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Maria Carmela Lanzetta

politica italiana
Maria Carmela Lanzetta
Maria Carmela Lanzetta.jpg

Ministro per gli affari regionali e le autonomie
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
30 gennaio 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Graziano Delrio
Successore Enrico Costa

Sindaco di Monasterace
Durata mandato 12 giugno 2006 –
30 luglio 2013
Predecessore Antonio Palmiro Spanò
Successore Maria Luisa Tripodi (c. p.)

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in Farmacia
Università Università di Bologna
Professione Farmacista

Maria Carmela Lanzetta (Mammola, 5 marzo 1959) è una politica italiana, Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014 al 30 gennaio 2015.

Indice

BiografiaModifica

Nata a Mammola da madre farmacista e da padre medico, ha conseguito il diploma di maturità presso il liceo classico di Locri e la laurea in farmacia all'Università di Bologna. Sposata da 31 anni con Giovanni Scarfò, ingegnere elettrico, insegnante, regista e direttore della Cineteca della Calabria, ha due figli[1].

Attività politicaModifica

Il 28 maggio 2006 è stata eletta sindaco di Monasterace con il 62,2% dei voti.[2] Alle elezioni del 15 maggio 2011 è stata riconfermata con il 35,4%, con 51 voti di differenza[3]

Nel mirino della ndrangheta (nel 2011 le era stata bruciata la farmacia; nel 2012 un ragazzo minorenne, armato dalla ndrangheta, sparò alla sua autovettura[4]), si dimise nell'aprile 2012: le sue dimissioni ebbero risonanza nazionale, e furono ritirate dopo l'incontro con il segretario del PD Bersani e il prefetto di Reggio Calabria.

È stata insignita di numerosissimi premi e attestati di ammirazione per il coraggio delle sue scelte in ogni campo. Ultimi incontri 2015: 4 novembre Università di Pisa, 6 novembre Comune di San Daniele del Friuli, 23 novembre Premio Giorgio Ambrosoli.

Nel luglio del 2013 si è nuovamente dimessa da sindaco perché un suo assessore comunale non ha condiviso la costituzione di parte civile in un processo che vedeva il Comune parte lesa.[5]

Il 29 agosto successivo è stata indagata per "abuso d'ufficio" per aver acquistato, durante il precedente mandato di sindaco, alcuni pali dell'illuminazione pubblica mediante trattativa privata anziché con un appalto pubblico.[6]. Non ha mai ricevuto un avviso di garanzia perché, secondo le valutazioni della Procura, che ha chiesto l'archiviazione, nell'agire della Lanzetta non sono state ravvisate azioni penali.[7]

In occasione delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013 ha sostenuto la candidatura di Giuseppe Civati[8] ed è stata citata nel "pantheon" della sinistra, nel corso del dibattito televisivo con i candidati alla segreteria del partito. Eletta all'Assemblea nazionale del PD come capolista della lista di sostegno a Civati nel collegio Reggio Calabria-Vibo Valentia, il 15 dicembre 2013 è stata nominata nella Direzione nazionale del PD. In tale sede, il 13 febbraio 2014 ha votato, insieme alla minoranza vicina a Civati, contro il documento che sfiduciava l'operato del governo Letta e chiedeva di dare vita a un nuovo esecutivo.[9]

Il 21 febbraio 2014 è nominata a sorpresa dei suoi stessi colleghi di partito[9] ministro per gli affari regionali e le autonomie nel Governo Renzi.[10] Giura il giorno successivo.

Il 25 gennaio 2015 il presidente della regione Calabria Mario Oliverio la nomina assessore regionale alle riforme istituzionali, semplificazione amministrativa, cultura, istruzione e pari opportunità[11]. Il 27 gennaio 2015 dichiara di rinunciare all'assessorato calabrese, in polemica per la nomina di un altro assessore[12] in quota PD, Nino De Gaetano, sfiorato da un'indagine per voto di scambio[13]. Il 30 gennaio 2015 rassegna le dimissioni dalla carica di ministro.

Per dare corso alla sua grande passione per i Beni Culturali, assume la presidenza dell'Associazione "Umberto Zanotti Bianco", fondata nel 2014.

Nel 2018 si è candidata in Calabria alle elezioni del 4 Marzo per il Senato[14] senza risultare eletta.

NoteModifica

  1. ^ Lanzetta, da sindaco anti 'ndrangheta a ministro, in Avvenire, 21 febbraio 2014. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  2. ^ Comunali del 28 maggio 2006 - Comune MONASTERACE, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  3. ^ Comunali del 15 maggio 2011 - Comune MONASTERACE, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  4. ^ Attilio Bolzoni, Lanzetta: "Lasciata sola contro i boss, ecco perché non sono più un sindaco della Locride, la Repubblica, 11 novembre 2013. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  5. ^ Giuseppe Baldessarro, Maria Carmela Lanzetta, Sindaco anti 'ndrangheta "Lascio, la politica mi ha abbandonato", la Repubblica, 9 luglio 2013. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  6. ^ Simbolo della lotta alla 'ndrangheta ex sindaco accusata d'abuso d'ufficio, in Corriere della Sera, 29 agosto 2013. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  7. ^ Governo: procura Locri chiede archiviazione per ministro Lanzetta
  8. ^ Luigi Bruschi, Lotta contro l’Italia delle mafie: Maria Carmela Lanzetta, Civati.it. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  9. ^ a b Paolo Fantauzzi, Chi è Maria Carmela Lanzetta, il ministro che divide Matteo Renzi e Pippo Civati, in L'Espresso, 22 febbraio 2014. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  10. ^ Alfio Sciacca, Carmela Lanzetta, ex sindaco antimafia vicina a Civati ma delusa dalla politica, Corriere della Sera, 21 febbraio 2014. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  11. ^ Regione Calabria - Il Presidente Mario Oliverio ha nominato la Giunta regionale
  12. ^ Cronaca: ultime notizie di cronaca - Corriere della Sera
  13. ^ Calabria, la Lanzetta si dimette da ministro ma non entra nella giunta: "Non ci sono le condizioni" - Rai News
  14. ^ (IT) Gianluca Albanese, MARIA CARMELA LANZETTA «La mia candidatura al servizio della Calabria per valorizzarne le potenzialità» | Lente Locale, su www.lentelocale.it. URL consultato il 4 febbraio 2018.

Voci correlateModifica

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