Loiano

comune italiano

Loiano (Lujèn [luˈjɛ̃] in dialetto bolognese montano medio, Lujàn in dialetto bolognese cittadino[3]) è un comune italiano di 4 381 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, situato sull'Appennino tosco-emiliano lungo la ex Strada statale 65 della Futa, a circa 35 chilometri a sud di Bologna e 73 chilometri a nord di Firenze.

Loiano, panorama invernale
Loiano
comune
Loiano – Stemma Loiano – Bandiera
Loiano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.svg Bologna
Amministrazione
SindacoFabrizio Morganti (lista civica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°16′N 11°19′E / 44.266667°N 11.316667°E44.266667; 11.316667 (Loiano)Coordinate: 44°16′N 11°19′E / 44.266667°N 11.316667°E44.266667; 11.316667 (Loiano)
Altitudine714 m s.l.m.
Superficie52,41 km²
Abitanti4 381[1] (31-12-2019)
Densità83,59 ab./km²
FrazioniAnconella, Barbarolo, Bibulano, Bibulano di Sopra, Ca' di Balloni, Ca' di Romagnolo, Ca' di Taddeo, Campi, Casoni, Farnè, Fornace, Gnazzano, Guarda, Molinelli, Poggiolo-Valle di Barbarolo, Quinzano, Roncastaldo, Roncobertolo, Sabbioni, Scascoli, Trebbo, Valle
Comuni confinantiMonghidoro, Monterenzio, Monzuno, Pianoro
Altre informazioni
Cod. postale40050
Prefisso051
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT037034
Cod. catastaleE655
TargaBO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 171 GG[2]
Nome abitantiloianesi
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Loiano
Loiano
Loiano – Mappa
Posizione del comune di Loiano nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

È uno dei 5 comuni membri dell'Unione dei comuni Savena-Idice.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

La StoriaModifica

Molti dei luoghi intorno a Loiano, ed il paese stesso, sono stati quasi certamente di origine romana.  Lo si desume, più che dagli scarsi ritrovamenti archeologici, dai loro nomi in molti casi toponimi derivati ​​dal nome della gens- (famiglia) proprietaria di quel luogo per assegnazione statale.  Non è tuttavia da escludere una più antica origine dell'abitato ricollegandosi ad insediamenti di epoche precedenti rinvenuti a pochi km da Loiano. Nella zona di Monte Bibele, poco fuori dal confine comunale, sono presenti infatti i resti di un insediamento dei Celti risalente al IV-III secolo a.C.  e all'interno del territorio del comune sono state altresì rinvenute tracce ancora più antiche di un sepolcreto villanoviano, attribuibile all'VIII-VII secolo a.C.  Sporadici ritrovamenti del periodo paleolitico non si sono scambiati invece l'individuazione di un luogo abitato.  Nel corso dei secoli il paese si è venuto a trovare lungo una importante via di comunicazione e in una zona di confine dapprima tra il regno dei Goti e l'Esarcato, poi tra i domini delle potenti famiglie ghibelline degli Ubaldini, degli Alberti, dei Panico, dei da Mangona e dei Loiani da un lato ed il comune di Bologna dall'altro;  ed infine fra lo stato Pontificio e il granducato di Toscana, Nell'undicesimo secolo il territorio di Loiano fu oggetto di contesa tra i marchesi di Toscana ed alcuni nobili di origine germanica discesi in Italia con i re Longobardi.  Successivamente ne venne in possesso la famosa contessa Matilde di Canossa, che donò alla chiesa Pisana una grande proprietà comprendente terreni nelle corti di Scanello, Barbarolo, Casedro e Loiano che venne assegnata dal vescovo di Pisa in enfiteusi ad un Malavolta Ubaldo parente degli Ubaldini del Mugello. Ed è da costui che probabilmente ha origine dalla famiglia dei Lojani, che prende il proprio nome dal paese e lega ad esso il proprio destino per alcuni secoli.  Uno dei primi Lojani noto alle cronache fu il conte Tano, vissuto nella prima metà del XIII secolo, sotto il cui dominio erano vasti possedimenti nelle valli del Savena e dell'Idice.  In seguito, il Conte Ubaldino decise di vendere al comune di Bologna i castelli di Loiano e di Bisano con la promessa di stabilirsi in città e di sostenere il partito guelfo dei Geremei.  Non onorando però il comune di Bologna la promessa fatta, il bellicoso Ubaldino non tenne fede al giuramento e rioccupò il castello.  Loiano segui in quegli anni le alterne vicende della lotta tra ghibellini, sostenuti dai feudatari della montagna, ed i guelfi, amici del Papa, e venne distrutto quando questi ultimi ne ripresero possesso dopo un lungo assedio.  Successivamente i Lojani furono protagonisti, assieme ai da Monzuno, nella lotta contro Giovanni da Oleggio, signore di Bologna per conto dei Visconti e questo non mancò di causare nuove sventure per il paese e per i suoi Conti, che erano dapprima assediati nel castello di Monzuno, poi ricercati e, dopo un tentativo di congiura non riuscito nella stessa Bologna, giustiziati.

