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Cagliari Calcio

squadra di calcio di Cagliari
Cagliari Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Cagliari calcio.svg
Casteddu, Rossoblù
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Trasferta
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Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px bisection HEX-DB150C HEX-002357 White square with four Black spots.svg Rosso e blu
Simboli Quattro mori
Inno Cagliari nel nostro cuore
Sikitikis
Dati societari
Città Cagliari
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie A
Fondazione 1920
Rifondazione1935
Proprietario Italia Fluorsid Group S.r.l.
Presidente Italia Tommaso Giulini
Allenatore Italia Rolando Maran
Stadio Sardegna Arena
(16 416 posti)
Sito web www.cagliaricalcio.com
Palmarès
Scudetto Coppa Italia Lega Pro Coppa Ali della Vittoria
Scudetti 1
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
1 Campionato di Serie C
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Cagliari Calcio è una società calcistica italiana con sede nella città di Cagliari, in Sardegna. Fu fondato nel 1920 ed è la più importante squadra dell'isola, l'unica ad aver militato in Serie A, di cui tuttora fa parte.

Ha vinto, prima squadra del Mezzogiorno, il campionato italiano di Serie A nel 1969-1970[1] dopo aver raggiunto la seconda posizione nel 1968-1969.[2] Ha vinto il campionato italiano di Serie B nel 2015-2016 e il campionato italiano di Serie C nel 1951-1952 .[3] Ha raggiunto il 2º posto nelle finali con "torneo all'italiana" della Coppa Italia 1968-1969,[4] e ha vinto la Coppa Italia Serie C nel 1988-1989.[5] In campo europeo ha raggiunto gli ottavi di finale di Coppa Campioni nel 1970-1971[1] ed è stato semifinalista della Coppa UEFA 1993-1994.[1]

Il Cagliari è al 18º posto su 65 squadre nella classifica della tradizione sportiva dei club che hanno giocato in A, e al 14º posto nella classifica perpetua,[6] e risulta la 9ª squadra d'Italia per numero di tifosi.[7] Il giocatore simbolo del club, Gigi Riva, è il miglior marcatore della nazionale italiana con 35 reti in 42 partite,[8] ed è stato per tre volte capocannoniere della Serie A.[9] La formazione sarda è inoltre, insieme a Genoa, Bologna, Napoli e Verona, tra le sole squadre italiane ad aver vinto i campionati nazionali di prima, seconda e terza serie.[10]

Indice

StoriaModifica

Origini (1902 - 1939)Modifica

 
Una delle prime formazioni del Cagliari nel 1920.

La prima partita riportata dalle cronache viene disputata nel 1902 tra un gruppo di studenti cagliaritani e una squadra di marinai genovesi, andata in scena a Piazza d'Armi e vinta dai liguri perché più forti e più abili.[1] Quasi otto anni dopo una compagine isolana, la Società Ginnastica Amsicora, si reca a Torino per giocare un torneo contro le più esperte squadre del continente, riuscendo a rimediare solo pesanti sconfitte, tuttavia quella esperienza getta le basi per la creazione di un club calcistico cagliaritano. Il 30 maggio 1920 il chirurgo Gaetano Fichera fonda il "Cagliari Football Club": la prima gara della storia del sodalizio cagliaritano è datata 8 settembre del 1920, quando sul campo dello stadio Stallaggio Meloni i cagliaritani affrontano e sconfiggono la Torres. Il neonato club successivamente prende parte al "Torneo Sardo" disputato contro la Torres, l'Ilva Maddalena e l'Eleonora d'Arborea. Il Cagliari, sotto la guida dell'allenatore-giocatore Giorgio Mereu, si impone vittoriosamente sulle altre compagini. Mereu, di professione avvocato, diventa successivamente il nuovo presidente del Cagliari succedendo a Fichera. Nel 1926 il Cagliari indossa per la prima volta la divisa con i colori rosso e blu.[1] Nella seconda metà degli anni 1920, dopo una lunga crisi finanziaria, la società viene riorganizzata dall'allora podestà della città Vittorio Tredici e dall'avvocato Carlo Costa Marras: viene deciso di utilizzare calciatori non isolani (militari e non), provenienti dal resto d'Italia. Nel 1928 la guida della squadra viene affidata all'allenatore ungherese Róbert Winkler, il quale si disimpegna anche come portiere o centrocampista.[1]

 
La formazione rossoblù nel campionato 1930-1931

Il primo torneo ufficiale a cui il Cagliari si iscrive è la Divisione Meridionale, nel girone laziale-umbro. La squadra raggiunge le finali, ma perde contro Lecce, Palermo e Foggia.[1] Dopo il 5º posto del 1930, arriva Ernest Erbstein, altro allenatore ungherese ma di stanza nella penisola già da diversi anni, e con lui in panchina il Cagliari vince il girone F di Prima Divisione e può così accedere per la prima volta al campionato di Serie B.[1]

A causa, però, della mancanza di risorse finanziarie, la società è obbligata a cedere i suoi pezzi migliori, tra cui proprio Erbstein. L'anno successivo è eletto presidente Aldo Pacca, ma la società fallisce: nel 1935, nonostante il nono posto ottenuto sul campo, il Cagliari si scioglie a causa di molti debiti. Dalle sue ceneri nasce l'"Unione Sportiva Cagliari", che raccoglie l'eredità sportiva della vecchia società, ripartendo dal campionato sardo di Seconda Divisione.[1] Nel 1937 il club si iscrive al campionato di Serie C, sfiorando per poco la retrocessione. Nel 1938, l'allora presidente Mario Benditelli richiama alla guida della squadra Winkler, portando i rossoblù al quinto posto. Nel 1939, dopo il secondo addio di Winkler, la squadra si piazza al sesto posto grazie al centrocampista Mariolino Congiu, che svolge il ruolo di giocatore-allenatore, prima che la seconda guerra mondiale fermi i campionati di calcio. L'attività prosegue con tornei a carattere regionale, nel frattempo Banditelli abbandona la società.[1]

Il dopoguerra e la prima promozione in A (1945 - 1963)Modifica

I rossoblù ripresero a giocare nel 1945 in Prima Divisione regionale, e 1947 partecipano alla Serie B, terminando il campionato all'ultimo posto. La squadra si iscrive alla Serie C e viene acquistata da Domenico Loi, che avvia un progetto di rinascita. Nella stagione 1951-1952, grazie ai gol di Livio Gennari, Roberto Serone e Erminio Bercarich, il Cagliari vince il Campionato di Serie C e riesce a ottenere la promozione in Serie B; in quello stesso anno i sardi abbandonano il vecchio campo di via Pola, ritenuto inadeguato, e si trasfericono nel nuovo stadio Amsicora.[1]

Nel primo anno in Serie B la squadra si qualifica sesta, non rendendo pienamente giustizia alle proprie possibilità. L'anno successivo i rossoblù, finendo secondi in campionato, disputano gli spareggi per la promozione in A perdendo per 2-0 contro la Pro Patria. La metà degli anni 1950 sono caratterizzati da una girandola di presidenti e allenatori, tra questi spicca Silvio Piola. In quel periodo il Cagliari si piazza spesso a ridosso della zona promozione. Nel 1960 il Cagliari retrocede in Serie C,[1] l'anno successivo la squadra sotto la guida dell'allenatore Rigotti sfiora con il secondo posto la riconquista della Serie B, che arriva nella stagione successiva, che, grazie all'arrivo in panchina di Arturo Silvestri, si classifica primo davanti all'Anconitana.

 
Il Cagliari della prima promozione in Serie A nella stagione 1963-1964.

Nella prima stagione di nuovo tra i cadetti , i sardi terminano il campionato all'undicesimo posto. L'anno successivo la società sarda aggiunge alcuni importanti tasselli, tra i quali il futuro campione Gigi Riva.[1] Grazie a una squadra rafforzata, il Cagliari riesce a conquistare per la prima volta la promozione in Serie A, classificandosi secondo, dietro il Varese.[1]

La Serie A e la conquista dello scudetto (1964 - 1976)Modifica

Nel 1964-1965 il Cagliari disputa il suo primo campionato di Serie A rimontando nel girone di ritorno e arrivando alla fine sesto in classifica con 34 punti.[1] Nel 1965-1966, l'ultima dell'allenatore Silvestri, il Cagliari arriva undicesimo mentre nel campionato seguente i rossoblù, sotto la guida di Manlio Scopigno, finiscono sesti a quota 40 punti. I costi della Serie A diventano sempre più insostenibili per la squadra e così, necessitato a dover far quadrare i bilanci, il presidente Enrico Rocca, mette in vendita Riva, tuttavia la contrarietà della tifoseria porta Rocca a trasformare il Cagliari in una S.p.a.[1]

Le imprese Sir di Porto Torres, Cartiera di Arbatax, Tessili Beretta di Villacidro, Petrolchimica Macchiareddu di Assemini e Saras di Moratti si impegnano a versare un contributo annuale per la gestione economica della società.[11] Nel 1967-1968, con Ettore Puricelli la squadra si piazza nona, ma è con il ritorno di Scopigno che il Cagliari nella stagione 1968-1969 lotta per lo Scudetto insieme a Fiorentina e Milan[11] piazzandosi al secondo posto proprio dietro la squadra viola guidata da Bruno Pesaola. Il Cagliari in quello stesso anno arrivò fino in fondo anche in Coppa Italia, sfiorandone la vittoria, piazzandosi seconda alle spalle della Roma vincitrice del torneo.

