un sovrano e decretare la deposizione o rovina di una dinastia. Ad esempio, un famoso aneddoto parla di come la concubina Yang Guifei "corruppe" l'imperatore e mecenate Xuanzong, della dinastia Tang, o di come Mo Xi corruppe Jie, l'ultimo imperatore della dinastia Xià, o di come Daji corruppe Di Xin, l'ultimo imperatore Shang. Il radicale si può usare da solo per indicare una persona di sesso femminile (con gli animali si usa 母).
3 Il figlio, il bambino, il neonato, il primo ramo terrestre. Rappresentava frontalmente un bambino molto piccolo con la testa più grossa del resto del corpo e gli arti piccoli in posizione aperta. Poi si è girato per 3/4 di profilo (nella grafia moderna, ciò non è visibile) ed è stato rappresentato con le gambe in fasce. Il carattere, se a lato del carattere, si stringe: 孩 . Da solo, significa "uomo, bambino" ed è il suffisso per le parole di molti oggetti, ex. 椅子 (sedia). In tal caso, cade il terzo tono e diventa tono neutro. È anche il primo ramo terrestre.

Il carattere è molto simile a 了, che indica un bambino a cui sono state fasciate anche le braccia.

Un celebre sinogramma in cui compare il bambino è 字, che indica in generale i caratteri scritti. Questi ultimi preservano un messaggio o un patrimonio culturale nella stessa misura in cui la propria stirpe si preserva mettendo il bambino al riparo sotto il tetto familiare. Un altro e 存, esistere, che è il seme nel terreno da cui partono radici e virgulto (才) con accanto il bambino neonato. La stilizzazione di 才 si ritrova anche nel celebre carattere 在, "trovarsi".

3 Il tetto. È il ritratto frontale di una capanna, poi rimpicciolita. Il tetto inizialmente aveva due spioventi, poi si è ridotto ad una forma quadrata. In pochi caratteri rimane la versione più arcaica, che incassa gran parte della chiave di lettura, ex. 向
3 Il pollice cinese, lo cùn, la misura, piccolo, corto. Rappresenta una mano con un trattino sul polso, dove si sentono i battiti. Indica, più precisamente, la piccola distanza tra la mano e il punto del polso da tastare. Da qui, il significato è passato a "pollice/cùn", un'antica unità di misura cinese pari a 3,33 centimetri.

Nel sinogramma 寺, che indica un ufficio del governo imperiale o un tempio religioso, indica una mano (寸) che tira un germoglio (poi stilizzatosi in 土, falso amico di "terra"). Il significato originale si conserva nel sinogramma 持.

Inoltre 寸 si trova pure nel carattere 得, che significa "ottenere": raffigura un passo in direzione di un oggetto che si profila nel proprio orizzonte visivo (旦) e si afferra con la mano. La prima versione del carattere aveva una mano a sinistra che afferra un oggetto prezioso indicato da una conchiglia aperta a destra. Poi la conchiglia si è chiusa (貝) e c'è stata la sostituzione del radicale e la mano è stata messa sotto la conchiglia.

In molti altri caratteri 寸 è sempre una mano stilizzata a pollice cinese, infatti oltre al carattere 得 e 寺 è anche presente in 射 per indicare una mano pronta a scoccare una freccia e in 尊 per indicare due mani (oggi una) che reggono un'anfora di vino con due tratti in più in alto. In 守 invece indica una mano con un'arma in mano e in 專 / 专 indica una mano che gira e rotea un fuso.

3 Piccolo. È un tratto che divide a metà due parti, che richiamano il numero otto 八, usato anche nel carattere che indica la divisione/parte 分. È quindi un modo per indicare metà di una piccola quantità o "metà di metà". In cima al carattere si ribalta e comprime in ⺌ tranne nel carattere 少, che in origine era dei trattini che indicavano la sabbia (oggi 沙). Si può usare da solo e, nel cinese moderno, è anche un vezzeggiativo davanti ai nomi propri.
3 Lo zoppo. È un uomo zoppo che si appoggia sulla gamba destra. Molti dei caratteri in cui è presente sono errori nati dal dizionario Kangxi. Le sue varianti sono 尣, 兀 e quella con una gamba allungata, ex. 沈.
3 Il cadavere, il corpo disteso. Raffigura un corpo piegato su sé stesso: rappresenta o un antenato morto da tempo o un cadavere. Secondo un'altra interpretazione, è un uomo seduto e disegnato di profilo (il tratto orizzontale in basso è la coscia stesa su una superficie, mentre la gamba dal ginocchio in giù è il tratto sinuoso a sinistra); il primo tratto orizzontale in alto indica le braccia tese in avanti e la testa è sparita.

Il carattere usato dallo Zhuyīn per trascrivere la sillaba "shi" è una versione arcaica di questo radicale, ㄕ .

Nel sinogramma 屋, 漏, 居 è un falso amico perché è una forma semplificata di 户 e indica una porta ad un battente, che a sua volta rimanda ad una stanza. In 层 rimanda in generale al concetto di edificio. In altri falsi amici sta a indicare le parti basse, per esempio nel sinogramma che indica la coda 尾, le feci 屎, le urine 尿 e il fondoschiena 屁.

3 Il germoglio. È una pianta che germoglia. Questo pittogramma forma il carattere 出, che significa "uscire" e lo classifica nei dizionari, ma in realtà 出 è il disegno stilizzato di un piede 止 mentre esce da una caverna 凵.

Un carattere vagamente simile è 屯 , un germoglio che spunta dal terreno (linea orizzontale) con radice ramificata poi squadratasi.

3 La montagna. È la visione frontale di tre montagne stilizzate. Inizialmente erano tre triangoli affiancati, poi le forme si sono assottigliate. Le montagne erano luogo di rituali al Cielo nell'antica Cina e luoghi di culto aperti ai pellegrini di ogni tipo, incluso l'imperatore. In cima alle montagne si potevano pure costruire templi e tempietti votivi. Si può usare da solo.
3 Il fiume, il ruscello. È l'acqua di un ruscello che scorre. Le onde erano di forma sinuosa, poi si sono squadrate. Si può trovare anche scritto come 巜 oppure 川. La prima delle due forme alternative si ritrova in 俞, il pittogramma di una canoa, in cui si riconosce 舟 stilizzato in 月 e 巜 stilizzato in un coltello per indicare o il remo o proprio i flutti di un fiume.

La seconda si ritrova sia da sola sia nel carattere 州 per indicare le dune sul letto di un fiume.

3 Il lavoro. Il pittogramma rappresenta la squadra di un carpentiere. In una delle versioni più arcaiche si potevano vedere anche tre linee parallele tracciate. Si poteva pure vedere una parte rotonda in basso, usata per disegnare i cerchi. Una seconda interpretazione vuole che sia un attrezzo che pesta il terreno, facendo dei solchi o buchi. Si può trovare da solo.

La squadra, retta da una persona 大 (poi sparita) e una mano stilizzatasi in 口, si ritrova anche nella versione originale del carattere 巨. Questo carattere oggi significa "enorme", ma il significato originale resta nel carattere 矩 ju3.

Anche il carattere 壬 deriva da una squadra al quale si è aggiunto un punto in mezzo (oggi allungato in una linea orizzontale) per indicare il fatto che viene tenuta in mano.

3 Il telaio, personale/proprio, la corda annodata. Forse raffigura un telaio con un filo verticale, due fili orizzontali e un filo collegato alla spola (in basso). Il concetto di "personale" deriva dallo spirito attivo e creativo di una persona che viene impresso quando si lavora e produce (ad esempio quando si cuce un vestito). È anche il sesto ramo celeste del calendario lunare cinese. Non bisogna confonderlo con 已 ("già" in cinese) e con 巳 , che è il pittogramma di un feto ed è anche il sesto ramo terrestre.

Una seconda interpretazione più probabile è che rappresenti una '''corda''' sinuosa, oggi squadrata, con dei punti annodati per fare calcoli, come se fosse un abaco. Questo significato arcaico resterebbe ancora nel carattere 纪. In 改 è un bambino inginocchiato oggi stilizzato in 己 (la testa 子 e riconoscibile in alto) con accanto una mano che sorregge un bastone. Questo carattere indica il concetto di cambiare/correggere con il riferimento esplicito al punire i figli o incutergli il senso di autorità. Nella primissima versione del carattere c'erano poi dei trattini minuscoli vicino alla testa del bambino per indicare forse le lacrime.

Nel carattere 配 invece rappresenta un uomo inginocchiato che mescola il vino dentro un'anfora e questo era il suo significato originale. Quindi, negli ultimi due caratteri, è un falso amico.

3 La tovaglia, il fazzoletto, la salvietta. Raffigura il tipico fazzoletto usato dai contadini cinesi per vari scopi. È legato ad una cintura e pende dai due lati. È anche un riferimento al vestiario dell'imperatore: quest'ultimo, in segno di rispetto e pietà filiale verso gli antenati, indossava la sua tunica legata in vita.
3 Lo scudo, il pestello, l'aridità, l'essiccazione. Raffigura un pestello che percuote in un mortaio o uno scudo che protegge il soldato nella stessa misura in cui il cibo si conserva e protegge da germi e muffe con l'essiccazione. Si può trovare da solo e indica anche il verbo "fare" sia nel senso di "eseguire, svolgere" sia nel senso osceno di "farsi qualcuno/a".
3 La tenerezza, tenero. Sono due bozzoli ovali (poi diventati due forme triangolari aperte)legati tra loro da un filo sottilissimo e quindi "tenero", non visibile nella primissima versione del carattere e sparito in quella attuale. Nella penultima versione, il bozzolo era diventato uno solo: 么.
广 3 L'ampiezza, il riparo, la copertura. È una casa col tetto spiovente e senza il muro anteriore. In parole povere, è una tettoia per riparare utensili, carri e viveri. Si pensi per esempio al carattere 库, che oggi indica il box/garage. Il muro spiovente si è poi assottigliato ad un tratto orizzontale in alto.
3 La struttura, l'avanzata, la corda spiegazzata'. Forse in origine era un passo col piede sinistro 彳 molto accentuato e deciso, con la solita impronta in alto. Poi la base del carattere si è allungata e l'orma nella zona superiore si è fusa con la parte inferiore.

Un'interpretazione più probabile vuole che sia una corda sinuosa e oggi disegnata squadrata e spiegazzata, in origine scritta come ㄋ e poi 乃 oppure 廴. Quest'ultima versione è diventata il radicale Kangxi, reperibile in caratteri come 建.

Anche il carattere 己 era una corda.

3 Le mani giunte, insieme. Sono due mani che si uniscono. Nella zona in alto di alcuni caratteri si trova con entrambi i tratti verticali, ex. 昔
3 La balestra, il dardo. È un dardo legato ad un filo collegato ad una balestra. Una volta scoccato il dardo, si recupera con facilità tirando il filo. Era un'arma molto usata nei momenti di caccia in luoghi impervi. Ad ogni modo, il primo significato ha in comune col secondo il concetto di "essere legato a qualcosa" e/o "sostituire" con un riferimento all'atto generico di rimettere un dardo sulla balestra, anche qualora il dardo col filo si sia danneggiato. Si pensi per esempio al vocabolo "sostituire" e "rappresentante", 代替 e 代表.
3 L'arco. È un arco con impugnatura ricurva, messo di profilo. Ritorna anche nel carattere 夷, che rappresenta un uomo 大 con un arco.

Nel sinogramma 弗, un raro modo per indicare la negazione o trascrivere nomi stranieri, è un falso amico. Infatti rappresenta una corda che lega due pali uniti e fatti convergere: non c'è più divergenza.

3 Il grugno, il muso del maiale, la ricerca. È il ritratto del grugno del suino, che si diceva avesse un senso dell'olfatto eccezionale. Infatti ha anche un terzo significato figurato di "ricercare". Si può trovare come 彑 ma il carattere 互, "reciprocamente", è un falso amico: rappresenta due mani unite che indicano la reciprocità.

Molti altri sinogrammi contengono questo componente, ma si tratta di falsi amici perché, per esempio, in 雪 rappresenta una scopa che raccoglie la neve che cade, in 帚 una mano che regge una scopa (falso amico di 巾), in 争 rappresenta un oggetto tenuto in mano (彐) e conteso (力, originariamente 爪 per indicare le unghie di un'altra mano), in 妇 (carattere semplificato) e 慧 rappresenta nuovamente una scopa e in 刍 è una mano che regge un ciuffo d'erba strappato per indicare la paglia per nutrire gli animali.

