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Macedonia del Nord

Stato della penisola balcanica
Macedonia del Nord
Macedonia del Nord – Bandiera Macedonia del Nord - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Macedonia del Nord - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Macedonia del Nord[1]
Nome ufficiale (MK) Република Северна Македонија
(SQ) Republika e Maqedonisë së Veriut
Lingue ufficiali Macedone,
albanese[2]
Altre lingue 3,5% turco, 1,9% romaní, 1,2% serbo (stima 2002)[3]
Capitale Coat of arms of Skopje.svg Skopje  (568.210 ab. / 2018)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Stevo Pendarovski (SDSM)
Primo ministro Zoran Zaev (SDSM)
Indipendenza Dalla Jugoslavia,
25 settembre 1991
Ingresso nell'ONU 8 aprile 1993
Superficie
Totale 25.713 km² (148º)
% delle acque 1,9%
Popolazione
Totale 2.148.716 ab. (2018) (148º)
Densità 78.1 ab./km²
Tasso di crescita 0,287% (2018)[4]
Nome degli abitanti Macedoni
Geografia
Continente Europa
Confini Albania, Bulgaria, Serbia, Kosovo (territorio conteso), Grecia
Fuso orario UTC +1
ora legale: UTC+2
Economia
Valuta Dinaro macedone
PIL (nominale) 9 630[5] milioni di $ (2018) (135º)
PIL pro capite (nominale) 14 500 $ (2016) (100º)
PIL (PPA) 21 625 milioni di $ (2016) (124º)
PIL pro capite (PPA) 21 465 $ (2012) (87º)
ISU (2016) 0,748 (alto) (82º)
Fecondità 1,4 (2011)[6]
Varie
Codici ISO 3166 MK, MKD, 807
TLD .mk
Prefisso tel. +389
Sigla autom. NMK
Inno nazionale Denes nad Makedonija (in italiano Oggi sulla Macedonia)
Festa nazionale 2 agosto
Macedonia del Nord - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Jugoslavia Jugoslavia
  • Flag of the Socialist Republic of Macedonia (1946–1991).svg RS Macedone
  •  

    Coordinate: 41°39′N 21°43′E / 41.65°N 21.716667°E41.65; 21.716667

    La Macedonia del Nord, ufficialmente Repubblica di Macedonia del Nord (in macedone: Република Северна Македонија, Republika Severna Makedonija; in albanese Republika e Maqedonisë së Veriut), è uno Stato della penisola balcanica nell'Europa sud-orientale.

    Fino al 2019 lo Stato si chiamava Repubblica di Macedonia ed è stato coinvolto in un'annosa disputa sul proprio nome con la Grecia; in base all'accordo di Prespa del giugno del 2018, nonostante il mancato raggiungimento del quorum nel referendum consultivo del 30 settembre, il parlamento macedone ha approvato nel gennaio del 2019 una modifica costituzionale per adottare il nome di Macedonia del Nord e poter così successivamente aderire con la nuova denominazione alla NATO e all'Unione europea.[7][8] Il cambio del nome è poi divenuto effettivo il successivo 12 febbraio.[9]

    Da alcuni stati, tra cui quelli dell'Unione europea, nonché dall'Unione medesima e da altre entità sovranazionali, era riconosciuta come Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia[10] (abbreviato ERJM o ERIM;[11] in inglese Former Yugoslav Republic of Macedonia, FYROM; in macedone Πоранешна Југословенска Република Македонија, Poranešna Jugoslovenska Republika Makedonija) a seguito dell'adesione del Paese all'ONU (1993) con tale "denominazione provvisoria".[12]

    Stato senza sbocco al mare, la Macedonia del Nord confina a sud-ovest con l'Albania, a nord-est con la Bulgaria, a nord con la Serbia e il Kosovo e a sud-est con la Grecia. Il territorio governato dalla Macedonia era in precedenza la parte meridionale estrema della Jugoslavia. I confini odierni vennero fissati poco dopo la seconda guerra mondiale, quando la Jugoslavia socialista stabilì nella zona la Repubblica Popolare di Macedonia, riconoscendo i macedoni come una nazione separata all'interno della Jugoslavia. Rinominatasi Repubblica di Macedonia l'8 settembre 1991, si separò pacificamente dalla Jugoslavia senza ulteriori modificazioni territoriali.