Ai tempi del Capitanato della Montagna, Loiano ne fu una delle sedi I capitani vennero nominati dal Governo di Bologna ed avevano avuto amministrative, giudiziarie e.  soprattutto, l'arduo compito di mantenere l'ordine in un territorio infestato da bande di briganti e sottoposto a prepotenti feudatari che spesso ne erano mandanti e protettori.  Alcuni dei Lojani ricoprirono tale carica che veniva affidata a personaggi di casate illustri che possedevano affidabilità politica, conoscenza del di- stretto e pratica militare.  Nel 1402 il castello di Loiano, già più volte distrutto e ricostruito, subì una tremenda devastazione per mano delle milizie di Giovanni Bentivoglio guidate dal famoso condottiero Bernardone, In quella occasione l'abitato fu saccheggiato e messo a ferro e fuoco per aver preso le parti dei Gozzadini e dei Galluzzi, sostenitori dei Visconti futuri signori di Bologna.  Un mese dopo aver ordinato il sacco di Loiano, Giovanni Bentivoglio fu linciato sulla piazza Maggiore di Bologna.  Il paese passò poi al dominio Pontificio e per lungo tempo non si verificarono avvenimenti di particolare valore storico anche se, fin dal 1462, a Loiano era stata trasferita, da Monghidoro, la sede del Vicariato comprendente un gran numero di comuni della montagna.  Loiano rimase dunque per molto tempo un centro amministrativo di prim'ordine e questa prerogativa venne conservata anche nel periodo napoleonico quando divenne capoluogo di Distretto e poi di Mandamento.  Per alcuni secoli la storia del paese fu legata a quella dei suoi conventi e delle sue locande.  Il primo convento fu quello dei Frati Eremiti di Sant'Agostino, fondato nel 1615, poi quello delle Terziarie francescane intitolato a Sant'Antonio da Padova e che, come il precedente, non sopravvisse ai decreti napoleonici ed infine quello dei Padri Barnabiti situato alla villa della Torre.  In essi trovarono asilo Prelati e Principi, soprattutto della casa dei Medici, ricevettero una educazione tante giovani del paese accolte quali educande, ma soprattutto questi conventi rappresentarono un importante punto di riferimento per la vita culturale e artistica del paese.  È grazie però ai suoi abitanti più illustri che il paese compare nelle cronache storiche.  Tra i religiosi si ricordano Albizio di Ubaldino, Bonifacio di Diotecherio, Taddeo di Ubaldino, canonici della cattedrale di Bologna.  Nei tempi più recenti padre Pier Giacomo Dall'Olio, consigliere privato di Benedetto XIV e confessore della regina di Spagna, padre Filippo Nanetti, ascoltatissimo predicato- re e teologo di Pio VI, Camillo Panzacchi, docente di dogmatica e Vescovo.  Nel campo delle armi si distinsero Toniolo da Loiano, condottiero al servizio di Taddeo Pepoli, Badino di Ansoisio da Loiano, che fu uno dei capitani del cardinale Gomez Albornoz, Guglielmo da Loiano, politico spregiudicato e indomabile combattente.  In campo civile è da menzionare Tano II di Ubaldino da Loiano, che fu prima podestà di Roma e poi di Urbino, Marc'Antonio Lojani, che fu Confaloniere del Popolo e poi riformatore del Reggimento di Bologna, Giacomo da Lojano, Massaro di una delle Arti più importanti della città: quella della seta.  In campo scientifico il personaggio più importante è sicuramente Anna Maria Dalle Donne di Roncastaldo, di ingegno così profondo da essere chiamata a tenere una lezione al cospetto di Napoleone, tanto da spingere il Rettore dell'Università di Bologna ad istituire cattedra di Ostetricia.