Nel radicale 聿 indica poi una mano che regge un pennello per scrivere e in 事 indicherebbe, insieme a 丁, un paio di mani che sbrigano una faccenda con fedeltà (中). Secondo un'altra interpretazione basata sulla versione sui gusci di tartaruga (jiaguwen 甲骨文), e uguale a 吏. Per la precisione, è un bastone che indica autorità 卜 (poi scritto come 屮 e oggi stilizzato in 十 in alto) con sotto una bocca schiacciata che dà ordini 口 e sotto la mano che regge un bastone. Indicava la posizione di ufficiale o, secondo Xu Shen, il proprio mestiere in generale. Oggi indica le faccende.

Nella parte alta di 急 rappresenta invece una mano che stringe un ciuffo d'erba per indicare la paglia per nutrire gli animali e in 兼 raffigura una mano che regge due piantine di grano (秝 li4). Quindi, se non è una scopa, in molti casi rappresenta una mano stilizzata a grugno.

Infine, nel carattere 绿 per indicare il colore verde raffigura l'argano di un pozzo, con un rimando all'acqua stagnante di colore verde e alla seta tinteggiata, mentre nel carattere 康 è una rete stilizzata che raccoglie il grano battuto con un bastone (simile al correggiato, visibile in alto) e lo separa dalla paglia, visibile in basso.

3 La barba, l'ornamento. In origine era una volto frontale stilizzato con un collo e tre lunghi peli sul mento. Anticamente la barba rappresentava anzianità e saggezza, collegate, ed era portata dai funzionari. Nel periodo Qing, questi ultimi erano poi obbligati a portare il codino e rasarsi i capelli sopra la fronte in segno di obbedienza al governo mancese. I filosofi e sapienti erano poi raffigurati con la barba. Una delle numerose leggende su Laozi, il fondatore del Daoismo, vuole che sia nato con la barba.
3 Il doppio uomo, passeggiare, camminare lentamente, il passo col piede sinistro. Raffigura il piede sinistro mentre si muove, lasciando l'impronta. Oppure sarebbe la parte a sinistra del carattere che disegna un incrocio stradale dall'alto, 行. Da solo, compare solo nel verbo formale 彳亍, "passeggiare".
4 Il cuore, la mente, la sensazione. Rappresenta un cuore visto frontalmente. La versione di fianco al carattere conserva il solo tratto discendente 忄ed è chiamata "Il cuore a lato". Una terza variante rara in basso al carattere è ⺗, che per esempio si vede nel carattere 添 e 恭. Si può usare da solo e significa anche "il centro/cuore (di qualcosa)". Il cuore nella mentalità cinese era l'origine dell'intelligenza e pensieri, quindi vuol dire anche "mente". Nella medicina tradizionale cinese il cuore era dominato dal fuoco, uno dei cinque elementi; il respiro era originato dal cuore, l'espirazione dal naso e le emozioni dai reni.
4 L'alabarda. È un'asta di legno con una punta di lancia e una lama ricurva che fa da scure. Il nome preciso di quest'arma da contatto e da lancio è "Gē".

Un disegno simile si trova in altri componenti non classificati tra i radicali come 戉, che indica un'ascia.

4 La porta ad un battente, l'uscio, la famiglia. Raffigura una semplice porta, che in alcuni font si può scrivere 户 . In alcuni caratteri appare in una delle sue versioni più arcaiche, 戶 (ex. 所). Si può usare da solo anche col significato di "famiglia".
4 La mano. Raffigura una mano aperta vista frontalmente. Il carattere a lato si scrive 扌ma nel carattere 拜 si trova con una grafia più arcaica. Si può trovare da solo ed è anche il suffisso per alcuni mestieri (ex. 歌手 cantante), per indicare "il manovale, il mestierante".
4 Il ramo, sostenere. È una mano destra che sorregge un ramo staccato da un albero.
4 Battere, bussare. È una mano che impugna un bastoncino per punire o fare rumore. In molti caratteri oggi si ritrova stilizzato nella componente a destra di caratteri come 改 e 教 e indica l'autorità ma si conserva nel carattere 敲 che indica l'atto di bussare.
4 La letteratura, il carattere, la civiltà, il tatuaggio. All'inizio indicava solo un cumulo di righe e linee intrecciate; poi ha assunto il significato di "carattere", cioè un insieme di tratti. In base ad una seconda interpretazione, il pittogramma raffigura un uomo con un tatuaggio sul torace a forma di V rovesciata, poi trasformatasi in due parentesi con un punto in mezzo e poi sparito.

Si può usare da solo e, in fondo ad alcune parole, indica una disciplina (ex. 天文 astronomia, "la letteratura celeste").

4 Il mestolo, il dou/dieci mestoli. È un mestolo con il numero "dieci" stilizzato in basso. Nelle versioni successive si è spostato più a lato e il mestolo (shao), una forma arcuata, si è ridotta a due punti. Si può usare da solo e indica il "dou", un'antica unità di misura cinese, equivalente a dieci shao. Si può usare da solo come unità di misura e in più, per un errore degli scribi, è passato anche a significare "pugno" ("dòu").
4 L'ascia, il jin, la libbra. È un'ascia, ma sta anche a rappresentare gli antichi pesi per la bilancia, che erano a forma di lama di ascia tondeggiante. Da qui, si passa al significato moderno di "mezzo chilo", un'antica unità di misura cinese tuttora usata.
4 Il quadrato, il luogo, la direzione, onesto. In principio era un quadrato senza un lato verticale tracciato con una doppia linea di contorno/perimetro, in modo tale che dentro fosse vuoto. La parte vuota era stata riempita con delle tacche. Seconda un'altra interpretazione, sono due barche legate tra loro che formano una piattaforma, un pontone di forma quadrata. Poi il pittogramma è evoluto parecchio. Questa interpretazione di due navi attaccate insieme (併船), che [ uno dei significati originali, è contenuta nello Shuowen Jiezi di Xu Shen. Si può usare da solo e indica anche la potenza al quadrato di un numero in matematica, oppure è classificatore per oggetti quadrati e per metri quadri di qualcosa. ma ha anche molti altri significati. Il carattere comunque è piuttosto problematico perché si presta ad altre interpretazioni, come ad esempio quella di un coltello con la lama puntata verso il basso vagamente simile a 才 poi stilizzatosi, oppure quella di un criminale con le mani e testa (il punto in alto) intrappolate in una tavola di legno orizzontale. In basso si vedrebbero le gambe.
4 Non avere, senza, sbagliato. In alcuni font appare come 旡 . Si può usare da solo e, in alcune parole precise o nel linguaggio formale/classico, significa "non avere, non esserci". Sostituisce la versione tradizionale, che si scrive 無 e rappresenta una donna 大, stilizzata in mezzo al carattere, con nelle mani due rami o forse due code di bue piene di peli. Indica il concetto di abbondanza e, se si aggiungono due piedi in basso in direzioni opposte, indica una danza (舞). Quindi i puntini in basso sono un falso amico del fuoco, esattamente come in dei caratteri che raffigurano animali come 熊: lì rappresenta delle zampe.
4 Il sole, il giorno. È un sole stilizzato, con un trattino in mezzo ㄖ che poi si è evoluto in un punto e infine in una linea orizzontale. Per ragioni pratiche, la forma circolare è diventata squadrata. Si può usare da solo e indica anche la giornata in cinese. È anche presente nel nome "Giappone" (日本, "da cui si origina il sole", in giapponese "Nihon" o "Nippon"). Durante il Maoismo, era un simbolo per indicare Mao Zedong, "il Sole dell'Avvenire". Oggi il sole si indica col carattere 阳, reperibile anche nel concetto di Yin e Yang (阴阳).

Nel sinogramma 易 , "facile", è un falso amico perché raffigura la testa di un camaleonte, che si camuffa con facilità. Questo carattere indica anche il concetto di mutamento, presente in parole come 易经 e 贸易.

A sua volta, la parte in basso di 易 in isolamento è 勿, un modo arcaico di dire "no" in frasi imperative e rappresenta un coltello con tre linee oggi sinuose che indicano gocce di veleno su un coltello pronto a uccidere. Secondo altre interpretazioni, sono gocce di sangue o, siccome compare in una variante arcaica di 利 (mietere il grano), potrebbero anche essere grano falciato.

Anche in 曼 è un falso amico perché indica una mano che, insieme ad un'altra mano, apre le palpebre di un occhio. Il significato originale era "aprire", poi ha iniziato a indicare una persona di indole pigra (oggi 慢) e il concetto di lentezza (oggi 漫).

4 Dire, parlare, chiamare. Era una bocca sorridente 口 dalla quale usciva uno sbuffo d'aria. Boi le forme si sono squadrate e lo sbuffo d'aria si è ridotto ad una riga orizzontale nella bocca. Si può usare da solo ma risulta troppo formale. Una tipica espressione presa dagli antichi trattati filosofici cinesi in cui compare è 子曰, "il maestro dice".
4 La luna, il mese. È una luna crescente, dagli influssi benefici. Nella filosofia cinese, la luna ha i connotati opposti allo Yang, principio maschile, positivo e attivo. In alcuni caratteri, quando non è radicale, si comprime, ex. 前. Si può usare da solo e significa anche "mese".

In numerosi caratteri è un riferimento alla carne e non alla luna, oppure è una stilizzazione (ad esempio in 俞, la canoa, è la stilizzazione di 舟, una barca). Nel sinogramma 然 , che in origine stava a indicare la carne di cane cotta sul fuoco (oggi la desinenza di alcuni aggettivi e svariati avverbi), indica proprio la carne, come anche in 察, la cui parte bassa indica un altare sacrificale a tre gambe su cui una mano mette un pezzo di carne.

4 L'albero, il legno. È un albero che spunta dal terreno, con due radici. I due rami in alto si sono aperti in un tratto verticale. Si può usare da solo, anche se è formale.

Un carattere lontanamente simile al radicale dell'albero è 才, che indica un seme da cui crescono due radici e un virgulto in alto che spunta dalla terra (il tratto orizzontale).

Un altro carattere estremamente simile è 本 , che in origine indicava la radice. Si riconosce la forma di un albero con un tratto orizzontale (un origine un punto spesso) che indica e rimarca una delle tre radici stilizzate.

4 Lo sbuffo d'aria, lo sbadiglio, essere debitore, essere esausto. È un uomo spossato 人 che respira affannosamente. Per un errore degli scribi, gli è stato aggiunto il significato di "essere debitore".
4 Fermarsi. Rappresenta l'ombra di un piede sul terreno. la forma del piede 足 è abbastanza riconoscibile.
4 La cattiveria, la malvagità, la sfortuna, la morte, la polvere, essere fatto a pezzi. Sono i frammenti di uno scheletro umano. In alcuni caratteri si trova modificato nella parte superiore, più simile alla penultima versione prima di quella attuale: 歺. Un carattere identico si trova nel sinogramma 餐 e indicherebbe le ossa di alcuni animali cucinati.
4 L'alabarda, il bastone. È un'antica alabarda di bambù, poi diventata un bastone dal manico ricurvo e con dei ganci per portare oggetti durante uno spostamento. È stata poi aggiunta la mano destra in basso.
4 La donna dietro le sbarre, non, negativo, inutilità. È una donna inginocchiata 女, poi tramutata in 母 (due capezzoli stilizzati messi in verticale) che è messa in una cella. Poiché in queste condizioni è considerata "inutile", da qui deriva il significato "negativo; non..." (con la sfumatura di significato di "non fare l'azione perché è inutile"). Si può usare come avverbio di negazione ma è formale.
4 Il confronto, la copia, il modello. Raffigura due uomini l'uno di fianco all'altro che si misurano e confrontano. Si può trovare da solo.
4 Il pelo, piccolo, scarso, grezzo. È la rappresentazione di un ciuffetto di peli.
4 La ninfea, il clan. Il pittogramma rappresenta una ninfea, metafora di un clan errante che poi si radica in una terra, nella stessa misura in cui la ninfea galleggia sull'acqua spostandosi da un punto all'altro finché non mette le radici. Si può usare da solo come onorifico dal significato di "Signore".