    Dal 2001 la Macedonia è una democrazia parlamentare (vedi Cristianesimo democratico e Movimenti liberali nell'Islam).

    GeografiaModifica

    Geografia fisicaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Macedonia del Nord.
     
    Il fiume Radika con il paese di Dolno Kosovrasti

    La Macedonia del Nord comprende solo una parte della regione geografica della Macedonia: il rimanente è diviso tra la vicina Grecia (con poco più della metà del totale), la Bulgaria (con meno di un decimo), l'Albania e la Serbia.

    Il terreno è montuoso per la maggior parte, aspro con valli e bacini profondi, dislocato tra il Šar e il Rhodope intorno alla valle del Vardar. Tre grandi laghi, il Lago di Ocrida, il Lago Prespa e il Lago Dojran si trovano sui confini meridionali della Repubblica, tagliati dalle frontiere con l'Albania e la Grecia. Il fiume più importante è il Vardar, che prosegue in Grecia con il nome Axios.

    Il clima è temperato caldo, con estati e autunni secchi, e inverni relativamente freddi con pesanti nevicate. La regione è sismicamente molto attiva e ha subito terremoti distruttivi in passato, il più recente avvenuto nel 1963, quando Skopje fu pesantemente danneggiata da un sisma molto violento.

    Geografia politicaModifica

    La città più grande è la capitale Skopje, che ha circa 600.000 abitanti. Dopo di essa, le città più grandi sono Kumanovo, Tetovo, Gostivar, Struga, Bitola, Prilep, Ocrida e Veles, con una popolazione compresa tra 50.000 e 100.000 persone.

    Suddivisione amministrativaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Comuni della Macedonia del Nord.


    Il paese è suddiviso in 85 comuni (in lingua macedone: oпштини, opštini; singolare: oпштина, opština), dieci dei quali raggruppati nella Grande Skopje, una città metropolitana.

    AmbienteModifica

    Oltre il 7% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.[13] Nella Macedonia del Nord vi sono:

    • 3 parchi nazionali (Pelister dal 1948, Mavrovo dal 1949, Monte Galichica dal 1958)
    • 4 riserve naturali integrali
    • 3 paesaggi protetti
    • 14 aree con flora o fauna particolari
    • 33 aree dichiarate monumenti naturali

    SocietàModifica

    CittàModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Città della Macedonia del Nord.

    Nella Macedonia del Nord vi sono 34 città, di cui solo cinque hanno una popolazione che supera i 50.000 abitanti. La capitale Skopje da sola raggruppa il 25% circa del totale della popolazione nazionale.

    EtnieModifica

    Lo Stato macedone è composto da due principali gruppi etnici. Secondo gli ultimi sondaggi della CIA del 2016 sono così suddivisi:[14]

    • il gruppo principale (64,2%[15] della popolazione) sono i macedoni la cui lingua materna, il macedone, una lingua slava meridionale, è parlata da circa 1,5 milioni di abitanti.
    • il secondo gruppo etnico (25,2%) è l'albanese, la cui lingua viene parlata da circa 600 000 persone; per legge, l'albanese è lingua ufficiale a livello comunale nei comuni in cui vi è presenza etnica albanese superiore al 20% della popolazione.[16]

    Vi sono poi alcune minoranze, fra le quali le più importanti sono: bulgari, turchi, serbi, arumeni, rom.

     
    Centro storico di Bitola

    DemografiaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Demografia della Macedonia del Nord.

    Come in tutte le repubbliche della ex-Jugoslavia, la caduta del regime comunista e della repubblica federale ha aperto le frontiere, avendo come conseguenza una significativa emigrazione, accentuata dalle tensioni etniche. Più di 4000 cittadini macedoni provenienti dal nord-ovest della Repubblica di Macedonia - in particolare dai villaggi di Skudrinje, Žirovnica, Trebište, Rostuša, Golem Papradnik, Centar Zupa e dalla città di Gostivar - sono emigrati in Italia a partire dalla metà degli anni novanta insediandosi in città come Roma, Ancona, Treviso.