Il Mulino a Vento di LoianoModifica

Da Piazza Dall'Olio parte una stradina pedonale che dopo circa cento metri approda al crinale che sovrasta il paese. Venti metri a destra vi sono i pochissimi ruderi del Mulino a vento di Loiano.  Lo costruì Leopoldo Dall'Olio nell'anno 1840, ai tempi dello Stato Pontificio. Evidentemente non fu un affare, come confessò lui stesso in un libricino che il pronipote Augusto ha letto e riletto in gioventù, ma che è poi andato perduto in seguito all'ultima guerra. Nel diario Leopoldo lamentava fra l'altro dei raggiri notarili con cui un parente gli aveva assottigliato il patrimonio, rammentando inoltre di aver prestato parecchi romani al parroco per le nuove campane, ricevendo in cambio solamente la prima rata del prestito. Se e quando soffiava il vento, il mulino macinava.  Ma, vuoi per un susseguirsi di annate in cui il vento si era mostrato scarso, vuoi per le maggiori possibilità di raggiungere i mulini a valle, a partire dai primi del secolo il Mulino a vento venne abbandonato e restaurato solo nel 1926 dalla ditta che aveva costruito la Stazione Amplificatrice dei Telefoni di Stato. Sulla cima del mulino venne poi applicata una grande lanterna a foggia di fascio littorio, che emanava una luce visibile da molto lontano: da quel momento il Mulino diventò per tutti “Il Faro”, di cui è rimasta tutt'ora una parte del basamento . Durante l'ultima guerra l'edificio ospitò la sirena per gli allarmi aerei e, essendo di spesse mura, divenne la casamatta di una postazione di artiglieria antiaerea.  All'avvicinarsi del fronte, nel 1944, venne poi centrata in pieno dagli americani: da allora il posto è tornato a chiamarsi "Mulino a Vento".

Le FrazioniModifica

AnconellaModifica

Uno degli insediamenti più caratteristici del territorio di Loiano è quello dell'Anconella, un antico borgo risalente in gran parte al '500. Il borgo, sempre più meta di gite fuori porta, si allarga attorno ad una caratteristica costruzione a colonnato un tempo sede di Ospitale di sosta per i pellegrini: l'antico tracciato della strada per Firenze passava infatti dall'Anconella.  Oggi ospita una caratteristica trattoria, all'interno della quale è possibile ammirare uno stupendo camino con lo stemma della nobile famiglia dei Bentivoglio.  Tra gli altri edifici di importanza storica va ricordata la Chiesina, ampliata nel 700 ed i resti di un antico oratorio risalente al 300. Ancora visibili sono le cosiddette 'buse nelle lastre', rifugi scavati nell'arenaria e che fungevano da deposito per materiali, ricovero per animali domestici quando non, in alcuni casi, da riparo per persone.