Una seconda interpretazione vuole che sia un bastone con in cima un ghirigoro, effigie di un drago, e significava "titolo di un clan aristocratico". Il carattere è molto rielaborato rispetto all originale ma è riconoscibile il palo, trasformatosi in un tratto sinuoso in basso a sinistra)

4 Il vapore, il soffio vitale/energia vitale, l'aria, il respiro. In principio erano tre tratti sinuosi. Poi sotto si è inserito il radicale del fuoco, sostituito con il radicale del riso. Il vapore è quindi la nuvoletta che appare quando si bolle il riso. Nella versione cinese semplificata, è stato tolto il riso: 气. Il terzo significato rimanda al concetto di "Qì", cioè di "soffio vitale di un oggetto", il manifestarsi e sprigionarsi della sua esistenza. Esaurito il Qi, l'oggetto finisce di esistere e torna nel ciclo continuo della natura/realtà, che è un susseguirsi di cicli di creazione e distruzione, un alternarsi di due polarità (Yin-Yang). Questi concetti, appartenenti alla "Scuola Yin-Yang", sono citati anche nel Dàodéjīng di Lǎozi, il testo fondante del Daoismo. Il concetto di squilibrio tra Yin e Yang è stato anche utilizzato per descrivere le malattie nella medicina tradizionale cinese. Il sinogramma si usa pure col significato di "stile, comportamento, arrabbiarsi". Una versione con meno tratti di 气 compare nel carattere 吃, che oggi significa mangiare. In questo preciso contesto, il componente 乞 indica poca aria che esce dalla bocca. Il carattere 吃 infatti in origine significava "balbettare".
4 L'acqua, il liquido, la distesa d'acqua. È un rivolo d'acqua che scorre verso il basso. Nelle versioni successive sono stati aggiunti a lato del rivolo degli spruzzi e mulinelli, che poi si sono semplificati nei tratti laterali. In alcuni caratteri appare come 氺 o con il gancio modificato in alto, come nel sinogramma 永 . A lato si stilizza in 氵e si chiama "Tre gocce d'acqua". Si può usare da solo e in generale può indicare fiumi, laghi e mari. Nel carattere 康 è un falso amico perché stilizza la paglia battuta e sgranata mentre cade per terra.
4 Il fuoco. È una fiamma che guizza in alto, con due scintille ai lati. La versione a lato si comprime, ex. 炸, mentre la versione in basso alla chiave di lettura si comprime e stilizza, mutando il nome in "le quattro gocce in basso" 灬 , ma una versione non stilizzata appare nel carattere 灸, che indica la moxibustione (tecnica inventata in Cina). Si può usare da solo e, nella medicina tradizionale cinese, indica anche '"la febbre, la calura interna". Infine, può indicare anche "le munizioni" e "la rabbia".
4 L'artiglio, l'unghia. È la zampa di un volatile con le dita stese o una mano aperta e poggiata sul palmo. Nella versione finale, le dita sono rivolte verso il basso perché il carattere si è ruotato. In alto alla chiave di lettura, appare stilizzato in 爫.
4 Il padre. Era una mano stilizzata con tre dita che reggeva un bastone per punire o impartire ordini (segno di autorità paterna nella Cina arcaica), o forse impugnava una scure, che rimanda alla sfera lavorativa pesante che all'epoca era perlopiù maschile. Rimanda anche al concetto di sostentamento economico, dato dal maschio. Si usa anche da solo, ma è semi-formale.
4 L'impronta, la partenza. Raffigura un cavallo, di cui si vede la coda, legato alle sbarre di un carro inquadrato dall'alto. Muovendosi, lascia delle impronte durante il viaggio.
4 Intrecciare, la linea del trigramma. È un gruppetto di fili intrecciati. Descrive anche le linee che compongono i trigrammi, usati per la divinazione durante le achilleomanzie.
4 La legna, la robustezza, la striscia di bambù. Rappresenta ciò che in cinese si chiama "Qiáng", parte sinistra di un tronco diviso verticalmente in due. Questa parte è quella di legno robusto, adatto per costruire. Con una seconda pronuncia, "Pán", significa anche "striscia di bambù". A lato del carattere è stato stilizzato come 丬.
4 La tavola, la fetta. È la parte destra di un tronco tagliato verticalmente. È quella debole e inadatta a costruire.
4 Il dente, la zanna, l'avorio. Sono due canini che si chiudono su una preda (il tratto orizzontale in mezzo). La loro forma sinuosa poi si è squadrata. Si può usare da solo.
4 Il bue. È un bue messo di profilo, con due corna, due zampe (il tratto orizzontale in basso), il corpo e la coda (rappresentati dal tratto verticale). Nella versione finale, il pittogramma è stato messo in piedi e conserva un solo corno sopra la testa. Era un simbolo della primavera e dell'agricoltura e fa parte dello zodiaco cinese. In agricoltura era usato come bestia da traino a partire dal periodo delle "Primavere e Autunni". A fianco di una chiave di lettura appare come 牜e in alto si comprime, ex. 告. Si può usare da solo. Si ritrova anche nel carattere 半 per indicare una testa di bue che viene divisa a metà. A sua volta questo carattere ritorna in 胖 per indicare una stazza enorme.
4 Il cane. È un cane inizialmente ritratto di profilo, con le zampe anteriori alzate, che riceve a bocca aperta il padrone. Poi la visione si è spostata a 3/4. È simbolo di fedeltà e, nelle statue, è assimilato al leone ed è segno di protezione. È anche uno degli animali dello zodiaco cinese. Ogni anno in Cina ha un suo animale simbolico e si crede che chi nasca sotto quel particolare segno zodiacale abbia certe caratteristiche positive e negative di comportamento. Se il radicale appare di fianco alla chiave di lettura, si comprime in 犭.
5 Il mistero, il colore nero, oscuro, profondo. Sono due bozzoli al riparo, al buio. Avevano in principio una forma ovale, poi è mutata in due triangoli aperti. In base ad una seconda interpretazione, è una matassa che viene tinta. Il significato più arcaico è "verde", poi passò a "nero" e, per contiguità di senso, "oscuro, misterioso".
5 La giada, la gemma, l'ambra. Sono tre pezzi di giada rotondi legati ad una cordicella. Le forme rotonde nella versione finale si sono ridotte a tratti orizzontali. La giada era simbolo di potere politico e imperiale, ricchezza ed era anche portafortuna alla stregua del colore rosso 红, che si ritrova pure sulla bandiera cinese. È molto dura da scalfire, quindi durevole. Era molto usata per fabbricare gioielli, oggetti rituali come lo Cong 琮 e sculture. I tasselli di giada venivano pure cuciti insieme per realizzare i vestiti funerari dei nobili deceduti. Questi ultimi venivano seppelliti insieme a questo vestito, simile ad un involucro. Nel cinese, esiste un lessico vastissimo sulla giada, sulle sue tipologie (ex. giada dura o "giadeite" vs giada tenera o "nefrite"...), sui suoi difetti e pregi...Se si toglie il punto dal carattere si ottiene 王 ("Wáng", cantonese "Wong") e significa Il sovrano, il re. È anche uno dei nomi più diffusi in Cina insieme a Li 李, Zhāng 张, Liú 刘 e Chén 陈. Si usava anche per scrivere il sinogramma che indica una nazione, 囯, poi diventato 国 nel cinese contemporaneo.
5 L'anguria, la zucca, il melone. È una zucca con ai lati delle foglie o rametti rampicanti che pendono. L'unico rametto centrale rimasto si è trasformato squadrandosi, come anche tutta la forma tondeggiante esterna. Siccome tutte le piante elencate fanno parte della famiglia delle cucurbitacee, il nome può essere pensato e generalizzato come "la cucurbitacea". Si può usare da solo.
5 La tegola, la terracotta. Sono due tegole unite dalla calce. Il tratto che indica l'unione si è conservato come un puntino nel radicale. Le tegole, per uso decorativo o meno, hanno una forma semicilindrica, tondeggiante: forse la loro forma nella scrittura arcaica deriva da un pezzo di canna di bambù sezionata. In taluni contesti il radicale della tegola rimanda alla terracotta, il materiale delle prime tegole predinastiche. In ultima analisi, sta ad indicare in generale i materiali di costruzione. Se usato da solo, in più è la trascrizione in cinese di "watt".
5 Il sapore dolce, la dolcezza, la gradevolezza. È una bocca sorridente (oggi squadrata) con dentro qualcosa di "buono, dolce" indicato con un punto (oggi una riga orizzontale).
5 Nascere, crescere, vivere, produrre. Raffigura una pianta che emerge dal terreno con una fogliolina. Si può trovare da solo e ha una vasta gamma di altri significati, come "accendere (un fuoco), crudo, grezzo...".
5 Usare, utilizzare, il vaso di bronzo. In origine rappresentava un vaso di bronzo con tre sostegni.
5 La risaia, il campo coltivato. È la visione dall'alto di una risaia, con degli argini di terra per camminare e arginare l'acqua. Gli argini dividono il campo in 4 sezioni. Nelle versioni arcaiche, in ogni sezione c'era una piantina di riso, poi eliminata nella versione attuale.
5 i calzari di stoffa, il rotolo di stoffa. Rappresenta le fasce di stoffa bianca o nera che i più poveri in Cina indossavano avvolte alle gambe 足 perché non potevano permettersi gli stivali. Da qui deriva il significato figurato di "rotolo". La versione a lato, rarissima, è ⺪. Nei caratteri 是 e 定, è un falso amico perché in realtà era presente il carattere 正, mentre nel carattere 楚 era presente 足. Nel carattere 蛋 indica la pallina di escrementi creata dagli scarafaggi (insetti: 虫), in cui avvolgono le uova.
5 La malattia. È un uomo sdraiato su un letto. Inizialmente il letto era a sinistra ed era messo in verticale, poi l'uomo è stato tolto, è stato aggiunto un tratto orizzontale con un punto al letto e le gambe del letto si sono stilizzate. È sempre legato.
5 Le gambe divaricate, la separazione, salire. Raffigura due gambe divaricate con i piedi in direzione opposta. Da qui deriva anche il significato di "separare". Le versioni più arcaiche avevano al centro anche uno sgabello su cui salire, montare a cavallo, ecc.

Nel carattere 登 è un falso amico perché indica due piedi inquadrati dall'alto con sotto un vaso sacrificale 豆 tenuto in mano.

5 Il colore bianco, l'inutilità. È il sole (prima tondo, poi squadrato) mentre, all'alba, emette il primo raggio di luce in alto. È simbolo di purezza e chiarore ma anche di pallore dato dalla malattia, di morte, di lutto, di ipocrisia e doppiogiochismo. In Cina ci veste di bianco durante i funerali e tuttora nei momenti di lutto si regalano fiori bianchi. Nell'Opera di Pechino (京剧) i personaggi meschini hanno il volto dipinto di bianco. Nei matrimoni in stile occidentale ci si veste di bianco, altrimenti si usano costumi tradizionali rossi. Si può usare da solo e sta anche a significare "invano, inutilmente" o "gratis, a sbafo".
5 La pelle, la buccia. È una mano destra che, con un coltello (tratto verticale), apre il corpo di un animale (tratto verticale sinuoso poi squadratosi) per scuoiarlo. In alcune parole, si trova una versione meno evoluta rispetto alla forma attuale, 叚. Si può usare da solo e significa anche "buccia, pelle di un frutto".
5 Il vaso, il recipiente. È il disegno frontale di un vaso per contenere cibi. I primi vasi cinesi, risalenti all'8000 a.C., erano in terracotta. Anche il famoso esercito di guerrieri nella tomba di Qinshi Huangdi a Xi'an è realizzato in terracotta. Tuttavia dei cocci in ceramica risalgono a millenni prima. Ma i vasi più famosi al mondo sono quelli in porcellana con decorazioni commerciati all'estero e risalenti alla dinastia Ming. Sono riconoscibili dalla loro tipica colorazione bianca e blu.
5 L'occhio. È un occhio visto frontalmente. Inizialmente era tondeggiante e messo in orizzontale, poi è stato girato in verticale e le forme esterne e della pupilla si sono semplificate squadrandosi. Inoltre, se fosse rimasto in verticale, si sarebbe potuto confondere con il numero "quattro" 四 .
5 La lancia. È una lancia con l'asta lunga e la punta in ferro. Forse è originata da un coltello legato ad un'asta per allontanare gli assalitori da un carro. Il tratto verticale indica l'asta.
5 La freccia, l'azione irrevocabile. È una punta di freccia con l'asta e, in basso, la coda piumata divisa in due.. Il tratto orizzontale al centro raffigura forse un corpo trafitto. In senso figurato, assume il secondo significato.
5 La pietra. In principio aveva tre massi rotondi che precipitavano da una parete rocciosa a sinistra. Poi il masso è diventato uno e le tutte le forme si sono squadrate.
5 La manifestazione, la venerazione. Rappresenta un altare sacrificale a tre gambe. La versione a componenti affiancati è 礻quindi la prima riga in alto diventa un punto e due tratti più in basso si fondono. Al Cielo e agli astri si offrivano sacrifici e preghiere perché si credeva che influenzassero la vita degli uomini.