 
Il Cagliari campione d'Italia nella stagione 1969-1970.

Nella stagione 1969-1970 il Cagliari, sotto la guida di Scopigno, vince il suo primo e tuttora unico titolo nazionale. I sardi balzano al primo posto nella sesta giornata di campionato grazie alla vittoria sui campioni d'Italia a Firenze per 1-0, rimanendo in testa fino alla fine del torneo benché incalzati dalla Juventus. Il 12 aprile 1970, mentre la Juventus è sconfitta in casa della Lazio, il Cagliari batte il Bari per 2-0 all'Amsicora, acquisendo la certezza matematica del tricolore con due giornate di anticipo. Mentre in Coppa Italia non riuscì l'impresa ai neo campioni d'Italia, che si posizionarono terzi alle spalle del Bologna vincitrice del torneo e del Torino secondo. Nella Coppa delle Fiere, il cammino del Cagliari è meno fortunato, infatti i rossoblù vengono eliminati nei sedicesimi di finale dai tedesco-orientali del Carl Zeiss Jena.

 
Gigi Riva

Il campionato 1970-1971 inizia nello stesso modo del precedente. Il Cagliari grazie alle vittorie all'Olimpico sulla Lazio per 4-2 e a San Siro sull'Inter per 3-1 dopo quattro giornate è già in testa alla classifica, ma l'infortunio riportato da Riva durante Austria-Italia 1-2 del 31 ottobre 1970 condiziona negativamente la stagione dei campioni d'Italia. I rossoblù terminano il torneo al 7º posto e anche l'avventura in Coppa dei Campioni è compromessa dall'assenza di "rombo di tuono": il club sardo viene eliminato agli ottavi di finale dall'Atletico Madrid perdendo 3-0 la gara di ritorno al Vicente Calderón, dopo la vittoria per 2-1 dell'andata, con Riva ancora in campo e a segno, insieme con Gori.[12]

 
Robert Herbin e uno scudettato Pierluigi Cera prima della sfida tra Cagliari e Saint-Étienne (3-0) del 19 settembre 1970, storico esordio dei rossoblù in Coppa dei Campioni.

Nel 1971-1972 il Cagliari, trascinato dalle 21 reti di Riva, chiude il campionato al quarto posto, a quattro lunghezze dalla Juventus campione d'Italia; il piazzamento consente l'accesso alla Coppa UEFA 1972-1973, dalla quale i rossoblù vengono eliminati al primo turno dall'Olympiakos.[1] A fine stagione Scopigno non è confermato e al suo posto viene chiamato Edmondo Fabbri, ex commissario tecnico della Nazionale ai mondiali di Inghilterra del 1966 dove Riva era stato portato da "turista".[13] La squadra non riesce più a ripetere le prestazioni degli anni precedenti, rimanendo lontana dalla zona scudetto, e terminando il campionato all'ottavo posto. Negli anni successivi, sulla panchina del Cagliari si alternano con esiti non sempre positivi molti allenatori, fra i quali Beppe Chiappella, Luigi Radice e Luis Suárez. L'irreversibile decadenza dei sardi culmina con la retrocessione in Serie B nel campionato 1975-1976,[1] nel corso del quale si aggiunge a metà stagione un grave infortunio a Riva, il che si traduce nel suo definitivo ritiro dal calcio giocato.

Declino e rinascita (1976 - 2000)Modifica

Nel 1976-1977, sotto la guida di Toneatto, il Cagliari si piazza al secondo posto dietro il Vicenza di Paolo Rossi a pari merito con Atalanta e Pescara ma perde gli spareggi promozione disputati a Genova (Atalanta-Cagliari 2-1) e Terni (Pescara-Cagliari 0-0). Fu decisivo per le sorti dei quattromori un episodio che accadde durante un Cagliari-Lecce del marzo 1977 allorquando il calciatore salentino Cannito venne colpito al volto da un'arancia lanciata dagli spalti, la conseguente sconfitta a tavolino dei sardi[14] impedì di fatto di raggiungere la promozione diretta in A, infatti la partita poi si concluse con un 1-0 per il Cagliari e quei due punti "sottratti" risultarono decisivi, costringendo la compagine del presidente Mariano Delogu agli spareggi. In quel Cagliari si mise in luce un giovane Pietro Paolo Virdis, appena diciannovenne che mise a segno ben 18 reti. I sardi, guidati in panchina da Mario Tiddia, tornano nel massimo campionato due anni dopo nel 1979, insieme a Udinese e Pescara.

 
Formazione del Cagliari della stagione 1980-81

Il Cagliari resta altri quattro anni in A giocando un calcio piacevole e sbarazzino con un attacco formato dal trio Virdis, Piras e Selvaggi, sempre con Tiddia in panchina, ottenendo un nono posto nel 1979-1980 e un sesto posto nel 1980-1981 e due tornei coincidenti con la gestione societaria di Alvaro Amarugi, culminati con la sfortunata retrocessione del 1983 dove totalizzò ben 26 punti e si vide superare dall'Ascoli nello scontro diretto dell'ultima giornata, fu la prima volta che nei campionati a 16 squadre non furono sufficienti 26 punti per evitare la Serie B.

Dopo un'anonima stagione fra i cadetti, nel 1984 la società è rilevata dall'ambizioso imprenditore edile Fausto Moi, ma i risultati sportivi sono comunque deludenti: nel 1984-1985 la compagine, dopo un inizio disastroso, retrocede in Serie C1 (ancora all'ultima giornata, stavolta nella gara spareggio al Sant'Elia, pareggiata per 0-0 col Catania), venendo tuttavia ripescata in luogo del Padova (declassato d'ufficio per illecito sportivo); nel 1985-1986 il parco giocatori è profondamente rinnovato allo scopo di tentare il ritorno in Serie A, tuttavia la stagione è ancora deludente, con la squadra che riesce a salvarsi solo all'ultima giornata; nel 1986-1987, infine, dopo essere riuscita a iscriversi in extremis, la società viene penalizzata di 5 punti per il suo coinvolgimento nel Totonero-bis, un pesante handicap che i sardi non riescono a colmare, finendo col retrocedere in C1.[1] Clamorosamente in quell'anno, mentre in campionato le cose andavano male, la squadra riuscì a raggiungere le semifinali di Coppa Italia, venendo sconfitta dal Napoli di Maradona.

Il club sardo, appena acquistato dai fratelli Orrù (commercianti di materiale edile), trascorse in Serie C1 due stagioni, la prima delle quali lo vede, ricostruito precipitosamente per via del rischio incombente di fallimento, evitare per un punto la retrocessione in Serie C2 sotto la conduzione del rientrante Mario Tiddia (subentrato a campionato in corso a Enzo Robotti).

 
Claudio Ranieri, dalla C1 alla Serie A con il club sardo.

Nel 1988-1989, con l'arrivo del tecnico Claudio Ranieri e del general manager Carmine Longo, la squadra viene ringiovanita, riuscendo a conquistare il ritorno nella serie cadetta vincendo il proprio girone e classificandosi prima con 45 punti; in quello stesso anno i sardi completano la stagione in bellezza vincendo la Coppa Italia di Serie C, battendo nella doppia finale la SPAL 3-0 all'andata e 2-1 al ritorno.

 
Il Cagliari della stagione 1988-89, vincitrice della Coppa Italia di Serie C.

Nel campionato 1989-1990 il Cagliari, ancora imperniato su svariati giovani emergenti, con 47 punti riesce a ripetersi, ottenendo la doppia promozione e approdando di nuovo in Serie A[1] dalla quale era assente da 7 anni (massimo periodo di assenza dei rossoblù dalla Serie A dal loro primo approdo nel 1964).

Al ritorno nella massima serie seguono due campionati conclusi con altrettante salvezze, potendo contare tra le sue file su calciatori di talento come l'uruguaiano Enzo Francescoli (appena qualche anno prima considerato il miglior giocatore sudamericano dell'anno[15]) e il sardo Gianfranco Matteoli, oltreché di un giovane e promettente attaccante uruguaiano, Daniel Fonseca.

 
Luís Oliveira

Nel 1992-1993 il Cagliari, acquistato da Massimo Cellino e allenato da Carlo Mazzone e con Luis Oliveira in attacco si piazza sesto in campionato con 37 punti e riesce a qualificarsi alla Coppa UEFA,[16] l'anno successivo i sardi arrivano fino alla semifinale della competizione europea affrontando l'Inter, con la quale i rossoblù vincono in casa per 3-2 e perdono nella gara di ritorno a Milano per 3-0, venendo eliminati. In campionato i sardi si piazzano dodicesimi, precedendo di un punto in classifica proprio l'Inter. [1][17]

 
Il Cagliari della stagione 1993-94, semifinalista di Coppa UEFA.