BarbaroloModifica

La frazione di Barbarolo si trova al confine settentrionale del comune di Loiano, leggermente verso la valle dello Zena rispetto alla statale della Futa.  Fin dai tempi più remoti fu un Comune indipendente nella Sua organizzazione interna ed amministrativa.  La Pieve di Barbarolo, assai estesa ed antica, è menzionata con il nome di Barbarorum già in un atto di transazione del marchese Bonifazio del 1034, e sembra certo che tutto questo territorio facesse parte dei domini matildici.  Da numerosi studi effettuati sulla costituzione ecclesiasti- ca del Bolognese, emerge come le più antiche Pievi della Diocesi fossero tredici, fra queste quella di Barbarolo, che avrebbe compreso le valli del Savena e dell'Idice, forse fino al crinale appenninico.  Il frazionamento di queste antiche pievi originarie si sarebbe verificato a partire dal VIII sec., dando luogo ad altre pievi, come quella di Sambro, Monghidoro, Zena e Monte delle Formiche. fino a tempi relativamente recenti Barbarolo ha poi costituito, con i suoi borghetti e le numerose case sparse, la frazione più popolosa dell'intero comune, più dello stesso capoluogo: alla fine del 700 Calindri ci dà notizia di 543 abitanti.  Un secolo dopo, dall'Inchiesta Agraria del 1876, ne risultavano 758. A testimoniare dell'importanza e della vitalità di questo centro ricordiamo che proprio a Barbarolo fu fondato nel 1902, ed ebbe sede per oltre mezzo secolo, la Cassa rurale di depositi e prestiti, l'attuale Cassa Rurale ed Artigiana di Loiano, trasferitasi nel capoluogo nel 1958. La Chiesa dei SS.  Pietro e Paolo, ricostruita in questo secolo, poggia su un'antichissima pieve protoromanica, che si può far risalire al VII-VIII sec.  d.C. Da menzionare è anche l'antico oratorio di San Cristoforo, in una cui lapide è ricordato il restauro effettuato nel 1467. Ogni anno da questo antico Oratorio l’immagine della Madonna di San Luca parte in processione e, nell'arco di una settimana, tocca Barbarolo, La Guarda, Scascoli, Anconella e Sabbioni, per poi rientrare a San Cristoforo il giorno dell'Assunzione.

BibulanoModifica

 
Il borgo di Bibulano visto dall' alto

Frazione posta sulla destra del Savena, sulla strada che da questo fiume sale a Loiano.  È una località abitata sicuramente fin dai tempi antichi, come testimonia il suo nome, di fondo gentilizio romano, di cui si hanno però scarse memorie scritte.  La comunità è menzionata la prima volta in un documento del 1223. A questo periodo risale la fondazione della chiesa: da antichi documenti si sa che fin verso il Seicento la popolazione di Bibulano era divisa in due parrocchie: quella di S. Andrea e quella di S. Maria.  Nel XVII sec.  la prima fu poi demolita, e la parrocchia rimase quella di S. Maria Assunta.

La GuardaModifica

Questo borgo, ampliatosi negli ultimi decenni e posto in posizione dominante rispetto alla strada nazionale, è nato probabilmente come edificio fortificato con funzioni di avvistamento e si è poi, nel tempo, esteso ad agglomerato di case.  Il primo edificio, sulla sinistra per chi viene da Livergnano, è il più antico ed è caratterizzato da un ampio portico sorretto da colonne quadrate, in mattoni, sormontate da grosse travi di quercia.  Su una porta si può notare un architrave di pietra recante la data 1520 contornata da un segno ottagonale e, ai lati, due stelle a cinque punte di foggia etrusca.  La tradizione vuole che nell'oratorio, posto sempre sotto il portico, abbia celebrato la Messa di San Carlo Borromeo in occasione del suo pellegrinaggio alla volta di Roma.  Ancora oggi l'oratorio è utilizzato in occasione di ricorrenze religiose.  La Guarda, dalla cui sommità nelle terse giornate invernali la vista spazia veramente fino alla Romagna e al suo mare, vale più di ogni altro luogo almeno un attimo di sosta.

QuinzanoModifica

Anche Quinzano, borgo situato all'estremità orientale A del Comune di Loiano, presso le sorgenti del torrente Zena, ha chiaramente origini romane (Fundus quintianus).  Da segnalare un ottimo esemplare di casa-torre, le cui porte e finestre (di antico stile medievale) testimoniano come si trattasse di una costruzione di un certo rango e di un certo valore architettonico.  Dal centro di Quinzano, di fianco alla pizzeria, parte una strada che, incuneandosi nella vallata dello Zena, raggiunge l'area archeologica di monte Bibele.  Sempre sulla stessa strada, a poche centinaia di metri dal borgo, si può sostare nella fresca oasi del parco dei Pianazzoli, area attrezzata per scampagnate e momenti di relax.