Questo carattere si ritrova anche in 察 e sopra di esso viene posto da una mano un pezzo di carne (月).

5 Il cerale. È una piantina con la piga piegata per il carico dei chicchi, due foglie poi evolute in un tratto orizzontale e due radici.
5 La caverna, l'antro, la grotta, la spelonca. È la visione frontale di una caverna dalle pareti oblique, in cui alcune persone potevano accamparsi. Già nell'epoca Yangshao (5000-2500 a.C.) i cinesi vivevano nelle caverne scavate nell'argilla. Oggi il carattere si riferisce anche all'agopuntura cinese.

Un celebre carattere in cui compare è 穿 che significa "penetrare; indossare".

5 L'uomo in piedi. Raffigura la visione frontale di un uomo con le braccia aperte e le gambe divaricate. Si può usare da solo anche con altri significati, come "fondare, immediatamente".

In alcuni caratteri, come 妾, è un falso amico perché indica un coltello sospeso sopra la testa. A sua volta rimanda al concetto di schiavitù e, alla lontana, ricorda la storiella greca della spada di Damocle.

6 Il bambù. Sono due ciuffi di foglie rivolti verso il basse, in cima a due canne ritte. Le foglie in questione poi si sono stilizzate. È un simbolo di forza e longevità (è sempreverde e resiste al freddo) insieme al pruno (梅) e al pino (松), è un tipico soggetto nelle pitture di paesaggi ed è il cibo prediletto del panda (熊猫). Si usava per costruire armi, pennelli, dadi, bacchette per mangiare, strumenti musicali, utensili per cucinare, ceste, telai per le reti, canne da pesca, abachi, mulini ad acqua, impianti di irrigazione (le canne di bambù sono vuote all'interno), edifici, il cilindro dei petardi (da cui sporgeva la miccia), il treppiede su cui poggiare i petardi quando si dava fuoco alla miccia, listelli su cui scrivere, i tipici cappelli a punta (Lì, 笠) decorabili con calligrafie, oggetti d'arredamento come sedie e tavolini, preparati medicinali... In alto al carattere, le righe verticali si comprimono, così diventa ⺮. Si può usare da solo.
6 Il riso. In principio erano alcuni puntini che indicavano i chicchi di riso, poi il radicale si è mutato in una piantina con due radici e due chicchi. Si riferisce al riso colto dallo stelo e sgusciato, senza più il filamento verticale in alto (arista) e gli involucri gialli (glumelle), ancora crudo. Si può usare da solo e traslittera anche la parola "metro".
6 La seta, il filo. È il disegno di due bozzoli l'uno sull'altro, con dei fili che si intrecciano in basso. Inizialmente i bozzoli erano ovali, poi sono diventati degli spuntoni. A fianco ai caratteri appare come 糹, mentre la versione cinese semplificata o calligrafica è 纟. Il radicale rimanda all'attività cinese della coltivazione dei bachi da seta per ottenere il pregiato tessuto, commerciato attraverso la celeberrima "Via della Seta". È un riferimento anche alla scrittura perché, prima dell'invenzione della carta durante la dinastia Han, si scriveva su listelli di bambù e sulla seta o incidendo dei caratteri sui vasi di bronzo o sulla pietra.
6 La giara. È la visione frontale di un recipiente in terracotta col coperchio. Inizialmente si usava per conservare cibo o vino di cereali fermentati; poi i buddisti, entrati in Cina tra la dinastia Han e il Medioevo cinese ("Periodo dei 3 Regni e 6 Dinastie"), ne fecero un oggetto di culto, usandolo come urna funeraria. Oggi indica una classe di percussioni fatte in terracotta.
6 La rete. È un telaio con quattro fili intrecciati all'interno. La forma esteriore somiglia molto al radicale del recinto. Se in alto alla chiave di lettura, si comprime e semplifica in 罓 e ⺳ (ex. 罕) e 罒. Un esempio con questa grafia è il carattere 罗, che indica una rete per catturare gli uccelli. Si può usare da solo e in più ha assunto in cinese il significato di "web, Internet, la Rete".
6 La capra, la pecora, l'ariete. È un ariete ritratto frontalmente: ha due corna ricurve (nella forma finale sono due punti), orecchie ritte (tratto orizzontale in mezzo) e il muso lungo (tratto verticale). In cima al carattere, la linea verticale si sposta per ospitare la chiave di lettura: ⺶. In altri sinogrammi, si limita a comprimersi: ⺷. Si può usare da solo.

Nel carattere 美 è un falso amico perché indica un sontuoso copricapo decorato con corna o piume di pavone.

6 Le piume. Sono due ali affiancati, che nella forma finale hanno assunto la forma squadrata.
6 L'anziano, il vecchio. È un uomo con una lunga ciocca di capelli bianchi che si regge su un bastone in basso. Se è sopra una chiave di lettura, il bastone sparisce: 耂. Si può usare da solo e, come vezzeggiativo rivolto agli uomini, significa "vecchio (mio)!"
6 La barba. Rappresenta una barba attaccata al mento, appena sotto la bocca chiusa, rappresentata dalla linea orizzontale. Una seconda interpretazione dice che sia un seme che dirama le sue radici sottoterra.
6 L'aratro, l'erpice. È un pezzo di legno con tre linee, che rappresentano tre punte metalliche che arano la terra. L'attrezzo può essere trainato da uomini o animali, legati con una briglia.
6 L'orecchio. È un padiglione auricolare visto frontalmente. Poi le forme sinuose si sono squadrate.
6 Il pennello. È una mano stilizzata che regge verticalmente un pennello con delle setole in basso, che si sono poi aperte in dei tratti orizzontali. Inizialmente, si scriveva con un semplice pennello di bambù intinto nell'inchiostro, che consisteva in una miscela di colla e fuliggine. Successivamente al pennello fu aggiunto un cappuccio in cuoio per migliorare la resa grafica dei caratteri. Infine, si aggiunsero i peli. Il pennello è uno degli elementi fondamentali della calligrafia, un'antica arte praticata anche in Cina, insieme al cubetto di inchiostro, alla pietra per levigarlo, alla scodella per raccogliere l'inchiostro liquido e alla carta di riso. In base a come viene pressato il pennello, i tratti possono uscire più o meno spessi e svolazzanti. In base a quanta acqua si aggiunge all'inchiostro, la grafia esce con tutte le lettere collegate ("grafia a filo d'erba"). La calligrafia veniva applicata anche alle poesie, disegnate sullo sfondo di illustrazioni di paesaggi; lo stile calligrafico rendeva lo stato d'animo del poeta. La stessa calligrafia riguarda l'evoluzione dei sinogrammi, divisa in base alle semplificazioni e stili di scrittura (ex. Caratteri sui gusci di tartaruga Shang, Iscrizioni sui vasi di bronzo Zhou, Stile del Sigillo, Stile Regolare...). È interessante notare come il famoso "nero di china" si chiami così dal nome antico della Cina: "Regno di Qin", la prima dinastia imperiale cinese che prese il potere nel 221 a.C., dopo secoli di guerre tra feudi indipendenti ("Primavere e Autunni, Stati Combattenti") e fu deposta alcuni anni dopo dagli Han. Il carattere in cima ad una chiave di lettura diventa ⺻ mentre all'interno talvolta è 肀. Il carattere si può trovare da solo nel cinese classico, in cui serve da introduttore ad un intero discorso. Come chiave di lettura, si trova tutt'ora nei caratteri 律 per indicare la legge e 建 per indicare un edificio/struttura.
6 La carne, la polpa. È un contenitore con delle fette di carne essiccata messe in ordine. Ad esso poi si è agiunto un tratto per indicare il coperchio, che si è fuso con altri tratti in alto. Allo stesso modo, le fette di carne erano in origine due tratti orizzontali e il contenitore aveva una forma tondeggiante prima di squadrarsi. Era la tipica paga degli insegnanti (lo stesso Confucio era disposto a insegnare a chiunque in cambio di alcuni pacchetti di carne secca) e si usa tuttora come regalo. Oggi in versione semplificata è identico a 月 . Le prime versioni del pittogramma peraltro vi assomigliano.
6 Il ministro. Rappresenta un alto ufficiale con ginocchia e mani sul pavimento e la testa china, in segno di prostrazione di fronte ad un superiore. Si può usare da solo e, come forma di saluto formale, significa "servitore!" (Lett. "sono Vostro servo").

Secondo un'altra interpretazione più probabile, indica un occhio messo in piedi/in verticale che guarda verso il basso. Si è stilizzato in modo diverso da 目 perché l'occhio in versione 臣 ha la parte centrale rigonfia, forse per indicare una persona col volto chino in segno di ubbidienza e sottomissione. Quando ci si china, a causa del dirottamento ematico si accumula del sangue in testa e negli occhi, che si sentono leggermente duri e rigonfi. Quest'occhio chino ritorna nella versione tradizionale del carattere 监.

6 Sé stesso. Indica un bambino che punto il dito verso il suo naso, stilizzato. Nella medicina tradizionale cinese si credeva che i feti iniziassero a svilupparsi a partire dal naso. Inoltre i cinesi e i giapponesi, per indicare sé stessi, puntano il dito sul naso.
6 Raggiungere. È un uccello che vola in picchiata verso il suono per afferrare col becco (visibile in alto) una preda. In cinese sii può trovare anche da solo con il significato di "fino a..." ma è formale.

Secondo un'altra interpretazione, sarebbe una freccia con la punta verso il basso (la punta si e stilizzata in 土 , mentre in alto è ancora visibile la decorazione).

6 Il mortaio, il buco. Raffigura la cavità di un mortaio. Anticamente si fabbricava scavando un buco in terra. Poi lo si ottenne scavando un tronco o la pietra. Infine si ottenne con la metallurgia. Nelle prime versioni del pittogramma, c'erano alcuni puntini poi evoluti in trattini all'interno del buco, forse degli oggetti pestati. Nella versione attuale, i trattini si sono fusi con le righe verticali del carattere.
6 La lingua. Rappresenta una bocca spalancata dalla quale esce verso l'alto una lingua biforcuta. Deriva dal fatto che i cinesi avevano una pessima idea della lingua, perché può produrre calunnie, volgarità, bugie, errori, persuasione...
6 Schiena contro schiena, l'opposizione, l'errore. In principio erano due forme sinuose affiancate e orientate allo stesso modo.Poi si sono invertite, divenendo speculari, e la forma si è squadrata.

In basso al carattere 舞 è un falso amico perché indica i due piedi in direzione opposti di una ballerina che danza reggendo due code di peli intrecciati o due rami. In generale, il componente a destra rappresenta un piede e si ritrova in altri caratteri come 降.

