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Miglianico
comune
Miglianico – Stemma Miglianico – Bandiera
Miglianico – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoFabio Adezio[1] (Lista civica Miglianico Cambia) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate42°21′33.78″N 14°17′33.08″E / 42.359383°N 14.292522°E42.359383; 14.292522 (Miglianico)Coordinate: 42°21′33.78″N 14°17′33.08″E / 42.359383°N 14.292522°E42.359383; 14.292522 (Miglianico)
Altitudine125 m s.l.m.
Superficie22,73 km²
Abitanti4 780[2] (28-02-2017)
Densità210,29 ab./km²
FrazioniCagialone, Cerreto, Cerreto Superiore, Cerrone, Ciummare, Collemarino, Elcine, Foreste, Montupoli, Piane San Pantaleone, Quattro Strade, Valle Sant'Angelo
Comuni confinantiAri, Francavilla al Mare, Giuliano Teatino, Ortona, Ripa Teatina, Tollo, Villamagna
Altre informazioni
Cod. postale66010
Prefisso0871
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069050
Cod. catastaleF196
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona C, 1 384 GG[3]
Nome abitantimiglianichesi
Patronosan Pantaleone
Giorno festivo27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Miglianico
Miglianico
Miglianico – Mappa
Posizione del comune di Miglianico all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Miglianico (Mijàneche o Mijànece in abruzzese) è un comune italiano di 4.780 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Il suo territorio si estende tra i fiumi Foro e Venna ad una distanza di circa 5 km dal litorale Adriatico.

Indice

StoriaModifica

La fondazione del paese risale al periodo medievale (987 d.C.), in quanto il nome Miglianico parrebbe derivare dal latino Aemilius. Tuttavia lo sviluppo del borgo avviene intorno alla rocca sorta in epoca alto medioevale, come testimoniano i resti di conci monumentali (riferibili al X secolo e XI secolo) gravemente danneggiati dall'ultimo conflitto mondiale ed ora restaurato ed adattato ad abitazione. Nei primi tempi l'abitato appartenne ai Conti di Chieti, alla Badia di San Giovanni in Venere. Inoltre, è anche molto probabile che in epoca normanna il castello abbia costituito un importante presidio militare in difesa del fiume Foro. In questo periodo viene citato nel Catalogus baronum (1014) come Mellianum, feudo di tre militi, quando viene presidiato da un certo Riccardus Trogisii, esponente di spicco di un ramo di una famiglia normanna venuta in Abruzzo al seguito di Roberto di Loretello e sub feudatario di boemondo, conte di Manoppello. Nel XIV secolo, la località è ricordata come "Molianico, Milianica e Millanica" con le chiese S. Angeli, S. Martini S. Andree in Milianica[4]. Nel XV secolo fu degli Orsini e nel termine del XVIII secolo fu dei Valignani di Chieti ma, successivamente, fu dei Todeschi di Pianella.[5] Miglianico segue le vicissitudini del Regno delle Due Sicilie ed è incorporata al Regno d'Italia nel 1860.

Seconda guerra mondialeModifica

Miglianico, e altri piccoli centri quali Orsogna, Tollo, Arielli e Francavilla al Mare, nel 1943 furono inevitabilmente coinvolti nella seconda guerra mondiale. Miglianico insieme a Francavilla figura nella cosiddetta "battaglia del Foro" (12 settembre-22 dicembre 1943), così chiamata per il fiume che sfocia tra Ortona e Francavilla. Miglianico fu occupata dai tedeschi, il presidio militare fu il castello Masci e il Municipio, che subì dei bombardamenti alleati, insieme alla vicina Tollo, mentre i nazisti rastrellavano gli uomini per completare le opere di fortificazione delle linee difensive, contro la fanteria e i carri dell'VIII Armata.