Nel 1994-1995 i rossoblù, sotto la guida di Óscar Tabárez, giungono noni, sfiorando per tre punti una nuova qualificazione alle coppe europee. Nel 1996-1997 il Cagliari retrocede di nuovo in B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza (1-3). L'anno successivo, i sardi con Gian Piero Ventura allenatore ritornano immediatamente in Serie A ottenendo nel 1998-1999 una tranquilla salvezza esprimendo un calcio piacevole e divertente, l'anno successivo al termine del campionato 1999-2000 la squadra retrocede ancora una volta in Serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.[1]

Terzo millennio (2000 - oggi)Modifica

Il Cagliari trascorre le successive tre stagioni nel campionato cadetto, senza riuscire a ottenere la promozione nella massima serie. Solo al quarto anno, nel 2003-2004, sotto la guida tecnica di Edoardo Reja, con Gianfranco Zola in campo e con in squadra giocatori del calibro di David Suazo, Mauro Esposito, l'esuberante Antonio Langella e con il ritorno del sardo Gianluca Festa, i rossoblù vengono promossi in Serie A, disputando un campionato con 24 squadre, il più lungo della storia della Serie B, e arrivando secondi in classifica, a pari punti con il Palermo che si classificherà primo per miglior differenza reti. Nella stagione successiva il Cagliari, con in panchina il debuttante Daniele Arrigoni e trascinata dal fantasista di Oliena, gioca un campionato dai due volti, fortissimo in casa e fragile in trasferta, rimanendo a lunghi tratti nella parte alta della classifica salvo poi crollare alla fine; la squadra rossoblù chiuderà al 12º posto e raggiungerà per la terza volta nella sua storia la semifinale di Coppa Italia. Nelle stagioni successive la società sarda riesce a mantenersi nella prima divisione nazionale raggiungendo salvezze tranquille, a parte qualche eccezione come nella stagione 2008-2009 con in panchina Massimiliano Allegri e in rosa giocatori come Daniele Conti, Andrea Cossu e Jeda, la squadra sfiora la qualificazione in Europa League classificandosi al nono posto.

 
Il fantasista cagliaritano Andrea Cossu

Il 10 giugno 2014, dopo ventidue anni di presidenza, Cellino cede la totalità delle azioni del club alla Fluorsid Group dell'imprenditore milanese Tommaso Giulini, il quale diventa il nuovo proprietario della squadra.[18] Il presidente Giulini affida la panchina del Cagliari all'allenatore boemo Zdeněk Zeman, nella speranza di vedere un calcio offensivo e divertente; la rosa viene stravolta e ringiovanita in base alle scelte del neo allenatore. Purtroppo la stagione si rivela fallimentare, il tecnico boemo viene esonerato a metà campionato e al suo posto viene chiamato Zola, per poi essere richiamato dopo solo sei giornate. Il 17 maggio 2015, dopo la sconfitta casalinga 0-1 contro il Palermo, il Cagliari retrocede matematicamente in Serie B dopo aver disputato undici campionati consecutivi in Serie A. Al termine della stagione lasceranno i colori rossoblù il capitano Daniele Conti che lascerà il calcio giocato e il fantasista cagliaritano Andrea Cossu che passa all'Olbia.

L'obiettivo della stagione 2015-2016 è la pronta risalita in Serie A, la fascia da capitano viene ereditata da Daniele Dessena; il Cagliari, sotto la guida dell'allenatore Massimo Rastelli, vince il suo primo campionato di Serie B ritornando dopo solo un anno di assenza in massima categoria. A partire dalla nuova militanza in Serie A, nell'estate 2016 la rosa si arricchisce di nuovi nomi, tra i quali figurano il campione d'Europa Bruno Alves, Marco Borriello e Artur Ioniță. Dopo un buon girone di andata, con ottime prestazioni soprattutto in casa, nonostante un calo nella tornata conclusiva i sardi ottengono anticipatamente e senza patemi la matematica salvezza piazzandosi all'undicesimo posto finale.

La società per la stagione 2017-2018 si prefigge di migliorare il piazzamento della passata stagione ma con grande sorpresa negli ultimi giorni di calcio mercato si assiste all'addio al Cagliari di Marco Borriello, rimpiazzato subito dall'attaccante Pavoletti, prelevato dal Napoli e rientra in squadra Andrea Cossu dopo un esperienza di due anni all'Olbia. L'inizio della stagione non è dei migliori; già all'ottava giornata, dopo una serie di uscite negative, l'allenatore Massimo Rastelli viene esonerato e al suo posto subentra l'uruguaiano Diego Luis López. Le prestazioni però non cambiano; la squadra viene eliminata dalla Coppa Italia dal Pordenone, mentre in campionato i risultati sono altalenanti. Il Cagliari riesce a ottenere la salvezza solo all'ultima giornata, grazie alla vittoria contro l'Atalanta e, nella precedente partita, contro la Fiorentina.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Cagliari Calcio
  • 1920 - Fondazione del Cagliari Football Club da parte del professor Fichera.
  • 1920-21 - Inizio dell'attività calcistica con la partecipazione a vari Tornei sardi.
  • 1921-22 - 2º nel torneo del Cagliari FbC.
Partecipa al "Torneo Sardegna Regionale".
  • 1922-23 - Partecipa al primo campionato sardo di Terza Divisione e a fine stagione viene ammesso alla prima edizione della Prima Divisione.
  • 1923-24 - Partecipa al "Torneo Sardegna", ma la competizione viene sospesa per motivi di ordine pubblico.
  • 1924 - Dalla fusione fra il "Cagliari F.C." e l'"Unione Sportiva Italia" nasce il Club Sportivo Cagliari, che continua la partecipazione ai campionati sardi di Terza Divisione.
  • 1924-25 - Partecipa al campionato sardo.
Partecipa al "Torneo Sardegna".
  • 1925-26 - 1º nel campionato sardo.
Partecipa al "Torneo Sardegna".

  • 1930-31 - 1º nel girone finale Sud della Prima Divisione. Promosso in Serie B.
  • 1931-32 - 13º in Serie B.
  • 1932-33 - 14º in Serie B.
  • 1933-34 - 12º nel girone A della Serie B. Riammesso a completamento degli organici.
  • 1934-35 - 9º nel girone A della Serie B. Retrocesso e finanziariamente fallito.
  • 1935 - Il sodalizio del Club Sportivo Cagliari viene sciolto per dissesto finanziario e poi viene rifondato sotto una nuova società che ne raccoglie l'eredità sportiva, assumendo la denominazione di Unione Sportiva Cagliari ripartendo da zero nei campionati regionali.
  • 1935-36 - 1º nella Seconda Divisione Sarda. Promosso in Prima Divisione.
  • 1936-37 - 1º nella Prima Divisione Sarda. Promosso in Serie C.
  • 1937-38 - 13º nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1940-41 - A causa dello scoppio della guerra e delle conseguenti difficoltà nelle trasferte sul continente, la società abbandona la Serie C e partecipa alla Prima Divisione Sarda, separata dagli altri tornei italiani per cause belliche, arrivando 4º.[19]
  • 1941-42 - 6º nella Prima Divisione Sarda.
  • 1942-43 - 5º nella Prima Divisione Sarda.
  • 1943-44 - Attività sospesa per cause belliche per l'invasione angloamericana della Sardegna.
  • 1944-45 - 1º nel girone A del campionato misto sardo. Riammesso in Prima Divisione.
  • 1945-46 - 1º nella Prima Divisione Sarda.
  • 1946-47 - 3º nella Prima Divisione Sarda. A fine campionato, la FIGC riammette d'ufficio la società in Serie B.
  • 1947-48 - 18º nel girone A della Serie B. Retrocesso in Serie C.
  • 1948-49 - 15º nel girone C della Serie C.
  • 1949-50 - 6º nel girone C della Serie C.

Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale della Coppa Mitropa.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.
2° in Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Mitropa.
3º in Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.

Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
  • 1971 - La società cambia denominazione in Cagliari Calcio.
  • 1971-72 - 4º in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  Vince la Coppa Italia di Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1996-97 - 15º in Serie A. Retrocesso in Serie B dopo la sconfitta nello spareggio a Napoli contro il Piacenza.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Semifinale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
in Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

A sinistra: articolo de L'Unione sarda del 9 gennaio 1921; nella cronaca della gara contro l'Ilva si legge «Zorzan [...] segna in favore dei rosso-bleu il primo goal», a testimonianza di come già dalla fondazione i colori sociali del Cagliari fossero il rosso e il blu.
A destra: la divisa nerazzurra fugacemente usata dal club tra il 1925 e il 1928.