RoncastaldoModifica

Posto sull'antica strada postale che attraverso Scaricalasino (Monghidoro) conduceva in Toscana, il borgo di Roncastaldo ha rappresentato fin dal lontano medioevo l'anima intellettuale del territorio loianese. Da Roncastaldo veniva infatti il ​​notaio Giacomo Panzacchi che nel 1276 stipulò l'accordo fra la famiglia ghibellina degli Ubaldini, proprietaria tra Savena e Idice di circa una trentina di castelli, e la famiglia guelfa dei Geremei che comandava a quel tempo a Bologna L'accordo  , che venne appunto stipulato in quel di Roncastaldo, contemplava l'unione della famiglia Ubaldini con i Geremei e la vendita a questi ultimi dei castelli di Bisano e Loiano in cambio della cittadinanza onoraria di Bologna e della fedeltà degli Ubaldini ai Geremei.  E, sempre nel medioevo, nel castello di Roncastaldo, che assieme a Loiano e Scaricalasino fu importante sede del capitano del popolo, venne sancito l'accordo fra Bologna e Firenze per combattere Pistoia.  In tempi più vicini a noi questo suggestivo borgo, quasi a ricordare il suo antico blasone, ha dato i natali a importanti personaggi come Maria Dalle Donne, insigne studiosa che ai primi dell’Ottocento tenne pubbliche lezioni all'università di Bologna sia in campo medico che umanistico, e Roberto Mazzetti a cui è intitolato l'edificio Scolastico di Loiano e che fu precursore dei moderni studi di pedagogia, nonché professore dell'ateneo bolognese.  Roncastaldo: terra, dunque, carica di storia e di cultura ma anche di povera gente come tal Franceschello da Roncastaldo il quale, come narra il Casini nel suo studio sul Contado Bolognese, trovandosi nell'anno 1372 al mercato di Rioveggio assieme alla sua vacca,  ebbe la malaugurata sventura di imbattersi nel Massaro di Riosto coi suoi consiglieri, i quali trovarono del tutto lecito uccidergli la bestia e mangiandola senza intera pagargliela, diedero origine ad una lunghissima lite fra la comunità di Riosto e quella di Roncastaldo.  Roncastaldo borgo di passaggio e terra da sempre di rinomate locande e antiche osterie. Racconta Sacchetti, novelliere toscano del Trecento, nella sua opera Il Trecento novelle, che trovandosi un giorno a transitare sulla strada per Firenze e fermatosi all'osteria di Roncastaldo, un tale Gonnella si spacciò per medico e riuscì a truffare certi contadini gozzuti di Scaricalasino e anche il Podestà di Bologna, andandosene con la borsa e i malcapitati col danno e con le beffe.

SabbioniModifica

Posta sulla strada statale della Futa in direzione Bologna, della frazione di Sabbioni si hanno notizie fin dal 1412: a quella data era una villa-, cioè un borgo con diversi edifici.  S. Fabiano e S. Sebastiano la preservarono dalla peste descritta da Manzoni, e da allora essi sono divenuti patroni venerati e festeggiati ogni anno, la domenica dopo il 20 settembre.  Ai primi del secolo Sabbioni era abitata da dieci famiglie per un totale di circa sessanta anime.  Quando fu fatto il nuovo tracciato della strada, una collinetta posta a sud del caseggiato fu trasferita a nord mediante un brulicare di.  carriole, per colmare una depressione del terreno.  Una bella costruzione costeggiava la strada sulla sinistra e sulla facciata si aprivano ben nove arcate dietro le quali trovavano posto la trattoria, la -bottega-, gli ingressi alle abitazioni e alle stalle dei muli, che servivano a trainare 32 diligenze e carri di lì a Loiano. Ricostruito dopo un incendio causato dall'ultima guerra, perdette sei dei suoi preziosi archi, ma non la sua antica destinazione di bot- tega ed osteria.  Di fronte a questo edificio, sotto un architrave monolitica che porta ancora in rilievo i simboli del fabbro e del maniscalco, vi era l'ingresso di un'osteria e di un negozietto di alimentari.

