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Manlio Scopigno

allenatore di calcio e calciatore italiano
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Manlio Scopigno
Scopigno-solo.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1954 - giocatore
1976 - allenatore
Carriera
Giovanili
19??Rieti
Squadre di club1
1946-1948Rieti56 (0)
1948-1951Salernitana87 (+8, -4)[1]
1951-1953Napoli7 (1)
1953-1954Catanzaro6 (0)
Carriera da allenatore
1953-1955Rieti
1955-1957Todi
1957-1958Rieti
1958-1959Ortona
1959-1961Lanerossi VicenzaVice
1961-1965Lanerossi Vicenza
1965-1966Bologna
1966-1967Cagliari
1967[2] Chicago Mustangs
1968-1972Cagliari
1973Roma
1974-1976Lanerossi Vicenza
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Manlio Scopigno (Paularo, 20 novembre 1925Rieti, 25 settembre 1993[3]) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo terzino.

Soprannominato "il Filosofo",[4] ha vinto lo scudetto con il Cagliari nel 1969-1970.

BiografiaModifica

Cresciuto a Rieti, dove si trasferisce con la famiglia dopo che il padre con origini reatine, di professione guardia forestale, venne inviato lì, rimase sempre legato alla cittadina laziale, dove morì nel 1993. Nel 2005 lo stadio di Rieti è stato intitolato a Manlio Scopigno. Dal 2002 nella città laziale si assegna in suo onore il Premio Manlio Scopigno al miglior allenatore di serie A e di serie B. A Cagliari gli è stata dedicata la tribuna stampa dello stadio Sant'Elia (che fu aperto subito dopo il campionato dello scudetto), e nel 2015 gli è stata intitolata una piazza.

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

Gioca in Serie C con il Rieti nel ruolo di terzino, dimostrando uno stile di gioco diverso da quello deciso e a volte rude dei difensori del tempo. Milita poi in Serie B, nelle file della Salernitana, dove fu protagonista di un singolare evento: nella stagione 1948-1949, alla 38ª giornata, contro il Lecce, in seguito all'infortunio di Aldo De Fazio, fu costretto a giocare come portiere ed incassò 4 gol[5]. La sua carriera si interrompe bruscamente tre anni dopo quando, al passaggio al Napoli, è vittima di un terribile incidente (rottura dei legamenti del ginocchio, infortunio all'epoca senza rimedio) durante la sfida casalinga col Como, per ironia della sorte pochi istanti dopo aver segnato la sua unica rete in Serie A. Il ritorno all'attività è effimero, solo poche presenze nel Catanzaro prima di concludere la propria carriera.

AllenatoreModifica

«Scopigno era arrivato da poco. Eravamo in ritiro per una partita di Coppa Italia e in sette o otto, in barba alle regole, ci eravamo dati appuntamento in una camera per giocare a poker. Fumavamo tutti e giocavamo a carte sui letti. C'era anche qualche bottiglia che non ci doveva essere. Ad un tratto si apre la porta: è Scopigno. Oddio, penso, ora ci ammazza (Silvestri lo avrebbe fatto), se ci va bene ci leva la pelle e ci fa appioppare una multa! Scopigno entrò, nel fumo e nel silenzio di noialtri che aspettavamo la bufera, prese una sedia, si sedette vicino a noi e disse tirando fuori un pacchetto di sigarette "Do fastidio se fumo?" In mezz'ora eravamo tutti a letto ed il giorno dopo vincemmo 3-0.»

(Pierluigi Cera[6])

Iniziò ad allenare nelle serie minori, diventando poi amico dell'allenatore del L.R. Vicenza, Roberto Lerici, conosciuto ad un corso per allenatori. Diventato secondo dell'allenatore biancorosso, nella stagione 1961-62 Lerici è esonerato ma consiglia ai dirigenti di dare la panchina a Scopigno, il quale rimane in Veneto fino al 1965, ottenendo due ottimi piazzamenti, un sesto ed un settimo posto, portando il Lane fra le migliori "provinciali".

Passato al Bologna, vive una stagione in cui viene esonerato per essere poi chiamato al Cagliari nell'estate 1966.

 
Scopigno a Cagliari tra gli anni sessanta e settanta, in allenamento assieme a Gigi Riva.