Dei giovani volontari, insieme a quelli di Francavilla, costituirono una banda di patrioti per ribellarsi alla presenza tedesca, ma la scarsezza di armi e la mala organizzazione militare, fece sì che la banda comandata da Rocco Angelucci, già in dicembre 1943 venisse sciolta, ciò rappresenta un primo tentativo serio dei cittadini di ribellione all'oppressore, prima della costituzione nel gennaio 1944 della Brigata Maiella di Ettore Troilo. In Miglianico, il luogo di battaglia fu contrada Caramanico, con la distruzione della chiesa di Santa Maria delle Piane e il danneggiamento della chiesetta di San Pasquale. Il 22 dicembre ci fu lo scontro allo sbocco del Foro a Francavilla per impedire l'imbarco dei prigionieri, nello stesso giorno in contrada Piane San Pantaleone avveniva un altro scontro contro i nazisti. La battaglia durò l'intero giorno, 9 partigiani dei 50 impiegati morirono. Nei primi giorni di gennaio del 1944, i tedeschi ordinarono la rappresaglia a Miglianico e Francavilla, prelevando anche innocenti e giustiziandoli senza processo.

Alla liberazione di Miglianico, seguì la lenta ripresa e la ricostruzione, iniziando dal Municipio, distrutto appositamente dai tedeschi per non far trovare traccia del loro passaggio agli alleati.

Culto di San PantaleoneModifica

Nel 1324 esisteva fuori Miglianico una chiesa di San Pantaleone in una località imprecisata delle attuali contrade Piane San Pantaleone o Valle Sant'Angelo, appartenente al monastero di San Tommaso di Paterno (Caramanico Terme). In seguito a una scorreria saracena del 1492, che forse provocò la distruzione della chiesa, si nascose la statua di San Pantaleone in una fornace in località Caramanico (sempre in contrada Piane San Pantaleone). La statua fu recuperata poco tempo dopo nel giorno di San Lorenzo il 10 agosto. Da allora in questa data - recentemente nel sabato più vicino - si celebra la festa che ricorda il ritrovamento della statua di San Pantaleone. Agli inizi del XVI secolo la statua fu poi portata solennemente nella chiesa di San Michele Arcangelo a Miglianico nella quale fu da allora custodita (festa della venuta), dove rimane fino ad oggi.[6] Il culto di San Pantaleone, santo patrono del paese, è diffusissimo: Gabriele D'Annunzio gli dedicò una delle sue “Novelle della Pescara” e il pittore Francesco Paolo Michetti immortalò “Il voto” (opera attualmente conservata Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma).

OnorificenzeModifica

  Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo centro, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, fu oggetto di una feroce rappresaglia delle truppe tedesche che trucidarono alcuni suoi cittadini inermi e di ripetuti bombardamenti con la distruzione di numerose abitazioni. La popolazione, costretta allo sfollamento, dovette trovare rifugio nelle località vicine, tra stenti e dure sofferenze. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Miglianico (CH), 1943-1944

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Castello MasciModifica

Il Castello Masci, risalente probabilmente all'anno 1.000 e ricostruito nel 1515 dalla famiglia dei Baroni Valignani che aveva in feudo il paese, attualmente è residenza privata.[5] Intorno al 1950, il famoso architetto Bonfanti insieme a Filippo Masci come collega e committente, con l’importante contributo dell’amico Gio Ponti, ricostruiscono con l’idea di castello moderno. Si riaffacciano e prendono corpo in questo nuovo progetto tutti i temi già presenti nella produzione bonfantiana: il rapporto tra modernità e tradizione, la comprensione dello spirito del luogo, l’attenzione per i materiali (vengono usati per il nuovo castello gli stessi mattoni delle macerie del vecchio, ma le finestre sono in alluminio anodizzato) e, non ultima, l'estrema definizione dei particolari costruttivi, decorativi (Gio Ponti) e degli arredi. Nello skyline del paese, la massa turrita del castello sembra saldarsi a quella della chiesa preesistente, restituendo a Miglianico, da lontano, l'antica immagine di città fortificata sulla collina. Dall’interno poi, l’immagine del castello si perde completamente a vantaggio dell’impostazione residenziale: i piani si affacciano a ballatoio sull’ingresso. Grandi aperture incorniciano i panorami esterni; piccole corti, spazi interni di distribuzione concepiti come piazze coperte e un giardino pensile corbusiano portano l'elemento urbano e naturale all’interno del palazzo. Ogni pavimento è disegnato appositamente con intrecci di pietra, cotto e ceramiche napoletane. L’uso spregiudicato dei materiali, delle forme e dei riferimenti alla storia, raggiunge un risultato compositivo autonomo che può giustamente collocarsi nel clima figurativo del miglior Novecento. Si tratta di un restauro, o meglio della “ricostruzione di un castello”, che suggerisce diverse chiavi di lettura: un’opera complessa che esalta e definisce la professionalità colta di Francesco Bonfanti, lettore e ripropositore di forme.