6 La barca. È una lunga barca, con la poppa aperta per indicare il timone fuoribordo, il remo anteriore e la prua rialzata. Per rimanere in tema di navigazione, furono i cinesi ad inventare la bussola. Nell'epoca Han era utilizzata per divinare e l'ago era immerso nell'acqua. Solo nel periodo Song fu usata in navigazione. Nel periodo Yuan, sotto i mongoli, si costruì la prima bussola simile a quella moderna, anche se fu poco usato fino all'epoca Qīng.
6 Il limite, deciso. Raffigura un grosso occhio stilizzato 目 che si volta indietro, nel senso opposto del movimento delle gambe.
6 Il colore, la passione, l'amore, la parvenza, il fascino femminile, l'amore, lo scenario. Rappresenta un uomo e un sigillo. In base ad una seconda interpretazione, rappresenta un uomo e una donna. La forma attuale del pittogramma differisce parecchio dall'originale. Ad ogni modo, il significato deriva dal fatto che, come il timbro riproduce e dà forma alla forma incisa sul timbro quando usato, il colore del viso riproduce e dà forma alle passioni e sentimenti. Ha una vasta gamma di significati, inclusa un'ultima più recente, "pornografia": i romanzi erotici in Cina sono chiamati "romanzi gialli".
6 L'erba. Sono due germogli affiancati. Oggi in tutti i caratteri si trova scritto in alto, con una grafia molto stilizzata: 艹 , detto "L'erba in alto". Un carattere in cui è presente è 蓝, che indica il colore blu, ottenuto dalla fermentazione delle foglie di indaco (il significato originale).
6 La tigre. È una tigre piena di striature, ritta sulle zampe posteriori, stilizzate in basso come 几 e poi perse. Rappresenta il coraggio, i soldati e il potere dei magistrati. Era raffigurata sugli scudi, sulle porte delle città, negli ordini per spostare le truppe, in opere d'arte, nei ricami e fa parte dello zodiaco cinese.
6 L'insetto senza zampe. Raffigura forse un cobra ritto oppure la visione dall'alto di un lombrico che striscia. Nella versione attuale, alcuni tratti curvi in alto si sono uniti formando un rettangolo e, più in generale, i tratti sinuosi si sono tutti squadrati. Si usa per classificare insetti ma anche il serpente 蛇 (rettile) e il verme 蠕虫 (anellide), secondo l'antica tassonomia cinese.
6 Il sangue. È una goccia sopra un vaso inquadrato frontalmente. È un riferimento ai sacrifici di animali per ingraziarsi gli spiriti degli antenati, che si credeva influenzassero la vita terrena. Erano anche fatti per prevedere il futuro (ex. l'esito di matrimoni, viaggi, affari, annate, ecc). Durante i rituali, il sangue si faceva colare nei vasi e si spargeva per terra.
6 Viaggiare, gli affari. Il pittogramma all'inizio raffigurava un incrocio stradale visto dall'alto, poi si è trasformato in un passo col piede sinistro e destro. Il secondo significato è connesso alle attività di vendita che si tenevano nelle strade affollate.
6 Il vestito. È una tunica con maniche larghe e la parte inferiore che ondeggia. Se accanto alla chiave di lettura, si scrive 衤: due tratti in alto si fondono in calligrafia. Si può usare da solo.
6 Il coperchio. Indica una scodella coperta da un'altra scodella per tenere caldo il cibo. Per errore, il dizionario Kangxi classifica "ovest" 西 sotto il radicale del coperchio: in realtà deriva dal pittogramma di un uccello nel nido. In cima alla chiave di lettura si comprime in 覀.
7 La percezione, la vista. Rappresenta un occhio 目 sopra due gambe 儿. In cinese semplificato appare come 见. Si può usare da solo.
7 L'angolo, il corno. È un corno bovino, pieno di striature, e parti zigrinate indicate dai tratti orizzontali. Il tratto verticale è stato aggiunto nella versione finale. In base ad una seconda interpretazione, è il radicale di "forza (in alto)" sopra quello di "carne" 月. Se la seconda interpretazione è corretta, la versione attuale è abbastanza simile al pittogramma. Si può usare da solo e sta ad indicare il centesimo di yuan.
7 La parola. Raffigura una lingua biforcuta 舌 poi stilizzatasi in tanti trattini mentre esce dalla bocca per articolare delle parole. Ha una sfumatura quindi dispregiativa. Il carattere accanto alla chiave di lettura appare come 訁e in cinese semplificato appare come 讠. Può apparire da solo, ma è formale.

Nel sinogramma del cinese moderno 狱 è un falso amico, perché raffigura una persona circondata da due cani da guardia.

7 La valle. Indica un'apertura tra due monti. che ad un certo punto si allarga e diventa una valle pianeggiante o una strada con un'ampia uscita, indicata dalla bocca in basso. Agli albori della scrittura, la bocca come al solito era sorridente, poi si è squadrata.
7 Il fagiolo, il pisello, la soia, il legume. In origine era la raffigurazione di una coppa rotonda con un piedistallo in basso. Per ricreare l'immagine e dare un'idea delle sue forme, è stato usato il disegno di un baccello. Oggi sta ad indicare i legumi.
7 Il maiale, il porco. È un maiale di profilo, ritto sulle zampe, con la testa (tratto orizzontale) e il grugno ben in evidenza, le zampe e la coda (stilizzata con due tratti a destra). È l'ultimo segno dello zodiaco cinese, ha la pessima fama di essere un animale pigro, sporco, stupido e ingordo ma era una fonte di sostentamento molto importante per i contadini, infatti compare nel carattere 家 (famiglia). Inoltre è uno dei protagonisti del celeberrimo romanzo "Il Viaggio in Occidente" (西游记) di Luo Guanzhong, del periodo Ming.
7 Il gatto, la volpe domestica, il felino. È un gatto con il dorso inarcato, ritto sulle zampe posteriori e la testa con due dentini all'interno. Nella prima versione del pittogramma, cercava di afferrare un topolino, poi sparito. Il gatto era usato nelle srisaie per acchiappare i topi o allontanarli dalle coltivazioni di bachi da seta. È detto anche "volpe domestica".
7 La conchiglia. È un ritratto, con prospettiva dall'alto, di un guscio striato con le due antenne del mollusco che spuntano in basso. Lo storico Sima Qian, vissuto sotto la dinastia Han, racconta che in Cina prima del periodo delle "Primavere e Autunni" si usavano le conchiglie delle lumache di mare come moneta, insieme a coltelli, gusci di tartaruga e stoffe. Le monete, spesso coniate in bronzo, rame e ferro, apparvero durante i secoli di guerra e avevano una forma allungata per imitare la forma allungata di alcune conchiglie marine. Altre ancora erano rotonde e avevano un foro quadrato in centro per legarle insieme. Durante il Rinascimento cinese (dinastia Tang e Song) si inventò la cartamoneta per sostituire le collane di monete quando il pagamento era eccessivo: in caso contrario, sarebbe stato necessario portarsi dietro troppe monete di metallo o pesanti collane. La cartamoneta era stampata con il metodo ad impressione con lastre di legno, come se fossero timbri: la stampa ad impressione esisteva già nella dinastia Han ma si sviluppò solo durante i Song e raggiunse un primo apice di diffusione sotto i Ming. In generale, tasse e tributi si pagavano negli uffici appositi non solo con denaro, ma anche con stoffe pregiate come la seta. Questi tributi venivano pagati anche dagli stati vassalli, cioè sotto la protezione dell'imperatore cinese (ex. penisola coreana, Vietnam). Il carattere semplificato è 贝 e si può usare da solo.
7 Il colore rosso, la nudità, svestito. È un uomo in piedi davanti al fuoco, disegnato in basso e poi stilizzatosi.
7 Camminare, marciare, percorrere. Il pittogramma originale ha un uomo che muove le braccia. Poi nel corso dei secoli è cambiato e si è aggiunta una porzione di piede in basso 足 . La parte in alto del carattere è ciò che rimane dell'uomo, che si è stilizzato e si è proteso in avanti per dare il senso di movimento. Si può usare da solo.
7 Il piede. È un piede ritratto di lato, con la gamba e in ginocchio rotondo in alto. A lato, compare compresso, come nel carattere 路. Si può usare da solo, ma è considerato formale.
7 Il corpo, la donna incinta. Originariamente indicava una donna in gravidanza messa di profilo e con una braccio alzato. Ora indica in generale il corpo, la salute e la durata della vita. Si può usare da solo.
7 차, 거 Il carro. È un carro visto dal'alto, con il corpo centrale e due ruote collegate all'asse verticale. si pronuncia 거 nelle parole 停車場 정거장 "parcheggio" e 自轉車 자전거 "bicicletta". Nel cinese moderno si incontra semplificato in 车. Si può usare da solo.
7 L'amarezza, l'ottavo ramo celeste. È un uomo che ha offeso un suo superiore, rappresentato da alcuni trattini in cima. Quindi dovrà patire le sofferenze della sua punizione. È anche l'ottavo ramo celeste.
7 Il tempo, il periodo, l'alba. Si tratta di un oggetto per tagliare le piante nel periodo di maggese con impugnatura e una conchiglia aguzza o una pietra affilata usata come lama. Due mani a destra lo reggono. Il carattere è stato molto rielaborato perché si e ricomposto fino a formare la pietra 石 stilizzata in alto con sotto un piede 止 completamente stilizzatosi per indicare il terreno da zappare.
7 Il cammino. Raffigura un piede 足 in movimento. Le linee in alto sono le orme che imprime al terreno. La versione in cinese semplificato è 辶 e in alcuni font ha due punti invece di uno.
7 La città. È un recinto 囗 che rimanda ad un agglomerato di case, con in basso un fossato o, molto più probabilmente, una persona inginocchiata stilizzata come 巴 per indicare un posto in cui vivono in pianta stabile molte persone. Nelle versioni arcaiche, in basso era presente il radicale del sigillo, riferimento all'autorità politica e imperiale sulle città, governate dalla nobiltà e successivamente dai burocrati che avevano superato gli esami imperiali. La versione semplificata è [-- 阝].
7 L'anfora, il vino, l'alcool, il decimo ramo terrestre. È il disegno di un'anfora panciuta con la bocca stretta, delle anse e il fondo rastremato. Si usava per conservare il vino e l'acqua fiumana. Indica anche il decimo ramo terrestre del calendario lunare.
7 Il villaggio, l'interno, la fodera. Rappresenta un tipico villaggio arcaico cinese, cioè un gruppo di case con un pozzo in mezzo. Si può trovare da solo, con gli altri due significati.
7 Il metallo, l'oro. Sono quattro minerali o quattro pepite d'oro (poi ridotte a due) sotto coperte da alcuni strati di terra e da un oggetto per nasconderli. La versione a lato si comprime in 釒e in Cina è oggi semplificata, ex. 钱. In Cina poi si usa molto per classificare i composti chimici nella tavola periodica.
7 Maggiore, lungo, la crescita. Sono dei capelli lunghi e legati. Nelle versioni successive, si è aggiunta anche una forcina (tratto orizzontale lungo). Poiché la crescita dei capelli è segno del trascorre del tempo e quindi dell'età, indica anche il concetto di "crescere". La versione semplificata in Cina è 镸.
7 La porta a due battenti. Rappresenta la visione frontale di una tipica porta contadina, con due battenti in alto e uno spazio in basso per fare circolare l'aria e gli animali. La versione semplificata in uno in Cina è 门.
8 La collina, il tumulo. È un pendìo con una scalinata in salita e una foresta in cima stilizzata come tre alberi. In principio i tre alberi erano tre pallini affiancati, poi si sono semplificati in due rettangoli l'uno sull'altro. Le tre righe l'una sull'altra che rappresentavano le scale poi sono diventate una croce. La forma ricurva del pendìo si è fusa accanto ai due rettangoli. Il carattere è stato ulteriormente semplificato in [阝--].
8 Afferrare, la sottomissione. Raffigura una mano che regge una coda pelosa di animale. Rimanda ai sacrifici fatti dall'imperatore durante la dinastia Zhou: gli animali sacrificali venivano trascinati per la coda e uccisi per chiedere favori al Cielo e agli antenati. Gli animali, tenuti per la coda, non potevano fuggire: erano sottomessi. Si credeva che gli spiriti influenzassero la vita terrena e che l'imperatore, una figura divina, aveva il mandato di governare dato dal Cielo. In caso di carestie, terremoti, alluvioni e assunzione di atteggiamenti troppo lascivi, si credeva che l'imperatore perdesse il mandato celeste e poteva essere deposto. Come seconda interpretazione, raffigura una mano che regge una coda di peli d'animale e capelli di schiavo che viene sacrificata.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Però si trova come componente in basso in 康 ma è un falso amico perché rappresenta una rete su cui si raccoglie il grano separato dalla spiga con un bastone simile al correggiato. In basso sono visibili dei tratti che indicano la paglia che cade per terra, oltre la rete.

8 Il figlio. Rappresenta un neonato a gattoni con una grossa testa inquadrata frontalmente. Aveva due codini, poi persi, le delle linee spezzate che stanno ad indicare le fontanelle che non si sono ancora chiuse. Nel cinese semplificato e in alcuni caratteri si trova come 儿 ( ex. 元) e sta a significare "gambe". A fine parola, nel cinese mandarino viene riciclato per indicare la èrhuà, cioè la -r rotica /ɽ/ come quella inglese.
8 L'uccello con la coda corta. È un uccello con le ali spalancate e le zampe distese, ma è ritratto senza coda. La versione finale del pittogramma differisce molto dall'originale.
8 La pioggia. Sono delle gocce di acqua che scendono da un'enorme nuvola in cielo, prima sinuosa e poi squadrata. Si può usare da solo. Sopra la chiave di lettura, si comprime, ex. 雪.
8 Il colore verde, il colore azzurro, il colore nero. Ha una vasta gamma di significati, ma per indicare il colore nero si può usare 黑, per indicare il blu-azzurro 蓝 e per il verde 绿. Sono dei germogli che sono verdi perché stanno ancora crescendo. Alcuni germogli in alto si sono semplificati in dei tratti orizzontali. In alcuni font e/o in Cina si scrive come 青. Ha poi molti altri significati, come ad esempio "giovane" (riferimento in senso lato alla giovinezza dei germogli), "lussureggiante" e "primavera".
8 Marcare, raccogliere, scegliere.