ScanelloModifica

 
Scanello

Scanello ha sicuramente origini molto antiche e non è improbabile che vi fosse un vico romano.  Indizio di questo è esistito di “fundi romani” che hanno lasciato il nome antico: Vezzano (Fundus Vezzianus), Gnazzano (Fundus Ignatianus).  Dopo il Mille una parte del «castello e corte.  di Scanello appartenne a Bonifazio marchese di Toscana che nel 1024 fece per essa una transazione con Magifredo d'Ubaldo.  La chiesa parrocchiale di Scanello, dedicata a San Giovanni Battista, sorge su un altopiano lungo la strada provinciale che da Loiano conduce a Quinzano e a San Benedetto del Querceto.  È da ritenersi molto antica, anche se l’attuale edificio risale al XVIII sec., Essendo quello precedente stato completamente demolito verso la metà del Seicento.  Vicino alla chiesa di Scanello, oltre alla villa settecentesca di Palazzo Loup, c'è una località chiamata Cà di Priami, nelle cui adiacenze si erge una piccola sommità che porta il nome di Castelluccio. Il nome stesso fa supporre che qui esistessero il castello e la corte di Scanello: il luogo prescelto non poteva essere più favorevole.  Da quassù si possono passare in rassegna le principali montagne della valle dell'Idice e di quelle del Savena, fino all'alto appennino da un lato, e alle colline che fanno da cornice a Bologna dall'altro.

ScascoliModifica

Raggiungibile sia da Sabbioni che da La Guarda, il borgo di Scascoli si presenta come uno dei più suggestivi per la sua posizione.  Le prime notizie su questo luogo si hanno nel 1233, da un rogito di una vendita di terreni fra Rodofeno di Guidotto di Scascolo con il massaro dell'ospedale di Livergnano.  L'attuale chiesa dei SS.  Stefano e Martino è stata ricostruita dopo le devastazioni belliche, grazie all'opera di Don Eugenio Andreoli, curato di Scascoli dall'ottobre 1942 fino alla morte, avvenuta nel 1987. Per la facciata vennero utilizzate le pietre squadrate di arenarie della distrutta chiesa di S. Ansano di Brento.  L'altare maggiore invece, disegnato proprio da Don Eugenio con fine gusto classico, fu realizzato tramite la fusione di bossoli d'ottone delle artigliere americane.  Proseguendo per la strada che scende verso il Savena, si possono raggiungere ed ammirare le maestose Gole di Scascoli, che sovrastano il corso del Savena ed i Giardini del Casoncello.

IstruzioneModifica

L'osservatorio astronomico ed il Parco delle StelleModifica

 
Fotografia in tricromia della galassia M82 ottenuta dal telescopio di Loiano

Sul Monte Orzale ha sede la Stazione di Loiano dell'Osservatorio astronomico di Bologna (struttura appartenente all'Istituto nazionale di astrofisica), inaugurata il 15 novembre del 1936. Il suo telescopio più ampio è intitolato al celebre astronomo Giovanni Domenico Cassini.

Il telescopio (152 cm di diametro) è il più grande d'Italia dopo quello di Asiago; dispone anche di un secondo telescopio di dimensioni inferiori (60 cm di diametro).