 
Il voto di Michetti (1883), particolare dell'abbraccio del fedele al busto di San Pantaleone

Santuario di San Michele Arcangelo e San PantaleoneModifica

La chiesa di San Michele Arcangelo o Santuario di San Pantaleone edificata nel XVI secolo come cappella privata dei Valignani. Di recente costruzione la chiesa di San Rocco, al centro del paese in Borgo San Rocco, con annesso il nuovo centro parrocchiale.[7] e la Chiesa di San Pantaleone in località Caramanico della Contrada Piane San Pantaleone con piccola edicola che custodisce e segnala il luogo dell'antica fornace nel quale venne nascosta la statua del Santo in occasione delle invasioni turche.

La chiesa ha l'abside che viene usata anche per le manifestazioni musicali della banda locale. La chiesa con la sua processione è stata descritta da Gabriele D'Annunzio nelle Novelle della Pescara (1902), dove in un bozzetto popolare, si rievoca la tradizione della festa di San Pantaleone, descritta con toni molto macabri e appassionati.
La chiesa ha pianta rettangolare, facciata con muratura in laterizio in uno stile eclettico, che fa riferimento a un restauro del tardo Ottocento, in cui venne realizzato un rosone in stile medievale, insieme a due arcate cieche, poste in una fascia di bugnato. L'ingresso è dato da un grande scalone a forcipe con sottostanti archeggiature, nella superficie a sottile bugnato si aprono tre portali rettangolari, e in alto le monofore cieche attorno al rosone. Il campanile è a torre rettangolare, con cuspide a cipolla. L'interno è a navata unica con cappelle laterali, coro rettangolare, volta a botte lunettata e loggia per la cantoria. Lo stile è quello tardo barocco, ottocentesco neoclassico, con ordine di paraste corinzie laterali, sovrastate da cornice, inquadranti le arcate delle cappelle laterali, con decorazioni a stucco nelle volte.

Parrocchia di San Michele e San RoccoModifica

Si tratta della principale chiesa di Miglianico, che è sede della parrocchia di San Pantaleone, San Michele e San Rocco. Sorge poco distante da Piazza Umberto I, nel rione San Rocco, sopra l'area di un'antica cappella del XVI secolo, abbattuta negli anni '90 per volere di don Vincenzo Pizzica. La raccolta fondi venne avviata nel 1997 e la chiesa venne consacrata nel 2004. La chiesa ha una pianta circolare poligonale, dalla cui copertura, nella pozione baricentrica, si innalza una piccola calotta con finestre per far entrare la luce. L'interno è a pianta centrale, rivestito in mattoni con finte arcate cieche. La statua del Sacro Cuore di Gesù è posta al centro, sospesa e legata da tralicci. I corpi laterali comprendono la sacrestia, l'auditorium parrocchiale, i primi piani con le aule catechistiche, le sale riunioni, la casa canonica, la foresteria, il secondo piano cappella, e l'ufficio parrocchiale.