Nel carattere 菜, che indica in generale le verdure, la parte in basso indica una piantina sradicata dal terreno da una mano, di cui sono indicate le unghie.

Il carattere non va confuso con 番, l'impronta di un animale selvatico: in alto c'è la zampa con l'artiglio e in basso c'è impronta, oggi squadrata in 田. in origine significava "zampa di bestia selvatica", il tratto verticale dei due componenti era fuso e il primissimo tratto obliquo in alto era assente.

釆 era usato anche da solo per indicare "distinguere", poi e stato sostituito con 辨  e a volte era un errore di grafia perché si scambiava con 采 . 釆 si trova in 释、番、悉、釉 e non va confuso nemmeno con il riso e il grano, 米 e 禾.

8 Non essere, sbagliato. Rappresenta le due qualità di legno che possiede un tronco d'albero: una parte poco robusta e un'altra parte adatta a costruire. Si può usare slegato e, nel linguaggio formale o in alcune parole, significa "non essere".
9 La faccia, il volto, la superficie. È un volto frontale stilizzato e incorniciato, in cui spicca il naso 自. Si può anche usare da solo e in più indica il concetto di "rispetto": in Cina e in Giappone, "perdere la faccia" è un modo colloquiale per dire come la persona colpita abbia perso la sua reputazione, la sua "faccia" (cinese "Mian", giapponese "Menboku"). In più, se una persona perde la faccia, anche le altre entità che rappresenta o di cui fa parte (ex. azienda, familiari) perdono la faccia perché il singolo, nella filosofia confuciana, è un microcosmo che fa parte di un macrocosmo e il suo operato ha ripercussioni su di esso.
9 Il cuoio non conciato, il pellame, l'ufficiale degradato. È una pelle di pecora stesa, rappresentata dalle due linee orizzontali del radicale, , con due mani ai lati che la raschiano per conciarla. Le mani oggi sono evolute nel rettangolo in mezzo. Indica pure un ufficiale "scuoiato" dei suoi beni e del suo grado. Si usa molto in oggetti fatti in cuoio: selle, bersagli per allenarsi, briglie... e si usa anche nella parola 革命, che oggi indica la "rivoluzione", un cambio di pelle/situazione e anticamente indicava lo stesso fenomeno ma riferito in particolare alla deposizione di un imperatore se si credeva che quest'ultimo avesse perso il mandato celeste.
9 Il cuoio conciato. Sono due uomini ritratti da un punto di vista rialzato che aprono, tirano e stirano un oggetto tondeggiante, cioè una pelle conciata, sopra un oggetto che ovviamente è nascosto dalla pelle. La pelle poi si è squadrata in un rettangolo. La versione semplificata è 韦.
9 Il suono. È una bocca dalla quale, in basso, spunta una lingua in movimento, con un punto disegnato sopra. Poi le forme si sono squadrate e il punto è diventato una linea orizzontale. Si può usare da solo.
9 Il porro, lo scalogno, l'aglio. Sono due piantine di aglio cinese che spuntano dal terreno e le foglie rivolte verso l'alto ("lanceolate"). Si può usare da solo, ma è estremamente formale.
9 La testa, la pagina. È una testa vista frontalmente, con un ciuffo di capelli e un naso 自 frontale e il collo. Il naso, a causa della punto di vista frontale, appare appiattito. Infatti il carattere è stato poi riciclato per indicare la foglia, piatta come il naso in questione. Nel cinese semplificato si trova come 页 . Si può usare da solo e significa "foglia, pagina".
9 Il vento. In principio dentro al contorno c'erano un sole, un tratto orizzontale sopra di lui che indicava il concetto di movimento e, sotto, il radicale dell'ampiezza. Poi il pittogramma è mutato in un insetto: nel pensiero antico cinese, i venti con il loro influsso creavano gli insetti. La forma semplificata è una vela (stilizzata con una cucitura in mezzo) gonfiata dal vento, 风, Si può usare da solo.
9 Il volo. Sono due ali aperte di una gru dal collo ricurvo mentre si stacca dal suolo. I puntini sono le piume. La versione cinese semplificata è 飞 e si può usare da sola.
9 Il cibo. Rappresenta una persona in alto e una pentola con il coperchio poggiato sopra. Sotto c'è un mestolo. La forma a lato si disegna 飠e in Cina è semplificata come 饣.
9 La testa, il capo. Raffigura una testa stilizzata, con un ciuffo di capelli e un naso 自. Sta a significare anche "capo" nel senso di "leader". Si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Si trova però nel carattere 道 per indicare il concetto di "via/strada" anche nel senso metaforico del termine, come per esempio lo usa Laozi nel Daodejing, testo che ha fondato il Daoismo.

Si trova anche nel nome cinese di Seul (서울), 首尔.

9 Il profumo, la fragranza. È il miglio, rappresentato dal radicale del miglio, mentre fermenta e produce un buon odore, come indica il radicale della dolcezza in basso. Oggi quest'ultimo si è semplificato. Si può usare da solo.
10 Il cavallo. È un cavallo ritratto di profilo con un enorme occhio. Nella forma finale, conserva dei tratti del muso, della criniera (tratti orizzontali), dell'occhio (tratto verticale), del dorso e le 4 zampe in basso. Fa parte dello zodiaco cinese. La versione semplificata in Cina è 马.
10 Le ossa, lo scheletro. Il pittogramma in origine raffigurava alcuni tratti di uno scheletro, non è specificato di chi o cosa; più avanti è stata aggiunta in basso la carne stilizzata 月. Le ossa si usavano sia per fabbricare tessere di domino che per effettuare le scapulomanzie.
10 La torre, l'altezza. È il pittogramma di una torre costruita sopra un palazzo. La torre rende il concetto di "altezza". La penultima versione del radicale è 髙, ancora in uso in Giappone.
10 I capelli. È un viso rappresentato frontalmente, con uno scorcio di naso 自 e il collo e una lunga ciocca di capelli a lato.
10 Il combattimento, il litigio. Sono due uomini di profilo che combattono o hanno un'accesa discussione. Nella versione attuale (斗) restano due linee verticali per rappresentare i loro busti e i tratti del viso stilizzati. Per rimanere in tema, i famosi stili di lotta Taijiquan e Shaolinquan (太极拳, 少林拳) sono cinesi.
10 Il vino sacrificale. È un vaso con del vino mescolato e fatto fermentare con miglio e aromi, rappresentati come dei puntini. Successivamente è stato aggiunto sotto un mestolo, usato per versarlo nelle coppe. Durante le libagioni si spargeva per terra per sacrificarlo al Cielo o agli antenati.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

10 Il calderone, la marmitta. È un grosso recipiente di terracotta prima e di bronzo successivamente, con dei sostegni. Si poneva direttamente sul fuoco. Si usava pure in cerimonie ed era esposto nei templi e nelle tombe. Le tre gambe, per facilitare la dissipazione del calore e quindi la cottura, erano vuote all'interno. Nella parte superiore del carattere c'è il coperchio senza pomello. La forma del calderone si è stilizzata in una bocca scollata dal coperchio e dalle gambe, che si sono stilizzate in due punti.

Uno dei rarissimi caratteri in cui si usa è 融 , che oggi sta a indicare la finanza.

10 Fantasma, demone, spirito, spaventapasseri. È una forma umana che vola via da un corpo. Accanto ad essa c'è un vortice d'aria stilizzato e creato dal suo movimento. Secondo altre interpretazioni, in realtà è la coda del demone. Una seconda interpretazione vuole che il pittogramma sia in realtà uno spaventapasseri inserito in un campo 田 , visibile in alto. Si può usare da solo. Nel pensiero cinese arcaico, si credeva che gli spiriti degli antenati influenzassero le faccende terrene. Nella letteratura classica, i fantasmi e demoni pullulavano le novelle popolari e gli aneddoti su soggetti fantastici, fenomeni curiosi e apparizioni misteriose, gli Zhiguai e i Chuanqi. Gli spiriti erano presenti anche nelle medesime novelle a tema buddista: quest'ultimo entrò in letteratura quando la religione si diffuse e si ritrova pure nei romanzi lunghi più celebri come "Il Sogno della Camera Rossa", "I Briganti" e "Il Viaggio in Occidente" e in alcune poesie Tang e Song. Il buddismo in Cina poi si frammentò in più scuole. Una di queste, il "Buddismo Chan" fu esportato in Giappone, dove diventò "Buddismo Zen".
11 Il pesce. È un pesce prima ritratto dall'alto e poi in piedi e di profilo, con le pinne sul dorso e ventre (poi perse), la testa in alto, il corpo con le squame e la coda divisa in due stilizzata con dei puntini. È simbolo di ricchezza, serenità e armonia coniugale (insieme alle anatre mandarine) e fedeltà matrimoniale. In Cina si trova semplificato come 鱼.
11 L'uccello dalla coda lunga. È un uccello ritratto di lato, con un becco (poi diventato un ciuffetto sulla testa), un occhio stilizzato, un'ala spalancata e le due zampe stilizzate in basso. È ritratto in molti dipinti e, tra tutti i volatili, la fenice rappresenta l'imperatrice e le anatre mandarine rappresentano una coppia di amanti perfetti. Quest'ultima immagine molto usata nei romanzi popolari cinesi del periodo Qing ha dato nel Novecento (periodo della letteratura moderna cinese) il nome al filone della narrativa popolare, chiamata in segno di disprezzo "Genere delle anatre mandarine e delle farfalle" (in realtà si chiamava 小说, cioè "piccole chiacchiere"). La versione semplificata in Cina è 鸟. Il carattere in più è stato ribaltato rispetto ad un ipotetico asse verticale.
11 Il sale, il salgemma. È un contenitore con un manico e dei granelli di sale. Durante l'occupazione tartara (dinastia Yuan) il sale veniva usato anche come moneta. La versione cinese semplificata è 卤 e si può usare da sola, anche se è formale.
鹿 11 Il cervo. È un cervo di profilo, con testa, un occhio stilizzato 目 ribaltato in orizzontale, le corna (nella versione finale, ne resta uno) e due zampe. È molto usato nella medicina tradizionale cinese, è simbolo di vigore e di lunga vita. È importante pure per i monaci tibetani, insieme alla coda di yak.
11 Il frumento. Raffigura il grano che matura. In alto ci sono le piantine cariche e piegate dall peso dei chicchi, in basso c'è l'icona del movimento. La versione attuale è piuttosto diversa da quella originale. La versione semplificata è 麦.
11 La canapa, l'oppio, il lino. Sono due fasce di steli, messi sotto un riparo ad essiccare. Le fibre di canapa erano state usate e coltivate per millenni fabbricare carta, corde e tessuti, inclusi i sudari funerari. Era anche usata nella medicina tradizionale cinese come sostanza euforica o anestetico, e i suoi semi venivano mangiati dai contadini.
12 Il colore giallo. Raffigura un uomo in piedi con un grosso medaglione di giada semicircolare e decorato sulla pancia. Quest'ultimo significato resta nel carattere 璜. Il giallo era anche colore imperiale, era molto usato nelle decorazioni sontuose ed è usato nei vestiti di alcuni monaci buddisti ma, in altri contesti, rimanda ai concetti di "pornografico", "inquinamento spirituale" e "depravazione".

L'idea di giallo fa venire in mente anche il löss, un fango giallo e fertile depositato a terra dal Fiume Giallo, intorno al quale si sviluppò la civiltà cinese agli albori.

Il carattere non va confuso con 寅, che raffigura un tetto sotto al quale c'è una freccia con punta (appiattitasi in un tratto orizzontale) decorazione che ha colpito un bersaglio e due mani (stilizzate nella linea orizzontale nel bersaglio 口) che la afferrano.