Dopo la conquista del sesto posto in campionato, nell'estate 1967 Scopigno guidò i sardi che parteciparono al campionato statunitense, organizzato dalla United Soccer Association, in rappresentanza del Chicago Mustangs: accadde infatti che tale campionato fu disputato da formazioni europee e sudamericane per conto delle franchigie ufficialmente iscritte al campionato, che per ragioni di tempo non avevano potuto allestire le proprie squadre. Scopigno ed i suoi chiusero al terzo posto nella Western Division, con 3 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, non qualificandosi per la finale (vinta dai Los Angeles Wolves, rappresentati dai Wolverhampton).[7] Durante un ricevimento presso l'ambasciata italiana a Washington fu sorpreso ad urinare nel cortile, l'episodio portò con sé una scia di polemiche che avrebbero causato l'allontanamento dalla guida dei rossoblu per la stagione successiva.[8]

Scopigno passa quindi la stagione 1967-1968 ufficialmente da disoccupato. In realtà il tecnico carnico è regolarmente stipendiato dall'Inter affinché sia disponibile alla sostituzione del bizzoso Helenio Herrera, ormai al termine della sua avventura sulla panchina nerazzurra. All'inizio della stagione 1968-1969 torna alla guida del Cagliari.

Nel giro di pochi anni guida la squadra sarda ai vertici del calcio italiano con il secondo posto nel 1969 e soprattutto con lo storico scudetto del 1970, il capolavoro della sua carriera, anche se non può sedersi in panchina per buona parte del girone di ritorno a causa di una squalifica di cinque mesi per offese ad un guardalinee.

Dopo la conquista del titolo di Campione d'Italia resta altri due anni in Sardegna, quindi dopo un anno sabbatico viene ingaggiato dalla Roma per la stagione 1973-1974, ma abbandona la panchina dopo solo sei giornate, forse dopo aver verificato di non poter reggere la pressione di una piazza molto più esigente di Cagliari.

La stagione successiva accetta, a campionato in corso, di subentare a Héctor Puricelli sulla panchina del L.R. Vicenza coinvolto nella lotta per non retrocedere. Il campionato si conclude con la retrocessione della squadra veneta. Scopigno resta alla guida dei biancorossi anche la stagione successiva in Serie B. Complice una malattia che lo costringe a letto per mesi, Scopigno lascia la panchina con i berici in zona retrocessione (a fine stagione i veneti otterranno la salvezza). Da allora non viene più ingaggiato come allenatore.

RiconoscimentiModifica

Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of Fame.[9]

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Nella stagione 1948-1949, alla 38ª giornata, contro il Lecce, in seguito all'infortunio di Aldo De Fazio, fu costretto a giocare come portiere ed incassò 4 gol, fonte: Vitale, pag. 127
  2. ^ Il Cagliari fu interamente ingaggiato per disputare il campionato USA 1967 nelle veci dei Chicago Mustangs.
  3. ^ La Provincia, 28 settembre 1993, pagina 46
  4. ^ Giulio Angioni, Una scuola antropologica sarda?, in AA. VV., La Sardegna contemporanea, cit. qui in Bibliografia, p. 649
  5. ^ Vitale, pag. 127.
  6. ^ Manlio Scopigno: frasi famose, su memorialscopigno.it. URL consultato il 20 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2009).
  7. ^ The Year in American Soccer - 1967, su Homepages.sover.net. URL consultato il 12 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2019).
  8. ^ Con Scopigno negli States 47 anni fa, su Lanuovasardegna.gelocal.it. URL consultato il 12 giugno 2014.
  9. ^ Hall of fame Cagliari Calcio (PDF), cagliaricalcio.net. URL consultato il 12 ottobre 2017.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Bagnati, Chiedetelo al pallone, Antipodes, Palermo 2012
  • Giovanni Vitale, Salernitana storia di gol sorrisi e affanni, International Printing Editore, 2010, ISBN 978-88-7868-094-4.
  • Giulio Angioni, Una scuola antropologica sarda?, in Luciano Marrocu, Francesco Bachis, Valeria Deplano (a cura di), La Sardegna contemporanea: idee, luoghi, processi culturali, Roma, Donzelli 2015, 640-662

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