Fontana civicaModifica

La fonte civica di Miglianico può essere datata al XIX secolo e mantiene una funzione di puro arredo urbano. La fonte è in pietra e presenta un'unica cannella da cui defluisce l'acqua che fuoriesce dalla bocca di un mascherone che richiama l'effigie di un satiro.[8]

Chiesa di Sant'Antonio Abate di CerretoModifica

Fuori dal centro del paese, in Contrada Cerreto, la chiesa di Sant'Antonio Abate. Fu edificata nel XVI secolo dai signori Valignani come cappella cimiteriale; fu donata alla comunità nel 1973 in cambio di una cappella sita nel cimitero di Miglianico. [9]

Nel 1974 la chiesa è stata restaurata e dedicata alla "Resurrezione di Nostro Signore Gesù", e nel 2006 è stata unita alla parrocchia di San Michele. Mostra un interessante aspetto medievale, specialmente per il portale gotico ad arco sestoacuto. Unica architettura stonante è il moderno campanile a torre in cemento armato.

Chiesa di San Pantaleone delle PianeModifica

Si trova in contrada Caramanico - Piane San Pantaleone. Nel 1324 la chiesetta già esisteva, appartenente alla giurisdizione dell'abbazia di San Tommaso di Paterno di Caramanico Terme, e qui si svolgeva l'originaria manifestazione religiosa in onore di San Pantaleone, futuro patrono di Miglianico. Durante la scorreria turca del 1566, la statua del santo venne nascosta in una fornace della contrada, e successivamente trasportata dentro il paese nella chiesa di San Michele, dove rimase fino ad oggi. Nei secoli a seguire, dato che la chiesa versava in abbandono e degrado, nel 1982 fu ampiamente ricostruita, poiché dell'antica cappella quasi non c'era più traccia, se non l'edicola della cascina dove la tradizione volle fosse stata nascosta la statua. La chiesa fu voluta dunque dal Monsignor Vincenzo Pizzica e fu consacrata nel 2002 con la benedizione dell'arcivescovo di Chieti Edoardo Menichelli. Nel 2013 è stato composto il corredo pittorico interno con il trittico della Gloria di San Pantaleone con Sant'Ermolao e Santa Eubule.
Benché moderna, la chiesa ha un impianto che rispecchia i canoni classici: ha pianta rettangolare, con nartece d'ingresso sormontato da un tetto spiovente, e interno a navata unica con affreschi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

CulturaModifica

 
Il voto di Francesco Paolo Michetti (1883), Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

Miglianico nella cultura di massaModifica

Miglianico è indubbiamente divenuta famosa grazie agli artisti Francesco Paolo Michetti e Gabriele d'Annunzio, i quali hanno immortalato nella pittura e nella prosa la celebre festa patronale di San Pantaleone. Tuttavia, seguendo la corrente del realismo e dell'impressionismo, Michetti nella sua tela Gli storpi o il Voto, ha ben superato il realismo classico di quei tempi, illustrando molto bene, e con pennellate rapide e aspre la scena del procedere carponi e strisciando dei fedeli verso il busto reliquiario del santo, adagiato davanti l'altare della chiesa. La scena si svolge ad andamento orizzontale, l'atmosfera è oscura e opaca, i fedeli sono raccolti in preghiera, ed alcuni con dei cenci addosso, piuttosto che degli indumenti veri e propri, avanzano premendo il petto sul terreno, mentre un fedele è arrivato al busto, che abbraccia e bacia con passione, in segno di fedeltà estrema. Quest'eccessivo amore, descritto con caratteristiche talmente passionali da rasentare il fanatismo e la follia pura, è stato descritto da D'Annunzio nella novella Gli idolatri, il quale con Michetti dovette aver assistito, nel 1884 circa, alla processione di Miglianico. La novella fu inclusa nella raccolta San Pantaleone e pubblica nel 1886, riedita nel nuovo gruppo de Le novelle della Pescara nel 1902.