    LingueModifica

    La lingua ufficiale del paese è il macedone. Oltre alle lingue dei tre gruppi etnici riconosciuti tra i quali la lingua albanese e la lingua turca, vi sono altre sei lingue minoritarie: il romaní parlata dai rom, il serbo, l'arumeno e la variante di quest'ultimo, il meglenorumeno parlata dai meglenorumeni. Lo Stato macedone è l'unico a riconoscere ufficialmente la lingua arumena, lingua autoctona della regione, parlata come madrelingua da 9.695 aromeni (censimento 2002), ma conosciuta da altre migliaia di cittadini macedoni di discendenza arumena che si sono urbanizzati.

    ReligioniModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa ortodossa macedone.

    Secondo il censimento del 2002 la maggioranza della popolazione è composta da membri della Chiesa ortodossa macedone (64,8%). La seconda fede più diffusa del Paese è l'Islam (33,3%), praticato dalla minoranza turca, da quella albanese e dai torbeshi (macedoni di fede musulmana). L'1,5% è rappresentato da altri culti non specificati (arumeni, romaní).

    StoriaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Macedonia del Nord.

    Il territorio dell'attuale Macedonia del Nord ha fatto parte, durante i secoli, di numerosi Stati e imperi antichi. La Peonia, l'antica Macedonia, l'Impero romano e l'Impero bizantino; nel VI-VII secolo d.C. arrivarono i primi Slavi e in seguito si formarono gli Stati medioevali di Bulgaria e di Serbia. Nel XV secolo la regione venne conquistata dall'Impero ottomano.

    In seguito alle due guerre balcaniche nel 1912 e nel 1913 e la dissoluzione dell'Impero ottomano, diventò parte della Serbia e fu riconosciuta come Јужна Србија (Južna Srbija, "Serbia meridionale"). Dopo la Prima guerra mondiale la Serbia si unì al neo-formato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Nel 1929, il regno fu rinominato Jugoslavia e diviso in province chiamate "banovina". Il territorio della moderna Macedonia del Nord divenne la banovina del Vardar (Vardarska Banovina).

    Nel 1941, il Regno di Jugoslavia venne occupato dalle Potenze dell'Asse. La banovina del Vardar venne spartita tra la Bulgaria e l'Italia, che al momento occupava l'Albania. Il rigido governo che le forze occupanti stabilirono nella zona incoraggiò molti slavi macedoni ad appoggiare il movimento di resistenza di Josip Broz Tito, che divenne il presidente della Jugoslavia alla fine della guerra. Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, la Repubblica Popolare di Macedonia in Jugoslavia diventò una delle sei repubbliche della Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia. In seguito alla ridenominazione della Federazione Jugoslava in Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia nel 1963, la Repubblica Federale di Macedonia fu ridenominata allo stesso modo Repubblica Socialista di Macedonia. La repubblica si ridenominò Repubblica di Macedonia nel 1991, quando si separò pacificamente dalla Jugoslavia: sin da allora entrò in conflitto formale con la Grecia a proposito del nome ufficiale dello Stato dopo la sua dichiarazione d'indipendenza, e solo nel 2018 è stato esperito un serio tentativo di risolvere la disputa.[17]

     
    Vista di Skopje

    La Repubblica di Macedonia rimase in pace durante la guerra civile jugoslava nei primi anni novanta ma fu parzialmente coinvolta nella guerra del Kosovo nel 1999, quando circa 360 000 albanesi si rifugiarono dal Kosovo nel paese. I profughi ritornarono velocemente nella loro regione alla fine della guerra, ma, poco dopo, i radicali albanesi di entrambi i lati del confine presero le armi per rivendicare l'autonomia o l'indipendenza per le aree a maggioranza albanese della Repubblica. Venne combattuta una piccola guerra civile e le etnie albanesi si ribellarono, soprattutto nel nord e nell'est del paese, nel marzo/giugno del 2001. Si arrivò a una conclusione del conflitto con l'intervento di un piccolo contingente di monitoraggio della NATO e con l'impegno del governo a riconoscere culturalmente la minoranza albanese.