I colori sociali del Cagliari sono sin dalla fondazione il rosso e il blu,[20] i colori della città, riportati anche nel gonfalone e nella bandiera comunale[1], mentre i colori della maglia da gioco videro una storia più trevagliata. Il primo completo indossato dai sardi era di colore bianco. Il fondatore Gaetano Fichera, infatti, essendo un medico chirurgo riadattò dei camici bianchi, che vennero utilizzati come maglia da gioco[1][21][22]. Tali divise furono utilizzate per disputare la prima sfida nella storia del Cagliari, contro la Torres.[23]

Dai quotidiani regionali dell'epoca si apprende che per i primi cinque anni di vita si utilizzarono maglie rossoblù sotto varie forme (partita, palata con strisce ciclicamente di diverse larghezze, o rossa con bordini blu) alternate ad altre maglie bianche[20][24].

Il 25 gennaio 1925, in una partita contro una selezione della 46º Fanteria, comparve per la prima volta una maglia a strisce nere e azzurre, con la quale poi il Cagliari FBC disputerà il campionato regionale sardo. Tale colorazione venne adottata fino al 1928. Nella primavera di quell'anno tornò il rossoblù, che rimase poi in pianta stabile dal Campionato Meridionale 1928-1929.[25].

 
La tradizionale maglia casalinga del Cagliari, comunemente detta «a quarti»[22] rossoblù.

Dagli anni 1930 in poi il completo di casa del Cagliari è quindi tradizionalmente rossoblù, con una maglia comunemente definita «a quarti»[22] — seppur impropriamente, essendo in realtà una divisa «partita»[26] —, ovvero rossa a destra e blu a sinistra, e generalmente con maniche a contrasto; sul dorso i colori sono invertiti. Sul lato sinistro, in corrispondenza del cuore, è inoltre presente lo stemma della squadra che per lungo tempo è rappresentato semplicemente da uno scudo bianco con i quattro mori, simbolo della Sardegna. Con l'ammodernamento dell'abbigliamento tecnico e con il variare degli sponsor tecnici, la maglia cagliaritana ha subito dagli anni 1980 delle leggere variazioni che comunque non hanno stravolto la sua struttura classica, come la divisa realizzata dalla Ennerre per il campionato1985-1986, che presentava le maniche completamente bianche e una grande "C" nel petto sotto lo sponsor principale (utilizzata però solo nel girone di andata).[27] Negli anni 2000 gli sponsor tecnici che si sono succeduti realizzano divise che si discostano dalla tradizione per la presenza nella maglia di vari inserti bianchi o dorati. Negli ultimi anni la Kappa ha realizzato divise più classiche e tradizionali interamente rossoblù.[28]

I pantaloncini sono generalmente blu con inserti rossi e bianchi (raramente bianchi per non generare confusione con squadre avversarie). I calzettoni sono blu con risvolto rosso (solo nel biennio 1996/1998 a strisce orizzontali rossi e blu).[28]

La maglia del secondo completo del Cagliari è bianca con i risvolti rossi e blu. Anche questa maglia risente molto nel tempo degli sponsor tecnici, specialmente nel corso degli ultimi anni, con vari inserti sempre di colore rossoblù. Tuttavia, proprio una storica divisa di cortesia cagliaritana divenne, a suo tempo, più famosa di quella casalinga. La più celebre casacca nella storia del club è infatti, sicuramente, quella sfoggiata per la prima volta sul finire degli anni 1960: bianca, con un profondo scollo rossoblù chiuso da laccetti; al tempo, questa uniforme risultò più utilizzata del primo completo, fu la maglia per antonomasia di Gigi Riva, quella che portò in Sardegna lo storico scudetto del 1969-1970 –,[29] e per tutto il corso degli anni 1970 rimane sempre tale.[22] Nei primi anni 1980 la seconda divisa rimane bianca, con degli inserti rossoblù nelle spalle e nelle maniche, presentando la peculiarità di avere lo stemma con i quattro mori nella spalla sinistra.

Precedentemente, negli anni 1950,vennero utilizzate divise con fascia orizzontale rossoblù;[22] in particolare, la maglia della stagione 1959-1960 reca al centro della banda il simbolo dei quattro mori. Pantaloncini e calzettoni sono sempre a bordi rossoblù oppure completamente bianchi.

 
Il Cagliari dell'annata 1982-83; lo stemma dei quattro mori è sulla manica sinistra invece che, come da tradizione, sopra al cuore.

Negli anni 1960, periodo della prima promozione in Serie A, e nel biennio 2000/2002, la seconda maglia del Cagliari è bianca con sbarra rossoblù, soluzione ripresa dallo sponsor tecnico Kappa nella stagione 2013-2014.[30]

Nella stagione 2015-2016 per la prima volta la maglia bianca non ha le maniche bianche. I colori rossoblù infatti non si limitano ai risvolti ma occupano l'intero braccio, rossa la destra, blu la sinistra.[31]

 
L'insolita divisa della stagione 1985-1986, con maniche bianche e una grande "C" sul petto.

Il terzo completo del Cagliari, da quando questo viene introdotto, subisce numerose variazioni a seconda dello sponsor tecnico. In questo senso, il primo a uscire dai canoni del rosso e blu si ritrova nel periodo della gestione di Claudio Ranieri, a cavallo tra il 1988 e il 1990, con una maglia rossa contraddistinta da una banda orizzontale bianca e blu. La divisa rossa (biennio 2003/2005 e dal 2008 a oggi) – ritenuta anch'essa, come la bianca dell'epoca di Riva, molto fortunata[22] – è la più utilizzata dalla società sarda dopo l'introduzione in pianta stabile di una terza uniforme negli anni 1990; a questa segue il completo azzurro (biennio 1996/1998 e stagione 2002-2003), il completo arancione (1998/2000), il giallo (2000/2002), la maglia grigia con pantaloncini rossi e calzettoni grigi (2005/2006), la maglia acquamarina con pantaloncini e calzettoni rossi (2006-2007), e il completo oro (2007-2008).[32][33]

Nel 2011-2012 con l'arrivo della Kappa, oltre il consueto completo rosso, la squadra avrà a disposizione anche un quarto completo di colore blu. Nella stagione 2015-2016 ritorna dopo 15 anni la maglia di colore arancione, che verrà comunque utilizzata anche dai portieri.[31]

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bandiera dei quattro mori.

Lo stemma coi quattro mori è il simbolo del Cagliari sin dalle origini nonché simbolo della Sardegna perlomeno dai tempi del dominio aragonese e, dal 1952, è anche la bandiera ufficiale della regione Autonoma della Sardegna. Dalla fondazione della società nel 1920 fino al campionato 1992-1993, con poche interruzioni all'inizio di questo arco di tempo ma poi con costanza dagli anni 1950 in poi, nelle maglie da gioco figurava solamente lo scudetto con i quattro mori pur esistendo già degli stemmi ufficiali della società, rarità per il calcio italiano. Tuttavia, nel 2012, i quattro mori hanno fatto ritorno parzialmente nelle divise: dapprima nel secondo completo , in una versione stilizzata e con le teste rivolte a sinistra, appena sotto il main sponsor[1], e in seguito , nelle due stagioni successive, vengono reintrodotti nella seconda maglia bianca, al posto dello stemma societario.

Evoluzione dello stemma
 
Lo stemma dell'Unione Sportiva Cagliari utilizzato fino al 1971.
 
Stemma utilizzato negli anni 1970 e 1980.
 
Stemma dopo il restyling voluto da Massimo Cellino e utilizzato dal 1993 al 1996.
 
Lo stemma in uso sulle maglie dal 2009 al 2010.
 
Lo stemma usato dalla stagione 2010-2011 a quella 2014-2015.
 
Lo stemma in uso dalla stagione 2015-2016.

All'epoca dell'Unione Sportiva Cagliari (dalla metà degli anni 1930 fino agli anni dello Scudetto), lo stemma ufficiale era uno scudo sannitico partito rossoblù con una bandiera dei quattro mori quadrata posta sulla parte blu e una fascia bianca in cima recante la denominazione "U.S. CAGLIARI". Con il cambio di denominazione in Cagliari Calcio lo stemma venne modificato leggermente ingrandendo la bandiera sarda quadrata e centrandola nella partitura, vennero aggiunti dei dettagli in oro come le bordature. i mori e la fascia che recava la scritta "CAGLIARI CALCIO" o a volte semplicemente "CAGLIARI".

Nella stagione 1993-1994 ci fu il primo restyling dello stemma societario, che per la prima volta venne riprodotto anche nelle divise da gioco. Si passa a uno scudo gotico sempre partito rosso e blu ma arrotondato in punta e bombato ai fianchi, i mori ritornano neri e il quadrato si rimpicciolisce, in cima un rettangolo bianco recante la denominazione societaria e alla base una fascia tricolore ondulata in onore dello Scudetto e corredato della scritta "1969/70".

