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Maria Grazia Cutuli

giornalista italiana

BiografiaModifica

Si laureò con lode in filosofia all'Università degli Studi di Catania. Dopo un esordio come collaboratrice del quotidiano La Sicilia e dell'emittente televisiva Telecolor, per i quali si era occupata di spettacoli, si trasferì a Milano, dove lavorò prima al periodico Centocose, edito da Mondadori, e poi ad Epoca: diventò così una giornalista professionista, prima di iniziare una collaborazione con l'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati. Qui maturò un'esperienza nel campo della politica estera, la vera passione della giornalista catanese, che a metà degli anni novanta passò al Corriere della Sera, dal quale ottenne quattro contratti a termine a partire dal luglio 1997, fino ad essere assunta a tempo indeterminato il 2 luglio 1999.

La svolta per la sua carriera arrivò il 13 settembre 2001, quando dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 di New York venne inviata in Afghanistan: partita per Gerusalemme, da qui si spostò in Pakistan e poi in Afghanistan.

Il 19 novembre dello stesso anno, mentre si trovava nei pressi di Sarobi, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul, a circa 40 chilometri dalla capitale afghana, fu assassinata insieme all'inviato di El Mundo Julio Fuentes e a due corrispondenti dell'agenzia Reuters, l'australiano Harry Burton e l'afghano Azizullah Haidari.[1][2] Lo stesso giorno, il Corriere della Sera pubblicò il suo ultimo articolo: il pezzo riguardava la scoperta di un deposito di gas nervino nella base di Osama bin Laden.[3] La salma fu poi trasportata in Italia da un aereo del governo[4], mentre l'autopsia rivelò che ad uccidere la donna furono dei colpi d'arma da fuoco alla schiena.[5][6] Il funerale si svolse a Catania il 24 novembre[7], con il corpo che venne poi sepolto nel cimitero di Santa Venerina.[8]

A distanza di pochi giorni, la Rai annunciò di voler trasmettere un film sulla vita della donna: l'idea fu accolta da pareri contrastanti.[9]

Le indagini e il processoModifica

Le indagini svolte a seguito della morte della giornalista portarono l'Afghanistan[10], nell'autunno 2004, a condannare il ventinovenne Reza Khan (accusato dell'omicidio) alla pena capitale[11]: malgrado i genitori della vittima si fossero dichiarati contrari a tale punizione, Khan venne fucilato nell'ottobre 2007.[12]

Il 15 novembre 2018 è stata confermata in appello la condanna a 24 anni di reclusione per i due afgani accusati dell'omicidio dell'inviata del Corriere della Sera.[13] La sentenza è della prima Corte d'assise d'appello, presieduta da Andrea Calabria con Giancarlo De Cataldo; 24 anni di reclusione - a conferma della decisione di primo grado del novembre 2017 - sono stati inflitti a Mamur e Zan Jan, collegati in videoconferenza da un carcere del loro Paese d'origine; per loro le accuse erano quelle di omicidio e rapina (furto di una radio, un computer e di una macchina fotografica appartenuti alla giornalista).[14]

Premi alla memoriaModifica

In sua memoria sono stati istituiti tre premi:

  • Premio giornalistico Città di Milano "alla memoria di Maria Grazia Cutuli"
  • Premio internazionale di giornalismo «Maria Grazia Cutuli», da parte del suo paese d'origine, Santa Venerina in collaborazione con la Fondazione Cutuli.
  • Premio giornalistico nazionale "Maria Grazia Cutuli-Per non dimenticare e per costruire la Pace"[15]

EreditàModifica

Ha lavorato 11 anni per il Corriere della Sera. Seconda vittima del terrorismo al giornale di via Solferino dopo Walter Tobagi, è stata promossa inviata speciale alla memoria su decisione del direttore Ferruccio De Bortoli. Per il quotidiano milanese aveva firmato circa 300 articoli in 4 anni.

Nel 2008 è nata a Catania la "Fondazione Cutuli" con promotori: RCS Quotidiani, Banca Nuova, Comune di Roma, Regione Siciliana, Confindustria Sicilia, Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa.[16]

A Catania le è stato intitolato un piazzale accanto a piazza I Viceré. A Catania il 19 novembre del 2011, nel decimo anniversario della morte, le è stato intitolato un largo nei pressi di piazza Europa.[17] A Roma le sono stati intitolati l'istituto comprensivo del Colle Prenestino e una via nel quartiere Torresina.
A Milano le è stato intitolato un viale pedonale nei pressi del quartiere Lambrate.