    Secondo l'accordo di Prespa del giugno 2018 la Repubblica di Macedonia ha cambiato nome, dopo un referendum confermativo non vincolante avvenuto il 30 settembre 2018, in Repubblica della Macedonia del Nord; il referendum ebbe un risultato inaspettato: il 94,18% dei votanti votò per il Sì al cambiamento, ma non fu raggiunto il quorum necessario del 50% più uno (i partecipanti furono solo il 36,91%). Il primo ministro macedone Zoran Zaev, ha deciso comunque di andare avanti nelle procedure per il cambio del nome ed è riuscito a far approvare in Parlamento la revisione costituzionale a gennaio 2019,[18] e anche la Grecia ha approvato l'accordo pochi giorni dopo. È prevista anche un'entrata della Macedonia (con il nuovo nome) nella NATO e nell'UE nel 2025.[7][8]

    PoliticaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Politica della Macedonia del Nord.

    Politica internaModifica

    La Macedonia del Nord è una democrazia parlamentare (vedi Cristianesimo democratico e democrazia islamica) con un governo composto da una coalizione di partiti dalla legislatura unicamerale (Собрание, Sobranie), e un potere giudiziario indipendente con una corte costituzionale. Il ruolo del Presidente della Repubblica è per lo più cerimoniale, il potere reale è nelle mani del Presidente del Governo di Macedonia.

     
    Palazzo della Sobranie macedone

    Con il passaggio a un nuovo sistema di leggi e le elezioni tenute nel 2005, le funzioni governative locali sono state divise in 78 comuni (општини opštini, singolare - општина opština). La capitale, Skopje, viene governata come insieme di 10 comuni, a cui ci si riferisce collettivamente come "Град Скопjе" "la Città di Skopje".

    All'interno della Macedonia del Nord, la principale divergenza politica è tra i partiti basati per la maggior parte su distinzioni etniche e che rappresentano la maggioranza macedone del paese e la minoranza albanese. La questione del bilanciamento dei poteri tra le due comunità portò a una breve guerra civile nel 2001, in seguito alla quale è stato raggiunto un accordo sulla condivisione dei poteri.

    Politica esteraModifica

    La Macedonia del Nord è un membro di varie organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite e l'OSCE, dove è iscritta con la denominazione provvisoria "the former Yugoslav Republic Of Macedonia" (Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia[19]). Tuttora lo Stato sta cercando di unirsi alla NATO e all'Unione europea (già accettato come paese candidato all'entrata, al pari della Turchia).

    Rapporti con l'Unione europeaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Adesione della Macedonia del Nord all'Unione europea.

    A partire dal 2001, anno della firma dell'Accordo di stabilizzazione e associazione, il processo di integrazione europea del Paese ha conosciuto una serie di alti e bassi, che ne ha protratto notevolmente i tempi. Il Paese è comunque ufficialmente candidato all'ingresso nell'Unione europea.

    Queste le tappe già percorse:

    • 9 aprile 2001: firma l'Accordo di stabilizzazione e associazione;
    • 27 aprile 2002: inoltro presso il Segretariato generale dell'Unione europea degli strumenti di ratifica dell'Accordo di stabilizzazione e associazione;
    • 22 marzo 2004: presenta la domanda di adesione all'Unione europea;
    • 1º aprile 2004: entra in vigore l'Accordo di stabilizzazione e di associazione;
    • 17 dicembre 2005: il Consiglio europeo conferisce lo status di candidato a membro dell'UE.

    La disputa sul nomeModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Disputa sul nome della Repubblica di Macedonia.

    La Repubblica di Macedonia, fin dal giorno della sua indipendenza (1991), è stata impegnata in una disputa con la Grecia a proposito del nome ufficiale del paese, i simboli nazionali e la costituzione. Due questioni su tre stanno tuttora bloccando i negoziati di adesione del paese balcanico all'Unione europea.

