Mediodactylus kotschyi

specie di animale della famiglia Gekkonidae
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Geco di Kotschy
Cyrtodactylus kotschyi orientalis.jpg
Mediodactylus kotschyi
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Sauria
Infraordine Gekkota
Famiglia Gekkonidae
Genere Mediodactylus
Specie M. kotschyi
Nomenclatura binomiale
Mediodactylus kotschyi
(Steindachner, 1870)
Sinonimi

Cyrtopodion kotschyi

Sottospecie

vedi testo

Il geco di Kotschy (Mediodactylus kotschyi (Steindachner, 1870)) è un sauro della famiglia dei Gekkonidi[2]. A differenza della maggior parte dei gechi, non possiede la struttura lamellare caratteristica della famiglia sotto le dita, le quali somigliano più alle dita dei lacertidi che a quelle dei gechi.

DescrizioneModifica

La colorazione prevalente è grigia in varie tonalità, a seconda dell'habitat dove vive. Presentano bande trasversali più scure o più chiare sul dorso, che alle volte possono anche mancare. Da adulti di solito non superano la lunghezza di 5,5 cm tra la punta del muso e cloaca[2]. Sul dorso e sulla coda sono presenti tubercoli conici e triangolari che non ricompaiono sulla coda rigenerata. Le dita -5 per ogni arto- sono sottili, senza struttura lamellare, e terminano con degli artigli utili per arrampicarsi. La pupilla è verticale.

BiologiaModifica

Semidiurno[2]. È insettivoro e si nutre di piccoli artropodi. Le femmine depongono una o due uova per volta in anfratti sicuri tra le rocce o le pietre[1].

Distribuzione e habitatModifica

 
Areale

La specie gravita intorno al Mar Mediterraneo orientale e in particolare intorno al Mar Egeo. È presente in Italia, Albania, Grecia, Ungheria (introdotto), Macedonia del Nord, Serbia (presente in un'unica località), Bulgaria, Turchia, Cipro, Ucraina, Georgia, Siria, Libano, Giordania ed Israele.

In Italia, dove potrebbe essere stato introdotto, si trova nella metà meridionale della Puglia ed in alcune zone della Basilicata sud-orientale.[1] Segnalazioni recenti ne suggeriscono la presenza anche in alcune località del Nord Italia, con popolazioni probabilmente già naturalizzate a Paiane (frazione di Ponte nelle Alpi)[3] e nel centro storico di Ferrara e Venezia..

Frequenta zone aride a macchia mediterranea, aree rocciose, alberi e muretti a secco[2].

TassonomiaModifica

Sono state descritte le seguenti sottospecie:[2]

  • M. k. kotschyi (Steindachner, 1870) - sottospecie nominale, diffusa in Grecia
  • M. k. adelphiensis (Beutler & Gruber, 1977)
  • M. k. bartoni (Stepànek, 1934)
  • M. k. beutleri (Baran & Gruber, 1981)
  • M. k. bibroni (Beutler & Gruber, 1977) - diffusa in Grecia, isole dell'Egeo, Albania, Italia
  • M. k. bolkarensis Rösler, 1994 - Turchia meridionale (parte settentrionale delle Montagne di Bolkar)
  • M. k. buchholzi (Beutler & Gruber, 1977) - Isola di Sifnos
  • M. k. ciliciensis (Baran & Gruber, 1982) - Turchia
  • M. k. colchicus (Nikolosky, 1902)
  • M. k. concolor (Bedriaga, 1882)
  • M. k. danilewskii (Strauch, 1887) - Bulgaria (Costa del Mar Nero), Ucraina (Crimea meridionale)
  • M. k. fitzingeri (Stepànek, 1937) - Cipro
  • M. k. fuchsi (Beutler & Gruber, 1977)
  • M. k. kalypsae (Stepànek, 1939)
  • M. k. karabagi (Baran & Gruber, 1981)
  • M. k. lycaonicus (Mertens, 1952)
  • M. k. maculatus (Bedriaga, 1882) - Grecia
  • M. k. oertzeni (Boettger, 1888) - Dodecaneso
  • M. k. orientalis (Stepànek, 1937) - Libano
  • M. k. ponticus (Baran & Gruber, 1982)
  • M. k. rumelicus (Müller, 1940) - Bulgaria
  • M. k. saronicus (Werner, 1937) - isola di Paros
  • M. k. schultzewestrumi (Beutler & Gruber, 1977)
  • M. k. skopjensis (Karaman, 1965) - Macedonia del Nord
  • M. k. solerii (Wettstein, 1937) - Grecia
  • M. k. steindachneri (Stepànek, 1937)
  • M. k. stepaneki (Wettstein, 1937)
  • M. k. syriacus (Stepànek, 1937) - Turchia, Siria
  • M. k. tinensis (Beutler & Frör, 1980) - isole di Tinos e Naxos (Grecia)
  • M. k. unicolor (Wettstein, 1937)
  • M. k. wettsteini (Stepànek, 1937)

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Wolfgang Böhme et al. 2009, Mediodactylus kotschyi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ a b c d e Mediodactylus kotschyi (Steindachner, 1870), in The Reptile Database. URL consultato il 7 giugno 2014.
  3. ^ Giuliana Mares e Nicola Novarini, A likely population of the alien gecko Mediodactylus kotschyi (Steindachner, 1870) in the province of Belluno (Northeastern Italian Alps)., in Bollettino del Museo di Storia Naturale di Venezia, n. 71, Dicembre 2020, pp. 83-88.

Voci correlateModifica

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