Sia questa che la seguente L'eroe, sono de novelle unite, che sono diventate tra le più famose delle prose dannunziane sull'Abruzzo. Ambientate nel paese di Miglianico poco distante da Chieti, si narra della famosa processione di San Pantaleone, santo patrono del paese. Il santo dai miglianichesi è molto venerato, sin dal 1566, quando il paese fu attaccato dai Turchi, e il miracolo del santo avrebbe fatto sì che la gente non venisse massacrata, e che la sua statua non fosse rimasta inviolata dagli infedeli. D'Annunzio mette per l'ennesima volta in scena il fanatismo religioso abruzzese, facendo contrapporre ancora una volta le confraternite: del Patrono e di un tal San Gonselvo, traendo spunto da fatti di cronaca realmente accaduti nel chietino e non solo. Nello scontro rimane gravemente ferito il popolano Pallura, che aveva chiesto dei cari per il santo Pantaleone. La rabbia della gente monta, sospettando che autori del pestaggio siano stati i confratelli di San Gonselvo, e organizzano una spedizione punitiva, prelevando dalla cappella della parrocchia la statua di San Pantaleone, e soffermandosi davanti la sede della confraternita nemica con urla e improperi. La chiesa viene presa d'assalto con le due torme di uomini che sorreggono le statue, e si compie una carneficina a suon di roncole e coltelli, finché non risulta vincitrice la confraternita di San Gonselvo, dato che cade l'altra statua insieme ai confratelli. Nella novella successiva, data la deposizione "simbolica" del santo patrono, viene celebrata una festa in onore di San Gonselvo, con offerte da parte del popolo. Un cafone soprannominato "Ummalidò", si inginocchia davanti la statua, ha una mano molto danneggiata per lo scontro di pochi giorni prima, e dato che è perduta, il cafone col coltello se la taglia di netto, e l'offre in dono al santo.

 
Il voto, particolare di una penitente

Alla fine dell'800, donna Ernestina Vicini, mogie di Giuseppe Ciavolich ricco nobiluomo miglianichese, adattò la propria casa come circolo culturale, che appunto venne frequentato da d'Annuncio, Michetti, e lo scultore teatino Costantino Barbella, che realizzò una terracotta.

MusicaModifica

Accademia MusicaleModifica

Nelle sale della storica ex-casa parrocchiale, fondata agli inizi del Cinquecento, ha avuto sede l'Accademia Musicale Tollese AMT (ora trasferitasi in altra sede).[11] Inoltre nel 2005 era stata costituita la Banda dell'Accademia Musicale Città di Miglianico e Migliarettes (risultato della fusione tra il nome della città ospitante Miglianico e quello di majorettes).[12]

Miglianico Marching BandModifica

La Miglianico Marching Band, o MMB, è stata una formazione di musicisti, legata all'Accademia Musicale AMT, composta da strumenti a fiato e percussioni, un gruppo vivace e compatto di oltre 50 elementi sempre accompagnati dalle coreografie delle Golden Flags (sbandieratrici che davano corpo alle musiche attraverso le evoluzioni di bandiere dorate). Costituitasi nel 2009, già dopo pochi anni annoverava tra le sue tappe esibizioni in importanti manifestazioni nelle principali piazze d'Abruzzo, d'Italia e d'Europa; importante risultato è stato il successo ottenuto nelle tournée di Ungheria e Repubblica Ceca. [13] (Sito web: https://web.archive.org/web/20140103034212/http://www.miglianicomarchingband.it/ ) La Miglianico Marching Band, che era diventata uno dei complessi musicali più importanti nel suo genere in Italia, ha visto il suo scioglimento con il trasferimento dell'AMT fuori dalla città di Miglianico.