Tale stemma viene ulteriormente ammodernato soltanto tre stagioni dopo. Esso infatti viene notevolmente semplificato ma soprattutto, per via dell'allora sponsor tecnico Reebok, viene inserito all'interno di un ovale anch'esso partito ma con rossoblù invertiti rispetto allo scudo. Per la prima volta inoltre, alla base dello scudo, compare l'anno di fondazione della società (1920). Questo logo rimarrà immutato fino alla stagione 2014-2015, seppur con qualche piccola modifica nel corso degli anni.

Nell'estate 2015 viene presentato l'attuale stemma, creato dalla nuova dirigenza guidata dal presidente Tommaso Giulini. La principale novità è il ritorno allo scudo triangolare, con un vistoso ingrandimento dei quattro mori, che per la prima volta sono l'elemento portante dello stemma, mentre la partizione rossoblù è limitata al contorno dello scudo in cui appare la dicitura semplice della città "CAGLIARI", senza anno di fondazione e senza nome esteso della società. La seconda novità è che per la prima volta nella storia i quattro mori si adeguano alla Legge Regionale del 1999 che riformò la bandiera sarda: anch'essi infatti ora guardano verso destra e hanno la benda in fronte e non sugli occhi per simboleggiare il futuro nel senso di lettura latino.[34]

InnoModifica

Il 4 agosto 2014, in occasione della presentazione ufficiale della stagione 2014-2015, evento in sostegno della candidatura della città di Cagliari a capitale europea della cultura 2019, viene presentato all'"Arena Grandi Eventi" il nuovo inno ufficiale cantato dai Sikitikis e intitolato Cagliari nel cuor, il quale è cantato sulla musica di Voglio dormire con te, uno dei loro più grandi successi.[35]

Questo sostituisce il vecchio inno intitolato Voleremo, nato da un progetto di Elena Ledda, ispirata dalle sonorità di Andrea Parodi (alla realizzazione parteciparono diversi artisti sardi: le Balentes, i Menhir, Silvano Lobina, Mariangela Ledda e i Blacksoul). Questo viene presentato il 2 settembre 2007 in occasione della partita Cagliari-Juventus ma viene poi scarsamente utilizzato sia prima delle partite dei rossoblù sia negli eventi collaterali. Precedentemente all'inno di Elena Ledda il vecchio inno era Cagliari Grande di Mario Fabiani.

Ancor prima di questi, nel periodo della stagione 1993-1994 l'inno del Cagliari è Sardi nel Mondo, scritta da Piero Marras e cantata in collaborazione con altri artisti sardi come i Tazenda. Negli anni 1970 l'inno è considerato invece Lo scudetto in Sardegna, un canto sardo a chitarra in italiano cantato da Serafino Murru, nato inizialmente per festeggiare appunto lo scudetto 1969-1970.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Amsicora, Stadio Nino Manconi, Stadio Sant'Elia, Stadio Nereo Rocco, Stadio Is Arenas e Sardegna Arena.
 
Lo stadio di Via Pola

Il primo campo interno del Cagliari fu lo Stallaggio Meloni, uno spiazzo posto tra viale Trento e viale Trieste, dove erano state montate delle porte da calcio: il Cagliari vi esordì l'8 settembre 1920, battendo la Torres per 5-2.[1]. Nell'ottobre 1924 iniziò la costruzione del nuovo stadio Comunale Via Pola[1],utilizzato dalla società a partire dal 1928 fino al 1951, anno in cui la squadra si spostò allo stadio Amsicora. Fu in questa struttura che il Cagliari, nella stagione 1969-1970, vinse lo storico scudetto. Erano stati frattanto avviati i lavori di costruzione di un'arena ancora più grande e moderna, lo stadio Sant'Elia, che sotto la supervisione dell'ingegnere Giorgio Lombardi venne completato nell'estate del 1970 e inaugurato già nel mese di settembre. Capace di circa 70 000 persone (compresi gli spettatori in piedi, all'epoca ammessi), l'impianto costò 1,9 miliardi di lire, dei quali un quarto venne coperto dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni erogato in due tranche. Lo stadio ospitò nel 1990 alcune partite del Campionato del Mondo. La nuova struttura soffrì tuttavia fin da subito di deficienze infrastrutturali: le vie d'accesso erano infatti insufficienti a reggere adeguatamente il volume di pubblico della struttura e il parcheggio, in un primo momento, era capace di soli 200 stalli per autovetture. A tali problemi venne tuttavia progressivamente posto rimedio, ampliando le arterie viarie e gli spiazzi di sosta.

 
Lo stadio Amsicora

Dal settembre al dicembre 2003 il Cagliari dovette momentaneamente trasferirsi allo stadio Nino Manconi di Tempio Pausania, onde consentire l'esecuzione di alcuni lavori di adeguamento al Sant'Elia: in questo periodo diverse tribune vennero chiuse e sostituite da altre in acciaio a carattere posticcio, erette all'interno del "catino" degli spalti sopra la pista di atletica leggera (ormai caduta in disuso). Con l'addentrarsi nel terzo millennio lo stadio vide crescere la sua obsolescenza: dall'aprile all'agosto 2012 esso venne dichiarato inagibile, obbligando il Cagliari a giocare le sue gare casalinghe allo stadio Nereo Rocco di Trieste.[36][37][38]

 
Lo stadio Sant'Elia negli anni 1970.

Dinnanzi a quest'ultimo rovescio, il Cagliari si risolse ad abbandonare il Sant'Elia, decidendo di trasferirsi allo stadio Is Arenas, nel comune limitrofo di Quartu Sant'Elena,[39]. Tale piccolo impianto, fino a quel momento utilizzato dalle squadre locali del Sant'Elena e del Quartu 2000 (a carattere dilettantistico), venne strutturalmente rivoluzionato: in poco più di cinque mesi vi vennero erette tribune supplementari in ferrotubi prefabbricati (alcune delle quali già in uso al Sant'Elia), elevandone la capienza a 16 500 spettatori[40]. L'accordo col comune quartese prevedeva la concessione esclusiva di Is Arenas per tre anni al club rossoblù, previo versamento di un canone annuale di 30 000 euro.[41] Tuttavia lo stadio così allestito non riesce a ottenere la piena agibilità: diverse partite si disputano infatti a capienza ridotta o a porte chiuse. Nella stagione seguente, dopo un ennesimo diniego del certificato di agibilità per l'impianto di Quartu Sant'Elena, il Cagliari opta per ritornare al Sant'Elia, che viene ristrutturato parzialmente e messo in sicurezza per consentirne l'agibilità.[42] Le tribune provvisorie vennero poi rimosse dall'Is Arenas, che venne riportato allo stato d'origine. A seguito della formalizzazione del progetto definitivo per la costruzione di un nuovo stadio nella città di Cagliari, il Sant'Elia è stato infine definitivamente dismesso e avviato alla demolizione al termine della stagione sportiva 2016-2017. In sua sostituzione, la società ha optato per costruire uno stadio provvisorio in ferrotubi rivestiti (del tutto simile al già citato Is Arenas) nell'area dei parcheggi del vecchio impianto: nasce così la Sardegna Arena, capace di 16 233 posti a sedere, che dal biennio 2017-2018 serve da campo interno dei rossoblù. Non appena il nuovo stadio di proprietà (destinato a sorgere sul sito del vecchio Sant'Elia) sarà stato ultimato e omologato, la Sardegna Arena sarà demolita e riadibita a parcheggio[43].

Centro di allenamentoModifica

Il centro di allenamento, eretto nel 1995[44], si trova nella località Sa Ruina, nel comune di Assemini, e fino all'estate 2014 era intitolato a Ercole Cellino, padre dell'ex presidente rossoblù Massimo[45]; dopo l'acquisto della società da parte di Tommaso Giulini, il centro sportivo ha preso il nome di Asseminello[46]. Qui, oltre a essere sede degli allenamenti della prima squadra, si allenano e disputano le partite dei rispettivi campionati la Primavera e alcune formazioni giovanili quali gli Allievi Nazionali, la Juniores e i Giovanissimi Nazionali. Il centro ha 3 campi in erba di dimensioni regolari, un campo sintetico di dimensioni regolari, uno in erba di dimensioni quasi regolari, una palestra e una gabbia in sintetico[45]. Nel centro sono presenti una sala stampa, un centro benessere e un hotel con 15 stanze di cui dieci doppie e cinque singole, una President Suite e una Junior Suite[45]. È presente inoltre una sala conferenze che può ospitare da un minimo di 20 persone a un massimo di 150, e un ristorante che offre anche cucina internazionale[45].