La StoriaModifica

L' idea di costruire una succursale dell'osservatorio bolognese, fuori dal centro urbano, risale all'inizio di questo secolo In quell'epoca cominciavano a manifestarsi gli effetti negativi della sempre più crescente illuminazione della città per le osservazioni e gli studi di osservazioni astronomiche  , che richiedevano invece cieli sempre più bui e ad alto contrasto.  Nel 1930 il Prof. Hom d'Arturo (succeduto a Rajna, nella direzione dell'Osservatorio, fin dal 1921) iniziò le trattative con la casa Zeiss di Jena, per la costruzione di un telescopio riflettore con specchio del diametro utile di 60 cm.  La costruzione dello strumento durò due anni e, nel luglio 1933, questo giunse a Bologna, racchiuso in nove casse del peso complessivo di 60 quintali.  Intanto la scelta del luogo in cui installare lo strumento stava diventando un problema sempre più urgente.  Scarto il Monte Stanco, nel comune di Grizzana, perché difficilmente accessibile, dopo varie ricerche sulle alture appenniniche nella provincia di Bologna, è stato scelto il monte Orzale, dove l'amministrazione Universitaria acquistò due ettari comprendenti la sommità del rilievo, Il  15 novembre 1936, la nuova Stazione venne felicemente inaugurata. Il telescopio da 60 cm è stato un ottimo strumento per il suo tempo in particolare per la qualità delle ottiche e rese possibile un buon lavoro osservativo per più di due decenni.  Il proseguimento e lo sviluppo dell'attività osservativa ottica richiese però nel tempo lo strumento di uno strumento più potente e versatile.  Fu cosi decisa la costruzione di una nuova cupola e in essa fu posto un nuovo telescopio da 150 cm di diametro.  Circa 15 volte più potente del vecchio 60 cm, è in grado di riprendere fotograficamente un campo assai vasto.  Inaugurato nel 1976, fu intitolato all'astronomo di maggior prestigio che operò nel passato a Bologna: Gian Domenico Cassini.  Attualmente la stazione osservativa di Loiano, del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Bologna, è gestita dall'Osservatorio Astronomico di Bologna: entrambi gli Enti hanno la sede principale di Palazzo Poggi, a Bologna in Via Zamboni 33, nella settecentesca torre della  Specola, luogo dell'attività di ricerca, didattica e amministrativa.  A Loiano sono installati i due telescopi ottici che costituiscono la strumentazione osservativa utilizzata da astronomi, tanto di Bologna quanto stranieri, nonché centro di attività divulgativa.

Il 15 Luglio 2015, nelle vicinanze del telescopio storico Zeiss da 60 cm., è stato inaugurato il Planetario, una cupola di 6 metri di diametro in cui viene proiettato, utilizzando la tecnologia digitale, il cielo notturno. Sempre adiacente a questo Telescopio è stato allestito il Calendario Cosmico.

Tra i due telescopi è stato invece riprodotto il Modello del Sistema Solare. Questo modello permette la comprensione delle dimensioni del nostro Sistema Solare e delle distanze alle quali si trovano i diversi pianeti dal Sole, dal momento che sono state utilizzate due scale differenti: una per le distanze e una per le dimensioni.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 dicembre 1987 31 maggio 1990 Giorgio Michelini Partito Comunista Italiano Sindaco [5]
31 maggio 1990 24 aprile 1995 Paolo Gamberini IND Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Romano Nascetti lista civica Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Diana Colazzo centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 2004 25 maggio 2014 Giovanni Maestrami lista civica Sindaco [5]
25 maggio 2014 26 marzo 2019 Patrizia Carpani lista civica: Cittadini in comune Sindaco [5]
26 marzo 2019 26 maggio 2019 Alberto Rocca lista civica: Cittadini in comune Vicesindaco reggente [5]
26 maggio 2019 in carica Fabrizio Morganti lista civica: Loiano Futura Sindaco

SportModifica

Tiro a Segno Nazionale di LoianoModifica

In località Val Sicura è attivo un tiro a segno fondato nel 1889 ed il primo presidente fu Federico Salomoni.  I pronipoti e la sezione U.I.T.S.  di Loiano ne conservano un ritratto e una medaglia d'argento con l'effige e la scritta: Umberto I Re d'Italia - Ministero della Pubblica Istruzione - e l'incisione T.S.N.  di Bologna gara ancile 1892 a beneficio del monumento a Vittorio Emanuele in San Martino della Battaglia.  Del Salomoni si ricorda che fu sindaco di Loiano per tre anni consecutivi e che abbandonò tale incarico dopo -essersi mangiato-tre podeni, la qual cosa, coi tempi che corrono, depone ulteriormente a favore del personaggio.  Sul finire dell'Ottocento il tiro a segno era sport per ricchi e titolati ed era considerato un mezzo di educazione fisica., Dopo la guerra 1915/18 attività ebbe maggior diffusione da parte del fascismo che istituì i corsi premilitari finalizzati prevalentemente  alla educazione fisica alla guerra.