Sul luogo della morte, è stata inoltre apposta in memoria una targa col suo nome.[18]

Nel maggio 2009, Daniele Biacchessi scrive la storia di Maria Grazia Cutuli nel suo libro Passione reporter; due anni più tardi, per commemorare il decimo anniversario della tragedia, a Herat fu aperta una scuola a lei intitolata.[19]

Alla vita di Maria Grazia Cutuli è dedicato il documentario È lì che bisogna essere. Per testimoniare che nel 2010 ha ricevuto una menzione speciale al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.[20]

Giuseppe Galeani e Paola Cannatella hanno realizzato una graphic novel sulla vita e la morte della giornalista, Dove la terra brucia, pubblicata da Rizzoli Lizard nel 2011.[21][22]

La giornalista Cristiana Pumpo ha scritto il libro Maria Grazia Cutuli (Ali&No Editrice, 2011), raccolta di testimonianze di amici e colleghi che raccontano il senso che il viaggio ha avuto nella vita della giornalista del Corsera. Il libro è anche ricco di scritti personali (lettere, mail, pagine di diario), mai pubblicati prima d'ora.[23]

RiconoscimentiModifica

Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Famedio di Milano, all'interno del Cimitero Monumentale[24].

NoteModifica

  1. ^ Biografia, Fondazione Maria Grazia Cutuli ONLUS. URL consultato il 31 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2014).
  2. ^ Uccisa in un agguato l'inviata del Corriere, su repubblica.it, 19 novembre 2001.
  3. ^ Le fiale di gas nervino il suo colpo di ieri, in la Repubblica, 20 novembre 2001, p. 2.
  4. ^ Cutuli, domani il rientro con un aereo del governo, su repubblica.it, 20 novembre 2001.
  5. ^ Uccisa da colpi alla schiena la giornalista del "Corriere", su repubblica.it, 22 novembre 2001.
  6. ^ Giovanni Maria Bellu, Maria Grazia è stata uccisa da una raffica di colpi alla schiena, in la Repubblica, 23 novembre 2001, p. 4.
  7. ^ Applausi e lacrime per Maria Grazia Cutuli, su repubblica.it, 23 novembre 2001.
  8. ^ Catania intera dà l'addio a Maria Grazia Cutuli, su repubblica.it, 24 novembre 2001.
  9. ^ Cutuli, la Rai annuncia un film Il Corriere si dissocia, su repubblica.it, 27 novembre 2001.
  10. ^ Omicidio Cutuli, prove contro due indiziati, su repubblica.it, 10 febbraio 2002.
  11. ^ Afghanistan, condannato a morte l'assassino di Maria Grazia Cutuli, su repubblica.it, 20 novembre 2004.
  12. ^ Afghanistan, giustiziato Reza Khan l'assassino di Maria Grazia Cutuli, su repubblica.it, 8 ottobre 2007.
  13. ^ Cutuli, confermata condanna a 24 anni - Ultima Ora, in ANSA.it, 15 novembre 2018. URL consultato il 15 novembre 2018.
  14. ^ Omicidio Cutuli: 24 anni ai due afgani imputati, su repubblica.it, 29 novembre 2017.
  15. ^ I vincitori del premio Maria Grazia Cutuli, Live Sicilia, 15 ottobre 2013. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  16. ^ Fondazione, Fondazione Maria Grazia Cutuli ONLUS. URL consultato il 30 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).
  17. ^ Catania, il Comune intitola un largo a Maria Grazia Cutuli, Corriere del Mezzogiorno, 17 novembre 2011. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  18. ^ Beppe Severgnini, Tripli interismi, Rizzoli Editore, 2010, p. 190, ISBN 9788858602218.
  19. ^ Fondazione Cutuli, aperta una scuola ad Herat A dieci anni dalla scomparsa della giornalista, su repubblica.it, 14 aprile 2011.
  20. ^ Rosario Di Raimondo, Giulia Zaccariello, È lì che bisogna essere. Per testimoniare, su youtube.com. URL consultato il 7 settembre 2011.
  21. ^ Maria Grazia, passione in rosso e grigio, Corriere della Sera, 26 ottobre 2011. URL consultato il 27 ottobre 2011.
  22. ^ MARIA GRAZIA CUTULI. DOVE LA TERRA BRUCIA di Paola Cannatella e Giuseppe Galeani, Rizzoli Lizard, 23 settembre 2012. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  23. ^ La lezione di giornalismo di Maria Grazia Cutuli nel libro di Cristiana Pumpo, Prismanews, 11 dicembre 2011. URL consultato il 30 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2014).
  24. ^ Famedio, scelti 29 cittadini illustri, su correire.it, 23 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2017.

BibliografiaModifica

  • Daniele Biacchessi, Passione reporter, Milano, Chiarelettere, 2009, ISBN 978-88-6190-039-4.
  • Gabriella Mecucci, Maria Grazia Cutuli, in Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia (a cura di), Italiane, dagli anni Cinquanta ad oggi, vol. 3, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2004, pp. 80-81.

Collegamenti esterniModifica

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