SocietàModifica

 
Tommaso Giulini, presidente del club sardo dal 2014

Il Cagliari Calcio è una società per azioni controllata da un consiglio di amministrazione presieduto attualmente da Tommaso Giulini, il 100% delle quote azionarie appartiene a Fluorsid Group.[47] Il bilancio al 30 giugno 2018 è stato chiuso per il quarto anno consecutivo in positivo, con un utile di 2 182 739 euro rispetto alla stagione precedente. Il fatturato è di 74 148 455 euro, con una crescita del 10% rispetto al 2017, mentre il costo del personale è pari al 40% del valore della produzione. [48]

Organigramma societarioModifica

Organigramma aggiornato al 29 ottobre 2018.[49]

Staff dell'area amministrativa
Organigramma

Consiglio di amministrazione
  •   Massimo Delogu
  •   Pasquale Lavanga
  •   Lior Metzinger
  •   Stefano Signorelli

Collegio sindacale
  •   Luigi Zucca
  •   Giovanni Pinna Parpaglia
  •   Piero Sanna Randaccio

Organizzazione esecutiva
  •   Matteo Stagno - Segretario generale sportivo
  •   Marcello Carli - Direttore Sportivo
  •   Daniele Conti - Responsabile Area Tecnica
  •   Roberto Colombo - Team Manager
  •   Riccardo Guffanti - Responsabile Scouting
  •   Oscar Erriu - Responsabile Organizzativo Settore Giovanile
  •   Martino Melis - Responsabile Tecnico Settore Giovanile
  •   Bernardo Mereu - Responsabile Cagliari Football Academy
  •   Sergio Fadda - Responsabile Attività di base
  •   Alessandro Steri - Responsabile comunicazione
  •   Federica Vargiu - Responsabile marketing
  •   Alessandro Cinellu - Responsabile Store, Licensing & Ticketing
  •   Danila Fenu - Responsabile contabilità e personale
  •   Mauro Congia - Responsabile amministrativo e reporting
  •   Franco Marongiu - Responsabile infrastrutture e sicurezza
  •   Andrea Muggianu - Delegato sicurezza stadio
  •   Andrea Atzori - Supporter liaison officer
  •   Andrea Alessandro Muntoni - Dirigente Servizio ASQ


Modifica

I marchi pubblicitari sulla maglia del Cagliari comparvero dal 1980, con l'acquisto della società da parte di Alvaro Amarugi e la contemporanea rimozione del divieto di sponsorizzazione sulle divise da parte della FIGC. Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor.[50][51]

 
Oreste Lamagni indossa una delle prime maglie sponsorizzate del Cagliari.
Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1981-1983 Ariostea
  • 1983-1984 OTC
  • 1984-1993 Formaggi Ovini Sardi
  • 1993-2001 Pecorino sardo
  • 2001-2006 Terra Sarda (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna)
  • 2006-2009 Tiscali
  • 2009-2011 Dahlia TV
  • 2011-2012 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna)
  • 2012-2014 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna), Tirrenia (secondo sponsor di maglia)
  • 2014-2015 Sardegna (marchio turistico Regione Autonoma della Sardegna) (fino all'8 dicembre 2014), Tiscali (secondo sponsor di maglia), Intesa Sanpaolo (sponsor retromaglia). A causa di un contenzioso tra la Regione Sardegna e la Cagliari Calcio relativamente ai finanziamenti regionali destinati alle società professionistiche sarde, la società ha deciso di sostituire il marchio della Regione con sponsor temporanei per una o più partite: Brigante[54], Sol.Bat.[55], Pecorino romano[56], ICIB[57], IN.ECO[58], iZiPlay[59], Fluorsid[60], Termomeccanica Energia[61], Subito.it[62], Vestis[63], Sardegna Travel Group (con il marchio Portalesardegna.com)[64], Crai[65], Io tifo positivo (associazione in memoria di Candido Cannavò)[66] e Alarm System[67].
  • 2015-2016 EP[68], Energit, Spontini[69], Azimut investimenti[70], Studio Verna[71], Pecorino romano[72], ISOLA artigianato di Sardegna, Gruppo Grendi[73], Eva Arredamenti.
  • 2016-2017 ISOLA artigianato di Sardegna, Birra Ichnusa (secondo sponsor di maglia), Eva Arredamenti (sponsor retromaglia), Azimut investimenti (sponsor retromaglia Coppa Italia).
  • 2017-2018 ISOLA artigianato di Sardegna, Birra Ichnusa (secondo sponsor di maglia), Nieddittas (sponsor retromaglia), Azimut investimenti (sponsor retromaglia Coppa Italia).
  • 2018-oggi ISOLA artigianato di Sardegna, Birra Ichnusa (secondo sponsor di maglia), Nieddittas (sponsor retromaglia), Fluorsid (sponsor di manica), Blueshark (sponsor retromaglia Coppa Italia).


Settore giovanileModifica

 
Gianluca Festa, dal vivaio all'Europa con il Cagliari

Il settore giovanile del Cagliari Calcio è composto da selezioni che militano nei campionati Primavera[74], Under 17 A-B[75], Under 17 Lega Pro[76], Under 15 daiNazionali[77] e Giovanissimi Regionali[78]. La scuola calcio è composta dai Giovanissimi Provinciali, Esordienti 2004, Esordienti 2005 rossi, Esordienti 2005 blu, Pulcini 2006, Pulcini 2007 e Piccoli amici[79]. La principale peculiarità del settore giovanile cagliaritano è l'essere formato quasi esclusivamente da giocatori nati e cresciuti in Sardegna: questo modello organizzativo fu creato e studiato dall'ex responsabile del settore giovanile Gianfranco Matteoli, ex giocatore di Como, Inter e Cagliari.[80] Il vivaio conta centinaia di ragazzi, facenti parte di dieci squadre suddivise tra le succursali di Cagliari e Oristano, in cui è presente anche una scuola calcio.Il responsabile del settore giovanile è Mario Beretta[81]. mentre l'allenatore della Primavera è Max Canzi[74]. La gestione del centro giovanile del Cagliari costa almeno 600 000 euro all'anno, tra spese per le trasferte, affitto alberghi e pasti.[80]

Diffusione nella cultura di massaModifica

Per quanto riguarda la televisione celebre è la parodia dei tifosi del club sardo di Aldo, Giovanni & Giacomo durante Mai dire Gol.[82]

La rivista ufficiale del club è Cuore Rossoblù, fondata nel settembre del 2006, diretta da Roberto Montesi. Ha cadenza mensile, vanta una tiratura di 2 000 copie e la diffusione è concentrata nella provincia di Cagliari, dove può essere acquistata in 480 edicole.[83]

Allenatori e presidentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Allenatori del Cagliari Calcio e Presidenti del Cagliari Calcio.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.

Allenatori
Presidenti
  • 1920-1921   Gaetano Fichera
  • 1921-1922   Antonio Zedda
  • 1922-1923   Angelo Prunas
  • 1923-1926   Agostino Cugusi
  • 1926-1928   Vittorio Tredici
  • 1928-1929   Carlo Costa Marras
  • 1929-1931   Enzo Comi
  • 1931   Giovan Battista Bosazza
  • 1931-1932   Guido Boero
      Vitale Cao
  • 1932-1933   Vitale Cao
      Enrico Endrich
  • 1933-1934   Pietro Faggioli
  • 1934-1935   Aldo Vacca
  • 1935-1940   Mario Banditelli
  • 1940-1944   Giuseppe Depperu
  • 1944-1946   Eugenio Camboni
  • 1946-1947   Umberto Ceccarelli
  • 1947-1948   Umberto Ceccarelli
      Emilio Zunino
  • 1948-1949   Emilio Zunino
      Domenico Loi
  • 1949-1952   Domenico Loi
  • 1952-1953   Domenico Loi
      Sforza (commissario)
  • 1953-1954   Pietro Leo
  • 1954-1955   Efisio Corrias
  • 1955-1957   Ennio Dalmasso
  • 1957-1958   Ennio Dalmasso
      Giuseppe Meloni
  • 1958-1960   Giuseppe Meloni
  • 1960-1968   Enrico Rocca
  • 1968   Lombardi (commissario)
  • 1968-1971   Efisio Corrias
  • 1971-1973   Paolo Marras
  • 1973-1976   Andrea Arrica
  • 1976-1981   Mariano Delogu
  • 1981-1984   Alvaro Amarugi
  • 1984-1986   Fausto Moi
  • 1986-1987   Gigi Riva
      Lucio Cordeddu
  • 1987-1991   Antonio Orrù
  • 1991-1992   Ninnino Orrù
  • 1992-2005   Massimo Cellino
  • 2005-2006   Bruno Ghirardi
  • 2006-2014   Massimo Cellino
  • 2014-oggi   Tommaso Giulini

CalciatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori del Cagliari Calcio.

Hall of fameModifica

Di seguito l'elenco dei membri della hall of fame del Cagliari.

 
Luigi Piras
 
Mario Martiradonna

Di seguito è riportata la Top 11 rossoblù - I più forti di sempre, la formazione votata dai tifosi comprendente i migliori rossoblù di sempre.[84]

 
Nené

CapitaniModifica

Di seguito l'elenco dei capitani del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.[85]

 
Enrico Spinosi
 
Aldo Firicano

Vincitori di titoliModifica

Campioni del mondo

Contributo alle Nazionali[86]Modifica

 
Enrico Albertosi, portiere titolare dell'Italia ai mondiali di Messico 1970.