12 Il miglio. È un cereale dal quale gocciola l'acqua. Il fatto che goccioli mostra come le foglie siano appiccicose e impermeabili. Le gocce di acqua si sono poi mutate nel radicale dell'acqua. Il miglio è stato l'alimento base dei cinesi fino alla dinastia Han, poco dopo l'inizio del periodo imperiale, quando fu sostituito con il riso. Si usa tuttora non solo nei piatti ma anche nel vino di riso fermentato.
12 Il colore nero. In origine 黒, è un una canna fumaria con sotto un focolare, rimasto in basso come quattro gocce. Secondo un'altra interpretazione, è una persona con una maschera sulla faccia, dalle sembianze di 田 esattamente come succede nel carattere 畏.

Il colore nero viene spesso usato in parole che si riferiscono ad atti di "illegalità" e simili (ex. 黑钱 soldi in nero, soldi sporchi) o a cose "oscure, segrete, sinistre". Nell'Opera di Pechino, i personaggi con la faccia nera sono di alto rango. Nel vestiario, è un colore molto comune che indica formalità.

12 Il ricamo. È una foglia con, nella parte inferiore del carattere, una stoffa traforata per ricamarci le foglie.
13 La rana, il rospo, il batrace, il girino. Era una rana vista dall'alto, con la testa, 4 zampe e la coda piegata. Poi passò a rappresentare un girino, con le branchie e la coda. È presente in alcune leggende cinesi, si usava come ingrediente nella medicina tradizionale cinese e popolava le risaie. I contadini le catturavano per poi mangiarle in quanto non potevano permettersi spesso la carne. Veniva chiamata "il pollo della risaia". In Cina oggi si usa la versione semplificata 黾.
14 Il tripode. In origine era un vaso di terracotta, poi è stato realizzato in bronzo. Questo recipiente con le maniglie e tre gambe veniva usato per cucinare. In tempi successivi, si utilizzò per offrire sacrifici.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 Il tamburo. È una mano destra che impugna una bacchetta dalla punta grossa e picchia un tamburo con un sostegno sotto. I primi tamburi cinesi erano in terracotta e pelle ed erano usati in battaglia o per segnare l'ora, insieme alle torri campanarie.
14 Il topo. È un topo con la testa e vibrisse/baffi (parte alta del carattere), il corpo panciuto, le zampe e una lunga coda (il tratto ricurvo a destra più esterno). È il primo animale dello zodiaco cinese. È segno di timidezza, meschinità, furbizia ma pure operosità. Si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 Il naso. È un naso visto frontalmente e arricchito di tratti per distinguerlo da 自 . Essi sono la bocca aperta e il collo. Si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 L'uguaglianza. Sono tre spighe di grano affiancate e perfettamente uguali. In principio erano solo tre linee verticali con tre ovali disegnati sopra, poi gli ovali sono diventati dei rombi e la linea verticale della piantina in mezzo è aumentata di altezza. Poi quest'ultima si è stilizzata (con lo zoom sul radicale, si nota ancora un rombo tagliato a metà), le altre due piantine si sono stilizzate in alto e sotto sono comparsi due tratti orizzontali. La versione finale quindi è più complessa di quella di partenza. La versione semplificata in Cina è 齐.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Si usa come chiave di lettura nel carattere 济 che, nella celebre parola 经济, indica l'economia.

15 Il dente. Raffigurava una bocca spalancata messa in verticale, con due arcate di denti. Poi è stata girata in orizzontale e ha conservato 4 denti, poi stilizzati. Nel cinese semplificato appare come 齿 . Si può usare da solo, tuttavia per indicare i denti si preferisce 牙.
16 Il drago. È un drago con due ali in alto (meno riconoscibili nella versione finale), la pelle ricoperta di scaglie (tutti i trattini orizzontali) e il corpo snello. È simbolo dell'imperatore e fa parte dello zodiaco cinese. Sebbene per tradizione sia sordo, è una bestia molto potente. In Cina si usa la versione semplificata 龙. In molti caratteri vietnamiti (i chu nom, sostituiti nel Novecento dall'alfabeto latino importato dai missionari) si scrive 竜 ed è presente come chiave di lettura. Si può immaginare come una stilizzazione del componente a sinistra di 龍, l'ala del dragone.
16 La tartaruga. È inizialmente una tartaruga vista dall'alto, con una croce per indicare il carapace striato, la testa, 4 zampe e la coda. Poi il pittogramma è stato girato in verticale e il ritratto è stato eseguito di profilo. Si notano bene la coda, il carapace striato, due zampe e la testa. È simbolo di perseveranza ma pura di infedeltà femminile. Simbolizza il nord ma pure tutto l'universo: secondo uno dei miti cosmogonici cinesi, la terraferma si trova sui loro carapaci, che emergono dal mare. Il secondo mito più noto è quello del dio Pangǔ che rompe un uovo: l'albume è l'universo e il tuorlo è la Terra. Pangu è la prima delle tante figure leggendarie che si trovano nelle opere storiografiche che parlano della Cina delle origini. Dopo di essi sono venuti i primi sovrani saggi, i "Giusti" o "Santi", rappresentati come esempi da seguire dai primi filosofi cinesi vissuti sotto il primo periodo di guerra, le "Primavere e Autunni" (Confucio, Lǎozi...). Quando il re Yu passò il posto a suo figlio Qi, nacque la prima dinastia cinese: la dinastia Xi‘, succeduta dagli Shāng e Zhōu. Il guscio della tartaruga era inciso con i caratteri e bruciato per le scapulomanzie, che sono il contesto in cui nacquero i primi pittogrammi. Rappresenta pure il letargo. La versione semplificata in Cina è 龟: perde il corpo e le zampe. In alto c'è un coltello come falso amico, presente anche in un altro animale: 鱼, il pesce.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

17 Il flauto di Pan. Rappresenta un flauto di bambù con le canne allineate e rilegate da una fascia orizzontale. Le tre bocche in alto stanno ad indicare i fori. Il tratto orizzontale più in alto sta pure ad indicare l'assemblaggio delle canne. La musica si suonava in funzione di intrattenimento e aveva anche una funzione politica, rituale e di accompagnamento delle recite teatrali (Kunqu 昆曲, Zaju 杂居, Jingju 京剧...), divise in 300 stili diversificati in base al dialetto usato e al tipo di musica usata. Nelle fasi di intrattenimento, alla musica si poteva unire il testo, di solito una poesia popolare a tema amoroso (ex. gli Cí 词 del Rinascimento cinese e i Qǔ 曲 nati sotto l'occupazione mongola, cioè la dinastia Yuan), composta da scrittori che in passato erano burocrati falliti e oggi sono famosi volti della letteratura cinese. Un tipico strumento usato era la Pipa 琵琶, il liuto cinese. Nella strumentistica tradizionale cinese, gli strumenti si dividevano in otto classi, tutte distinte dal materiale di costruzione. Le note non si segnavano con la notazione occidentale, inventata da Guido d'Arezzo, ma con i sinogrammi. Si può usare da solo, ma è estremamente formale.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

Evoluzione della linguaModifica

Il coreano è oggi una lingua unitaria, che non presenta (eccetto i vari dialetti) varietà regionali, ma nell'antichità quest'unitarietà non esisteva. Si suppone che le lingue da cui il coreano si sarebbe sviluppato si siano suddivise all'inizio della nostra era nel gruppo delle lingue Buyeo 부여 (夫艅) nel nord e delle lingue Han 한 (韓) nel sud. Fonti cinesi del III secolo lo confermano.

Forme arcaiche: lingue delle tribù BuyeoModifica

Dal gruppo Buyeo si è sviluppata la lingua dell'Impero di Goguryeo (고구려 高句麗; I secolo d.C. fino al 668 d.C.). La lingua di Goguryeo è l'unica documentata delle lingue del gruppo Buyeo. Dall'analisi del lessico presente si desume che sia una lingua vicina al gruppo tunguso dalle caratteristiche tipicamente altaiche. La lingua di Goguryeo presenta sorprendenti somiglianze con il coreano medio da un lato e con il giapponese arcaico dall'altro. Così per esempio avremo in Goguryeo *tan, *tuan e in giapponese arcaico tani (valle); in Goguryeo *usaxam e in giapponese antico usagi (coniglio). In base a queste ed altre coincidenze (come nei numeri) si sostiene in parte l'ipotesi di parentela tra il coreano e il giapponese tramite il Goguryeo come lingua ponte. Contemporaneamente il Goguryeo può essere considerato la prova dell'appartenenza del coreano alle lingue altaiche.

Forme arcaiche: Lingue delle tribù HanModifica

Dalle lingue delle tribù Han si è sviluppata la lingua di Baekje (백제 百濟, regno crollato nel 660 d.C). I frammenti rimasti oggi della lingua di Baekje dimostrano che questa è molto vicina al coreano medio e alla lingua del regno di Silla (신라 新羅) sia nel lessico che nella morfologia.

Unificazione sotto il regno di Silla: il coreano anticoModifica

Quando il regno di Silla (신라 新羅) sottomise nel VII secolo gli altri regni coreani e raggiunse l'egemonia sulla regione, non solo cancellò le lingue precedenti, ma unificò per la prima volta le tribù coreane anche politicamente. Questo processo, che non è considerato a sufficienza nell'evoluzione della lingua coreana, può essere paragonato da un punto di vista storico all'egemonia del latino, una lingua parlata in origine da un popolo di pastori nei dintorni della futura città di Roma, che si impose su tutto il territorio italiano dopo che Roma conquistò queste terre. In sostanza si può parlare di una lingua coreana comune solo a partire dal periodo del regno di Silla. Ed è proprio la lingua di Silla del periodo dei tre regni ed in seguito, quella di Silla Unificato (668-934 d.C.), a costituire il coreano antico, fase che la cronologia linguistica fa terminare con l'avvento della dinastia Joseon, successore nel 1392 della dinastia Goryeo. Quest'ultima è stata per circa un secolo vassalla del Khan mongolo perché la Cina, tra XIII e XIV secolo, era stata interamente occupata nel 1279 dai mongoli della dinastia Yuan, rovesciata nel 1368 dalla dinastia Ming. Sulla lingua di Silla numerose sono state le inferenze, in particolare alla luce di alcune fonti che riporterebbero come questa lingua fosse dissimile da quella parlata a Baekje e Goguryeo, popolazioni, almeno secondo i rispettivi miti di fondazione, entrambe derivanti da un ramo dei Puyo settentrionali e che quindi avrebbero una matrice linguistica comune. Ma altre fonti notano come il regno di Silla non abbia incontrato nessuna difficoltà linguistica nel processo di unione dei tre regni; o meglio, una disparità è notata in maniera più evidente nei riguardi della lingua di Goguryeo ma non in quella dello Stato di Baekje. Una risposta può essere trovata nel fatto che la popolazione di Baekje parlasse in realtà una lingua diversa da quella dell'élite al potere, avendo quindi alla base, un'origine, quella del popolo, comune a Silla (entrambi altri non erano che un'evoluzione dei tre stati Han nel meridione coreano) mentre ai vertici dello Stato, una matrice tutta settentrionale, secondo il mito di fondazione appunto, derivante dal ramo dei Puyo. La lingua di Silla ci permane se non grazie quasi esclusivamente ai componimenti Hyang-ga riportati nel Samguk yusa del monaco Ir'yon (1285). Il trapezio vocalico del coreano antico è composto di 7 vocali: un'anteriore la [i], tre centrali ([ɨ], [ə] ed [æ]) e tre posteriori ([u], [ɔ] e [a]-posteriore centrale-). Da ricordare che il coreano antico non aveva ancora sviluppato la serie delle consonanti geminate/tensificate (es. ㅆ,ㄸ, etc.), mentre erano già presenti le aspirate. Esisteva una distinzione fonologica tra gli allofoni del coreano moderno [l] e [ɾ] e molto probabilmente le consonanti finali di sillaba erano "rilasciate", a differenza del coreano contemporaneo. Per quanto riguarda la morfologia, il coreano antico, già presentava una forma di armonia vocalica, nonché alcuni marcatori come /i/ per il soggetto (/ka/ sarà introdotto solo nel XVI secolo) e congiunzioni come -/ko/ e -/myɔ/ "e"/"e poi". La scrittura era e resterà fino al 1443/1446 di tipo ideografico.