Dopo il 1945 questo sport stentò a riprendere quota, gravato com'era dal sospetto di nostalgie, quantomeno militaresche.  Ovunque però prevalse il convincimento che il tiro a segno, pur affondando le sue radici nella caccia e nelle arti marziali, fosse attività atta ad affinare le doti di prudenza nel maneggio delle armi, di concentrazione, di autocontrollo e quindi in definitiva,  di equilibrio psicofisico.  Sotto la guida del generale Gatta e del segretario Battistoni la rifondata U.IT.S. riprese corpo e vigore.  Il tiro a 200 e 300 metri fu abbandonato a favore dei 25 e 50 metri e quindi le armi sportive si moltiplicarono istituendosi nel contempo gare comunali, provinciali e regionali.  In questa direzione andò anche la sezione di Loiano, rifondata nel 1954 da Italo Brizzi, il quale assieme ad alcuni collaboratori provvide al riordino degli immobili e alla ripresa dell'attività amministrativa e agonistica.  Attualmente nel tiro a segno di Loiano si possono praticare numerose specialità, dalla pistola standard a quella a grosso calibro, fino ai vari tipi di carabine.

La pineta di Loiano, il Downhill ed il Percorso NaturaModifica

DownhillModifica

Dagli anni '10 del Duemila[non chiaro] sono presenti, nella pineta, alcune piste per la pratica della mountainbike (downhill, freeride ed enduro) frequentate soprattutto nei weekend da biker di tutta l'Emilia-Romagna. Il 31 agosto 2014 si è svolta, per la prima volta a Loiano, una tappa del campionato di mountain-bike Enduro Challenge Emilia Romagna organizzata dal gruppo di biker locali Freebike65[6].

Percorso NaturaModifica

Il Percorso Natura consiste in un programma equilibrato di attività motorie, da eseguire a corpo libero e con aiuto di attrezzi ginnici, allo scopo di migliorare lo stato di salute psico-fisica generale dei frequentatori.  Questo percorso si rivolge a tutti: bambini e adulti, anziani, atleti, in quanto permette di adattare il programma alle specifiche condizioni e possibilità di ognuno, sia per quanto riguarda la quantità e l'intensità di esecuzione che la libertà nella scelta dei  giorni e degli orari di frequenza.  A Loiano il Percorso Natura si svolge lungo un sentiero di circa 1000 metri e si sviluppa nel verde della pineta immediatamente sopra il paese.  È suddiviso in sedici tappe distanziate l'una dall'altra.  Si trova quindi in una posizione facilmente raggiungibile e contemporaneamente isolata ed immersa nel fresco e nel verde.  I punti di accesso al Percorso Natura sono molteplici e tutti segnalati.  Avendo però il percorso una successione numerica degli esercizi, si consiglia di affrontarlo partendo da via L. Pozzi, all'estremità nord del paese.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3. URL consultato il 6 novembre 2010 (archiviato il 3 gennaio 2014).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g Copia archiviata, su amministratori.interno.it. URL consultato il 27 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2017).
  6. ^ Freebike65, su freebike65.com (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2014).

Voci correlateModifica

BibliografiaModifica

  • AA.VV. LOIANO Storia, Cultura, Tempo Libero Dedicato a... , Bologna, Arti Grafiche Tamari, 1992, pp.64

(Tutti i cenni storici sono stati tratti ed aggiornati dalla presente pubblicazione)

  • AA.VV. Lojano Ambiente, Storia e Tradizioni, 2014
  • Arturo Palmieri, La Montagna Bolognese del Medio Evo, Zanichelli, 1929
  • Luigi Bortolotti, I comuni della provincia di Bologna nella storia e nell'arte, Tipografia San Francesco, Bologna 1964
  • Maurizio Ascari, Bologna dei viaggiatori, Gruppo Studi Savena Setta Sambro, Bologna
  • Maurizio Ascari, La Futa una strada nella storia, L'inchiostro Blu, Bologna, 1991
  • Rivista del gruppo studio Savena Setta Sambro dal n° 1 al n ° 59, Bologna, 1991-2021
  • Renzo Zagnoni, Gli Ubaldini del Mugello nella montagna oggi bolognese nel Medioevo in "Atti e memorie della Deputazione di storia patria per Province di Romagna" del 2008 e Distribuito in digitale da Alpes Appenninae – www.alpesappenninae.it
  • A. Meschino, I cantieri di rimboschimento e di bonifica del piano Fanfani, in L'Italia forestale e montana, 1948
  • AA.VV., I mulini della valle del Savena, centro storico "La loggia della fornace", 2000

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