Il primo giocatore della società cagliaritana a giocare in Nazionale azzurra è Gigi Riva, che esordisce il 27 giugno 1965 in Italia-Ungheria (1-2): l'attaccante veste la maglia dell'Italia sino al 1974, segnando 35 reti in 42 presenze (primo cannoniere azzurro di tutti i tempi), vincendo il campionato d'Europa 1968 e arrivando secondo al campionato del mondo 1970. Nel periodo successivo all'approdo del club in massima serie, vestono l'azzurro anche Francesco Rizzo, Pierluigi Cera, Roberto Boninsegna, Sergio Gori, Comunardo Niccolai, Enrico Albertosi e Angelo Domenghini: nella lista dei convocati per il Mondiale messicano del 1970 ci sono ben sei elementi rossoblù, freschi campioni d'Italia. Il 19 aprile 1981, nell'amichevole Italia-Germania Est, anche Franco Selvaggi esordisce in Nazionale.[87] Tra i convocati degli anni 2000 vi sono Mauro Esposito, Antonio Langella, Pasquale Foggia, Davide Biondini, Andrea Lazzari e Federico Marchetti: quest'ultimo sostituisce tra i pali Gianluigi Buffon in occasione del campionato del mondo 2010.[88] In anni più recenti si sono avute le convocazioni di Andrea Cossu[89], Davide Astori, Marco Sau, Luca Rossettini, Michael Agazzi, Nicolò Barella e Alessio Cragno. In tutto sono 21 i giocatori rossoblù convocati nella nazionale italiana dal 1965 al 2017.[90]

Negli anni 1990 la collaborazione tra la società e il procuratore sportivo Paco Casal porta numerosi calciatori dell'Uruguay a giocare in Sardegna: tra i più famosi, Enzo Francescoli (tre volte campione sudamericano, dal 1983 al 1995), Fabián O'Neill, Darío Silva, Josè Herrera, Luis Alberto Romero, Diego Luis López, Nelson Abeijón, Joe Bizera e Fabián Carini.

 
Franco Selvaggi, campione del mondo con gli azzurri a Spagna 1982.

Tra i giocatori africani, si ricordano: David Nyathi, Eric Tinkler (Sudafrica), Jason Mayélé (RD del Congo), Mohamed Kallon (Sierra Leone), Patrick Mboma (Camerun). Tra i più importanti giocatori americani, ricordiamo invece: Julio César Dely Valdés (Panama), David Suazo, Edgar Álvarez (Honduras), Víctor Ibarbo (Colombia), Mauricio Pinilla (Cile).

Per quanto riguarda i giocatori europei, Radja Nainggolan e Luís Oliveira hanno difeso i colori del Belgio, Agim Ibraimi quelli della Macedonia, mentre Albin Ekdal ha vestito la maglia della Svezia.[91][92] Agli Europei 2016 il neo acquisto rossoblú Bruno Alves vince il titolo con il Portogallo, mentre il difensore Bartosz Salamon, dopo le prestazioni con la maglia rossoblù è tornato a vestire la maglia della Polonia[93].

Anche l'attaccante nordcoreano Han Kwang-Song ha vestito la maglia della nazionale, facendo il suo esordio il 13 marzo 2017 durante la gara di qualificazione alla Coppa delle nazioni asiatiche 2019 contro Hong Kong.[94]

PalmarèsModifica

Altri piazzamentiModifica

Semifinalista: 1993-1994
Secondo posto: 1968-1969
Secondo posto: 1968-1969 (girone finale)
Terzo posto: 1969-1970 (girone finale)
Semifinalista: 1986-1987, 1999-2000, 2004-2005
Secondo posto: 1963-1964, 1978-1979, 2003-2004
Terzo posto: 1953-1954, 1989-1990, 1997-1998

OnorificenzeModifica

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionatiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 39 1964-1965 2018-2019 39
Serie B 29 1931-1932 2015-2016 29
Campionato Meridionale 3 1928-1929 1930-1931 14
Serie C 9 1936-1937 1961-1962
Serie C1 2 1987-1988 1988-1989

Campionati dilettantisticiModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
R Campionato Sardo 9 1926-1927 1946-1947 9

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 59 1935-1936 2017-2018 60
Coppa Italia Serie C 1 1988-1989

Partecipazione alle competizioni UEFAModifica

Competizione UEFA Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa dei Campioni d'Europa / Champions League 1 1970-1971 3
Coppa UEFA / Europa League 2 1972-1973 1993-1994

Statistiche di squadraModifica

 
Daniele Conti

In 88 stagioni sportive a partire dall'esordio ufficiale di lega, risalente al 1928, il Cagliari Calcio ha disputato 38 campionati di massima serie, tutti in Serie A, vincendo il titolo nel 1969-1970, arrivando secondo nel 1968-1969, quarto nel 1971-1972 e piazzandosi tra i primi sei posti in sette occasioni (1965, 1967, 1969, 1970, 1972, 1981, 1993). È al secondo posto tra le squadre del mezzogiorno d'Italia per numero di partecipazioni in Serie A dopo il Napoli, e al 14º posto su un totale di 60 squadre nella classifica perpetua della Serie A.[6]

In base alle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del Cagliari è il 7-0 del 3 ottobre 1948 contro la Pistoiese, mentre la peggiore sconfitta è il 6-0 subito contro la Gallaratese il 22 aprile 1948.[96]

Il Cagliari detiene il record di minor numero di gol subiti in un campionato a 16 squadre (11), registrato nella stagione dello Scudetto. Altri primati che riguardano la squadra sarda sono i 49 gol segnati nel campionato 1998-1999, maggior numero di gol segnati dal Cagliari in un campionato a 18 squadre, le 17 vittorie del la stagione 1969-1970, maggior numero di vittorie in un campionato, due sconfitte subìte nella stessa stagione (contro Inter e Palermo), minor numero di sconfitte in un singolo campionato e i 76 gol subiti nel 2016-2017, record negativo di gol subiti dal Cagliari in un campionato di Serie A.[97]

L'acquisto più dispendioso nella storia del Cagliari è quello di Leonardo Pavoletti[98] nel 2017 dal Napoli, per 9 milioni di euro più 2 milioni di bonus alla squadra partenopea, mentre la cessione più remunerativa è quella di Alessandro Matri alla Juventus per 18 milioni di euro più la metà del cartellino del difensore Lorenzo Ariaudo nel 2011.[99]

Statistiche individualiModifica

Il giocatore che detiene il record di presenze nei campionati con la maglia rossoblù è Daniele Conti, con 434 presenze (333 in Serie A, e 101 in B), cui seguono Mario Brugnera con 328 presenze (227 in A, 101 in B) e Gigi Piras con 320 presenze (132 in A, 188 in B); il primato per quanto concerne la sola Serie A spetta ancora a Conti con 333 presenze, seguito poi da Nené con 311 presenze, e da Gigi Riva con 289.[100]

Il giocatore che ha segnato più reti con la maglia della squadra isolana è Riva con 164 gol (156 in Serie A, 8 in B) dal 1963 al 1976. Seguono l'honduregno David Suazo con 94 centri (44 in A, 50 in B) e Piras con 87 reti (31 in A, 56 in B).[9] Riva detiene anche il record di gol nella sola Serie A, mentre Suazo il record di maggior numero di gol in un singolo campionato, con 22 reti nel 2005-2006.[101]

Il portiere con più presenze con la maglia e del Cagliari è Mario Ielpo con 205 presenze tra A, B e C1, mentre il record d'imbattibilità appartiene ad Adriano Reginato con 712 minuti di porta inviolata stabilito nella stagione 1966-1967.[102] Alessandro Matri in coabitazione con Riva detiene il record di maggior numero di gol consecutivi con la maglia del Cagliari con 7 centri.[103] Infine i giocatori che sono riusciti a realizzare una tripletta in Serie A sono Riva (per due volte) Mancin, Piras, Dely Valdés, Oliveira, Mboma, Ânderson Miguel da Silva "Nenê", Larrivey, Pinilla, Ibarbo[104] ed Ekdal.[105]

Di seguito i record presenze e marcature in campionato dei giocatori del Cagliari dall'anno di fondazione a oggi.[106][107]

Record di presenze[100]
Record di reti[9]


TifoseriaModifica

Nell'ultima rilevazione ufficiale della Lega Serie A, risalente al 2013, il Cagliari Calcio è risultata l'8ª squadra d'Italia per numero di tifosi, con 446.376 sostenitori.[7] Un sondaggio indipendente effettuato dallo "Studio Grizzaffi", azienda specializzata in ricerche di mercato, e pubblicato dalla stessa il 3 ottobre 2015, colloca invece il Cagliari all'11º posto, a pari merito col Torino, e in riferimento alla stagione 2014-2015.[108]