    Al momento della proclamazione dell'indipendenza del nuovo Stato, il governo greco sollevò tre obiezioni che ne impedivano il riconoscimento:

    • la prima è stata risolta dopo il referendum confermativo e la successiva revisione costituzionale sull'utilizzo del nome "Macedonia", in virtù del fatto che il termine (ritenuto dalla Grecia parte esclusiva della propria storia e della propria eredità culturale[20]) indica anche l'odierna regione greca Macedonia;
    • la seconda relativa alla bandiera originalmente adottata dalla Repubblica macedone, su cui campeggiava il Sole di Verghina, simbolo della dinastia di Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, in quanto la Grecia rimproverava alla nuova Repubblica di essersi appropriata indebitamente di un simbolo dell'antico Stato di Macedonia e che a oggi è stata risolta grazie al cambio di vessillo.
    • infine, la terza obiezione riguardava alcune clausole incluse nella costituzione della nuova Repubblica, che potevano essere interpretate come presagio di possibili pretese territoriali.[senza fonte]

    D'altra parte, la Repubblica di Macedonia era preoccupata che possibili soluzioni alternative potessero costituire appigli per rivendicazioni territoriali, prima della Jugoslavia e poi della Serbia.

    Le opposizioni avanzate dalla Grecia contro l'uso del nome Macedonia da parte del nuovo Stato sono le già citate origini elleniche del nome, che contrastano con il fatto che le tribù slave non si insediarono nel territorio fino al VI secolo. In seguito, il governo greco ha dichiarato che il nome Macedonia era stato assegnato al paese per la prima volta da Tito, presidente della Jugoslavia, intorno al 1950, quando essa era la provincia meridionale estrema della Jugoslavia: sotto il Regno di Jugoslavia, infatti, il territorio costituiva la "provincia (banovina) del Vardar". Tuttavia, nell'Impero ottomano la regione compresa tra il Mar Egeo a sud, il lago di Ocrida a ovest, il fiume Mesta a est e la catena montuosa della Sar Planina a nord era comunemente indicata come Macedonia.[21]

    Come compromesso, l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto la repubblica nella primavera del 1993 con il nome di Former Yugoslav Republic Of Macedonia (Repubblica ex Jugoslava di Macedonia). Dopo l'ammissione del nuovo Stato nelle Nazioni Unite con tale nome, altre organizzazioni internazionali hanno adottato la medesima convenzione, comprese l'Unione europea, la NATO e il Comitato Olimpico Internazionale.

    Le dispute sono state tutte risolte.

    Centodiciotto Stati (tra cui gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Cina e la Bulgaria) riconoscevano lo stato come "Repubblica di Macedonia" o semplicemente "Macedonia",[20] mentre altri paesi la riconoscevano come "Former Yugoslav Republic of Macedonia"; altri ancora invece non avevano una posizione univoca. Tutti hanno comunque accettato di riconoscere ogni accordo finale risultante da trattative in seno alle Nazioni Unite. Anche lì, dove questo stato è riconosciuto con il nome "Former Yugoslav Republic of Macedonia", spesso comunque viene indicato per semplicità come Macedonia[senza fonte].

    Dopo aver proposto quale soluzione della controversia i nomi "Repubblica di Skopje" e "Repubblica del Vardar" (entrambi rifiutati dalla Repubblica di Macedonia),[20][22] la Grecia è passata da un'assoluta opposizione al nome "Macedonia" nella denominazione ufficiale del nuovo Stato alla richiesta che il nome sia accompagnato da un qualificativo ("Alta Macedonia", "Nuova Macedonia", "Macedonia-Skopje", ...),[20] convergendo dunque con le proposte dei mediatori incaricati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, Cyrus Vance e, successivamente, Matthew Nimitz.[20] Ma la Repubblica di Macedonia rifiutò ogni qualificativo e fu disposta ad ammettere un doppio nome a scelta dello Stato che lo usa, il che implica però il nome senza qualificativi nelle organizzazioni internazionali, le quali adottano di norma la denominazione preferita dallo Stato stesso.