EventiModifica

Miglianico TourModifica

Ogni anno la seconda domenica di agosto si tiene la Miglianico Tour[14], gara podistica internazionale che nel 2014 ha raggiunto un importante record: è la manifestazione più longeva d'Italia non per età, ma per edizioni disputate consecutivamente, cioè senza interruzioni, ovvero 44 anni di seguito (48 edizioni al 2018). Ogni anno più di mille podisti partecipano alla corsa di 18 km competitiva e 9 km non competitiva. (sito web: https://web.archive.org/web/20111210170727/http://www.miglianicotour.it/ )

Premio di poesia "Paride Di Federico"Modifica

Ogni anno l'assessorato alla cultura del Comune di Miglianico, in collaborazione con l'Istituto Comprensivo di scuola primaria e secondaria di primo grado di Miglianico, indice il Premio di Poesia inedita “Paride Di Federico” in onore e memoria di Paride, studente modello, cittadino scrittore e poeta di riconosciuta sensibilità.[15]

Feste e manifestazioniModifica

  • San Rocco, celebrato la terza domenica di aprile nella chiesa nel centro del paese, intitolata al Santo stesso.
  • Sant'Antonio abate la festa del santo è celebrata nella omonima chiesetta di contrada Cerreto il Lunedì dell'Angelo.
  • San Michele Arcangelo 8 maggio.
  • Feste patronali di San Pantaleone il 26, 27 e 28 luglio, le quali coinvolgono tutto il paese.
  • Festa della Madonna delle Piane, l'8 settembre.
  • Festa della Venuta di San Pantaleone l'ultima domenica di ottobre.
  • Rassegna enogastronomica "Le contrade del Piacere" nella prima settimana di agosto, in cui è possibile gustare tutti i sapori del territorio, accompagnati da forme di intrattenimento di ogni tipo.

Festa patronale di San PantaleoneModifica

Nella chiesa madre di San Michele, si trovava il busto argenteo del santo, ben descritto da d'Annunzio nella novella "Gli Idolatri", e rappresentato da Michetti ne Il voto. Il busto fu trafugato dai tedeschi durante la guerra, asportarono il rivestimento in argento, rubarono la testa, rendendo il simulacro inservibile, tanto che oggi si venera un nuovo busto monumentale in legno, anche se risale al XIV secolo. La statua mostra il santo con i paramenti da vescovo, con la mano benedicente e l'altra avente sulla mano il modellino della città di Miglianico, in segno di protezione: lo sguardo risulta magnetico ed enigmatico, di scuola abruzzese, scolpito seguendo lo stile bizantino. La statua rischiò varie volte il trafugamento, prima da parte dei Turchi nel 1566, quando fu nascosta in una cascina di contrada Piane San Pantaleone, poi dai tedeschi.

La festa patronale si svolge i giorni 26-28 luglio, la folla entra nella chiesa per il rito dell'Esposizione della statua, anticamente del busto, verso cui la gente si dirige carponi e genuflessa, dopo la solenne messa, per sciogliere i voti fatti l'anno precedente al santo. I confratelli della Confraternita si avvicinano alla statua con la loro mozzetta rossa, essa viene rimossa dalla teca di vetro, mentre i pellegrini e i fedeli intonano un canto dallo stile malinconico e funebre, e il busto è sistemato sopra un piedistallo, da dove verrà venerato e baciato, sino alla solenne processione finale per le vie del paese.

Mellianum Musica FestivalModifica

Fino all'anno del suo trasferimento, ogni anno, nel mese di luglio, l'Accademia Musicale AMT di Miglianico in collaborazione con il Comune di Miglianico, e la Pro-Loco organizzava il Mellianum Musica Festival, una manifestazione che consisteva in una settimana di concerti nel centro storico del paese. La rassegna si concludeva con l'esibizione dell'Orchestra Sinfonica Giovanile Internazionale AMT, formata da circa cento giovani musicisti provenienti oltre che dall'Abruzzo, anche dalla Spagna, dalla Repubblica Ceca, dall'Ungheria e dalla Bulgaria, i quali si conoscevano grazie al corso di Musica di insieme previsto durante il periodo della manifestazione.[11]