StoriaModifica

 
Un'immagine della Curva Nord della fine degli anni 1980

Il tifo organizzato cagliaritano nasce negli anni 1970, in seguito alla vittoria dello scudetto nel campionato 1969-1970: si formano quindi i gruppi "Fossa Ultrà" e "Commando Ultrà Young Supporters" (CUYS). Nel 1985 si fondono formando gli "Ultrà Cagliari Curva Nord" (UCCN), affiancati dagli "Eagles". Si formano in seguito i "Crazy Boys", la "Brigata S. Elia", i "Panthers", i "Rebels", i "Miserabili", i "Welt Schmerz", i "Bunker Skin", i "Furiosi", questi ultimi nel 1989 dalla fusione di piccoli gruppi radicali, e le "Vecchie Facce", estrema destra (sciolto in seguito a Cagliari-Ascoli nella Coppa Italia 2000-2001).[109]

Nel febbraio del 1987 nascono poi gli "Sconvolts": prendono il sopravvento alla fine degli anni 1980, in seguito alla retrocessione in Serie C1. Insieme ai Furiosi gli Sconvolts guidano per diversi anni la tifoseria: i primi si trovano nella parte superiore, i secondi in quella inferiore; la divisione è causata da una spaccatura dovuta alle diverse mentalità. La guerra intestina porta l'eliminazione forzata negli anni 2000 dei Furiosi dalla curva Nord. Tra le motivazioni vi è anche la perdita per due volte, dello striscione: ad opera dei milanisti, nel 1991-1992, e ad opera degli anconetani, nei primi anni 2000.[109] Il punto di ritrovo della tifoseria per festeggiare i successi della squadra è Piazza Yenne, dove la statua di Carlo Felice viene vestita di rossoblù nei festeggiamenti per la salvezza o la promozione in A.

Gemellaggi e rivalitàModifica

Dopo la fine del gemellaggio coi foggiani e coi sampdoriani, i tifosi cagliaritani hanno solamente rapporti di amicizia. La più importante è quella con i corregionali dell'Olbia, con gli "Sconvolts" amici degli "Sbandati" e i "Furiosi" in buoni rapporti con le "Brigate Bianche".[109] Altri rapporti d'amicizia o di rispetto reciproco si hanno con altre tifoserie sarde, come Carbonia, Nuorese e Calangianus (a formare una fazione prevalentemente contro-Torres)[110]. In passato, oltre a quella con il Foggia, ci sono stati rapporti di gemellaggio o amicizia, diventati rivalità, con le tifoserie di Torres, Hellas Verona, Inter, Genoa, Bari, Napoli, Ancona e Lazio.[111][112]

La rivalità più sentita è con la Torres, con pesanti scontri avvenuti in alcune occasioni, durante un'amichevole tra le due squadre ad Alghero nel 1999[109][113] e con i più recenti fatti di Sassari nel 2017, con i tifosi del Cagliari diretti ad assistere un amichevole della loro squadra con il Sorso.[114] Inimicizie e ostilità maggiori vigono anche con il Palermo, con il Napoli, dopo gli scontri tra tifoserie e forze dell'ordine avvenuti nel 1997 in occasione dello spareggio salvezza Cagliari-Piacenza allo Stadio San Paolo,[115][116] e con il Milan, a causa del gemellaggio che c'era con la curva dell'Inter.[112][117]

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cagliari Calcio 2018-2019.

Rosa 2018-2019Modifica

Rosa e numerazione sono aggiornate al 21 agosto 2018[118].

N. Ruolo Giocatore
1   P Rafael
2   D Marko Pajač
3   D Marco Andreolli
4   C Daniele Dessena (C)
6   C Filip Bradarić
8   C Luca Cigarini
9   A Alberto Cerri
10   C João Pedro
12   P Riccardo Daga
15   D Ragnar Klavan
16   P Simone Aresti
17   A Diego Farias
18   C Nicolò Barella
N. Ruolo Giocatore
19   D Fabio Pisacane
20   C Simone Padoin
21   C Artur Ioniță
22   D Charalampos Lykogiannīs
23   D Luca Ceppitelli
24   D Paolo Faragò
25   A Marco Sau
28   P Alessio Cragno
29   C Lucas Castro
30   A Leonardo Pavoletti
33   D Darijo Srna
56   D Filippo Romagna

Staff tecnicoModifica

Staff aggiornato al 7 giugno 2018.[119]

Staff
Staff tecnico prima squadra
  •   Rolando Maran - Allenatore
  •   Christian Maraner - Allenatore in seconda
  •   Ivan Moretto - Collaboratore tecnico
  •   Andrea Tonelli - Coordinatore dei preparatori atletici
  •   Gianluca Maran - Match analysis
  •   Antonello Brambilla - Allenatore dei portieri
  •   Francesco Petrarca - Preparatore atletico
  •   Francesco Fois - Preparatore atletico e recupero infortunati

Staff medico
  •   Marco Scorcu - Responsabile sanitario
  •   Roberto Mura - Medico prima squadra
  •   Stefano Frau - Fisioterapista
  •   Salvatore Congiu - Fisioterapista
  •   Simone Ruggiu - Fisioterapista


NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa La Storia, cagliaricalcio.com. URL consultato l'8 agosto 2016.
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  7. ^ a b Diego Tarì, I dati della Lega Calcio sulla tifoseria italiana di Serie A, su tifosobilanciato.it. URL consultato il 13 febbraio 2016.
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  9. ^ a b c I cannonieri, cagliaricalcio.net. URL consultato il 15 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2014).
  10. ^ "A","B" e "C", tris di primati: solo quattro squadre come il Cagliari, su sardegnasport.com, 20 maggio 2016.
  11. ^ a b L'Unione Sarda, p. 240.
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  13. ^ Intervista a Edmondo Fabbri, dicembre 1974, su www.storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 21 ottobre 2015.
  14. ^ Parla Cannito, l'uomo dell'arancia che "condannò" il Cagliari alla B - Sport - L'Unione Sarda.it, su L'Unione Sarda.it. URL consultato il 22 ottobre 2015.
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  46. ^ E il centro sportivo diventa "Asseminello", su tuttocagliari.net, 3 luglio 2014. URL consultato l'11 aprile 2018.
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  48. ^ Approvato il bilancio d’esercizio al 30/06/2018, in cagliaricalcio.com, 29 ottobre 2018. URL consultato il 30 ottobre 2018.
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  53. ^ Cagliari e Macron ancora insieme fino al 2023, su cagliaricalcio.com, 23 maggio 2018. URL consultato il 24 maggio 2018.
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  55. ^ SolBat sponsor di maglia per la gara col Palermo, 5 gennaio 2015.
  56. ^ Pecorino Romano nuovo sponsor per le prossime quattro gare, 10 gennaio 2015.
  57. ^ ICIB nuovo sponsor di maglia, 29 gennaio 2015.
  58. ^ IN.ECO nuovo sponsor di maglia, 5 febbraio 2015.
  59. ^ iZiplay nuovo sponsor di maglia, 13 febbraio 2015.
  60. ^ Fluorsid nuovo sponsor di maglia, 19 febbraio 2015.
  61. ^ Termomeccanica Energia nuovo sponsor di maglia, 27 febbraio 2015.
  62. ^ Subito.it nuovo sponsor di maglia, 6 marzo 2015.
  63. ^ Vestis nuovo main sponsor, 18 aprile 2015.
  64. ^ Sardinia Travel Group main sponsor per le partite contro Fiorentina e Chievo, 24 aprile 2015.
  65. ^ Crai nuovo main sponsor, 8 maggio 2015.
  66. ^ "Io Tifo Positivo" sulle maglie del Cagliari, 15 maggio 2015.
  67. ^ Alarm System nuovo sponsor di maglia, 22 maggio 2015.
  68. ^ Girone d'andata del campionato di Serie B 2015-2016
  69. ^ 8ª giornata di campionato.
  70. ^ Quarto turno di Coppa Italia 2015-2016.
  71. ^ Ottavi di finale di Coppa Italia 2015-2016.
  72. ^ Quarto turno di Coppa Italia 2015-2016 e dalla 16ª alla 21ª giornata di campionato.
  73. ^ Dalla 25ª giornata di campionato.
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BibliografiaModifica

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  • Valerio Vargiu, Cagliari. Dimensione Europa, La Guida, 1993.
  • Roberto Montesi, La Nazionale Cagliaritana, Carlo Delfino Editore, 2005, ISBN 88-7138-363-X.
  • Mario Fadda, La Vera Storia Della Maglia Del Cagliari, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016, ISBN 978-1-5239-0311-5.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Panini, 9 luglio 2012.
  • Giorgio Welter, Cagliari, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 34-37, ISBN 978-88-905512-9-1.
  • Almanacco illustrato del calcio 2014, Modena, Edizioni Panini, 2014, ISBN 88-912-0538-9.
  • Corrado Delunas, La grande storia del Cagliari (1), Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., 2015, p. 368, ISBN 88-6999-059-1.

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