    Benché la disputa sul nome con la Grecia sia continuata fino al 2018 e abbia bloccato l'accesso della Repubblica di Macedonia all'Unione europea e alla NATO[23] (nonostante in pratica i due paesi si siano accordati sulle altre questioni), le relazioni economiche e la cooperazione si sono talmente sviluppate dal 1995, che la Grecia è considerata adesso uno dei più importanti partner e investitori stranieri.[24]

    Al termine di lunghi negoziati, il 12 giugno 2018 è stato annunciato dal premier macedone Zoran Zaev e da quello greco Alexīs Tsipras l'accordo sul nome: lo stato si chiamerà "Repubblica della Macedonia del Nord". Tale nome dovrà essere inserito nella Costituzione del paese e ratificato da un referendum popolare; al termine di tale processo, potranno aprirsi i negoziati sull'adesione del paese alla NATO e alla Unione europea.[25][26]

    Il 30 settembre 2018 il referendum popolare, così come stabilito dall'accordo con la Grecia, per il nuovo nome del Paese (Macedonia del Nord) è fallito. L'affluenza alle urne non ha raggiunto il quorum del 50% più uno, fermandosi al 36,87%. La maggior parte dei votanti, il 91,48%, era a favore del cambio del nome mentre solo il 5,64% ha espresso la sua contrarietà alla modifica[27].

    Malgrado il risultato del referendum, nell'ottobre del 2018, con la maggioranza dei 2/3, è stata avviata la procedura per il cambio del nome in Repubblica della Macedonia del Nord.[28] Le necessarie modifiche costituzionali sono state approvate dalla Sobranie, con 81 voti a favore su 120, l'11 gennaio 2019.[29][30] Il 25 gennaio successivo anche il Parlamento ellenico ha approvato l'accordo di Prespa, con la stretta maggioranza di 153 voti favorevoli e 146 contrari.[31][32] Perché il cambiamento di nome abbia effetto, l'accordo prevede che la Grecia debba approvare anche l'adesione della Macedonia del Nord alla NATO (il cui protocollo è stato firmato a Bruxelles il 6 febbraio 2019[33][34]) e che il governo macedone informi gli stati con cui intrattiene relazioni diplomatiche e le organizzazioni internazionali dell'avvenuta modifica del nome[35][36]. L'8 febbraio 2019 il parlamento greco ha ratificato il protocollo sull'adesione della Macedonia del Nord alla NATO, completando così tutte le clausole previste per l'entrata in vigore dell'accordo sul nome[37].

    Il 12 febbraio 2019 il governo della Repubblica di Macedonia del Nord ha annunciato l'entrata in vigore dell'accordo e degli emendamenti costituzionali che hanno così effettivamente attuato il cambio di nome dello stato, chiudendo la controversia con la Grecia[38][39].

    IstituzioniModifica

    UniversitàModifica

    Tra le più importanti università ricordiamo l'Università dei Santi Cirillo e Metodio di Skopje, la più grande della Macedonia del Nord, istituita nel 1949.

    E tra le altre università ricordiamo l'Università di San Clemente di Ocrida di Bitola, istituita nel 1979 e l'Università di Goce Delcev di Stip, istituita nel 2007.

    EconomiaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Macedonia del Nord.

    La Repubblica Macedone era una delle aree più povere dell'ex Jugoslavia. Nel settembre 1991, anno della sua pacifica indipendenza, produceva soltanto il 5% di tutti i beni e servizi della Repubblica Federale. L'indipendenza ha fatto cessare l'arrivo dei fondi provenienti dal governo federale, acuendo la difficile situazione economica. I primi anni di indipendenza hanno risentito gli effetti negativi di molte situazioni: l'assenza di infrastrutture; la mancanza di un mercato libero; le sanzioni dell'ONU alla Serbia che rappresenta uno dei suoi principali mercati; l'embargo economico dalla Grecia per la controversia legata al nome e alla costituzione. Per tutto questo l'economia è ristagnata fino al 1996; dopo di che si è avuta una ripresa fino al 2000. Successivamente si è avuto l'effetto negativo dell'insurrezione albanese del 2001, che ha comportato una riduzione degli scambi commerciali. L'aumento della disoccupazione e la diffusione del mercato nero continuano a essere un grave peso per lo sviluppo dell'economia macedone. Il PIL pro capite rimane uno dei più bassi d'Europa.