EconomiaModifica

La produzione di uva da vino, prevalentemente Montepulciano d'Abruzzo, Sangiovese, Trebbiano, e Chardonnay e quindi di vino, distinguono l'economia di questo territorio dove sono anche presenti attività artigianali ed industriali poste prevalentemente nella Val di Foro.[5]La principale cantina, la "San Giacomo", è la sede centrale della cooperativa vinicola sociale comunale Per quanto riguarda l'artigianato, sono rinomate le lavorazioni del ferro battuto e del rame, finalizzate alla produzione di oggetti artistici.[16]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Nicola Mincone Lista civica di Centro (1995-1999)
Lista civica di Centro-destra (1999-2004)
Sindaco [17][18]
13 giugno 2004 25 maggio 2014 Dino De Marco Unione di Centro (2004-2009)
Lista civica Progetto Miglianico (2009-2014)
Sindaco [19][20]
26 maggio 2014 in carica Fabio Adezio Lista civica di Centro-destra Miglianico Cambia Sindaco [1]

GemellaggiModifica

SportModifica

CalcioModifica

Tra le tante società sportive spicca A.S.D. Miglianico Calcio (1947) (sito web: http://miglianicocalcio.net/) che dopo una spettacolare stagione ha vinto il campionato di Eccellenza 2008/2009 regalando una pagina indelebile nella storia della città, raggiungendo la storica promozione in serie D. Dopo tre anni di permanenza in serie D, dalla stagione 2012/2013 è iscritta all'Eccellenza Abruzzo.[21].

GolfModifica

In Contrada Cerreto si trova il Miglianico Golf Club.[22] È il primo impianto golfistico realizzato in Abruzzo. Il campo è stato progettato dall'architetto americano del golf Ronald Kirby. Ha 18 buche e si estende per 62 ettari.

Strutture sportiveModifica

  • Stadio comunale "F.lli Ciavatta"
  • Palazzetto dello sport "PalaMiglianico"
  • Pattinodromo comunale
  • Impianto golfistico "Miglianico Golf Country Club"

Giochi del Mediterraneo 2009Modifica

Nel 2009 Miglianico ha ospitato, durante i XVI Giochi del Mediterraneo di Pescara, il torneo di golf.[23]

NoteModifica

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultato delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Autori vari, storia, su miglianico.net. URL consultato il 28 settembre 2010.
  5. ^ a b c itinerariabruzzo, Miglianico [collegamento interrotto], su itinerari.abruzzo.it. URL consultato il 30 novembre 2009.
  6. ^ Autori vari, culto di san pantaleone [collegamento interrotto], su chiesamiglianico.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  7. ^ Autori vari, chiesa san rocco [collegamento interrotto], su chiesamiglianico.it. URL consultato il 26 gennaio 2011.
  8. ^ Autori vari, fonte civica [collegamento interrotto], su pattochietinortonese.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  9. ^ Autori vari, chiesa sant'antonio abate [collegamento interrotto], su chiesamiglianico.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b Autori vari, scuola di musica Miglianico, su accademiamusicaletollese.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  12. ^ Autori vari, banda musicale, su bandamusicale.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  13. ^ Autori vari, banda musicale, su ilcentro.gelocal.it. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  14. ^ Autori vari, Miglianico tour, su miglianicotour.it. URL consultato il 28 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2011).
  15. ^ Autori vari, premio di poesia, su miglianico.net. URL consultato il 2 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2014).
  16. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  17. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  19. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  20. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'interno, Risultato delle elezioni amministrative del 7 giugno 2009, su elezionistorico.interno.it.
  21. ^ Autori vari, calcio, su figcabruzzo.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  22. ^ Autori vari, golf, su miglianicogolf.it. URL consultato il 28 settembre 2010.
  23. ^ Autori vari, pescara2009, su pescara2009.it. URL consultato il 28 settembre 2010.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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