Coreano medioModifica

Lo sviluppo del coreano medio iniziò circa nel X secolo. Fino all'introduzione dell'alfabeto coreano nel XV secolo, i documenti linguistici sono solo frammentari e contenuti nell'allora comune scrittura cinese. Verso la fine del XVI secolo, all'epoca dell'occupazione poi respinta dai Ming di Toyotomi Hideyoshi (1592), si possono notare tuttavia cambiamenti fonologici e morfologici, che erano stati raggiunti nel XVII secolo all'epoca dell'Impero di Joseon. Nel Coreano medio è nato anche il fenomeno sopracitato dell'intonazione vocalica crescente per distinguere due possibili significati di un'identica parola, che esiste ancora in alcuni dialetti.

Nel 1905, tutta la penisola coreana fu strappata dal Giappone imperialista alla decadente dinastia Qing, l'ultima dinastia imperiale della Cina, succeduta ai Ming nel 1644. La Corea, fino a quel momento, era stata uno stato vassallo della Cina: in cambio di contributi, era stata protetta dall'imperatore da minacce esterne, come il tentativo di invasione giapponese. L'isola rimase occupata fino al 1910, quando fu decretata l'annessione forzata dopo l'assassinio di un principe giapponese e l'ultimo imperatore coreano, Sunjong, fu deposto. Due anni dopo, l'ultimo imperatore cinese si dimise e l'impero finì.

L'annessione della Corea durò fino alla resa incondizionata del Giappone nel 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Durante tutto questo periodo, i giapponesi imposero il loro idioma come lingua nazionale nel tentativo di assimilarli linguisticamente.

Coreano modernoModifica

Nella storia recente ci sono state evoluzioni differenti divise da una politica linguistica, causate dalla divisione del paese avvenuta nel 1948. Nella Corea del Sud la lingua standard si basa nella pronuncia e nell'ortografia sul dialetto della capitale Seul, nella Corea del Nord la lingua standard è il dialetto di Pyongyang. Le differenze esistenti tra i dialetti coreani sono tuttavia marginali, tanto che il coreano viene capito bene da tutti i coreani (eccezion fatta per i dialetti parlati sull'isola di Jeju). La lunga divisione della Corea ha tuttavia portato ad uno sviluppo diverso tra Nord e Sud. Nel lessico della Corea del Sud sono entrati numerosi prestiti dall'inglese americano, come ad esempio 뉴스 (Nyuseu), notiziario. In Corea del Nord invece si tenta di esprimere concetti nuovi tramite la derivazione di parole nuove che siano "coreane pure". Rifugiati della Corea del Nord apprendono a fatica nella fase iniziale molte parole inglesi a loro sconosciute.

Cenni di grammatica modernaModifica

Come già detto sopra, il coreano è una lingua agglutinante. Altre peculiarità del coreano sono le rigide regole della morfologia verbale e dei suffissi onorifici. Sia il verbo che il sostantivo possono essere marcati morfologicamente all'interno di una frase a seconda degli atti linguistici utilizzati e dal valore topologico. Per i verbi questo si concretizza essenzialmente con prefissi, suffissi e infissi, nei sostantivi con posposizioni.

VerbiModifica

I verbi coreani si dividono in due gruppi principali: verbi d'azione, che descrivono attività in corso di svolgimento (먹다 meogda mangiare, 감사하다 gamsa hada ringraziare) e verbi di qualità, che caratterizzano proprietà o condizioni e quindi anche la funzione dell'aggettivo che in italiano spesso segue (싸다 ssada essere economico, 까맣다 ggamahda essere nero). Una posizione particolare è assunta dal verbo "이다 ida", che corrisponde al verbo essere in italiano e che funge quindi da copula.

Il verbo coreano si compone nella sua forma all'infinito di una radice e dell'affisso "다" -da. Dalla radice si costruisce la forma composta (detta anche radice estesa), la base per ulteriori forme verbali soggette ad espansione, come la forma del passato.

Esempio per il verbo 먹다 meogda (mangiare):

meog Radice verbale
먹다 meogda Forma dell'infinito composta da radice + 다 -da
먹어 meogeo Forma verbale composta da radice + 어 eo
먹었다 meogeossda Forma del passato sviluppata dalla forma verbale composta + forma del passato ㅆ ss + desinenza dell´infinito 다 -da: "aver mangiato"

Sistema dei morfemi onorificiModifica

Il sistema coreano dei gradi di cortesia (onorativo) è piuttosto complesso. Il verbo coreano descrive attraverso forme diverse il contesto sociale della comunicazione. Per questo le forme di cortesia assumono una posizione determinante in base al rapporto tra il parlante e l'ascoltatore (p.e. onorativo I e onorativo II) oppure con il soggetto della frase (p.e. infisso onorativo -si-). Diversamente dal "lei" italiano, nella scelta della forma di cortesia non ha in principio molta importanza il rapporto di conoscenza tra interlocutori. Infatti anche il meno anziano di due fratelli può pretendere l'uso di forme di cortesia. Parallelamente ai cambiamenti nella struttura sociale si sta arrivando al livellamento e alla svalorizzazione delle forme di cortesia.

Una divisione dei registri del parlato non è regolata in maniera uniforme nella letteratura. Le diverse forme di cortesia possono essere in parte utilizzate di pari passo. I due registri del parlato importanti che si incontrano più di frequente nel parlato quotidiano sono l'onorifico I e l'onorifico II e corrispondono entrambi all'italiano "lei". In coreano, per esempio, devono essere sempre anteposti.

Onorifico IModifica

Questa forma viene costruita tramite la forma verbale composta e il suffisso 요 -yo . In origine era usata soltanto nel dialetto di Seul principalmente da parlanti di sesso femminile, ma è ora estesa a tutta la Corea e ad entrambi i sessi. Viene utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di estranei di rango uguale o inferiore, ma non tra adulti in rapporto di amicizia.

Onorifico IIModifica

Questa forma viene costruita tramite la radice verbale e il suffisso ㅂ니다 / 습니다 -bnida / -seubnida (o ㅂ니까 / 습니까 -bnikka / -seubnikka nelle frasi interrogative). Viene tuttavia utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di anziani, di persone di rango sociale verosimilmente più alto o in occasioni formali, in particolar modo quando a più persone viene rivolta la parola. Anche gli annunciatori della televisione utilizzano questo livello linguistico.

Infisso onorifico -shi-Modifica

La maggior parte dei verbi possono essere dotati dell'infisso onorifico 시 -shi- in aggiunta alla forma onorifica. Questo infisso può per esempio comparire quando due interlocutori chiacchierano ad un registro linguistico inferiore, ma discutono di una persona di rango sociale maggiore non presente. Allo stesso modo si può costruire una forma particolarmente cortese.

Registro di cortesia nelle forme verbali composteModifica

L'uso di forme interlocutorie nelle forme verbali composte è sostanzialmente possibile e corrisponde dal punto di vista della cortesia ad un registro appena inferiore all'italiano "tu". Nei confronti di bambini piccoli, amici molto stretti e alcuni membri della famiglia è la norma, mentre non viene quasi mai impiegato nei confronti della maggior parte degli adulti, a meno che il parlante non intenda scatenare una lite.

Forme di salutoModifica

In Corea, per esempio la comune forma di saluto deve essere anteposta alle diverse forme onorifiche.

안녕 annyeong accettabile solo tra amici stretti
안녕 하세요 annyeong haseyo Onorifico I + infisso onorifico: comune formula di saluto di cortesia normale. "Che lei possa avere pace!"
안녕 하십니까? annyeong hasimnikka? Onorifico II + Infisso onorifico: forma di saluto più cortese. "Lei ha pace, caro signore/cara signora?"

SostantiviModifica

I sostantivi coreani non hanno sostanzialmente né genere né numero né caso.

Tuttavia a seconda della necessità si può aggiungere una marca grammaticale corrispondente come posposizione. La tabella seguente mostra una lista delle possibili posposizioni. (Non pretende di essere in alcun modo completa.)

Con parola terminante in consonante Con parola terminante in vocale Utilizzo
-i -ga Nominativo
-eun -neun Tema della frase (può anche coincidere con il soggetto)
께서 께서 Nominativo Onorifico
Genitivo
에게 에게 Dativo (solo per persone)
한테 한테 Dativo (anche per animali)
Dativo Onorifico
Accusativo
Espansione locale (in concomitanza di verbi di movimento)
Stato in luogo
Tempo determinato
에서 에서 Stato in luogo (con attività e verbi di qualità)
에서 에서 Moto da luogo
부터 부터 Da (con tempo determinato)
까지 까지 Fino a (con espansioni locali e temporali)
Numerale
insieme a <qualcuno> (spesso in concomitanza di 함께)
으로 Direzione
으로 Mezzo
Plurale
Anche

Il genere viene determinato, a seconda delle necessità, da un prefisso:

남- maschile
여- femminile
수- maschile (con animali)
암- femminile (con animali)

I sostantivi possono anche essere omessi purché il tema e il rema dell'enunciato possano essere dedotti dal contesto. Una tipica frase coreana può così presentarsi anche completamente senza sostantivi.

LessicoModifica

Oltre alle parole "puramente coreane" una buona parte di lessico coreano (dal 40 fino al 60%) consta di prestiti stranieri che sono stati presi nel corso della storia dal cinese. Ragioni per questo numero eccezionalmente alto di parole sino-coreane sono i frequenti contatti che la Corea ha curato nel corso di tutta la sua storia nei confronti della sua "grande sorella" cinese, così come la filosofia del confucianesimo, elevata in Corea al rango di religione di Stato. In tempi più recenti sono stati presi prestiti dall'inglese particolarmente in Corea del Sud e adattati alla fonologia coreana (per esempio 컴퓨터 Keompyuteo per "computer").

Scomparsi quasi del tutto sono invece i prestiti dal giapponese. Invece del giapponese 벤토 bento, ancora utilizzato ai primi del XX secolo all'epoca del colonialismo giapponese, il cibo mangiato al giorno d'oggi in lattina si chiama con una parola puramente coreana: 도시락 dosirak. La ragione della scomparsa di prestiti giapponesi è il ricordo doloroso del tempo dell'occupazione giapponese della Corea che queste parole richiamano alla mente.

Rari, ma presenti, sono prestiti dal tedesco. Con 호프 hopeu (adattamento secondo la fonologia coreana della parola tedesca "Hof" = corte, cortile), si usa caratterizzare in Corea una bettola in cui si servono bevande e in particolar modo birra, secondo lo stile occidentale. 아르바이트 areubaiteu (da "Arbeit", lavoro) significa, come anche il giapponese arubaito, lavoro interinale, saltuario, mentre con 닥스훈트 dakseuhunteu (da "Dachshund") si definisce il bassotto.

NoteModifica

  1. ^ Jae Jung Song, The Korean language: structure, use and context, Routledge, 2005, p. 15, ISBN 978-0-415-32802-9..
  2. ^ Lyle Campbell e Mauricio Mixco, Korean, A language isolate, in A Glossary of Historical Linguistics, University of Utah Press, 2007, pp. 7, 90–91.
    «most specialists... no longer believe that the... Altaic groups... are related […] Korean is often said to belong with the Altaic hypothesis, often also with Japanese, though this is not widely supported».
    .
  3. ^ David Dalby, The Register of the World's Languages and Speech Communities, Linguasphere Press, 1999Template:Ndash2000..
  4. ^ Nam-Kil Kim, Korean, in International Encyclopedia of Linguistics, vol. 2, 1992, pp. 282–86.
    «scholars have tried to establish genetic relationships between Korean and other languages and major language families, but with little success».
    .
  5. ^ András Róna-Tas, The Reconstruction of Proto-Turkic and the Genetic Question, in The Turkic Languages, Routledge, 1998, pp. 67–80.
    «[Ramstedt's comparisons of Korean and Altaic] have been heavily criticised in more recent studies, though the idea of a genetic relationship has not been totally abandoned».
    .
  6. ^ Claus Schönig, Turko-Mongolic Relations, in The Mongolic Languages, Routledge, 2003, pp. 403–19.
    «the 'Altaic' languages do not seem to share a common basic vocabulary of the type normally present in cases of genetic relationship».
    .
  7. ^ Edoardo Fazzioli e Eileen Chan Mei Ling, Caratteri cinesi, in Arte, Milano, Mondadori, 2010.

BibliografiaModifica

  • B. Lewin; T. Kim. Einführung in die koreanische Sprache. Heilbronn, 1974.
  • Lee, Ki-Moon. Geschichte der koreanischen Sprache. Wiesbaden, 1977.
  • Fazzioli, Edoardo. Chang Min Ling, Eileen. Caratteri cinesi. Milano, Mondadori Arte, 2010.

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