    CulturaModifica

     
    Icona dell'Annunciazione, chiesa di San Clemente di Ocrida, XIV secolo

    La Macedonia del Nord ha una grande eredità nell'arte, architettura e musica. Vi sono molti siti religiosi che sono protetti e ammirati in tutto il mondo. Festival di poesia, musica, e cinema vengono tenuti annualmente.

    Gli stili musicali tradizionali macedoni si sono sviluppati sotto la forte influenza della musica ecclesiastica bizantina.

    La Macedonia del Nord è uno dei paesi dove si trovano i più belli e meglio preservati affreschi bizantini, soprattutto dal periodo tra l'XI e il XVI secolo[senza fonte]. Ci sono varie migliaia di metri quadrati di affreschi ben preservati, la maggior parte delle quali è in ottime condizioni e rappresenta i capolavori della scuola macedone di pittura ecclesiastica.

    Nella Repubblica l'architettura passata incontra spesso quella presente; l'architettura antica dei monasteri e delle chiese di grande bellezza rendono un interessante contrasto con l'architettura moderna ormai presente nel paese. La maggior parte dei monasteri macedoni, costruiti in vari periodi, e particolarmente quelli costruiti tra l'XI e il XV-XVI secolo, sono giunti a oggi perfettamente conservati. Le icone macedoni, e in particolare quelle di Ocrida fanno parte delle collezioni più preziose del mondo odierno. Secondo il punto di vista degli studi bizantini, sono quasi uniche.

    LetteraturaModifica

    Una letteratura propria macedone si afferma nel XX secolo con il poeta Kočo Racin, il fondatore della letteratura macedone moderna.

    MusicaModifica

    Lo strumento propriamente macedone è la gaida, usato anche il fyelli o kaval, anche la çiftelia (usata soprattutto dall'etnia albanese) trova posto nella musica tradizionale del paese. Gli eventi culturali più importanti del paese sono il Festival estivo di Ocrida di musica classica e del dramma, le serate poetiche con poeti da più di 50 paesi del mondo, le Serate all'Opera di Sofia di maggio, il Camera Festival a Bitola, Il Teatro aperto giovanile e i festival jazz a Skopje, ecc.

    Tra i cantanti macedoni più affermati a livello internazionale ricordiamo Toše Proeski e Kaliopi.

    CinemaModifica

    Per quanto riguarda l'ambito cinematografico la Macedonia del Nord si è affermata in campo internazionale con il regista Milčo Mančevski, il cui film Prima della pioggia (1994) ha ottenuto la nomination all'Oscar al miglior film straniero, nel 1995.

    Festività pubblicheModifica

    Le principali festività della Macedonia del Nord sono:

    Data Nome italiano Nome locale Note
    1º–2 gennaio Capodanno Нова Година, Nova Godina  
    7 gennaio Natale (ortodosso) Прв ден Божик, Prv den Božik  
    Aprile/maggio Venerdì santo (ortodosso) Велики Петок, Veliki Petok
    Aprile/maggio Pasqua (ortodossa) Прв ден Велигден, Prv den Veligden La Pasqua ortodossa non coincide con quella cattolica
    Aprile/maggio Lunedì dell'Angelo (ortodosso) Втор ден Велигден, Vtor den Veligden
    1º maggio Festa dei lavoratori Ден на трудот, Den na trudot  
    24 maggio Giorno di San Cirillo e San Metodio Св. Кирил и Методиј, Ден на сѐсловенските просветители; Sv. Kiril i Metodij, Den na sèslovenskite prosvetiteli  
    2 agosto Giorno della Repubblica Ден на Републиката, Den na Republikata Giorno in cui fu fondata la Repubblica di Macedonia nel 1944, coincidente con la rivolta di Ilinden nel 1903 e la vittoria nella battaglia di Cheronea nel 338 a.C.
    8 settembre Giorno dell'indipendenza della Repubblica di Macedonia Ден на независноста, Den na nezavisnosta Giorno dell'indipendenza dalla Jugoslavia, nel 1991
    11 ottobre Giorno della rivoluzione Ден на востанието, Den na vostanieto Inizio della guerra antifascista durante la seconda guerra mondiale nel 1941
    23 ottobre Giorno della lotta rivoluzionaria macedone Ден на македонската револуционерна борба,Den na makedonskata revolucionarna borba Giorno in cui fu fondata l'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone (VMRO) nel 1893
    8 dicembre Giorno di San Clemente di Ocrida Св. Климент Охридски, Sv. Kliment Ohridski Santo Patrono della Macedonia del Nord

    Oltre a queste ci sono svariate festività religiose minori

    AlfabetizzazioneModifica

    Popolazione totale (di età maggiore di anni 15): 96,1% (Stime 2002 tratte dal CIA Factbook)

    • maschi: 98,2%
    • femmine: 94,1%

    IstruzioneModifica

    L'istruzione è gratuita e obbligatoria per 12 anni, divisi in due cicli: 8 anni di scuola elementare, 4 anni di scuola superiore. Nel paese vi sono 7 università.

    GastronomiaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina macedone.

    La cucina macedone raccoglie in parte le influenze della cucina mediterranea e di quella mediorientale e il clima favorisce le condizioni di crescita per vari tipi di alimenti.

    SportModifica

    Lo sport più praticato in Macedonia del Nord è il calcio; il giocatore più famoso è Goran Pandev, un idolo per la popolazione macedone. Un altro sport molto diffuso è la pallamano, mentre la pallacanestro ha avuto un grande successo nel corso degli anni duemila, prevalentemente grazie alla qualificazione della nazionale macedone al campionato europeo del 2009 e alle semifinali ottenute negli europei del 2011.

    Giochi olimpiciModifica

    La Macedonia del Nord ai Giochi olimpici ha ottenuto a oggi una sola medaglia, aggiudicata al lottatore Mogamed Ibragimov, medaglia di bronzo nella categoria 85 kg di lotta libera ai Giochi olimpici estivi del 2000.

    Galleria d'immaginiModifica

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    NoteModifica

    1. ^ La Macedonia del Nord si appresta ad aderire a NATO e UE.
    2. ^ Lingua co-ufficiale a livello statale (esclusa la difesa, la polizia centrale e la politica monetaria) e nelle unità di autogoverno locale in cui i parlanti sono il 20% o più.
    3. ^ The World fact book, CIA.
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      «Користејќи ги Бадентеровите принципи, Парламентот го изгласа законот за употреба на јазиците кој ги засега сите етнички групи во Македонија. Законот не дозволува употреба на албанскиот или било кој малцински јазик како втор официјален јазик на територијата на Македонија.».
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    19. ^ Risoluzione Assemblea Generale dell'ONU "By resolution A/RES/47/225 of 8 April 1993, the General Assembly decided to admit as a Member of the United Nations the State being provisionally referred to for all purposes within the United Nations as "the former Yugoslav Republic of Macedonia" pending settlement of the difference that had arisen over its name."
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    23. ^ Il 5 dicembre 2011 la Corte internazionale di giustizia (ICJ) ha stabilito che la Grecia, nell'ostacolare l'ingresso della Repubblica di Macedonia nella NATO, ha violato l'Interim Accord stipulato tra i due paesi il 13 settembre 1995. La Corte ha altresì riconosciuto che la Macedonia, nel 2004, ha violato lo stesso accordo facendo uso di un simbolo da esso proibito.
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    39. ^ Ufficiale, è nata ieri la Macedonia del Nord, su balcanicaucaso.org, 13 febbraio 2019. URL consultato il 13 febbraio 2019.

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